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	<title>partner Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 Aug 2024 13:02:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Per un figlio o per il partner, dove abita l&#8217;amore? Esiste un luogo nel cervello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 10:09:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; L&#8217;amore di una madre e di un padre per il proprio figlio, quello di un uomo o di una donna per la propria metà, l&#8217;anima gemella. Dove abita l&#8217;amore? Dove ha origine questo sentimento capace di legare così profondamente le persone? Nella realtà non è solo una questione di &#8216;cuore&#8217;, ma di cervello. E un team di scienziati, guidati dal ricercatore-filosofo Pärttyli Rinne che si è messo sulle tracce dell&#8217;amore studiando per anni la materia, ha scoperto esattamente la &#8216;casa&#8217; in un angolo della nostra mente (o meglio più di uno).  Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista &#8216;Cerebral Cortex&#8217;, esperti dell&#8217;università di Aalto, in Finlandia, hanno portato la ricerca dell&#8217;amore a un livello completamente nuovo, rivelando che diverse tipologie di questo sentimento illuminano parti diverse del cervello. E infatti noi usiamo la parola amore, evidenziano, in una sconcertante gamma di contesti, dall&#8217;adorazione sessuale all&#8217;amore dei genitori o all&#8217;amore per la natura. L&#8217;idea dei ricercatori è che un&#8217;immagine più completa del cervello potesse far luce sul perché usiamo la stessa parola per una raccolta così diversificata di esperienze umane. La prima è quella che lega un genitore a un figlio. &#8220;Vedi il tuo neonato per la prima volta. Il bambino è morbido, sano e robusto: la più grande meraviglia della tua vita. Provi amore per il piccolo&#8221;. La dichiarazione era uno dei tanti semplici scenari presentati a 55 genitori, i quali si auto-descrivevano proprio come in una relazione amorosa con il proprio bebè.  I ricercatori dell&#8217;ateneo finlandese hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale per misurare l&#8217;attività cerebrale mentre le persone arruolate nello studio rimuginavano su brevi storie relative a 6 diversi tipi di amore. Risultato? L&#8217;amore per i figli ha generato l&#8217;attività cerebrale più intensa, seguito da vicino dall&#8217;amore romantico. &#8220;Ora forniamo un quadro più completo dell&#8217;attività cerebrale associata a diversi tipi di amore rispetto alle ricerche precedenti&#8221;, afferma Rinne.</p>
<p>&#8220;Il modello di attivazione dell&#8217;amore viene generato in situazioni sociali nei gangli della base, nella linea mediana della fronte, nel precuneo e nella giunzione temporo-parietale ai lati della parte posteriore della testa&#8221;. Ma l&#8217;amore genitoriale sembra avere una marcia in più: &#8220;Si è verificata un&#8217;attivazione profonda nel sistema di ricompensa del cervello nell&#8217;area dello striato mentre si immaginava il sentimento in questione, e questo non è stato osservato per nessun altro tipo di amore&#8221;, afferma Rinne.  Anche l&#8217;amore per i partner romantici, gli amici, gli sconosciuti, gli animali domestici e la natura facevano parte dello studio. Secondo la ricerca, l&#8217;attività cerebrale è influenzata non solo dalla vicinanza dell&#8217;oggetto d&#8217;amore, ma anche dal fatto che si tratti di un essere umano, di un&#8217;altra specie o della natura. Non sorprende che l&#8217;amore compassionevole per gli estranei sia stato meno gratificante e abbia causato una minore attivazione cerebrale rispetto all&#8217;amore nelle relazioni strette, ragionano gli autori. Mentre un altro elemento che emerge è che l&#8217;amore per la natura ha attivato il sistema di ricompensa e le aree visive del cervello, ma non le aree cerebrali sociali. I proprietari di animali domestici, continuano gli autori, possono essere identificabili tramite l&#8217;attività cerebrale. La sorpresa più grande, evidenziano gli scienziati, è stata che le aree cerebrali associate all&#8217;amore tra persone sono risultate molto simili, con differenze che risiedono principalmente nell&#8217;intensità di attivazione. Tutti i tipi di amore interpersonale, infatti, attivavano aree del cervello associate alla cognizione sociale, in contrasto all&#8217;amore per gli animali domestici o per la natura.</p>
