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	<title>pestaggio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Aug 2026 18:23:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Pestaggio fuori dalla discoteca Castello di Sangineto: morto in ospedale l’addetto alla sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 09:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver lottato tra la vita e la morte, a seguito della violenta aggressione subita nella notte tra sabato 8 e domenica 9 agosto a Sangineto, non ce l’ha fatta Antonio Perrotta, 34 anni, originario di Fuscaldo, che è spirato alle 6.30 di questa mattina nel reparto di rianimazione dell&#8217;ospedale di Cosenza. Il giovane lavorava [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver lottato tra la vita e la morte, a seguito della violenta aggressione subita nella notte tra sabato 8 e domenica 9 agosto a Sangineto, non ce l’ha fatta Antonio Perrotta, 34 anni, originario di Fuscaldo, che è spirato alle 6.30 di questa mattina nel reparto di rianimazione dell&#8217;ospedale di Cosenza. Il giovane lavorava come addetto alla sicurezza in una nota discoteca di Sangineto e, secondo quanto ricostruito finora, sarebbe rimasto coinvolto in una violenta rissa avvenuta inizialmente all&#8217;interno della discoteca di Sangineto.</p>
<p>Il trentaquattrenne è poi uscito dal locale dove è stato raggiunto dalle altre persone che lo hanno aggredito e picchiato violentemente. Al termine della rissa Perrotta, soccorso da alcuni conoscenti, è stato riaccompagnato a casa a Fuscaldo. Con il passare delle ore, però, ha iniziato ad avvertire dolori e perdite di sangue dal naso. A quel punto è stato portato nell&#8217;ospedale di Cetraro (Cosenza), ma le sue condizioni sono poi peggiorate a causa delle numerose lesioni in tutto il corpo. E&#8217; stato, quindi, necessario il trasferimento nel reparto di rianimazione dell&#8217;ospedale di Cosenza dove è deceduto dopo alcune ore.</p>
<p>La Procura di Paola sta lavorando alla ricostruzione completa della rissa e delle singole condotte delle persone presenti quella notte.Gli investigatori dovranno ora stabilire con esattezza come si sia sviluppata l’aggressione, chi abbia partecipato alla rissa e quale comportamento abbia determinato le lesioni che hanno portato alla morte del giovane. Particolare attenzione è rivolta alle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona e alle testimonianze di chi si trovava all’esterno del locale al momento della rissa.L’obiettivo è ricostruire quei pochi minuti di violenza attraverso riscontri concreti, individuando le persone coinvolte e chiarendo il ruolo avuto da ciascuna. La notizia della morte di Antonio Perrotta che lascia la compagna e quattro figli, tra cui una bambina di pochi mesi, ha provocato profondo sgomento a Fuscaldo.</p>
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		<title>Crotone, Questore dispone chiusura del locale teatro dell&#8217;aggressione di sabato sul lungomare</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-questore-dispone-chiusura-del-locale-teatro-dellaggressione-di-sabato-sul-lungomare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 14:08:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A meno di 48 ore dall’accaduto, il Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, ha disposto la chiusura del locale teatro dell’aggressione, in quanto ritenuto pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica. Contestualmente, sono stati emessi tre provvedimenti di DA.C.UR. (divieto di accesso alle aree urbane) nei confronti dei responsabili P.F., S.A. e S.E. L’episodio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A meno di 48 ore dall’accaduto, il Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, ha disposto la chiusura del locale teatro dell’aggressione, in quanto ritenuto pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica. Contestualmente, sono stati emessi tre provvedimenti di DA.C.UR. (divieto di accesso alle aree urbane) nei confronti dei responsabili P.F., S.A. e S.E. L’episodio si è verificato nella notte di sabato scorso, quando un giovane è stato brutalmente aggredito da tre coetanei all’esterno di un locale sul lungomare cittadino.  Uno degli aggressori ha colpito la vittima alle spalle con una sedia, che si è frantumata a causa del violento impatto alla testa, facendo cadere il giovane a terra. Gli altri due lo hanno poi colpito ripetutamente con calci. La vittima ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni, salvo complicazioni.</p>
