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	<title>presentato Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Lamezia, presentato il nuovo libro di Antonio Cannone “Condominio Calabria”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 08:25:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una palazzina che si fa metafora e si trasforma in un luogo dove gli accadimenti rispecchiano ciò che avviene nella realtà calabrese. Condominio Calabria, il nuovo libro di Antonio Cannone, giornalista, saggista e romanziere è stato presentato davanti ad un pubblico attento e incuriosito nella sala centrale del Chiostro Caffè Letterario a Lamezia Terme. Insieme [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una palazzina che si fa metafora e si trasforma in un luogo dove gli accadimenti rispecchiano ciò che avviene nella realtà calabrese. <strong>Condominio Calabria</strong>, il nuovo libro di <strong>Antonio Cannone</strong>, giornalista, saggista e romanziere è stato presentato davanti ad un pubblico attento e incuriosito nella sala centrale del Chiostro Caffè Letterario a Lamezia Terme. Insieme all&#8217;autore, il sociologo <strong><em>Claudio Cavaliere</em></strong> e l&#8217;avvocato <strong><em>Luigi Muraca</em></strong> che hanno scandagliato i contenuti di un&#8217;opera che affronta &#8220;con grande acume le condizioni in cui versa una terra inquieta e tormentata&#8221;. Una terra, la Calabria, dove &#8220;intrighi, bisogni, corruzione e malaffare&#8221;, rappresentano una realtà sempre più &#8220;prigioniera di logiche clientelari&#8221; e dove &#8220;insiste una classe dirigente&#8221; che fa del potere una sorta di &#8220;condicio sine qua non&#8221; per il raggiungimento di fini che vanno decisamente contro il bene comune e il rispetto della legalità e della trasparenza. Cannone, hanno evidenziato Muraca e Cavaliere, da giornalista e saggista &#8220;porta in questo nuovo romanzo l&#8217;esperienza del suo lavoro e parla di fatti reali che solo attraverso la declinazione nella forma romanzata possono essere resi noti al pubblico&#8221;.</p>
<p>Fatti, persone e avvenimenti &#8220;noti alla società calabrese permeata da grandi contraddizioni che spesso assiste &#8211; ha detto Muraca &#8211; ad operazioni dopo le quali personaggi della politica riescano ad essere assolti per un fatto specifico ma sfuggono da tante altre situazioni illecite&#8221;. Muraca ha lodato la nuova opera di Cannone perché &#8220;apre gli occhi e fa riflettere, va oltre, e in questo non mancano le somiglianze ai lavori di Strati o di altri grandi scrittori calabresi&#8221;. Opera che l&#8217;autore non ha esitato a sottolineare &#8220;frutto anche della passione civile e sociale e di riferimenti importanti come Pier Paolo Pasolini e Cesare Zavattini, il primo uno dei più grandi intellettuali italiani e non solo, il secondo maestro del Neorealismo&#8221;.</p>
<p>E Cavaliere, riflettendo sulla libertà come elemento essenziale mancante in una terra di malaffare e clientelare, ha citato uno degli slogan presenti sulle pubblicazioni di Piero Gobetti, &#8220;cosa ho a che fare io con gli schiavi?&#8221; motto che rifletteva l&#8217;atteggiamento di opposizione e libertà di Gobetti nei confronti del Fascismo e di ogni forma di oppressione. E la mafia o la ‘ndrangheta, per certi versi, è una sorta di &#8220;nuovo Fascismo&#8221; che opprime lo sviluppo armonico di interi territori. Condominio Calabria è un&#8217;opera dove all&#8217;interno si sviluppano vicende dei protagonisti inizialmente scollegate, ma che la trama riporta a quello che l&#8217;autore ha definito &#8220;ecosistema&#8221;, un habitat che caratterizza la Calabria, chi vi lavora, che vi agisce, chi opera nel bene e nel male.</p>