<p>&#8220;Sei a casa, sdraiato sul divano, e il tuo gatto domestico si avvicina a te. Il gatto ti si rannicchia accanto e fa le fusa assonnato. Ami il tuo animale domestico&#8221;. In media, le risposte cerebrali dei soggetti a un&#8217;affermazione come questa hanno rivelato se condividevano o meno la loro vita con un amico peloso.  &#8220;Quando si considera l&#8217;amore per gli animali domestici e l&#8217;attività cerebrale ad esso associata, le aree cerebrali legate alla socialità rivelano statisticamente se la persona è o meno proprietaria di un animale domestico. Quando si tratta di proprietari di animali domestici, queste aree sono più attivate rispetto a chi non ne ha uno&#8221;, afferma Rinne. Le attivazioni amorose sono state controllate nello studio con storie neutre in cui accadeva molto poco. Ad esempio, guardare fuori dal finestrino dell&#8217;autobus o lavarsi i denti distrattamente. Dopo aver ascoltato la versione di un attore professionista di ogni &#8216;storia d&#8217;amore&#8217;, ai partecipanti è stato chiesto di immaginare ogni emozione per 10 secondi.  Questo non è il primo tentativo di trovare l&#8217;amore per Rinne e il suo team, che include i ricercatori Juha Lahnakoski, Heini Saarimäki, Mikke Tavast, Mikko Sams e Linda Henriksson. Gli esperti hanno intrapreso diversi studi volti ad approfondire la nostra conoscenza scientifica delle emozioni umane. Il gruppo ha pubblicato una ricerca che mappa le esperienze corporee d&#8217;amore dei soggetti un anno fa, con lo studio precedente che collegava anche le esperienze fisiche d&#8217;amore più forti con strette relazioni interpersonali. La comprensione dei meccanismi neurali dell&#8217;amore, evidenziano, non solo può aiutare a orientare le discussioni filosofiche sulla natura dell&#8217;amore, della coscienza e delle relazioni umane. I ricercatori sperano anche che il loro lavoro possa migliorare gli interventi sulla salute mentale in condizioni come disturbi dell&#8217;attaccamento, depressione o problemi relazionali.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Femminicidi in Italia, 109 donne uccise in 2023: la metà da partner o ex</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 09:27:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[109. donne]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Sono 109 le donne uccise nel 2023, fino al 3 dicembre, di cui 90 in ambito familiare o affettivo, 58 quelle uccise da partner o ex partner. E&#8217; quanto emerge dal report &#8216;Il Punto-Il pregiudizio e la violenza contro le donne&#8217;, elaborato dal Servizio Analisi Criminale, che esamina la tematica attraverso l’elaborazione dei dati della banca dati delle forze di polizia. Un dato, si sottolinea nel report presentato questa mattina alla Direzione centrale Polizia criminale, che costituisce la parte drammaticamente visibile di un fenomeno profondo e complesso, che è quello della violenza di genere.  Nell’anno 2022, le donne vittime di omicidio commesso dal partner o ex partner sono state il 58% di quelle uccise in ambito familiare/affettivo mentre, nel 2021, raggiungevano il 70%. Nei primi nove mesi del 2023 la percentuale sale al 65%, contro il 59% registrato nell’arco temporale corrispondente del 2022. Per quanto attiene al modus operandi, nel periodo gennaio &#8211; settembre 2023, così come nell’analogo periodo del 2022, negli omicidi volontari di donne avvenuti in ambito familiare/affettivo si rivela preminente l’uso di armi improprie e/o armi bianche (28 casi nel periodo 2023 a fronte dei 31 casi nell’analogo periodo del 2022). In 24 casi sono state utilizzate armi da fuoco (18 casi nel periodo 2022). Seguono le lesioni/percosse (12 omicidi in entrambi gli intervalli temporali) e l’asfissia/soffocamento/strangolamento (10 casi a fronte dei 12 del periodo 2022). Nei primi nove mesi dell’anno, gli autori di omicidio volontario, per il 73% italiani, nell’85% dei casi ha un’età superiore ai 30 anni, e il 59% ha più di 45 anni .</p>
