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	<title>parità Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 06 Mar 2026 09:12:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cgil Calabria: Niente sviluppo in Calabria senza pieno riconoscimento del lavoro delle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:09:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Celeste Logiacco]]></category>
		<category><![CDATA[cgil calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non può esserci sviluppo, crescita economica né futuro per la Calabria e il Paese senza il pieno riconoscimento del lavoro delle donne e politiche capaci di rimuovere le disuguaglianze, a partire da quelle di genere&#8221;. Lo afferma la Segretaria Cgil Calabria Celeste Logiacco che a pochi giorni dalla Giornata Internazionale della Donna lancia una riflessione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>&#8220;<em>Non può esserci sviluppo, crescita economica né futuro per la Calabria e il Paese senza il pieno riconoscimento del lavoro delle donne e politiche capaci di rimuovere le disuguaglianze, a partire da quelle di genere&#8221;</em>.</strong> Lo afferma la Segretaria Cgil Calabria Celeste Logiacco che a pochi giorni dalla Giornata Internazionale della Donna lancia una riflessione su quanto questa sia fortemente penalizzata. &#8220;<em>Non possiamo accettare – </em>continua la Segretaria<em> &#8211; che ci siano ancora <strong>donne retribuite meno</strong> dei colleghi maschi, perché il nostro lavoro non vale meno di quello degli uomini; né tanto meno possiamo lasciare che la retribuzione diventi un fattore a geometria variabile a seconda del luogo e della regione nella quale si vive. Non possiamo accettare che ancora oggi molte donne subiscano <strong>molestie sui posti lavoro</strong> che troppo spesso non vengono denunciate perché la precarietà rende ricattabili, ma anche per paura del giudizio sociale e della colpevolizzazione che spesso colpisce le vittime e non i carnefici</em>&#8220;.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;La <strong>condizione occupazionale</strong> delle donne in Italia, già drammatica sia dal punto di vista <strong>quantitativo che qualitativo</strong>, registra ulteriori record negativi in Calabria – </em>denuncia Logiacco<em> -. Le donne calabresi non solo entrano meno frequentemente nel mercato del lavoro, ma spesso lo fanno in condizioni drammaticamente <strong>precarie, contratti temporanei, part-time involontario e salari inferiori rispetto agli uomini</strong>. <strong>Solo il 33,1% delle donne calabresi tra 16 e 64 anni risulta occupata</strong>, una delle percentuali più basse in Europa e da rilevazioni regionali, meno di <strong>una donna su tre ha un&#8217;occupazione regolare. </strong>Tra le più vulnerabili le lavoratrici giovani con bassa istruzione e le donne straniere impiegate in agricoltura, alberghi, ristorazione, servizi alle famiglie&#8221;.</em><strong> <em>&#8220;</em></strong><em>Continueremo &#8211; </em>afferma la Segretaria<em> &#8211; a contrastare tutte le gravi forme di<strong> caporalato, sfruttamento e violenza </strong>subite dalle<strong> donne migranti </strong>ancor di più vittime della ricattabilità e della paura e per questo troppo spesso invisibili alla società e alle istituzioni&#8221;.</em> Un ulteriore ostacolo di ingresso nel mondo del lavoro è rappresentato dalla <strong>difficoltà di conciliazione tra vita lavorativa e responsabilità familiari</strong>. <em>&#8220;In Calabria i servizi di supporto a sostegno della genitorialità, gli asili nido, e le strutture per l&#8217;assistenza agli anziani, sono insufficienti o poco accessibili. Di conseguenza &#8211; </em>spiega Logiacco <em>&#8211; molte donne sono costrette a dover scegliere tra cura della famiglia e la partecipazione al mercato del lavoro. Questo fenomeno incide negativamente non solo sull&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza economica femminile, con chiare conseguenze anche dal punto di vista previdenziale, ma anche sulla crescita complessiva della regione&#8221;</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Altro tema rilevante è quello della<strong> maternità. &#8220;</strong><em>Continua ad essere motivo di discriminazione lavorativa  &#8211; afferma sia nella fase di assunzione, sia rispetto ai percorsi di avanzamento di carriera. Servono invece investimenti seri nei servizi pubblici affinché la <strong>genitorialità </strong>diventi un valore sociale&#8221;.