﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>patriarcato Archivi - Calabria News</title>
	<atom:link href="https://www.calabrianews.it/tag/patriarcato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.calabrianews.it/tag/patriarcato/</link>
	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 08 Mar 2025 17:14:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>
	<item>
		<title>VIDEO-Checco Zalone &#8216;celebra&#8217; con ironia l&#8217;8 marzo: brano ambientato in un paesino della Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-checco-zalone-celebra-con-ironia-l8-marzo-brano-ambientato-in-un-paesino-della-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 17:14:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[checco zalone]]></category>
		<category><![CDATA[giorno]]></category>
		<category><![CDATA[patriarcato]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=301387</guid>

					<description><![CDATA[<p>Checco Zalone ha omaggiato la Festa delle Donne con un con un nuovo brano e un divertente videoclip dal titolo &#8216;L&#8217;ultimo giorno del patriarcato&#8216;. Diffuso proprio in occasione dell&#8217;8 marzo, il video è stato diretto da Gennaro Nunziante, regista di tutti i film del comico pugliese, e girato nel paese di Castel San Pietro Romano, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-checco-zalone-celebra-con-ironia-l8-marzo-brano-ambientato-in-un-paesino-della-calabria/">VIDEO-Checco Zalone &#8216;celebra&#8217; con ironia l&#8217;8 marzo: brano ambientato in un paesino della Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="L&#039;ultimo giorno di patriarcato" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/PJLZrS0sGVE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Checco Zalone</strong> ha omaggiato la Festa delle Donne con un con un nuovo brano e un divertente videoclip dal titolo &#8216;<strong>L&#8217;ultimo giorno del patriarcato</strong>&#8216;. Diffuso proprio in occasione dell&#8217;8 marzo, il video è stato diretto da Gennaro Nunziante, regista di tutti i film del comico pugliese, e girato nel paese di Castel San Pietro Romano, piccolo centro alle porte di Roma inserito tra i borghi più belli d&#8217;Italia.</p>
<p>Il brano del 47enne Luca Medici <strong>(questo il vero nome di Zalone)</strong> immagina <strong>un piccolo paese della Calabria</strong> in cui un&#8217;ordinanza comunale decreta la fine ufficiale del patriarcato e punisce con una multa gli atteggiamenti maschilisti.</p>
<p>Così si gode l&#8217;ultimo caffè e l&#8217;ultima stiratura di camicia della moglie <em>(la Vanessa Scalera di &#8216;Imma Tataranni&#8217;)</em> prima di iniziare a sbrigare lui le faccende domestiche, ovviamente da totale imbranato. <strong>Il tono è sempre all&#8217;insegna dell&#8217;ironia</strong> e dello smantellamento dei luoghi comuni e del &#8216;politically correct&#8217;, come era avvenuto nel 2009 con &#8216;I uomini sessuali del 2009&#8217;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-checco-zalone-celebra-con-ironia-l8-marzo-brano-ambientato-in-un-paesino-della-calabria/">VIDEO-Checco Zalone &#8216;celebra&#8217; con ironia l&#8217;8 marzo: brano ambientato in un paesino della Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non Una di Meno, corteo a Roma: &#8220;In piazza perché il patriarcato esiste e continua ad ucciderci&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/non-una-di-meno-corteo-a-roma-in-piazza-perche-il-patriarcato-esiste-e-continua-ad-ucciderci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2024 13:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Non una di meno]]></category>
		<category><![CDATA[patriarcato]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[ultimora]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/non-una-di-meno-corteo-a-roma-in-piazza-perche-il-patriarcato-esiste-e-continua-ad-ucciderci/</guid>

