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	<title>osservatorio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 01 May 2026 15:16:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Osservatorio nuove povertà, Belmonte: &#8220;Salari compressi e diritti fondamentali spesso tralasciati&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 13:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del Primo maggio l&#8217;Osservatorio regionale sulle nuove povertà &#8220;intende riaccendere la luce su una piaga sociale che in Calabria assume contorni d&#8217;emergenza: il lavoro povero. Avere un&#8217;occupazione non è più garanzia di autosufficienza economica. Nonostante le politiche governative abbiano portato a un significativo calo della disoccupazione nazionale, attestata al 5,2%, il dato giovanile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del Primo maggio l&#8217;Osservatorio regionale sulle nuove povertà <em>&#8220;intende riaccendere la luce su una piaga sociale che in Calabria assume contorni d&#8217;emergenza: il lavoro povero. Avere un&#8217;occupazione non è più garanzia di autosufficienza economica. Nonostante le politiche governative abbiano portato a un significativo calo della disoccupazione nazionale, attestata al 5,2%, il dato giovanile resta critico a causa delle fragilità intrinseche del mercato&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;S<em>ebbene in Italia &#8211; prosegue l&#8217;Osservatorio &#8211; vi sia una solida rappresentanza di &#8216;contratti buoni&#8217; e i salari crescano laddove vi è una sana contrattazione, la Calabria soffre per il precariato, i contratti &#8216;pirata</em>&#8216;, il dilagare del dumping contrattuale e il part-time involontario. Qui, per troppi giovani e donne, il lavoro rischia di trasformarsi da strumento di emancipazione a trappola di sussistenza. &#8220;<em>Non possiamo festeggiare pienamente &#8211; dichiara il direttore Antonio Belmonte &#8211; finché oltre il 13% dei lavoratori vive sotto la soglia di povertà. La Calabria è diventata un&#8217;isola dove i salari sono compressi e i diritti fondamentali spesso tralasciati. Il nostro monitoraggio parla chiaro: la povertà lavorativa è una realtà strutturale che genera nuove povertà, costringendo chi lavora a chiedere aiuto per i beni di prima necessità&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;Osservatorio sottolinea, inoltre, &#8220;<em>il binomio inscindibile tra bassi salari e rischio sicurezza. La precarietà contrattuale si traduce spesso in una minore tutela della salute. Chi è povero e ricattabile ha meno forza contrattuale per pretendere standard di sicurezza adeguati, alimentando la tragica statistica degli infortuni lavorativi</em>&#8220;. L&#8217;Osservatorio regionale sulle nuove povertà &#8211; conclude una nota &#8211; <em>&#8220;in sinergia con la Regione Calabria e il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali rinnova l&#8217;impegno a vigilare e a dare voce a chi non ne ha, affinché il lavoro torni a essere, come recita la nostra Costituzione, il fondamento di una cittadinanza piena e dignitosa e non un&#8217;estensione della marginalità sociale e delle nuove povertà. Attendiamo con fiducia l&#8217;attuazione delle nuove norme, continuando uniti a contrastare il lavoro povero&#8221;</em>.<br />
(<em>Ansa)</em></p>
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		<title>Osservatorio nuove povertà, &#8216;baratro Isee 2025&#8217;: in Calabria è emergenza sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 08:45:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I dati pubblicati dall&#8217;Osservatorio Inps sulle dichiarazioni Isee relative al 2025 non sono semplici statistiche: sono la certificazione di un fallimento sociale e di una frattura strutturale che sta spaccando in due l&#8217;Italia. I dati mostrano che la Calabria mantiene il reddito Isee più basso del Paese. Mentre le altre regioni tentano una ripresa, la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;I dati pubblicati dall&#8217;Osservatorio Inps sulle dichiarazioni Isee relative al 2025 non sono semplici statistiche: sono la certificazione di un fallimento