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	<title>parroco Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Tragedia a Catanzaro, parroco: &#8220;Aveva paura che qualcuno facesse del male ai suoi figli&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 12:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Vincenzo Zoccoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Amava la vita ma dopo il terzo figlio non stava più bene. Aveva una angoscia troppo forte&#8221;. È quanto ha raccontato il parroco della chiesa Santissimo Salvatore di Catanzaro, don Vincenzo Zoccoli, a margine di una veglia di preghiera per ricordare la 46enne che ieri si è tolta la vita gettandosi dal balcone insieme ai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Amava la vita ma dopo il terzo figlio non stava più bene. Aveva una angoscia troppo forte&#8221;. È quanto ha raccontato il parroco della chiesa Santissimo Salvatore di Catanzaro, don Vincenzo Zoccoli, a margine di una veglia di preghiera per ricordare la 46enne che ieri si è tolta la vita gettandosi dal balcone insieme ai suoi figli, di cui due deceduti sul colpo. La donna era una assidua frequentatrice della parrocchia e molto attiva nel sociale. C&#8217;era una lunga conoscenza con il sacerdote, a cui aveva più volte confidato i suoi timori. &#8220;<em>Aveva questa stanchezza, questa depressione angosciante &#8211; racconta don Vincenzo -, mi diceva che era insicura quando portava i bambini all&#8217;asilo ma anche quando li portava altrove perché aveva paura che qualcuno facesse loro del male&#8221;</em>. Il parroco, secondo quanto riferito, aveva provato a rassicurarla, consigliandole di rivolgersi anche a uno specialista.</p>
<p>&#8220;<em>Dopo il battesimo dell&#8217;ultimo figlio, il 19 marzo, era sempre più stanca. Io le ho detto di farsi aiutare, che non poteva continuare così. Le ho detto di tornare a lavorare anche un paio d&#8217;ore. Ma non mi ascoltava, per cui l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho vista le avevo detto di rivolgersi a uno psicologo o di andare dal suo medico per farsi dare qualcosa&#8221;</em>.<br />
Il parroco l&#8217;ha quindi descritta come una persona &#8220;<em>molto riservata. In parrocchia era conosciuta perché era molto solare, generosa e disponibile. Certamente con questa sofferenza che non esprimeva, non comunicava&#8221;. </em>Ha quindi ricordato che la donna si era sposata in parrocchia.<em> &#8220;Ha fatto anche il ricevimento in parrocchia. Tutto come se fosse una famiglia. Ecco perché stiamo vivendo un momento molto particolare nella comunità parrocchiale&#8221;.</em></p>
<p>Don Vincenzo, che ha ricordato di aver visto l&#8217;ultima volta la donna lo scorso lunedì, ha rivolto un pensiero anche per la bambina di 5 anni e mezzo in gravi condizioni: &#8220;<em>Aveva la voglia proprio di vivere, come gli altri due. Sorridevano sempre quando arrivavano a messa. Io mi auguro che ce la faccia</em>&#8220;.</p>
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		<title>E&#8217; successo nel Catanzarese: marito entra in sacrestia e trova il parroco in intimità con la moglie</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/e-successo-nel-catanzarese-marito-entra-in-sacrestia-e-trova-il-parroco-in-intimita-con-la-moglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 13:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Fonte: il quotidiano del sud) &#8211; Il parroco di un paesino in provincia di Catanzaro viene scoperto in intimità con una donna sposata nella sacrestia. Le voci corrono nel piccolo centro e dopo pochi giorni dal Natale la storia viene fuori. Adesso si attende l’eventuale decisione del vescovo. Si tratta di una di quelle storie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(<em>Fonte: <a href="https://www.quotidianodelsud.it/calabria/catanzaro/cronache/cronaca/2025/12/30/marito-entra-in-sacrestia-e-trova-la-moglie-in-intimita-con-il-parroco">il quotidiano del sud</a>) &#8211; Il parroco di un paesino in provincia di Catanzaro viene scoperto in intimità con una donna sposata nella sacrestia. Le voci corrono nel piccolo centro e dopo pochi giorni dal Natale la storia viene fuori. Adesso si attende l’eventuale decisione del vescovo. Si tratta di una di quelle storie che hanno tutti gli ingredienti per “correre di bocca in bocca” per dirla con le parole del grande cantautore Fabrizio De Andrè. Una storia dove la curiosità morbosa trova una sua quasi naturale soddisfazione. </em></p>