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		<title>Presentato in Cittadella regionale il marchio Denominazione Comunale di Origine (De.CO)</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/presentato-in-cittadella-regionale-il-marchio-denominazione-comunale-di-origine-de-co/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 10:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella sala verde della Cittadella regionale a Catanzaro è stato presentato il marchio De.CO, Denominazione Comunale di Origine, attestazione che può essere attribuita da un Comune per riconoscere, promuovere e tutelare i prodotti agroalimentari e artigianali, locali e particolarmente caratteristici del proprio territorio. All’incontro con la stampa, moderato dal giornalista, Fabio Benincasa, sono intervenuti: il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sala verde della Cittadella regionale a Catanzaro è stato presentato il marchio De.CO, Denominazione Comunale di Origine, attestazione che può essere attribuita da un Comune per riconoscere, promuovere e tutelare i prodotti agroalimentari e artigianali, locali e particolarmente caratteristici del proprio territorio. All’incontro con la stampa, moderato dal giornalista, Fabio Benincasa, sono intervenuti: il vicepresidente. Filippo Pietropaolo, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, la dirigente generale dell’Arsac, Fulvia Caligiuri, il direttore generale del dipartimento Agricoltura e Sviluppo rurale, Giuseppe Iiritano, il presidente Unpli Calabria. Filippo Capellupo, Manuela Filice responsabile progetto De.CO identitaria Unpli Calabria, Domenico Cerminara vicepresidente Unpli Calabria e membro della commissione Ambiente Unpli nazionale, Luigia Granata, designer identitaria, creatrice del logo. “La Calabria – ha affermato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – si presenta in modo diverso all’esterno modificando il suo racconto, grazie al governo Occhiuto e a quanti stanno lavorando bene ed efficacemente, mettendo in rete il proprio lavoro quotidiano, collegandolo e presentandolo e raccontandolo nel modo migliore possibile. Presentandoci con dignità spesso sorprendiamo, a questo aggiungiamo le manifestazioni di livello nazionale che facciamo in Calabria con grande professionalità, come il Vinitaly a Sibari. Tutto questo è possibile per un territorio che fornisce sostanza reale, rispondendo con la qualità dei prodotti e dell’offerta messi in campo. E ciò – ha proseguito l’assessore – porta alla costruzione dell’orgoglio e della consapevolezza di quello che sappiamo fare e di come lo facciamo. Nessuno ha tutto quello che abbiamo noi, certo siamo nicchia, non abbiamo grandi numeri, ma nel settore agricolo primario e agroalimentare nessuno ha la nostra qualità. A questo punto il coinvolgimento dei territori era quanto mai necessario per fare il passo successivo. Il pezzo mancante è la costruzione dell’orgoglio e della consapevolezza, senza il quale non ci possiamo presentare nel migliore dei modi. Se non ci impadroniamo di questa ricchezza non la potremo mai raccontare agli altri. Tutto questo si costruisce sul territorio – ha concluso l’assessore Gallo – anche con una norma che è stata approvata dal Consiglio regionale su iniziativa del consigliere, Domenico Giannetta, di cui io sono stato il cofirmatario, la norma sulle De.CO, con istituzione di un registro regionale”. </p>
<p>Di aspetto identitario dei territori e del lavoro necessario per metterli in rete ha parlato Fulvia Caligiuri: “Le De.CO. sono fondamentali per collegare l’aspetto identitario al territorio. Identità diverse tra di loro e quindi ben vengano queste tipologie di attività, a maggior ragione quelle che cercano di unire. Motivo per il quale si è pensato a un logo unico per racchiude i territori calabresi. Le De.CO nascono dalla sensibilità di ciascun Comune che dà una denominazione particolare ad un determinato prodotto gastronomico o artigianale, ma anche ad una ricetta o altro. L’unione avviene ora anche visivamente e così tutti i Comuni che avranno istituito una o più De.CO, si uniranno sotto un unico logo identitario delle cinque province”. “Come Unpli abbiamo progettato la De.CO identitaria – ha spiegato il presidente Unpli Capellupo – ed è stato possibile perché la Regione Calabria attraverso l’assessore Gallo ha riorganizzato la denominazione comunale, in modo tale che ogni Comune possa essere messo nelle condizioni di far emergere quanto di buono ha il proprio territorio, dandone una identità chiara e forte. Con tutte le Proloco calabresi stiamo spingendo affinché emergano le specialità di ciascun territorio, regalando all’esterno un’immagine sempre più positiva. Per questo non posso che ringraziare il governo Occhiuto che dal primo momento si è impegnato per raccontare la Calabria in modo differente, cambiando di fatto la percezione della nostra Regione”. </p>