</em> Accanto ai fattori strutturali, assumono un ruolo rilevante anche gli <strong>aspetti culturali e sociali</strong>. Modelli che attribuiscono alle donne la responsabilità principale del lavoro domestico e di cura. <em> &#8220;Tali stereotipi influenzano le scelte individuali e limitano le opportunità di inserimento professionale.In questo contesto – </em>chiarisce la Segretaria<em> &#8211;  le donne passano da essere lavoratrici povere ad essere <strong>pensionate</strong> poverissime, spesso vittime della solitudine ed emarginate, sempre più costrette a scegliere tra la possibilità di curarsi e il sostenere le spese mensili essenziali. E mentre aumentano precarietà, discontinuità lavorativa, bassi salari e lavoro povero, si continua ad alzare l&#8217;età pensionabile per fare cassa su chi lavora arrivando persino a tagliare i fondi per i lavori usuranti e quelli precoci&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;A tutto questo noi non ci stiamo. Riteniamo  &#8211; </em>conclude la Segretaria Cgil Calabria Logiacco<em> &#8211; che la libertà e la piena emancipazione delle donne passino dal buon <strong>lavoro stabile, tutelato ed equamente retribuito</strong>, <strong>dal rafforzamento del welfare pubblico e dei servizi di cura,</strong></em><strong><em>dal cambiamento culturale che superi stereotipi e ruoli di genere e dal riconoscimento del diritto di cittadinanza per tutte e tutti&#8221;</em>.</strong></p>
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		<title>Regione: presentato il bando per le Pmi sulla “Certificazione della parità di genere”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/regione-presentato-il-bando-per-le-pmi-sulla-certificazione-della-parita-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 13:39:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato oggi, nella ricorrenza della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il bando sulla “Certificazione della parità di genere” con il quale la Regione intende sostenere le Piccole e medie imprese per ottenere la Certificazione attraverso l’erogazione di un contributo “de minimis” per spese di consulenza propedeutica e spese di certificazione. La dotazione finanziaria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato oggi, nella ricorrenza della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il bando sulla “Certificazione della parità di genere” con il quale la Regione intende sostenere le Piccole e medie imprese per ottenere la Certificazione attraverso l’erogazione di un contributo “de minimis” per spese di consulenza propedeutica e spese di certificazione. La dotazione finanziaria è di 3 milioni di euro. All’incontro con la stampa, nella sede della Cittadella a Catanzaro, sono intervenuti il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, il vicepresidente e assessore all’Organizzazione e Risorse umane, Filippo Pietropaolo, gli assessori regionali Caterina Capponi, Cultura e Pari opportunità, e Giovanni Calabrese, Lavoro e Formazione professionale, il dirigente generale del dipartimento Lavoro, Fortunato Varone, la presidente del Comitato Unico Garanzia della Regione Calabria, Stefania Agosto, la consigliera regionale di Parità, Tonia Stumpo, i dirigenti generale dei dipartimenti regionali e i referenti della linea d’azione del bando. “Avremmo potuto organizzare un convegno o un dibattito in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, ma abbiamo ritenuto più utile – ha affermato il presidente Occhiuto – presentare un’iniziativa concreta che dà la possibilità alle donne di rendersi indipendenti, di abbattere le diseguaglianze nelle imprese calabresi e di promuovere l’occupazione femminile. L’obiettivo di questo bando è, infatti, quello, di rafforzare la consapevolezza sull’importanza della parità di genere come leva strategica, economica e sociale, favorendo al contempo l’occupazione femminile. Sono molto felice che ci sia un’iniziativa concreta per promuovere