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	<title>proposta Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Occhiuto: &#8220;Abolire bollo auto, è una patrimoniale nascosta. Può diventare proposta simbolo per legge bilancio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 14:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un&#8217;intervista a &#8216;Il Messaggero&#8217;, il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, rilancia il dibattito sulla riduzione della pressione fiscale proponendo l&#8217;abolizione del bollo auto, definito una &#8220;patrimoniale nascosta&#8220;. Occhiuto &#8211; inoltre &#8211; ha sostenuto che in Italia esistono già diverse forme di tassazione patrimoniale che gravano anche sui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">In un&#8217;intervista a &#8216;Il Messaggero&#8217;, il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, rilancia il dibattito sulla riduzione della pressione fiscale proponendo l&#8217;abolizione del bollo auto, definito una &#8220;<em>patrimoniale nascosta</em>&#8220;. Occhiuto &#8211; inoltre &#8211; ha sostenuto che in Italia esistono già diverse forme di tassazione patrimoniale che gravano anche sui contribuenti con redditi bassi. Tra queste, secondo il governatore calabrese, rientra proprio il bollo auto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Occhiuto ha ricordato anche la proposta avanzata durante la campagna elettorale regionale dal suo avversario Pasquale Tridico, sottolineando come una Regione non abbia la competenza per eliminare autonomamente il tributo, ma evidenziando al tempo stesso la necessità di affrontare la questione a livello nazionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo il presidente della Regione, l&#8217;abolizione del bollo auto avrebbe un costo stimato di circa 6,5 miliardi di euro, ma rappresenterebbe una misura facilmente percepibile dai cittadini e in linea con la tradizione politica di Forza Italia. &#8220;Cancellare una tassa per intero è molto più efficace e apprezzato&#8221;, ha affermato, richiamando le riforme fiscali promosse in passato da Silvio Berlusconi. Per Occhiuto, la proposta potrebbe diventare una delle misure simbolo del centrodestra in vista della prossima legge di bilancio, insieme all&#8217;ipotesi di detassazione delle tredicesime.</p>
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		<title>Dalla Cgil una proposta di legge popolare per rafforzare la sanità pubblica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dalla-cgil-una-proposta-di-legge-popolare-per-rafforzare-la-sanita-pubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:31:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, nel corso di una conferenza stampa la Cgil ha presentato la proposta di legge di iniziativa popolare perv rafforzare il Servizio sanitario nazionale, aumentare le risorse e valorizzare il personale. Il testo, &#8220;Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e la valorizzazione del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, nel corso di una conferenza stampa la Cgil ha presentato la proposta di legge di iniziativa popolare perv rafforzare il Servizio sanitario nazionale, aumentare le risorse e valorizzare il personale. Il testo, &#8220;<em>Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e la valorizzazione del personale&#8221;</em>, punta a rendere effettivo il diritto universale alla salute, intervenendo su finanziamento, personale e servizi territoriali, per arrestare il declino del sistema sanitario pubblico. Tra i punti principali, l&#8217;aumento progressivo delle risorse fino ad almeno il 7,5% del Pil entro il 2030 e il superamento dei vincoli alla spesa per il personale, con l&#8217;obiettivo di colmare le carenze di organico.</p>
<p>&#8220;<em>Serve un grande movimento dal basso per rilanciare quella che è la principale infrastruttura sociale del Paese</em>&#8220;, ha dichiarato la segretaria nazionale Cgil Daniela Barbaresi, sottolineando come il Servizio sanitario nazionale &#8220;<em>stia vivendo una crisi senza precedenti per mancanza di risorse e personale</em>&#8220;.  Da qui la richiesta di &#8220;<em>più investimenti, più personale e un rafforzamento della medicina territoriale</em>&#8220;, anche alla luce dei &#8220;<em>ritardi insostenibili nell&#8217;attuazione del Pnrr</em>&#8220;.  Nel provvedimento centrale anche il potenziamento dei servizi di prossimità, con il rafforzamento dei distretti socio-sanitari e delle case della comunità, e misure per ridurre le liste d&#8217;attesa attraverso più personale e una migliore organizzazione dei servizi. Ampio spazio inoltre alle politiche per gli anziani non autosufficienti e all&#8217;integrazione tra sanità e sociale.</p>