<p>Il vice presidente Pietropaolo, e il direttore generale Iiritano hanno sottolineato l’importanza del progetto De.CO identitaria per valorizzare i prodotti locali non solo agroalimentari, ma anche artigianato e ambiente e rendere finalmente consapevoli i calabresi delle eccellenze agroalimentari presenti sul territorio regionale, di cui andare fieri. “Il logo delle De.CO identitarie che ho creato – ha raccontato la designer Granata –, commissionato dall’Unpli Calabria, con il patrocinio della Regione, è un marchio riconoscibile che parla delle cinque province calabresi. I soggetti sono stati scelti ad estrazione perché altrimenti sarebbe stato impossibile decidere, perché la nostra regione è ricchissima. Per la provincia di Catanzaro è stato scelto il ponte Morandi, una veduta del centro storico e il morzello; per la provincia di Cosenza il duomo, il caciocavallo silano; per la provincia di Crotone è stata estratta la colonna di Capocolonna, il pecorino e la ricotta di pecora; per la provincia di Vibo Valentia la rupe e la cipolla di Tropea; per la provincia di Reggio Calabria l’Arena che si affaccia sullo Stretto e lo stocco. Il logo mi è stato commissionato dall’Unpli Calabria, con il patrocinio della Regione”. Manuela Filice e Domenico Germinara hanno raccontato tutto il percorso fino ad arrivare ad oggi con la presentazione del logo. Il progetto della De.CO identitaria per poter fare finalmente rete in modo concreto, attraverso Proloco e Comuni, istituzioni che raccontano i territorio nella loro vera essenza. Lavoro faticoso che ha portato i suoi frutti, con il coraggio di stare insieme e condividere. Occasione reale per valorizzare il territorio regionale.</p>
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		<title>Presentato in Cittadella il progetto Dsa &#8220;Apprendere Insieme&#8221; finanziato con 25 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 17:26:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato presentato oggi dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e dalla vicepresidente con delega all’istruzione, Giusi Princi, il progetto, dei Dipartimenti regionali tutela della salute e istruzione, “Apprendere insieme”, finanziato con 25 milioni di euro, che prevede l’individuazione precoce di azioni di supporto in ambito dei Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). All’incontro con la stampa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato presentato oggi dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e dalla vicepresidente con delega all’istruzione, Giusi Princi, il progetto, dei Dipartimenti regionali tutela della salute e istruzione, “Apprendere insieme”, finanziato con 25 milioni di euro, che prevede l’individuazione precoce di azioni di supporto in ambito dei Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). All’incontro con la stampa nella sede della Cittadella regionale, hanno, tra gli altri, partecipato il commissario straordinario di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, i direttori generali, o loro rappresentanti, delle Aziende provinciali d Catanzaro e Vibo, Reggio Calabria, Cosenza, Crotone, i dg regionali Tommaso Calabrò (Dipartimento tutela della salute) e Maria Francesca Gatto (Dipartimento istruzione), la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Antonella Iunti, rappresentanti di Ordini professionale e associazioni di categoria. “Questo progetto – ha affermato il presidente Occhiuto &#8211; è la sintesi di un bell’esempio di sinergia istituzionale. La Regione è, infatti, impegnata, con il Ministero, con le aziende sanitarie, con le università e con l&#8217;Ufficio scolastico regionale per affrontare il problema dei disturbi specifici di apprendimento che sono molto più diffusi di quanto si pensi e, troppo spesso, sottovalutati, non solo in Calabria ma anche nel resto del Mezzogiorno e d’Italia”.<br />
