Tag: Ponte Stretto

  • Ponte Stretto, Bonelli: “Forzatura istituzionale di Ciucci, espone ministri a grave danno erariale”

    Ponte Stretto, Bonelli: “Forzatura istituzionale di Ciucci, espone ministri a grave danno erariale”

    “È gravissimo che l’amministratore delegato della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ancor prima che la Corte dei Conti renda pubbliche le motivazioni della mancata registrazione, paventi una forzatura istituzionale come quella della cosiddetta registrazione con riserva“. Ad affermarlo è Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, commentando le dichiarazioni dell’ A.D Ciucci nel corso dell’audizione in Commissione Parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità.

    “Una posizione che, oltre a essere del tutto inopportuna, – spiega Bonelli – rivela come Ciucci ignori – o finga di ignorare – che la stessa Corte dei Conti ha ricusato il decreto del MIT che approvava il terzo atto aggiuntivo alla convenzione con la Società Stretto di Messina. È l’intero impianto giuridico ed economico della concessione a essere stato giudicato illegittimo: non un dettaglio, ma la tenuta finanziaria ed economica del progetto”

    “Ciucci farebbe bene a smettere di dare consigli al governo, che sul Ponte ha già sbagliato tutto, e ad attendere – come sarebbe suo dovere – le motivazioni ufficiali della Corte e nel caso fornire adeguate correzioni agli atti fino ad ora adottati. I consigli di Ciucci porterebbero i ministri ad essere esposti a contestazione di un grave danno erariale.
    Il Paese non ha bisogno di forzature, ma di trasparenza, legalità e responsabilità nell’uso delle risorse pubbliche”- conclude conclude Bonelli.

  • Ciucci in Commissione bicamerale: Ponte Stretto va avanti e sarà completato nel 2033

    Ciucci in Commissione bicamerale: Ponte Stretto va avanti e sarà completato nel 2033

    Questa mattina l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, è stato audito dalla Commissione parlamentare bicamerale ‘Per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità’ che promuove misure per rimuovere tali svantaggi in attuazione del principio costituzionale di cui all’articolo 119, comma 6, della Costituzione: “La Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”.

    “Per quanto riguarda le delibere della Corte dei conti – ha dichiarato Ciucci nel corso dell’Audizione in merito allo stato di avanzamento del progetto – la definizione del percorso da intraprendere potrà essere assunta dalle competenti Autorità di Governo, con il supporto della Stretto di Messina, una volta note le motivazioni riguardanti la ricusazione del visto da parte della Corte per la delibera del CIPESS e il III Atto aggiuntivo alla Convenzione. Completato il controllo di legittimità sulla delibera CIPESS da parte della Corte dei conti sarà avviata la fase realizzativa. Al riguardo siamo fiduciosi e determinati a ottenere dalla Corte una registrazione piena nella convinzione di aver operato nel completo rispetto delle norme generali e speciali italiane ed europee relative alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina”.

    In relazione all’oggetto dell’Audizione, Ciucci ha ricordato che: “Nel 2033, con il completamento dell’Opera, si aprono scenari del tutto nuovi che renderanno superato il concetto di insularità per una regione con 5 milioni di abitanti che, come valutato da uno studio condotto dalla Regione Siciliana, ha un costo annuale di circa 6,5 miliardi di euro pari al 7,4 per cento del PIL regionale, a valori correnti dell’anno 2018. Sarà un cambiamento epocale per la qualità della vita, la mobilità, il tessuto produttivo. Aperto 365 giorni l’anno 24 ore su 24, senza alcuna interruzione di traffico, è lo strumento per dare continuità a strade e ferrovie rendendo sostenibile il prolungamento dei servizi ad alta velocità in Calabria e in Sicilia.