<p>Le indagini, avviate immediatamente dagli agenti della Polizia di Stato in un contesto segnato da omertà e scarsa collaborazione da parte dei presenti, hanno permesso &#8211; grazie al lavoro coordinato della Squadra Mobile, delle Volanti e della Polizia Scientifica &#8211; di individuare e identificare i tre aggressori. Tutti erano già noti alle forze dell’ordine. Rintracciati presso le loro abitazioni e sottoposti a perquisizione domiciliare, sono stati accompagnati in Questura per gli accertamenti di rito.<br />
L’episodio si inserisce nel contesto del piano straordinario di controllo del territorio predisposto dal Questore per contrastare i fenomeni di microcriminalità nella movida cittadina, con particolare attenzione allo spaccio di droga e alla somministrazione di alcolici a minori. Parallelamente, prosegue l’attività dell’Autorità Giudiziaria sotto la guida del Procuratore della Repubblica di Crotone, dott. Domenico Guarascio, finalizzata a smantellare le organizzazioni criminali dedite al traffico di sostanze stupefacenti. Solo la settimana scorsa, in tre distinte operazioni, sono stati sequestrati oltre 700 grammi di cocaina e arrestate tre persone.</p>
<p>Sono attualmente in corso approfondimenti investigativi da parte della locale Squadra Mobile, che al momento sembrerebbe escludere l’ipotesi di un movente criminale alla base del gesto. I provvedimenti di DA.C.UR. emessi dalla Divisione Polizia Anticrimine vietano ai tre soggetti coinvolti l’accesso alle principali aree urbane e ai locali pubblici frequentati dai giovani, comprese le attività di intrattenimento musicale presenti sul lungomare, dalle ore 19:00 alle 8:00 del giorno successivo. Tali misure, di natura interdittiva e personale, sono adottate al fine di tutelare la sicurezza dei cittadini crotonesi e dei numerosi turisti che, soprattutto nel periodo estivo, affollano il territorio.</p>
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		<item>
		<title>La Polizia di Stato identifica e deferisce 3 giovani responsabili del pestaggio &#8211; VIDEO</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-polizia-di-stato-identifica-e-deferisce-3-giovani-responsabili-del-pestaggio-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 09:09:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dal Questore della provincia di Crotone Renato Panvino finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati, in particolar modo quello del traffico e dello spaccio degli stupefacenti e della vendita dei superalcolici ai minori, personale dell’Ufficio Volanti, a seguito di una complessa e accurata attività investigativa condotta, ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dal Questore della provincia di Crotone Renato Panvino finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati, in particolar modo quello del <strong>traffico e dello spaccio degli stupefacenti</strong> e della vendita dei superalcolici ai minori, personale dell’Ufficio Volanti, a seguito di una complessa e accurata attività investigativa condotta, ha identificato e deferito in stato di libertà tre giovani crotonesi di anni 19, P.F., S.A. e S.E., già noti alle forze dell’ordine per reati in materia di sostanze stupefacenti , ritenuti responsabili di una violenta aggressione ai danni di un ragazzo di anni 24. <strong>I fatti risalgono alla nottata di sabato 14 giugno</strong>, quando un giovane è stato brutalmente aggredito in pieno centro cittadino, riportando lesioni giudicate guaribili con una<strong> prognosi di 30 giorni</strong> salvo complicazioni. L’episodio è avvenuto nelle vie del centro mentre il locale era affollato da numerosi giovani che sono soliti stazionare.</p>
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<p>Acquisiti gli elementi di reato, questi sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica. Vista la gravità dei fatti, oltre al P.M. di turno anche il Procuratore della Repubblica Dott. Domenico Guarascio ha inteso avere costanti aggiornamenti al fine di valutare e poter indirizzare le successive indagini, che sono ancora in corso per ricostruire le ragioni di una efferata aggressione che solo per un caso fortuito non ha avuto conseguenze molto più gravi. A seguito della grave aggressione la Polizia di Stato ha individuato e identificato i responsabili del reato che sono stati immediatamente accompagnati presso la Questura per essere sottoposti ai dovuti accertamenti. Si evidenzia che, durante l’aggressione, nessuna delle persone presenti è intervenuta in difesa della vittima né ha provveduto ad avvisare le autorità competenti. L’assenza di collaborazione da parte della cittadinanza ha reso particolarmente complessa l’attività investigativa. Nonostante tali difficoltà, grazie al lavoro sinergico della Polizia Scientifica, delle Volanti, della Squadra Mobile e al coordinamento della Magistratura, è stato possibile ricostruire con precisione l’accaduto. Le indagini si sono avvalse di strumenti e apparecchiature tecniche avanzate, fondamentali per l’acquisizione degli elementi probatori.</p>