“Si tratta – ha aggiunto &#8211; di disturbi che generano uno stato di frustrazione psicologica in molti ragazzi, che spesso sono condotti ad abbandonare la scuola o ad avere scarsi profitti. È necessario che siano individuati e presi in carico per tempo dalla scuola, dal sistema sanitario, insieme alle famiglie, alle associazioni, per garantire loro una vita migliore. Perciò, come Regione, stiamo investendo molte risorse in questo campo. Il progetto impegna, infatti, 25 milioni di risorse previste con il nuovo Pr che, che – ha infine rimarcato Occhiuto -, per la prima volta in Calabria, e fino al 2028, prevede l’attivazione di equipe dedicate, attivate presso ogni Azienda sanitaria provinciale, costituite da psicologi, logopedisti, neuropsichiatri infantili, a servizio di ogni istituto scolastico”.</p>
<p>“Un importante traguardo” lo ha definito la vicepresidente Princi, sottolineando che “in Calabria ci sono 11.300 ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento, di cui solo 3.600 con la certificazione della problematica”. “Vengo dal mondo della scuola – ha proseguito &#8211; e ho colto il forte bisogno di realizzare questo progetto. Voglio evidenziare che per un genitore avere il rilascio del certificato, in un sistema pubblico non in grado di garantirlo, fino ad oggi ha significato spendere circa 800 euro. Pertanto, il progetto che presentiamo oggi rappresenta una conquista dei Dipartimenti regionali tutela della salute e istruzione, del sistema sanitario calabrese, dell’ufficio scolastico regionale e di tutto quanto il personale amministrativo. Si stima che su una su una popolazione scolastica complessiva (6-18 anni) di 228.733 alunni, sono 11.500 gli alunni calabresi portatori di un Dsa e solo 3.600 alunni sono in possesso di una certificazione specifica; Il disturbo, se non individuato e adeguatamente compensato, determina rilevanti conseguenze funzionali come, ad esempio, il raggiungimento di un livello scolastico inferiore, l’aumento notevole di abbandono scolastico, un alto tasso di disagio psicologico. Pertanto le equipe, su richiesta dei singoli Istituti e previo consenso informato delle famiglie, interverranno nelle scuole per effettuare le diagnosi e certificarne dei disturbi, supporto alle scuole nella predisposizione del piano didattico personalizzato, riabilitazione sanitaria per gli studenti certificati”.</p>
<p>“Tra le azioni previste &#8211; ha specificato inoltre Princi &#8211; anche la formazione del personale docente di concerto con l’Ufficio scolastico regionale e le Università; la realizzazione di un opuscolo informativo riguardo le modalità di accesso e di fruizione del servizio da distribuire nelle scuole, negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, negli Enti locali, nei Centri di aggregazione giovanile, negli Oratori; il supporto alle famiglie e loro attivo coinvolgimento e accompagnamento in tutte le fasi. L’obiettivo è di individuare precocemente, e prendere in carico, gli alunni e le alunne, dalla II classe di scuola primaria alla II classe di scuola secondaria di secondo grado, con Disturbi specifici di approfondimento (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia) in tutti i 360 istituti scolastici della regione Calabria”.<br />
“Finora – ha, poi, dichiarato la vicepresidente Princi &#8211; oltre all’istituzionalizzazione del progetto a all’approvazione delle linee guida regionali per l’accertamento e la gestione dei Dsa negli istituti scolastici della Regione Calabria, a supporto del progetto, nel 2023, sono stati stanziati 1.500.000 di euro e contrattualizzate 74 nuove figure dalle Aziende sanitarie provinciali tra cui: 15 neuropsichiatri infantili, 28 psicologi, 28 logopedisti, 3 assistenti sociali. Solo nel primo trimestre del 2023 sono stati coinvolti 300 istituti scolastici, segnalati oltre 300 studenti e oltre 260 studenti certificati”.</p>
