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	<title>perquisizioni Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 14 Aug 2026 15:36:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Reggio Calabria, operazione interforze nel Rione Marconi: un arresto, eseguite numerose perquisizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 15:36:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso, nella giornata di ieri, un mirato servizio congiunto interforze nel Rione Marconi di Reggio Calabria finalizzato al contrasto dei fenomeni di illegalità e, in particolare, dello spaccio di sostanze stupefacenti. Le operazioni sono state precedute da un briefing operativo, che ha consentito di pianificare nel dettaglio l’intervento e di assicurare che ciascuna [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è concluso, nella giornata di ieri, un mirato servizio congiunto interforze nel Rione Marconi di Reggio Calabria finalizzato al contrasto dei fenomeni di illegalità e, in particolare, dello spaccio di sostanze stupefacenti. Le operazioni sono state precedute da un briefing operativo, che ha consentito di pianificare nel dettaglio l’intervento e di assicurare che ciascuna Forza di polizia coinvolta avesse piena contezza degli obiettivi individuati, delle modalità operative e dei rispettivi compiti. Nel corso dell’operazione, la zona interessata è stata cinturata e messa in sicurezza, consentendo agli operatori di procedere alle attività di controllo e alle perquisizioni domiciliari e locali programmate.</p>
<p>Complessivamente sono state identificate 392 persone, di cui 78 con precedenti di polizia, effettuati 15 posti di controllo e sottoposte a verifica 195 autovetture. Particolare attenzione è stata inoltre riservata ai luoghi comuni degli edifici, quali trombe delle scale, ascensori e altre aree di possibile occultamento. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti due involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana, per un peso complessivo di 1,99 grammi, successivamente sottoposti a sequestro a carico di ignoti. Di particolare rilievo l’esito delle attività di perquisizione, nell’ambito delle quali gli operatori hanno proceduto all’arresto in flagranza di una persona per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.</p>
<p>Nel corso di una perquisizione personale ad un soggetto sono stati infatti rinvenuti e sequestrati 28 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, nonché la somma di 3.245 euro in contanti. Per l’occasione, è stato impiegato personale della Polizia di Stato, militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. L&#8217;intervento si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio predisposto per rafforzare la presenza dello Stato nelle aree maggiormente esposte a fenomeni di illegalità, attraverso un&#8217;azione coordinata delle Forze di Polizia volta a garantire sicurezza, legalità e tutela della collettività.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Pedopornografia, maxi-operazione Polizia: 7 arresti e perquisizioni in 17 città italiane, anche a Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pedopornografia-maxi-operazione-polizia-7-arresti-e-perquisizioni-in-17-citta-italiane-anche-a-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Centro operativo per la Sicurezza cibernetica di Catania, in raccordo con il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) della Polizia, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania, ha portato in esecuzione, sull’intero territorio nazionale, a seguito di complessa attività di analisi e studio delle navigazioni sul darkweb e delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Centro operativo per la Sicurezza cibernetica di Catania, in raccordo con il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) della Polizia, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania, ha portato in esecuzione, sull’intero territorio nazionale, a seguito di complessa attività di analisi e studio delle navigazioni sul darkweb e delle chat rinvenute su cellulari, una vasta operazione investigativa nel corso della quale sono state eseguite una serie di perquisizioni/sequestri/arresti che hanno consentito l’acquisizione di plurimi e gravi indizi nei confronti di svariati soggetti indagati per reati relativi allo sfruttamento sessuale dei minori online. <strong>All’esito di questa prima fase investiga, sono 30 le persone indagate, di cui 7 tratte in arresto per divulgazione e detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico</strong>, con il sequestro di numerosi dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di files illegali. Oltre 100 operatori della polizia Postale sono stati impegnati nella esecuzione di perquisizioni personali e informatiche. Nel corso della lunga e complessa indagine, condotta anche in modalità sotto copertura, gli specialisti della polizia postale di Catania, sotto il coordinamento della Procura, sono riusciti ad individuare diversi gruppi dediti allo scambio di video di pornografia minorile, anche con bambini abusati in età infantile.</p>
