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	<title>Pesce Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Circolo IBIS: due esemplari di pesce leone catturati nelle acque antistanti Crotone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/circolo-ibis-due-esemplari-di-pesce-leone-catturati-nelle-acque-antistanti-crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 10:28:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Circolo per l’Ambiente Ibis ODV comunica &#8220;con attenzione e senso di responsabilità la recente cattura di due esemplari di pesce leone orientale (Pterois volitans, Linnaeus, 1758) da parte del motopeschereccio “Orlando”, comandato da Armando De Gennaro, nelle acque antistanti la città di Crotone. Si tratta di una specie nota anche come pesce scorpione orientale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Circolo per l’Ambiente Ibis ODV comunica &#8220;<em>con attenzione e senso di responsabilità la recente cattura di due esemplari di <strong>pesce leone</strong> <strong>orientale</strong> (Pterois volitans, Linnaeus, 1758) da parte del motopeschereccio “Orlando”, comandato da Armando De Gennaro, nelle acque antistanti la città di Crotone. Si tratta di una specie <strong>nota anche come pesce scorpione orientale o scorpena volante</strong>, facilmente riconoscibile per il suo aspetto tanto spettacolare quanto pericoloso: corpo striato di bianco e rosso-bruno, pinne pettorali ampie e vistose, e una serie di aculei dorsali velenosi. Proprio questi ultimi rappresentano il principale fattore di rischio, essendo in grado di inoculare un veleno che può causare dolore intenso, gonfiore e, nei casi più gravi, complicazioni sistemiche nell’uomo. Le tossine restano attive per 24-48 ore anche dopo la morte del pesce. Il pesce leone è considerato una specie aliena nel Mar Mediterraneo, ovvero non autoctona. Originario dell’Indo-Pacifico, ha raggiunto il nostro mare attraverso il Canale di Suez (fenomeno noto come migrazione lessepsiana), trovando condizioni ambientali favorevoli alla sua espansione&#8221;. </em></p>
<p>Negli ultimi anni, la sua presenza è aumentata in modo significativo, soprattutto nel Mediterraneo orientale, e segnalazioni come quella di Crotone indicano una progressiva diffusione verso ovest. Dal punto di vista ecologico, Pterois volitans rappresenta una minaccia concreta per la biodiversità marina. È un predatore vorace, capace di ridurre drasticamente le popolazioni di piccoli pesci e organismi bentonici, alterando gli equilibri degli ecosistemi locali. Inoltre, la mancanza di predatori naturali nel Mediterraneo ne favorisce la proliferazione. La cattura di questi due esemplari assume quindi un valore di grande rilevanza scientifica e gestionale. Ogni segnalazione contribuisce al monitoraggio della specie e permette di aggiornare le mappe di distribuzione, fondamentali per sviluppare strategie di contenimento efficaci. Il Circolo per l’Ambiente Ibis sottolinea l’importanza cruciale della collaborazione tra associazioni ambientaliste, comunità scientifica e pescatori. Proprio grazie all’attenzione e alla professionalità del comandante Armando De Gennaro e dell’equipaggio del motopeschereccio “<em>Orlando</em>” è stato possibile documentare tempestivamente questo importante evento.</p>
<p>A tal proposito, il presidente del Circolo, Girolamo Parretta, ha dichiarato: “<em>Questa cattura rappresenta un segnale che non possiamo sottovalutare. Il pesce leone è una specie invasiva altamente impattante e la sua presenza nelle acque calabresi conferma un’espansione ormai in atto. Tuttavia, episodi come questo dimostrano anche quanto sia fondamentale il ruolo dei pescatori, veri presidi del mare. Senza la loro collaborazione, molte segnalazioni andrebbero perse.”</em><br />
Parretta ha inoltre aggiunto: “<em>Desidero ringraziare in particolare il comandante Armando De Gennaro e l’equipaggio dell’Orlando per la sensibilità dimostrata. Come Circolo Ibis continueremo a lavorare per rafforzare la rete tra cittadini, pescatori e mondo scientifico. Solo attraverso una collaborazione strutturata possiamo monitorare efficacemente il fenomeno e contribuire alla salvaguardia della biodiversità marina. Il Mediterraneo è un ecosistema fragile, e ogni segnalazione è un tassello prezioso per proteggerlo.</em>”<br />
Il Circolo per l’Ambiente Ibis &#8211; infine- &#8220;<em>invita tutti i pescatori e cittadini a segnalare eventuali avvistamenti o catture di specie sospette, evitando il contatto diretto con esemplari potenzialmente pericolosi e rivolgendosi alle autorità competenti o alle associazioni locali. La tutela del nostro mare passa anche da queste azioni concrete: monitorare, segnalare e collaborare sono strumenti fondamentali per difendere la biodiversità del Mediterraneo e prevenire gli impatti delle specie aliene invasive&#8221;.</em></p>
