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	<title>Opi Cosenza Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jul 2024 16:29:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Aggressioni a infermieri e operatori sanitari. Sposato (Opi Cosenza): management si costituisca parte civile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 13:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano gli episodi di aggressione agli operatori sanitari, soprattutto medici ed infermieri. È questa la vera motivazione per cui molti &#8220;scappano&#8221; per trovare rifugio in altre unità operative oppure rinunciano all&#8217;incarico. &#8220;Serve a poco inaugurare nuovi spazi e dare l&#8217;immagine che tutto è cambiato, quando tutto resta uguale, appare come la solita strategia gattopardiana. L&#8217;Opi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano gli episodi di aggressione agli operatori sanitari, soprattutto medici ed infermieri. È questa la vera motivazione per cui molti &#8220;scappano&#8221; per trovare rifugio in altre unità operative oppure rinunciano all&#8217;incarico. &#8220;Serve a poco inaugurare nuovi spazi e dare l&#8217;immagine che tutto è cambiato, quando tutto resta uguale, appare come la solita strategia gattopardiana. L&#8217;Opi di Cosenza intende denunciare pubblicamente la grave situazione di insicurezza in cui versa il P.S. di Cosenza ed invitano il management dell&#8217;Azienda Ospedaliera a mettere in atto tutto quanto necessario a garantire la sicurezza degli operatori e ripristinare le regole negli accessi, chiedendo quali provvedimenti, immediati, intenda attuare per debellare il fenomeno delle aggressioni&#8221;. Fausto Sposato, presidente degli infermieri cosentini, difende l&#8217;intera categoria.<br />
E pone alcune questioni al management dell&#8217;azienda ospedaliera di Cosenza. &#8220;Da troppo tempo si sorvola sull&#8217;argomento per non affrontarlo ma oggi non è più possibile alcun rinvio. Alla luce dell&#8217;ennesimo grave episodio accaduto al Pronto Soccorso di Cosenza e che ha avuto come protagonista, suo malgrado, un infermiere, visto che la situazione è diventata insostenibile, l&#8217;Ordine degli Infermieri di Cosenza interviene a difesa dei propri iscritti&#8221;, assicura Sposato.</p>
<p>Come riportato da alcuni quotidiani, pare che esista un fantomatico &#8220;saltafila&#8221;. Per Sposato, &#8220;nel caso fosse vero sarebbe un fatto gravissimo oltre che illegale ed illegittimo; diversamente si dovrebbero diffidare gli organi di stampa dal pubblicare tali notizie che generano destabilizzazione tra gli utenti e che non rendono credibile i percorsi di accesso. Di sicuro qualche falla organizzativa c&#8217;è stata altrimenti non sarebbe successo nulla: pertanto chiediamo di individuare le responsabilità ed intervenire&#8221;, spiega. E poi: &#8220;Non abbiamo contezza del numero dei vigilanti per turno ma ci chiediamo, viste le continue aggressioni, se il numero sia proporzionato al numero degli accessi. Bisognerebbe capire come mai il punto maggiormente strategico e critico dell&#8217; azienda ospedaliera, che è il Pronto Soccorso, non ha ancora un coordinatore di ruolo visto che ben tre vincitori hanno, stranamente, rinunciato. Ci auguriamo che l&#8217;A.O. di Cosenza si costituisca parte civile al fine di tutelare la propria immagine e quella dei propri dipendenti. Episodi così non possono restare impuniti. Gli operatori vanno tutelati altrimenti si rischia il collasso ed il degrado morale e civile, in barba ad ogni regola, anche di buonsenso&#8221;, la denuncia pubblica dell&#8217;Opi.</p>
<p>Per tutto cio, gli infermieri confidano nella volontà del &#8220;management aziendale&#8221; di volere risolvere definitivamente la questione affrontandola ed impegnandosi a risolvere le criticità presenti. Diversamente riterremo anche loro corresponsabili di eventuali altri episodi e denunceremo il tutto agli organi superiori. Agli operatori va tutto il nostro sostegno e li invitiamo a denunciare qualunque forma di prevaricazione e di violenza, anche verbale. In questo appello abbiamo incontrato anche la solidarietà del Presidente dell&#8217;Ordine dei Medici di Cosenza con il quale ci siamo confrontati&#8221;.</p>