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<div id="google_ads_iframe_/22248368690,22074852660/agenzianova.com_insideposttop_0__container__">L’identificazione degli utenti che scambiavano le immagini e i video ha richiesto un lungo lavoro di approfondimento e di riscontri investigativi, anche con acquisizioni di dati all’estero disposti dalla Procura etnea. Gli arrestati risiedono in provincia di Catania (5), Frosinone (1), e Potenza (1). L’operazione ha consentito di indagare soggetti residenti in 17 diverse città italiane, sicché le perquisizioni sono state eseguite a Bari, Bolzano, Brescia, Catania, Caserta, <strong>Catanzaro</strong>, Enna, Frosinone, Lodi, Milano, Nuoro, Pescara, Potenza, Rimini, Torino, Venezia e Verona. Gli indagati, tutti di sesso maschile, sono di varie estrazioni sociali (studenti, disoccupati, impiegati, professionisti e operai), di tutte le aree geografiche italiane ed hanno un’età compresa tra i 19 ed i 59 anni.</div>
<div></div>
<div>Il materiale rinvenuto e sequestrato agli indagati nel corso delle perquisizioni è al vaglio degli investigatori, per ulteriori approfondimenti finalizzati a confermare il quadro indiziario, acquisire ulteriori elementi a carico di soggetti ancora ignoti nonché ad identificare le piccole vittime.</div>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>VIDEO-Mini cellulari fra &#8216;ndranghetisti al 41 bis: perquisizioni in carceri italiani</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-mini-cellulari-fra-ndranghetisti-al-41-bis-perquisizioni-in-carceri-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 11:05:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perquisizioni in corso da parte degli investigatori della Direzione investigativa antimafia di Genova, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia ligure, nei penitenziari di Fossano (Cuneo), Ivrea (Torino), Alessandria, Cuneo, Tolmezzo (Udine), Chiavari (Genova), La Spezia, Parma, San Gimignano (Siena), Lanciano (Chieti), Rossano (Cosenza) e Santa Maria Capua Vetere (Caserta). L&#8217;indagine riguarda l&#8217;introduzione e l&#8217;uso di cellulari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-352114-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/DIA.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/DIA.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/DIA.mp4</a></video></div>
<p>Perquisizioni in corso da parte degli investigatori della Direzione investigativa antimafia di Genova, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia ligure, nei penitenziari di Fossano (Cuneo), Ivrea (Torino), Alessandria, Cuneo, Tolmezzo (Udine), Chiavari (Genova), La Spezia, Parma, San Gimignano (Siena), Lanciano (Chieti), <strong>Rossano (Cosenza)</strong> e Santa Maria Capua Vetere (Caserta).<br />
L&#8217;indagine riguarda l&#8217;introduzione e l&#8217;uso di cellulari in carcere usati poi da detenuti in regime di massima sicurezza. Sono 31 le persone indagate, a vario titolo, per introduzione di dispositivi e ricettazione aggravati dall&#8217;associazione mafiosa.</p>
<p>L&#8217;operazione, coordinata dal procuratore aggiunto Federico Manotti, ha permesso di monitorare il traffico e l&#8217;utilizzo di oltre 150 apparecchi telefonici cellulari e 115 schede sim da parte di detenuti per reati di mafia, nelle sezioni di alta sicurezza del carcere di Genova-Marassi, per mantenere i collegamenti con mafiosi liberi o ristretti in altri penitenziari. In questa maniera, hanno scoperto gli inquirenti, facevano arrivare le cosiddette &#8220;ambasciate&#8221;, agevolando pertanto l&#8217;attività delle cosche di &#8216;Ndrangheta.</p>