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		<title>NAS sequestrano 15 Kg di prodotti ittici privi di tracciabilità in una pescheria di Catanzaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 06:08:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Operazione di controllo a tutela della sicurezza alimentare da parte dei Carabinieri del NAS di Catanzaro, che hanno effettuato un sequestro amministrativo di circa 15 chili di prodotti ittici, nello specifico preparati ittici, risultati privi dei requisiti di tracciabilità previsti dalla normativa vigente, per un valore complessivo stimato di circa 1.000 euro. L’intervento, effettuato presso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="5">Operazione di controllo a tutela della sicurezza alimentare da parte dei Carabinieri del NAS di Catanzaro, che hanno effettuato un sequestro amministrativo di circa 15 chili di prodotti ittici, nello specifico preparati ittici, risultati privi dei requisiti di tracciabilità previsti dalla normativa vigente, per un valore complessivo stimato di circa 1.000 euro.</p>
<p data-path-to-node="5">L’intervento, effettuato presso una pescheria di Catanzaro, rientra nell’ambito di una più ampia attività di monitoraggio sul territorio, finalizzata a garantire la qualità e la sicurezza degli alimenti destinati ai consumatori. Durante l’ispezione, i militari hanno individuato i prodotti privi di etichettatura e documentazione idonea a certificarne la provenienza, elemento fondamentale per assicurare la trasparenza lungo tutta la filiera alimentare.</p>
<div id="420x200-01" class="adunit middleboard adunitFull display-none" data-targeting="{&quot;sezione&quot;:&quot;cronaca,catanzaro,CZ&quot;,&quot;sito&quot;:&quot;catanzaroinforma.it&quot;}" data-dimensions="420x200"></div>
<p data-path-to-node="7">A seguito delle verifiche, è scattato il sequestro amministrativo della merce, che è stata immediatamente sottratta alla vendita per evitare potenziali rischi per la salute pubblica. Al titolare dell’attività sono state inoltre contestate le violazioni previste dalla legge, con conseguenti sanzioni amministrative.</p>
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		<title>Pesce d&#8217;aprile, origini e storia del giorno degli scherzi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pesce-daprile-origini-storia-del-giorno-degli-scherzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 04:43:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Oggi, mercoledì 1° aprile, è la giornata dedicata agli scherzi, ai &#8216;pesci d&#8217;aprile&#8217;, una tradizione diffusa non solo in Italia, ma in diversi Paesi del mondo. Se una volta bisognava prestare attenzione solo a ciò che raccontavano amici e conoscenti, da anni sul web è gara alle &#8216;fake news&#8217; più creative e alcune [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
Oggi, mercoledì 1° aprile, è la giornata dedicata agli scherzi, ai &#8216;pesci d&#8217;aprile&#8217;, una tradizione diffusa non solo in Italia, ma in diversi Paesi del mondo. Se una volta bisognava prestare attenzione solo a ciò che raccontavano amici e conoscenti, da anni sul web è gara alle &#8216;fake news&#8217; più creative e alcune sono particolarmente memorabili. Ma perché l&#8217;inizio del mese di aprile coincide con la festa più divertente dell&#8217;anno? Le origini della tradizione del pesce d&#8217;aprile non sono chiare. Una delle teorie più remote riguarda il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, il quale avrebbe liberato miracolosamente un papa soffocato in gola da una spina di pesce. Il pontefice grato a Bertrando, avrebbe così decretato il divieto di mangiare pesce il 1° aprile. Ma c&#8217;è un&#8217;altra teoria che colloca la nascita della la tradizione nel XVI secolo, in seguito all&#8217;adozione del calendario gregoriano. La riforma adottata da Papa Gregorio XIII, infatti, ha spostato il Capodanno, che in Europa si festeggiava scambiandosi pacchi dono tra il 25 marzo e il 1° aprile, al 1° gennaio. Da qui l&#8217;usanza di scambiarsi pacchi regalo vuoti il 1° aprile per ricordare la festa abolita.</p>
<p>C&#8217;è inoltre chi, come alcuni antropologi, crede che la nascita della tradizione degli scherzi del pesce d&#8217;aprile si debba collocare all’inizio della stagione della pesca primaverile. Nella prima settimana di aprile, infatti, spesso i pescatori non trovavano pesce e tornavano a mani vuote diventando così oggetto di scherno da parte dei loro concittadini.  