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	<title>rapporti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 12 Jul 2025 17:17:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Appello di 104 sindaci a Occhiuto: Regione Calabria sospenda rapporti con Israele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 17:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ben 104 sindaci calabresi si rivolgono, in un documento, al Governatore, Roberto Occhiuto per chiedere che &#8220;La Regione Calabria condanni il genocidio in corso a Gaza e sospenda ogni tipo di rapporto con Israele&#8221;. Tra i firmatari dell&#8217;appello ci sono i primi cittadini di Catanzaro, Nicola Fiorita, Reggio Calabria, Italo Falcomatà, Cosenza, Franz Caruso, e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ben 104 sindaci calabresi si rivolgono, in un documento, al Governatore, Roberto Occhiuto per chiedere che &#8220;La Regione Calabria condanni il genocidio in corso a Gaza e sospenda ogni tipo di rapporto con Israele&#8221;. Tra i firmatari dell&#8217;appello ci sono i primi cittadini di Catanzaro, Nicola Fiorita, Reggio Calabria, Italo Falcomatà, Cosenza, Franz Caruso, e Vibo Valentia, Enzo Romeo.<br />
L&#8217;appello é stato sottoscritto anche dal sindaco di Petilia Policastro, Simone Saporito, che si é fatto anche promotore di una delibera di Giunta in cui é stato chiesto &#8220;il riconoscimento dello Stato della Palestina&#8221;. Ha aderito anche Mimmo Lucano, sindaco di Riace ed europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra.</p>
<p>Nel documento si sostiene che &#8220;il conflitto in Medio Oriente tra Israele e Palestinesi nella Striscia di Gaza sta assumendo proporzioni drammatiche, rivelandosi come una delle più gravi crisi umanitarie della storia moderna&#8221;. I primi cittadini esprimono anche &#8220;condanna per l&#8217;attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre del 2023&#8221;, sottolineando, al contempo, &#8220;la violenza della reazione israeliana, con lo sterminio sistematico di civili, l&#8217;utilizzo della fame e delle malattie come armi di guerra e l&#8217;ostruzione sistematica degli aiuti umanitari&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Calabria, regione affacciata sul Mediterraneo, vocata all&#8217;accoglienza, al dialogo e alla pace &#8211; conclude il documento &#8211; non può rimanere indifferente di fronte a una tale catastrofe umanitaria e morale&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-Maxi-operazione antidroga nel Leccese: 95 indagati, rapporti con trafficanti droga calabresi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 16:49:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-284498-1" width="640" height="336" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Polizia-Gdf_Lecce.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Polizia-Gdf_Lecce.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Polizia-Gdf_Lecce.mp4</a></video></div>
<p>Oggi, su delega della Procura della Repubblica di Lecce – Direzione Distrettuale Antimafia, la Squadra Mobile di Lecce ed il Nucleo P.E.F. (G.I.C.O.) della Guardia di Finanza, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine e dei Baschi Verdi, hanno eseguito nello stesso capoluogo e in alcuni comuni limitrofi, un’ordinanza di custodia cautelare con cui il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce ha disposto gli arresti in carcere nei confronti di 33 indagati e di n. 2 soggetti agli arresti domiciliari, gravemente indiziati a vario titolo di aver fatto parte di due distinte associazioni finalizzate al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti nonché al riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture per operazioni inesistenti. Le attività hanno visto l’impiego di 90 militari della Guardia di Finanza e di circa 120 uomini della Polizia di Stato, supportati dallo SCICO della Guardia di Finanza, e dalle rispettive unità cinofile (G.di F. e P.S.) oltre che da un elicottero del Reparto Volo di Bari della Polizia di Stato.<br />
L’odierna operazione di servizio ha interessato, tra i principali indagati di rango apicale, anche alcuni esponenti della criminalità organizzata, già condannati per aver fatto parte di un’organizzazione criminale di stampo mafioso, più nota come Sacra Corona Unita (clan Pepe – Briganti, Gruppo Penza), storicamente radicata nel capoluogo salentino, ma con ramificazioni in diversi centri della provincia.</p>