					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; “Siamo in piazza con lo slogan disarmiamo &#8216;il patriarcato&#8217; proprio perché la violenza sulle donne non è un&#8217;emergenza, se non nella sua drammaticità, ma è una dimensione strutturale che ogni anno ripete gli stessi numeri e le stesse modalità a fronte di una carenza di fondi per i centri antiviolenza e per le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/non-una-di-meno-corteo-a-roma-in-piazza-perche-il-patriarcato-esiste-e-continua-ad-ucciderci/">Non Una di Meno, corteo a Roma: &#8220;In piazza perché il patriarcato esiste e continua ad ucciderci&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; “Siamo in piazza con lo slogan<strong> disarmiamo &#8216;il patriarcato&#8217;</strong> proprio perché la violenza sulle donne non è un&#8217;emergenza, se non nella sua drammaticità, ma è una dimensione strutturale che ogni anno ripete gli stessi numeri e le stesse modalità a fronte di una carenza di fondi per i centri antiviolenza e per le politiche a sostegno delle donne vittime di violenza. E quindi siamo in piazza per ribadire che c&#8217;è una guerra sui nostri corpi &#8211; e c&#8217;è una guerra globale &#8211; in cui i governi cercano di rafforzare costantemente la famiglia patriarcale e il razzismo contro le donne”. Così Carlotta di <strong>Non Una di Meno</strong>, movimento femminista che ha organizzato, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il corteo a Roma (e a Palermo) dove già si è formato il raduno a piazzale Ostiense, punto di partenza della marcia. Secondo Non Una di Meno sono stati 104 i femminicidi dall&#8217;inizio dell&#8217;anno.</p>
<p>“E ben sappiamo &#8211; spiega Carlotta &#8211; che il femminicidio è solo la punta dell&#8217;iceberg che riguarda molestie sul posto di lavoro, discriminazioni nelle scuole, forme di violenza che non arrivano al femminicidio ma portano più di 20mila a rivolgersi ogni anno ai centri antiviolenza”. Non Una di Meno <strong>conferma “la sua autonomia dai partiti politici</strong> e questo non vuole dire che non abbiamo una nostra posizione. In questo senso, chiediamo lo stop al genocidio perché riconosciamo che l&#8217;autodeterminazione della Palestina non è solo una questione femminista e transfemminista, ma anche perché nelle guerre le donne sono sempre le prime vittime insieme ai bambini”. E sottolinea: <strong>“Siamo in piazza per potenziare una forza collettiva partita dal basso e affermare che il patriarcato esiste e continua a ucciderci”</strong>. &#8220;A noi non interessa chi commette la violenza ma se guardiamo i dati a noi risulta che si tratta soprattutto di uomini italiani. Se vogliamo stare sui dati è interessante vedere che più dell&#8217;80% delle persone che commettono violenza sono partner o ex partner.</p>
<p><strong>Questo ci dice che non conta la nazionalità ma la relazione che le donne instaurano con gli uomini e il senso di possesso che gli uomini hanno sulle donne che considerano proprie e questo è vero a ogni latitudine e in ogni parte del mondo</strong>&#8220;, dice Carlotta di Non una di meno rispondendo sulle dichiarazioni del ministro dell&#8217;Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. &#8220;La violenza è trasversale, il patriarcato lo è, può assumere forme diverse ma sicuramente non c&#8217;è un aumento dei femminicidi dovuto a un cambiamento della popolazione italiana&#8221;, aggiunge. &#8220;<strong>Questo è indubitabilmente un governo patriarcale: non basta avere una donna presidente del Consiglio perché il governo cambi di segno</strong> &#8211; afferma ancora Carlotta &#8211; Quello che dobbiamo guardare sono le politiche e le politiche ci parlano davvero di un rafforzamento della famiglia patriarcale in cui le donne vengono considerate valide solo in quanto madri e mogli&#8221;.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/non-una-di-meno-corteo-a-roma-in-piazza-perche-il-patriarcato-esiste-e-continua-ad-ucciderci/">Non Una di Meno, corteo a Roma: &#8220;In piazza perché il patriarcato esiste e continua ad ucciderci&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli orecchini di Rita, morta di patriarcato nel &#8217;66 in Calabria: Aveva solo 22 anni, disse di &#8216;no&#8217; al marito</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gli-orecchini-di-rita-morta-di-patriarcato-nel-66-in-calabria-aveva-solo-22-anni-disse-di-no-al-marito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2023 18:14:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[orecchini]]></category>