    Dagli studi svolti risulta che il Ponte è la migliore risposta alla domanda di un più efficiente e moderno sistema di collegamento tra la Sicilia, la Calabria e il resto del Continente, con un risparmio di tempo di circa un’ora per i veicoli e di due o tre ore per i treni.
    In questo quadro il Ponte è una grande infrastruttura del territorio per il territorio e al tempo stesso una grande opera per il Paese e per l’Europa. Infatti, il Consiglio Europeo ha confermato il Ponte sullo Stretto di Messina quale opera fondamentale del corridoio ‘Scandinavo-Mediterraneo’ ribadendone il ruolo strategico ai fini del completamento del principale asse sud-nord a livello europeo. Ad oggi su questo Corridoio insistono solo tre discontinuità: il tunnel del Fehmarn Belt tra Germania e Danimarca che è previsto essere completato nel 2029; il Tunnel del Brennero tra Austria e Italia che sarà completato nel 2032; e il Ponte sullo Stretto di Messina che, come detto, sarà aperto al traffico nel 2033”.

  • Ponte Stretto, Salvini: “La Lombardia è la Regione con più imprese coinvolte”

    Ponte Stretto, Salvini: “La Lombardia è la Regione con più imprese coinvolte”

    “La Regione italiana con più imprese coinvolte nella costruzione del Ponte sullo Stretto è la Lombardia, la più industrializzata d’Italia”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini intervenendo all’evento “Italia Direzione Nord”.

    Secondo Salvini, sarà proprio la Lombardia a registrare le maggiori ricadute economiche legate alla grande opera: “Sarà la Regione che ne beneficerà di più”, ha aggiunto, sottolineando il ruolo chiave del tessuto produttivo lombardo nel progetto.

    Salvini ha confermato anche che “questa settimana la Corte dei Conti depositerà le motivazioni che hanno portato a negare la registrazione dell’atto”, spiegando che solo dopo la lettura del documento il Governo potrà “fare tutte le nostre riflessioni”.

  • Ponte Stretto, nuovo stop dalla Corte dei Conti. Salvini: “Restiamo fiduciosi”

    Ponte Stretto, nuovo stop dalla Corte dei Conti. Salvini: “Restiamo fiduciosi”

    (Adnkronos) – Ponte sullo Stretto, arriva un nuovo stop dalla Corte dei Conti. La magistratura contabile non concede il visto di legittimità al III atto aggiuntivo della convenzione tra Mit e la Stretto di Messina spa. In una nota della magistratura contabile si spiega che la sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei conti, all’esito della Camera di consiglio, ''non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione il decreto del primo agosto 2025, n. 190, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, adottato ai sensi dell’articolo 2, comma 8, del decreto-legge 31 marzo 2023, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2023, n. 58, recante ''Disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria'. Approvazione III atto aggiuntivo alla convenzione del 30 dicembre 2003, n. 3077, fra il ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Stretto di Messina spa''.

    Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note entro trenta giorni, con apposita deliberazione. “Nessuna sorpresa: è l’inevitabile conseguenza del primo stop della Corte dei Conti. I nostri esperti sono già al lavoro per chiarire tutti i punti. Resto assolutamente determinato e fiducioso”, le parole del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a proposito dell’intervento della Corte dei Conti.  
    —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ponte Stretto, Conte: “Progetto vecchio, non sta in piedi dal punto di vista finanziario”

    Ponte Stretto, Conte: “Progetto vecchio, non sta in piedi dal punto di vista finanziario”

    “Questa è la quarta legge di bilancio” del governo Meloni ma “ogni progetto fallimentare è sempre colpa di Conte. Quando danno le colpe e risalgono indietro non toccano mai Draghi, se lo tengono buono…”. Lo dice Giuseppe Conte a Sky Tg24.

    Sul ponte sullo Stretto, aggiunge, “c’è Salvini che vuole passare dalla storia per la realizzazione del ponte più lungo del mondo. E che cosa fa? In fretta e furia va a prendere un progetto già vecchio che viene un po’ aggiornato, ma frettolosamente, precipitosamente e la Corte dei Conti lo blocca. Ma i giudici della Corte dei Conti non sono brutti, sporchi e cattivi. Applicano la legge”.