<p>Il segretario generale Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, ha indicato nella regione &#8220;<em>il simbolo delle criticità del sistema</em>&#8220;, evidenziando come &#8220;<em>l&#8217;assistenza agli anziani manca e la medicina di prossimità è inesistente&#8221;</em>. &#8220;<em>Siamo alla fine del Pnrr e non si vedono i risultati &#8211; ha aggiunto &#8211; mentre il maggiore ospedale dei calabresi resta fuori regione, con una mobilità passiva che vale 320 milioni di euro&#8221;</em>. Trotta ha anche lanciato l&#8217;allarme sulla carenza di medici, sottolineando che &#8220;<em>senza i professionisti stranieri sarebbe una tragedia per la sanità calabrese&#8221;</em>, e ha annunciato possibili iniziative: &#8220;<em>Se non arriveranno risposte, siamo pronti alla mobilitazione regionale&#8221;.</em><br />
Critiche anche sull&#8217;autonomia differenziata, definita &#8220;<em>un rischio per la sanità</em>&#8220;, mentre sul piano sindacale è stata ribadita la volontà di costruire &#8220;<em>una convergenza ampia</em>&#8221; sul tema del diritto alla salute. La proposta di legge, hanno concluso i promotori, mira a &#8220;<em>ribaltare una situazione non più sostenibile</em>&#8221; e a garantire un sistema sanitario pubblico &#8220;<em>accessibile, equo e universale</em>&#8220;. All&#8217;incontro era presente anche Luigi Veraldi, segretario Cgil Calabria.</p>
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		<item>
		<title>Sottosegretari in Calabria, centrosinistra: iniziativa popolare per proposta di legge abrogativa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sottosegretari-in-calabria-centrosinistra-iniziativa-popolare-per-proposta-di-legge-abrogativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 15:25:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una proposta di legge abrogativa di iniziativa popolare e poi una proposta di legge per armonizzare lo strumento del referendum all’attuale formulazione dello Statuto. Sono queste le leve a cui l’opposizione di centrosinistra alla Regione intende ricorrere per eliminare la figura dei sottosegretari alla Presidenza approvata dalla maggioranza di centrodestra a gennaio e poi ulteriormente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una proposta di legge abrogativa di iniziativa popolare e poi una proposta di legge per armonizzare lo strumento del referendum all’attuale formulazione dello Statuto. Sono queste le leve a cui l’opposizione di centrosinistra alla Regione intende ricorrere per eliminare la figura dei sottosegretari alla Presidenza approvata dalla maggioranza di centrodestra a gennaio e poi ulteriormente regolamentata con una legge votata nell’ultimo Consiglio. La linea del centrosinistra e’ stata presentata in una conferenza stampa a Lamezia Terme alla quale hanno partecipato i consiglieri regionali Ernesto Alecci e Giuseppe Ranuccio (Pd), Elisa Scutella’ e Elisabetta Barbuto (M5S), Enzo Bruno (Tridico Presidente), Filomena Greco (Casa Riformista), Francesco De Cicco (Democratici Progressisti). Secondo quanto riferito dagli esponenti dell’opposizione, al momento non e’ invece facilmente percorribile la strada del referendum perche’ la normativa su questo aspetto e’ nebulosa e inoltre il referendum comporterebbe una spesa di almeno 6 milioni, superiore al costo degli stessi sottosegretari, oltre a dispiegare i propri effetti eventualmente solo dopo due anni e mezzo.</p>
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<div class="cleanslate360pv">Sul piano politico, i consiglieri regionali di centrosinistra hanno sostenuto che “<em>questa conferenza stampa anzitutto sancisce l’unita’ e la compattezza del centrosinistra in Consiglio regionale: siamo uniti nell’obiettivo della costruzione dell’alternativa al centrodestra. Abbiamo fatto sin da subito battaglia contro il centrodestra che come primo atto della legislatura ha proposto la modifica dello Statuto per ampliare il numero degli assessori e reintrodurre i sottosegretari. Una porcheria e una barbarie politica, questo e’ la legge che regolamenta i sottosegretari. Abbiamo presentato cinque emendamenti per ridurre una spesa scellerata, pari a un milione complessivo e 14mila euro al mese di sole indennita’, senza che i compiti di questa figura mitologica siano ben definiti, emendamenti tutti respinti”</em>.</div>
<div></div>
<p></ins></div>