sociale e di una frattura strutturale che sta spaccando in due l&#8217;Italia. I dati mostrano che la Calabria mantiene il reddito Isee più basso del Paese. Mentre le altre regioni tentano una ripresa, la Calabria scivola all&#8217;ultimo posto, segnando un divario economico con il Nord che ha ormai superato la soglia psicologica e materiale dei 10.000 euro&#8221;</em>. Lo afferma Antonio Belmonte, direttore dell&#8217;Osservatorio regionale sulle nuove povertà, rispetto al rapporto 2025 dell&#8217;Inps secondo cui il valore medio nazionale dell&#8217;Isee si attesta a 17.639 euro mentre in Calabria, la media è 13.141 euro.</p>
<p><em>&#8220;Il confronto con il Trentino Alto Adige, che supera i 23.000 euro &#8211; </em>prosegue Belmonte<em> &#8211; è impietoso. Siamo di fronte a una distanza di quasi 10.000 euro che non è solo numerica, ma rappresenta una differenza abissale nell&#8217;accesso ai diritti, alla salute, all&#8217;istruzione e al futuro. Se quasi una famiglia su quattro in Calabria vive con meno del minimo necessario, questi nuovi dati Isee ci dicono che anche chi lavora o possiede un minimo di patrimonio è comunque povero rispetto al resto d&#8217;Italia&#8221;.  Il rapporto, è scritto in una nota, evidenzia come il 43% delle dichiarazioni Isee nazionali provenga dal Sud e dalle Isole, &#8220;una quota sproporzionata rispetto alla popolazione residente, solo un terzo della popolazione italiana&#8221;. &#8220;Questa massiccia richiesta di certificazioni per accedere a bonus e agevolazioni &#8211; </em>afferma Belmonte <em>&#8211; non deve essere letta come una propensione all&#8217;assistenzialismo. È l&#8217;effetto diretto di un mercato del lavoro che non garantisce l&#8217;autosufficienza. In Calabria, il welfare è diventato l&#8217;unico ammortizzatore contro retribuzioni insufficienti, part-time involontario e una precarietà che colpisce migliaia di nuclei familiari, alimentando nuove e preoccupanti forme di povertà. Condividiamo l&#8217;allarme lanciato dalle parti sociali: questa è un&#8217;emergenza economica e occupazionale. Il basso valore Isee è lo specchio di un sistema produttivo locale vulnerabile, dove il lavoro sommerso e precario priva i cittadini della loro dignità e lo Stato delle risorse per i servizi&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Servono &#8211; </em>sottolinea il direttore dell&#8217;Osservatorio regionale sulle nuove povertà<em> &#8211; interventi immediati che vadano oltre il mero sussidio, puntando sulla creazione di occupazione stabile e regolare. In tal senso, va la proposta di legge regionale depositata dalla Lega, mirata a un utilizzo sistematico e coordinato delle graduatorie vigenti nei concorsi pubblici. È fondamentale valorizzare gli idonei di ogni comparto per dare stabilità al sistema, evitando bandi ripetuti, sovrapposti e dispendiosi&#8221;.  &#8220;La Calabria &#8211; </em>conclude Belmonte <em>&#8211; non chiede ulteriore assistenza, ma chiede dignità. Non possiamo accettare che la povertà diventi un destino ereditario. È necessario un Patto sociale che impegni Governo, Regione e imprese a invertire una rotta che, se confermata, condannerà la nostra terra a un&#8217;irrilevanza sociale ed economica irreversibile&#8221;.</em><br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>A Cassano allo Ionio nasce un osservatorio diocesano sui fenomeni mafiosi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/a-cassano-allo-ionio-nasce-un-osservatorio-diocesano-sui-fenomeni-mafiosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2025 15:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un osservatorio diocesano sui fenomeni mafiosi e per la legalità. E&#8217; l&#8217;iniziativa, avviata dalla diocesi di Cassano allo Ionio (Cosenza), per rispondere in maniera concreta al fenomeno mafioso. Nel corso di una conferenza stampa il vescovo di Cassano e vice presidente della Cei monsignor Francesco Savino ha spiegato come il progetto nasca &#8220;dall&#8217;esortazione Evangelii gaudium [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un osservatorio diocesano sui fenomeni mafiosi e per la legalità. E&#8217; l&#8217;iniziativa, avviata