		<category><![CDATA[patriarcato]]></category>
		<category><![CDATA[Rita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=222887</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il patriarcato c&#8217;era e c&#8217;è. C&#8217;era anche quando il gender neanche si immaginava pubblicamente, c&#8217;era anche quando le famiglie stavano unite per forza perché il divorzio non era ancora legge, c&#8217;era anche quando al femminicidio non avevamo dato un sostantivo e una sostanza di denuncia culturale. Il patriarcato nel 1966 c&#8217;era e ammazzò Rita C., [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gli-orecchini-di-rita-morta-di-patriarcato-nel-66-in-calabria-aveva-solo-22-anni-disse-di-no-al-marito/">Gli orecchini di Rita, morta di patriarcato nel &#8217;66 in Calabria: Aveva solo 22 anni, disse di &#8216;no&#8217; al marito</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il patriarcato c&#8217;era e c&#8217;è. C&#8217;era anche quando il gender neanche si immaginava pubblicamente, c&#8217;era anche quando le famiglie stavano unite per forza perché il divorzio non era ancora legge, c&#8217;era anche quando al femminicidio non avevamo dato un sostantivo e una sostanza di denuncia culturale. Il patriarcato nel 1966 c&#8217;era e ammazzò <strong>Rita C., 22 anni, giovane sposa in Calabria</strong>. Una ragazza bella, una ragazza del 1966, di un&#8217;Italia che si apriva alla modernità, il boom che non era sempre emancipazione ma alle donne già le portava verso la libertà. Non c&#8217;era solo la casa, i figli, si poteva pretendere di più. Anche lavorare e mettersi la minigonna. <strong>Si poteva dire no al marito. Rita disse no</strong>.</p>
<p>Ad una cosa che ora può sembrare banale ma non lo era lì in quel tempo, 1966, in quel luogo un paese della Calabria, ma poteva essere del Veneto come tragicamente ora. &#8220;Dobbiamo andare da mia madre&#8221;, le intimò il marito sapendo quella famiglia e quella donna le erano ostili. Rita disse no, ogni volta, ogni domenica, ogni festa. Finché lui il marito, che già da fidanzato la seguiva ovunque, persino alla processione che era la poca socialità per una 18enne di provincia nel &#8217;66, a quei no che erano già libertà decise che bisognava rispondere come patriarcato voleva: <strong>tre colpi di pistola in testa</strong>.</p>
<p>Aveva solo 22 anni, voglia di libertà e <strong>tra i suoi pochi vezzi un paio di orecchini di perle</strong>. Li aveva regalati alla cugina di città alla quale chiedeva tutte le &#8220;novità&#8221;, bigodini, creme, trucchi, collant.<br />
Di Rita, ammazzata di femminicidio nel 1966 quando neanche esisteva questa parola e le donne morivano nel silenzio e anche un po&#8217; di colpevole omertà, restano questi orecchini che ora ci dicono che il patriarcato c&#8217;era e c&#8217;è. Questa giornata è allora anche per le donne morte quando neanche si sapeva cosa le ammazzava. <strong>Per Rita, per Giulia e per nessuna più</strong>.<br />
<em>(Ansa</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gli-orecchini-di-rita-morta-di-patriarcato-nel-66-in-calabria-aveva-solo-22-anni-disse-di-no-al-marito/">Gli orecchini di Rita, morta di patriarcato nel &#8217;66 in Calabria: Aveva solo 22 anni, disse di &#8216;no&#8217; al marito</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una via per la sindacalista Lucisano, proposta dall&#8217;Udi, ma si pensa anche al Parco Lineare Sud</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/una-via-per-la-sindacalista-lucisano-proposta-dalludi-ma-si-pensa-anche-al-parco-lineare-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2021 15:08:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[action aid]]></category>
		<category><![CDATA[comune reggio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[patriarcato]]></category>
		<category><![CDATA[serenella lucisano]]></category>
		<category><![CDATA[sessismo]]></category>
		<category><![CDATA[toponomastica]]></category>