<p>Tutti gli atti e i riscontri emersi nel corso delle indagini sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica, che sta ora valutando l’adozione di eventuali misure cautelari nei confronti dei soggetti coinvolti. La polizia sta scandagliando la vita dei giovani aggressori per capire se sono inseriti in circuiti criminali capeggiati da giovani frequentatori della movida cittadina. I tre responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di lesioni personali aggravate in concorso. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte della Polizia di Stato per chiarire ogni ulteriore aspetto della vicenda e per verificare eventuali collegamenti con altri episodi analoghi. L’operazione testimonia l’impegno costante della Polizia di Stato nel contrastare ogni forma di violenza nei contesti giovanili e nel garantire la sicurezza dei cittadini sul territorio. Il Questore che ha intensificato i controlli nelle ore serali e notturne nelle aree considerate a rischio ed anche in quelle frequentate dalla movida giovanile, per i fatti in narrazione esprime ferma condanna per quanto accaduto e dichiara tolleranza zero verso ogni tipo di violenza a tutela della vita comune e della libertà dei cittadini. Per i tre responsabili dell’evento è stato già avviato il procedimento per l’emissione dei provvedimenti di Divieto di Accesso alle Aree Urbane, una misura di prevenzione personale emessa dal Questore, che impedisce a un individuo di accedere a determinate zone della città. Mentre per il locale teatro dell’evento è stato avviato l’iter per l’applicazione dell’articolo 100 del T.U.L.P.S potere dato all’autorità questore che ad ogni modo sta valutando gli elementi acquisiti per la chiusura dell’esercizio per ragioni di turbativa per l’ordine e la sicurezza pubblica.</p>
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		<title>Pestaggio di Davide Ferrerio, prosciolto il 34enne che inviò messaggio &#8220;ho una camicia bianca&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 13:05:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dalla Procura generale di Catanzaro contro Alessandro Curto, di 34 anni, originario di Petilia Policastro, coinvolto nella vicenda legata all&#8217;aggressione di Davide Ferrerio (foto a destra), il giovane di Bologna, ridotto in fin di vita l&#8217;11 agosto del 2022 nel centro di Crotone dove era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dalla Procura generale di Catanzaro contro Alessandro Curto, di 34 anni, originario di Petilia Policastro, coinvolto nella vicenda legata all&#8217;aggressione di Davide Ferrerio (<em>foto a destra</em>), il giovane di Bologna, ridotto in fin di vita l&#8217;11 agosto del 2022 nel centro di Crotone dove era in vacanza e da allora in coma. Curto è l&#8217;uomo che ha inviato il messaggio che ha causato lo scambio di persona e portato all&#8217;aggressione del giovane bolognese da parte di Nicolò Passalacqua, già condannato in via definitiva a 12 anni e 8 mesi per tentato omicidio.</p>
<p>Secondo la ricostruzione accusatoria, Alessandro Curto, spasimante di una ragazza all&#8217;epoca dei fatti minorenne, aveva creato un profilo falso per corteggiare la giovane. Questo aveva indispettito la madre della ragazza, Anna Perugino, che organizzò una vera e propria trappola con la complicità di alcuni parenti e di Nicolò Passalacqua, il quale nutriva un debole per la giovane. Durante l&#8217;incontro, avvenuto davanti al palazzo di Giustizia di Crotone, Curto si accorse della trappola ed evitò di farsi riconoscere allontanandosi dalla zona.</p>
<p>Poco dopo inviò alla ragazza il messaggio: &#8220;ho una camicia bianca&#8221;. A transitare nella zona in quel momento fu proprio Davide Ferrerio, che indossava una camicia bianca, venendo quindi erroneamente identificato come il misterioso spasimante e violentemente aggredito da Passalacqua. Curto fu indagato subito dopo i fatti, ma la sua posizione fu archiviata in tutti i gradi di giudizio. La Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda confermando così l&#8217;assenza di responsabilità penale per Curto difeso dall&#8217;avvocato Renzo Cavarretta.