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	<title>porto Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-Guardia di finanza e Agenzia Dogane sequestrano 113 Kg di cocaina nel porto di Gioia Tauro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 10:23:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando Provinciale di Reggio Calabria e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato, presso il Porto di Gioia Tauro, un ingente carico di circa 113 chilogrammi di cocaina purissima proveniente dall’America del Sud. In particolare, i militari del Gruppo della Guardia di finanza di Gioia Tauro e i funzionari del locale Ufficio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388197-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-2.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-2.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-2.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Comando Provinciale di Reggio Calabria e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato, presso il Porto di Gioia Tauro, un ingente carico di circa 113 chilogrammi di cocaina purissima proveniente dall’America del Sud. In particolare, i militari del Gruppo della Guardia di finanza di Gioia Tauro e i funzionari del locale Ufficio doganale, sulla base delle risultanze informative emerse nel corso del monitoraggio dell’area portuale e degli elementi conoscitivi acquisiti nell’ambito del controllo sulla movimentazione dei container, hanno sottoposto a ispezione una sospetta partita di pellet proveniente dall’America latina e destinata all’importazione in territorio italiano.</p>
<p>L’attività ispettiva &#8211; sviluppata con l’ausilio delle apparecchiature scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e con il prezioso contributo offerto dalle unità cinofile della Guardia di finanza &#8211; ha consentito di scoprire, all’interno del container selezionato, il notevole quantitativo di cocaina sottoposto a sequestro. L’attività repressiva condotta ha inferto un duro colpo ai sodalizi criminali che avrebbero beneficiato della ragguardevole fornitura di stupefacente, in quanto la partita di droga sequestrata, una volta immessa sul mercato, avrebbe potuto fruttare alle organizzazioni criminali destinatarie l’enorme introito di circa 20 milioni di euro.</p>
<p>A partire dal 2025, nel porto di Gioia Tauro, la Guardia di finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno sequestrato oltre 4,5 tonnellate di cocaina.</p>
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		<title>FOTO-Falerna, dal primo forum costruttori nautici arriva la proposta per un porto turistico ai Laghi La Vota</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:56:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È possibile conciliare la tutela degli ecosistemi naturali con lo sviluppo economico dei territori, attraverso interventi infrastrutturali e immobiliari capaci di generare valore senza compromettere il patrimonio ambientale. Per molti anni il dibattito pubblico ha contrapposto sviluppo e tutela ambientale come due concetti incompatibili. Oggi, grazie all&#8217;evoluzione della normativa europea e nazionale, sappiamo che questa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/foto-falerna-dal-primo-forum-costruttori-nautici-arriva-la-proposta-per-un-porto-turistico-ai-laghi-la-vota/">FOTO-Falerna, dal primo forum costruttori nautici arriva la proposta per un porto turistico ai Laghi La Vota</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È possibile conciliare la tutela degli ecosistemi naturali con lo sviluppo economico dei territori, attraverso interventi infrastrutturali e immobiliari capaci di generare valore senza compromettere il patrimonio ambientale. Per molti anni il dibattito pubblico ha contrapposto sviluppo e tutela ambientale come due concetti incompatibili. Oggi, grazie all&#8217;evoluzione della normativa europea e nazionale, sappiamo che questa contrapposizione non è più attuale.</p>
