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	<title>pediatra Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Jan 2025 15:58:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>È arrivata l’influenza australiana, il pediatra sui social: “No all’antibiotico fai da te”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 09:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[australiana]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza]]></category>
		<category><![CDATA[Olivieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>No al ‘fai da te’ e no all’antibiotico, anche in presenza di febbre elevata, a meno che non lo abbia prescritto il medico. A dirlo, a tutti i genitori che a breve si troveranno alle prese con l’influenza stagionale, è il pediatra Claudio Olivieri, molto noto sui social. Il medico ha fatto un post su Instagram [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>No al ‘fai da te’ e no all’antibiotico</strong>, anche in presenza di febbre elevata, a meno che non lo abbia prescritto il medico. A dirlo, a tutti i genitori che a breve si troveranno alle prese con l’influenza stagionale, è<strong> il pediatra Claudio Olivieri</strong>, molto noto sui social. Il medico ha fatto un post su Instagram in cui mette in fila i suoi consigli su come comportarsi in caso di influenza. E in cui spiega<strong> quali sono i sintomi</strong> dell’influenza australiana che si sta diffondendo. La cosa più importante? Avere pazienza, perchè “i sintomi durano circa per sette- dieci giorni” e quello che è fondamentale è “<strong>il riposo a casa</strong>“, anche se non c’è più la febbre.</p>
<h3 id="h-i-sintomi-dell-influenza-australiana" class="wp-block-heading"><strong>I SINTOMI DELL’INFLUENZA AUSTRALIANA</strong></h3>
<p>Ecco quali sono i sintomi dell’influenza australiana: febbre elevata; mal di gola; tosse secca; naso congestionato e starnuti; dolori muscolari e articolari; stanchezza e debolezza; nausea e vomito. E non durano poco, avverte Olivieri: “I sintomi possono durare 7-10 giorni, anche se nei bambini la stanchezza e la tosse possono durare più a lungo”.</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong style="color: var(--td_text_color, #111111);">NO ALL’ANTIBIOTICO</strong></h3>
<p>Il principale consiglio del pediatra Olivieri è no al fai da te: “Evitare l’assunzione di antibiotico anche se la febbre è elevata. Bisogna ricordare che l’infezione è virale e che la febbre è un meccanismo di difesa. L’antibiotico viene prescritto dal medico solo se, dopo una valutazione, si sospetta una sovrainfezione batterica”.</p>
<h3 id="h-cosa-fare" class="wp-block-heading"><strong>COSA FARE</strong></h3>
<p>“Per la febbre sono importanti i comuni antipiretici (paracetamolo o ibuprofene), rispettando le dosi in base al peso ed evitando di somministrarli insieme. È fondamentale l’idratazione. <strong>Non c’è bisogno di forzarli a mangiare</strong> (anche un adulto non ha tanta voglia di mangiare quando sta male)”, scrive Claudio Olivieri, che ricorda l’importanza dei “<strong>lavaggi nasali</strong> per consentire al bambino di respirare meglio”. E invita a moderare l’uso dell’aerosol, “indicato solo se vi è un coinvolgimento delle basse bei respiratorie”. Quello che invece è “fondamentale” è “il riposo a casa”. Ecco perchè: “<strong>Se il bambino è malato deve riposare, perché il suo corpo è debilitato e sta contrastando un’infezione</strong>. Voi, quando siete malati, avete voglia di giocare o di uscire a passeggiare?”. E aggiunge: “Il fatto che non abbia la febbre non vuol dire che sia guarito e, per l’influenza, il bambino è contagioso non solo prima della comparsa dei sintomi ma anche dopo”. Ultima raccomandazione :”Ovviamente, se avete un neonato o un bambino a casa, si raccomanda di non far venire amici o parenti in caso siano raffreddati o influenzati”.<br />
(<em>Agenzia DIRE-www.dire.it</em>)</p>