    “Quello che emergerà è che quella previsione in spesa – che è già una cifra enorme, 13 miliardi e mezzo- non corrisponde alla realtà, perché quel progetto dal punto di vista finanziario non sta in piedi. Hanno tolto addirittura i fondi di coesione alla Calabria e alla Sicilia che sono importantissimi per colmare il divario, le diseguaglianze economiche e sociali e questa è una realtà di cui il governo deve tener conto”.

  • Ponte Stretto, Salvini: Risponderemo a Corte Conti punto su punto, cantieri a febbraio

    Ponte Stretto, Salvini: Risponderemo a Corte Conti punto su punto, cantieri a febbraio

    A seguito della “bocciatura” della Corte dei Conti, questa mattina, si è svolto un vertice di urgenza di governo a Palazzo Chigi sul Ponte sullo Stretto. Presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e in videocollegamento anche l’altro vicepremier, Antonio Tajani, impegnato in una missione istituzionale in Africa. Palazzo Chigi spiega che “all’esito della riunione, si è convenuto di attendere la pubblicazione delle motivazioni della delibera adottata ieri dalla Corte dei Conti. Solo dopo averne esaminato nel dettaglio i contenuti – viene chiarito -, il Governo provvederà a replicare puntualmente a ciascun rilievo, utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento. Rimane fermo l’obiettivo, pienamente condiviso dall’intero Esecutivo, di procedere con la realizzazione dell’opera”.

    “Attendiamo con estrema tranquillità i rilievi della Corte dei Conti a cui siamo convinti di poter rispondere punto su punto. Mi sarebbe piaciuto partire con i cantieri a novembre”, invece “partiremo a febbraio”, ha detto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini al termine della riunione sul Ponte sullo Stretto a Palazzo Chigi. “Senza nessuno scontro tra poteri dello Stato, daremo tutte le informazioni che ci vengono richieste – ha aggiunto -. Ci sto lavorando da tre anni, ci lavorerò per tre anni e due mesi, poi gli ingegneri mi dicono che con sette anni l’Italia avrà un’opera unica al mondo e quindi va bene così”. “E’ un secolo che se ne parla, per me il tempo è denaro, ma voglio rispettare tutte le prescrizioni, tutte le riflessioni”, ha aggiunto.

    “Senza nessuno scontro tra poteri dello Stato, daremo tutte le informazioni che ci vengono richieste. Ci sto lavorando da tre anni, ci lavorerò per tre anni e due mesi, poi gli ingegneri mi dicono che con sette anni l’Italia avrà un’opera unica al mondo e quindi va bene così”. “E’ un secolo che se ne parla, per me il tempo è denaro, ma voglio rispettare tutte le prescrizioni, tutte le riflessioni”, ha aggiunto Salvini.

  • Ponte Stretto, Gratteri: non mi pare che calabresi e siciliani si stiano sbracciando per farlo

    Ponte Stretto, Gratteri: non mi pare che calabresi e siciliani si stiano sbracciando per farlo

    “Io prima di parlare di un caso devo conoscere gli atti, non è mia abitudine commentare temi complessi dalla lettura dei giornali, quindi a questa domanda non posso rispondere. Posso dire che il ponte sullo stretto, o qualsiasi opera pubblica in Italia, si fa se serve, se il rapporto costi-benefici è in positivo: altrimenti non si fa. Lo ha detto Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, a Ping Pong, Rai Radio1, rispondendo a una domanda sulla grande opera dopo il mancato via libera della Corte dei Conti.

    “Non condivido – ha aggiunto -il ragionamento di chi dice che non si debba costruire perché in Calabria c’è la ‘ndrangheta e in Sicilia c’è Cosa nostra: la lotta alla mafia è un’altra cosa. Per questa sono preposti forze dell’ordine e magistrati, se ciò non basta si cambiano le regole di ingaggio”.