<p>L’opposizione ha poi evidenziato: “<em>In Consiglio abbiamo tenuto una linea contro questo obbrobrio, alla fine il centrodestra l’ha votata e siamo usciti dall’aula. Poi abbiamo appreso che uno dei nostri emendamenti, teso a ridurre i costi – con la riduzione del numero delle strutture di supporto – e’ stato da loro approvato, probabilmente perche’ alla fine hanno avuto vergogna. La realta’ poi e’ che questa vicenda della moltiplicazione delle poltrone nasce dalla necessita’ della maggioranza e del presidente Roberto Occhiuto di sistemare i propri equilibri interni e dunque e’ una pura operazione di potere. Noi andremo fino in fondo comunque</em>”.</p>
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		<item>
		<title>Depositata la proposta di legge popolare per il potenziamento degli Ospedali montani</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/depositata-la-proposta-di-legge-popolare-per-il-potenziamento-degli-ospedali-montani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 16:54:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stata depositata ieri, nel Consiglio regionale della Calabria, una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato &#8216;La Cura&#8217;, che si batte per la riorganizzazione e il potenziamento dei presìdi ospedalieri delle zone montane di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli, come per la loro trasformazione in ospedali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata depositata ieri, nel Consiglio regionale della Calabria, una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato &#8216;La Cura&#8217;, che si batte per la riorganizzazione e il potenziamento dei presìdi ospedalieri delle zone montane di <strong>Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno</strong> e <strong>Soveria Mannelli</strong>, come per la loro trasformazione in ospedali spoke, cioè strutture molto più attrezzate rispetto all&#8217;assetto attuale, divenuto del tutto inadeguato. La proposta prevede l&#8217;istituzione di un&#8217;unica Azienda ospedaliera per la gestione dei quattro ospedali montani calabresi, soluzione che consentirebbe una maggiore disponibilità di personale medico e una significativa riduzione dei costi complessivi di gestione.</p>
<p>Fra dieci giorni il Consiglio regionale della Calabria procederà alla vidimazione delle schede per la raccolta delle 5mila firme necessarie alla presentazione formale del testo, che partirà contestualmente in tutta la regione. Il testo della proposta di legge è stato redatto dal medico Tullio Laino, esperto di diritto sanitario. Si tratta dell&#8217;evoluzione di un progetto di riorganizzazione dei quattro ospedali montani calabresi che Laino aveva già elaborato insieme al chirurgo del Policlinico Gemelli Giuseppe Brisinda e al giornalista Emiliano Morrone, componente del comitato &#8216;La Cura&#8217; e da anni impegnato sui problemi della sanità calabrese. La proposta originaria era stata illustrata nel 2020 agli eletti di maggioranza e opposizione nel Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore, nonché alle organizzazioni sindacali della cittadina silana. Successivamente, però, le forze politiche avevano scelto una soluzione diversa, molto più ridimensionata, poi approvata quasi all&#8217;unanimità dallo stesso Consiglio comunale. L&#8217;attuale proposta riprende quell&#8217;impianto ma introduce una svolta: la gestione unitaria dei quattro presìdi e la loro trasformazione in ospedali dotati di Chirurgia generale, Terapia intensiva e Cardiologia interventistica. Secondo Tullio Laino, «<em>la cosa migliore da fare è approvare ora questo articolato di legge regionale, alla luce dell&#8217;indirizzo politico dell&#8217;attuale governo nazionale, che sembra voler premiare i grandi ospedali e abbandonare i più piccoli al loro destino</em>».</p>
<p>Per Giovanni Iaquinta, componente del comitato in rappresentanza dell&#8217;area di San Giovanni in Fiore, «non può esistere un sistema di emergenza-urgenza senza ospedali realmente attrezzati, capaci di curare i pazienti sul posto e quindi di rispondere ai bisogni sanitari dei territori». Alessandro Sirianni, membro del comitato &#8216;La Cura&#8217; in rappresentanza di <strong>Soveria Mannelli,</strong> sottolinea che <em>«dopo 16 anni di gestione commissariale della sanità calabrese da parte del governo nazionale, è arrivato il momento di dare risposte vere alle aree montane, che finora sono rimaste ai margini»</em>. A parere di Silvio Tunnera, referente del comitato per l&#8217;area di Acri, «<em>questa proposta di legge è idonea a sanare una ferita grave, rimasta aperta per troppo tempo, sul principio che le comunità di montagna hanno addirittura una dignità costituzionale»</em>. Infine, Rocco La Rizza, che rappresenta nel comitato l&#8217;area di Serra San Bruno, evidenzia che <em>«la strada dell&#8217;iniziativa popolare è decisiva, perché dimostra che i territori sono in grado, uniti, di elaborare e pretendere soluzioni efficaci, indispensabili per contrastare lo spopolamento delle aree montane, ridurre le disuguaglianze nell&#8217;accesso alle cure e dare anche una spinta all&#8217;economia locale».