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Crotone, pestaggio del poliziotto Sortino: indagati 4 parenti del tik toker ucciso Chimirri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-pestaggio-del-poliziotto-sortino-indagati-4-parenti-del-tik-toker-ucciso-chimirri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 18:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle prime ore del pomeriggio odierno, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del dipendente Reparto Operativo, hanno notificato gli Avvisi di Conclusione delle Indagini Preliminari, emessi dalla procura della Repubblica di Crotone nei confronti dei 4 (quattro) autori, familiari del defunto, Francesco CHIMIRRI (nella foto), del violentissimo pestaggio del Vice Ispettore della Polizia di Stato Giuseppe [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle prime ore del pomeriggio odierno, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del dipendente Reparto Operativo, hanno notificato gli Avvisi di Conclusione delle Indagini Preliminari, emessi dalla procura della Repubblica di Crotone nei confronti dei 4 (<em>quattro</em>) autori, familiari del defunto, Francesco CHIMIRRI (<em>nella foto</em>), del violentissimo pestaggio del Vice Ispettore della Polizia di Stato Giuseppe SORTINO, avvenuto il 7 ottobre scorso., nonché di un 25enne, crotonese, indagati, a vario titolo, per “<em>tentato omicidio, aggravato</em>”, “<em>lesioni personali pluriaggravate</em>”, “<em>resistenza e violenza a un Pubblico Ufficiale in concorso</em>”, “<em>porto abusivo e illegale delle armi o degli oggetti, atti a offendere, in concorso</em>”, nonché per “<em>favoreggiamento personale</em>”. L’Autorità Giudiziaria, emittente dell’odierno provvedimento, successivo a quelli cautelari, già eseguiti, il 6 dicembre 2024, ha integralmente concordato con le risultanze delle investigazioni, condotte dagli operanti sotto la direzione della Procura della Repubblica di Crotone e, in questa seconda fase, corroborate e integrate anche dagli esiti sia dei rilievi che degli accertamenti tecnici, effettuati dai Carabinieri dal Raggruppamento Investigazioni Scientifiche di Messina, acclarando le responsabilità dei predetti, con delle varie e diversificate condotte, nell’immotivata aggressione del suddetto appartenente alla Forze di Polizia, verificatasi, il 7 ottobre 2024, quando quest’ultimo, mentre si stava recando presso la Questura di Crotone, ove avrebbe dovuto intraprendere il preordinato servizio, dopo aver notato un’autovettura, che stava percorrendo la S.S. 106 a una velocità elevatissima, con un andamento potenzialmente pericoloso per gli altri utenti della strada e che aveva già cagionato due lievi collisioni con altrettanti veicoli, decise di seguirla e si fermò nella via Don Giuseppe Puglisi del quartiere Lampanaro di Crotone, ove, dopo aver richiesto agli occupanti del predetto veicolo, identificati nel defunto, Francesco CHIMIRRI, e nel figlio, delle delucidazioni sulla condotta di guida e d’identificarsi, è stato dagli stessi inizialmente percosso, anche mediante l’utilizzo di uno sfollagente.</p>
<p>Nel prosieguo dell’evento, minuziosamente ricostruito dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza private, immediatamente acquisite dagli operanti, dai video, realizzati da alcuni privati cittadini e “<em>postati</em>” sul <em>social network</em> Tik Tok, che avevano assistito all’evento dalle loro abitazioni, e dalle testimonianze, rese dagli altri soggetti, in grado di riferire sui fatti, si è appurato che il poliziotto, prima percosso solo da Francesco CHIMIRRI e dal suo figlio, era stato, successivamente, raggiunto anche dagli altri tre loro familiari, destinatari dell’originario provvedimento cautelare e attualmente ancora ristretti agli Arresti Domiciliari, che hanno proseguito nella loro azione, in diverse fasi, cagionandogli delle lesioni gravissime, che, solo per un mero caso fortuito e accidentale, non hanno condotto al suo decesso, nonché, uno di essi, imbracciando la sua pistola, con cui aveva poco prima aveva attinto mortalmente uno degli aggressori, Francesco CHIMIRRI, e tentando di sparargli, quando era per terra e in ginocchio. L’identificazione dei presunti rei avvenne, dapprima, grazie alla tempestività dell’intervento sul posto e all’immediata acquisizione delle più importanti fonti di prova video, venendo successivamente corroborata e arricchita dal contestuale meticoloso lavoro di comparazione sia fotografica che di ricostruzione dei fatti al secondo, anche mediante delle intercettazioni telefoniche degli indagati, effettuate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del dipendente Reparto Operativo, che hanno documentato l’esatta dinamica della vicenda, appurando come, già dall’inizio della colluttazione, provocata dal figlio del defunto e da quest’ultimo, il Vice Ispettore si fosse qualificato come un appartenente alle Forze di Polizia e gli stessi, nonostante ciò, avessero proseguito nella loro azione, tentando finanche di ucciderlo.</p>