dalla diocesi di Cassano allo Ionio (Cosenza), per rispondere in maniera concreta al fenomeno mafioso. Nel corso di una conferenza stampa il vescovo di Cassano e vice presidente della Cei monsignor Francesco Savino ha spiegato come il progetto nasca &#8220;dall&#8217;esortazione Evangelii gaudium di Papa Bergoglio, che invita la Chiesa a uscire dalle mura e ad essere presente nelle situazioni di disagio e violenza là dove c&#8217;è sofferenza e sangue versato. La Chiesa &#8211; ha sottolineato monsignor Savino &#8211; è chiamata a stare dove c&#8217;è sofferenza, dove la dignità è calpestata, dove il Vangelo deve diventare parola incarnata&#8221;.</p>
<p>&#8220;È tempo di osare, è tempo di coraggio, è tempo di profezia. Vogliamo attivare processi di cambiamento e l&#8217;osservatorio obbedisce soprattutto all&#8217;obiettivo di osservare, approfondire e capire le cause dei fenomeni malavitosi&#8221;, ha aggiunto.<br />
La guida dell&#8217;istituto è affidata a don Marcello Cozzi, da anni impegnato sul fronte dell&#8217;antimafia sociale.<br />
&#8220;L&#8217;osservatorio &#8211; ha detto &#8211; nasce con l&#8217;obiettivo di interferire con gli affari delle mafie. Uno strumento di cui la chiesa si dota per dire a se stessa, e al territorio intero, che il contrasto alle mafie non può essere soltanto questione di pochi, ma deve interessare l&#8217;intera comunità, a partire dalla chiesa che ha sempre annunciato il Vangelo come forza di liberazione&#8221;.</p>
<p>L&#8217;osservatorio fornirà un supporto concreto e qualificato alle vittime di estorsioni, usura, corruzione, sopraffazioni mafiose, e alle loro famiglie. &#8220;Tra le azioni più importanti &#8211; ha sottolineato don Cozzi &#8211; vi è prima di tutto l&#8217;accompagnamento delle vittime, per liberarle da ogni forma di schiavitù e far capire a chi subisce la prepotenza mafiosa che non deve sentirsi solo ma che c&#8217;è una comunità che è pronta ad accompagnarlo e a sostenerlo&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Minacce ai giornalisti: Calabria tra regioni più colpite, nel Cosentino maggior numero episodi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/minacce-ai-giornalisti-calabria-tra-regioni-piu-colpite-nel-cosentino-maggior-numero-episodi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 05:40:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Osservatorio cronisti minacciati di Viminale, Fnsi e Ordine, nei primi sei mesi di quest&#8217;anno, ha censito 81 episodi di intimidazione nei confronti di giornalisti, il 76% in più rispetto ai 46 episodi dello stesso periodo del 2024. Fra i dati del report emerge che il fenomeno delle minacce nei confronti delle giornaliste, dopo aver visto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Osservatorio cronisti minacciati di Viminale, Fnsi e Ordine, nei primi sei mesi di quest&#8217;anno, ha censito 81 episodi di intimidazione nei confronti di giornalisti, il 76% in più rispetto ai 46 episodi dello stesso periodo del 2024. Fra i dati del report emerge che il fenomeno delle minacce nei confronti delle giornaliste, dopo aver visto una tendenziale diminuzione dei casi registrati nei primi semestri del periodo 2021-2024, registra un’inversione di tendenza, facendo registrare 20 episodi nei primi sei mesi del 2025. A questi 20 – ricorda la Fnsi – vanno aggiunti 46 episodi di cui sono stati vittime colleghi uomini, mentre 15 sono stati i casi registrati contro redazioni giornalistiche, troupe non meglio specificate o relativi a minacce generiche rivolte alla figura del giornalista (ad esempio striscioni esposti durante eventi sportivi). <strong>Tra le regioni più “pericolose” </strong>per gli operatori dell’informazione figurano il Lazio, la Lombardia e la Campania; seguono <strong>Calabria</strong>, Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia. </p>
