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	<title>Piano Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 24 Sep 2026 15:16:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lamezia, parla la docente del &#8216;Nicotera-Costabile&#8217;: Grazie ai Carabinieri e per alunni affetto e riconoscenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 15:16:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La docente, al centro della vicenda che ha interessato nella giornata di martedì 22 settembre l’Istituto Comprensivo “Nicotera-Costabile” di Lamezia Terme, per il tramite del proprio difensore di fiducia, Avv. Valerio Mercuri, ritiene opportuno intervenire per fornire alcune precisazioni su quanto accaduto e sulle notizie successivamente diffuse dagli organi di informazione, nella volontà di contribuire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La docente, al centro della vicenda che ha interessato nella giornata di martedì 22 settembre l’Istituto Comprensivo “Nicotera-Costabile” di Lamezia Terme, per il tramite del proprio difensore di fiducia, Avv. Valerio Mercuri, ritiene opportuno intervenire per fornire alcune precisazioni su quanto accaduto e sulle notizie successivamente diffuse dagli organi di informazione, nella volontà di contribuire ad una corretta e serena ricostruzione della vicenda. Nella mattinata di quella stessa giornata si verificava, all’interno dell’Istituto, una situazione di particolare gravità che riguardava direttamente la docente e che rendeva necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine. Il tempestivo intervento dei Carabinieri consentiva di interrompere quanto stava accadendo, impedendo che la situazione potesse ulteriormente evolvere e avere conseguenze più gravi. La docente non ha, tuttavia, assistito direttamente alle circostanze che hanno preceduto l’intervento dei militari e non è pertanto nelle condizioni di riferire personalmente sulle comunicazioni intercorse tra gli studenti, sulle intenzioni che sarebbero state manifestate o sulle ragioni che avrebbero condotto a quanto accaduto.</p>
<p>La professoressa precisa, inoltre, di non disporre di elementi diretti in merito ad alcun eventuale movente o alle ragioni all’origine della vicenda. Gli ulteriori elementi dei quali è venuta successivamente a conoscenza — comprese le informazioni relative alle comunicazioni intercorse tra gli studenti, alle circostanze che avrebbero preceduto l’intervento delle Forze dell’Ordine e alle ragioni che sarebbero state poste all’origine dell’accaduto — sono stati appresi dalla stessa esclusivamente attraverso gli organi di informazione e, pertanto, non possono essere da lei personalmente confermati né ricostruiti. La docente ritiene, pertanto, che ogni ulteriore ricostruzione debba essere rimessa agli accertamenti di chi è chiamato a stabilire quanto effettivamente accaduto, senza sovrapporre interpretazioni o valutazioni fondate su informazioni necessariamente parziali. Saranno gli elementi acquisiti nelle sedi competenti a stabilire nella loro effettiva successione le circostanze che hanno preceduto l’intervento delle Forze dell’Ordine e di chiarire ogni profilo della vicenda.</p>
<p>La docente, allo stato, non è nelle condizioni di affermare le circostanze attraverso le quali la situazione sia stata portata all’attenzione delle Forze dell’Ordine, né ritiene opportuno formulare alcuna ipotesi sul punto in assenza di una conoscenza diretta di quanto avvenuto nei momenti precedenti l&#8217;intervento dei militari. Per tale ragione, ritiene doveroso mantenere il massimo riserbo non essendo nelle condizioni di confermare personalmente le ricostruzioni sin qui diffuse. La docente, per quanto di sua diretta conoscenza, non riesce a comprendere le ragioni che abbiano potuto condurre a una situazione di tale gravità e proprio per questo ritiene ancor più necessario che ogni circostanza venga ricostruita esclusivamente sulla base di elementi oggettivamente verificati e di elementi sottoposti agli accertamenti degli organi competenti.</p>
<p>A tale riguardo, l’insegnante intende ribadire la propria sincera gratitudine nei confronti dei Carabinieri e delle Forze dell’Ordine intervenuti presso l’Istituto, per la tempestività e l’efficacia dell’intervento prestato nella mattinata. Il loro intervento ha consentito di interrompere una situazione di particolare gravità e di impedire che la stessa potesse ulteriormente evolvere, contribuendo così a garantire la necessaria sicurezza all’interno dell’Istituto. Desidera altresì rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le persone che, in questi giorni, hanno manifestato nei suoi confronti vicinanza, attenzione e solidarietà, poiché ogni gesto e ogni parola ricevuti hanno rappresentato per lei una testimonianza importante di umanità in un momento particolarmente delicato. Un pensiero particolare va infine a tutti i suoi alunni, ai quali la docente desidera rivolgere il proprio affetto e la propria riconoscenza: è soprattutto nel rapporto quotidiano con i propri studenti, fatto di attenzione, ascolto e responsabilità educativa e caratterizzato dalla dimensione umana propria del lavoro di ogni insegnante, che la docente ha sempre inteso il proprio ruolo e che continua a riconoscere il significato più autentico della propria attività. La docente ritiene, allo stato, di non dover aggiungere ulteriori considerazioni e affida agli organi competenti ogni necessario accertamento, nella certezza che sarà la ricostruzione puntuale dei fatti, e non ogni altra interpretazione, a consentire di chiarire compiutamente quanto accaduto.</p>