<p>Nello stesso paese era stato già allontanato un prete per motivi simili. Altro elemento che genera ancora di più curiosità e pettegolezzo. Il religioso è stato beccato in sacrestia in atteggiamenti intimi con una donna sposata. L’ira del marito poteva diventare pericolosa; e così, sono intervenute le forze dell’ordine per garantire che la cosa non prendesse una piega diversa. Una storia che non costituisce di per sé una novità; si tratta di un grande classico, uno di quegli episodi avvenuti un po’ ovunque.</p>
<p>Da una parte abbiamo gli insegnamenti della Chiesa cattolica che impediscono di avere atteggiamenti di questo tipo; dall’altra c’è la vita con la sua complessità e il bisogno di amare ed essere amati. Un bisogno che appartiene a tutti, compresi quelli che indossano un abito talare. Sarebbe sbagliato colpevolizzare il prete, per giunta senza ascoltare la sua versione. Certo, si tratta di una piccola Uccelli di rovo in salsa calabrese. Ma qui non si tratta di fiction. È la pura e semplice realtà che supera sempre e di gran lunga la fantasia.</p>
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		<item>
		<title>Cosenza, con la scusa di ricevere una benedizione rapina e sequestra parroco: aggressore arrestato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-con-la-scusa-di-ricevere-una-benedizione-rapina-e-sequestra-parroco-aggressore-arrestato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 10:57:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, personale della Polizia di Stato eseguiva, un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, nei confronti di un soggetto per la ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine ai delitti, di reati di rapina, sequestro di persona. Il provvedimento scaturisce dall&#8217;attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile di Cosenza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza, in seguito alla segnalazione di un&#8217;azione violenta commessa da un uomo ai danni di un parroco della provincia cosentina, agli inizi del corrente mese.</p>
<p>In particolare, l&#8217;indagato avrebbe attirato il parroco nella sua abitazione, con la scusa di ricevere una benedizione, e dopo averlo colpito al volto con un pugno, gettandolo in terra, si sarebbe impossessato della somma di circa 350,00/400,00 euro presente nel portafoglio; in seguito avrebbe obbligato la vittima a prendere la sua auto e, a bordo della stessa, la avrebbe obbligato a portarlo a Cosenza ove si sarebbe fermato in una zona della città nota per lo spaccio di sostanza stupefacente; successivamente, nel tragitto di ritorno da Cosenza verso il paese dove si sarebbero consumati i fatti precedenti, avrebbe distrutto il cellulare del parroco e, lo avrebbe lanciato fuori dall&#8217;autovettura in aperta campagna; quindi l&#8217;indagato avrebbe minacciato il parroco di morte qualora lo avesse denunciato.</p>
<p>Gli elementi acquisiti, quindi, consentivano di delineare i gravi indizi di colpevolezza del delitto ascritto all&#8217;indagato, con le relative esigenze cautelari sottese alla misura cautelare applicata.</p>
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		<item>