<p><strong>Le province</strong> in cui è stato rilevato il maggior numero di episodi sono Roma (con 16 episodi) e Napoli (7), seguite da <strong>Cosenza</strong> e Milano con 5 eventi ciascuna e Torino (4). In tutto 16 le regioni dove si sono verificate le intimidazioni, con le prime sette che hanno fatto registrare l’81,5% del totale delle intimidazioni. Degli 81 episodi della prima metà di quest’anno 40 sono riconducibili a contesti socio/politici, 28 a contesti di criminalità comune, 11 a contesti di criminalità organizzata, concentrati questi ultimi in Campania (5), Lazio (3), <strong>Calabria</strong> (2) e Sicilia (1). Trentuno i casi di intimidazione perpetrati via web. Gli altri modus operandi più utilizzati sono stati scritte ingiuriose/minacciose (18), aggressioni fisiche (16), minacce verbali (12), danneggiamenti (4). </p>
<p>Altra novità del report relativo al primo semestre 2025 è un capitolo dedicato all’analisi del trend del fenomeno nel quinquennio 2021-2025: se gli episodi registrati hanno visto una sostanziale flessione fino al 2024, &#8220;il 2025 sembra evidenziare un aumento dei casi&#8221;, conclude l’analisi dell&#8217;Osservatorio cronisti minacciati.</p>
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		<item>
		<title>Report Osservatorio MPI di Confartigianato: Le nuvole dell&#8217;incertezza sull&#8217;economia calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-osservatorio-mpi-di-confartigianato-le-nuvole-dellincertezza-sulleconomia-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 10:53:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[MPI Confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Ascioti Report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Focus sulla Calabria nel 35° report dell&#8217;Osservatorio MPI di Confartigianato, dal titolo &#8220;Le nuvole dell&#8217;incertezza e gli scenari dell&#8217;autunno 2025&#8221;. Il documento fotografa una regione che mostra segni di vitalità in alcuni settori strategici, ma che resta esposta alle difficoltà strutturali dell&#8217;economia italiana e alle tensioni geopolitiche globali. L&#8217;attuale contesto nazionale, segnato da una crescita [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-osservatorio-mpi-di-confartigianato-le-nuvole-dellincertezza-sulleconomia-calabrese/">Report Osservatorio MPI di Confartigianato: Le nuvole dell&#8217;incertezza sull&#8217;economia calabrese</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Focus sulla Calabria nel 35° report dell&#8217;Osservatorio MPI di Confartigianato</strong>, dal titolo &#8220;Le nuvole dell&#8217;incertezza e gli scenari dell&#8217;autunno 2025&#8221;. Il documento fotografa una regione che mostra segni di vitalità in alcuni settori strategici, ma che resta esposta alle difficoltà strutturali dell&#8217;economia italiana e alle tensioni geopolitiche globali. L&#8217;attuale contesto nazionale, segnato da una crescita debole e dalla crisi della manifattura, penalizza anche la Calabria, pur con alcune eccezioni virtuose. <strong>Le micro e piccole imprese regionali resistono meglio della media</strong>, soprattutto nei comparti alimentare, legno, metallo e altre manifatture, che nei primi sei mesi del 2025 registrano una crescita dell&#8217;export del +9,7% contro il -1,2% nazionale. <strong>Le esportazioni</strong> complessive di prodotti manifatturieri ammontano a 443 milioni di euro, pari allo 0,1% del totale italiano e all&#8217;1,4% del Mezzogiorno, con un incremento del +3% rispetto al 2024. <strong>I principali motori di questa espansione sono i prodotti alimentari, i macchinari e la metallurgia</strong>, che insieme rappresentano oltre la metà dell&#8217;export regionale.</p>
<p>Significativo anche il dato sulle relazioni commerciali <strong>con Germania, Stati Uniti e Cina</strong>. Verso Berlino — terzo partner commerciale della Calabria — le vendite crescono del +7,3%, invertendo la rotta rispetto al -17% del 2024. Ancora più marcato l&#8217;aumento dell&#8217;export <strong>verso gli Stati Uniti</strong> (+22%), primo mercato di destinazione del <strong>&#8220;made in Calabria&#8221;</strong>, grazie alla domanda anticipata prima dell&#8217;applicazione dei nuovi dazi. In controtendenza anche il commercio con la Cina, che segna un +16,1%, spinto dai prodotti chimici.<br />