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		<title>“Imboscati” nella sanità calabrese, Sposato (Opi Cosenza): “C’è bisogno di una ricognizione seria del personale”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 11:39:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Opi Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[sposato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Imboscati è un termine che onestamente mortifica qualunque tipologia di lavoratore. Generalizzare non fa altro che porre tutto sullo stesso piano. Semmai c’è bisogno di una ricognizione seria del personale ed una eventuale ricollocazione per le competenze acquisite; noi su questo abbiamo detto la nostra più volte e non possiamo che esserne felici ma in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Imboscati è un termine che onestamente mortifica qualunque tipologia di lavoratore. Generalizzare non fa altro che porre tutto sullo stesso piano. Semmai c’è bisogno di una ricognizione seria del personale ed una eventuale ricollocazione per le competenze acquisite; noi su questo abbiamo detto la nostra più volte e non possiamo che esserne felici ma in questo momento c’è la necessità di dare risposte ai bisogni dei cittadini e soprattutto di reclutare personale sanitario. Sarebbe il caso di pensare una mobilità extra regionale per poter far rientrare tutti quei colleghi che non ce la fanno più a sostenere le spese per il caro vita nelle altre regioni e che vorrebbero tornare in Calabria. Utilizzare le graduatorie esistenti per dare ossigeno ai lavoratori.&#8221;</p>
<p>Fausto Sposato, presidente dell’Opi Cosenza, entra nel merito delle polemiche di questi giorni. E cerca di indicare la strada migliore. “Intanto dobbiamo dire che utilizzare il termine “imboscati” nella sanità non sembra appropriato perché nell’immaginario collettivo si pensa a qualcuno che non ha voglia di fare nulla. Non è esattamente così. Ad onor del vero, però, bisogna dire che molto personale sanitario è stato utilizzato in altre mansioni proprio per carenza di personale amministrativo ma che oggi, a distanza di tempo, è diventato indispensabile per quel servizio”, chiarisce Sposato. Semmai, per il presidente degli infermieri, “bisognerebbe chiedere alle aziende di cambiare o modificare il profilo a questo tipo di personale che svolge un lavoro diverso rispetto al profilo di assunzione”. Addirittura in categorie diverse che non appartengono, probabilmente, al ruolo sanitario. Perché succede questo? Per Fausto Sposato il motivo è evidente: “Molti hanno delle limitazioni perché abbiamo una categoria di operatori sanitari anziani, soprattutto gli infermieri sopra i cinquantadue anni: questa è la media nazionale. Per cui diventa normale il manifestarsi di alcune limitazioni”, ammette il presidente. Non tanto per difendere la categoria ma a “tutela di quegli operatori che hanno delle limitazioni reali”, per cui basterebbe “fare una ricognizione seria del personale e ricollocare cambiandone il profilo”. L’Opi è convinta che, laddove avvenisse, si scoprirebbe che “avremo meno bisogno di personale amministrativo, meno bisogno di personale tecnico ma più bisogno di personale sanitario, di infermieri, di medici, di tecnici sanitari e di operatori di supporto”. Resta il gap di fondo: “Quasi ottomila unità in meno di operatori nella sanità pubblica. Infermieri? Ne mancano più di tremila per poter garantire anche l’assistenza domiciliare e poter mettere in atto quanto previsto dal decreto ministeriale settantasette e dal PNRR per aprire gli ospedali di comunità ad esempio”. Anche perché il “personale è stanco, lo ribadiamo ancora una volta”, notifica il presidente dell’Ordine.</p>