		<title>Ex suora scrive libro su abusi parroco di Polistena, Vescovo &#8216;ferma condanna, fatti risalenti a molti anni fa&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 12:38:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In queste settimane, attraverso alcune testate giornalistiche, sono emerse notizie riguardanti presunti abusi compiuti in passato da un sacerdote operante nella nostra Diocesi. Si tratterebbe di fatti risalenti a molti anni fa, che, se confermati, suscitano in tutti noi profondo turbamento e rinnovata responsabilità&#8221;. Ad affermarlo, in una nota diffusa dalla Diocesi di Oppido &#8211; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ex-suora-scrive-libro-su-abusi-parroco-di-polistena-vescovo-ferma-condanna-fatti-risalenti-a-molti-anni-fa/">Ex suora scrive libro su abusi parroco di Polistena, Vescovo &#8216;ferma condanna, fatti risalenti a molti anni fa&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In queste settimane, attraverso alcune testate giornalistiche, sono emerse notizie riguardanti presunti abusi compiuti in passato da un sacerdote operante nella nostra Diocesi. Si tratterebbe di fatti risalenti a molti anni fa, che, se confermati, suscitano in tutti noi profondo turbamento e rinnovata responsabilità&#8221;. Ad affermarlo, in una nota diffusa dalla Diocesi di Oppido &#8211; Palmi, è il vescovo mons. Giuseppe Alberti che entra nel merito di alcune denunce pubbliche avanzate da un&#8217;ex suora &#8211; <strong>Siria Scarfò</strong> che sulla vicenda ha scritto un libro, &#8220;Mi svelo&#8221; &#8211; e da un laico che hanno raccontato di essere stati oggetto, anni fa, durante la loro adolescenza, di violenze da parte di un sacerdote diocesano in una parrocchia di Polistena. Il sacerdote adesso ha 80 anni e non è più parroco. &#8220;Fatti &#8211; prosegue il vescovo &#8211; che, se verranno accertati come veri, ci sconvolgono e che condanniamo senza timore alcuno. Con spirito di giustizia e verità, la Diocesi auspica che gli eventuali responsabili vengano chiamati a rispondere attraverso i percorsi previsti dalla legge e che, anche a distanza di tempo, sia possibile far emergere ogni elemento utile a ricostruire quanto accaduto. E, mentre ci auguriamo che su quei fatti venga fatta denuncia alle forze dell&#8217;ordine perché accertino la verità, nonostante il tempo trascorso, il nostro pensiero non può non andare a coloro che quelle violenze avrebbero subito e che hanno cambiato la loro esistenza&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Chiesa Diocesana &#8211; afferma mons. Alberti &#8211; vive queste situazioni come una profonda ferita, che interpella la coscienza e la responsabilità di tutti, e che ci richiama a un rinnovato impegno per la trasparenza e la tutela dei più fragili. Fatti che, come Chiesa Diocesana, ci addolorano e ci inducono alla preghiera profonda e misericordiosa nella vicinanza alle vittime con la speranza che fatti del genere non accadano mai più. Come Chiesa viviamo queste denunce come una ferita aperta che ci inducono ad andare fino in fondo anche attraverso verifiche interne, che verranno effettuate con la massima severità perché vogliamo che la Chiesa sia un luogo sicuro, soprattutto per i bambini, i giovani e le persone vulnerabili&#8221;. &#8220;La nostra Diocesi &#8211; prosegue il presule &#8211; ha già cominciato a investire sulla tutela dei minori e le persone vulnerabili, avviando con convinzione un&#8217;attività formativa, di prevenzione e di vigilanza, nella consapevolezza che l&#8217;efficacia delle linee guida avviate dalla Cei passa inevitabilmente attraverso un lavoro capillare di accompagnamento di chi ha responsabilità educative all&#8217;interno dei nostri gruppi e comunità cristiane.</p>
<p>L&#8217;auspicio è che cresca sempre di più nei nostri ambienti ecclesiali una cultura del rispetto e della salvaguardia dell&#8217;infanzia e del variegato mondo della vulnerabilità&#8221;. La Diocesi, infine, conferma la propria disponibilità alla collaborazione.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Parroco di Bonifati aggredito sul sagrato dopo parole contro spaccio in omelia: indagini</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/parroco-di-bonifati-aggredito-sul-sagrato-dopo-parole-contro-spaccio-in-omelia-indagini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 11:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aggressione a parroco sul sagrato della chiesa al termine della messa domenicale. E&#8217; accaduto a Bonifati, in provincia di Cosenza. Lo ha reso noto con una nota la diocesi di San Marco Argentano. &#8220;Nei giorni