Per altri studiosi invece le origini del pesce d&#8217;aprile ricadrebbero nell&#8217;età classica nel mito di Proserpina, che dopo essere stata rapita da Plutone viene cercata invano dalla madre, ingannata da una ninfa, e nella festa pagana dei Veneralia, che si teneva proprio il 1° aprile. Il nome &#8216;pesce d&#8217;aprile&#8217; gioca sul concetto del pesce che abbocca all&#8217;amo e si lascia pescare. Per questo chi il 1° aprile crede a uno scherzo sarebbe considerato &#8216;credulone&#8217; quanto un pesce. Non in tutti i Paesi però il nome di questa giornata è lo stesso. Nei Paesi angosassoni non ci sono riferimenti ai pesci: il giorno è noto come &#8216;April&#8217;s Fools&#8217; Day&#8217; dove &#8216;fool&#8217; significa &#8216;sciocco&#8217;. Dal CERN a Google, anche i nomi più illustri nel corso degli anni si sono dedicati a organizzare scherzi. E alcuni sono rimasti nella storia. Uno dei più noti è quello che convolse il famigerato Mostro di Loch Ness. Il 1° aprile del 1972 fu esposta allo Yorkshire&#8217;s Flamingo Park Zoo, in Gran Bretagna, la carcassa di &#8216;Nessie&#8217; dopo un clamoroso annuncio da parte di un gruppo di zoologi di aver recuperato il suo corpo, galleggiante sulle acque del tenebroso lago. In realtà, rivelò il ranger autore dello scherzo, si trattava del cadavere di un elefante marino. Nello stesso anno, sempre in Inghilterra, l&#8217;astronomo Patrick Moore sulla Bbc avvertì che grazie a una congiunzione astrale per cui si erano allineati i pianeti di Giove e Plutone, alle 9.47 ora di Londra si sarebbero avute rilevanti conseguenze sulla forza di gravità, da fare in modo che chi avesse in quel preciso momento compiuto un salto, per strada o in casa, si sarebbe sentito leggerissimo.</p>
<p>Nell&#8217;aprile 1996 il Mit (&#8216;Massachusetts Institute of Technology&#8217;) annunciò di aver istituito l&#8221;Internet Cleaning Day&#8217; per il giorno seguente allo scopo di fare una sorta di tabula rasa del web, cancellando siti, account inattivi e mail in sospeso per rendere migliore la navigazione on line. Come? Scollegando tutti i computer, in ogni parte del mondo. Due anni dopo, nel 1998, l&#8217;organizzazione &#8216;New Mexican for Science and Reason&#8217; annunciò invece che l&#8217;Alabama aveva deciso di modificare il valore del pi greco, passando da 3,14 a un molto più semplice 3. Motivo? Ricondurre la costante matematica a un valore biblico. Nel 2015 il CERN annunciò di aver scoperto che la Forza dei cavalieri Jedi in &#8216;Star Wars&#8217; esiste davvero. A spiegarlo con una dichiarazione fu il ricercatore del CERN Ben Kenobi dell&#8217;Università di Mos Eisley, provincia di Tatooine: &#8220;La Forza è ciò che dà ad un fisico delle particelle il suo potere&#8221;. Ovviamente Ben Kenobi, Tatooine e Mos Eisley sono tutti riferimenti alla saga di fantascienza di George Lucas. Nello stesso anno tre stimati scienziati australiani, Andrew Hamilton, Robert May e Edward Waters, rivelavarono le prove dell&#8217;esistenza dei draghi, pubblicando una ricerca secondo la quale le mitiche creature sputafuoco erano molto diffuse nel Medioevo.<br />
Nel 2016 Google lanciava il suo &#8216;Cardboard Plastic&#8217;, un visore per la realtà&#8230; reale. &#8220;Un dispositivo che permette di vedere le cose nel modo in cui le vedi veramente, sperimentando la tua visione del mondo&#8221;, si leggeva sul sito dedicato all&#8221;invenzione&#8217;, disponibile in sei colori e quattro dimensioni. Un pezzo di plastica che &#8220;ti avverte su ciò che fai, vedi e senti più di prima&#8221;.<br />
&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Villa San Giovanni, vendeva pesce dal bagagliaio dell’auto senza refrigerazione: denunciato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/villa-san-giovanni-vendeva-pesce-dal-bagagliaio-dellauto-senza-refrigerazione-denunciato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 14:23:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Auto]]></category>
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		<category><![CDATA[Pesce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vendeva pesce per strada, sotto il sole e senza alcuna forma di refrigerazione. È quanto accertato dai Carabinieri della Stazione di Villa San Giovanni nel corso di un servizio di controllo del territorio mirato alla tutela della sicurezza alimentare e dei consumatori. I militari hanno sorpreso un uomo del posto mentre commercializzava al dettaglio prodotti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vendeva pesce per strada, sotto il sole e senza alcuna forma di refrigerazione. È quanto accertato dai Carabinieri della Stazione di Villa San Giovanni nel corso di un servizio di controllo del territorio mirato alla tutela della sicurezza alimentare e dei consumatori. I militari hanno sorpreso un uomo del posto mentre commercializzava al dettaglio prodotti ittici su una pubblica via del centro cittadino. Il pesce era sistemato nel vano bagagli di un’auto privata, priva di ghiaccio o di sistemi di conservazione, ed esposto direttamente ai raggi solari. </p>