<p>La vicepresidente ha anche ricordato che “la Regione Calabria ha stanziato 9 milioni di euro per attivare la figura dello psicologo scolastico che avrà il compito di supportare studenti, operatori scolastici e famiglie. Oggi, quindi – ha concluso -, per me, per il presidente Occhiuto e credo per tutti voi, è una giornata importante perché, per come vi avevamo promesso, abbiamo individuato le risorse e diamo continuità strutturale a questo progetto che ci consentirà – ha concluso &#8211; di raggiungere traguardi significativi per i nostri studenti e per le loro famiglie. Da donna delle istituzioni e del mondo della scuola, da mamma ringrazio, quindi, tutti i soggetti coinvolti per il forte contributo corale e sinergico”.<br />
La direttrice Iunti ha parlato di “un progetto che distingue la Calabria, anche in confronto con le altre Regioni, che realizza quello che poi è fondamentalmente l&#8217;obiettivo principale dell&#8217;Agenda 2030. Noi come ufficio scolastico ci siamo fatti solo portavoce di un progetto fortemente voluto dal presidente Occhiuto e della vicepresidente Princi, che ringrazio anche per aver messo in campo risorse importanti. Un progetto che potrà dare un aiuto concreto alla scuola, ma soprattutto alle famiglie e, in particolar modo, mette al centro lo studente, comprendendo quali sono i reali bisogni rispetto, ovviamente, alla sua situazione, consentendogli di superare le difficoltà e raggiungere i successi formativi e della sua vita”.</p>
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		<title>Il movimento femminista PURPLE SQUARE, ispirato a Michela Murgia, è stato presentato ufficialmente all’Unical</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2024 10:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal virtuale al reale. A distanza di cinque mesi dalla scomparsa della scrittrice e intellettuale Michela Murgia, e in concomitanza con l’uscita del suo libro postumo Dare la vita edito da Rizzoli, la community Purple Square – nata su Telegram e in pochissime settimane divenuta un vero e proprio movimento politico di oltre novemila utenti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal virtuale al reale. A distanza di cinque mesi dalla scomparsa della scrittrice e intellettuale Michela Murgia, e in concomitanza con l’uscita del suo libro postumo Dare la vita edito da Rizzoli, la community Purple Square – nata su Telegram e in pochissime settimane divenuta un vero e proprio movimento politico di oltre novemila utenti – ha scelto le aule dell’Università della Calabria per la sua prima presentazione ufficiale. La giornata di studio Rooms, Square, Universities: spazi e genere da Virginia Woolf a Michela Murgia – organizzata dalla cattedra di Letteratura inglese tenuta dalla docente<br />
Bruna Mancini del Dipartimento di Studi Umanistici – ha visto animarsi un intenso dibattito intorno al gesto letterario di Michela Murgia e Virgina Woolf, analizzato in parallelo.</p>
<p>Quattro i saggi di Murgia, scelti dalla sezione calabrese di Purple Square, che più di altri hanno mostrato punti di contatto con i temi sviluppati dalla scrittrice inglese: Ave Mary, Stai Zitta, God Save the Queer e Morgana. Struttura e obiettivi del movimento sono stati presentati all’inizio della rassegna: Purple Square è una community eterogenea che agisce on life, nel solco dell’impegno politico e culturale di Michela Murgia; aderisce alle istanze del femminismo intersezionale e del transfemminismo, accogliendo al suo interno molteplici sensibilità e orizzonti valoriali. Il gruppo Telegram Purple Square &#8211; in cui si organizzano tutte le attività e si veicolano le informazioni &#8211; è suddiviso in sottogruppi regionali, territoriali e tematici, ed è aperto a chiunque voglia aderire, nel rispetto dei valori e degli obiettivi contenuti nel suo manifesto. A relazionare sul nesso stringente tra femminismo, attivismo e piattaforme digitali nella contemporaneità &#8211; le cui potenzialità sono state intraviste e navigate per prime proprio da Murgia &#8211; è stata oggi Carlotta Vagnoli, attivista femminista, content creator e autrice di numerosi testi sul tema della violenza di genere.</p>