scorsi, al termine della celebrazione della Messa sul sagrato della chiesa del Rosario, don Guido Quintieri, parroco di Bonifati, è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aggressione a parroco sul sagrato della chiesa al termine della messa domenicale. E&#8217; accaduto a Bonifati, in provincia di Cosenza. Lo ha reso noto con una nota la diocesi di San Marco Argentano. &#8220;Nei giorni scorsi, al termine della celebrazione della Messa sul sagrato della chiesa del Rosario, don Guido Quintieri, parroco di Bonifati, è stato vittima di un&#8217;aggressione. Un gesto grave &#8211; si legge &#8211; che ha scosso profondamente la comunità parrocchiale e tutta la cittadinanza. Durante le celebrazioni della Settimana Santa, don Guido aveva avuto il coraggio di denunciare, con parole chiare e ferme, le diﬃcoltà e le ferite sociali che segnano quella piccola comunità. La sua voce si è levata contro l&#8217;indiﬀerenza e il silenzio, richiamando tutti alla responsabilità, alla solidarietà e al rispetto della dignità di ogni persona. Il Vescovo della Diocesi, mons. Stefano Rega, a nome proprio e dei confratelli sacerdoti, &#8211; prosegue la nota della diocesi -esprime piena solidarietà a don Guido e alla comunità parrocchiale, manifestando vicinanza e sostegno in questo momento di prova. Nel condannare fermamente ogni forma di violenza, mons. Rega richiama il valore irrinunciabile della pace e della concordia, ricordando che ogni gesto, ogni parola, ogni azione deve essere seminatrice di riconciliazione e di speranza. Il Vescovo invita a pregare anche per chi ha compiuto l&#8217;aggressione, riconoscendo in quel gesto un momento di profonda fragilità e bisogno di misericordia. &#8220;Continuiamo a camminare insieme come comunità che crede nella forza del Vangelo e nella luce della carità&#8221;, è l&#8217;invito di Mons. Rega&#8221;.</p>
<p><strong>ORGANIZZIAMO LA SPERANZA di don Guido Quintieri</strong><br />
<em>&#8220;Domenica scorsa invitavo a non “farci rubare la gioia”. Ribadisco questo invito innanzitutto alla comunità Parrocchiale di Bonifati che ringrazio per la vicinanza e solidarietà espressami in tutti i modi. Persone generose, dalla fede autentica che sa andare oltre i soliti stereotipi di una religiosità intrappolata da percorsi processionali o di come le statue debbano affacciarsi alle finestre delle case. Una comunità che sa comprendere le fragilità di chi, purtroppo, si è lasciato vincere dalle dipendenze, per questo ciò che conta, oltre alla denuncia di questi mali come ricordavo il Venerdì Santo, per chi crede è la preghiera, prima fra tutte l’Eucarestia che intendo celebrare proprio per colui che non consapevole del gesto si è lasciato vincere dalla violenza causata da questi mali endemici. Probabilmente la reazione violenta nei miei confronti sarà stata scaturita da un mancato affaccio della statua alla finestra della propria abitazione, come dicevo sopra, personalmente non vado a rintracciarne i motivi ed invito a fare altrettanto. Abbiamo bisogno di gesti concreti di speranza, perché essa “va organizzata” come ci ha insegnato Papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo che stiamo vivendo. </p>
<p>Sono convinto che il primo gesto concreto per organizzarla è il perdono. Non dobbiamo avere paura di nascondere le nostre fragilità per timore che venga rovinata la reputazione di un luogo, ma saperle riconoscere e cercare di curarle con l’impegno di tutti, nessuno escluso. Una comunità esente da fragilità e piaghe non esiste. Voglio ringraziare tutti per le espressioni di solidarietà e di vicinanza, primo fra tutti il mio Vescovo Stefano e l’intero presbiterio diocesano. Vi assicuro che sentire la vicinanza di tanti amici e conoscenti vicini e lontani mi ha aiutato molto. Invito infine i giornalisti a non cedere alla tentazione di strumentalizzare questi fatti di cronaca semplicemente perché attirano l’attenzione dei lettori. Sono stato educato e formato alla bellezza e sono anch’io fermamente persuaso che organizzare la speranza significa anche riconoscere e condividere il bene ed il bello, perché solo quando questo farà più notizia della violenza ci ritroveremo a sperimentare una comunità più bella e fraterna&#8221;. </em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Auto incendiata a parroco Santo Stefano d&#8217;Aspromonte: sospettati due giovani</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/auto-incendiata-a-parroco-santo-stefano-daspromonte-sospettati-due-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 13:01:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Santo Stefano d’Aspromonte]]></category>