<p><strong>FALERNA, GRANDE PARTECIPAZIONE E CONTRIBUTI DI QUALITÀ ALL’EVENTO- </strong>È stato, questo, il messaggio principale lanciato, attraverso l’intervento del giurista esperto di politiche europee Paolo Snidero, nel corso del primo evento pubblico dell’Associazione dei Costruttori dei 2 Mari che nei giorni scorsi ha riunito, al Riva Restaurant &amp; Lounge Bar di Falerna, un nutrito parterre di rappresentanti istituzionali, territoriali e regionali, di aziende ed esperti internazionali. – L’evento, che per la prima volta ha visto presentare numeri e prospettive di un comparto regionale in crescita e che ambisce a rafforzare la propria reputazione extra regionale e internazionale, rappresentato dai soci Ranieri International, Guarascio Group, Prua al Vento, Invictus, Boat Blu Mare, Brettium Boat, Nautica Diving e Cantieri Navali Montesanto, ha fatto registrare contributi di qualità e prospettive interessanti di crescita e sviluppo eco-sostenibile per la Calabria come destinazione internazionale, anche del turismo nautico.</p>
<p><strong>INTERVENUTE ANCHE REGIONE CALABRIA, COSTRUTTORI PUGLIA E CROAZIA-  </strong>Sul tema Turismo nautico e fruizione sostenibile delle aree protette. Numeri e prospettive regionali di sviluppo economico, coordinati e sollecitati dal comunicatore strategico Lenin Montesanto, sono intervenuti, insieme al Presidente del sodalizio Claudio Guarascio, anche Antonio Ranieri della Ranieri International Group; Enzo Montesanto della Brettium Boat; Giuseppe Savio, co-founder di H4-Research S.r.l.; Giuseppe Sangeniti, dirigente scolastico dell’Istituto Omnicomprensivo di Pizzo insieme al docente Emilio Valente; il sindaco di Gizzeria Francesco Argento; Fortunato Amarelli, AD di Amarelli; Andrea Guarascio, amministratore delegato di Prua al Vento; Fabijan Mihovilović, direttore di Marina Kras Boat Rentals and Sales, operatore croato del turismo nautico e del charter; Giuseppe Meo, presidente dello SNIM – Salone Nautico di Puglia; Salvatore Siviglia, direttore generale del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Calabria; il consigliere regionale Filomena Greco, Paolo Snidero, giurista esperto di politiche comunitarie, in forza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – DIPE, esperto della Commissione Europea – CINEA nell’ambito dell’EU Green Deal InvestEU Advisory Initiative e Raffaele Greco, direttore generale dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria.</p>
<p><strong>L’ESPERTO: INFRASTRUTTURE SOSTENIBILI, REVERSIBILI, MONITORATE, INTEGRATE-  </strong>Attraverso il Green Deal, la Strategia per la Biodiversità 2030 e la Politica di Coesione, l’Unione Europea – ha spiegato Snidero, in forza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – DIPE, esperto della Commissione Europea – CINEA nell’ambito dell’EU Green Deal InvestEU Advisory Initiative, rappresentante di interessi presso il Parlamento Europeo e docente di Politiche Europee all’Università Aldo Moro di Bari – ha introdotto un approccio completamente diverso: non più bloccare qualsiasi attività nelle aree sensibili, ma promuovere interventi capaci di migliorare la qualità ambientale e contemporaneamente creare opportunità economiche e occupazionali. In questo contesto si inserisce il concetto di infrastruttura leggera e sostenibile e quello che ha definito il nuovo paradigma degli interventi in aree protette. In passato – ha sottolineato – un porto, un approdo turistico, un&#8217;infrastruttura ricettiva o un&#8217;opera immobiliare venivano valutati quasi esclusivamente sotto il profilo edilizio o economico.</p>
<p><strong>IPOTESI STUDIO FATTIBILITÀ PER INFRASTRUTTURE IN AREA LAGHI LA VOTA-  </strong>Oggi la prospettiva è cambiata. E la domanda che le amministrazioni, gli enti ambientali e la Commissione Europea pongono non è più quanto è grande l&#8217;opera ma quale contributo offre alla conservazione, alla gestione e alla valorizzazione sostenibile del territorio. È – ha scandito – un cambiamento culturale prima ancora che giuridico. Ed ecco perché le infrastrutture moderne devono essere sostenibili; reversibili ove possibile; monitorate; integrate nel contesto ambientale; funzionali alla gestione del territorio. In altre parole – ha concluso Snidero, rispondendo in tal senso anche alle sollecitazioni emerse tra gli imprenditori nautici rispetto all’ipotesi di uno studio di fattibilità per un’analoga infrastruttura portuale eco-sostenibile nell’area protetta dei Laghi La Vota nel comune di Gizzeria – l&#8217;opera non deve essere percepita come un elemento estraneo all&#8217;ecosistema, ma come uno strumento che contribuisce alla sua conservazione e valorizzazione.</p>
