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	<title>province Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Oct 2025 13:51:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>In Calabria premio medio Rc auto pari a 693, +7%. Crotone e Vibo Valentia province più care</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 13:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il premio medio per assicurare un&#8217;auto in Calabria ad agosto 2025 è stato pari a 693,14 euro, in aumento, secondo l&#8217;Osservatorio RC auto Facile.it &#8211; Assicurazione.it, del 7% su base annua. Oltre ad essere una delle regioni in cui il premio medio costa di più, la Calabria ha registrato il secondo incremento annuale più alto d&#8217;Italia. Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in valori assoluti, la provincia calabrese [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="isPasted">Il premio medio per <strong>assicurare un&#8217;auto in Calabria ad agosto 2025 </strong>è stato<strong> </strong>pari a <strong>693,14</strong> <strong>euro, </strong>in <strong>aumento</strong>, secondo l&#8217;<strong>Osservatorio RC auto</strong> <strong>Facile.it</strong> &#8211; <strong>Assicurazione.it</strong>, del <strong>7</strong><strong>%</strong> su base annua. Oltre ad essere una delle regioni in cui il premio medio costa di più, la Calabria ha registrato il <strong>secondo </strong><strong id="isPasted">incremento annuale</strong> <strong>più alto d&#8217;Italia</strong>.<strong id="isPasted"></strong></p>
<p>Analizzando i dati a livello provinciale emerge che, in valori assoluti, la <strong>provincia calabrese più cara</strong> è risultata essere <strong>Crotone </strong>(829,25 euro, +8,5%). Al secondo posto si trova <strong>Vibo Valentia </strong>(715,01 euro, -1,2%); seguono <strong>Reggio Calabria</strong> (701,75 euro, +5,2%) e <strong>Cosenza</strong> (665,94 euro, +9,6%). Chiude la classifica <strong>Catanzaro</strong> (639,18 euro, +10,3%). Ecco i premi medi RC auto rilevati da Facile.it ed Assicurazione.it ad agosto 2025 in <strong>Calabria</strong>:</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-340058" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/Tariffe-300x258.png" alt="" width="601" height="517" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/Tariffe-300x258.png 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/Tariffe-489x420.png 489w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/Tariffe.png 497w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></p>
<p>Nonostante Catanzaro abbia registrato l&#8217;aumento annuale più alto (+10,3%), con una tariffa Rc auto pari a 639,18 euro, la provincia è risultata essere l&#8217;area calabrese dove assicurare un veicolo a quattro ruote costa meno.</p>
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		<title>Rapporto sul BenVivere e la Generatività province italiane 2024: ultime Crotone e Reggio Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-sul-benvivere-e-la-generativita-province-italiane-2024-ultime-crotone-e-reggio-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2024 11:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sesta edizione del Rapporto sul BenVivere e la Generatività delle province italiane 2024. La ricerca – curata da Leonardo Becchetti, Demetrio Miloslavo Bova, Dalila De Rosa e Lorenzo Semplici – contiene le nuove classifiche sul BenVivere e sulla Generatività delle Province italiane che, rispetto allo scorso anno, registrano miglioramenti solo sul fronte del BenVivere, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sesta edizione del <strong>Rapporto sul BenVivere e la Generatività</strong> delle province italiane 2024. La ricerca – curata da Leonardo Becchetti, Demetrio Miloslavo Bova, Dalila De Rosa e Lorenzo Semplici – contiene le nuove classifiche sul BenVivere e sulla Generatività delle Province italiane che, rispetto allo scorso anno, registrano miglioramenti solo sul fronte del BenVivere, soprattutto al Sud, che è riuscito a ridurre il gap con il Nord e il Centro. Le classifiche sul BenVivere e sulla Generatività sono state redatte analizzando una <strong>serie</strong> di indicatori relativi a dimensioni quali <strong>accoglienza, ambiente turismo e cultura, capitale umano, demografia e famiglia, economia