<p>«Michela è stata una delle prime a concepire l’importanza di usare i social come strumento divulgativo [&#8230;] e una delle poche teoriche del femminismo contemporaneo italiano» &#8211; ha commentato Vagnoli. Relativamente all’uscita di Dare la Vita, sul tema della maternità in chiave queer, ha poi aggiunto: «Non c’è niente di più femminista che pensare ai diritti di coloro che verranno dopo di noi»</p>
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		<item>
		<title>Infortuni e malattie professionali, Inca Cgil e Inail hanno presentato il report calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/infortuni-e-malattie-professionali-inca-cgil-e-inail-hanno-presentato-il-report-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 10:34:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=224728</guid>

					<description><![CDATA[<p>È stato presentato a Catanzaro il report d&#8217;indagine frutto della conclusione del progetto &#8220;Informare, prevenire, salvaguardare&#8221;, sottoscritto a febbraio 2019 da Inail, direzione regionale Calabria, e Inca, Istituto Nazionale Confederale di Assistenza della CGIL Calabria. Il protocollo tra i due istituti è stato stipulato con lo scopo di ampliare la promozione della sicurezza e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/infortuni-e-malattie-professionali-inca-cgil-e-inail-hanno-presentato-il-report-calabrese/">Infortuni e malattie professionali, Inca Cgil e Inail hanno presentato il report calabrese</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato presentato a Catanzaro il report d&#8217;indagine frutto della conclusione del progetto &#8220;Informare, prevenire, salvaguardare&#8221;, sottoscritto a febbraio 2019 da Inail, direzione regionale Calabria, e Inca, Istituto Nazionale Confederale di Assistenza della CGIL Calabria. Il protocollo tra i due istituti è stato stipulato con lo scopo di ampliare la promozione della sicurezza e della salute e la prevenzione delle malattie professionali e ha coinvolto sperimentalmente le strutture ospedaliere delle Asp di Catanzaro, Reggio Calabria, Crotone, Vibo Valentia e Cosenza. Al progetto ha collaborato anche la Funzione Pubblica Cgil Calabria. All&#8217;iniziativa hanno preso parte Angelo Sposato, Segretario Generale CGIL Calabria, Vincenzo Amaddeo, Direttore regionale vicario INAIL Calabria, Giovanni Aristippo, coordinatore regionale patronato INCA Calabria, Fabio Manca, Consulente medico patronato INCA Nazionale, Sonia Romeo, Sovrintendente sanitaria regionale INAIL Calabria, Sara Palazzoli, Presidenza patronato INCA nazionale.</p>
<p>&#8220;Questo progetto &#8211; ha sottolineato Vincenzo Amaddeo, Direttore regionale vicario INAIL Calabria -rappresenta il proposito dell&#8217;Inail, la costruzione di una cultura della prevenzione e la costruzione di una rete di rapporti, come quello con il patronato, per agire sinergicamente&#8221;.<br />
Per il Segretario Generale CGIL Calabria Angelo Sposato dal rapporto del lavoro congiunto tra Inca e Inail emerge un quadro allarmante sulla salute nei luoghi di lavoro. La nostra è una regione vecchia e malata, che perde migliaia di giovani all&#8217;anno e dove l&#8217;età media nel lavoro pubblico è di dieci anni in più della media europea. Il blocco del turn over e delle assunzioni nella pubblica amministrazione, l&#8217;allungamento dell&#8217;età pensionistica, la precarietà del lavoro sempre più povero, la fuga dei giovani sono temi esiziali per il Sud. Aumentano le paure e le incertezze, gli stati emotivi, cause di ansia e depressione che accrescono in modo esponenziale le patologie professionali. Il tema delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro aumentano per tutti questi fattori. Serve un grande investimento sulla sicurezza del lavoro e sulla tutela individuale della salute&#8221;.<br />