<p>Nonostante le condizioni palesemente precarie, l’uomo era dotato di bilancia e materiale per il confezionamento, pronto a vendere la merce ai passanti. Sul posto è intervenuto il personale veterinario dell’A.S.P. di Reggio Calabria che, al termine degli accertamenti, ha dichiarato il prodotto totalmente inidoneo al consumo umano, evidenziando il serio rischio per la salute pubblica derivante dalla mancata osservanza della catena del freddo.</p>
<p>L’intero quantitativo di pesce è stato sequestrato e immediatamente distrutto per impedirne l’immissione sul mercato. L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per la violazione della normativa in materia di detenzione e vendita di alimenti in cattivo stato di conservazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-&#8216;Ndrangheta, sequestri e confische per cosche Tegano, Alvaro, Piromalli, Pesce e Bellocco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-ndrangheta-sequestri-e-confische-per-cosche-tegano-alvaro-piromalli-pesce-e-bellocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 10:58:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), ha portato a termine un’operazione che ha consentito di applicare una serie di misure di prevenzione patrimoniali (sequestri e confische) per un valore complessivamente stimato in circa 6 milioni di euro. L’esecuzione dei suddetti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-ndrangheta-sequestri-e-confische-per-cosche-tegano-alvaro-piromalli-pesce-e-bellocco/">VIDEO-&#8216;Ndrangheta, sequestri e confische per cosche Tegano, Alvaro, Piromalli, Pesce e Bellocco</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-315663-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), ha portato a termine un’operazione che ha consentito di applicare una serie di misure di prevenzione patrimoniali (sequestri e confische) per un valore complessivamente stimato in circa 6 milioni di euro. L’esecuzione dei suddetti provvedimenti ablativi scaturisce da una mirata analisi operativa che ha permesso di individuare diversi soggetti che, rivestendo posizioni di rilievo all’interno di importanti cosche della ‘ndrangheta, avevano indebitamente accumulato, negli anni, ingenti patrimoni illeciti. Sulla base di tali evidenze, la Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore facente funzioni Giuseppe Lombardo, ha delegato il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria a svolgere mirate e specifiche indagini patrimoniali.</p>
<p>Le risultanze investigative emerse hanno consentito di accertare la sussistenza, in capo ai destinatari delle citate misure di prevenzione, della c.d. “pericolosità sociale”, trattandosi di soggetti che, come peraltro già emerso in diverse operazioni di polizia, sono risultati appartenenti o quanto meno contigui alla ‘ndrangheta, essendo operativi all’interno di rilevanti articolazioni territoriali attive sia nella città di Reggio Calabria e sia nel territorio ricompreso nella fascia tirrenica. In particolare, taluni dei soggetti destinatari dei provvedimenti di applicazione delle misure patrimoniali in trattazione avrebbero fornito un significativo contributo alle attività criminose di alcune delle più importanti cosche locali di ‘ndrangheta, tra le quali le famiglie “TEGANO”, “ALVARO”, “PIROMALLI”, “PESCE” e “BELLOCCO”. Gli appositi accertamenti economico-patrimoniali esperiti &#8211; nei confronti degli stessi soggetti nonché dei componenti dei rispettivi nuclei familiari &#8211; hanno permesso di rilevare, inoltre, come il patrimonio riconducibile ai medesimi risultasse di valore significativamente sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati.</p>
<p>Sulla base di tali elementi, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, allo stato dei procedimenti in essere e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle rispettive responsabilità, ha emesso, nei confronti di 15 destinatari, i suddetti provvedimenti di sequestro e confisca che hanno riguardato, tra l’altro, 47 immobili (28 fabbricati e 19 terreni), 3 ditte individuali operanti nei settori del commercio al dettaglio di ricambi per autoveicoli, del commercio all’ingrosso di rottami, dei trasporti e agricolo, quote di partecipazione di una società operante nel settore della lavorazione delle pietre e del marmo, 6 autoveicoli, 2 orologi di lusso, risorse finanziarie e denaro contante, come accennato, per un valore complessivo stimato pari a circa 6 milioni di euro. Tra i beni oggetto di confisca, si annovera anche un illecito credito tributario di ingente valore, individuato e sottoposto a sequestro d’urgenza giustappunto poco prima del tentativo di incasso da parte di un noto esponente della cosca “LIBRI”.</p>