    Interpellato dalla giornalista Annalisa Chirico come cittadino, Gratteri ha aggiunto: “Non mi pare che calabresi e siciliani si stiano sbracciando per fare il ponte. La Messina-Palermo è una mulattiera, non esiste un treno dalla fascia ionica verso il Nord, non ci sono le bretelle tra Ionio e Tirreno. Forse con quei soldi si potrebbe costruire l’alta velocità Messina-Palermo e Messina-Siracusa, e poi ci possono essere traghetti veloci come per le auto.” Gratteri ha ricordato anche la caduta dei flussi: “Prima del Covid traghettavano 3,5 milioni di auto, dopo siamo a 1,5 milioni: non c’è più la famiglia che parte da Torino col mese di vacanza. Si vola low cost a Catania, si affitta la macchina per una settimana e si riparte.”

  • Ecco perché la Corte dei Conti ha “bocciato” il Ponte sullo Stretto

    Ecco perché la Corte dei Conti ha “bocciato” il Ponte sullo Stretto

    La Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità al Ponte sullo Stretto di Messina e la registrazione della delibera Cipess di agosto. Ovvero quella con cui il 6 agosto il governo aveva approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. La sezione centrale di controllo sugli atti del governo ha deciso di non procedere alla registrazione dell’atto. Rinviando al deposito, entro 30 giorni, delle motivazioni le opportune spiegazioni. I problemi dell’opera evidenziati dalla Corte dei Conti sono diversi. Riguardano le coperture economiche, le stime sul traffico, la conformità del progetto alle normative ambientali e alle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale. E anche sulla competenza del Cipess. I motivi di criticità in partenza erano dieci.

    Al centro della decisione, spiega il Corriere della Sera, c’è la compatibilità con le norme del diritto europeo del contratto di Webuild. Nato nel 2020 dalla fusione di Salini S.p.A. e Impregilo S.p.A., il gruppo ha creato il consorzio Eurolink per costruire il Ponte. Insieme al Gruppo Sacyr (Spagna), a IHI (Giappone), insieme ad altri partner italiani di Eurolink, tra cui Condotte e Itinera. La delibera del Cipess viene quindi considerata illegittima perché contraria alle norme del diritto europeo. C’è da ricordare che la Corte dei Conti aveva segnalato già una serie di criticità. Per esempio secondo i giudici il progetto sarebbe dovuto passare al vaglio del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che nel 1997 si espresse solo sul progetto “di massima” del 1992.

    Eppure, spiega oggi La Stampa, l’illegittimità del visto arriva dal fatto che il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e Piero Ciucci, amministratore delegato della Società Stretto di Messina, non sono riusciti a dimostrare di non aver violato le norme Ue che impongono una nuova gara se i costi superano del 50% il vecchio bando. Ma anche di aver rispettato le linee guida per la Valutazione di incidenza ambientale (negativa). E della procedura “Iropi”, con cui il governo ha assoggettato il Ponte ai motivi di interesse pubblico. Definendola opera militare per superare i rilievi ambientali.

    I rilievi sono stati accompagnati anche da richieste di chiarimenti. Il 24 settembre i giudici avevano chiesto al Dipartimento per la programmazione economica di Palazzo Chigi un’integrazione di documenti sul piano economico-finanziario, l’allineamento tecnico alle prescrizioni ambientali e sismiche. E, soprattutto, sulla questione del superamento della soglia del 50% dei costi del progetto senza nuova gara. Tra i dubbi, aggiunge Il Sole 24 Ore, anche l’esclusione dell’Autorità dei trasporti dal procedimento di approvazione. La sezione di controllo il 17 ottobre ha ritenuto che i chiarimenti non fossero sufficienti. Fino al deferimento alla sede collegiale convocata ieri mattina. Che non poteva decidere diversamente.

    La bocciatura però non vuole dire che l’opera sia stata cancellata. Il governo ha di fronte tante strade a quella che ha definito un’offensiva dei giudici. Una di queste è presentare una delibera in Cdm con la regia del Dipe. In quel modo la Corte dei Conti avrebbe poi due opzioni. La prima è registrare l’atto, oppure registrarlo con riserva. A quel punto il governo può trasmettere la comunicazione alle Camere che decideranno in ultima istanza. Già oggi il governo si riunirà per trovare la strada. Coinvolgendo il parlamento in un atto politico che funga da sigillo.