<p>Il provvedimento in esame, infine, è stato notificato, oggi, anche a un 25enne, crotonese, il quale, interessato da uno dei due sinistri stradali, provocati dal defunto, Francesco CHIMIRRI, è indagato per “<em>favoreggiamento personale</em>”, poiché, pur avendo assistito alle fasi iniziali del pestaggio, così come rilevato dall’esame delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, durante l’escussione a Sommarie Informazioni Testimoniali da parte degli operanti, ha omesso di riferire qualsivoglia utile circostanza alle indagini, così aiutando gli altri correi a eluderle nella fase inziale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/crotone-pestaggio-del-poliziotto-sortino-indagati-4-parenti-del-tik-toker-ucciso-chimirri/">Crotone, pestaggio del poliziotto Sortino: indagati 4 parenti del tik toker ucciso Chimirri</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pestaggio di Davide Ferrerio, Corte d&#8217;Appello condanna a 12 anni l&#8217;istigatrice dell&#8217;aggressione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pestaggio-di-davide-ferrerio-corte-dappello-condanna-a-12-anni-listigatrice-dellaggressione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 17:21:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da 8 a 12 anni. E&#8217; quanto ha deciso la Corte di Appello di Catanzaro nei confronti di Anna Perugino, di 44 anni, la donna accusata di essere l’istigatrice dell’aggressione compiuta da Nicolò Passalacqua l’11 agosto del 2022 a Crotone ai danni di Davide Ferrerio, di Bologna, da quel giorno in coma irreversibile. La donna [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da 8 a 12 anni</strong>. E&#8217; quanto ha deciso la Corte di Appello di Catanzaro nei confronti di <strong>Anna Perugino</strong>, di 44 anni, la donna accusata di essere l’istigatrice dell’aggressione compiuta da Nicolò Passalacqua l’11 agosto del 2022 a Crotone ai danni di <strong>Davide Ferrerio</strong>, di Bologna, <strong>da quel giorno in coma irreversibile</strong>. La donna è stata <strong>ritenuta colpevole di concorso anomalo in tentato omicidio</strong>. Una condanna più pesante rispetto a quella inflitta in primo grado dal Tribunale di Crotone che aveva derubricato l’accusa in concorso anomalo in lesioni gravissime infliggendo una pena di 8 anni anni. Condannato a 5 anni anche il compagno della donna Andrej Gaju, di 37 anni, accusato dello stesso reato, che in primo grado era stato assolto.</p>
<p>Soddisfazione per la sentenza è stata espressa da uno dei legali della famiglia Ferrerio, l&#8217;avvocato Fabrizio Gallo. «Finalmente un giudice a Catanzaro ha dato giustizia ad una famiglia distrutta dal dolore» ha detto dopo la sentenza. Ad aggredire Davide Ferrerio è stato Nicolò Passalacqua, di 25 anni, per il quale, con la pronuncia della Cassazione dello scorso 26 febbraio, è diventata definitiva la condanna a 12 anni e 8 mesi di reclusione inflitta dalla Corte d’appello per il tentato omicidio di Ferrerio. Proprio la decisione della Cassazione ha influito sulla sentenza della Corte di appello di Catanzaro per Anna Perugino e Andrej Gaju. In primo grado, infatti, Anna Perugino era stata condannata ad otto anni ma per concorso anomalo in lesioni gravissime, mentre Andrej Gaju era stato assolto. Secondo le indagini condotte dalla Squadra mobile di Crotone, Passalacqua aveva aggredito Davide Ferrerio dopo essere stato istigato da Anna Perugino. La donna, quell&#8217;11 agosto del 2022, infatti, aveva organizzato una spedizione per scoprire chi fosse l&#8217;uomo che si nascondeva dietro un profilo social attraverso il quale faceva la corte alla figlia Martina Perugino, all’epoca dei fatti minorenne.</p>
<p>Così, insieme al compagno Andrej Gaju, ad alcuni suoi parenti ed a Nicolò Passalacqua, si era recata davanti al Tribunale dove aveva dato appuntamento al misterioso corteggiatore. L’uomo, che le indagini hanno rivelato essere Alessandro Curto, di 34 anni di Petilia Policastro, si era recato all’appuntamento ma, dopo aver incrociato il gruppo della Perugino, ha fiutato la trappola e si è defilato. Quindi, dopo aver raggiunto l’auto, aveva inviato un messaggio alla ragazza nel quale diceva di avere «una camicia bianca» per depistare ulteriormente le attenzioni. Subito dopo quel messaggio è avvenuta la tragedia. In quel momento in via Veneto passava Davide Ferrerio. Il giovane bolognese, del tutto estraneo alla vicenda, stava andando a mangiare una pizza con degli amici. Indossava proprio una camicia bianca. Passalacqua lo ha visto, lo ha puntato e senza dargli tempo di spiegare lo ha aggredito con un pugno che lo ha fatto cadere violentemente a terra. Per la vicenda era stata processata anche Martina Perugino, che nel 2022 era 17enne, per la quale il Tribunale dei Minorenni di Catanzaro aveva disposto la messa in prova per due anni. Per Alessandro Curto, per il quale era stato disposto il non luogo a procedere, si attende la decisione della Cassazione dopo che la sentenza di proscioglimento è stata impugnata dalla famiglia Ferrerio.</p>
