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	<title>prefetture Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Nov 2025 14:48:19 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Protesta degli Ispettori del Lavoro martedì 25 novembre a Catanzaro e Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/protesta-degli-ispettori-del-lavoro-martedi-25-novembre-a-catanzaro-e-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 14:48:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si terranno martedì 25 novembre dalle 10 alle 12.30 davanti alle Prefettura di Catanzaro e Cosenza i presidi dei lavoratori e delle lavoratrici dell&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro. Tante e diverse le mobilitazioni che compongono la piattaforma rivendicativa di FP CGIL, UILPA e USB PI. L&#8217;Inl (Ispettorato nazionale del Lavoro) è stato nuovamente escluso dall&#8217;aumento del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terranno martedì 25 novembre dalle 10 alle 12.30 davanti alle Prefettura di Catanzaro e Cosenza i presidi dei lavoratori e delle lavoratrici dell&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro. Tante e diverse le mobilitazioni che compongono la piattaforma rivendicativa di FP CGIL, UILPA e USB PI.<br />
L&#8217;Inl (<em>Ispettorato nazionale del Lavoro</em>) è stato nuovamente escluso dall&#8217;aumento del salario accessorio, previsto dal cosiddetto Decreto-Legge PA (D.L. n. 25/2025) e solo ora, dopo le mobilitazioni, sembrerebbe che nella bozza della legge di bilancio all&#8217;esame del Parlamento potrà rientrarvi. Allo stesso modo, nei giorni scorsi è stato pubblicato il decreto-legge n. 159, cd &#8220;Decreto sicurezza sul lavoro&#8221;, che contiene alcune disposizioni sull&#8217;Inl. Tra queste, è importante il previsto aumento da 20 a 30 milioni annui del fondo per l&#8217;efficientamento, che porterà ai lavoratori dell&#8217;INL una somma sicuramente più dignitosa per il lavoro e gli obiettivi raggiunti. Inoltre, lo stesso decreto prevede che Inl, nel triennio 2026-2027-2028 sia autorizzato ad assumere ulteriori 300 unità di personale ispettivo tra ordinari e tecnici. Tuttavia, con estrema amarezza, abbiamo dovuto constatare che il testo del decreto-legge non contiene disposizioni che erano presenti nel testo approdato in consiglio dei Ministri e che prevedevano strumenti di welfare migliorativi in favore dei dipendenti dell&#8217;INL e dello stesso Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
<p>Allo stesso modo, è stata espunta la norma che consentiva all&#8217;ente di utilizzare fondi del proprio bilancio per le spese informatiche e la sicurezza delle sedi. In entrambi i casi, sembrerebbe che sia stato decisivo l&#8217;intervento della Ragioneria Generale dello Stato, nel silenzio se non nell&#8217;inerzia dei preposti uffici del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I dipendenti di Inl sono stanchi di essere chiamati in causa solo in occasione di infortuni o morti sul lavoro, senza che alle parole seguano adeguati fatti da parte della ministra Calderone e del suo staff. L&#8217;ultimo concorso per assumere un migliaio di ispettori tecnici, chiamati a vigilare sulla salute e sicurezza sul lavoro, non riuscirà nemmeno a coprire la metà dei posti messi a bando. Questo accade perché continua a persistere una sperequazione tra le responsabilità richieste al personale e la retribuzione corrisposta, ancora inadeguata.</p>
<p>Chiediamo che l&#8217;Inl sia autorizzato ad usare parte del proprio bilancio per destinarne una parte al personale. In questo modo si potranno finalmente prevedere forme di welfare aziendale per tutti i dipendenti e istituire un sistema indennitario, a cominciare dall&#8217;indennità per la funzione ispettiva, ancora inesistente. Occorre ammodernare la struttura informatica che, a distanza di anni, appare ancora eccessivamente fragile e ancora troppo incompleta. È necessario tornare ad una attività di vigilanza capace di aggredire i macro-fenomeni di illegalità, superando la logica svilente dei numeri nelle attività di vigilanza, meramente incentrata su quante ispezioni siano state fatte. Così, ad esempio, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, rimarchiamo il ruolo che l&#8217;INL ha rispetto al contrasto alle discriminazioni di genere e a tutela delle lavoratrici madri, un ruolo troppo spesso dimenticato dall&#8217;Amministrazione stessa, cui chiediamo maggiore attenzione su questo. Noi chiediamo con forza che si intervenga in fase di conversione del Decreto-Legge, per inserire finalmente norme – come quelle espunte – che possano realmente rendere più attrattivo l&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro, vigilando costantemente sul loro iter. E&#8217; ora di passare dalle parole ai fatti.</p>