		<category><![CDATA[udi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=163272</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le vie di Reggio guadagnano i nomi di nuovi personaggi ma anche stavolta è una fumata nera per la parità di genere. Tra le ultime proposte della commissione toponomastica accolte dal Comune c’è infatti soltanto una donna, Serenella Lucisano, segretaria generale Funzione pubblica Cgil Reggio-Locri, scomparsa nel 2005. Porterà il suo nome la centralissima strada [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/una-via-per-la-sindacalista-lucisano-proposta-dalludi-ma-si-pensa-anche-al-parco-lineare-sud/">Una via per la sindacalista Lucisano, proposta dall&#8217;Udi, ma si pensa anche al Parco Lineare Sud</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le vie di Reggio guadagnano i <strong>nomi di nuovi personaggi ma anche stavolta è una fumata nera per la parità di genere. </strong>Tra le ultime proposte della commissione toponomastica accolte dal Comune c’è infatti soltanto una donna, <strong>Serenella Lucisano</strong>, <strong>segretaria generale Funzione pubblica Cgil Reggio-Locri, </strong>scomparsa nel 2005. Porterà il suo nome la centralissima strada che incrocia via Varese e via Nicola Giunta.<strong> La notizia è stata accolta con commozione da Simone Squillace, figlio della sindacalista</strong>, che ha commentato su Facebook: &#8220;E&#8217; un&#8217;emozione indescrivibile, soprattutto perché q<strong>uesta iniziativa non nasce dalla mia famiglia, dagli amici o dai colleghi ma dalle tantissime persone che mia madre nel suo purtroppo breve percorso ha realmente aiutato</strong>. Tutto questo mi fa guardare la mia città in un modo diverso. Adesso so dove portare mio figlio per raccontargli di sua nonna&#8221;.</p>
<p>Nell&#8217;ultima tornata, Lucisano sarà <strong>sola tra tanti colleghi maschi di fama illustre</strong>, come l’antropologo Diego Carpitella, l’imprenditore Demetrio Mauro e l’ingegnere Rodolfo Zehender. Uomini <strong>ricordati per la loro attività nelle professioni, nell’arte e in politica, come tutti gli altri nomi della toponomastica cittadina. Le poche donne presenti sono invece prevalentemente religiose</strong>, sante, e persino figure mitologiche.</p>
<p>«E’ un dato significativo perché mostra con immediatezza come per le donne non ci sia un riconoscimento di ruolo», dice <strong>Eleonora Scrivo, referente territoriale di Action Aid e impegnata nelle politiche di genere. «Siamo ricordate da suore o martiri, mentre nella vita pubblica sembrano essere esistiti soltanto uomini</strong>».</p>
<p>Per l’attivismo reggino quella contro la toponomastica sessista è una rivendicazione che parte da lontano. <strong>Nel 2014 Action Aid e l’associazione Il Seme se ne erano occupati ad Archi</strong> con il progetto “Le donne e la città”, su precisa sollecitazione della cittadinanza del quartiere. «Era un’azione nata lì – ricorda Eleonora Scrivo – perché non esistevano vie ma soltanto lotti, infatti a una vera toponomastica si sta iniziando a lavorare solo oggi. Allora <strong>stilammo un elenco di donne a cui intitolare le strade e il liceo artistico realizzò targhe bellissime, che furono poi esposte nella mostra “Ogni genere di targa”. </strong>Le targhe sono state consegnate al Comune e l’elenco alla commissione». Accolta l’astrofisica <strong>Margherita Hack</strong> (una studiosa di scienze, rarità assoluta), mentre tra i nomi rimasti ad attendere ci sono Maria Montessori, Elsa Morante, Alda Merini, Anna Frank, Mariangela Melato, Simone Weill. E <strong>Mia Martini: pare incredibile ma la nostra straordinaria Mimì a Reggio non è citata su nessuna strada, così come manca all’appello un’altra grande concittadina, Adele Cambria</strong>. Per la giornalista e scrittrice sembra però questione di tempo: non sono ancora trascorsi i dieci anni canonici dalla morte, sebbene in altri casi di personaggi più noti si siano fatte eccezioni.</p>