<p><em>Avv. Valerio Mercuri</em></p>
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		<title>Sanità e Piano di rientro, Senese (Uil Calabria): È giunto il momento di invertire la logica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo diciassette anni segnati da Piani di rientro e gestione commissariale, per la Calabria è urgente invertire prospettiva nella gestione della sanità. Anziché partire dalle risorse disponibili per derivare i servizi che possono essere erogati, è necessario partire dai fabbisogni reali della popolazione per adeguarvi i servizi resi dal sistema sanitario regionale. È questa la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo diciassette anni segnati da Piani di rientro e gestione commissariale, per la Calabria è urgente invertire prospettiva nella gestione della sanità. Anziché partire dalle risorse disponibili per derivare i servizi che possono essere erogati, è necessario partire dai fabbisogni reali della popolazione per adeguarvi i servizi resi dal sistema sanitario regionale. È questa la netta presa di posizione della <strong>UIL Calabria</strong> in merito al Piano di rientro 2026-2028, il primo dopo la revoca del commissariamento sanitario, approvato poche settimane fa dal Consiglio dei ministri. Per la segretaria generale della UIL Calabria, <strong>Mariaelena Senese</strong>, l&#8217;uscita dalla gestione straordinaria deve segnare quindi il superamento di una visione prevalentemente ragionieristica e contabile della sanità: «<em>Il risanamento dei conti è necessario, ma l&#8217;obiettivo finale di qualsiasi intervento sul servizio sanitario deve essere la cura delle persone. Un sistema sanitario pubblico non può essere definito virtuoso se ha solo i conti in ordine. Anzi, i vincoli di bilancio stringenti a cui la Calabria è stata costretta, hanno reso spesso inefficiente la risposta alla domanda di cure e di salute che i calabresi hanno posto. Ciò è inaccettabile</em>».</p>
<p>Il fondamento della posizione espressa dalla UIL Calabria è nella Carta costituzionale e nel diritto alla salute da essa tutelato. In alcuni casi, le azioni previste dal Piano sono definite affidandosi alla scelta di adottare soluzioni già sperimentate positivamente altrove, nonostante “altrove” ci siano condizioni di contesto significativamente differenti rispetto a quelle calabresi. Per Senese, «<em>la Calabria non è un territorio speciale, ma ha esigenze specifiche; condizioni strutturali peculiari; una demografia caratterizzata da una significativa riduzione della popolazione a causa di fenomeni di migrazione costante che producono spopolamento delle aree interne e innalzamento dell’età media regionale. Tali dinamiche, tanto complesse se prese singolarmente, messe assieme determinano fattori la cui incidenza sul fabbisogno sanitario reale è netta e specifica e per questo motivo devono essere tenute debitamente in conto come base per la definizione dell’assetto operativo del sistema sanitario regionale</em>». Secondo dati Eurostat, l’83% dei cittadini UE vive entro 15 minuti di auto da un ospedale (dati 2023). In Calabria, tutte le cinque province sono ben al di sotto della media: Reggio Calabria 73,3%, Catanzaro 71,6%, Crotone 62,5%, Cosenza 59,2% e Vibo Valentia 55%. In totale, la media calabrese è del 65,4%, mentre l’Italia si attesta all’80,5%. Dati preoccupanti che descrivono una regione caratterizzata da criticità infrastrutturali che si ripercuotono sulla salute e quindi sulla qualità della vita dei calabresi.</p>
<p>Su questa base, nasce la proposta della UIL Calabria: quantificare il fabbisogno sanitario reale della regione, utilizzando non soltanto il numero degli abitanti, ma anche l’età della popolazione, le condizioni epidemiologiche, il grado di deprivazione socioeconomica, la dispersione territoriale, la presenza di piccoli Comuni, la viabilità e i tempi effettivi di accesso ai servizi. Lo stesso cambio di metodo deve riguardare il personale. Per questo la UIL Calabria propone che, per ogni Azienda sanitaria, Azienda ospedaliera, rete e struttura programmata, siano resi pubblici almeno tre dati: personale necessario, personale effettivamente disponibile e indice di scopertura, distinguendo medici, infermieri, OSS, tecnici e altre professionalità. «<em>Possiamo costruire nuove strutture e acquistare le migliori tecnologie, ma senza le donne e gli uomini necessari a farle funzionare rischiamo di realizzare soltanto contenitori vuoti</em>», spiega ancora Senese, ponendo anche l’accento sull’importanza di Case e Ospedali di Comunità, la cui efficacia potrà misurarsi solo con il grado di integrazione con i servizi per il territorio, con l’applicazione della telemedicina e la capacità di attivare in maniera capillare l’assistenza domiciliare e i servizi legati ai consultori.</p>