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		<title>Compiti per le vacanze tormentone per 6 milioni di alunni, il pediatra: &#8220;Disobbedienza civile&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2024 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Per gli studenti d&#8217;Italia sono giorni di festa per la fine delle lezioni e l&#8217;inizio della chiusura estiva delle scuole. Ma dietro l&#8217;angolo c&#8217;è già un nuovo impegno che li terrà legati idealmente alla vita fra i banchi: i compiti per le vacanze. Il dibattito è annoso e si ripropone ogni mese di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Per gli studenti d&#8217;Italia sono giorni di festa per la fine delle lezioni e l&#8217;inizio della chiusura estiva delle scuole. Ma dietro l&#8217;angolo c&#8217;è già un nuovo impegno che li terrà legati idealmente alla vita fra i banchi: i compiti per le vacanze. Il dibattito è annoso e si ripropone ogni mese di giugno. È giusto o no assegnarli? &#8220;Il tormentone dei compiti per le vacanze interessa 6 milioni di alunni e le rispettive famiglie alle prese col problema di convincere i figli a lasciare mare, amici e giochi per ritagliare uno spazio quotidiano a libri e quaderni&#8221;. I vantaggi? &#8220;Nessuno&#8221;, per il pediatra Italo Farnetani, protagonista di una battaglia di lunga data contro lo studio nella bella stagione. A suo dire, infatti, &#8220;non c&#8217;è nessuna motivazione psicopedagogica valida e non è una pratica educativa. Anzi il contrario: rischia di essere diseducativa&#8221;, assicura all&#8217;Adnkronos Salute.  Il camice bianco dei bimbi spiega che la sua &#8216;crociata&#8217; ha anche &#8220;l&#8217;approvazione delle famiglie: l&#8217;86% dei genitori è contrario all&#8217;assegnazione &#8211; evidenzia -. Le vacanze estive esistono già dai secoli precedenti e non sono state create per concedere un lungo stop agli insegnanti, ma per far riposare gli alunni. Le cose apprese e memorizzate nell&#8217;infanzia hanno la qualità di essere indelebili, tanto che sono le ultime a scomparire negli anziani con disturbi di memoria. Tre mesi di interruzione dallo studio, dunque, non le intaccheranno&#8221;. E poi c&#8217;è il fattore caldo: le alte temperature, segnala l&#8217;esperto, &#8220;creano uno stress all&#8217;organismo e diminuiscono l&#8217;apprendimento. Studiare svogliatamente, trascinandosi dietro i compiti per tutta l&#8217;estate, è poi il sistema perfetto per acquisire una cattiva abitudine che si rischia di portarsi dietro per l&#8217;intero periodo scolastico&#8221;.</p>
<p>Farnetani ha condotto diversi approfondimenti sul tema dei compiti per le vacanze: &#8220;Risulta dalle statistiche emerse che il 30% degli alunni, cioè quasi 2 milioni di studenti, si tolgono il pensiero il prima possibile ed entro luglio avranno completato lo svolgimento di quanto assegnato dai docenti. In altre parole, è qualcosa che viene vissuto proprio come un peso da togliersi in fretta. Il 62% invece i compiti se li trascina dietro per tutta l&#8217;estate. Il 2% arriva a chiudere la pratica ad agosto, il 4% a settembre, il 2% non li svolge affatto&#8221;, elenca.  &#8220;Se si riassumono gli svantaggi dei compiti delle vacanze, non resta che consigliare agli insegnanti di non assegnarli e ai genitori di compiere una &#8216;disobbedienza civile&#8217;, e mandare a scuola i figli senza avere eseguito di compiti, facendo una giustificazione&#8221; in cui si spiegano le ragioni della scelta. &#8220;Anche se mi risulta che siano pochi gli insegnanti che li controllano al rientro a scuola&#8221;.  Farnetani schematizza gli aspetti negativi dei compiti delle vacanze in 3 punti. &#8220;Il primo è il costo eccessivo per le famiglie, per comprare libri e altri supporti &#8211; elenca &#8211; il secondo è lo stress che determinano i compiti delle vacanze nell&#8217;alunno, che così non potrà mai attuare un&#8217;opportuna resilienza dallo stress determinato dall&#8217;apprendimento. Sono un grande fautore dello studio, e renderei anche obbligatoria la scuola almeno fino a 18 anni, ma nelle vacanze estive bisogna &#8216;staccare la spina&#8217;. Basti immaginare: tutto il mondo è in vacanza, c&#8217;è caldo, le città sono vuote, la gente si diverte, e un bambino si deve mettere a studiare davanti al libro&#8221;.  Il terzo punto a sfavore dei compiti estivi, per il professore ordinario di pediatria dell&#8217;Università Ludes-United Campus of Malta, è &#8220;l&#8217;unilateralltà della formazione di bambini e adolescenti. È vero che la scuola è l&#8217;organismo culturale e di formazione più importante organizzato e articolato, ma i mesi delle vacanze estive sono utili proprio per poter dare multilateralità all&#8217;apprendimento, alla formazione, all&#8217;acquisizione di nuove esperienze e della sperimentazione di stili di vita diversi.</p>