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		<title>Nel Crotonese sequestrati 4 quintali di prodotto ittico privo di tracciabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 10:23:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito di una serie di operazioni di controllo straordinario, volte al rispetto degli adempimenti fiscali e alla tutela dei consumatori nel settore agroalimentare, con particolare riferimento alla filiera ittica, i Finanzieri della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Crotone, coadiuvati dal personale del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Veterinario dell’A.S.P. della città pitagorica, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito di una serie di operazioni di controllo straordinario, volte al rispetto degli adempimenti fiscali e alla tutela dei consumatori nel settore agroalimentare, con particolare riferimento alla filiera ittica, i Finanzieri della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Crotone, coadiuvati dal personale del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Veterinario dell’A.S.P. della città pitagorica, hanno rinvenuto quantitativi significativi di prodotti ittici privi di tracciabilità ed etichettatura, che sono stati prontamente sottoposti a sequestro. Le attività ispettive, svolte presso diverse esercizi commerciali operanti nella rivendita al dettaglio e nella lavorazione di prodotti ittici, hanno portato al sequestro di circa 400 chilogrammi di prodotto non conforme alle normative vigenti. Sono state, inoltre, elevate sanzioni pecuniarie per oltre 8000 euro.</p>
<p>Le principali irregolarità riscontrate hanno riguardato la mancanza di informazioni obbligatorie sulla tracciabilità ed etichettatura dei prodotti, l’assenza di indicazioni di prezzo al pubblico, in violazione del Codice del Consumo, nonché il mancato rispetto delle procedure di autocontrollo basate sui principi del sistema HACCP e l’omessa comunicazione di aggiornamenti aziendali, in violazione del Reg. (CE) n. 852/2004. Tali indicazioni, che l’Unione Europea ha reso obbligatorie, mirano a tutelare la salute dei cittadini che devono poter disporre di tutte le informazioni utili a scongiurare il rischio di consumare generi alimentari non trattati nel rispetto delle norme igieniche e sanitarie. I prodotti sequestrati rappresentano un potenziale rischio per la salute dei consumatori, non rispettando i requisiti di sicurezza e trasparenza alimentare previsti dalla normativa.</p>
<p>L’attività delle Fiamme Gialle, oltre a contrastare l’immissione in commercio di prodotti alimentari non sicuri per i consumatori, mira anche a scongiurare quelle pratiche di pesca non sostenibili che, oltre a risultare dannose per l’ambiente, penalizzano anche tutte le attività commerciali che invece operano nel pieno rispetto delle regole, salvaguardando così la leale concorrenza tra gli operatori.</p>
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		<title>VIDEO-Confisca da 7 mln ad un imprenditore di Rosarno vicino alla cosca di &#8216;ndrangheta “Pesce”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 09:20:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Reggio Calabria, con il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, hanno dando esecuzione ad un provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale, che dispone l’applicazione della misura patrimoniale della confisca di beni &#8211; per un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-260746-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/07/DownloadFile.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/07/DownloadFile.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/07/DownloadFile.mp4</a></video></div>
<p>Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Reggio Calabria, con il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, hanno dando esecuzione ad un provvedimento, emesso<br />
dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale, che dispone l’applicazione della misura patrimoniale della confisca di beni &#8211; per un valore complessivamente stimato in circa 7 milioni di euro &#8211; riconducibili ad un imprenditore di Rosarno ritenuto vicino alla nota cosca di ‘ndrangheta che fa capo alla famiglia “PESCE”. La figura criminale dell’imprenditore, esponente di spicco della citata consorteria ed inserito nel tessuto criminale rosarnese senza soluzione di continuità da oltre un trentennio, è emersa, da ultimo, nelle operazioni convenzionalmente denominate “HANDOVERPECUNIA OLET” e “FAUST”. L’operazione “HANDOVER-PECUNIA OLET”, eseguita, nell’aprile 2021, dalla Guardia di Finanza e dal R.O.S. dei Carabinieri di Reggio Calabria nei confronti della cosca “Pesce” di Rosarno, ha permesso di disvelare l’esistenza di un vero e proprio accordo che avrebbe consentito alla consorteria di gestire, in condizione di monopolio, i remunerativi settori dell’indotto della grande distribuzione alimentare e del trasporto merci su gomma. In tale ambito il citato imprenditore, avrebbe ideato e attuato un sistema di intestazioni fittizie volto a schermare la sua posizione di reale dominus di beni illecitamente accumulati e, al contempo, evitare l’applicazione di provvedimenti ablativi a carattere patrimoniale, dei quali già in passato era stato destinatario. Il tutto con il fondamentale supporto di un dottore<br />