e inclusione, impegno civile, lavoro, legalità e sicurezza, salute, servizi alla persona</strong>. Nello specifico invece, gli indicatori che definiscono il <strong>punteggio</strong> della generatività sono tredici, tra cui rientrano la <strong>raccolta differenziata, il numero di startup innovative, il tasso di nuzialità e natalità, l’età media delle madri al parto, il numero medio di figli, i Neet, le imprese di stranieri, il voto col portafoglio (valutazione sulle scelte di consumo capaci di generare un effetto positivo sui lavoratori, sull’ambiente e su tutta la comunità)</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda la classifica 2024 del BenVivere, <strong>Bolzano perde</strong>, per la prima volta in sei anni, la prima posizione sul podio, scendendo di nove gradini fino al decimo posto. Il calo della provincia autonoma è pari a 1,93 punti e dipende principalmente da una flessione nelle dimensioni della Legalità e Sicurezza (-15,34), della Demografia e Famiglia (-7,46), dell’Ambiente Cultura e Turismo (-2,51) e dell’Economia e Inclusione (-2,22). A scendere dal podio è anche Prato, che cala di 8 posizioni. Il <strong>primato dunque passa a Pordenone</strong> (+1 posizione rispetto al 2023), il secondo posto è occupato da Siena, che sale di 4 gradini e terza in classifica è Milano (+1). Nella top 10 ci sono quattro nuovi ingressi: Trieste – quarta (+19), Rimini – settima (+23), Udine – ottava (+11), Parma – nona (+2). Ad uscirne, invece, sono le province di Bologna (-3), Prato (-8), Gorizia (-3) e Ancona (-11). A completare la top 10 Firenze (stabile al quinto posto) e Trento in sesta posizione (+1).<br />
Tra le province che nel 2024 hanno registrato un netto incremento rispetto allo scorso anno, guadagnando più di 15 posizioni, rientrano Isernia (+37, in 39esima posizione), Novara (+28, in 21esima posizione), Venezia (+26, in 17esima posizione), Benevento (+24, in 77esima posizione), Ferrara (+24, in 30esima posizione), Rimini (+23, in settima posizione), Belluno (+22, in 22esima posizione), Trieste (+19, in quarta posizione), Vercelli (+18, in 47esima posizione) e Teramo (+15, in 35esima posizione).</p>
<p><strong>Ai piedi della classifica si collocano alcune delle province del Sud Italia: Crotone e Reggio Calabria occupano rispettivamente l’ultimo e il penultimo posto</strong>. Taranto perde due posizioni rispetto al 2023 e scende al terzultimo gradino. Nella Flop 10 anche Caltanissetta (+1), Foggia (+3), Catania (-3) e Napoli (+3). Nonostante questa evidenza, il Sud registra parallelamente l’aumento più rilevante del livello di BenVivere con Isernia +4,28 e Benevento +2,84, ottenendo un punteggio complessivo di +0,43 e riducendo quindi il gap con il Nord di 0,36 punti e con il Centro di 0,54 punti (il Nord registra risultati positivi pari a +0,07, mentre il Centro riporta una lieve flessione di -0,11).</p>
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		<title>VIDEO-Sfruttamento prostituzione, blitz in Italia: 7 arresti. Controlli anche a Cosenza e Vibo Valentia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sfruttamento-prostituzione-blitz-27-province-7-arresti-controlli-anche-a-cosenza-e-vibo-valentia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 09:19:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una vasta operazione della Polizia di Stato per il contrasto al fenomeno dello sfruttamento della prostituzione si è conclusa nella notte in 27 province. E ha portato all&#8217;arresto di 7 persone e a 71 denunce. Ad Alessandria, Ancona, Aosta, Bari, Benevento, Catania, Cosenza, Cremona, Imperia, L&#8217;Aquila, Latina, Lecco, Lodi, Lucca, Mantova, Massa Carrara, Milano, Modena, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-260759-1" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/07/Operazione-contro-lo-sfruttamento-della-prostituzione-calabrianews.it_.