<p>Le indagini preliminari hanno consentito di acquisire un solido impianto indiziario in ordine alla esistenza ed operatività di due associazioni, radicate nei comuni di Lecce e nel basso salento, guidate rispettivamente da P.A.M. e G.S. la prima e da C.G e R.C. l’altra, tutti pregiudicati, dedite al traffico e commercio in forma strutturata ed organizzata di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti di diversa tipologia. Le attività investigative hanno avuto origine da una intensa attività di cooperazione internazionale graziealla quale sonostati acquisiti -per mezzo di Ordini Europei d’Indagine &#8211; una serie di chat scambiate dagli indagati attraverso l’utilizzo di piattaforme cripate di comunicazione quali “ENCROCHAT” e “SKY ECC”, che consentivano lo scambio di messaggi o conversazioni utilizzando criptofonini in grado di cifrare i dati trasmessi ed impedire qualsiasi intercettazione o captazione. Gli investigatori hanno disvelato la presenza di una strutturazione capillare, in cui vi era una precisa ripartizione di compiti tra i sodali, una disponibilità di enormi quantità di denaro contante, telefonini criptati, veicoli dotati di appositi nascondigli oltre che depositi sicuri in cui occultare il materiale illecito. La caratura degli indagati si è altresì espressa attraverso la <strong>capacità di curare rapporti con trafficanti di droga calabresi</strong> e altri sodalizi criminali operativi sul territorio nazionale ed all’estero (tra cui albanesi e spagnoli). Due tra le persone interessate dalla misura restrittiva si sarebbero trasferite stabilmente in Spagna. Di particolare rilevo la rete di contatti abilmente sviluppata da G.S., il quale è stato in grado di tessere tali rapporti anche in costanza di un periodo di latitanza così come P.A.M., in grado di dare direttive ai propri sodali contando su una fitta rete di supporto grazie all’intermediazione di altri detenuti e/o persone &#8211; dentro e fuori dal carcere &#8211; nonostante lo stato di detenzione cui era sottoposto. Di assoluto rilievo come le due organizzazioni investigate, abbiano sistematicamente fatto ricorso all’uso della violenza, anche con l’utilizzo di armi e ordigni esplosivi, per imporre il proprio controllo del territorio, nonché per dirimere eventuali conflittualità “interne” o indirizzare “azioni punitive” verso coloro che sconfinavano nelle piazze di spaccio controllate dall’associazione. Numerosi e ingenti sono stati i sequestri di sostanze stupefacenti in costanza di indagine. A tal riguardo si segnala l’arresto avvenuto in data 7 agosto 2020 di due soggetti intenti a trasportare su un natante, bloccato a ridosso dell’area di Castro, oltre 150 kg di marijuana e 25 kg di hashish provenienti dall’Albania; in data 10 giugno 2021, a Napoli, veniva tratto in arresto altro soggetto trovato in possesso di circa 45 kg di cocaina occultata in un doppio fondo di un autocarro specializzato strutturalmente modificato; in data 4.6.2021 a Lecce veniva tratto in arresto altro sodale trovato in possesso di 11 kg di eroina occultati in un doppio fondo dell’autovettura ed una pistola. Centinaia di migliaia di euro le somme movimentate in contanti.</p>
<p>Il sodalizio criminale ha così sviluppato non solo un’egemonia territoriale nel traffico degli stupefacenti ma anche un progressivo dominio sotto il profilo economico-finanziario attraverso l’acquisizione nel tempo di una serie di locali pubblici (pub e ristoranti) ed alcuni esercizi commerciali nel territorio salentino, con la connivenza e fattiva collaborazione di un noto commercialista salentino. Una pluralità di imprese, infatti, sotto forma di cooperative, risultavano formalmente affidate a soci e/o a soggetti prestanome ma in realtà erano asservite agli scopi del gruppo criminale per reinvestire il denaro di provenienza illecita (anche all’estero), e per garantire ai familiari degli associati assunzioni e retribuzioni, onde legittimare la provenienza (di facciata) dei guadagni. Ma in realtà nessuna attività lavorativa è stata riscontrata nel corso delle indagini. In particolare, alle citate cooperative, giungevano per mano degli adepti somme di denaro contante di volta in volta versate sui rispettivi conti correnti societari (anche per diverse decine di migliaia di euro), da impiegarsi in un secondo momento per corrispondere gli stipendi (anche pari a 2.500 euro al mese) a mogli o parenti diretti dei soggetti detenuti ovvero da utilizzarsi per il sostentamento di quest’ultimi in carcere. Somme di denaro contante venivano altresì elargite ad altre “imprese” compiacenti che, poi, provvedevano ad acquistare autovetture di lusso date in uso (di fatto) ai medesimi pregiudicati oppure ai familiari di questi.<br />
Il professionista attinto dalla misura restrittiva provvedeva ad “amministrare” gli interessi economico-finanziari in prima persona, o attraverso teste di legno, offrendo la propria opera per trasferire all’estero ingenti somme di denaro con bonifici in partenza dalle solite società cooperative compiacenti, eludendo le normali procedure di controllo in materia antiriciclaggio.<br />
L’imponente attività investigativa, articolata in intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, nonché numerose riprese video, puntualmente riscontrate da meticolosi servizi di osservazione e pedinamento mediante le più classiche metodologie, ha consentito di acquisire un quadro gravemente indiziario nei confronti di ciascun indagato attinto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-maxi-operazione-antidroga-nel-leccese-95-indagati-rapporti-con-trafficanti-droga-calabresi/">VIDEO-Maxi-operazione antidroga nel Leccese: 95 indagati, rapporti con trafficanti droga calabresi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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