<p>“Stanco non solo per il carico di lavoro ma anche delle aggressioni che subiscono da pazienti e da parenti di pazienti. Ma anche di quei personaggi che si rivolgono agli ospedali e poi si scagliano contro, fomentati da chi vede negli operatori della Sanità pubblica gli unici responsabili di questo degrado. Gli infermieri sono stati sempre in prima linea. Gli infermieri continueranno ad essere in prima fila ma gli infermieri cercano risposte ancora oggi a quelli che sono i nuovi percorsi da attivare anche negli ospedali. Abbiamo infermieri che hanno capacità manageriali, che potrebbero gestire molti processi e fare in modo di recuperare altre figure professionali. Ci aspettiamo di essere convocati ai tavoli per poter dire anche la nostra”, è invece il suo auspicio. Prima di tutto, ad ogni modo, “si metta ognuno al proprio posto, nel rispetto delle competenze acquisite che oggi sono un patrimonio anche per la stessa azienda”. In ultimo ci piacerebbe che gli utenti che beneficiano delle competenze e delle prestazioni dei sanitari avessero maggiore rispetto di chi, in quel momento, sta cercando di dare risposte ai bisogni dei pazienti e sostegno alle moltitudine di richieste da parte dei parenti”.</p>
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		<title>Sanità, Sposato: 250 milioni di euro fermi in Regione, perché non si sono investiti e non si investono?</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-sposato-250-milioni-di-euro-fermi-in-regione-perche-non-si-sono-investiti-e-non-si-investono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Sep 2021 09:57:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[250 milioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
		<category><![CDATA[Opi Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non ci spieghiamo perché i fondi regionali, 250 milioni di euro suddivisi in 175 per i Fesr 2020 e 81 per l&#8217;emergenza Covid, siano ancora fermi alla cittadella regionale. Non ci spieghiamo perché non siano stati utilizzati per le assunzioni e, ancora peggio, investiti in strutture, attrezzature, tecnologie. Ancora oggi non è stata pagata l&#8217;indennita&#8217; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non ci spieghiamo perché i fondi regionali, 250 milioni di euro suddivisi in 175 per i Fesr 2020 e 81 per l&#8217;emergenza Covid, siano ancora fermi alla cittadella regionale. Non ci spieghiamo perché non siano stati utilizzati per le assunzioni e, ancora peggio, investiti in strutture, attrezzature, tecnologie. Ancora oggi non è stata pagata l&#8217;indennita&#8217; Covid agli operatori e nessuno sa darci una spiegazione&#8221;. Fausto Sposato, presidente dell&#8217;Opi, scende in campo per difendere infermieri ed operatori.</p>
<p>&#8220;Possibile che nessuno se ne sia accorto? A prescindere dai colori politici e dalle diverse appartenenze nessuno ha controllato, programmato e verificato?&#8221;, si chiede il presidente. Che poi apre una riflessione ampia: &#8220;Sono anni che lo ribadiamo, se non si individuano le responsabilità che causano tale immobilismo la nostra terra è destinata al fallimento sanitario. Occorre invece monitorare costantemente e garantire, in continuità, il diritto ai cittadini. Come? Con nuove strutture, con l&#8217;assunzione del personale a tempo indeterminato e con l&#8217;aumento degli standard qualitativi imposti in questo periodo. I soldi ci sono&#8221;.</p>
<p>Sposato aggiunge un altro dato importante: &#8220;il 15% del personale assunto per curare ed assistere svolge altre funzioni, per motivi di salute o per &#8220;altre motivazioni&#8221;. Si cambi la loro qualifica oppure si consenta di fare ciò per cui si è stati assunti ed inquadrati. Garantire gli operatori equivale a garantire maggiormente la salute e la sicurezza dei pazienti che rappresentano il terminale di questa filiera. La qualità delle cure deve essere oggetto di attenzioni da parte delle Istituzioni. Se ciò non si riesce a fare, intervenga direttamente il ministero&#8221;, afferma Sposato.</p>