<p>I cellulari, alcuni di piccolissime dimensioni, muniti di schede sim attivate presso negozi compiacenti di telefonia nel centro storico di Genova, intestate a inesistenti o ignari cittadini stranieri, venivano introdotti attraverso pacchi spediti o consegnati in occasione delle visite dei familiari in carcere, anche loro indagati, e fatti poi circolare tra i detenuti. Durante l&#8217;indagine, in piena collaborazione con la polizia penitenziaria di Marassi, sono stati sequestrati numerosi apparati telefonici il cui traffico telefonico e telematico analizzato ha permesso di rafforzare il quadro indiziario.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Minorenni coinvolti in estremismi violenti: perquisizioni in tutta Italia, anche a Catanzaro e Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-minorenni-coinvolti-in-estremismi-violenti-perquisizioni-in-tutta-italia-anche-a-catanzaro-e-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 13:17:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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		<category><![CDATA[antiterrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I poliziotti delle Digos, con la collaborazione degli esperti delle Sezioni operative per la sicurezza cibernetica, coordinati dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione di Roma, hanno eseguito 22 perquisizioni delegate dalle procure della Repubblica presso i tribunali per i minorenni territorialmente competenti nei confronti di giovani, tra i 13 e i 17 anni, emersi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-329587-2" width="696" height="391" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Polizia-arresti-.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Polizia-arresti-.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Polizia-arresti-.mp4</a></video></div>
<p>I poliziotti delle Digos, con la collaborazione degli esperti delle Sezioni operative per la sicurezza cibernetica, coordinati dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione di Roma, hanno eseguito 22 perquisizioni delegate dalle procure della Repubblica presso i tribunali per i minorenni territorialmente competenti nei confronti di giovani, tra i 13 e i 17 anni, emersi in contesti di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista. Per il filone di indagine sull’estremismo di destra, due minori di 15 anni sono stati perquisiti in provincia di Oristano, un minore di 13 anni nel cosentino, un 17enne nella provincia di Messina e un 15enne nel padovano tutti connessi a un’attività investigativa della Squadra mobile di Oristano. Un 17enne, collegato a un’indagine della Digos cagliaritana del 2023, è stato perquisito nel sassarese. Altre perquisizioni a carico di due minori di anni 17, residenti nelle province di Mantova e Cremona e di uno di 15 residente a Bergamo congiunti a un’attività investigativa delle Digos di Torino e Alessandria per propaganda e istigazione a delinquere per aver pubblicato online contenuti di natura nazista e antisemita.</p>
<p>Un 15enne del tarantino è stato perquisito perché indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazine razziale, etnica e religiosa e per porto illegale di armi in luogo pubblico. Un 16enne milanese ancora è stato perquisito perché autore di messaggi pubblicati su canali Telegram riconducibili alla destra suprematista e neonazista. Due minori di 14 e 17 anni residenti in provincia di Arezzo e uno 15enne residente in provincia di Firenze invece, sono stati perquisiti perché emersi all’attenzioni delle Digos toscane per episodi di imbrattamento connotate dal tenore disciminatorio e antisemita. Infine, sempre in ambito di contrasto all’estremismo di destra, analoga attività si è svolta a carico di due minori di anni 16, residenti nel capoluogo ligure, emersi dal monitoraggio dei canali social, per aver effettuato attività di propaganda fascista in varie località della provincia di Genova allo scopo di raccogliere proseliti per le attività del movimento. </p>
<p>Sul fronte del contrasto all’antagonismo di piazza, sono stati perquisiti due 17enni a Bologna, evidenziatisi in occasione di una manifestazione non preavvisata dello scorso gennaio, per protestare nei confronti delle Forze dell’ordine intervenute nel noto inseguimento conclusosi con il decesso del 19enne Rami Elgaml a Milano. I due giovani, durante l’iniziativa, avevano danneggiato con armi improprie telecamere, vetrine di esercizi commerciali e banche presenti sul percorso del corteo. Nel contesto delle attività di contrasto alla minaccia jihadista, è stata eseguita una perquisizione di un 17enne, residente in provincia di Ravenna, emerso a seguito di accertamenti sviluppati su indirizzi ip, acquisiti in ambito di collaborazione internazionale, che hanno registrato connessioni con spazi web riconducibili alla propaganda jihadista tra cui l’“Al-Raud Media Archive”, spazio riconducibile all’Islamic State dove è consultabile materiale jihadista proveniente dai canali mediatici del Califfato quali la rivista Al Naba, la fondazione mediatica Al-Furqan e la radio Al-Bayan. Dagli approfondimenti svolti sono state scoperte centinaia di connessioni dall’utenza in uso al giovane, che, ha inoltre, condiviso in gruppi WhatsApp contenuti propagandisti di medesimo tenore. Nel medesimo contesto, la Digos di Catanzaro ha svolto analoga attività nei confronti di un altro 17enne, residente nel capoluogo calabrese, quale partecipante ad un gruppo WhatsApp.</p>