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/07/Operazione-contro-lo-sfruttamento-della-prostituzione-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/07/Operazione-contro-lo-sfruttamento-della-prostituzione-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Una vasta operazione della Polizia di Stato per il contrasto al fenomeno dello sfruttamento della prostituzione si è conclusa nella notte in 27 province. E ha portato all&#8217;arresto di 7 persone e a 71 denunce. Ad Alessandria, Ancona, Aosta, Bari, Benevento, Catania, <strong>Cosenza</strong>, Cremona, Imperia, L&#8217;Aquila, Latina, Lecco, Lodi, Lucca, Mantova, Massa Carrara, Milano, Modena, Napoli, Oristano, Parma, Pisa, Prato, Roma, Savona, Teramo e <strong>Vibo Valentia</strong>, sono stati intensificati i controlli di polizia sui principali luoghi utilizzati soprattutto da soggetti appartenenti alla criminalità straniera, in particolare cinese, dediti al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, talvolta anche minorile.Ad eseguirli oltre 400 operatori delle squadre mobili della polizia di Stato coordinati dallo Sco (Servizio Centrale Operativo). Controlli e perquisizioni hanno riguardato anche appartamenti ed esercizi pubblici in cui le prestazioni sessuali a pagamento erano dissimulate con inesistenti attività professionali (in particolare riferibili al settore estetico e del benessere) pubblicizzate anche online attraverso siti e piattaforme di messaggistica dedicate.</p>
<p>Alle sette persone arrestate, così come ai 71 denunciati, sono contestati reati in materia di immigrazione, sfruttamento della prostituzione, stupefacenti e reati contro la persona. Nel corso delle perquisizioni sono state trovate anche numerose dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish ed eroina. Sono stati anche adottati provvedimenti amministrativi nei confronti di 51 persone straniere, irregolari sul territorio nazionale (26 delle quali destinatarie del provvedimento di espulsione). E inoltre sono stati sequestrati un fucile illecitamente detenuto, la somma di oltre 10.000 euro provento dell&#8217;attività illecite, tre immobili dove abusivamente veniva esercitata l&#8217;attività di prostituzione .</p>
<p>Complessivamente sono state elevate 82 sanzioni ammnistrative per decine di migliaia di euro per esercizio abusivo dell&#8217;attività commerciale, violazione della normativa sull&#8217;immigrazione e sugli stupefacenti, irregolarità in materia di assunzione di lavoratori, violazione in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, violazione della normativa in materia di igiene e conservazione degli alimenti, infine in alcuni locali sono state riscontrate gravi carenze igienico &#8211; sanitarie. A supporto degli Uffici investigativi hanno operato 60 equipaggi dei reparti prevenzione crimine e numerose unità cinofile.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Le province calabresi sempre ultime in Italia per livello di benessere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/le-province-calabresi-sempre-ultime-in-italia-per-livello-di-benessere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 20:27:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il livello di benessere delle province calabresi è il più basso in Italia, e ampiamente inferiore anche rispetto al complesso dei territori del Mezzogiorno. E’ quanto emerge dai risultati del report BesT (Benessere equo e sostenibile dei territori) stilato dall’Istat per la Calabria che analizza e valuta il progresso della società non soltanto dal punto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il livello di benessere delle province calabresi è il più basso in Italia, e ampiamente inferiore anche rispetto al complesso dei territori del Mezzogiorno. E’ quanto emerge dai risultati del report BesT (Benessere equo e sostenibile dei territori) stilato dall’Istat per la <strong>Calabria</strong> che analizza e valuta il progresso della società non soltanto dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale. Collocando le province italiane in cinque classi di benessere relativo (bassa, medio-bassa, media, medio-alta e alta) sul complesso degli indicatori disponibili per l’ultimo periodo di riferimento (2020-2022), il 30,2% delle misure colloca le province calabresi nella classe di benessere più bassa e il 55,8% delle misure nelle classi medio-bassa e bassa (la media delle province del Mezzogiorno è rispettivamente 23,4 e 47,1%). </p>