<p>Le donne uccise da partner o ex partner (per l’81% italiane), nel 64% dei casi avevano più di 45 anni e il 28% erano ultrasessantacinquenni.  Nei primi nove mesi del 2023 diminuiscono del 13% gli atti persecutori, il cosiddetto stalking, che sono stati 12.491 a fronte dei 14.326 dell’analogo periodo nel 2022. Si tratta di un reato che colpisce le donne nel 74% dei casi; diminuiscono del 12% i maltrattamenti contro familiari e conviventi, che interessano le donne nell’81% dei casi. Diminuiscono, soprattutto, del 12% le violenze sessuali, reato particolarmente grave, che nel 91% dei casi ha come vittime delle donne (di cui il 29% minorenni).  Nel caso dei maltrattamenti contro familiari e conviventi, i dati del periodo gennaio- settembre 2023 evidenziano un decremento, passando a 16.599 casi a fronte dei 18.843 dell’analogo periodo nel 2022 (-12%), mentre l’incidenza delle vittime di genere femminile si attesta all’ 81% in entrambi i periodi. Per ciò che attiene al periodo gennaio 2021-settembre 2023, le vittime di genere femminile risultano di gran lunga le più colpite facendo registrare un valore pari all’82% del totale; di queste, il 93% sono maggiorenni e il 76% è di nazionalità italiana. Un trend in diminuzione si registra anche per la violenza sessuale in tutte le sue forme, che diminuisce del 12%, passando dai 4.909 episodi del periodo 2022 ai 4.341 dell’analogo periodo del 2023. Anche in questo caso, disaggregando i dati per genere, continuano a risultare predominanti le vittime femminili, che nella fattispecie raggiungono l’incidenza più elevata nell’ambito dei reati spia, con il 91%. Nell’arco temporale gennaio 2021 &#8211; settembre 2023 le vittime donne si attestano al 91%; di queste, il 29% sono minorenni e il 78% risulta di nazionalità italiana. In termini generali, quindi, i dati dei reati commessi fanno registrare, in valori assoluti, decrementi rilevanti in tutte le fattispecie dei cosiddetti reati spia; tuttavia, l’incidenza delle vittime di genere femminile non fa registrare flessioni e continua ad attestarsi su valori elevati e sostanzialmente costanti per l’arco temporale di riferimento. Nei primi 9 mesi del 2023, rispetto all’analogo periodo del 2022 diminuiscono le violazioni dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (-4%) e le lesioni con deformazioni o sfregio permanente al viso (-14%), mentre aumentano il revenge porn (+1%) e la costrizione o induzione al matrimonio con 16 casi nel 2023 rispetto agli 11 dell’anno prima (+45%).</p>
<p>E&#8217; quanto emerge dal report &#8216;Il Punto-Il pregiudizio e la violenza contro le donne&#8217;, elaborato dal Servizio Analisi Criminale, che esamina la tematica attraverso l’elaborazione dei dati della banca dati delle forze di polizia, presentato questa mattina alla Direzione Centrale Polizia Criminale, ufficio interforze del Dipartimento della Ps. Per quanto riguarda la costrizione o induzione al matrimonio sebbene, in termini assoluti, non vengano registrati valori rilevanti, nel periodo gennaio-settembre 2023 tale violazione registra un significativo incremento del 45% rispetto all’analogo intervallo dell’anno precedente. Un aumento rilevante, che può, tuttavia, essere interpretato anche sotto il profilo del fisiologico processo di progressiva applicazione della nuova norma, basata su una crescente consapevolezza delle vittime che denunciano maggiormente. Dall’entrata in vigore, si sono registrati per tale fattispecie delittuosa 69 episodi. L’88% delle vittime è di genere femminile; di queste, il 33% è minorenne mentre il 65% risulta di nazionalità straniera. Quanto alle vittime di revenge porn sono predominanti quelle di genere femminile, con un’incidenza del 69%. Tra queste il 17% risulta minorenne e l’87% di nazionalità italiana. Significativo il dato in base al quale le donne risultano, inoltre, spesso uccise per mano di genitori o figli (30% nel periodo 2022 e 23% nel periodo 2023), mentre è residuale il caso di omicidi commessi da altro parente. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Connext di Milano: Anche gli imprenditori calabresi hanno preso parte al grande evento di partenariato industriale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/connext-di-milano-anche-gli-imprenditori-calabresi-hanno-preso-parte-al-grande-evento-di-partenariato-industriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 15:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Connext]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accompagnare le imprese verso i nuovi paradigmi della competitività in una delle fasi più complesse di sempre, puntando su asset chiari: conoscenza e competenze, filiere solide e innovative, imprese digitali e processi sostenibili con dimensioni europee e internazionali puntando su investimenti pubblici e privati, partenariati, aggregazioni, reti ed imprese innovative. Questo l&#8217;obiettivo ambizioso di Connext, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Accompagnare le imprese verso i nuovi paradigmi della competitività in una delle fasi più complesse di sempre, puntando su asset chiari: conoscenza e competenze, filiere solide e innovative, imprese digitali e processi sostenibili con dimensioni europee e internazionali puntando su investimenti pubblici e privati, partenariati, aggregazioni, reti ed imprese innovative. Questo l&#8217;obiettivo ambizioso di Connext, il grande evento di partenariato industriale che ha riunito a Milano imprenditori e manager. </p>