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		<title>Vertenza Abramo Cc e Tim: lunedì presìdi davanti alle prefetture di Catanzaro, Crotone e Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vertenza-abramo-cc-e-tim-lunedi-presidi-davanti-alle-prefetture-di-catanzaro-crotone-e-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Mar 2024 14:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 18 marzo i lavoratori di Abramo Customer Care, Ennova, Gruppo Distribuzione e Konecta, sostenuti dalle sigle sindacali sciopereranno contro la decisione, da parte di TIM, di ridurre loro i volumi di traffico attualmente gestiti. Contestualmente, a partire dalle 10:30 si terranno dei sit in di protesta davanti le prefetture di Catanzaro, Crotone e Cosenza. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 18 marzo i lavoratori di Abramo Customer Care, Ennova, Gruppo Distribuzione e Konecta, sostenuti dalle sigle sindacali sciopereranno contro la decisione, da parte di TIM, di ridurre loro i volumi di traffico attualmente gestiti. Contestualmente, a partire dalle 10:30 si terranno dei sit in di protesta davanti le prefetture di Catanzaro, Crotone e Cosenza.  </p>
<p>Sono stati anni burrascosi per le aziende che hanno gestito le commesse del customer care di TIM, un’azienda che da ex-monopolista di Stato è stata negli anni abbandonata al mercato senza alcun criterio né tutela e che ha quindi trasformato radicalmente la mission. A subire le ricadute più pesanti della politica di riduzione dei costi di TIM verso i propri outsorcer, è stata proprio la Abramo Cc, all’epoca (2018) suo primo partner commerciale, che ha visto erodere il suo fatturato da circa 80 milioni nel 2017 a soli 18 milioni del 2023. Nel protrarsi di questo scenario, TIM ha comunicato i primi di dicembre alla Abramo Customer Care in amministrazione straordinaria che non gli avrebbe rinnovato il contratto di fornitura dei servizi consumer sui quali erano impiegati poco meno di 500 persone (493 per la precisione). Con queste a rischiare il posto ci sono altre 500 persone impiegate nelle attività business. I sindacati hanno ottenuto una proroga fino al prossimo 30 giugno, data prevista per la fine della commessa Tim.  </p>
<p>Con la protesta i lavoratori, la Slc Cgil e le altre sigle sindacali chiedono di sostenere le rivendicazioni delle parti sociali e dei lavoratori, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e gli impatti sociali nelle aziende del settore e di sollecitare l’apertura di un tavolo di crisi permanente per la vertenza della ex Abramo CC in As, al fine di scongiurare una tragedia sociale che impatterebbe su oltre 1000 lavoratori e le loro famiglie nelle provincie di Catanzaro Cosenza e Crotone.</p>
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		<item>
		<title>Alta Velocità Salerno–Reggio Calabria: Prefetture in campo contro le infiltrazioni criminali in appalti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/alta-velocita-salerno-reggio-calabria-prefetture-in-campo-contro-le-infiltrazioni-criminali-in-appalti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 11:34:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Firmato il Protocollo di legalità tra le Prefetture di Salerno, Potenza, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, Rete Ferroviaria Italiana (società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane) e le Organizzazioni sindacali di categoria per la “Nuova Linea Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria” con lo scopo di prevenire e contrastare le infiltrazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Firmato il Protocollo di legalità tra le Prefetture di Salerno, Potenza,<strong> Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria</strong>, Rete Ferroviaria Italiana (società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane) e le Organizzazioni sindacali di categoria per la “Nuova Linea Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria” con lo scopo di prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata in materia di appalti, servizi e forniture pubbliche. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova linea ferroviaria con caratteristiche di “Alta Velocità”, sulla direttrice Salerno-Reggio Calabria che costituisce un itinerario strategico, passeggeri e merci, per la connessione tra il nord e il sud del Paese.<br />
È prevista inoltre la realizzazione di alcune fermate sulla nuova linea e il raddoppio della tratta Paola-Cosenza tramite la nuova galleria “Santomarco”, che servirà anche per potenziare l’itinerario delle merci per il Porto di Gioia Tauro. Gli interventi garantiranno una maggiore accessibilità al sistema ferroviario e la possibilità di sviluppare nuove linee per i viaggiatori lungo l’asse nord-sud della penisola, a beneficio anche dei collegamenti da e per la Sicilia.</p>