<p>Nell’ultimo anno i livelli di benessere relativo più elevati si osservano nelle province di <strong>Catanzaro</strong> con circa il 28% degli indicatori nelle classi di benessere relativo alta e medio-alta, e <strong>Vibo Valentia</strong> con il 26,2%. In materia di sicurezza, solo il 3,3% delle province calabresi si trova nella coda della distribuzione nazionale: il 50% delle misure provinciali è nella classe di benessere relativo alta e il 10,0% in quella medio-alta. Per quanto riguarda l’ambiente le province calabresi riportano prevalentemente buoni risultati (35,0% nelle classi alta e medio-alta), pur a fronte di un 30,0% di posizionamento nelle due classi di coda. Tra gli indicatori, un vantaggio evidente è segnalato dall’elevata produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che nel 2021 si attesta al 77,7% del consumo della regione, superando di oltre 40 punti percentuali il livello medio nazionale (35,1%). Le province più svantaggiate della regione sono <strong>Reggio</strong>, che nell’ultimo anno si trova nelle due classi di coda della distribuzione nazionale per il 63,9% degli indicatori, seguita da <strong>Crotone</strong> (60,7%). In materia di lavoro e conciliazione dei tempi di vita le misure delle province calabresi si concentrano maggiormente nella classe di benessere relativo bassa (43,3%) e medio bassa (50%). Anche in materia di Paesaggio e patrimonio culturale e innovazione, ricerca e creatività il 90%e più degli indicatori colloca le province calabresi nelle due classi di coda. Crotone si trova nella classe di benessere relativo bassa per il 41% delle misure, distanziando Catanzaro di ventitré punti percentuali. In quasi tutti i domini buona parte degli indicatori evidenzia ampi divari tra la provincia con i risultati migliori e quella con i risultati peggiori. Invece, la distanza tra le province calabresi è minima per gli indicatori del dominio Benessere economico. La Calabria si colloca tra le regioni europee con i risultati migliori per due dei nove indicatori BesT disponibili per il confronto con le regioni europee: speranza di vita alla nascita (86/mo posto su 234 regioni, anno 2021) e rifiuti urbani prodotti :38/mo posto su 139 regioni per cui il dato è disponibile, anno 2019); I restanti sette indicatori come salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, politica e istituzioni e innovazione, ricerca e creatività, sono su livelli più bassi della media Ue. </p>
<p>Il territorio calabrese, al primo gennaio 2023, comprende 404 Comuni, 4 Province e una Città metropolitana. La popolazione prevalentemente (47,4 per cento) vive in piccole città e sobborghi. Il resto, per il 35,3%, in zone rurali e per il 17,4% in città, con percentuali invertite rispetto alle medie per l’Italia, pari rispettivamente a 35,1% e 17%. Nelle aree interne, distanti dai centri di offerta di servizi essenziali, risiede il 44,4% (22,7% la media italiana). Alla data del primo gennaio 2023 la popolazione regionale supera 1,8 milioni di abitanti e rappresenta il 3,1% di quella italiana. La dinamica demografica resta moderatamente negativa (-2,8 per cento dall’1gennaio 2020), in linea con il calo in atto dal 2008, ma la diminuzione è più accentuata rispetto all’Italia (-1,3). L’economia regionale si connota per una maggiore incidenza dell’agricoltura, dove gli occupati sono il 13,2 % (3,6 % la media nazionale). Il valore aggiunto complessivo generato dal sistema produttivo regionale nel 2020 è di 28.109 milioni di euro correnti (14.973 euro per abitante), l’1,9% del valore aggiunto nazionale.</p>
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		<item>
		<title>Covid Italia, Sebastiani (Cnr): Dopo il picco 28 province in stasi. In decrescita anche Cosenza, Crotone e Vibo Valentia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-italia-sebastiani-cnr-dopo-il-picco-28-province-in-stasi-in-decrescita-anche-cosenza-crotone-e-vibo-valentia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jan 2022 15:59:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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		<category><![CDATA[province]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La curva dell’epidemia di Covid-19 si trova in fasi diverse nelle province italiane e, fra quelle che nei giorni scorsi avevano superato il picco, si osservano segnali di risalita mentre altre sono in decrescita, in altre ancora la discesa ha subito una battuta d’arresto e si rileva una fase di stasi, mentre in alcune il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La curva dell’epidemia di Covid-19 si trova in fasi diverse nelle province italiane e, fra quelle che nei giorni scorsi avevano superato il picco, si osservano segnali di risalita mentre altre sono in decrescita, in altre ancora la discesa ha subito una battuta d’arresto e si rileva una fase di stasi, mentre in alcune il picco non è stato raggiunto e la crescita prosegue: è una mappa molto eterogenea, quella che emerge dalle analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell&#8217;Istituto per le Applicazioni del Calcolo &#8216;M.Picone&#8217;, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).</p>