<p>Presente la delegazione calabrese con a capo il vicepresidente di Confindustria Natale Mazzuca e il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, insieme al presidente di Ance Calabria Giovan Battista Perciaccante, il presidente della sede territoriale di Confindustria Crotone Mario Spanò, i direttori di Unindustria Calabria Dario Lamanna e di Confindustria Cosenza Rosario Branda, la responsabile della Comunicazione e marketing Monica Perri.<br />
Diversi i momenti di approfondimento promossi da Confindustria, in collaborazione con istituzioni pubbliche e aziende leader, per rispondere all&#8217;esigenza di confronto e dibattito sui temi portanti del Pnrr: innovazione, economia del mare, trasporti sostenibili, economia circolare e formazione 4.0 funzionale allo sviluppo di nuove competenze adeguate al mercato del lavoro e alle transizioni industriali.<br />
Ad introdurre e concludere il seminario sull&#8217;importanza strategica dell&#8217;economia del mare è stato il vicepresidente di Confindustria Natale Mazzuca che ha parlato della &#8220;necessità di costruire un Paese sempre più forte e competitivo anche grazie alla rinnovata centralità nei traffici commerciali mondiali che sta avendo il Mediterraneo, soprattutto con il Far East, grazie al raddoppio del Canale di Suez. Con la forte ripresa degli scambi commerciali, la portualità dell&#8217;Italia sta recuperando posizioni a livello globale, avendo resistito, anche nel Mezzogiorno, all&#8217;impatto della pandemia. Come Confindustria stiamo lavorando ad una politica nazionale per l&#8217;Economia del Mare, che trovi una rilevante declinazione nel Mezzogiorno e dia un contributo importante alla crescita di tutto il Paese&#8221;.<br />
&#8220;Le relazioni tra imprenditori sono importanti – commenta il presidente degli industriali calabresi Aldo Ferrara &#8211; ce ne siamo resi conto ancora di più nell&#8217;anno che stiamo per lasciarci alle spalle. In questa fase di ripresa sostenuta, ritrovarsi in una manifestazione come Connext ha un grande significato, perché vuol dire creare nuove relazioni commerciali ed industriali in un percorso di costruzione di un sistema produttivo nuovo che sarà guidato dal digitale e dalle transizioni, energetica, ambientale e finanziaria. Ritrovarsi in presenza significa poter animare momenti di confronto utili ad analizzare le caratteristiche dell&#8217;economia del futuro ed attrezzarsi per diventare protagonisti di questa ricostruzione&#8221;.<br />
Per il presidente di Ance Calabria Giovan Battista Perciaccante &#8220;le imprese, che sono l&#8217;asse portante del sistema economico del Paese, devono essere messe nelle condizioni di reagire alle crisi. La pandemia ha causato limitazioni alla circolazione di beni e persone, la chiusura dei confini, difficoltà di accesso alle materie prime ed ai semilavorati con aumento spropositato dei prezzi. La collaborazione virtuosa tra tutti i settori produttivi diventa quindi necessaria per superare questi limiti e trarre nuova linfa competitiva dimostrando capacità di resilienza del nostro sistema economico, un valore per il Paese&#8221;.<br />
&#8220;Siamo qui per cercare di consolidare alleanze per dare impulso al nostro sistema produttivo intorno ai 4 temi strategici di Connext, perché è intorno a queste tematiche che si gioca la competizione di domani: Fabbrica Intelligente, Citta&#8217; del Futuro, Pianeta Sostenibile, Persone Scienze della Vita e Progresso. Filoni su cui i momenti di confronto sono tanti, anche a livello locale&#8221; ha dichiarato il presidente di Confindustria Crotone   Mario Spanò.<br />
Un momento particolarmente significativo all&#8217;evento Connext di Milano è stata la consegna dei riconoscimenti alla carriera. Tra i premiati il direttore di Confindustria Cosenza, Rosario Branda per i 35 anni di impegno in favore delle imprese e per la crescita del sistema socioeconomico calabrese. A consegnargli il riconoscimento, nella cornice del Centro Congressi di Milano, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi e il direttore generale Francesca Mariotti.</p>
<p>(<em>c.s.</em>)</p>
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