		<category><![CDATA[sospettati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è una svolta nelle indagini sull&#8217;incendio che, la notte tra il 2 e il 3 marzo, ha distrutto l&#8217;auto di don Vincenzo Attisano, parroco di Santo Stefano d&#8217;Aspromonte. I Carabinieri della locale stazione, infatti, avrebbero individuato i responsabili dell&#8217;incendio. In seguito alle indagini sul territorio e grazie, soprattutto, alle telecamere presenti nella zona, gli investigatori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una svolta nelle indagini sull&#8217;incendio che, la notte tra il 2 e il 3 marzo, ha distrutto l&#8217;auto di don Vincenzo Attisano, parroco di Santo Stefano d&#8217;Aspromonte. I Carabinieri della locale stazione, infatti, avrebbero individuato i responsabili dell&#8217;incendio. In seguito alle indagini sul territorio e grazie, soprattutto, alle telecamere presenti nella zona, gli investigatori stanno chiudendo il cerchio su una vicenda che ha scosso la comunità della cittadina in provincia di Reggio Calabria. L&#8217;auto di don Attisano, una Jeep Avenger, è stata data alle fiamme mentre era parcheggiata a pochi metri della chiesa con annessa canonica.<br />
Il luogo non è coperto da telecamere e si trova in una traversa della strada principale, a poche centinaia di metri dalla piazza centrale di Santo Stefano e dalla caserma.</p>
<p>Qui le telecamere, nella fascia oraria in cui si è consumato il rogo, hanno ripreso il passaggio di due giovani. Uno di loro, un ragazzo di 22 anni incensurato, è stato iscritto nel registro degli indagati ed è stato già interrogato dai carabinieri della locale stazione e della compagnia di Villa San Giovanni ai quali ha negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda sostenendo di aver trascorso la serata al bar, giocando a carte con gli amici, prima di rientrare a casa a piedi. In queste ore, gli investigatori stanno verificando l&#8217;alibi del giovane, mentre sembrerebbe che sia stato individuato anche il secondo sospettato. Si tratterebbe di un minorenne sul quale pare siano stati avviati degli accertamenti dopo aver informato l&#8217;autorità giudiziaria competente.</p>
<p>Per quanto riguarda il movente, infine, non è esclusa nessuna pista. Quel che è certo, al momento, è che non ci sarebbe il coinvolgimento della criminalità locale. Piuttosto gli inquirenti stanno sentendo alcune persone che gravitano attorno alla chiesa e, oltre a possibili screzi che potrebbero avere portato all&#8217;incendio dell&#8217;auto del parroco, un filone delle indagini punta su alcune circostanze relative al campo di calcio vicino alla parrocchia e, in particolare, alle dinamiche di una squadra under 19, costituita a Santo Stefano d&#8217;Aspromonte da don Vincenzo Attisano.</p>
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		<title>In fiamme l&#8217;auto del parroco  di Santo Stefano d&#8217;Aspromonte: prevale pista dolosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 11:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio]]></category>
		<category><![CDATA[parroco]]></category>
		<category><![CDATA[Santo Stefano d’Aspromonte]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Attisano]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un incendio, sulla cui natura sono in corso accertamenti anche se pare prevalere la pista dolosa, ha distrutto nella notte l&#8217;auto Jeep Avenger di proprietà di don Vincenzo Attisano, parroco di Santo Stefano d&#8217;Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria.<br />