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		<title>Incidente sul lavoro al porto di Gioia Tauro: si ribalta una gru di grosse dimensioni, ferito un operaio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 14:47:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un operatore portuale è rimasto ferito ieri pomeriggio al porto di Gioia Tauro. Secondo quanto si è appreso l&#8217;uomo è stato coinvolto, durante le operazioni di movimentazione nel piazzale del porto, dal ribaltamento di uno straddle carrier, vale a dire del cosiddetto &#8216;carrello&#8217; o &#8216;gru&#8217; &#8216;a cavaliere&#8217;, un mezzo di grosse dimensioni utilizzato per spostare i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un operatore portuale è rimasto ferito ieri pomeriggio al porto di Gioia Tauro. Secondo quanto si è appreso l&#8217;uomo è stato coinvolto, durante le operazioni di movimentazione nel piazzale del porto, dal ribaltamento di uno straddle carrier, vale a dire del cosiddetto &#8216;carrello&#8217; o &#8216;gru&#8217; &#8216;a cavaliere&#8217;, un mezzo di grosse dimensioni utilizzato per spostare i container.</p>
<p>L&#8217;operaio è stato subito aiutato dai colleghi presenti in banchina dove sono intervenuti anche i Vigili del fuoco, la Capitaneria di porto e le Unità di emergenza sanitaria portuale. Sono in corso le indagini per ricostruire la dinamica dell&#8217;incidente e capire cosa lo abbia potuto provocare. Dopo le prime cure sul posto il lavoratore è stato trasportato all&#8217;ospedale di Polistena per essere sottoposto ad accertamenti.</p>
<p>Vicinanza all&#8217;operatore portuale è stata espressa dalla sindaca di Gioia Tauro. Simona Scarcella, secondo cui &#8220;episodi come questo ci ricordano quanto il tema della sicurezza sul lavoro debba rimanere una priorità assoluta. Anche nei contesti dove l&#8217;attenzione alla prevenzione è elevata, il rischio non può mai essere sottovalutato&#8221;. &#8220;È necessario &#8211; conclude &#8211; continuare a investire nella formazione, nei controlli, nella manutenzione dei mezzi e nella cultura della sicurezza, affinché ogni lavoratore possa svolgere la propria attività nelle migliori condizioni possibili e tornare a casa sano e salvo&#8221;.</p>
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		<title>Porto di Gioia Tauro, Baldino (M5S): Acciaio per munizioni verso Israele, chiesta ispezione urgente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 06:45:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Secondo informazioni qualificate alcuni containers contenenti acciaio destinato alla produzione di proiettili da artiglieria da 155 mm sarebbero stati scaricati nel porto di Gioia Tauro da una nave della compagnia MSC e sarebbero in procinto di essere reimbarcati con destinazione finale il porto di Haifa, in Israele. Ho presentato alle Autorità competenti una richiesta urgente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Secondo informazioni qualificate alcuni containers contenenti acciaio destinato alla produzione di proiettili da artiglieria da 155 mm sarebbero stati scaricati nel porto di Gioia Tauro da una nave della compagnia MSC e sarebbero in procinto di essere reimbarcati con destinazione finale il porto di Haifa, in Israele. Ho presentato alle Autorità competenti una richiesta urgente di ispezione e verifica della natura del materiale e delle autorizzazioni rilasciate e la conseguente adozione di misure di sospensione o sequestro ove ne ricorrano i presupposti&#8221;</em>. È quanto dichiara in una nota la Vicepresidente M5S Vittoria Baldino.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Se i fatti trovassero conferma – </em>prosegue Baldino<em> &#8211; ci troveremmo davanti a una possibile violazione della legge 185 del 1990 che vieta l&#8217;esportazione, il transito e il trasferimento di armi verso Paesi coinvolti in conflitti armati o responsabili di violazioni dei diritti umani. Serve sempre un&#8217;autorizzazione dello Stato e anche il semplice passaggio sul territorio italiano è soggetto a controllo. Il transito non è neutro è una responsabilità. Se il nostro territorio viene usato come snodo logistico per materiali legati a operazioni militari il governo deve spiegarlo&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Israele oggi è coinvolta nel genocidio a Gaza con più di 200mila tra morti e feriti e nell&#8217;escalation con l&#8217;Iran. O si è contro queste guerre o si è il loro magazzino di transito. L&#8217;Italia ha firmato trattati internazionali, ha leggi precise, ha un Parlamento che vota risoluzioni. Tutto questo vale qualcosa altrimenti sono solo parole. E le parole a Gaza e nel resto del mondo non salvano nessuno&#8221;</em>, conclude Baldino.</p>