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		<title>Pestaggio a poliziotto a Crotone, Tribunale Riesame: 4 indagati dal carcere passano ai domiciliari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 11:22:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha revocato la misura cautelare in carcere per le quattro persone indagate per l&#8217;aggressione al poliziotto Giuseppe Sortino dalla cui arma, il 7 ottobre scorso, a Crotone, era partito il colpo che ha ucciso Francesco Chimirri. Decidendo sull&#8217;istanza di riesame proposta dagli avvocati Andrea Filici e Tiziano Saporito, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha revocato la misura cautelare in carcere per le quattro persone indagate per l&#8217;aggressione al poliziotto Giuseppe Sortino dalla cui arma, il 7 ottobre scorso, a Crotone, era partito il colpo che ha ucciso Francesco Chimirri. Decidendo sull&#8217;istanza di riesame proposta dagli avvocati Andrea Filici e Tiziano Saporito, il Riesame ha disposto i domiciliari per Domenico Chimirri, 18 anni, Domenico Chimirri, 67 anni, Antonio e Mario Chimirri, rispettivamente figlio, padre e fratelli di Francesco Chimirri, modificando l&#8217;ordinanza che il Gip di Crotone aveva applicato per il reato di tentato omicidio aggravato.</p>
<p>Il Tribunale del riesame, hanno riferito i legali, ha, inoltre, annullato la gravità indiziaria a carico dei congiunti della vittima, in particolare dei due fratelli e del padre, con riguardo alla presunta aggressione che questi avrebbero attuato nella fase precedente lo sparo, riqualificando, sempre per la fase precedente lo sparo, la condotta del figlio Domenico nel reato di lesioni personali, escludendone per tutti il tentato di omicidio.</p>
<p>&#8220;La decisione &#8211; sottolineano gli avvocati in una nota &#8211; ribalta, pertanto, la ricostruzione dei fatti operata dal Gip di Crotone, confermando ciò che la difesa dei Chimirri ha sostenuto sin dalle prime indagini difensive, vale a dire che al momento dello sparo il poliziotto Giuseppe Sortino non era aggredito da più persone&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Processo pestaggio Davide Ferrerio: Pm chiede 12 anni per la madre della ragazzina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 11:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[pestaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dodici anni di reclusione: è questa la richiesta al Tribunale fatta dal pm di Crotone Pasquale Festa nei confronti della donna accusata di concorso anomalo nel tentato omicidio di Davide Ferrerio, il giovane di Bologna ridotto in fin di vita dopo un’aggressione subita giorno 11 agosto del 2022 nel centro di Crotone. Il pm ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dodici anni di reclusione: è questa la richiesta al Tribunale fatta dal pm di Crotone Pasquale Festa nei confronti della donna accusata di concorso anomalo nel tentato omicidio di Davide Ferrerio, il giovane di Bologna ridotto in fin di vita dopo un’aggressione subita giorno 11 agosto del 2022 nel centro di Crotone. Il pm ha chiesto anche la condanna a 4 anni ed 8 mesi per Andrei Gaiu, compagno della donna. Per l’aggressione è già stato condannato in primo grado con rito abbreviato a 20 anni di reclusione Nicolò Passalacqua, l’autore materiale. Per lui è in corso il processo d’appello. Davide Ferrerio è stato vittima di un’aggressione per uno scambio di persona nel corso di una spedizione punitiva che aveva come obiettivo un uomo che infastidiva sui social la figlia della donna. La ragazza è stata messa in prova dal Tribunale dei minorenni di Catanzaro mentre per l’uomo, Alessandro Curto – che depistò il gruppo di Passalacqua inviando il messaggio alla giovane ‘ho una camicia bianca’ che provocò l’equivoco all’origine dell’aggressione – è stato chiesto il rinvio a giudizio.</p>