<p>L’intesa, che ricalca lo schema tipo di Protocollo deliberato dal CIPE per le infrastrutture prioritarie del Paese, si propone di innalzare il livello di efficacia dell’attività di prevenzione amministrativa a fini antimafia, prevedendo ulteriori e più ampie forme di verifica, monitoraggio e controllo volte a contrastare il pericolo di infiltrazioni criminali nella realizzazione dell’opera pubblica, focalizzandosi sulla parte esecutiva del contratto, per la quale i rischi di condizionamento della criminalità organizzata si esprimono con maggiore forza e frequenza.<br />
Sono previste anche clausole contrattuali per la prevenzione di interferenze illecite a scopo corruttivo, che impegnano l’Ente aggiudicatore (Rete Ferroviaria Italiana), l’affidatario e tutte le imprese della filiera a segnalare alla Prefettura eventuali tentativi di condizionamento criminale.<br />
Il Protocollo prevede la collaborazione tra le Prefetture e RFI per vigilare sul pieno rispetto della legalità nei contratti pubblici, sviluppando, in aggiunta agli standard richiesti dalla normativa, ulteriori forme di controllo, scambio di informazioni e procedure che ne garantiscano la trasparenza. I documenti sottoscritti riguarderanno tutta la filiera delle imprese affidatarie dei lavori che a qualunque titolo saranno impegnate nella realizzazione delle opere.</p>
<p>L’accordo contiene la previsione di una banca dati informatica, costituita e gestita dall’ente aggiudicatore, nella quale saranno raccolti tutti i dati relativi ai soggetti che, a qualunque titolo, interverranno nella progettazione e/o realizzazione dell’opera e le informazioni riguardanti l’attività svolta nei cantieri settimanalmente, in modo da consentire un costante monitoraggio.<br />
Nella banca dati che sarà a disposizione dei gruppi interforze antimafia operativi in tutte le Prefetture confluiranno informazioni su tutti i soggetti coinvolti, sia nella progettazione sia nella realizzazione dell’opera, comprese quelle contenute nell’anagrafe degli esecutori e nel settimanale di cantiere.<br />
Saranno “sotto osservazione” anche regolarità e sicurezza dei lavoratori impiegati dalle ditte coinvolte. L’accordo prevede, infatti, anche l’istituzione di un Tavolo di monitoraggio per il tracciamento dei flussi di manodopera, e per questo è sottoscritto anche dalle Direzioni Territoriali del Lavoro e dalle organizzazioni sindacali di categoria.<br />
L’intervento è finanziato anche con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e l’attivazione è prevista per fasi a partire dal 2026.</p>
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		<item>
		<title>Pino Masciari: &#8220;Infiltrazioni mafiose nelle Prefetture? Parole Morra non dovrebbero scandalizzare&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pino-masciari-infiltrazioni-mafiose-nelle-prefetture-parole-morra-non-dovrebbero-scandalizzare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 11:19:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Morra]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Masciari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Allora è cosa risaputa da tutti che all&#8217;interno delle istituzioni si annidano i tentacoli del malaffare&#8221;. E&#8217; quanto dichiara l&#8217;imprenditore e testimone di giustizia Pino Masciari. &#8220;In queste ore- aggiunge &#8211; sta scoppiando una vera e propria bufera dopo le parole del presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra che ieri, al Polieco di Napoli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/pino-masciari-infiltrazioni-mafiose-nelle-prefetture-parole-morra-non-dovrebbero-scandalizzare/">Pino Masciari: &#8220;Infiltrazioni mafiose nelle Prefetture? Parole Morra non dovrebbero scandalizzare&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Allora è cosa risaputa da tutti che all&#8217;interno delle istituzioni si annidano i tentacoli del malaffare&#8221;. E&#8217; quanto dichiara l&#8217;imprenditore e testimone di giustizia Pino Masciari. </p>
<p>&#8220;In queste ore- aggiunge &#8211; sta scoppiando una vera e propria bufera dopo le parole del presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra che ieri, al Polieco di Napoli sull&#8217;economia dei rifiuti, ha dichiarato: &#8216;Il caso Tunisia mostra come la criminalità organizzata non vada ricercata solo nelle periferie e nei posti degradati, ma anche nelle Prefetture e al Ministero dell&#8217;Ambiente dove ci sono colletti bianchi che non fanno l&#8217;interesse delle comunità. Siamo abituati a pensare alle mafie come una parte avversa al sistema ed invece sono parte integrante perché consentono di nascondere la polvere sotto il tappeto e di far arricchire ancora di più quelli che accumulano profitti illeciti&#8217;. Dunque se la mafia non