<p>L&#8217;estate è un modo per svolgere attività diverse dal periodo dell&#8217;anno scolastico, per fare più sport, esplorare maggiormente l&#8217;ambiente. Ogni genitore dovrà organizzare le giornate del proprio figlio in base alle preferenze del bambino dell&#8217;adolescente e dovrà farlo liberandolo dai vincoli, dagli stili di vita, dalle abitudini e i ritmi della scuola. Io consiglio &#8211; conclude &#8211; di far vivere i ragazzi all&#8217;aria aperta, di praticare sport e stare in mezzo alla gente, e fare esperienze nuove come dedicarsi ad esempio alla pesca, una pratica che piace molto. Ma anche andare a spasso, socializzare, frequentare luoghi con animazione&#8221;.  &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Il pediatra: &#8220;Tanti bimbi in Pronto soccorso con gastroenteriti virali&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-pediatra-tanti-bimbi-in-pronto-soccorso-con-gastroenteriti-virali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2024 10:39:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[bimbi Pronto soccorso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Mentre il picco dell&#8217;epidemia di virus respiratori tra i bambini, primo fra tutti il virus sinciziale prima causa di bronchioliti, &#8220;sembra essere ormai raggiunto e cominciamo a registrare un primo calo degli accessi in Pronto soccorso, negli ultimi giorni vediamo invece un aumento di piccoli con problematiche gastrointestinali, sempre di tipo virale&#8221;, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Mentre il picco dell&#8217;epidemia di virus respiratori tra i bambini, primo fra tutti il virus sinciziale prima causa di bronchioliti, &#8220;sembra essere ormai raggiunto e cominciamo a registrare un primo calo degli accessi in Pronto soccorso, negli ultimi giorni vediamo invece un aumento di piccoli con problematiche gastrointestinali, sempre di tipo virale&#8221;, con i sintomi di vomito e diarrea. Lo riferisce all&#8217;Adnkronos Salute Fabio Midulla, past president della Simri (Società italiana malattie respiratorie infantili) e responsabile del reparto di Pediatria d&#8217;urgenza del Policlinico Umberto I di Roma.  Dunque, facendo il punto sulle epidemie stagionali che ogni anno colpiscono i più piccoli, in forme spesso gravi da ricorrere al Pronto soccorso, il pediatra traccia un quadro aggiornato dei virus respiratori, la cui curva &#8220;è cominciata a calare anche se i reparti sono ancora pieni e sicuramente continueremo a vedere bimbi in Pronto soccorso ancora per un altro paio di settimane&#8221;.</p>
<p>Quanto invece a &#8216;nuovi&#8217; virus che stanno colpendo, &#8220;cominciamo a registrare tanti accessi di bimbi con problematiche gastrointestinali, con vomito e diarrea&#8221;, sottolinea Midulla.  Altri disturbi, altri virus. &#8220;Di solito &#8211; spiega &#8211; le epidemie si modificano. Prima c&#8217;è quella respiratoria che poi, toccato il picco, comincia a calare per lasciare spazio a quella gastrointestinale: si tratta di virus che si trasmettono per via orofecale, banalmente, come spesso capita, perché il bimbo si mette il giocattolo in bocca con le mani sporche&#8221;, magari dopo aver toccato il pannolino a sua volta sporco.</p>
<p>Ma qual è l&#8217;entità di questi nuovi disturbi? &#8220;Al momento non è paragonabile ancora a quella dei virus respiratori, ovvero su 10 bimbi che arrivano in Pronto soccorso ce ne saranno 7 o 8 con problemi respiratori e 2 o 3 con gastroenteriti. Stiamo a vedere&#8221;, conclude. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Senza auto e pediatra lontano: &#8220;Ho bisogno di un medico vicino che curi mio figlio&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/senza-auto-e-pediatra-lontano-ho-bisogno-di-un-medico-vicino-che-curi-mio-figlio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 17:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[Montalto Uffugo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Montalto Uffugo (CS) &#8211; Ha rifiutato l&#8217;autovettura donatale da un generoso benefattore, la mamma di Taverna di Montalto Uffugo (Cosenza) che non riesce ad avere un pediatra nel proprio comune di residenza, ma deve spostarsi &#8211; senza averne i mezzi &#8211; fino a Bisignano. La donna ha raccontato di aver ringraziato l&#8217;uomo, ma di &#8220;non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Montalto Uffugo (CS) &#8211; Ha rifiutato l&#8217;autovettura donatale da un generoso benefattore, la mamma di Taverna di Montalto Uffugo (Cosenza) che non riesce ad avere un pediatra nel proprio comune di residenza, ma deve spostarsi &#8211; senza averne i mezzi &#8211; fino a Bisignano. La donna ha raccontato di aver ringraziato l&#8217;uomo, ma di &#8220;non essere in grado di mantenere l&#8217;auto.</p>
<p>&#8220;Sono commossa &#8211; ha detto la donna &#8211; di tanta generosità, ma io ho solo bisogno di un medico più vicino che curi mio figlio&#8221;. Intanto, a seguito del tam tam mediatico, grazie all&#8217;intervento di alcuni consiglieri regionali, anche il commissario dell&#8217;Asp di Cosenza Vincenzo La Regina si è messo in contatto con la donna, assicurandole che avrebbe fatto il possibile per risolvere il problema.</p>
<p>Nel frattempo, però, un pediatra con studio appunto a Bisignano si è recato nella caserma dei carabinieri di Rende per sporgere denuncia contro ignoti per diffamazione a mezzo stampa.<br />
Il medico, temendo di poter individuato come il pediatra in questione, ha ritenuto di dover proteggere la propria onorabilità, in quanto &#8220;non ho mai manifestato &#8211; ha detto l&#8217;interessato &#8211; alcun diniego a svolgere visite domiciliari ma, soprattutto, nessun assistito nell&#8217;ultimo periodo mi ha manifestato questa necessità E non ho alcun paziente con la patologia riferita dalla signora&#8221;. </p>
<p>(<em>Ansa</em>)<br />
(<em>foto di archivio</em>)</p>
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		<item>
		<title>Senza auto e con figlio malato: mamma chiede ad Asp Cosenza assegnarle pediatra vicino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/senza-auto-e-con-figlio-malato-mamma-chiede-ad-asp-cosenza-assegnarle-pediatra-vicino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2021 15:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Asp]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[malato]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da mesi chiede all&#8217;Asp di Cosenza di poter avere un pediatra nel comune di residenza perché il figlio di 5 anni è affetto da laringomalacia e lei non ha l&#8217;auto. Succede a Taverna di Montalto Uffugo ed è la storia di una madre, divorziata con tre figli, di cui il più piccolo malato, alla quale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da mesi chiede all&#8217;Asp di Cosenza di poter avere un pediatra nel comune di residenza perché il figlio di 5 anni è affetto da laringomalacia e lei non ha l&#8217;auto. Succede a Taverna di Montalto Uffugo ed è la storia di una madre, divorziata con tre figli, di cui il più piccolo malato, alla quale l&#8217;Asp ha affidato il pediatra a Bisignano, comune a 15 chilometri di distanza.</p>
<p>Il piccolo qualche giorno fa, giocando a pallone nel cortile sotto casa, è stato poco bene e la mamma ha immediatamente chiamato il pediatra. Il medico, pur sapendo che la donna non poteva raggiungere lo studio, si è rifiutato di andare a visitare il piccolo a domicilio e chiesto alla donna, qualora avesse trovato un modo per arrivare in ambulatorio, di effettuare prima un tampone anticovid al piccolo. Con difficoltà e chiedendo aiuto ai vicini la madre è riuscita a far visitare il bimbo, ma da un altro medico a pagamento, fisicamente più vicino. La donna ha chiesto ripetutamente all&#8217;Asp di affidarle un pediatra a Taverna, ma la risposta è sempre la stessa &#8220;i pediatri hanno tutti raggiunto il numero di assistiti possibili&#8221;. </p>