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		<title>Primo Maggio, al Porto di Gioia Tauro manifestazione dei sindacati confederali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/primo-maggio-al-porto-di-gioia-tauro-manifestazione-dei-sindacati-confederali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:04:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà un 1° Maggio dedicato ad accendere i riflettori sul lavoro di qualità e sulla dignità del lavoratore quello promosso dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL in Calabria. Teatro della riflessione sui temi del lavoro sarà il Porto di Gioia Tauro, hub strategico per il transhipment nel Mediterraneo, il cui impatto sull&#8217;economia regionale, tuttavia, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà un 1° Maggio dedicato ad accendere i riflettori sul lavoro di qualità e sulla dignità del lavoratore quello promosso dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL in Calabria. Teatro della riflessione sui temi del lavoro sarà il <b>Porto di Gioia Tauro</b>, hub strategico per il transhipment nel Mediterraneo, il cui impatto sull&#8217;economia regionale, tuttavia, risulta inferiore alle enormi potenzialità. L&#8217;appuntamento è alle ore 9:30, all&#8217;entrata del Varco Doganale (<em>nell&#8217;area industriale di San Ferdinando</em>).</p>
<p>Sicurezza sul lavoro, piani per lo sviluppo sostenibile, diritti e dignità dei lavoratori, ma anche attenzione ai temi sociali che minano alla vivibilità della Calabria: sanità, infrastrutture e trasporti, tutela dei cittadini dal rischio idrogeologico. Questioni che, inevitabilmente, si incrociano con il diritto al lavoro e alla sicurezza.</p>
<p>Dal palco, interverranno i segretari generali calabresi di CGIL, CISL e UIL, rispettivamente Gianfranco Trotta, Giuseppe Lavia e Mariaelena Senese.</p>
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		<title>La Calabria e Gioia Tauro snodo centrale per i traffici criminali: ecco il rapporto di Libera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 09:14:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I porti confermano la loro centralità nello scenario criminale italiano. Gli scali marittimi sono sempre di più snodi strategici in cui si intrecciano economia legale e illegale, interessi globali e dinamiche locali, opportunità di sviluppo e rischi di infiltrazione mafiose. Nel corso del 2025 sono stati registrati 131 casi di criminalità nei porti italiani, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I<strong> porti confermano la loro centralità nello scenario criminale italiano.</strong> Gli scali marittimi sono sempre di più snodi strategici in cui si intrecciano economia legale e illegale, interessi globali e dinamiche locali, opportunità di sviluppo e rischi di infiltrazione mafiose. Nel corso del <strong>2025 sono stati registrati 131 casi di criminalità</strong> nei porti italiani, con un incremento del <strong>14% </strong>rispetto al 2024. I <strong>porti coinvolti sono stati 38</strong> contro i 30 del 2024 con un incremento del 27%. Complessivamente <strong>nel quadriennio 2022-2025</strong> sono stati registrati <strong>496 eventi criminali nei porti italiani, uno ogni tre giorni</strong>. Tra il 1994 e il 2024, sono stati censiti <strong>113 clan attivi </strong>in attività illegali e legali, che operano su <strong>71 porti italiani</strong>, con una diffusione che coinvolge tutto il Paese, dal Nord al Sud. <strong>Libera</strong> ha presentato stamattina a Firenze la III Edizione del Rapporto <strong>“<em>Diario di Bordo. Storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani e oltre</em></strong><em>.