Sul fronte energetico, la regione continua a pagare un caro prezzo per il costo delle bollette: l&#8217;extracosto sostenuto dalle imprese dei settori artigiani rispetto alla media europea è di circa 10 milioni di euro, pari allo 0,03% del valore aggiunto calabrese. Tuttavia, la Calabria beneficia di una maggiore capacità di copertura del <strong>fabbisogno energetico da fonti rinnovabili, che raggiunge il 38% grazie all&#8217;eolico, attenuando parzialmente l&#8217;impatto dell&#8217;inflazione energetica</strong>. Positivi anche i dati demografici d&#8217;impresa. Al secondo trimestre 2025 sono attive 183.507 imprese totali (+0,39%) e 31.739 artigiane (+0,36%), entrambe in crescita rispetto al 2024. Sul lavoro, la Calabria mostra un miglioramento significativo, pur restando ultima in Italia per tasso di occupazione (46,5%) e tra le prime per disoccupazione (11,8%). Tuttavia, è la regione che segna la crescita occupazionale più sostenuta: +5,1% nei primi sei mesi del 2025, pari a 27mila occupati in più rispetto all&#8217;anno precedente. In crescita anche l&#8217;occupazione indipendente (+5,3%) e quella dipendente (+4,7%). A livello settoriale, la manifattura traina (+13,5%), seguita da costruzioni (+5,9%) e servizi (+3,3%). Anche la domanda di lavoro per il trimestre settembre-novembre 2025 è in aumento (+6,5%), trainata dai servizi alla persona (+44,1%) e dal turismo (+11,2%).</p>
<p><strong>Preoccupante resta invece la carenza di manodopera qualificata</strong>: in Calabria è difficile reperire il 44,4% delle figure richieste, con un picco del 55,4% per operai specializzati. Inoltre, la regione presenta un forte squilibrio generazionale: per ogni 100 lavoratori under 35 ci sono oltre 70 over 55, e nei prossimi 25 anni la popolazione in età lavorativa diminuirà del 30,1%.<br />
«I dati del nostro Osservatorio — <strong>commenta Salvatore Ascioti</strong> — delineano una Calabria che reagisce, che esporta di più e che mostra segnali incoraggianti nell&#8217;occupazione e nella tenuta delle imprese artigiane. Tuttavia, la crescita rimane fragile e disomogenea. La dipendenza energetica, l&#8217;invecchiamento della forza lavoro e la difficoltà nel reperire personale qualificato rappresentano nodi strutturali che vanno affrontati con politiche di lungo respiro. Serve una strategia che metta al centro la formazione, l&#8217;innovazione e l&#8217;impresa diffusa, sostenendo chi ogni giorno crea valore e occupazione nei territori. L&#8217;artigianato e le microimprese calabresi — conclude — sono la spina dorsale della nostra economia: ma per competere davvero, devono essere messe nelle condizioni di lavorare con pari opportunità rispetto al resto del Paese».</p>
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		<title>Osservatorio su criminalità economica e lavoro non dignitoso, Cgil: Sì a proposta Procuratore Curcio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2024 10:32:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La proposta del Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, di istituire un Osservatorio sulla criminalità economica e il lavoro non dignitoso si configura come una risposta incisiva alla crescente problematica dello sfruttamento del lavoro e delle pratiche illegali, che in Calabria e in altre regioni d&#8217;Italia continuano a compromettere sia il benessere e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La proposta del Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, di istituire un Osservatorio sulla criminalità economica e il lavoro non dignitoso si configura come una risposta incisiva alla crescente problematica dello sfruttamento del lavoro e delle pratiche illegali, che in Calabria e in altre regioni d&#8217;Italia continuano a compromettere sia il benessere e la dignità dei lavoratori che la sostenibilità di un&#8217;economia sana e prospera&#8221;. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, in merito alla proposta avanzata dal dottor Curcio in occasione di un seminario organizzato dall&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro. Anche il rettore dell&#8217;Ateneo, prof. Giovanni Cuda, ha sottolineato l&#8217;importanza di questa iniziativa e ha confermato l&#8217;impegno dell&#8217;Università a sostenere il progetto attraverso il Centro di ricerca &#8220;Digit Lab Law &#8211; Transizione digitale, autonomie negoziali e relazioni di lavoro&#8221;, guidato dal prof. Antonio Viscomi.</p>