<p>Dall’analisi emerge che hanno <strong>oltrepassato il picco e sono in decrescita</strong> 16 province (<strong>Cosenza</strong>, <strong>Vibo Valentia</strong>, Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Ferrara, Rieti, Sondrio, Campobasso, Sassari, Sud Sardegna, Catania, Rovigo, Verbano Cusio Ossola); <strong>in discesa</strong>, ma debolmente, anche <strong>Crotone</strong> e Piacenza.<br />
Sono in decrescita frenata altre 17 province che hanno oltrepassato il picco (Chieti, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Milano, Monza e della Brianza, Pavia, Varese, Agrigento, Caltanissetta, Palermo, Siracusa, Arezzo, Firenze, Massa Carrara, Terni).<br />
Dopo avere <strong>oltrepassato il picco</strong> e avere avuto una discesa frenata, <strong>sono in una fase di stasi</strong> 17 province (<strong>Catanzaro</strong>, Rimini, Genova, Imperia, La Spezia, Savona, Brescia, Cremona, Enna, Ragusa, Trapani, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Siena e Aosta).<br />
Dopo avere superato il picco e avere avuto una discesa frenata, la curva sta risalendo in quattro province (Potenza, Viterbo, Messina, Perugia).<br />
Dopo avere raggiunto un plateau, è in crescita la provincia di Roma; in crescita debole sono le province di Reggio Emilia e Frosinone.<br />
Dopo una frenata della crescita, hanno raggiunto un plateau 11 province (L&#8217;Aquila, Pescara, Teramo, Bologna, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Ravenna, Latina, Asti e Nuoro).<br />
Sono in crescita frenata e hanno quasi raggiunto il picco 5 province (Isernia, Alessandria, Cuneo, Novara, Vercelli).<br />
In <strong>fase di crescita frenata</strong> 20 province (Bolzano, <strong>Reggio Calabria</strong>, Udine, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino, Biella, Torino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Cagliari, Belluno, Venezia, Verona).<br />
E’ in una fase di crescita debole Trento, mentre si rileva una crescita brusca a Matera e Oristano.<br />
Sono in crescita lineare 6 province (Mantova, Grosseto, Livorno, Padova, Treviso, Vicenza).<br />
Sono infine in fase di crescita accelerata Gorizia, Pordenone e Trieste.</p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Sebastiani (Cnr): Anche Catanzaro e Vibo Valentia tra le province che hanno raggiunto picco epidemia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2022 15:59:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’epidemia di Covid-19 segue andamenti diversi nelle 107 province italiane, 7 delle quali sono al picco e 28 lo hanno già raggiunto, mentre in 40 si registra una crescita frenata; in altre 13 province si rileva ancora una crescita di tipo lineare e in 19 l’incidenza è rapidamente aumentata: è quanto indicano le analisi del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’epidemia di Covid-19 segue andamenti diversi nelle 107 province italiane, 7 delle quali sono al picco e 28 lo hanno già raggiunto, mentre in 40 si registra una crescita frenata; in altre 13 province si rileva ancora una crescita di tipo lineare e in 19 l’incidenza è rapidamente aumentata: è quanto indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell&#8217;Istituto per le Applicazioni del Calcolo &#8216;M.Picone&#8217;, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), basate sulle differenze settimanali della curva dell&#8217;incidenza dei positivi totali nelle 107 province.</p>
<p>Le province che hanno raggiunto il picco si trovano soprattutto in Toscana e Umbria, “che anche a livello regionale mostrano di aver da poco superato il picco”, assieme a Lombardia e Abruzzo, che sono attualmente al picco. Sebastiani rileva che “queste regioni sono 4 delle 7 dove nelle ultime settimane del 2021 c&#8217;è stata una crescita esponenziale, con tempi di raddoppio degli incrementi piccoli, probabilmente a causa della diffusione della variante Omicron”.<br />