</em>” (<em>curato da Francesca Rispoli, Marco Antonelli e Peppe Ruggiero</em>) dove sono stati elaborati i dati provenienti dalla rassegna stampa Assoporti, dalle relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia, della DIA, della DNAA, dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanzia. I numeri che emergono da questo lavoro sono chiari non possono essere ignorati e confermano la gravita del fenomeno dove l’aumento delle attività investigative dimostra, da un lato, la continuità negli anni dell’azione criminale e, dall’altro, il lavoro rilevante svolto da forze dell’ordine, enti di controllo e magistratura. Il <strong>rapporto nazionale di Libera è stato dedicato al giornalista calabrese Michele Albanese</strong> recentemente scomparso, con un messaggio nella seconda di copertina dove si legge “<em>A </em><em>Michele Albanese</em><em>, compagno di viaggio e giornalista rigoroso, che ha scelto ogni giorno di stare dalla parte della verità, anche quando costava caro. La sua assenza pesa, ma il suo esempio resta.</em>”</p>
<p>“<em>Dentro questi numeri c’è una realtà precisa: i porti-<strong> commenta Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera</strong>&#8211; sono oggi uno dei principali punti di accesso dei traffici illeciti, a partire dal narcotraffico, ma anche della contraffazione, del contrabbando, del riciclaggio. Non solo. Sono luoghi in cui si manifestano forme di corruzione, dove si giocano partite economiche e politiche rilevanti, dove si costruiscono relazioni e poteri. <strong>È per questo che, nel solco dell’impegno di Libera, questo lavoro non vuole criminalizzare, ma illuminare. </strong>Non vuole alimentare paure, ma costruire consapevolezza. Perché sappiamo che dove c’è opacità, dove mancano trasparenza e controllo, le mafie trovano spazio. <strong>Questo lavoro ci dice che la risposta non può essere solo repressiva.</strong> Serve una strategia più ampia: più trasparenza nei processi decisionali, più strumenti di prevenzione della corruzione, più cooperazione internazionale, più formazione e tutela per chi lavora nei porti. E serve soprattutto una cultura della legalità che coinvolga istituzioni, operatori economici e cittadini. Fare luce, oggi, significa assumersi una responsabilità collettiva. È questo il senso del Diario di bordo: trasformare dati e analisi in consapevolezza, e la consapevolezza in impegno. Perché i porti non siano più spazi opachi, ma luoghi vissuti secondo legalità, diritti e giustizia”</em></p>
<p><strong>Gli affari vanno in porto</strong>. In<strong> Calabria il porto di </strong><strong>Gioia Tauro</strong> consolida il proprio ruolo tra gli scali più esposti, con 13 eventi nel 2025 (<em>+62,5% rispetto lo scorso anno</em>). Gli altri due porti interessati sono <strong>Villa San Giovanni e Taureana di Palmi.</strong> A livello regionale l<strong>a Calabria con 15 casi di criminalità è la seconda regione dopo le Marche</strong>. Complessivamente nel quadriennio <strong>2022-2025 in </strong>n <strong>Calabria sono stati 34 casi</strong> di criminalità con <strong>Gioia Tauro leader regionale con 27 casi</strong>. Il porto di Gioia Tauro si conferma, uno dei principali snodi commerciali del Mediterraneo, come hub italiano per il traffico internazionale di cocaina. <strong>Negli ultimi dieci</strong><strong> anni sono stati sequestrati solo di cocaina più di 54 tonnellate. </strong>Le tecniche di occultamento risultano estremamente diversificate: bobine di carta, banane, sacchi di materiale combustibile, container interi, pannelli di ventilazione, container refrigerati contenenti polpo e gamberi surgelati, sacchi di pellet, autoveicoli usati, sacchi di sesamo e noccioline. Tale varietà evidenzia un alto grado di adattabilità delle organizzazioni criminali e la centralità del porto come snodo strutturale delle rotte transatlantiche della cocaina. L’attenzione delle <em><strong>‘ndrine</strong> </em>ai traffici commerciali marittimi e agli scali portuali nazionali continua ad essere pervasiva. Analizzando le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicate tra il <strong>1994 e il 2024,</strong> i<strong>n Calabria sono 56 clan censiti operanti in 10 porti calabresi e nei porti di Napoli, Salerno, Genova, Livorno, Trieste, La Spezia. È </strong><strong>opportuno sottolineare </strong>come gli interessi dei gruppi criminali, e in particolare di alcuni clan mafiosi, si sia manifestato anche nelle attività di business legale, talvolta anche in porti non primari da un punto di vista commerciale, ma che hanno comunque rappresentato una possibile occasione di sfruttamento economico e all&#8217;inserimento criminale. Alcuni esempi sono in questo senso paradigmatici. Se si guarda alla Calabria, <strong>il porto di Tropea </strong>è stato oggetto di interesse da parte del clan La Rosa in attività legate ai servizi connessi al trasporto marittimo e da parte del clan Mancuso per il trasporto marittimo di passeggeri; nel porto di <strong>Isola Capo Rizzuto</strong>, invece, si sono manifestate le infiltrazioni del clan Arena per quanto riguarda la preparazione del cantiere edile e sistemazione del terreno; a <strong>Corigliano Calabro</strong> il clan Straface si è interessato dei servizi di gestione di pubblici mercati.</p>