<p>&#8220;Il modello hub spoke è ormai fallito, la dotazione organica non è più adeguata e le responsabilità non vengono accertate. Ognuno faccia il proprio: per questo motivo ci aspettiamo dal prossimo governatore della Calabria un segnale di cambiamento radicale e reale. I pazienti sono &#8220;impazienti&#8221; ed il personale tutto attende una inversione di rotta ed un forte impatto per riprendere il sistema sanitario&#8221;.</p>
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		<title>Sposato (Opi) a Figliuolo: &#8220;Ad Acri 8 infermieri per 15 malati Covid, una vergogna&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sposato-opi-a-figliuolo-ad-acri-8-infermieri-per-15-malati-covid-una-vergogna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 11:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Sposato]]></category>
		<category><![CDATA[Figliuolo]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[Opi Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Nel giorno dell&#8217;arrivo, in Calabria, del commissario per l&#8217;emergenza Covid Figliuolo, giunge anche la denuncia pubblica, e politica, di Fausto Sposato nella doppia veste di presidente dell&#8217;Opi di Cosenza e consigliere provinciale con Franco Iacucci. &#8220;Ora basta: il commissario e tutto il management sappiano che la situazione sanitaria non è più tollerabile. Si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Nel giorno dell&#8217;arrivo, in Calabria, del commissario per l&#8217;emergenza Covid Figliuolo, giunge anche la denuncia pubblica, e politica, di Fausto Sposato nella doppia veste di presidente dell&#8217;Opi di Cosenza e consigliere provinciale con Franco Iacucci. &#8220;Ora basta: il commissario e tutto il management sappiano che la situazione sanitaria non è più tollerabile. Si amministra con due pesi e due misure ed il sistema è pronto ad implodere. Non ci sono dispositivi, mancano calzari, mancano guanti, alcuni infermieri tuttora lavorano senza Dpi e, per di più, senza essere pagati come prevede il piano vaccinale della Prociv. Chi ha responsabilità, decida subito&#8221;.<br />
Sposato urla la sua rabbia, in rappresentanza della categoria: &#8220;Gli esempi degli ospedali sono eclatanti: prendiamo Acri dove, oltre alle prestazioni non pagate, operano 8 infermieri per 15 malati Covid di cui uno con variante inglese. Stessa cosa per Corigliano-Rossano. Niente attrezzature, niente dispositivi. Mancano radiologi, mancano altre figure professionali. Nonostante i mille solleciti ed i diversi incontri. Per non parlare della difficoltà che si riscontra con le prenotazioni vaccinali. Se non si riesce a garantire quantomeno i livelli essenziali, si chiuda. Inutile aprire altri centri Covid se poi la gestione non sussiste&#8221;.<br />
La &#8220;fase è critica&#8221; dunque per il consigliere provinciale e presidente degli infermieri. &#8220;Ribadiamo da tempo la necessità delle assunzioni. Concorsi all&#8217;Ao, all&#8217;Asp ancora in attesa di cosa? Perché non si procede? Possibile che si debba ricorrere alle agenzie interinali per il supporto? Quali sono le strategie?&#8221;, scrive Sposato.<br />
Ed ancora: &#8220;Si amministra con due pesi e due misure; ci sono ospedali e reparti che funzionano ma ce ne sono altri che potrebbero funzionare molto di più laddove si decidesse di uniformare le risorse. Si assiste, invero, ad uno spreco continuo e siamo pronti alla denuncia per questo. Principalmente per dare dignità ai pazienti ed ai professionisti che mettono a repentaglio sé stessi ed i loro familiari. Basta allora foraggiare il precariato e si consideri, finalmente, la lotta al Covid una guerra contro il tempo. La battaglia degli infermieri continua, anche se a mani nude. Ma senza una nuova linfa, senza incrementare infermieri e operatori di supporto e senza soprattutto nuove risorse – la chiosa dell&#8217;Opi – il sistema non regge più&#8221;.</p>
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