<p>Infine, sono stati perquisiti altri due minori in provincia di Livorno, responsabili di aver realizzato e portato in luogo pubblico nonché di aver esploso un ordigno esplosivo all’esterno di una scuola superiore, durante l’orario delle lezioni. All’esito delle attività sono stati rinvenuti e sequestrati i dispositivi telefonici e informatici in uso agli indagati che verranno successivamente analizzati. All’interno degli stessi, al momento, sono state rilevate numerose chat d’area estremista (sia di matrice jihadista sia suprematista) con contenuti d’interesse quali immagini di guerriglieri armati e armi da fuoco. Inoltre sono stati raccolti riscontri alle ipotesi investigative come il rinvenimento presso il domicilio di un indagato della provincia di Livorno di componenti per la realizzazione di molotov e di un bilancino per la pesa di polvere da sparo. All’interno delle abitazioni sono stati trovati manuali e documenti di matrice suprematista e nazionalsocialista, alcune riproduzioni di armi da sparo prive di tappo rosso, giacche militari da combattimento, passamontagna anche di tipo militare, materiale per l’addestramento soft air e una divisa delle SS tedesche.</p>
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		<title>VIDEO-Gruppi online di estrema destra, 26 perquisizioni in tutta Italia. Indagato anche un reggino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-gruppi-online-di-estrema-destra-26-perquisizioni-in-tutta-italia-indagato-anche-un-reggino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 10:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale con il supporto dei Comandi provinciali territorialmente competenti, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia e in stretto coordinamento con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, stanno dando esecuzione, su tutto il territorio nazionale, a una misura cautelare (obbligo di firma e non l&#8217;arresto come in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-gruppi-online-di-estrema-destra-26-perquisizioni-in-tutta-italia-indagato-anche-un-reggino/">VIDEO-Gruppi online di estrema destra, 26 perquisizioni in tutta Italia. Indagato anche un reggino</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-327148-3" width="696" height="394" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Carabinieri-Brescia.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Carabinieri-Brescia.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/Carabinieri-Brescia.mp4</a></video></div>
<p>I carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale con il supporto dei Comandi provinciali territorialmente competenti, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia e in stretto coordinamento con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, stanno dando esecuzione, su tutto il territorio nazionale, a una misura cautelare (obbligo di firma e non l&#8217;arresto come in un primo momento comunicato) disposta dal gip del Tribunale di Brescia nei confronti di un 21enne bresciano e a 26 decreti di perquisizione personale e locale disposti dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Brescia, Caty Bressanelli, nei confronti di altrettanti soggetti, tutti sospettati di appartenere a gruppi virtuali di estrema destra attestati su posizioni radicali neonaziste, accelerazioniste, suprematiste, xenofobe e antisemite.</p>
<p>L&#8217;indagine, condotta dall’articolazione anticrimine di Brescia del ROS, è stata avviata nel dicembre del 2023 e si è sviluppata inizialmente attraverso il costante monitoraggio tecnico dei profili social del ventunenne, permettendo di acquisire indizi a suo carico: propagandando idee fondate sulla superiorità e sull&#8217;odio razziale ed etnico, anche minimizzando e negando la Shoah; partecipando a diversi gruppi virtuali di una piattaforma social aventi i medesimi scopi di incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, nazionali o religiosi; facendo «apologia del fascismo».</p>