<p>“Nessuna attenuante si può concedere ad una donna che non ha mai chiesto scusa e che ha dimostrato di avere una spiccata pericolosità sociale” ha detto oggi il pm nella requisitoria. Di Gaiu il magistrato ha rilevato “una condotta che tradisce volontà lesiva e diventa un modello che invita Nicolò a fare altrettanto per analogia di comportamento”. “Ritengo acclarata – ha concluso Festa – la responsabilità degli imputati per concorso anomalo in tentato omicidio con l’aggravante dei motivi abietti e futili. Non si possono concedere attenuanti per la donna che mente nelle sue dichiarazioni spontanee. Quantomeno Nicolò Passalacqua ha chiesto scusa ha rivisto suo comportamento. La donna, a 40 anni, non ha mai manifestato questo atteggiamento ma ha tentato di manipolare il collegio con le sue dichiarazioni spontanee sostenendo che lei non è violenta. Questo dimostra una spiccata pericolosità sociale con l’adesione totale a subcultura violenta”. </p>
<p>La condanna degli imputati è stata chiesta anche dalle parti civili: la famiglia ha chiesto poi 1,8 milioni di risarcimento del danno, mentre 100 mila euro sono stati chiesti, per danno di immagine, dai Comuni di Crotone e Bologna e dalla Provincia di Crotone.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Davide Ferrerio, un anno fa il pestaggio a Crotone. La mamma: &#8220;Non viviamo più&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/davide-ferrerio-un-anno-fa-il-pestaggio-a-crotone-la-mamma-non-viviamo-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2023 10:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ferrerio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno. È il tempo passato da quando la vita della famiglia Ferrerio è cambiata per sempre. Da quando Davide, un semplice ragazzo di vent’anni, è stato aggredito brutalmente dal 23enne Nicolò Passalacqua per un tragico scambio di persona. Passalacqua aveva organizzato, insieme alla fidanzatina, alla mamma di lei, Anna Perugino, e al compagno della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno. È il tempo passato da quando la vita della famiglia Ferrerio è cambiata per sempre. Da quando Davide, un semplice ragazzo di vent’anni, è stato aggredito brutalmente dal 23enne Nicolò Passalacqua per un tragico scambio di persona. Passalacqua aveva organizzato, insieme alla fidanzatina, alla mamma di lei, Anna Perugino, e al compagno della donna, Andrej Gaju, una spedizione punitiva ai danni del 32enne Alessandro Curto, che quella sera avrebbe dovuto incontrare proprio la fidanzata di Passalacqua. Ma un messaggio di quattro parole, “Ho una maglietta bianca“, inviato da Curto prima di dileguarsi, è stato la condanna di Davide. Una condanna ingiusta, immotivata e spietata per la quale Giusy Orlando, mamma del giovane ventenne, non riesce ancora oggi a darsi pace.</p>
<p><strong>Signora Orlando, domani sarà un anno dal pestaggio a suo figlio Davide.</strong><br />
<em>&#8220;Non ci capaciteremo mai del perché Davide sia stato ridotto in questo stato. È stato ucciso un ragazzo innocente, senza che lui potesse anche solo parlare. Quello che gli è stato fatto è disumano, mio figlio era sceso a Crotone semplicemente per farsi un po’ di mare e invece ha incontrato la fine della sua vita. Vederlo così, fermo in un letto di ospedale, è straziante. All’inizio pensavamo si potesse riprendere, ma dopo un anno abbiamo acquisito tutti la consapevolezza che non succederà mai. Io non ho più un figlio e non so perché&#8221;.</em><br />
<strong>Com’è cambiata la vostra vita da quel terribile 11 agosto di un anno fa?</strong><br />
<em>&#8220;Noi sopravviviamo, non viviamo più. Quello che è successo a Davide ha distrutto la nostra famiglia. Facevamo tantissime cose insieme, dalle vacanze alle passeggiate. Con Davide avevo un rapporto stupendo, lui era legatissimo a me. In questi giorni mi capita spesso di ripensare a come passavamo le sere d’estate, tra un’uscita per un gelato o una pizza. Passavamo anche molto tempo in una baracchina qui vicino casa nostra. Ora invece io, mio marito e l’altro mio figlio Alessandro facciamo i turni per andare a trovare Davide in ospedale. Non possiamo far altro che guardarlo lì, inerme, mentre sta subendo un calvario terribile. Sopravvive solo grazie a dei macchinari che lo tengono in vita&#8221;.</em><br />
<strong>Lo scorso aprile è arrivata la condanna per Nicolò Passalacqua. A settembre si tornerà in aula per altri due imputati. Pensa che sia stata fatta giustizia per suo figlio?</strong><br />
<em>&#8220;No, assolutamente. Passalacqua non doveva avere la possibilità di accedere al rito abbreviato, che gli ha permesso uno sconto di pena. Vent’anni per quello che ha fatto a Davide sono pochi. Ha distrutto per motivi inesistenti la vita di un ragazzo di 20 anni. Io mi auguro che ci siano pene molto severe anche per le altre persone coinvolte in questa vicenda, perché hanno dimostrato disprezzo nei confronti della vita di mio figlio&#8221;.</em></p>