    Secondo la legge infatti il Cdm potrà ritenere che l’atto bocciato dai giudici contabili risponda a interessi pubblici superiori. Così dovrà andare avanti. La Corte dei Conti tecnicamente può apporre il visto con riserva. Il sito della Corte dei Conti spiega: «L’atto registrato con riserva ha piena efficacia, ma può dare luogo ad una responsabilità politica del governo poiché la Corte trasmette periodicamente al Parlamento l’elenco degli atti registrati con riserva».

  • Ponte Stretto: NO della Corte dei Conti al visto di legittimità su delibera Cipess

    Ponte Stretto: NO della Corte dei Conti al visto di legittimità su delibera Cipess

    No della Corte dei Conti al visto di legittimità per il Ponte sullo Stretto di Messina. La sezione centrale di controllo di legittimità su atti del governo e delle amministrazioni dello Stato della magistratura contabile, all’esito della Camera di consiglio seguita all’adunanza del 29 ottobre 2025, non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione la delibera Cipess n. 41/2025, seduta del 06 agosto 2025 sul collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria: assegnazione risorse Fsc, si legge in una nota. Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note con apposita Deliberazione entro 30 giorni.

    “La mancata registrazione da parte della Corte dei Conti della delibera Cipess riguardante il Ponte sullo Stretto è l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento“, dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
    “Sul piano tecnico, i ministeri interessati e la Presidenza del Consiglio hanno fornito puntuale risposta a tutti i rilievi formulati per l’adunanza di oggi; per avere un’idea della capziosità, una delle censure ha riguardato l’avvenuta trasmissione di atti voluminosi con link, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer”, attacca la premier.

    “La decisione della Corte dei Conti è un grave danno per il Paese e appare una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico“, il commento del ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, Matteo Salvini.
    “In attesa delle motivazioni, chiarisco subito che non mi sono fermato quando dovevo difendere i confini e non mi fermerò ora, visto che parliamo di un progetto auspicato perfino dall’Europa che regalerà sviluppo e migliaia di posti di lavoro da sud a nord. Siamo determinati a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori. Andiamo avanti”, conclude il vicepremier.

  • Ponte Stretto, i tre rilievi principali che hanno portato alla bocciatura della Corte dei Conti

    Ponte Stretto, i tre rilievi principali che hanno portato alla bocciatura della Corte dei Conti

    Oggi l’udienza della Corte dei conti riunirà in sede collegiale per la verifica di legittimità della delibera Cipess dello scorso 6 agosto che ha approvato il progetto definitivo e il piano economico-finanziario per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Ma quali erano gli elementi che la Corte ha dovuto valutare nella riunione. In pratica tre erano i nodi principali: la coerenza fra quadro economico e coperture pluriennali, la fondatezza delle stime di traffico e la piena conformità del progetto definitivo alle prescrizioni ambientali e antisismiche, oltre alle compatibilità europee sulla soglia del 50% del costo iniziale.

    Questioni che la Corte ha dovuto vagliare nel merito, anche alla luce dei rilievi già sollevati nel 2011, quando l’opera fu sospesa e poi archiviata. Per questo l’udienza di oggi segna comunque un punto di svolta in una progetto che da due anni va avanti tra carte, rilievi e risposte. Il Governo, comunque, potrebbe decidere di andare avanti lo stesso. Infatti l’amministrazione interessata può chiedere un’apposita deliberazione da parte del Consiglio dei ministri. A quel punto il Consiglio dei ministri, pur prendendo atto della mancata registrazione della Corte dei Conti, può addurre come motivazione gli interessi pubblici superiori e ritenere che il progetto debba avere comunque corso. A quel punto la Corte dei conti registrerebbe l’atto con riserva.