la parità di genere attraverso la certificazione per le aziende. Sarebbe anche importante prevedere nei bandi riservati alle imprese una premialità per quelle che si certificano in ordine alla parità di genere, sarebbe ancora di più necessario in una regione come la Calabria dove i tassi di disoccupazione, soprattutto di quella femminile, sono molto alti. Tutti i dati macroeconomici, tutte le realtà territoriali, dicono che laddove è più alta la disoccupazione femminile c’è minore sviluppo. Quindi, investire sulla parità di genere significa anche investire sullo sviluppo della nostra regione. Questo bando– ha rimarcato Occhiuto – partirà subito, ci sta lavorando anche Fincalabra che ha contribuito, insieme alla consigliera regionale di Parità, agli assessori e ai dipartimenti regionali competenti, a mettere a punto questa buona iniziativa che pone la Calabria all’avanguardia su un tema sul quale spesso si fanno molte parole e pochi fatti”.</p>
<p>Per il vicepresidente Pietropaolo “il bando rappresenta un’iniziativa molto innovativa. Verso questo tema c’è una sensibilità che sta crescendo. Spero – ha detto – che saranno molte le aziende che aderiranno. La parità occupazionale è un obiettivo che vogliamo raggiungere anche come Amministrazione regionale dove, dopo i bandi assunzionali di questi anni, abbiamo in organico molte più donne che uomini”. L’iniziativa prevede anche alcune giornate formative presso le Camere di Commercio. Pertanto, questo bando rappresenta certamente un punto a favore nel cammino verso la parità occupazionale in Calabria”. L’avviso pubblico – illustrato dal dg Varone –, a cura dei dipartimenti regionali Lavoro e Organizzazione e personale, e del Comitato Unico di Garanzia della Regione Calabria, per la concessione di contributi alle Pmi per la “Certificazione della parità di genere”, rientra nel PR Calabria Fesr Fse+ 2021-2027 Piano per l’occupazione 2023-2027, azione 4.c.1 “Sostenere l’occupazione femminile”. I beneficiari sono le Piccole e medie imprese – qualsiasi entità che esercita attività economica a prescindere dalla forma giuridica – con sede operativa in Calabria e con almeno 1 dipendente (in apprendistato, o socio-lavoratore). A seconda del numero di dipendenti, i contributi variano dai 2.200 ai 7.500 euro (Linea 1) e dai 2.400 ai 9.600 euro (Linea 2). L’assessore Capponi ha parlato di “un bando importantissimo, non solo perché la presentazione avviene nella Giornata internazionale contro le violenze di genere, ma anche perché dà un contributo concreto alle medie e piccole imprese che dovranno certificare la parità di genere. Un atto veramente significativo, che ci deve far riflettere se si tiene conto anche dei dati Instat secondo cui nel 2023 si è registrato in Calabria un forte divario occupazionale di genere, con un tasso di occupazione femminile al 31,8%, nettamente inferiore al dato nazionale del 50%. Per questo, non basta solo sanzionare alcuni atteggiamenti e comportamenti devianti, ma bisogna costituire quel tessuto economico e sociale forte per creare un’azione, come il bando che presentiamo oggi, che possa dare alle donne un’opportunità di crescita e di indipendenza economica”.</p>
<p>Anche l’assessore Calabrese si è soffermato sui dati dell’occupazione femminile. “Le percentuali di donne occupate sono basse. Pertanto – ha evidenziato l’esponente della Giunta regionale – con questo bando vogliamo dare, insieme al nostro presidente Occhiuto e ai dipartimenti competenti, un segnale alla Calabria, un segnale di attenzione verso le donne per abbattere le barriere di discriminazione puntando all’aumento dell’occupazione femminile. Ci sono ottimi cenni di cambiamento ma il percorso è ancora lungo. Per questo motivo abbiamo voluto incentivare le aziende, che spesso non spendono risorse in questa direzione, mettendo a disposizione una dotazione molto importante. Siamo convinti e certi che le aziende calabresi, dove lavorano tantissime donne, risponderanno in modo positivo per ottenere la Certificazione della parità di genere”.</p>