</em> Al deposito della proposta hanno partecipato anche Rosamaria Audino, Ferruccio Codeluppi, Santo Bifano e Riccardo Allevato, componenti del comitato La Cura.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Presentata proposta di legge di iniziativa popolare per rilanciare gli ospedali delle aree montane</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/presentata-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolare-per-rilanciare-gli-ospedali-delle-aree-montane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 15:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata presentata a Lamezia Terme la proposta di legge regionale di iniziativa popolare che mira a trasformare gli ospedali montani di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli in presìdi Spoke, pienamente operativi e dotati dei reparti essenziali per garantire il diritto alla salute. La proposta, illustrata dal comitato civico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata presentata a Lamezia Terme la proposta di legge regionale di iniziativa popolare che mira a trasformare gli<strong> ospedali montani di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli</strong> in presìdi Spoke, pienamente operativi e dotati dei reparti essenziali per garantire il diritto alla salute. La proposta, illustrata dal <strong>comitato civico &#8220;La cura&#8221;</strong>, prevede che nei quattro presìdi ospedalieri siano attivate le Unità operative di Medicina generale, Chirurgia, Ortopedia e Traumatologia, Anestesia e Terapia intensiva, Ostetricia e Ginecologia, Cardiologia con Utic, Emodinamica interventistica e Pronto soccorso con Osservazione breve intensiva. Per il coordinamento e la gestione delle strutture è prevista la costituzione di un&#8217;unica Azienda ospedaliera pubblica regionale, dotata di personalità giuridica e autonomia imprenditoriale. Il comitato ha annunciato che avvierà al più presto la raccolta delle 5mila firme necessarie per depositare la proposta presso il Consiglio regionale della Calabria. Con la forza della partecipazione popolare, &#8220;La cura&#8221; punta a rimettere al centro della discussione istituzionale il diritto alla salute per chi vive nelle aree montane. </p>
<p>A distanza di 15anni dal decreto commissariale che ha smantellato l&#8217;assistenza ospedaliera nelle zone montane, per la prima volta un&#8217;iniziativa dal basso rimette in discussione l&#8217;assetto dell&#8217;assistenza sanitaria in questi territori e afferma un principio semplice ma trascurato: ogni decisione sulla sanità è, oggi più che mai, una scelta politica. «Non c&#8217;è alcuna ragione – hanno dichiarato i componenti del comitato – per cui le aree interne della Calabria debbano essere pressoché prive di assistenza ospedaliera. Nulla impedisce che nei rispettivi presìdi si attivino reparti in grado di rispondere concretamente alle esigenze sanitarie delle comunità locali». In contrasto con il pensiero dominante, secondo cui negli ospedali montani il paziente va semplicemente stabilizzato e trasferito altrove, il comitato &#8220;La cura&#8221; rilancia una visione opposta. «Il paziente – precisa il comitato – va curato sul posto, in strutture dotate di risorse e personale, come previsto dalla nostra proposta. Il trasferimento non è una soluzione ed è spesso una condanna, oltre che contrario all&#8217;articolo 32 della Costituzione». </p>
<p>A sostenere l&#8217;iniziativa dagli Usa è Caterina Perri, avvocato e moglie di Serafino Congi, morto il 4 gennaio scorso durante un trasporto d&#8217;urgenza da San Giovanni in Fiore a Cosenza. «Questa proposta – ha fatto sapere Perri – è un atto di giustizia e dignità. È una reazione civile alla disorganizzazione sanitaria e all&#8217;irresponsabilità politica che hanno penalizzato per anni le nostre montagne. Non possiamo più accettare che si muoia per mancanza di strutture, medici o reparti». Il comitato civico &#8220;La cura&#8221; è composto da cittadini impegnati nei rispettivi territori: l&#8217;infermiere Silvio Tunnera per l&#8217;area di Acri, l&#8217;attivista Alessandro Sirianni nel Reventino, il medico in pensione Tullio Laino (estensore della proposta), il docente Giovanni Iaquinta per San Giovanni in Fiore, l&#8217;animatore civico Rocco La Rizza, Caterina Perri e il giornalista Emiliano Morrone, da anni impegnato sui temi della sanità calabrese. </p>