<p>Infine, il tema cardine: il recupero di quanta più ampia parte possibile delle risorse spese dalla Regione per la mobilità passiva. Secondo le previsioni contenute nello stesso Piano, nel triennio 2026-2028 il suo valore tendenziale è pari a circa 410 milioni di euro l&#8217;anno. «<em>Non possiamo limitarci ogni anno a contabilizzare quanti soldi seguono i calabresi che vanno a curarsi fuori regione. Dobbiamo capire per quali prestazioni si parte, dove si concentrano le maggiori criticità e fissare obiettivi annuali e verificabili per recuperare progressivamente in Calabria le prestazioni che il nostro sistema può e deve garantire</em>», annota la segretaria generale della UIL Calabria. Non tutta la mobilità sanitaria può essere considerata sinonimo di inefficienza: esistono centri nazionali di eccellenza e patologie per le quali il ricorso a strutture altamente specializzate è fisiologico. È quindi necessario distinguere la mobilità inevitabile dalla mobilità evitabile, sulla quale concentrare gli interventi. Per questo motivo la UIL chiede trasparenza sui meccanismi di compensazione economica interregionale e attenzione alle conseguenze che ulteriori differenziazioni territoriali future potrebbero determinare nell&#8217;accesso alle cure.</p>
<p>C’è poi il ricorso all’innovazione e all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nei processi amministrativi, utile a liberare risorse umane e ridurre i rischi di dispersione di risorse economiche per effetto di errori o frodi. Secondo la UIL, quindi, il vero salto di qualità è nella trasparenza dei dati e nella misurabilità dei risultati. Per questo il sindacato propone la realizzazione di un Cruscotto pubblico della sanità calabrese, accessibile ai cittadini e alle parti sociali, attraverso il quale monitorare periodicamente personale e scoperture, liste d&#8217;attesa, mobilità passiva, LEA, attivazione delle strutture territoriali, tempi dell&#8217;emergenza-urgenza, spesa sanitaria e andamento del debito: «<em>Dobbiamo sapere non solo quanto spendiamo, ma cosa produce quella spesa in termini di salute. E dobbiamo poter verificare, anno dopo anno, se le scelte compiute stanno realmente migliorando la vita dei cittadini</em>». «<em>La vera sfida amministrativa</em> – conclude Senese – <em>è dunque nel recuperare, attraverso innovazione tecnologica, capacità di analisi preventiva e trasparenza, le risorse necessarie ad adeguare l’intera offerta sanitaria regionale alle vere esigenze di salute dei cittadini calabresi, sulla base di dati demografici ed epidemiologici che guidino le scelte partendo un profilo sanitario e non dai vincoli di bilancio</em>».</p>
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		<title>Il Cdm approva nuovo piano di rientro della sanità della Calabria per il triennio 2026/2028</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-cdm-approva-nuovo-piano-rientro-della-sanita-della-calabria-per-il-triennio-2026-2028/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:01:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella riunione di ieri, marttedì 4 agosto, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, di concerto con il Ministro della salute, sentito il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, ha approvato il Piano di rientro del Servizio sanitario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella riunione di ieri, marttedì 4 agosto, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, di concerto con il Ministro della salute, sentito il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, ha approvato il Piano di rientro del Servizio sanitario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028.</p>
<p>Il documento è arrivato sul tavolo dell&#8217;esecutivo dopo aver già ottenuto il parere favorevole della Conferenza Stato Regioni e della struttura tecnica di monitoraggio paritetica. Il piano è stato approvato su proposta del ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro della Salute e sentito il ministro per affari regionali e le autonomie.</p>
<p id="ob">Il documento programmatico delinea le strategie che la Regione intenderà adottare nel triennio 2026/2028 per superare le criticità ancora esistenti nel servizio sanitario calabrese. In particolare, recuperare i deficit nell&#8217;erogazione dei livelli essenziali di assistenza, in particolare nell&#8217;area distrettuale e sul fronte della gestione economico finanziaria.</p>
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		<item>