<p>La Cgil Area Vasta, ritiene che &#8220;l&#8217;istituzione dell&#8217;Osservatorio possa rappresentare una risposta necessaria ai gravi fenomeni di sfruttamento che colpiscono quotidianamente lavoratori in numerosi settori, come l&#8217;agricoltura, il turismo, il commercio e altri comparti, dove il lavoro nero, il mancato rispetto dei contratti collettivi e le condizioni di lavoro non dignitose sono all&#8217;ordine del giorno. La diffusione di situazioni di lavoro grigio e nero, danneggia la qualità del lavoro e minano la competitività dell&#8217;intero sistema economico&#8221;, afferma ancora Scalese. &#8220;Il nostro impegno sarà costante affinché questa iniziativa possa portare a una maggiore attenzione da parte delle forze dell&#8217;ordine, delle istituzioni e delle altre parti sociali nel contrastare le illegalità e nel garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori – afferma ancora Scalese -. Mettiamo a disposizione dell&#8217;Osservatorio la nostra esperienza quotidiana nel difendere i diritti dei lavoratori, e rafforzando ulteriormente il suo ruolo nel contesto territoriale e nazionale. Un sistema di monitoraggio e di azione congiunta, che coinvolga le istituzioni, gli ispettorati del lavoro e le forze dell&#8217;ordine, è fondamentale per rispondere alla drammatica situazione che interessa numerose realtà lavorative in Calabria e in altre regioni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa iniziativa, che vede il coinvolgimento anche delle università e delle realtà di ricerca, è un&#8217;opportunità per rafforzare il nostro impegno verso il rispetto della legalità e, soprattutto, per garantire la dignità dei lavoratori, attraverso il monitoraggio e l&#8217;emersione di pratiche illegali e di sfruttamento – conclude Scalese -. La Cgil continuerà a lavorare a fianco dell&#8217;Osservatorio e delle altre forze sociali per assicurare che il lavoro in tutte le sue forme sia rispettoso dei diritti e delle condizioni di dignità per ogni lavoratore, nel rispetto delle normative e dei contratti nazionali&#8221;.</p>
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		<title>Osservatorio regionale sport: la regione Calabria può e deve fare di più sull’impiantistica sportiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 09:27:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Colella]]></category>
		<category><![CDATA[impiantistica]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I dati pubblicati il 30 settembre 2024 dal Sole 24 ore sull&#8217;Indice di sportività elaborato da Pts, società di consulenza strategica e direzionale e giunto alla 18ª edizione, consegnano uno spaccato del territorio fortemente diviso tra Nord e Sud&#8221;. Il presidente dell’Osservatorio regionale per lo sport, Fabio Colella (nella foto), a fronte di tali dati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I dati pubblicati il 30 settembre 2024 dal Sole 24 ore sull&#8217;<strong>Indice di sportività</strong> elaborato da Pts, società di consulenza strategica e direzionale e giunto alla 18ª edizione, consegnano uno spaccato del territorio fortemente diviso tra Nord e Sud&#8221;.<br />
Il presidente dell’Osservatorio regionale per lo sport, <strong>Fabio Colella</strong> (<strong>nella foto</strong>), a fronte di tali dati evidenzia che “vi sono importanti differenze che emergono tra Settentrione e Mezzogiorno e a colpire, ancor di più, è l’esistenza di una disparità legata anche al notevole divario infrastrutturale: dei 77 mila impianti nel nostro Paese, il 52% è concentrato al Nord, a fronte del 26% al Sud. La percentuale di impianti non terminati o non usati, invece, è il 20% al Sud contro l&#8217;8% al Nord. Tra gli indici di questa classifica, ci sono anche le scuole, per le quali si registra il dato per cui sei scuole su dieci hanno una palestra e una su dieci una palestra accessibile.</p>