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		<title>Bruni: Proposta di legge per prevenire e contrastare la violenza di genere sulle donne e loro figli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 14:23:30 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&#8220;La violenza di genere non è solo una questione privata, ma un&#8217;emergenza sociale che riguarda tutti. Con questa proposta di legge, vogliamo rispondere con forza, determinazione e un approccio multidisciplinare a una problematica che tocca profondamente la vita di tante donne in Calabria&#8221;. È quanto affermato dalla <strong>consigliera regionale del Partito democratico Amalia Bruni</strong> che questa mattina, nella sede regionale del Partito Democratico di Lamezia Terme, nel corso della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla &#8220;Prevenzione e contrasto alla violenza di genere sulle donne e loro figli&#8221;, depositata nei giorni scorsi. Alla conferenza stampa hanno preso parte, oltre alla proponente Amalia Bruni, anche la portavoce della conferenza delle Donne democratiche <strong>Teresa Esposito, la componente della Direzione nazionale Enza Bruno Bossio e il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale, Mimmo Bevacqua. </strong>La presentazione della legge regionale, inoltre, segna l&#8217;avvio di una campagna informativa con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica e avviare un proficuo confronto con le istituzioni e la società civile sulla legge sui territori. Il primo appuntamento, infatti, è fissato per domani con il primo evento dal titolo &#8220;Difendere le donne, costruire la giustizia: la legge contro la violenza di genere&#8221;, che si terrà a Lamezia Terme venerdì 17 gennaio alle 17.30 al Chiostro San Domenico. In quella occasione, oltre ad Amalia Bruni, che relazionerà dopo i saluti di Teresa Esposito, Giusi Iemma e Domenico Bevacqua, saranno presenti: Enza Bruno Bossio, Jasmine Cristallo, Tonia Stumpo, Lidia Vescio, Vladimira Pugliese. I lavori saranno conclusi dal senatore e segretario regionale del Pd, Nicola Irto.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;Questo progetto nasce dall&#8217;urgenza di affrontare un tema ormai dilagante come la violenza di genere, che ha raggiunto numeri epidemiologici drammatici anche in Calabria. La normativa regionale attuale, ferma alla Legge 20 del 2007, non è più adeguata a rispondere a questa emergenza né alla precarietà che affligge i Centri Antiviolenza (CAV) e le case rifugio. Gli interventi, purtroppo, rimangono parcellizzati, con fondi settorializzati e una distribuzione insufficiente sul territorio regionale, soprattutto in aree come Vibo Valentia e Crotone, dove le possibilità di lavoro e assistenza sono minime», ha esordito la consigliera regionale Bruni. &#8220;La nostra proposta punta a superare questa precarietà passando alla programmazione. La Calabria, inoltre, deve recepire le normative nazionali e internazionali, come le determinazioni della Conferenza Stato-Regioni del 2022, che ancora non sono state attuate. Questo ritardo normativo non è più tollerabile. Stiamo dialogando con i territori, i CAV, le case rifugio e le associazioni, raccogliendo le loro istanze per arrivare a una proposta condivisa e aderente alle esigenze reali&#8221;. &#8220;Questa legge non può essere affrontata da una sola parte politica. Mi auguro – ha concluso Bruni &#8211; che l&#8217;attuale assessore voglia rilanciare la collaborazione che avevamo avviato con la vice presidente Princi, perché questa non è una battaglia di parte, ma un&#8217;esigenza collettiva. Questa proposta di legge è un punto di partenza, un inizio che potrà essere arricchito dagli incontri con i territori, dai contributi dei centri, delle associazioni e di tutti coloro che vorranno partecipare a questa sfida&#8221;, ha concluso Bruni.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;I punti fermi di questa legge, a mio avviso, sono la programmazione, soprattutto quella relativa ai fondi. Oggi ci sono molte risorse stanziate, ma spesso si perdono nel mare magnum del welfare. Questo comporta che le donne vittime di violenza, gli orfani e chiunque subisca queste tragedie non vengano messi al centro delle priorità. Inoltre – ha aggiunto ha detto Enza Bruno Bossio componente della Direzione nazionale del Pd &#8211; è fondamentale supportare le case rifugio, che rappresentano un&#8217;ancora di salvezza per le donne. Sul fronte culturale, il cambiamento deve partire dalle scuole. È necessario introdurre un&#8217;educazione non tanto alla sessualità, ma al rispetto delle differenze. Questo tema non riguarda solo le donne, ma anche quei giovani che non hanno ancora un&#8217;identità sessuale definita e che, per questo, subiscono episodi di bullismo e violenza&#8221;, ha concluso Bruno Bossio. La Conferenza delle Donne democratiche a tutti i livelli e in ogni territorio, ha sempre stimolato la componente