<p>In particolare, il destinatario della misura è risultato attivo all’interno degli aggregati denominati: «white lives matter Italia», intriso di contenuti espressivi di idee inneggianti alla classificazione della popolazione umana in razze e alla superiorità della razza bianca in termini discriminatori delle altre etnie/razze; «vannawaffen tm», con contenuti di propaganda di idee inneggianti al nazismo, all’accelerazionismo, alla classificazione della popolazione umana in razze, alla superiorità della razza bianca in termini denigratori e discriminatori delle altre etnie/razze/religioni e apologetici di azioni violente verso persone di colore, immigrati, persone di religione islamica e afferenti alla galassia lgbtq+; «sangue e suolo», al cui interno sono pubblicati contenuti consistenti in chiare espressioni di idee di natura suprematista, neo-nazista, negazionista della Shoah.</p>
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		<title>VIDEO-Operazione della Polizia tra Catanzaro città e Lido: sequestrate armi e materiale per lo spaccio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 08:40:54 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-326791-4" width="696" height="381" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/CZ-Polizia.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/CZ-Polizia.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/CZ-Polizia.mp4</a></video></div>
<p>Durante la scorsa notte, nell’ambito di un’intensa attività di monitoraggio volta al controllo della criminalità diffusa sul territorio, la Polizia di Stato ha condotto una massiccia attività di perquisizioni in diversi obiettivi tra Catanzaro e Catanzaro Lido. Sono stati effettuati controlli a numerosi soggetti pregiudicati nel complesso abitativo di Viale Isonzo. L’efficace operato dei poliziotti della Squadra Volante della Questura ha consentito di rinvenire 350 grammi di sostanza da taglio, due fucili di cui uno oggetto di furto nel 2022, due pistole con matricola abrasa, caricatori e circa 200 munizioni, tutto occultato all’interno di un vano sottoscala appositamente murato.</p>
<p>Per gli approfondimenti giudiziari è intervenuta sul posto la Squadra Mobile, unitamente alla Polizia Scientifica che ha effettuato i necessari rilievi di natura specialistica. Contestualmente, sarà data notizia all’azienda ATERP per i controlli di competenza sulla struttura. Con l’operazione della Squadra Volante è stato possibile individuare ed eliminare un covo freddo dove frange criminali residenti nella zona avevano sapientemente occultato armi pronte all’uso, ben lubrificate e perfettamente funzionanti, che sono state così sottratte all’impiego della malavita organizzata. </p>
<p>Le operazioni di pattugliamento nella zona sud continueranno per assicurare il sereno svolgimento della movida connessa alla stagione estiva.</p>
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		<title>Catanzaro, perquisizioni della Guardia di Finanza ai dipartimenti sanità ed economia della Regione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 15:48:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Su delega della Procura di Catanzaro i militari della Guardia di Finanza hanno effettuato una serie di perquisizioni nei locali dei Dipartimenti Sanità ed Economia della Cittadella regionale. Secondo quanto trapelato, i militari si sarebbero presentati negli uffici al terzo e all’ottavo piano della sede della Regione Calabria e le attività si inserirebbero in un’indagine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Su delega della Procura di Catanzaro i militari della Guardia di Finanza hanno effettuato una serie di perquisizioni nei locali dei Dipartimenti Sanità ed Economia della Cittadella regionale. Secondo quanto trapelato, i militari si sarebbero presentati negli uffici al terzo e all’ottavo piano della sede della Regione Calabria e le attività si inserirebbero in un’indagine più ampia di cui ancora non si conoscono aspetti gestionali e amministrativi.</p>
<p>Al momento non è ancora chiaro se vi siano persone iscritte nel registro degli indagati, né la natura esatta degli accertamenti in atto. La presenza degli uomini delle Fiamme Gialle, comunque, non è passata inosservata e ha attirato l’attenzione all’interno dell’edificio che ospita la Giunta regionale. Al centro degli accertamenti ci sarebbe il direttore generale del Dipartimento regionale Tutela della Salute Tommaso Calabrò, a suo carico sarebbe stata effettuata anche una perquisizione domiciliare</p>