<p>&#8220;Sono andata anche dai carabinieri &#8211; ha raccontato la donna &#8211; ma mi hanno risposto che erano troppo impegnati per occuparsi di queste cose. Allora sono andata dal parroco a chiedere aiuto, non so più cosa fare. Non chiedo soldi, solo che mi venga assegnato un medico qui vicino, ma all&#8217;Asp fanno spallucce e mi dicono sempre che i pediatri sono pieni e se proprio ho bisogno mi devo cercare un &#8216;santo in paradiso&#8217; che possa risolvere il mio problema. Qui, però, si tratta di un diritto e onestamente per il bene di mio figlio se avessi conoscenze le userei, ma non conosco nessuno e se mio figlio sta male sono costretta a chiedere ai vicini di accompagnarmi in ospedale o dal medico&#8221;. </p>
<p>(<em>Ansa</em><em>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Covid Calabria, Primario pediatria Catanzaro: solo positivi virus originario, 4 casi blandi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-calabria-primario-pediatria-catanzaro-solo-positivi-virus-originario-4-casi-blandi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 17:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Pasquale Raiola]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[primario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Nella prima ondata pandemica uno studio dell&#8217;Ospedale Pugliese di Catanzaro &#8220;non aveva evidenziato nessuna positività pediatrica. Oggi le positività ci sono come ci aspettavamo che fossero, ma il percorso pediatrico nella nostra Azienda è stato organizzato immediatamente in assoluta sicurezza&#8221;. A dirlo il direttore del reparto di Pediatria dell&#8217;ospedale Giuseppe Raiola. Allo stato, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Nella prima ondata pandemica uno studio dell&#8217;Ospedale Pugliese di Catanzaro &#8220;non aveva evidenziato nessuna positività pediatrica. Oggi le positività ci sono come ci aspettavamo che fossero, ma il percorso pediatrico nella nostra Azienda è stato organizzato immediatamente in assoluta sicurezza&#8221;. A dirlo il direttore del reparto di Pediatria dell&#8217;ospedale Giuseppe Raiola.<br />
Allo stato, in reparto, non ci sono bambini o adolescenti ricoverati, così come in terapia intensiva e negli stessi reparti degli ospedali di Cosenza e Reggio Calabria. &#8220;Per quanto riguarda il nostro reparto &#8211; ha detto Raiola &#8211; siamo in una situazione di totale tranquillità. Abbiamo avuto ricoverati in reparto Covid pediatrico quattro casi con sintomatologia blanda che possiamo definire da sindrome influenzale, volendo. Di età varia, dal lattante all&#8217;adolescente. Tutti gli altri positivi, che hanno tutte le età, sono stati curati a domicilio con monitoraggio delle Usca&#8221;.<br />
Raiola ha però evidenziato la riduzione dei ricoveri ordinari. &#8220;Una situazione drammatica &#8211; ha spiegato &#8211; dovuta alla paura del contagio da Covid. Questo ritarda per alcune patologie la diagnosi, l&#8217;aggravarsi del caso ed il successivo ricovero&#8221;.</p>
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		<title>Covid, sintomi influenzali a scuola? Risponde la pediatra (VIDEO)</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-sintomi-influenzali-a-scuola-risponde-la-pediatra-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 16:23:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[TOP VIDEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; di Nico De Luca &#8211; Come comportarsi se il bimbo avverte sintomi influenzali a scuola? La stretta più recente del Governo obbliga dunque almeno per due settimane le scuole superiori alla DAD, la didattica a distanza; e consente a quella primaria e la secondaria di primo grado ancora l’insegnamento in presenza. Ma con l’autunno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>di Nico De Luca &#8211; Come comportarsi se il bimbo avverte sintomi influenzali a scuola?</p>
<p>La stretta più recente del Governo obbliga dunque almeno per due settimane le scuole superiori alla DAD, la didattica a distanza; e consente a quella primaria e la secondaria di primo grado ancora l’insegnamento in presenza.</p>
<p>Ma con l’autunno ormai inoltrato i bambini tendono a manifestare i primi sintomi d’influenza, raffreddori e febbricole che quest’anno allarmano ancora di più famiglie ed insegnanti.</p>
<p>Dunque come comportarsi?</p>
<p>Lo chiediamo ad una esperta, la dottoressa Maria Grazia Licastro, segretario provinciale FIMP ( federazione italiana medici pediatri) di Catanzaro.</p>
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