		<title>Sanità, Ok Giunta regionale a Piano di rientro 2026-2028 e Piano riparto risorse potenziamento rete territoriale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-ok-giunta-regionale-a-piano-di-rientro-2026-2028-e-piano-riparto-risorse-potenziamento-rete-territoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:17:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Giunta della Regione Calabria, nella riunione di ieri sera, tra le altre pratiche, su proposta del Presidente Roberto Occhiuto, ha adottato il Piano di rientro del Servizio sanitario regionale per il triennio 2026-2028, in considerazione del consolidamento dei risultati raggiunti, attraverso il processo di innovazione avviato, e del progressivo miglioramento dei servizi, con l’obiettivo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta della Regione Calabria, nella riunione di ieri sera, tra le altre pratiche, su proposta del Presidente Roberto Occhiuto, ha adottato il Piano di rientro del Servizio sanitario regionale per il triennio 2026-2028, in considerazione del consolidamento dei risultati raggiunti, attraverso il processo di innovazione avviato, e del progressivo miglioramento dei servizi, con l’obiettivo di ricondurre il governo della sanità all’ordinario esercizio delle responsabilità regionali.</p>
<p>Approvato anche il Piano di riparto provvisorio delle risorse destinate al potenziamento dell’assistenza territoriale per l’annualità 2026, unitamente ai criteri adottati per la determinazione delle quote spettanti alle Aziende sanitarie provinciali del Servizio sanitario regionale di Cosenza, Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, per come proposti da Azienda Zero.<br />
Le risorse sono destinate alle Unità di Comunità assistenziali alle Centrali Operative Territoriali, alla Case di Comunità, agli ospedali di comunità e ammontano complessivamente a 54.574.778,00 euro. Sono assegnate per la copertura dei maggiori oneri di personale necessari all’attuazione del modello di assistenza territoriale di cui al Decreto ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022. La relativa spesa è autorizzata, nei limiti delle predette risorse, anche in deroga ai vincoli di spesa del personale previsti dalla normativa vigente, limitatamente alla quota eccedente tali vincoli.</p>
<p>Sempre su indicazione del presidente Occhiuto, via libera anche alle “Linee guida per l’adesione alla Rete dei Borghi della Calabria”. L’istituzione della Rete dei Borghi della Calabria è finalizzata a promuovere e valorizzare lo sviluppo turistico sostenibile, il patrimonio storico, artistico, paesaggistico e culturale dei piccoli comuni calabresi, nonché l’immagine dell’intero territorio regionale. Le Linee guida, elaborate dal Dipartimento regionale Turismo, Cultura e Identità territoriale – Uoa Sviluppo sistemi culturali, in attuazione dell’articolo 2 della Legge regionale n. 22/2025, disciplinano le modalità di iscrizione dei Comuni interessati ad aderire alla Rete dei Borghi della Calabria. La Rete punta a posizionare strategicamente i borghi calabresi quali luoghi custodi di storia, identità e tradizioni, riconosciuti come elementi di valore storico, culturale, urbanistico e paesaggistico del territorio regionale. L’obiettivo è intercettare il crescente mercato del turismo nei borghi attraverso la realizzazione di iniziative e interventi capaci di promuovere la scoperta e la valorizzazione di luoghi meno conosciuti ma ricchi di cultura, storia e bellezze paesaggistiche, contribuendo così a una più equilibrata distribuzione dei flussi turistici.</p>
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		<title>Ciclone Harry, dipartimento nazionale Prociv approva piano interventi: soddisfazione di Mancuso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ciclone-harry-dipartimento-nazionale-prociv-approva-piano-interventi-soddisfazione-mancuso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici, Filippo Mancuso, accoglie con soddisfazione il provvedimento emanato nella giornata di ieri dal dipartimento nazionale di Protezione civile che ha approvato il Piano relativo all’attuazione dei primi interventi e delle misure di cui all’articolo 25 comma 2 lettere a), b) e c) del codice di Protezione Civile. “Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici, Filippo Mancuso, accoglie con soddisfazione il provvedimento emanato nella giornata di ieri dal dipartimento nazionale di Protezione civile che ha approvato il Piano relativo all’attuazione dei primi interventi e delle misure di cui all’articolo 25 comma 2 lettere a), b) e c) del codice di Protezione Civile.</p>
<p><em>“Il Piano – </em>dichiara il vicepresidente<em> – consentirà di dare una pronta risposta ai fabbisogni manifestati dagli Enti e formalizzati sulla specifica piattaforma di Protezione civile a seguito dei danni subiti dagli eccezionali eventi meteorologici per effetto del ciclone Harry. Tra gli interventi approvati dal dipartimento nazionale di Protezione civile è ricompreso anche quello relativo al porto di Catanzaro. Nello specifico, il provvedimento si traduce, quindi, nella possibilità da parte del Comune di Catanzaro di utilizzare le risorse già disponibili e potrà intervenire in urgenza e quindi in tempi ristretti per ripristinare lo stato di esercizio e fruibilità del Porto, garantendo l’accesso a tutte le imbarcazioni ma con particolare riferimento a quelle destinate alla pesca che, pertanto, avranno la possibilità di far ripartire o quantomeno garantire la continuità di una importante attività produttiva soprattutto nel periodo estivo che registra notoriamente un aumento di turisti e consumatori”</em>.</p>