<p>Il Dipartimento Tutela della Salute, al terzo piano, e quello dell’Economia e Finanze, all’ottavo, sono tra i più strategici dell’apparato amministrativo calabrese. Si attendono sviluppi nelle prossime ore per chiarire la portata dell’operazione e le eventuali conseguenze politiche e amministrative. Sarebbero almeno due, secondo quanto filtra e anche se vige uno stretto riserbo da parte di tutti, i filoni d’indagine seguiti dalla Finanza.</p>
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		<title>Omicidio giudice Scopelliti: perquisizioni a Messina, in città forse la base logistica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 10:16:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sull&#8217;omicidio del giudice Antonino Scopelliti la Polizia ha eseguito una serie di perquisizioni a Messina. Lo scrive oggi la Gazzetta del Sud. L&#8217;ipotesi degli inquirenti è che a Messina vi possa essere stata la base logistica in cui fu pianificato il delitto dopo l&#8217;accordo tra boss siciliani e calabresi. I provvedimenti rientrano nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sull&#8217;omicidio del giudice Antonino Scopelliti la Polizia ha eseguito una serie di perquisizioni a Messina. Lo scrive oggi la Gazzetta del Sud. L&#8217;ipotesi degli inquirenti è che a Messina vi possa essere stata la base logistica in cui fu pianificato il delitto dopo l&#8217;accordo tra boss siciliani e calabresi.</p>
<p>I provvedimenti rientrano nella nuova inchiesta sul delitto aperta dalla Dda di Reggio Calabria guidata da Giuseppe Lombardo e nell&#8217;ambito della quale, anni fa sono stati notificati 18 avvisi di garanzia a boss della mafia e della &#8216;ndrangheta tra i quali figurava anche Matteo Messina Denaro. Le perquisizioni seguono la ricostruzione effettuata all&#8217;inizio di aprile sul luogo del delitto, in base alle dichiarazioni fornite dal collaboratore di giustizia Maurizio Avola &#8211; che si è accusato di essere uno dei due autori dell&#8217;agguato &#8211; e che negli anni scorsi ha fatto ritrovare il fucile che sarebbe stato usato per l&#8217;agguato. Le perquisizioni, scrive il quotidiano, hanno riguardato &#8220;abitazioni, capannoni e terreni che in passato sono appartenuti alla cellula messinese del gruppo Romeo-Santapaola&#8221;, una &#8220;filiazione diretta del clan etneo che mantenne sempre forti legami familiari con il capostipite, quel don Nitto che si sedeva da protagonista nella commissione regionale di Cosa nostra e fu imputato come mandante proprio nel processo per l&#8217;uccisione di Scopelliti. Un processo che dopo le condanne di primo grado si concluse in appello con una lunga serie di clamorose assoluzioni&#8221;.</p>
<p>Antonino Scopelliti, il sostituto procuratore generale della Cassazione che avrebbe dovuto sostenere l&#8217;accusa nel maxiprocesso a Cosa nostra, venne ucciso il 9 agosto del 1991, mentre sulla sua Bmw, percorreva la strada tra la frazione Ferrito di Villa San Giovanni e Piale di Campo Calabro, il suo paese d&#8217;origine, nel reggino.</p>
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		<title>Belvedere Marittimo, rilascio della cittadinanza “iure sanguinis”: perquisizioni per 4 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 15:58:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, nell’ambito di una complessa attività di indagine, tuttora in corso, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Paola, militari in forza al Comando Provinciale della Guardia di Finanza Cosenza hanno effettuato perquisizioni locali e domiciliari nei confronti di quattro soggetti nonché acquisito documentazione presso il Comune di Belvedere Marittimo (CS). [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, nell’ambito di una complessa attività di indagine, tuttora in corso, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Paola, militari in forza al Comando Provinciale della Guardia di Finanza Cosenza hanno effettuato perquisizioni locali e domiciliari nei confronti di quattro soggetti nonché acquisito documentazione presso il Comune di Belvedere Marittimo (CS).</p>
<p>Le attività svolte rientrano in una ampia e complessa indagine avviata dalla Tenenza di Cetraro, e poi proseguita dal Nucleo Polizia Economico-Finanziaria Cosenza, finalizzata ad accertare la “correttezza” della procedura del rilascio della cittadinanza “iure sanguinis”, da parte del predetto comune, nei confronti di cittadini brasiliani e argentini che hanno dichiarato di avere avi italiani. Allo stato risultano indagati, in concorso, due cittadini italiani, un brasiliano ed un argentino per falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due italiani risultano indagati altresì anche per fatti di corruzione.</p>