La vettura era parcheggiata a pochi metri dalla chiesa con annessa canonica. Pur essendo vicine all&#8217;edificio, le fiamme fortunatamente non hanno interessato l&#8217;immobile.</p>
<p>Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i Carabinieri che hanno avviato le indagini nel tentativo di risalire ai possibili responsabili dell&#8217;accaduto.</p>
<p>Non è escluso che il sacerdote, dal 2022 a Santo Stefano d&#8217;Aspromonte, possa essere sentito dagli investigatori nelle prossime ore.</p>
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		<title>VIDEO-Reggio Calabria, rapina al parroco di Archi: identificati i ladri minorenni, arrestato il &#8220;palo&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-reggio-calabria-rapina-al-parroco-di-archi-identificati-i-ladri-minorenni-arrestato-il-palo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 13:13:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Archi]]></category>
		<category><![CDATA[minorenni]]></category>
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		<category><![CDATA[parroco]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-294367-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Archi-RC-Carabinieri.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Archi-RC-Carabinieri.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Archi-RC-Carabinieri.mp4</a></video></div>
<p>Era il 6 gennaio quando, come ogni giorno, la comunità di Archi si preparava a vivere una giornata di serenità. La Chiesa di Maria Santissima del Carmelo, un luogo di fede e raccoglimento, era aperta come sempre, accogliendo chiunque volesse pregare. Ma quel giorno, qualcosa di inaspettato stava per accadere, sconvolgendo la tranquillità del piccolo borgo. Due giovani, con il volto travisato, si erano introdotti furtivamente all&#8217;interno della chiesa, un’ombra che ha preso vita tra le pareti silenziose del luogo sacro. Con un cacciavite in mano si sono avvicinati al Parroco minacciandolo, un uomo che da anni dedica la sua vita a quella comunità. Il sacerdote, con calma e paura negli occhi, ha dovuto cedere, consegnando il poco denaro che aveva con sé. Poi, come due spettri, i rapinatori sono fuggiti via, mentre il Parroco, ancora sconvolto, cercava aiuto.</p>
<p>In quei momenti di caos e paura, l’Arma dei Carabinieri non ha esitato a intervenire. Giunti sul posto, i militari hanno subito avviato una serie di operazioni mirate per risalire ai responsabili. Telecamere di sorveglianza, testimonianze, indagini sul territorio. Ogni dettaglio è stato esaminato con la massima attenzione, perché per i Carabinieri ogni vittima, ogni furto, ogni rapina conta. I Carabinieri incessantemente hanno seguito ogni traccia, ogni sospetto, e grazie alla loro dedizione e professionalità, sono riusciti a identificare i due giovani rapinatori, minorenni, e a scoprire che dietro a quell’atto criminale si nascondeva anche un terzo complice, il &#8220;palo&#8221;, che aveva garantito la fuga dei due ragazzi.</p>
<p>Era una corsa contro il tempo. Il terzo complice, pur avendo agito nell’ombra, non è riuscito a sfuggire alla rete delle indagini. In meno di una settimana, grazie all&#8217;instancabile lavoro dell’Arma, è stato individuato, arrestato e posto agli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico, mentre i due minorenni sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria.</p>
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		<title>Parroco aggredito a Varapodio al termine della messa: denunciati due cugini</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/parroco-aggredito-a-varapodio-al-termine-della-messa-denunciati-due-cugini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 11:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[cugini]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Don Giovanni Rigoli]]></category>
		<category><![CDATA[parroco]]></category>