commercialista, il quale, ponendo a disposizione dell’organizzazione criminale le proprie competenze in materia contabile, societaria e fiscale, avrebbe curato gli aspetti tecnici di tale modus operandi.</p>
<p>L’operazione “FAUST”, invece, eseguita dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria nel mese di gennaio 2021, ha permesso di acclarare la radicata e attuale operatività della cosca Pisano, operante sul territorio di Rosarno, l&#8217;articolazione territoriale di Ndrangheta denominata “società di Polistena” e della locale di ndrangheta di Anoia; l&#8217;esistenza di una fiorente attività di narcotraffico che, dal porto di Gioia Tauro, si dipanava attraverso articolazioni criminali federate in Campania, Puglia, Basilicata e Lombardia; il reimpiego del denaro proveniente dal narcotraffico in attività usurarie e la commissione di<br />
diversi episodi di minacce e danneggiamento in danno di commercianti a scopo estorsivo; l&#8217;appoggio elettorale fornito dalla cosca Pisano ad alcuni politici di Rosarno. Per tali condotte l’imprenditore &#8211; allo stato del procedimento e fatto salvo il successivo e<br />
definitivo accertamento delle responsabilità &#8211; è stato rinviato a giudizio per i reati di associazione di stampo mafioso e trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità di agevolazione mafiosa. In relazione alle risultanze delle attività di cui sopra, la locale Direzione Distrettuale Antimafia &#8211; sempre più interessata agli aspetti economico-imprenditoriali legati alla<br />
criminalità organizzata &#8211; ha delegato il G.I.C.O. del Nucleo Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria a svolgere apposita indagine a carattere economico-patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato imprenditore, di misure di prevenzione personali e patrimoniali. Sul punto, una volta documentata la pericolosità sociale, l’attività in rassegna ha<br />
consentito di ricostruire, attraverso una complessa e articolata attività di riscontro, anche documentale, il patrimonio direttamente ed indirettamente nella disponibilità del soggetto, il cui valore sarebbe risultato decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata.</p>
<p>Su queste basi, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha prima disposto il sequestro del patrimonio riferibile al citato imprenditore e, successivamente, riconoscendo la validità dell’impianto indiziario, basato sulle dettagliate indagini economico-patrimoniali e sui riscontri documentali eseguiti dai Finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo P.E.F. di Reggio Calabria, ha disposto &#8211; allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito &#8211; l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca di tutto il patrimonio già in sequestro, costituito dall’intero compendio aziendale di 1 cooperativa agricola formalmente intestata a prestanome, comprensivo di 2 terreni e di 1 immobile adibito ad uso commerciale/industriale, 4 fabbricati ubicati tra Rosarno e Tropea, 1 autovettura, nonchè tutti i rapporti bancari, finanziari e relative disponibilità, per un valore complessivamente stimato in circa 7 milioni di euro. </p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Rosarno, arrestati dai carabinieri due esponenti di spicco della criminalità organizzata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 15:20:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-223994-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/12/Rosarno-arresti-calabrianews.it_.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/12/Rosarno-arresti-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/12/Rosarno-arresti-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Alle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, con il supporto operativo di personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e di unità cinofile, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti &#8211; padre e figlio -, ritenuti inserita nel contesto di ‘ndrangheta del centro medmeo, ed in particolare vicini al contesto criminale rosarnese della cosca Pesce. Peraltro il padre risulta gravato da due precedenti condanne passate in giudicato per il reato di cui all’art. 416 bis c.p., quale intraneo alla citata articolazione di ‘ndrangheta. Le indagini da cui scaturiscono gli odierni provvedimenti restrittivi, emessi dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, consentivano di attribuire agli indagati, allo stato degli atti e salve le successive valutazioni di merito, gravi condotte estorsive &#8211; perpetratesi per lungo tempo- e violenze private, tutte aggravate dalle finalità mafiose, avvenute in Rosarno e Cinquefrondi. Le attività svolte dai Carabinieri di Gioia Tauro, corroborate da propalazioni