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	<title>Patti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Coppie e separazioni, per Tribunale di Catanzaro anche le chat valgono come patti prematrimoniali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 16:08:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Whatsapp fa giurisprudenza. A confermarlo è la sentenza n.1620/2025 del Tribunale di Catanzaro che ha stabilito che un accordo patrimoniale tra ex coniugi, stipulato in modo informale tramite sistemi di messagistica, può avere piena validità giuridica. Una decisione che ha già creato polemica tra giuristi e utenti online i quali hanno manifestato la propria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche Whatsapp fa giurisprudenza. A confermarlo è la sentenza n.1620/2025 del Tribunale di Catanzaro che ha stabilito che un accordo patrimoniale tra ex coniugi, stipulato in modo informale tramite sistemi di messagistica, può avere piena validità giuridica. Una decisione che ha già creato polemica tra giuristi e utenti online i quali hanno manifestato la propria preoccupazione sulla superficialità con la quale spesso ci si approccia a tali app: un uso inconsapevole che potrebbe presto cambiare rotta. I protagonisti della vicenda sono due ex coniugi. Dopo la separazione, i due hanno continuato a comunicare via chat. In uno scambio di messaggi, l’ex marito si impegnava a farsi carico del pagamento della rata del mutuo della casa familiare, mentre l’ex moglie dichiarava di rinunciare all’assegno di mantenimento. L’accordo, pur non formalizzato davanti ad un giudice, è stato chiaro e reciproco. Tempo dopo, l’uomo ha chiesto il pagamento degli arretrati del mutuo, ottenendo un decreto ingiuntivo del valore di circa 21 mila euro. La donna ha impugnato il provvedimento, sostenendo che l’accordo via chat dovesse rappresentare una prova vincolante. E il Tribunale di Catanzaro le ha dato ragione.</p>
<p>Il Tribunale ha accolto l’opposizione, ritenendo che l’accordo informale fosse valido. Perché? Il giudice ha sottolineato che l’intesa via whatsapp è stata liberamente raggiunta tra le parti. E, anche se si sia verificata al di fuori degli accordi patrimoniali stipulati dinanzi ad un giudice, “carta canta” e la prova scritta in chat vale al pari di qualsiasi altra. La decisione si fonda sul principio giuridico di “prova scritta” e sull’”impossibilità morale” di formalizzare un accordo cartaceo a causa dei rapporti compromessi e tesi tra i due ex coniugi. In sintesi: la volontà negoziale espressa in forma digitale può essere sufficiente, se rispetta i principi fondamentali del diritto. La sentenza apre così a una nuova interpretazione della disciplina degli accordi post-divorzio: anche un messaggio può costituire una manifestazione di volontà giuridicamente rilevante, purché chiara, libera e non lesiva.</p>
<p>La decisione ha suscitato interesse tra gli operatori del diritto, che ne riconoscono il potenziale innovativo ma anche i rischi. In assenza di una cornice formale, infatti, la prova dell’accordo e delle sue condizioni può diventare oggetto di controversia, soprattutto in contesti conflittuali. Già una sentenza del tribunale di Padova, risalente ad aprile, aveva accettato uno scambio di mail tra due ex coniugi nella spartizione dei beni: in quel caso del valore dell’immobile familiare. Ma nel caso di Catanzaro, a creare polemica è stato anche il coinvolgimento del figlio della coppia, interpellato a supporto dello screenshot della chat whatsapp a conferma di quanto sostenuto dai genitori.</p>
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		<title>Morta dopo una cena a base di pesce, indagati un medico e un infermiere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 14:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Un medico e un infermiere sono stati iscritti dalla Procura di Patti (Messina) nel registro degli indagati per la morte di Giuliana Faraci, la 40enne morta tre giorni fa a Sant&#8217;Agata di Militello dopo una cena a base di pesce in un ristorante nel messinese. Come apprende l&#8217;Adnkronos, i due sanitari sono indagati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Un medico e un infermiere sono stati iscritti dalla Procura di Patti (Messina) nel registro degli indagati per la morte di Giuliana Faraci, la 40enne morta tre giorni fa a Sant&#8217;Agata di Militello dopo una cena a base di pesce in un ristorante nel messinese. Come apprende l&#8217;Adnkronos, i due sanitari sono indagati per omicidio colposo. L&#8217;infermiere le aveva fatto una iniezione, dopo il malore avuto, mentre il medico del Pronto soccorso, che l&#8217;aveva visitata, non l&#8217;aveva voluta ricoverare nonostante le insistenze di Giuliana e dei suoi familiari.  E&#8217; in corso, in queste ore, l&#8217;autopsia sul corpo della donna, eseguita dal medico legale Ventura Spagnolo.</p>
<p>Gli inquirenti stanno ricostruendo le ultime ore della vittima, che non aveva problemi di salute, soprattutto le fasi dell&#8217;assistenza da parte del 118. Venerdì sera Giuliana Faraci era stata a cena con delle amiche in un ristorante dove aveva mangiato degli spaghetti a base di pesce. All&#8217;alba si era sentita male, con febbre alta, diarrea e vomito.  Secondo quanto denunciato dalla famiglia, che ha presentato un esposto in Procura, la donna avrebbe chiesto ai sanitari di essere portata in ospedale. Richiesta ripetuta anche dalla madre che la assisteva.  Dopo essersi sentita male, è stato chiamato il 118 con l&#8217;arrivo dei sanitari e la prima assistenza con una flebo e un elettrocardiogramma che avrebbe escluso cause cardiologiche. La donna in quella circostanza avrebbe chiesto di essere portata in ospedale. Ma la richiesta non è stata accolta. La mattina successiva la morte, forse nel sonno, scoperta dalla madre.</p>
<p>Il legale della famiglia ha escluso consumo di sushi o altre tipologie di pesce crudo da parte della donna. Quella sera, la 40enne, come rivelato dai familiari e dalle amiche, ha mangiato linguine all’astice e fritto misto, così come le altre commensali, delle amiche che non sono state male. Adesso si attende l&#8217;esito dell&#8217;autopsia per accertare la causa di morte di Giuliana Faraci. (di Elvira Terranova) &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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