<p><em>“Se il 2025 è stato l’anno dei record per il porto di Gioia Tauro – conclude <strong>Giuseppe Borrello, Referente regionale di Libera in Calabria </strong>–  con 4,5 milioni di container movimentati e una crescita del 14%, è stato anche quello dove viene registrato un importante aumento dei casi di criminalità, confermandosi, come denunciato più volte da Michele Albaense, che proprio allo scalo della Piana ha dedicato molto della sua attività professionale, crocevia di opportunità e di contraddizioni, di ricchezza possibile e di infiltrazioni criminali, di lavoro onesto e di interessi oscuri”.</em></p>
<p><strong>Nel rapporto quest&#8217;anno si guarda oltre il territorio italiano</strong> con un <strong>focus sul Brasile</strong> e in particolar modo con il <strong>porto di Santos</strong>. Secondo i <strong>dati dell’</strong><strong>Ufficio delle Dogane di Santos</strong><strong>, tra l’inizio del </strong><strong>2016 </strong><strong>e la fine del </strong><strong>2025</strong><strong>,</strong> sono <strong>345 </strong>operazioni di sequestro di cocaina. <strong>L’</strong><strong>Italia </strong><strong>si colloca al sesto posto</strong> per numero di operazioni e al settimo per quantità sequestrate. Sono stati registrati <strong>18 sequestri</strong><strong>, per un totale di </strong><strong>5.428 kg di cocaina</strong><strong>, con 10 casi di spedizioni dirette principalmente verso il </strong><strong>porto di Gioia Tauro</strong>. Secondo le principali inchieste gli ’ndranghetisti operavano in larga misura in modo indipendente dal Primeiro Comando da Capital (PCC) – la più grande organizzazione criminale del Brasile, comunemente definita fazção, fondata a São Paulo oltre 30 anni fa e considerata l&#8217;autorità dominante nello Stato. E nei primi anni 2010 che i trafficanti del PCC entrano nel mercato all’ingrosso della cocaina, inviando le prime spedizioni attraverso il Porto di Santos. Intorno al 2014, l’organizzazione istituì un dipartimento interno per gestire tali schemi, consolidandosi come piattaforma capace di collegare venditori e acquirenti e fornire la logistica dei trasporti. <strong>Nel 2017 con l&#8217;arresto in Uruguay di </strong><strong>Rocco Morabito, gli scenari cambiano</strong>. Come emerso, Morabito si trovava in compagnia di Vincenzo Pasquino, anch’egli latitante. Pasquino era giunto in Brasile nello stesso anno dell’arresto di Morabito in Uruguay e aveva lavorato a stretto contatto con la famiglia Assisi, assumendo il ruolo di principale broker dopo l’arresto di padre e figlio. Una volta estradato in Italia nel 2024, <strong>Pasquino ha deciso di collaborare con la giustizia. e rivelando dettagli sulle attività della ’ndrangheta a Gioia Tauro</strong> e sul suo collegamento con il PCC a Santos, oltre ad altre operazioni criminali in Italia e Brasile.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Macabra scoperta nel porto di Scilla: trovato cadavere, sarebbe un uomo di mezza età</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/macabra-scoperta-nel-porto-di-scilla-trovato-cadavere-sarebbe-un-uomo-di-mezza-eta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 15:38:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un corpo senza vita è stato trovato questa mattina nel porto di Scilla, nel Reggino. A segnalare la presenza del cadavere alcuni cittadini, presenti nell&#8217;area portuale, che hanno allertato la Capitaneria di porto, intervenuta per i primi accertamenti insieme al medico legale. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un uomo di mezza età, presumibilmente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un corpo senza vita è stato trovato questa mattina nel porto di Scilla, nel Reggino. A segnalare la presenza del cadavere alcuni cittadini, presenti nell&#8217;area portuale, che hanno allertato la Capitaneria di porto, intervenuta per i primi accertamenti insieme al medico legale.</p>