L’analisi del matematico indica inoltre che “40 province sono in crescita frenata. mentre per altre 13 province la crescita è lineare. Tra queste ultime, 4 sono al confine con Austria e Slovenia, e questo suggerisce, alla luce dell&#8217;espansione epidemica partita dal nord est alcuni mesi da, di effettuare adeguati controlli alle frontiere”. In altre 19 province c’è infine “un brusco e grande aumento dell&#8217;incidenza e sono principalmente coinvolte 3 regioni: Liguria, Marche e Puglia. Quest&#8217;ultima regione è già stata coinvolta con 4 province nella suddetta crescita esponenziale con tempi di raddoppio piccoli”.<br />
Ecco di seguito la mappa dell’epidemia di Covid-19 nelle province:<br />
<strong>HANNO GIA’ RAGGIUNTO IL PICCO</strong>: Chieti, <strong>Catanzaro</strong>, <strong>Vibo Valentia</strong>, Rimini, Viterbo, Bergamo, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza e della Brianza, Pavia, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Sassari, Caltanissetta, Enna, Messina, Trapani, Firenze, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, Perugia, Terni.<br />
<strong>SONO ATTUALMENTE AL PICCO</strong>: Pescara, Potenza, Roma, Brescia, Como, Ragusa, Arezzo<br />
<strong>IN CRESCITA FRENATA</strong>: L&#8217;Aquila, Teramo, Matera, <strong>Crotone</strong>, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Pordenone, Trieste, Frosinone, Latina, Rieti, Mantova, Sondrio, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli, Cagliari, Nuoro, Agrigento, Catania, Palermo, Siracusa, Grosseto, Livorno, Trento, Aosta, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona<br />
<strong>IN CRESCITA LINEARE</strong>: Bolzano, <strong>Cosenza</strong>, <strong>Reggio Calabria</strong>, Benevento, Caserta, Salerno, Gorizia, Udine, Campobasso, Isernia, Oristano, Belluno, Vicenza<br />
<strong>CRESCITA IN BRUSCO E GRANDE AUMENTO</strong>: Avellino, Napoli, Piacenza, Genova, Imperia, La Spezia, Savona, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Sud Sardegna</p>
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		<title>Covid Italia, Sebastiani (Cnr): Ecco le 32 province in cui corre più veloce la variante Omicron</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2022 17:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraversano l’Italia da Nord a Sud quasi senza soluzione di continuità, le 32 province nelle quali l&#8217;epidemia di Covid-19 correva più velocemente in Italia alla fine del 2021: da Lecco a Enna, sono quelle dove l’incremento dei casi raddoppiava in un minore numero di giorni e potrebbero quindi coincidere con le province dove la Omicron [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Attraversano l’Italia da Nord a Sud quasi senza soluzione di continuità, le 32 province nelle quali l&#8217;epidemia di Covid-19 correva più velocemente in Italia alla fine del 2021: da Lecco a Enna, sono quelle dove l’incremento dei casi raddoppiava in un minore numero di giorni e potrebbero quindi coincidere con le province dove la Omicron più si è diffusa nelle ultime settimane dello scorso anno: lo indica l&#8217;analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo &#8216;M.Piconè, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).</p>
<p>«Dall’analisi delle curve dell’incidenza di positivi nelle 107 province italiane nel periodo di tre settimane che termina il 2 gennaio 2022, risulta una crescita di tipo esponenziale (modulata da una componente periodica settimanale) con tempi di raddoppio degli incrementi che hanno frequenza massima a 4,5 giorni. Le province con tempi di raddoppio inferiori o uguali a 4,5 giorni sono 32», rileva il matematico. &#8220;Escludendo Rimini, <strong>Vibo Valentia</strong> ed Enna, sono concentrate &#8211; prosegue &#8211; in tre blocchi di province contigue&#8221;: uno composto dalle quattro province lombarde di Lecco, Bergamo, Monza e della Brianza e Cremona; Parma in Emilia Romagna; tutte le province toscane esclusa Grosseto e le due umbre. «Questo gruppo &#8211; osserva Sebastiani &#8211; è quasi contiguo al secondo, composto da tutte le province abruzzesi, le due molisane e le tre campane di Caserta, Avellino e Benevento. Il secondo gruppo è quasi contiguo al terzo, composto dalle quattro province pugliesi di Barletta-Andria-Trani, Bari, Taranto e Lecce».</p>