<p>Le città calabresi si collocano nelle posizioni più basse della classifica nazionale, mostrando la penuria di impiantistica e di politiche sportive: Catanzaro si posiziona all’80° posto su 117 con 243,5 punti, seguita da Reggio Calabria al 95° posto con 189,4 punti. E ancora più in fondo alla classifica, vi sono Cosenza (98° posto, 180,6 punti), Crotone (99° posto, 171,7 punti) e, infine, Vibo Valentia, che chiude terz’ultima, al 105° posto con soli 118,8 punti. Alla luce di questi dati, occorre adottare una visione di insieme basata su una costante ed efficace collaborazione tra la Regione e le città coinvolgendo le innumerevoli società sportive radicate sul territorio che lavorano incessantemente e con pochi mezzi a disposizione”.</p>
<p>Aggiunge, inoltre, che “i temi su cui necessariamente confrontarsi nei prossimi mesi sono l’inclusività, l’istruzione, la salute tenendo ferma la realizzazione dell’obiettivo per la nostra Regione che è quello di invertire il trend di un Sud che spende meno nel settore dell’impiantistica e facendo sì che i lavori iniziati possano vedere presto una fine”. In conclusione, ad avviso del presidente dell’Osservatorio: “la sfida sarà anche quella di indirizzare gli investimenti in modo corretto valorizzando gli sport che sono più praticati e che possono dare alla popolazione e al turismo sportivo ricadute positive in termini di incremento delle competizioni, in considerazione della vocazione naturale, ecosostenibile ed accessibile che ha la Calabria”.</p>
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		<title>Giornata mondiale contro la violenza sulla donne, Mancuso: Riattivare Osservatorio regionale su violenza di genere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 14:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Mancuso]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza alle donne, il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso, è del parere che “oltre alle ricorrenze, pure importanti, debbono seguire i fatti. Perché l’esplosione di violenza contro le donne, specie quella inflitta nelle mura di casa, che ogni ora e ogni giorno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza alle donne, il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso, è del parere che “oltre alle ricorrenze, pure importanti, debbono seguire i fatti. Perché l’esplosione di violenza contro le donne, specie quella inflitta nelle mura di casa, che ogni ora e ogni giorno scuote le coscienze, ci dice che non si sta facendo tutto il possibile”. </p>
<p>Il presidente Mancuso auspica che “Contro questo fenomeno aberrante, sia per diffusione che per la drammaticità degli eventi, le Istituzioni &#8211; ad ogni livello &#8211; agiscano  con responsabilità, rigore e tempestività. Prevenire le violenze, senza più frapporre indugi burocratici, distrazioni da parte di chi ha il dovere di intervenire  o sviste colpevoli,  e non lasciare sole le donne che chiedono aiuto, in una fase economica che rende le donne più vulnerabili e che segnala  un’intollerabile aumento di casi di donne uccise da mariti, ex mariti, conviventi o ex conviventi ( più 20 per cento secondo l’Onu dall’insorgere della pandemia),  è diventata un’emergenza democratica, di vita e di civiltà”.<br />
Aggiunge il presidente Mancuso:  “E’ un segnale apprezzabile che il Governo, per accompagnare le donne vittime di violenza al recupero della loro libertà di scelta  e di movimento favorendone l’indipendenza economica, destini ulteriori e specifiche risorse, ma ciò che è altrettanto necessario è che le iniziative e gli strumenti a disposizione diventino strutturali &#8211; a partire dal sostegno alle associazioni ed ai Centri antiviolenza presenti sul territorio &#8211; e soprattutto  incidano efficacemente  sul fenomeno”.<br />
Mancuso, infine, torna sull’idea (annunciata nel suo intervento d’insediamento il 15 novembre scorso) “di riprendere e far funzionare l’Osservatorio regionale  sulla violenza di genere (istituito con legge), perché si occupi della programmazione di azioni di sensibilizzazione e di diffusione della cultura del rispetto reciproco tra i sessi, dando spazio all’attivo coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e alla formazione degli attori istituzionali e sociali impegnati a vario titolo nel contrasto e nella prevenzione della violenza di genere”.</p>
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