<p>Secondo le prime informazioni si tratterebbe di un uomo di mezza età, presumibilmente di nazionalità italiana. Stando a quanto trapela alcuni conoscenti potrebbero aver già riconosciuto la salma e si tratterebbe di un esercente non residente a Scilla. In ogni caso è stata avvertita la Procura di Reggio Calabria e il pm di turno ha avviato le indagini per accertare l&#8217;esatta identità dell&#8217;uomo e chiarire le cause del decesso. </p>
<p>Con ogni probabilità il magistrato disporrà nelle prossime ore l&#8217;autopsia. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. In queste ore gli investigatori stanno acquisendo i filmati delle telecamere presenti nella zona per capire la dinamica di quanto è accaduto<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>VIDEO-Quasi 400 Kg di cocaina sequestrati al porto di Gioia Tauro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-quasi-400-kg-cocaina-sequestrati-al-porto-di-gioia-tauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 08:40:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1429672848327554%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria, nell’ambito di tre distinte operazioni eseguite nell’arco di una settimana sul porto di Gioia Tauro, è pervenuto al sequestro di quasi 400 kg di cocaina purissima, suddivisi in 309 panetti. Tale attività repressiva s’inquadra in un più complesso e articolato piano di interventi predisposto su tutto il sedime portuale, con l’intensificazione delle ispezioni e dei controlli operati allo scopo di intercettare eventuali carichi di stupefacente importati dalla criminalità organizzata attraverso l’occultamento all’interno dei numerosi container quotidianamente movimentati nello scalo gioiese. Entrando nei dettagli, una parte dello stupefacente &#8211; occultata in un container proveniente dall’America del Nord e contenente una partita di legname destinata in Medio Oriente &#8211; è stata sottoposta a sequestro, unitamente all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a seguito delle risultanze acquisite mediante l’ausilio dello scanner e il supporto dell’infallibile fiuto delle unità cinofile.</p>
<p>Un altro carico è stato sequestrato, invece, sul litorale adiacente al porto gioiese, ove era stato da poco depositato, in un tentativo di “esfiltrazione” via mare, da un soggetto, tratto in arresto, che si era servito di una piccola imbarcazione. L’ultima partita di cocaina, infine, è stata sequestrata &#8211; grazie all’ausilio fornito dai sommozzatori dei Reparti Operativi Aeronavali di Vibo Valentia e di Palermo della Guardia di finanza &#8211; che, nel corso di un’ispezione della chiglia di una nave in arrivo sempre dal continente americano, hanno rinvenuto lo stupefacente abilmente occultato in un vano ricavato nelle prese a mare dell’imbarcazione. L’intero carico sottoposto a sequestro, destinato al mercato italiano ed europeo, avrebbe consentito, una volta sottoposto alle procedure di taglio e destinato allo spaccio in termini di minuta vendita, un cospicuo introito stimabile intorno ai 60 milioni di euro, che è stato sottratto alle diverse organizzazioni criminali che avrebbero gestito l’intera filiera distributiva della cocaina.</p>
<p>Gli atti compilati nel corso delle operazioni sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Palmi, all’attenzione del Procuratore Emanuele Crescenti e del magistrato di turno, per la convalida e il successivo prosieguo delle indagini.</p>
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		<title>Sindacati, &#8216;no al transito di armi nel porto di Gioia Tauro&#8217;: rispettare art 11 della Costituzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 16:03:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti e Sul della provincia di Reggio Calabria &#8220;ribadiscono con fermezza la propria netta opposizione al transito, presso il porto di Gioia Tauro, di armi e dispositivi militari destinati a Israele e ad altri Paesi del Medio Oriente, in un contesto di guerra che ha già provocato migliaia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti e Sul della provincia di Reggio Calabria &#8220;<em>ribadiscono con fermezza la propria netta opposizione al transito, presso il porto di Gioia Tauro, di armi e dispositivi militari destinati a Israele e ad altri Paesi del Medio Oriente, in un contesto di guerra che ha già provocato migliaia di vittime innocenti&#8221;</em>. Le scriventi organizzazioni &#8220;<em>si dichiarano contrarie a tutte le guerre e, in particolare, a quelle che continuano a colpire duramente la popolazione civile, causando stragi di bambini e civili, come già avvenuto nella Striscia di Gaza e come sta accadendo in Libano e in altri territori coinvolti nei conflitti</em>&#8220;.</p>