<p>Non è un tema minore come potrebbe sembrare. Molte amministrazioni comunali italiane hanno introdotto le “quote rosa” della toponomastica imponendo che le intitolazioni siano al 50% maschili e femminili. «Credo – continua Eleonora Scrivo – che <strong>un criterio di parità tra nomi maschili e femminili debba essere acquisito come norma dalle commissioni</strong>. E’ accaduto in molte città italiane, ormai esiste un movimento consolidato a livello nazionale. In una città toscana, con un’iniziativa molto bella, sono state apposte targhe fittizie intitolate a donne lungo una passeggiata condotta insieme ai bambini, a cui veniva raccontato chi erano quelle donne, spesso a loro sconosciute. Pensiamo anche a questo: dall’asilo al liceo <strong>i nostri figli frequentano scuole che si chiamano De Amicis, Vitrioli, Campanella e crescono con l’idea che i personaggi da celebrare per grandi meriti siano tutti uomini</strong>, apprendono il primato di genere».</p>
<p>La recente intitolazione a Serenella Lucisano si deve a <strong>una proposta dell’Udi (Unione Donne Italiane),</strong> che nella città dello Stretto è già riuscita a far apparire sulla rotondetta del lungomare una targa (realizzata a proprie spese) sulla ricorrenza più importante del femminismo, l’Otto Marzo. «Vogliamo colmare un vuoto importante, anche se sappiamo che ci vorrà molto tempo», dice <strong>Luciana Amato</strong>. «Tante donne meritevoli non sono prese in considerazione pur essendo state eccellenze in molti campi. Sono sottovalutate, o forse semplicemente non le conoscono». <strong>L’Udi ha studiato la situazione cittadina tirando fuori numeri inequivocabili: con la precedente commissione toponomastica su 300 nuove intitolazioni, 257 sono state dedicate a uomini e 30 a donne.</strong> «Si tratta di decisioni degli ultimi cinque anni &#8211; aggiunge Amato &#8211; quando questo tipo di dibattito era già in corso. Circa due mesi fa lo abbiamo segnalato all’attuale commissione e abbiamo presentato un piccolo elenco, dove c’era anche Serenella Lucisano. <strong>Il suo nome è stato accolto perché era reggina, ma io credo che sia un criterio riduttivo. A noi interessa che siano donne, non importa dove sono nate. </strong></p>
<p>Poche reggine o calabresi di valore, dunque. In realtà nelle altre città non si sono mai posti questo limite campanilistico, ma forse il vero problema è studiare un po’ meglio la storia del territorio, facendo riemergere dall’ombra tanti personaggi femminili dimenticati. Anche nello sport: se al rione Gebbione oggi esiste un parco che celebra il 13 giugno 1999, data dalla promozione della Reggina Calcio in serie A, si può fare uno sforzo di memoria per trovare altri talenti ed eventi al femminile.</p>
<p><strong>«</strong>Adesso – spiega ancora Luciana Amato &#8211; abbiamo inviato un altro elenco con una trentina di nomi, a me piacerebbe che ci fossero più scienziate, sfatando il pregiudizio che vede le donne portate per i mestieri di accadimento e poco dotate per le materie scientifiche».</p>
<p>Un altro nodo è la <strong>posizione delle strade. Un subdolo dislivello di genere passa anche dalla collocazione di strade dedicate a donne in zone periferiche</strong>. Per esempio <strong>Rita Maglio</strong>, prima consigliera comunale comunista a Reggio e fondatrice della sezione reggina Udi, “posizionata” a Gallico.</p>
<p>Conclude Eleonora Scrivo: «Un problema delle politiche di genere è che molti le trattano secondo livelli di importanza, invece non è così. <strong>Il femminicidio è il culmine, l’atto estremo, ma tutto il resto ha lo stesso peso perché è ugualmente l’espressione di una mentalità, è la base del patriarcato</strong>. Non sono dettagli. Il linguaggio di genere, ad esempio, o le panchine rosse. E’ vero, una panchina non ferma il sangue, ma ricorda le vittime e quello che è successo. Non sono dettagli, ma anelli della catena che dobbiamo spezzare».</p>
<p><strong>L’obiettivo più caro all’Udi è ora vedere il nome di una donna sulla targa del Parco Lineare Sud</strong>. «Ci hanno detto che hanno già tante richieste – commenta Luciana Amato – ma anche noi abbiamo nomi significativi. Abbiamo pensato a Ilaria Alpi, di cui tutti conoscono la storia, ma non è l’unica. Ci teniamo molto che accanto al lungomare Falcomatà, un grande uomo, questa nuova bellissima area di Reggio evochi il ricordo di una grande donna».</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/una-via-per-la-sindacalista-lucisano-proposta-dalludi-ma-si-pensa-anche-al-parco-lineare-sud/">Una via per la sindacalista Lucisano, proposta dall&#8217;Udi, ma si pensa anche al Parco Lineare Sud</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