di diversi collaboratori di giustizia, hanno permesso di evidenziare l’elevatissima capacità criminale degli arrestati, espressa in molteplici occasioni con metodologie tipiche degli aggregati mafiosi, imponendo il proprio volere, tramite una generale condizione di assoggettamento ambientale, su individui ed attività commerciali piegati alle loro esigenze ed oppressi dalla loro ingerenza. Tale modus operandi, affiancato al ripetuto ricorso ad intimidazioni &#8211; di natura fisica e verbale &#8211; si sostanziava in una perdurante sopraffazione ed interferenza in un’attività economica sita nella Piana di Gioia Tauro, nonché nella limitazione della libertà di autodeterminarsi di più individui. Le molteplici e difformi fonti di prova raccolte hanno quindi contribuito a restituire un’immagine complessa dell’aggregato criminale, disvelandone gerarchie ed operatività, delimitandone la sfera di influenza illecita e gli equilibri esterni nel confronto con paritetiche o “superiori” organizzazioni di tipo ‘ndranghetistico.</p>
<p>L’indagine, tra l’altro e sempre allo stato degli atti, ha dunque permesso di accertare:<br />
&#8211;	l’esistenza di una perdurante attività estorsiva ai danni di una cooperativa agricola sita in Candidoni, divenuta nel tempo vera e propria fonte di reddito illecito dei componenti l’aggregato familiare. L’ingerenza sull’attività commerciale, oltre che con l’indebita appropriazione mensile di parte degli utili, si sostanziava nell’esercizio di un controllo diretto de facto, che spaziava dal deciderne le assunzioni e la politica aziendale e gestionale, arrivando financo a regolare contrasti tra i dipendenti. Tale illecito impossessamento, che nella sostanza privava i reali rappresentanti la cooperativa della libertà di autodeterminarsi in ordine all’esercizio dell’attività, si protraeva per circa diciotto anni, a testimonianza di come, l’assoggettamento di imprese, ottenuto mediante minacce ed imposizioni mafiose, sia tutt’ora business di primaria rilevanza per organizzazioni di tipo ‘ndranghetistico;<br />
&#8211;	la realizzazione di reiterate minacce nei confronti di un medico, effettuate da più soggetti riconducibili al contesto familiare. Tali comportamenti erano finalizzati ad ottenere un certificato che attestasse l’impellente necessità di effettuare un intervento chirurgico ed il successivo trattamento di riabilitazione neuro-motoria da parte di uno dei componenti della famiglia, in quel momento in carcere. Il professionista, raggiunto anche mediante l’intercessione di un compagno di cella del detenuto e della rispettiva consorte, veniva più volte ingaggiato, sia telefonicamente che di presenza, affinché realizzasse, in tempi brevi e con modalità pedissequamente definite dal congiunto ristretto, l’attestazione a questi funzionale per eludere la restrizione inframuraria ed ottenere una misura alternativa alla detenzione in carcere;<br />
&#8211;	la reiterata compromissione della libertà di autodeterminarsi dell’ex moglie di uno degli indagati compressa nella propria sfera privata e costretta, lungo tutto il corso della sua relazione coniugale (già originariamente indotta dalla famiglia del marito), e successivamente al termine della stessa, a subire pressioni ed angherie finalizzate, tra l’altro, ad indurla sia a riavvicinarsi al contesto familiare dal quale si era discostata con la separazione sia a porre in essere condotte delittuose per favorire i traffici illeciti del contesto familiare degli arrestati.</p>
<p>Al termine delle formalità di rito, gli arrestati sono stati tradotti in carcere, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.<br />
In capo agli indagati e nel rispetto dei loro diritti, si specifica che questi sono ancora da doversi ritenere soggetti alla presunzione di innocenza attesa l’attuale fase del procedimento, la cui colpevolezza potrà essere acclarata solo attraverso una sentenza irrevocabile. </p>
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		<item>
		<title>Sequestrato nel Reggino da Guardia Costiera e Polstrada oltre 1.600 Kg di pesce privo di tracciabilità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestrato-nel-reggino-da-guardia-costiera-e-polstrada-oltre-1-600-kg-di-pesce-privo-di-tracciabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2023 12:45:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa stamane un’operazione condotta da militari della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Reggio Calabria, congiuntamente a personale della Polizia Stradale di Reggio Calabria, finalizzata a contrastare il commercio illegale di prodotti ittici pescati di frodo e privi di tracciabilità. L’attività operativa è stata effettuata mediante controlli ad automezzi che trasportano pesce [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa stamane un’operazione condotta da militari della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Reggio