istituzionale del partito a farsi carico delle richieste che emergono dalla base. Lo ricorda la portavoce regionale Teresa Esposito che rimarca: &#8220;I Centri Antiviolenza (CAV) sono il primo punto di contatto con il territorio, un front office essenziale. Con questa proposta di legge, alla quale abbiamo lavorato insieme alla consigliera Amalia Bruni, vogliamo garantire maggiore riconoscimento e sostegno al loro operato, troppo spesso trascurato – ha concluso -. Il supporto non può fermarsi alla gestione dell&#8217;emergenza: è necessario accompagnare queste donne in un percorso che le aiuti a ritrovare dignità e autodeterminazione. Questo è l&#8217;obiettivo al quale aspiriamo, anche come donne impegnate in politica&#8221;. A chiudere il giro degli interventi il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua che assicura: &#8220;Il nostro impegno sarà quello di portare la legge in Commissione per favorire un dibattito ampio e partecipato, puntando a un&#8217;approvazione entro l&#8217;8 marzo come segnale forte. Coinvolgeremo non solo il Partito Democratico, ma anche il Consiglio regionale nel suo insieme, perché questa battaglia deve diventare un patrimonio comune di civiltà per tutta la Calabria&#8221;.</p>
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		<title>Monti Reventino e Mancuso, Bevilacqua riporta in auge la proposta di un&#8217;area protetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 09:00:51 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’avv. Francesco Bevilacqua, scrittore e ambientalista, autore di molti libri sui parchi, sul viaggio in Calabria, sulla letteratura calabrese e sul rapporto fra uomo e natura, ripropone l’idea di creare un’area protetta nell’area del Reventino-Mancuso, le montagne appena all’interno del Golfo e della Piana di Sant’Eufemia. Per Bevilacqua, l’area – sulla quale egli scrisse un’apposita guida storico-naturalistica ed escursionistica nel 2008 per Rubbettino – ha grande importanza per i suoi paesaggi e per la sua biodiversità, riconosciuta anche dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Catanzaro, alla cui redazione egli partecipò nel gruppo di lavoro diretto dal prof. Pierluigi Cervellati. Ma l’area fu individuata sin dal 1979 come una di quelle di maggior pregio nell’Appennino Meridionale, dagli insigni naturalisti Franco Tassi (allora direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo) e Fulco Pratesi (allora presidente del WWF Italia), che la descrissero con toni entusiastici nella loro “Guida alla natura di Puglia, Basilicata e Calabria” edita da Mondadori. La dorsale dei monti Reventino e Mancuso, che si distende da Nocera Terinese ad ovest, sino a Gimigliano ad est, comprende vari comuni, oltre quelli appena citati, fra cui Falerna, Gizzeria, i due Martirano, San Mango d’Aquino, Platania, Motta Santa Lucia, Conflenti, Soveria Mannelli, Decollatura, Serrastretta, Carlopoli, San Pietro Apostolo, Cicala, Miglierina, Tiriolo. Anche Lamezia Terme ne fa parte poiché il territorio dell’ex Comune di Sambiase arriva sino al crinale dello stesso Monte Mancuso.</p>
<p>Secondo Bevilacqua vi è l’urgenza di istituire un parco regionale ovvero più riserve regionali secondo la legge regionale sulle aree protette n. 22 del 2023 per tutelare i paesaggi e la biodiversità dell’area, ma anche per mettere fine al pericolo che si realizzino i molti progetti di impianti eolici che da decenni incombono sulla zona e per prevenire tagli scriteriati dei boschi, anche monumentali, che ricoprono le montagne e le valli. Per altro, dice Bevilacqua, proprio la Conca di Decollatura e di Soveria Mannelli è entrata, per le sue caratteristiche ambientali ed economiche (la presenza di industrie manifatturiere), nella Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), con la quale il Governo intende fermare lo spopolamento e creare sviluppo sostenibile. Senza contare le diverse zone di interesse comunitario che sono state individuate dalle università lungo la dorsale montuosa e le tante bellezze naturali (boschi, cascate, cime, valli, gole, canyon) che sono divenute meta, negli ultimi anni, di un turismo eco-esperienziale rispettoso dell’ambiente e delle popolazioni, grazie alle diverse associazioni di riscoperta del territorio che in questi anni sono sorte.</p>
<p>Per questo motivo, Bevilacqua chiama a raccolta cittadini, associazioni ed amministrazioni affinché si torni a chiedere alla Regione Calabria l’istituzione dell’area protetta, anche approfittando di quanto prevede la Strategia Europea per la Biodiversità e cioè che entro il 2030 gli stati membri dovranno sottoporre a tutela almeno il 30% dei loro territori. Il paesaggio, conclude Bevilacqua, è la prima e vera attività produttiva di un’area come quella del Reventino-Mancuso: tutelandolo realmente possiamo far innescare l’unico vero sviluppo di cui la Calabria ha bisogno.</p>