<p>Mancuso ringrazia il dipartimento di Protezione civile <em>“per la sensibilità dimostrata assicurando, così, una continuità da parte del dipartimento regionale Governo del territorio, a garantire quel supporto a tutti quei Comuni colpiti dal ciclone Harry e inclusi nella relativa Ordinanza emanata a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, per la quale lo stesso Dipartimento è impegnato nell’imminente approvazione del Piano degli interventi di rischio residuo a complemento di quello appena approvato”.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ciclone-harry-dipartimento-nazionale-prociv-approva-piano-interventi-soddisfazione-mancuso/">Ciclone Harry, dipartimento nazionale Prociv approva piano interventi: soddisfazione di Mancuso</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ponte sullo Stretto, Autorità dei trasporti stila una serie di osservazioni sul piano economico dell&#8217;opera</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-autorita-dei-trasporti-stila-una-serie-di-osservazioni-sul-piano-economico-dellopera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 15:20:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Piano economico-finanziario del Ponte sullo Stretto può essere considerato “adeguato nell&#8217;attuale fase di impostazione e avvio del progetto”, ma richiede di essere monitorato nel corso del tempo su tariffe, contenimento dei costi e tutela degli utenti. A dirlo è l&#8217;Autorità di regolazione dei trasporti guidata da Nicola Zaccheo in un parere al ministero delle Infrastrutture, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">Il Piano economico-finanziario del Ponte sullo Stretto<b></b> può essere considerato “<em>adeguato nell&#8217;attuale fase di impostazione e avvio del progetto</em>”, ma richiede di essere monitorato nel corso del tempo su tariffe, contenimento dei costi e tutela degli utenti. A dirlo è l&#8217;Autorità di regolazione dei trasporti guidata da Nicola Zaccheo in un parere al ministero delle Infrastrutture, un dossier di 19 pagine fitte di rilievi e osservazioni. Il documento (parere n.39/2026) di fatto non boccia il piano tariffario dell&#8217;opera e arriva dopo il no da parte della Corte dei conti sulla prima delibera Cipess mancante tra le altre cose proprio del parere di Art. E&#8217; dunque questo uno dei tasselli necessari per riavviare l&#8217;iter e costruire una nuova delibera che passi il vaglio della giustizia contabile. Ma per farlo l&#8217;Authoriy prescrive una serie di condizioni tecniche e rilievi.</p>
<div class="asubtitle">
<h2 id="">Il parere</h2>
</div>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">L&#8217;Autorità pianta subito un paletto: il parere riguarda esclusivamente le tariffe del pedaggio, non il giudizio sull&#8217;opera nel suo complesso. Ma ilPonte sullo Stretto, osserva Art, è un&#8217;opera caratterizzata da “<em>assoluta specificità</em>”, oltre che da “<em>unicità e complessità tecnica, economica e finanziaria</em>”. Proprio per questo, secondo l&#8217;Autorità, richiede verifiche più stringenti sulla tenuta economica del progetto e sulla distribuzione dei rischi. Il filo conduttore del parere è chiaro: contenere i costi per gli utenti, garantire che il rischio resti davvero in capo al concessionario, evitare squilibri economico-finanziari e incentivare l&#8217;efficienza nella gestione. Sono, del resto, i principi che la stessa Autorità richiama espressamente nel documento quando parla di “contenimento dei costi per l&#8217;utenza” e di “<em>effettiva traslazione del rischio</em>”. E dunque la strada è tracciata: il Piano dovrà essere accompagnato da un sistema di monitoraggio strutturato e continuativo, per verificare nel tempo l&#8217;adeguatezza e la sostenibilità complessiva. In particolare, il monitoraggio dovrà consentire di valutare la sostenibilità economico-finanziaria del progetto nel suo insieme, la corretta allocazione dei rischi tra i soggetti coinvolti e la congruità delle tariffe di pedaggio rispetto ai costi effettivamente sostenuti e ai livelli di servizio offerti all&#8217;utenza.</p>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links"><span style="color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">I pedaggi</span></p>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">Uno dei capitoli più delicati riguarda proprio i pedaggi. Il Piano stima una tariffa media per veicolo pari a 27,43 euro all&#8217;entrata in esercizio dell&#8217;opera, prevista nel 2034, destinata a crescere progressivamente fino a 48,71 euro nel 2063, con un incremento medio annuo del 2%. Sul punto Art richiama però l&#8217;esigenza che il sistema tariffario resti coerente con i principi di “<em>sostenibilità tariffaria</em>” e “<em>tutela dell&#8217;utenza</em>”, oltre che con una corretta allocazione dei rischi. Lo sanno bene dalle parti dell&#8217;Autorità: il nodo vero resta chi sopporta il rischio economico dell&#8217;opera. Ed è qui che il parere si fa più netto. Secondo Art il modello tariffario proposto da Stretto di Messina non prevede un esplicito fattore di recupero della produttività tipico delle concessioni regolate. I costi operativi vengono sostanzialmente aggiornati sulla base dell&#8217;inflazione, senza un esplicito fattore di produttività tipico delle concessioni regolate. “<em>Il sistema tariffario posto a base del Piano non risulta pienamente idoneo a incentivare il contenimento dei costi”</em>, osserva l&#8217;Autorità. Un elemento che di fatto determina “<em>un indebolimento della funzione incentivante propria della regolazione”.</em> E dunque “<em>appare opportuno che gli obiettivi di efficientamento applicabili alla fase operativa prevista in prospettiva siano definiti in modo trasparente e verificabile, con il coinvolgimento dell&#8217;Autorità a tempo debito, in occasione della revisione del Piano precedente l&#8217;entrata in esercizio dell&#8217;Opera</em>”.</p>