<p>Tutta la documentazione, sia cartacea che informatica, sarà ora oggetto di approfondito esame da parte delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del capoluogo bruzio, allo scopo di accertare la regolarità delle procedure di rilascio della cittadinanza. Le indagini in corso sottolineano la trasversalità dell’azione della Guardia di Finanza finalizzata a reprimere illeciti che possono alterare il buon andamento della cosa pubblica.</p>
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		<title>VIDEO-Blitz di Polizia e GdF contro &#8216;ndrangheta a Reggio Emilia: perquisizioni e 5 misure cautelari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 11:08:07 +0000</pubDate>
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<p>Dalle prime ore dell’alba, i militari della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, unitamente alla Squadra Mobile della Questura reggiana, con l’ausilio del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Bologna e Crotone, hanno dato esecuzione a 19 perquisizioni nelle province di Reggio Emilia, Parma, Crotone, nel cui contesto saranno eseguite 5 misure cautelari personali in carcere per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p. e altro. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal G.I.P. presso il Tribunale di Bologna Dott. Alberto Ziroldi, su richiesta della Procura della Repubblica di Bologna &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, sulla base degli esiti di una lunga e complessa indagine, denominata “Ten”, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dott.ssa Beatrice Ronchi, nei confronti di taluni esponenti del sodalizio mafioso di tipo ‘ndranghetista operante in Emilia Romagna ed avente quale epicentro la città di Reggio Emilia.</p>
<p>Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di attestare l’esistenza e l’operatività, nell’alveo della cosca ‘ndranghetistica emiliana, del gruppo mafioso ARABIA, sodalizio caratterizzato dall’ampia disponibilità di armi e dedito alle estorsioni, alle truffe, nonché alla ricettazione di beni provento di furti a ditte di autotrasporto, commessi al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa. Il capo del sodalizio, già condannato con sentenza passata in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso e il cui fratello è stato ucciso nel 2003 a Steccato di Cutro nel corso della guerra di mafia, operando in sinergia con i suoi sodali, ha posto in essere condotte tipicamente mafiose, con l’adozione di modalità violente e comunque intimidatorie, sia a scopo ritorsivo e punitivo, sia per imporre, con la forza di intimidazione promanante dall’appartenenza al sodalizio ‘ndranghetistico emiliano, la propria volontà. Tra l’altro, nell’agire con metodo mafioso, il gruppo ha dimostrato di disporre anche di armi, custodite in luoghi nascosti grazie alla complicità dei sodali. In una circostanza, nel corso delle indagini, la Polizia di Stato ha sequestrato un fucile, abilmente occultato all’interno di un gommone custodito all’interno di un camion, su cui era stato caricato del tutto all’insaputa del trasportatore.</p>
<p>Ulteriori approfondimenti investigativi, svolti con l’ausilio della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, hanno permesso di ricostruire numerose frodi fiscali, confermando, ancora una volta, come il sodalizio ‘ndranghetista operante in Emilia sia anche specializzato nell’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il meccanismo fraudolento posto in essere dagli indagati mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un totale di € 1.802.930,93 nei confronti, in particolare, di n. 12 principali società utilizzatrici, ha fruttato in pochi anni al sodalizio criminale un guadagno pari ad € 326.435,07 quale prezzo del reato, somma oggetto di sequestro preventivo disposto dal GIP con l’ordinanza ed eseguito congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato. Contestualmente all’esecuzione del sequestro preventivo sono state perquisite anche le sedi di sei società, che, sulla base dei riscontri investigativi eseguiti, risultavano essere coinvolte nel sistema di frode.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-blitz-di-polizia-e-gdf-contro-ndrangheta-a-reggio-emilia-perquisizioni-e-5-misure-cautelari/">VIDEO-Blitz di Polizia e GdF contro &#8216;ndrangheta a Reggio Emilia: perquisizioni e 5 misure cautelari</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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