<p><strong>Non c’è mai stato, finora, un segno di pentimento da parte dell’aggressore di Davide e degli altri imputati. Lei si aspetta che ci sarà in futuro?</strong><br />
<em>&#8220;No e nemmeno mi interessa. Non hanno dimostrato alcun tipo di pentimento finora e non lo dimostreranno mai. Anzi, Passalacqua dopo l’aggressione è andato prima a prendere da bere al bar e poi a pescare. Quando ci ha visti in aula ha riso, con scherno. Per non parlare di quello che è successo fuori dal tribunale di Crotone in una delle ultime udienze. Siamo stati minacciati dai familiari di quel mostro. È mai possibile, dopo tutto quello che abbiamo passato, essere costretti ad avere la scorta perché queste persone ci minacciano? È una follia. Mi sono sentita dire che mi avrebbero ammazzato anche l’altro figlio. Queste non sono persone e io non le considero tali&#8221;.</em><br />
<strong>Prima ha detto che avete maturato la consapevolezza che Davide non si risveglierà mai. Che persona era suo figlio?</strong><br />
<em>&#8220;Era un ragazzo buono, generoso, altruista. Un ragazzo che non amava discutere e che non avrebbe mai fatto male a nessuno. Di lui mi manca tutto. Davide era casa, il collante di questa famiglia. Mi manca mio figlio, la persona che ho messo al mondo. Mi alzo la mattina e vedo il suo letto vuoto, apro l’armadio con tutti i suoi vestiti e so che non li indosserà più. È un dolore inspiegabile, che non passerà mai, che nemmeno tutto il tempo del mondo riuscirà a lenire. La valigia che aveva fatto prima di andare a Crotone è ancora chiusa, ferma in un angolo della casa. E non abbiamo mai trovato il coraggio di aprirla&#8221;.</em><br />
(<em>Intervista di Chiara Caravelli- il restodelcarlino.it</em>)</p>
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		<title>Violenza inaudita nel Cosentino: il branco prende a calci e pugni una persona a terra &#8211; VIDEO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 13:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[pestaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Scalea]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>NON BISOGNA AVERE PAURA. Bisogna denunciare.. il video che circola in queste ore mette ansia e paura. Chi è stato aggredito deve denunciare. Se dovesse avere paura lo accompagno personalmente dai Carabinieri, che sono stati già informati.. coraggio…. A dirlo è il Sindaco di Scalea Giacomo Perrotta su Facebook. Il video ha già fatto il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><em>NON BISOGNA AVERE PAURA.</em></div>
<div dir="auto"><em>Bisogna denunciare.. il video che circola in queste ore mette ansia e paura.</em></div>
<div dir="auto"><em>Chi è stato aggredito deve denunciare.</em></div>
<div dir="auto"><em>Se dovesse avere paura lo accompagno personalmente dai Carabinieri, che sono stati già informati..</em></div>
<div dir="auto"><em>coraggio….</em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">A dirlo è il Sindaco di Scalea Giacomo Perrotta su Facebook. Il video ha già fatto il giro del web e le immagini parlano chiaro: dei ragazzini che si accaniscono contro una persona inerme a terra. Calci e pugni e poi la vigliaccheria di scappare.</div>
<div dir="auto">
<div style="width: 420px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-205270-2" width="420" height="432" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/01/Scalea.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/01/Scalea.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/01/Scalea.mp4</a></video></div>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">In queste ore si cercano i responsabili a ribadirlo è il vicesindaco Annalisa Alfano: <em> “le autorità competenti sono informate e si stanno adoperando per fare luce sulla vicenda. Queste immagini, di una violenza inaudita da parte di coloro che sembrano essere dei minori, fanno rabbrividire e devono farci riflettere. Abbiamo, tutti indistintamente, il dovere di fare qualcosa affinché i nostri ragazzi capiscano che la violenza, in tutte le sue forme, è qualcosa da rinnegare categoricamente. Siamo tutti direttamente coinvolti e responsabili e ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa per rendere la nostra comunità un luogo migliore. Alle famiglie degli autori di questa aggressione sento di dire che non sono sole e che insieme possiamo fare tanto. Da amministratore e da genitore comprendo la preoccupazione di quanti mi hanno chiamato e scritto per avere delucidazioni. Insieme affronteremo e supereremo anche questa triste vicenda”.</em></div>
<div dir="auto"></div>
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