Calabria, congiuntamente a personale della Polizia Stradale di Reggio Calabria, finalizzata a contrastare il commercio illegale di prodotti ittici pescati di frodo e privi di tracciabilità. L’attività operativa è stata effettuata mediante controlli ad automezzi che trasportano pesce per via marittima nello Stretto di Messina, tra la Calabria e la Sicilia. Attività che serve a prevenire l’immissione nel circuito commerciale di alimenti “non sicuri”, in quanto non tracciati e di conseguenza non sottoposti ai controlli sanitari. Le verifiche hanno portato al sequestro amministrativo di oltre 1.600 chilogrammi di prodotti ittici, aventi un valore commerciale stimato al dettaglio di oltre 35.000 euro. Nello specifico, sono stati posti i sigilli a circa 1.500 chilogrammi di” tonno rosso” (Thunnus Thynnus), esemplari di particolare pregio ed assoggettati ad una rigorosa normativa di tutela nazionale e comunitaria nonché a 140 chilogrammi di “nasello” (Merluccius Merluccius).</p>
<p>I prodotti sono stati rinvenuti, stoccati alla rinfusa ed in parte all’interno di cassette in polistirolo, privi di documenti di tracciabilità, all’interno della cella frigo di un automezzo gestito da una ditta individuale siciliana, in transito nel porto di Villa San Giovanni ed in procinto di imbarcarsi, nelle primissime ore del giorno, su una nave traghetto diretta a Messina.<br />
Dopo essere stato sottoposto ad una prima verifica da una pattuglia della Polizia stradale di Reggio Calabria, durante lo svolgimento di un ordinario posto di controllo, il mezzo “sospetto” è stato ispezionato presso i locali della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Reggio Calabria, ove i militari della stessa Capitaneria hanno proceduto, avvalendosi del supporto del servizio veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, ai prescritti accertamenti.<br />
L’esito ha rivelato la totale assenza della documentazione obbligatoria per legge, finalizzata ad assicurare la rintracciabilità dei prodotti della pesca in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione. Nei confronti del conducente dell’automezzo, un uomo di venticinque anni residente in provincia di Palermo, nonché della titolare della ditta proprietaria del carico, è stato elevato un verbale di contestazione di illecito amministrativo di 4.500 euro.</p>
<p>Tutti gli esemplari assoggettati a sequestro, dichiarati non idonei al consumo umano dal medico veterinario intervenuto, sono stati avviati a distruzione e conseguente smaltimento a norma di legge. Le attività di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni allo scopo di garantire che, a tutela del fondamentale diritto alla salute, sulle tavole dei consumatori giungano prodotti della pesca tracciati e sicuri.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Controlli Polizia alle attività commerciali del litorale gioiese: sequestrato 130 kg di pesce non tracciabile</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/controlli-polizia-alle-attivita-commerciali-del-litorale-gioiese-sequestrato-130-kg-di-pesce-non-tracciabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2023 09:33:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Agenti della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di P.S. di Gioia Tauro hanno svolto, in collaborazione con i militari della locale Guardia Costiera e del SIAN-ASP di Palmi, un’importante servizio di controllo presso alcuni esercizi commerciali in materia ambientale e sicurezza alimentare. Nel corso dell’attività sono state rilevate evidenti carenze igienico-sanitarie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/controlli-polizia-alle-attivita-commerciali-del-litorale-gioiese-sequestrato-130-kg-di-pesce-non-tracciabile/">Controlli Polizia alle attività commerciali del litorale gioiese: sequestrato 130 kg di pesce non tracciabile</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Agenti della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di P.S. di Gioia Tauro hanno svolto, in collaborazione con i militari della locale Guardia Costiera e del SIAN-ASP di Palmi, un’importante servizio di controllo presso alcuni esercizi commerciali in materia ambientale e sicurezza alimentare.</p>
<p>Nel corso dell’attività sono state rilevate evidenti carenze igienico-sanitarie in un ristorante, a causa delle quali al titolare sono state irrogate delle sanzioni amministrative e delle prescrizioni da adempiere entro 10 giorni. Contestualmente, è stata elevata anche una sanzione amministrativa di 1500 euro a seguito del rinvenimento di 130 kg di prodotti ittici non tracciabili, sottoposti a sequestro.</p>
<p>I controlli nelle attività commerciali del litorale gioiese continueranno nelle prossime settimane al fine di garantire il rispetto delle normative igienico-sanitarie ed ambientali.</p>
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