<p>Secondo l’esperto, «dato che queste 32 province hanno valori bassi del tempo di raddoppio, è ragionevole assumere che in esse sia rappresentata (più che nelle altre) in modo rilevante la variante Omicron, caratterizzata da una maggior diffusività rispetto alla variante Delta, prevalente negli ultimi mesi».</p>
<p>E’ inoltre da sottolineare, aggiunge Sebastiani, che «la Toscana ha nove province su dieci coinvolte, e poiché essa ha la più alta copertura vaccinale (79%) tra le regioni e province autonome italiane, è evidente l’importanza della somministrazione della terza dose per la limitazione della diffusione di questa variante. La caratteristica di contiguità delle province all’interno di ciascuno dei tre blocchi, tra l&#8217;altro quasi connessi tra loro, suggerisce l’opportunità della limitazione dei flussi di persone, almeno tra le diverse regioni».<br />
Ecco di seguito l’elenco delle 32 province dove nelle ultime settimane del 2021 i casi aumentavano in modo esponenziale con i valori più bassi dei tempi di raddoppio (in giorni) degli incrementi:<br />
Chieti (1,3), Isernia (2,3), <strong>Vibo Valentia</strong> (2,8), Pescara (2,9), Prato e Pisa (3), Campobasso e Barletta-Andria-Trani (3,1), Firenze (3,2), Pistoia (3,3), Lucca (3,4), Lecce e L’Aquila (3,6), Avellino (3,7), Teramo e Siena (3,8), Taranto, Arezzo e Massa Carrara (3,9), Lecco, Enna e Bari (4), Parma (4,1), Bergamo e Terni (4,2), Livorno, Rimini e Caserta (4,3), Cremona, Perugia, Benevento, Monza e della Brianza (4,5).</p>
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		<title>E&#8217; la provincia di Cosenza quella che ha ricevuto più erogazioni, segue Reggio, ultima Crotone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/e-la-provincia-di-reggio-quella-che-ha-ricevuto-piu-erogazioni-segue-cosenza-ultima-crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2021 16:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[decreti]]></category>
		<category><![CDATA[province]]></category>
		<category><![CDATA[ristori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Ecco quali somme sono state spese, per singole province calabresi, in relazione ai contributi erogati nel rispetto delle disposizioni previste nel &#8216;Decreto Rilancio&#8217; e nei &#8216;Decreti Ristori&#8217;. I dati contenuti nella tabella- sottolinea il Direttore regionale dell&#8217;Agenzia delle Entrate, Agostino Pellegrini &#8211; riguardano il numero di pagamenti e gli importi erogati a livello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/e-la-provincia-di-reggio-quella-che-ha-ricevuto-piu-erogazioni-segue-cosenza-ultima-crotone/">E&#8217; la provincia di Cosenza quella che ha ricevuto più erogazioni, segue Reggio, ultima Crotone</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Ecco quali somme sono state spese, per singole province calabresi, in relazione ai contributi erogati nel rispetto delle disposizioni previste nel &#8216;Decreto Rilancio&#8217; e nei &#8216;Decreti Ristori&#8217;.<br />
I dati contenuti nella tabella- sottolinea il Direttore regionale dell&#8217;Agenzia delle Entrate, Agostino Pellegrini &#8211; riguardano il numero di pagamenti e gli importi erogati a livello regionale, che concorrono agli oltre 10 miliardi di euro di ristori e contributi a fondo perduto erogati dall&#8217;Agenzia a livello nazionale.<br />
<a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/01/Cattura-2.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-138649" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/01/Cattura-2-300x110.png" alt="" width="649" height="238" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/01/Cattura-2-300x110.png 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/01/Cattura-2-1024x374.png 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/01/Cattura-2-768x280.png 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/01/Cattura-2-696x254.png 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/01/Cattura-2-1068x390.png 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/01/Cattura-2.png 1098w" sizes="(max-width: 649px) 100vw, 649px" /></a></p>
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