		<category><![CDATA[Varapodio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Taurianova (RC), dopo serrati accertamenti, sono riusciti a ricostruire quanto avvenuto nella serata del 15.01.2024, all&#8217;interno della chiesa di Santo Stefano di Varapodio, quando don Giovanni Rigoli, parroco di quella comunità, al termine di una messa di suffragio per una emigrante da poco venuta a mancare in Australia, veniva aggredito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Taurianova (RC), dopo serrati accertamenti, sono riusciti a ricostruire quanto avvenuto nella serata del 15.01.2024, all&#8217;interno della chiesa di Santo Stefano di Varapodio, quando don Giovanni Rigoli, parroco di quella comunità, al termine di una messa di suffragio per una emigrante da poco venuta a mancare in Australia, veniva aggredito da alcuni parenti di quest’ultima, riluttanti a sottostare ad alcune disposizioni parrocchiali circa la liturgia.<br />
Per dare un volto ed un nome ai responsabili del gesto delittuoso, i militari dell’Arma hanno operato alacremente, raccogliendo la denuncia del presbitero, acquisendo ed analizzando le videoregistrazioni delle telecamere di zona e sviluppando le testimonianze dei presenti al momento del fatto. Così, il cerchio si è stretto attorno a due cugini, uno di Varapodio e l’altro di Taurianova, ritenuti autori dell’aggressione avvenuta all’interno dell’edificio religioso.</p>
<p>A chiarire i motivi abietti di un gesto tanto spregevole, è stato lo stesso parroco che ha raccontato ai militari di essere intervenuto, al termine della funzione religiosa, per garantire l’applicazione delle disposizioni curiali ed impedire che, al momento delle condoglianze, all’interno della chiesa si creasse un assembramento di persone. Le disposizioni però non venivano recepite dai familiari della defunta, che proseguivano indifferenti alle rimostranze del prete. Quest’ultimo, anzi, richiesto nuovamente il rispetto delle norme, veniva prima raggiunto da uno dei due cugini che, afferratolo per i polsi, lo strattonava e gli intimava di lasciare immediatamente la chiesa. Il secondo, approfittando del fatto che il prelato fosse immobilizzato, si poneva alle sue spalle e gli assestava una testata nell’incavo della nuca.</p>
<p>Sulla base degli elementi di prova sinora raccolti, secondo l’ipotesi d’accusa prospettata alla Procura di Palmi, i Carabinieri hanno perciò denunciato i due uomini, uno dei quali già noto agli investigatori perché segnalato per oltraggio a p.u.,  ritenendoli responsabili di lesioni, violenza privata e turbamento di funzioni religiose</p>
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		<title>Strappati i manifesti della Settimana Santa a Caulonia: sdegno del Parroco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strappati-i-manifesti-della-settimana-santa-a-caulonia-sdegno-del-parroco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 09:14:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Caulonia]]></category>
		<category><![CDATA[don Antonio Magnoli]]></category>
		<category><![CDATA[manifesti strappati]]></category>
		<category><![CDATA[parroco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il vostro posto è al circo, tra i pagliacci e lo sterco di animali. Siete gentaglia che non vuole il bene del proprio paese, ma la sua distruzione. Lo strappo del manifesto della Settimana Santa è un chiaro segno di inciviltà che va condannato ad ogni livello. Ringrazio il vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il vostro posto è al circo, tra i pagliacci e lo sterco di animali. Siete gentaglia che non vuole il bene del proprio paese, ma la sua distruzione. Lo strappo del manifesto della Settimana Santa è un chiaro segno di inciviltà che va condannato ad ogni livello. Ringrazio il vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, per la vicinanza e la condivisione della mia condanna. Un grazie anche a tutta la comunità cauloniese, che si è espressa in modo fermo contro l&#8217;episodio&#8221;</em>.</p>
<p>Non usa mezzi termini don Antonio Magnoli, parroco di Caulonia, alla vista dei manifesti, strappati, degli appuntamenti della Settimana Santa.</p>
<p>Il post su facebook è rivolto a ignoti. Non si è ancora riusciti a risalire agli autori del gesto.</p>
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