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	<title>pagelle Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Sanità, pagelle ministero &#8220;Sistema di garanzia Lea&#8221;: Calabria in situazione negativa in alcune aree</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 14:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Promosse le cure in ospedale ma è ancora buio o quasi in Italia per le due aree più critiche della prevenzione e dell&#8217;assistenza sul territorio. Tradotto: i pazienti ricoverati ricevono interventi sempre più appropriati e tempestivi dall&#8217;ictus ai tumori ma su temi cruciali per la salute come vaccinazioni, screening oncologici, stili di vita così come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Promosse le cure in ospedale ma è ancora buio o quasi in Italia per le due aree più critiche della prevenzione e dell&#8217;assistenza sul territorio. Tradotto: i pazienti ricoverati ricevono interventi sempre più appropriati e tempestivi dall&#8217;ictus ai tumori ma su temi cruciali per la salute come vaccinazioni, screening oncologici, stili di vita così come sull&#8217;uso di antibiotici, assistenza a domicilio, cure palliative, assistenza ai non autosufficienti o i tempi di arrivo di un&#8217;ambulanza la strada è tutta in salita. E come sempre <strong>quando si parla di sanità </strong>nel nostro paese, vale la regola <strong>“regione che vai cure che trovi”</strong>: la classifica vede al top Veneto, Toscana, Trento ed Emilia Romagna e <strong>in coda Calabria</strong>, Valle d&#8217;Aosta, Sicilia e Abruzzo. Con un evidente sbilanciamento a sfavore del Sud. A dare il polso della situazione della nostra Sanità e delle cure che vengono erogate agli italiani sono le ultime “<strong>pagelle</strong>” che il ministero della Salute sta per pubblicare e che il Sole 24 ore è in grado di anticipare nei suoi risultati definitivi che riguardano il 2023: si tratta degli ultimi risultati elaborati dal ministero della Salute &#8211; attraverso il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) &#8211; che monitora qualità e quantità dei Lea, i livelli essenziali di assistenza e cioè le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è chiamato a erogare in modo gratuito e omogeneo da nord a sud del paese. E che ancora una volta sono la cartina di tornasole delle disuguaglianze nell&#8217;accesso alle cure, sulla pelle dei cittadini. L&#8217;esame dei <strong>24 indicatori “core”</strong>, cioè determinanti ai fini del punteggio assegnato a ogni Regione per ciascuna area – appunto ospedale, prevenzione e distretto – fotografa tra 2019 e 2023 un trend di miglioramento soltanto per gli ospedali la cui performance &#8211; va detto &#8211; pesa per il 50% sull&#8217;intera assistenza. Dall&#8217;altra parte, si registra il peggioramento continuo per l&#8217;area della Sanità territoriale (distretto) e per le attività di prevenzione. Con diverse “insufficienze”: sono infatti otto le Regioni che ne incassano almeno una se non due in uno dei tre indicatori. Insufficienze che tra l&#8217;altro sono considerate “inadempienze” e quindi precludono l&#8217;accesso ai fondi premiali previsti dal Fondo sanitario.</p>
<p>Gli <strong>ultimi dati del Sistema di garanzia Lea</strong> fotografano per l&#8217;ennesima volta un&#8217;Italia a tante velocità ma con i risultati migliori concentrati nel Nord del Paese. Sono tredici le Regioni che raggiungono la sufficienza con un punteggio superiore a 60 in una scala da zero a cento in ciascuna delle tre macro aree: Piemonte, Lombardia, Pa Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna. Tra queste spiccano le performance delle “top” che riescono quindi non solo a erogare i Lea ai propri cittadini ma anche ad attrarre un flusso di pazienti con la valigia che si traduce in un saldo di mobilità sanitaria calcolato in circa 5 miliardi. Dall&#8217;altra parte, ben otto sono le Regioni “sotto-soglia” in almeno una o due aree: Valle d&#8217;Aosta su ospedale (unica Regione ad avere un&#8217;insufficienza per le cure in corsia) e distretto mentre Abruzzo, <strong>Calabria</strong> e Sicilia <strong>sono insufficienti su prevenzione e distretto</strong>. Bolzano, Liguria e Molise invece vanno “sotto” nell&#8217;area prevenzione mentre la Basilicata non centra il target delle cure distrettuali. E nel complesso <strong>sono sei le Regioni che non raggiungono la sufficienza nella prevenzione</strong>: Pa di Bolzano, Liguria, Abruzzo, Molise, <strong>Calabria </strong>e Sicilia mentre <strong>per il distretto restano sotto</strong> l&#8217;asticella dei 60 punti Valle d&#8217;Aosta, Abruzzo, Basilicata, <strong>Calabria</strong> e Sicilia.</p>
<p>In molte Regioni resta fragile proprio quel “territorio” che la pandemia aveva rivelato come un vero e proprio tallone d&#8217;Achille del Servizio sanitario nazionale. Da qui la scelta di prevedere nel Piano nazionale di ripresa e resilienza un investimento in termini di risorse e riorganizzazione delle cure primarie che cuba oltre 7 miliardi, ma oggi questo traguardo sembra irraggiungibile per giugno 2026 quando il Pnrr “scadrà”. Proprio dagli ultimi dati 2023 sui Lea, soprattutto per l&#8217;area-distretto, erano attesi i primi effetti dell&#8217;adozione degli standard fissati dal decreto 77 del 2022 che ha messo a terra il Pnrr ridisegnando le cure, tra case e ospedali di comunità, centrali operative territoriali, telemedicina e assistenza domiciliare integrata. E invece niente.<br />
Senza contare che sono sotto il tiro incrociato dei sindacati di categoria riforme su cui il ministro della Salute Orazio Schillaci punta molto per “sbloccare” l&#8217;assistenza primaria, come la revisione dello status giuridico della medicina generale attraverso il passaggio dal convenzionamento alla dipendenza che dovrebbe portare i dottori di famiglia a lavorare nelle Case di comunità previste con il Pnrr. Un tema su cui già il suo predecessore Roberto Speranza era stato costretto a fare marcia indietro.<br />
(<em>Fonte: ilsole24ore.com</em>)</p>
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