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		<title>A Roma la proposta del Presidente Mancuso: Istituire Garante nazionale per tutela vittime di reato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 14:48:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Istituire il Garante nazionale per la tutela delle vittime di reato&#8221;. L&#8217;ha proposto &#8211; nel corso dei lavori della &#8220;Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome&#8221; che si è svolta a Roma &#8211; il presidente del Consiglio regionale della Calabria, nonché vice coordinatore dell&#8217;organismo nazionale, Filippo Mancuso. &#8220;L&#8217;obiettivo della proposta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Istituire il Garante nazionale per la tutela delle vittime di reato&#8221;. L&#8217;ha proposto &#8211; nel corso dei lavori della &#8220;Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome&#8221; che si è svolta a Roma &#8211; il presidente del Consiglio regionale della Calabria, nonché vice coordinatore dell&#8217;organismo nazionale, Filippo Mancuso. &#8220;L&#8217;obiettivo della proposta legislativa da trasmettere al Parlamento &#8211; ha spiegato &#8211; mira ad avvicinare le vittime di reato, a cui occorre riconoscere una compiuta tutela e un&#8217;assistenza di lungo periodo, alle Istituzioni. Questa figura istituzionale può contribuire a far riacquistare fiducia alle vittime nelle Istituzioni e credibilità ed autorevolezza a quest&#8217;ultime&#8221;.</p>
<p>L&#8217;altra proposta, su cui Mancuso ha rassegnato uno specifico report al presidente (coordinatore della Conferenza) Antonio Aurigemma, riguarda l&#8217;istituzione di un &#8220;Coordinamento (interno alla Conferenza) a tutela delle vittime di reato&#8221;, composto dai Garanti regionali operanti nelle Regioni. &#8220;Tutto ciò, anche con lo scopo di promuovere l&#8217;adozione di linee comuni di azione dei Garanti regionali da attuare sia sul piano regionale che nazionale e da promuovere e sostenere nelle sedi internazionali. Con la legge n.10 del 2023 &#8211; ha sottolineato &#8211; la Regione Calabria è tra le prime, in coerenza con i principi e le direttive dell&#8217;Unione europea, ad istituire il Garante per la tutela delle vittime di reato. Uno strumento di garanzia individuato dal Consiglio regionale che punta a dare voce e sostanza ai diritti fondamentali dei cittadini calabresi. Una risposta concreta alla sofferenza della vittima, indipendentemente dal reato che l&#8217;ha vista coinvolta&#8221;.</p>
<p>Il presidente Mancuso ha, inoltre, invitato tutti i Presidenti dei Consigli regionali a partecipare al convegno &#8211; in programma per il 29 novembre a Reggio Calabria nella sede del Consiglio &#8211; dal titolo: &#8220;Il Garante delle vittime di reato: dalle realtà regionali alla prospettiva nazionale&#8221;.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-282735" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Roma-Mancuso-300x159.jpeg" alt="" width="638" height="338" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Roma-Mancuso-300x159.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Roma-Mancuso-768x406.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Roma-Mancuso-794x420.jpeg 794w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Roma-Mancuso-696x368.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Roma-Mancuso.jpeg 983w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
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		<title>Ad un anno dall&#8217;uscita di Gratteri, Commissione Csm propone Salvatore Curcio alla guida della DDA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 13:18:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo quasi un anno di vacatio, la Quinta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deciso di nominare il nuovo Procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. La competente commissione, infatti, ha proposto l&#8217;attuale Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio. La nomina definitiva spetterà al Plenum del Csm. Salvatore Curcio, 60 anni, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quasi un anno di <strong>vacatio</strong>, la Quinta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deciso di nominare il nuovo Procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. La competente commissione, infatti, ha proposto l&#8217;attuale Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, <strong>Salvatore Curcio</strong>. La nomina definitiva spetterà al Plenum del Csm.</p>