Ad illustrare i numeri del report il coordinatore regionale patronato INCA Calabria Giovanni Aristippo che ha sottolineato come ci sia in Calabria poca consapevolezza sulla correlazione tra malattie professionali e ambiente di lavoro. &#8220;Tutti i settori necessitano del nostro impegno e della nostra organizzazione – ha affermato Sara Palazzoli, Presidenza patronato INCA nazionale -, molto c&#8217;è da fare sull&#8217;emersione e il riconoscimento del danno da lavoro. Ecco perché spingeremo per fare formazione sui rischi legati al lavoro ai lavoratori&#8221;.</p>
<p><strong>SINTESI DEI DATI</strong><br />
In Calabria gli infortuni denunciati nel 2022 sono stati 10.270. Di questi 7.575 sono avvenuti nell&#8217;Industria e nei Servizi, 1691 in Sanità e Assistenza Sanitaria Sociale, 596 in Agricoltura, 2099 per conto tra i dipendenti statali.<br />
Per quanto riguarda le malattie professionali nel 2022 quelle denunciate sono state 2148, di cui 1737 in Industria e Servizi, 76 in Sanità e Assistenza Sanitaria Sociale, 383 in Agricoltura, 27 tra i dipendenti Statali.<br />
I dati rilevati nel report del progetto fanno riferimento al 2018, in base alla sottoscrizione del protocollo. La loro raccolta ed elaborazione, avvenuta tramite la somministrazione di questionari in forma anonima tra medici, infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari, amministrativi e addetti alla pulizia in ambito sanitario, è stata resa più complessa dall&#8217;avvento del Covid.<br />
Dal report emerge con forza un insieme di problemi legati alle carenze strutturali e all&#8217;organizzazione del lavoro, in termini di carichi e ritmi, con impatti negativi sulla qualità della vita anche se non percepita come strettamente legata alla situazione lavorativa.<br />
Il settore si caratterizza per un&#8217;elevata presenza di problemi muscolo-scheletrici così come un&#8217;incidenza significativa di personale con una ridotta idoneità. Per quanto riguarda l&#8217;età, emergono delle specificità dovute alle differenti classi. Per i più anziani, oltre alle problematiche legate alla naturale senescenza, emergono problemi di salute legati alla maggiore esposizione temporale ai rischi sul lavoro, con una diffusione di patologie muscolo-scheletriche che interessa in alcuni casi più della metà del campione oltre i 54 anni. A questi problemi si aggiungono quelli di ordine psico-sociale determinati sia dall&#8217;organizzazione del lavoro che dalle tensioni dovute alle relazioni con i pazienti e i loro familiari.<br />
Nel complesso, i rischi per la salute e la sicurezza secondo i lavoratori sono dovuti innanzitutto alle carenze strutturali e all&#8217;organizzazione del lavoro, in termini di personale mancante, carichi e ritmi intensi.<br />
Un problema particolarmente rilevante che si identifica anche a livello nazionale è rappresentato dalla differenza percentuale tra il numero di malattie professionali denunciate e quelle effettivamente riconosciute ( anche se il comparto sanità rappresenta numeri relativamente migliori rispetto ad altri); tale dato poi incrociato con quello degli effettivi disturbi rilevati dall&#8217; indagine, per quanto inficiati dall&#8217;età relativamente elevata del campione esaminato, rileva come oltre una difficoltà nella denuncia o possibile correlazione dei disturbi con l&#8217;attività lavorativa svolta, vi sia obiettivamente un valutazione per noi sottostimata da parte delle strutture deputate al riconoscimento.<br />
Tale affermazione verrebbe corroborata dalla differenza che raggiunge quasi il 50% di riconoscimenti (anche se differenti) tra malattie professionali e cause di servizio.<br />
In generale, come mostra anche la poca conoscenza delle procedure per la sicurezza in caso di puntura di ago, sembra esserci una minore attenzione al tema degli infortuni e una scarsa cultura della prevenzione per le malattie professionali.</p>
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