<div class="acor arec" data-mrf-recirculation="Consigliati per te Inline">
<h2 class="arec-title">La rimodulazione</h2>
</div>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">Ancora più sensibile il passaggio sulla rimodulazione dei pedaggi. La convenzione consente infatti alla concessionaria di modificare le tariffe per categorie di veicoli, fasce orarie o periodi in caso di scostamenti dei ricavi da traffico, mantenendo invariati i ricavi complessivi. Una previsione che, secondo Art, potrebbe determinare una “s<em>ostanziale sterilizzazione del rischio traffico in capo alla concessionaria</em>”, attenuando di fatto il rischio d&#8217;impresa. Per questo l&#8217;Autorità chiede che eventuali modifiche tariffarie siano sottoposte preventivamente al proprio parere. Incerti, rileva l&#8217;Authority, restano poi i numeri finali dell&#8217;opera dal momento che “la concessionaria sottolinea come l&#8217;investimento complessivo è da intendersi a valori “nominali” ma non quantifica eventuali impatti derivanti dalle clausole di revisione prezzi che, anche sulla base dei futuri tassi effettivi di inflazione, potrebbero comportare, con tutta probabilità, significativi adeguamenti del Piano secondo quanto stabilito in Convenzione, ferma restando la necessità di assicurare la piena traslazione dei rischi di competenza in capo al concessionario, secondo quanto disciplinato dalla matrice dei rischi”.</p>
<p>(<em>Fonte: Il Sole 24 Ore</em>)</p>
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		<title>Stop a commissariamento sanità, Occhiuto: &#8216;adesso l&#8217;obiettivo è uscire dal piano di rientro&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 10:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la decisione del Cdm di revocare il commissariamento della sanità in Calabria, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha tenuto una conferenza stampa. &#8220;Dopo 17 anni, finalmente, la Calabria non è più sottoposta al commissariamento per la Sanità. E&#8217; oggettivo che sia una pagina storica. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato a questo risultato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la decisione del Cdm di revocare il commissariamento della sanità in Calabria, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha tenuto una conferenza stampa.</p>
<p>&#8220;<em>Dopo 17 anni, finalmente, la Calabria non è più sottoposta al commissariamento per la Sanità. E&#8217; oggettivo che sia una pagina storica. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato a questo risultato nel corso degli anni. Ora l&#8217;obiettivo è quello di uscire dal piano di rientro. Scadenze? Per scaramanzia non ne do. Però sono convinto che sotto la mia presidenza la Calabria dopo essere uscita dal commissariamento uscirà anche dal piano di rientro. S</em>ulla Sanità terrò io l&#8217;interim per qualche tempo&#8221;- ha detto..</p>
<p><em>&#8220;Sono molto soddisfatto di questo risultato ma il mio obiettivo è quello di fare uscire la Calabria dal piano di rientro della Sanità e, quindi, avere tutte le leve che hanno le altre Regioni non sottoposte al piano per occuparsi della salute dei cittadini. Il risultato che io ho definito storico (l&#8217;uscita dal commissariamento ndr.) ci consegna, comunque, una Sanità che ha ancora mille problemi. Io sono perfettamente cosciente che tante cose in Calabria non funzionano perché si sono stratificati tanti problemi nel corso degli anni. Però, in questi anni, è stato riconosciuto da tutti i ministeri, c&#8217;è stato un cambio di passo&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;uscita dal commissariamento &#8211; ha spiegato &#8211; significa avere delle leve in più e ne avremo molte di più quando usciremo dal piano di rientro. La mia ambizione è quella di essere il presidente che ha fatto uscire la Calabria sia dall&#8217;uno sia dall&#8217;altro&#8221;. &#8220;Sul reclutamento del personale sanitario, negli ultimi mesi, c&#8217;è stata una inversione di tendenza. In molte Regioni faticano a trovare infermieri mentre noi abbiamo fatto un bando ricevendo migliaia di domande. Idem per gli Oss. Anche sui medici stiamo riscontrando un interesse via via crescente&#8221;</em>, ha affermato Occhiuto.</p>