<p>I lavoratori portuali di Gioia Tauro &#8211; rilevano in una nota i sindacati &#8211; &#8220;<em>rivendicano con forza il proprio ruolo nel sostenere un’economia sana e orientata allo sviluppo, rifiutando qualsiasi coinvolgimento, diretto o indiretto, nel traffico di strumenti di morte. In questo senso, chiedono il pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione italiana, che sancisce con chiarezza che l’Italia &#8216;ripudia la guerra”&#8217;. </em>Alla luce di ciò, le organizzazioni sindacali &#8220;<em>ritengono necessario che i container movimentati nel porto di Gioia Tauro siano sottoposti a rigorosi controlli e ispezioni da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, al fine di verificare la natura delle merci trasportate ed eventualmente impedirne il transito. Si richiama inoltre quanto previsto dalla legge n. 185 del 1990, che vieta espressamente l’esportazione, il transito e il trasferimento di armamenti verso Paesi in stato di conflitto armato o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani&#8221;</em>.</p>
<p>Le organizzazioni sindacali rivolgono, infine, &#8220;<em>un appello a tutte le Istituzioni – dai sindaci del territorio al Presidente della Regione Calabria, fino alla rappresentanza parlamentare calabrese – affinché assumano una posizione chiara, unitaria e coerente, volta a impedire che il porto di Gioia Tauro venga utilizzato come snodo logistico per il passaggio di armi destinate ai teatri di guerra&#8221;</em>.</p>
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		<title>Collegamento porto di Gioia Tauro-autostrada A2: pubblicato bando Anas per 1° e 2° lotto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:21:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anas (Gruppo FS Italiane) ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando di gara per la realizzazione del collegamento tra il Porto di Gioia Tauro e l’autostrada A2 “Autostrada del Mediterraneo” (I e II lotto). L’investimento complessivo ammonta a circa 98 milioni di euro ed è finalizzato a migliorare l’accessibilità del porto, nodo strategico della rete [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anas (<em>Gruppo FS Italiane</em>) ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando di gara per la realizzazione del collegamento tra il Porto di Gioia Tauro e l’autostrada A2 “Autostrada del Mediterraneo” (<em>I e II lotto</em>).<br />
L’investimento complessivo ammonta a circa 98 milioni di euro ed è finalizzato a migliorare l’accessibilità del porto, nodo strategico della rete logistica nazionale ed europea, oltre a consolidare l’integrazione con la rete TEN-T e i principali corridoi di trasporto.</p>
<p>“<em>Con la pubblicazione di questo bando si rinnova l’impegno di Anas per il potenziamento dei collegamenti a servizio dei principali poli logistici del Paese – <em>ha dichiarato l’Amministratore Delegato, Claudio Andrea Gemme </em>– l’intervento sul Porto di Gioia Tauro migliorerà in modo significativo l’accessibilità e l’integrazione con la rete autostradale e i corridoi europei. I nostri investimenti devono essere fattori di crescita della competitività del sistema produttivo e di sicurezza della circolazione. Questa è un’opera strategica per il territorio e l’intero Mezzogiorno.</em>”</p>
<p>L’appalto prevede lavori per circa 95,16 milioni di euro, comprensivi dei costi della manodopera, oltre ad attività di monitoraggio ambientale e tecnico in corso d’opera e costi per la sicurezza, pari a 2,7 milioni di euro. Sarà così potenziato il collegamento tra il gate sud del porto, la Strada Statale 18 e l’Autostrada A2. Migliorerà la circolazione del traffico merci e aumenteranno gli standard di sicurezza e affidabilità dell’infrastruttura. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato all’8 giugno 2026.</p>
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