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<p>In base ai dati forniti dall’Osservatorio/Laboratorio economico territoriale delle Politiche del lavoro, vi è una ridotta presenza di donne in cerca di occupazione e un alto numero di dimissioni volontarie tra le lavoratrici madri. Il divario di genere del tasso di attività risulta: uomini 51,9%, donne 33,9%. Settori economici con maggiore incidenza di occupazione femminile: sanità e istruzione (ruoli di cura e assistenza) al 60%, il resto, principalmente, in agricoltura, commercio e turismo. Stefania Agosto ha spiegato che “a seguito dell’attività promossa dal Cug, la Regione Calabria ha inteso avvalersi delle risorse assegnate dal Decreto 18 gennaio 2024 del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali adottato di concerto con il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, per il finanziamento in favore delle imprese e dei loro lavoratori di attività di formazione propedeutiche al conseguimento della Certificazione della parità di genere. Tale attività risulta essere propedeutica e complementare all’Avviso pubblico che presentiamo oggi, finalizzato a diffondere nel tessuto imprenditoriale calabrese la consapevolezza dell’importanza sociale, culturale, economica e strategica della parità di genere e a favorire un maggior tasso occupazionale e di accesso al lavoro della popolazione femminile”.</p>
<p>“Portare in Calabria la certificazione di genere – ha spiegato infine Sonia Stumpo – non era un atto scontato. Con la certificazione di genere nasce un metodo rivoluzionario perché si pone l’attenzione e il centro dell’economia sulle donne. L’altro obiettivo importante è quello dell’abbattimento del differenziale retributivo che consentirà di avvicinare il mondo femminile e il mondo maschile anche nell’attività lavorativa”. Nel corso dell’incontro è stato presentato il video, realizzato dal dipartimento Lavoro, per raccontare come il lavoro sia uno strumento prezioso per garantire alla donna libertà, parità, indipendenza, emancipazione e realizzazione. La partecipazione al bando ora in pre-informazione avviene mediante procedura “a sportello”, di imminente apertura. La piattaforma digitale è messa a disposizione da Fincalabra.</p>
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		<title>Autonomia differenziata, Occhiuto: “Servono risorse importanti. Solo a parità di LEP si può dire sì”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/autonomia-differenziata-occhiuto-servono-risorse-importanti-solo-a-parita-di-lep-si-puo-dire-si/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 09:51:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Lep]]></category>
		<category><![CDATA[Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[parità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non ho una posizione dogmatica sull’autonomia differenziata. Si tratta di una possibilità contemplata dall’articolo 116 della Costituzione (sezione peraltro riformata quando era al governo il centrosinistra). Gli articoli successivi parlano di obblighi e non di possibilità. Come l’obbligo di garantire tutti i diritti in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, sia che un cittadino viva a Crotone sia che viva a Sondrio. Come anche l’obbligo della perequazione. In verità sia la possibilità dell’autonomia differenziata, sia la garanzia dei diritti sociali e civili e l’obbligo della perequazione non mi sembra siano stati attuati come prescrive il titolo quinto della Costituzione”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista a “Il Giornale”.</p>
<p>”Ho detto più volte che il disegno di legge di Calderoli è come un treno che ha tre vagoni: quello dell’autonomia differenziata, quello dei diritti sociali e civili non più quantificati secondo il criterio ingiusto della spesa storica ma secondo i fabbisogni, e quello della perequazione.</p>
<p>Se spinto dall’autonomia differenziata il treno arriva in stazione e porta con sé anche gli altri due vagoni, credo sia un grande risultato anche per le regioni del nostro Meridione dove oggi i diritti sociali e civili non sono garantiti nello stesso modo di altre regioni. E per arrivare a un punto di parità servirebbero risorse importanti. Solo a parità di Lep (<em>Livelli essenziali di prestazione, ndr</em>) posso dire di sì all’autonomia differenziata”, sottolinea il governatore Occhiuto.</p>
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