<p>&#8220;I<em>l piano di rientro &#8211; </em>ha spiegato Occhiuto <em>&#8211; prevede il rafforzamento delle azioni per quanto riguarda i Lea sulla prevenzione, con il passaggio da due macrolivelli Lea in verde a tre. E prevede il raggiungimento del pareggio di bilancio nel corso del triennio. Abbiamo molte risorse accantonate che, finora, non ci hanno fatto utilizzare. Tante risorse che in un regime di commissariamento e anche, in qualche modo, di piano di rientro, rimangono accantonate nel bilancio della Sanità e, invece, potrebbero essere utilmente utilizzate per rafforzare il sistema sanitario. </em><em>L&#8217;obiettivo è continuare l&#8217;interlocuzione con i tecnici dei ministeri però, questa volta, da una condizione di maggiore forza&#8221;- </em>ha concluso.</p>
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		<title>Ricadi, bimba disabile “reclusa” in casa al 3° piano: può uscire solo se presa in braccio dalla mamma</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ricadi-bimba-disabile-reclusa-in-casa-al-3-piano-puo-uscire-solo-se-presa-in-braccio-dalla-mamma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 15:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una lettera formale al ministro della Disabilita’, Alessandra Locatelli, e al ministro della Famiglia, Eugenia Maria Roccella, oltre che al sindaco di Ricadi, nel Vibonese, Antonio Tripodi, e’ stata inviata da Cosimo Limardo, presidente dell’associazione “Don Gnocchi Voglia di Vivere”, per denunciare il grave disagio di una madre – Chiara Calamita di Santa Domenica di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una lettera formale al ministro della Disabilita’, Alessandra Locatelli, e al ministro della Famiglia, Eugenia Maria Roccella, oltre che al sindaco di Ricadi, nel Vibonese, Antonio Tripodi, e’ stata inviata da Cosimo Limardo, presidente dell’associazione “Don Gnocchi Voglia di Vivere”, per denunciare il grave disagio di una madre – Chiara Calamita di Santa Domenica di Ricadi – costretta a vivere “<em>reclusa</em>” in un appartamento al terzo piano con la figlia disabile al 100%. La bambina di 10 anni – di non poco peso – puo’ infatti uscire di casa solo se presa in braccio dalla madre.</p>
<p>“<em>Non e’ giusto che una madre debba affrontare ogni giorno questo sforzo fisico e psicologico per permettere alla figlia di andare a scuola, a terapia o semplicemente fare una passeggiata”</em>, scrive Limardo nella missiva. La famiglia Calamita avrebbe inoltrato numerose sollecitazioni al Comune di Ricadi, chiedendo l’assegnazione di un alloggio popolare privo di barriere architettoniche e idoneo alle gravi condizioni della piccola.</p>
<p>Richieste ad oggi rimaste prive di risposte concrete. La situazione e’ definita come “<em>insostenibile</em>” e peggiora quotidianamente, minando il diritto fondamentale della bambina a una vita dignitosa e a un normale inserimento sociale.</p>
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		<title>Welfare, Giunta regionale approva il Piano triennale contro la violenza di genere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/welfare-giunta-regionale-approva-il-piano-triennale-contro-la-violenza-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 17:28:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Giunta della Regione Calabria, nella seduta odierna, su proposta dell’assessore al Welfare e all’inclusione sociale, Pasqualina Straface, ha deliberato il Piano triennale di adozione degli interventi regionali 2026-2028 per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, in attuazione dell’art 17 della legge regionale 34/2025. Si tratta di un Piano strutturato, finanziato con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta della Regione Calabria, nella seduta odierna, su proposta dell’assessore al Welfare e all’inclusione sociale, Pasqualina Straface, ha deliberato il Piano triennale di adozione degli interventi regionali 2026-2028 per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, in attuazione dell’art 17 della legge regionale 34/2025. Si tratta di un Piano strutturato, finanziato con risorse superiori agli 8 milioni di euro, che pone al centro il ruolo dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, per la cui redazione, nel mese scorso, è stato costituito il Tavolo di lavoro regionale, con l’obiettivo di rafforzare l’attività di rete tra tutti i soggetti coinvolti nella tutela delle donne vittime di violenze.</p>
<p>Con un atto deliberativo del vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici, Urbanistica, Difesa del suolo, Filippo Mnacuso, è stato ricostituito il comitato consultivo in ottemperanza dell’articolo 5 della Legge regionale 17/2025 sull’esercizio della delega di funzioni amministrative per le gestioni delle aree del demanio marittimo alle Regioni. Il comitato, che è composto da rappresentanti regionali, sindaci del Comuni costieri e associazioni di categoria, riveste un ruolo essenziale nel supportare la programmazione regionale; rappresenta la sede stabile di confronto tecnico-istituzionale in cui si definiscono indirizzi, criteri e orientamenti condivisi per la gestione sostenibile dei litorali, l’armonizzazione delle politiche locali e la promozione delle eccellenze costiere.</p>