avesse alleanze con alcuni colletti bianchi nelle prefetture e nei ministeri sarebbe quello che è diventata oggi o saremmo già riusciti a sconfiggerla? Discariche abusive, illeciti ambientali, non nasce tutto grazie alla connivenza tra una parte delle istituzioni e la criminalità organizzata? Non dimentichiamoci la sentenza di qualche settimana fa sulla trattativa Stato-Mafia. La trattativa non fu un reato, ma c&#8217;è stata&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il ministro dell&#8217;Interno Luciana Lamorgese, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, diversi esponenti della Lega e Giorgia Meloni, chiedono al senatore Morra di dimostrare i fatti e fare i nomi o dimettersi. Io negli anni &#8217;90 ho fatto nomi e cognomi. E perché dopo tanti anni c&#8217;è una sentenza del 2009 che ancora oggi non mi viene applicata in tutte le sue statuizioni da parte del Ministero dell&#8217;Interno, così come le Prefetture non rispondono più alle notifiche inoltrate per esigenza di sicurezza? Le sentenze non si devono interpretare, vanno applicate. Soprattutto dalle Istituzioni&#8221;- conclude Pino Masciari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/pino-masciari-infiltrazioni-mafiose-nelle-prefetture-parole-morra-non-dovrebbero-scandalizzare/">Pino Masciari: &#8220;Infiltrazioni mafiose nelle Prefetture? Parole Morra non dovrebbero scandalizzare&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>&#8216;Mafie nelle prefetture e al ministero dell&#8217;ambiente&#8217;: è bufera dopo le parole di Nicola Morra</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mafie-nelle-prefetture-e-al-ministero-dellambiente-e-bufera-dopo-le-parole-di-nicola-morra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Oct 2021 17:42:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[lamorgese]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Morra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scatenano un mare di polemiche le affermazioni del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, che ieri al Polieco di Napoli ha scandito: &#8220;Il caso Tunisia mostra come la criminalità organizzata non vada ricercata solo nelle periferie e nei posti degradati ma anche nelle Prefetture e al Ministero dell&#8217;Ambiente dove ci sono colletti bianchi che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/mafie-nelle-prefetture-e-al-ministero-dellambiente-e-bufera-dopo-le-parole-di-nicola-morra/">&#8216;Mafie nelle prefetture e al ministero dell&#8217;ambiente&#8217;: è bufera dopo le parole di Nicola Morra</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Scatenano un mare di polemiche le affermazioni del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, che ieri al Polieco di Napoli ha scandito: &#8220;Il caso Tunisia mostra come la criminalità organizzata non vada ricercata solo nelle periferie e nei posti degradati ma anche nelle Prefetture e al Ministero dell&#8217;Ambiente dove ci sono colletti bianchi che non fanno l&#8217;interesse delle comunità. Siamo abituati a pensare alle mafie come una parte avversa al sistema ed invece sono parte integrante perché consentono di nascondere la polvere sotto il tappetto e di far arricchire ancora di più quelli che accumulano profitti illeciti. È chiaro che i reati ambientali in questa logica, sono i primi ad essere omissati e addirittura bollati di improcedibilità nel silenzio generale perché i danni che ne derivano non sono immediatamente visibili. Le conseguenze sono più lente ma decisamente più massive&#8221;.</p>
<p>A scendere subito in campo è la ministra dell&#8217;Interno Luciana Lamorgese che le giudica &#8220;affermazioni gravissime e inaccettabili in quanto rivolte alle istituzioni impegnate sui territori per garantire legalità e sicurezza al servizio di cittadini&#8221;. E chiede a Morra di chiarire &#8220;immediatamente sulla base di quali elementi o valutazioni ha reso le sue dichiarazioni&#8221;. Contro Morra anche il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, secondo il quale Morra deve &#8220;rendere note tutte le informazioni di cui è in possesso per poter intervenire nelle sedi opportune&#8221;.</p>
<p>Le parole di Morra sono state al centro di critiche da parte di molti esponenti della Lega. &#8220;Ha fatto accuse gravissime senza fornire prove: ora ci aspettiamo le dimissioni immediate di Nicola Morra, Draghi e Lamorgese intervengano&#8221;, è il commento di Matteo Salvini.</p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/mafie-nelle-prefetture-e-al-ministero-dellambiente-e-bufera-dopo-le-parole-di-nicola-morra/">&#8216;Mafie nelle prefetture e al ministero dell&#8217;ambiente&#8217;: è bufera dopo le parole di Nicola Morra</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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