<p>Salvatore Curcio, 60 anni, di Soverato, è in magistratura dal 1989. Per lui sarà un ritorno nel capoluogo nelle vesti di nuovo procuratore capo della Dda. Dopo il periodo di tirocinio presso gli uffici giudiziari di Firenze, ha esercitato le funzioni di Giudice istruttore penale e Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catanzaro.</p>
<p>Trasferito alla Procura della Repubblica di Catanzaro, dall’1 luglio 1993 e sino al 18 luglio 2012, ha svolto le funzioni di Sostituto Procuratore Distrettuale Antimafia occupandosi, in un primo periodo, delle cosche operanti nella piana di Sibari ed alto Jonio cosentino e, quindi, del crotonese. Particolarmente impegnato nelle investigazioni in materia di narcotraffico internazionale, ha collaborato con le Autorità Giudiziarie di numerosi Paesi.<br />
Dal 19 luglio 2012 al 26 giugno 2017 ha ricoperto l’incarico di Sostituto Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Catanzaro. Dal 13 dicembre 2016 ha ricoperto il ruolo di Procuratore della Repubblica facente funzioni di Lamezia Terme. In data 19 aprile 2017, il Consiglio superiore della magistratura lo ha nominato Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme dove si è insediato il 27/6/2017.</p>
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		<title>“A scuola fa troppo caldo, si riapra a ottobre”: la proposta dei docenti non piace ai genitori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/a-scuola-fa-troppo-caldo-si-riapra-a-ottobre-la-proposta-dei-docenti-non-piace-ai-genitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 14:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diverse associazioni di docenti e sindacati chiedono al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di rivedere il calendario scolastico riaprendo a ottobre anziché a settembre: una proposta che non piace ai genitori degli studenti che, già ora, esauriscono le ferie ben prima del rientro a scuola dei propri figli. Secondo quanto rivela La Repubblica, il Coordinamento nazionale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/a-scuola-fa-troppo-caldo-si-riapra-a-ottobre-la-proposta-dei-docenti-non-piace-ai-genitori/">“A scuola fa troppo caldo, si riapra a ottobre”: la proposta dei docenti non piace ai genitori</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diverse associazioni di docenti e sindacati chiedono al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di rivedere il calendario scolastico riaprendo a ottobre anziché a settembre: una proposta che non piace ai genitori degli studenti che, già ora, esauriscono le ferie ben prima del rientro a scuola dei propri figli. Secondo quanto rivela La Repubblica, il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani chiede di riflettere sull’opportunità di posticipare il rientro a scuola “visti i cambiamenti climatici in corso e il forte caldo che ha caratterizzato i mesi estivi”. Anche Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, condivide la proposta: “Con questa afa è assurdo iniziare le lezioni entro metà settembre, meglio ottobre. Ci vuole buon senso e lungimiranza. Anche i cicli produttivi devono cambiare e la pubblica amministrazione deve avviare questi cambiamenti secondo il clima”.</p>
<p>La proposta non piace ovviamente ai genitori che, già la scorsa primavera, in più di 60mila avevano firmato la petizione lanciata dall’organizzazione WeWorld e dal duo Mammadimerda nella quale si richiedeva sì una rimodulazione del calendario scolastico ma al contrario rispetto alla proposta dei docenti. “La lunghissima pausa scolastica moltiplica le disuguaglianze, favorisce la perdita di competenze cognitive e relazionali di bambine, bambini e adolescenti e scoraggia la conciliazione di vita-lavoro per tanti genitori costretti a destreggiarsi tra campi estivi costosissimi e mancanza di alternative a prezzi ridotti” scrivevano i genitori sottolineando come l’Italia abbia già una delle pause estive più lunghe d’Europa.</p>
<p><strong>Il calendario scolastico 2024/2025</strong><br />
Mentre insomma si riaccende ancora una volta un grande dibattito sul calendario scolastico, quello del 2024/2025 prevede che i primi a tornare sui banchi saranno i cittadini dell’Alto Adige, a scuola dal 5 settembre. Poi toccherà al Trentino il 9, seguiranno marche, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto l’11. Il 12 sarà la volta di Campania, Lombardia, Molise, Sardegna e Sicilia. Ultimi Abruzzo, Basilicata, <strong>Calabria</strong>, Emilia Romagna, Liguria, Lazio, Puglia, Toscana il <strong>16 settembre</strong>. O almeno così dicono i calendari regionali; le singole scuole hanno però la facoltà di anticipare le riaperture.</p>
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