<p>Infine, in materia di distretti turistici regionali – zone a burocrazia zero – e nautica di porto (Legge regionale 2/2019), su indicazione dell’assessore al Turismo, Giovanni Calabrese, la Giunta ha preso atto dell’istituzione del distretto turistico regionale “<em>Basso tirreno cosentino</em>”.</p>
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		<title>Danni maltempo, Mancuso: “Piano unico per mitigare il rischio idraulico”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/danni-maltempo-mancuso-piano-unico-per-mitigare-il-rischio-idraulico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 17:12:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito dei quattro cicloni atlantici che si sono abbattuti in successione sulla Calabria, provocando gravi eventi alluvionali, la Regione è in attesa dell’Ordinanza della Protezione Civile che disciplinerà le misure emergenziali, le deroghe normative e le procedure necessarie per accelerare ristori, ripristino dei servizi e sostegno a imprese e amministrazioni locali. “La Calabria sta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito dei quattro cicloni atlantici che si sono abbattuti in successione sulla Calabria, provocando gravi eventi alluvionali, la Regione è in attesa dell’Ordinanza della Protezione Civile che disciplinerà le misure emergenziali, le deroghe normative e le procedure necessarie per accelerare ristori, ripristino dei servizi e sostegno a imprese e amministrazioni locali. “<em>La Calabria sta vivendo momenti drammatici –</em> dichiara il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici e alla Difesa del suolo Filippo Mancuso<em> – e il nostro primo pensiero va alle comunità colpite, che attendono risposte rapide e concrete. Tuttavia, è evidente che non possiamo limitarci alla gestione dell’emergenza: è arrivato il momento di cambiare radicalmente impostazione, attraverso un piano unico e organico per la mitigazione del rischio idraulico, soprattutto nelle aree più esposte alle esondazioni. Su impulso del presidente Roberto Occhiuto, l’assessorato ha già avviato una rinnovata sinergia con l’Autorità di Bacino Distrettuale, i Dipartimenti regionali competenti e gli enti coinvolti, con l’obiettivo di ridefinire la governance della difesa del suolo, riordinare le competenze e aggiornare il quadro normativo”.</em></p>
<p>Il vicepresidente &#8211; si legge in una nota &#8211; &#8220;<em>entra poi nello specifico del bacino del fiume Crati per il quale è stata effettuata una ricognizione degli interventi finanziati dalla Regione negli ultimi anni. Oltre alla sistemazione degli argini in corrispondenza degli scavi archeologici di Sibari (4 milioni di euro), dal 2017 sono stati programmati sei interventi per circa 20 milioni lungo l’asta fluviale da Cosenza alla foce. Di questi tre risultano conclusi; due sono in fase avanzata di progettazione e saranno a breve posti a gara dal Commissario; uno è stato consegnato a fine 2025 per il completamento della sistemazione degli argini per quasi un chilometro verso monte, per circa 7,8 milioni di euro. Tra gli interventi più significativi, quello da 1,2 milioni sul torrente Muzzolito e sul Crati nell’area di Corigliano-Rossano e il prossimo appalto da 5,5 milioni per la mitigazione del rischio idrogeologico nei tratti critici a valle dell’attraversamento della SS 106. Sono inoltre in fase di attivazione ulteriori interventi nelle zone di Bisignano-Tarsia e in prossimità della foce, anche nelle aree recentemente alluvionate, grazie al fondo progettazione del Ministero dell’Ambiente, con la prospettiva di intercettare ulteriori 10 milioni di euro&#8221;.</em></p>
<p><em>“Parliamo di risorse stanziate, cantieri aperti e progetti esecutivi – </em>sottolinea Mancuso<em> – che dimostrano un’azione strutturale e continuativa. Ma tutto questo non basta. Dobbiamo accorciare i tempi tra programmazione e realizzazione e affrontare il problema in modo sistemico. Non è sufficiente il semplice ripristino degli argini: i volumi d’acqua da contenere sono enormi, come dimostrano le recenti rotture arginali. Serve una pianificazione sull’intero bacino idrografico, con la progettazione di vasche di laminazione, nuove opere idrauliche, interventi di rimozione dei sedimenti accumulati – in particolare in prossimità della foce – e un contrasto deciso alle occupazioni abusive dell’alveo. È anche fondamentale – </em>rimarca inoltre il vicepresidente<em> – evitare nuove edificazioni in aree a rischio esondazione e valutare, dove possibile, processi di delocalizzazione, restituendo naturalità al principale fiume calabrese. Si tratta di un percorso complesso che richiede scelte coraggiose e un impegno costante anche dopo la fase emergenziale. Coinvolgeremo comunità locali, mondo accademico, centri di ricerca e associazioni ambientaliste per costruire un percorso condiviso. Non esistono soluzioni semplici a un problema aggravato dai mutamenti del clima, ma riteniamo – </em>conclude Mancuso<em> – non più rinviabile l’avvio di una nuova stagione di pianificazione e programmazione, coerente, appunto, con le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici”.</em></p>
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