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	<title>onlus Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Onlus di Catanzaro &#8220;svuotata&#8221;: imprenditore siciliano arrestato per bancarotta e autoriciclaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 08:12:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale di Catanzaro della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha accertato che un’importante ONLUS in stato di liquidazione giudiziale della provincia di Catanzaro – impegnata nel terzo settore, attiva nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani e per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale di Catanzaro della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha accertato che un’importante ONLUS in stato di liquidazione giudiziale della provincia di Catanzaro – impegnata nel terzo settore, attiva nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani e per persone con disabilità – è stata oggetto di plurime condotte distrattive, realizzate dai membri del Consiglio di amministrazione in concorso con un imprenditore Palermitano. La dinamica emersa nel corso delle indagini si è sviluppata attraverso la creazione di un nuovo soggetto giuridico, cosiddetto newco, nel quale è confluita esclusivamente la parte operativa della ONLUS in liquidazione giudiziale e della quale l’imprenditore siciliano risulta amministratore delegato.</p>
<p>Le attività investigative della Procura di Catanzaro, condotte con l’ausilio dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, hanno consentito di rilevare – allo stato delle indagini che necessita di verifica dibattimentale &#8211; in particolare, che la ONLUS in fallimento:<br />
1) risultava in stato di insolvenza dal 2016, accumulando, negli anni e sino al 2023, passività tributarie e previdenziali per oltre 19 milioni di euro;<br />
2) aveva fittato ad altra società (c.d. newco – le cui quote per il 51% risultano di proprietà di una S.p.A. Siciliana riconducibile all’imprenditore citato) appositamente costituita a ridosso della procedura di liquidazione, il proprio complesso operativo aziendale, senza, peraltro, prevedere, illogicamente, la percezione di alcun corrispettivo per i successivi quattro anni (pari alla somma di 4,2 milioni di euro che sarebbero stati utili a ripianare i debiti pregressi della ONLUS) e allo scopo preordinato di abbandonare l’Ente al fallimento; l’operazione ha determinato una vera e propria cessione del ramo d’azienda, poiché veniva trasferita alla newco anche la titolarità degli accreditamenti con il Servizio Sanitario Regionale, introiti &#8211; primari e necessari allo svolgimento dell’attività aziendale – su cui si fondano principalmente i ricavi aziendali.<br />
Sulla scorta degli esiti delle investigazioni, l’ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro, accogliendo la Richiesta di applicazione di Misura Cautelare Personale e di Misura Reale di questa Procura, ha disposto nei confronti dell’imprenditore la misura cautelare personale degli arresti domiciliari ed il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale e/o professionali, sia in relazione all’ipotesi di bancarotta fraudolenta distrattiva (legata alla creazione della c.d. newco e allo svuotamento di fatto della ONLUS) sia in relazione alla correlata ipotesi di autoriciclaggio emersa nel corso delle indagini. Difatti, oltre al reimpiego della struttura operativa distratta nella stessa newco, le attività investigative condotte hanno evidenziato un abuso di posizione dominante della S.p.A. siciliana nella compagine di governo della c.d. newco, circostanza che ha consentito, al citato imprenditore, sin da subito di attuare condotte di drenaggio di liquidità dalla c.d. newco a favore della S.p.A., senza che vi fosse alcuna ragione economica sottostante.</p>
<p>Oltre alle misure cautelari personali, sono state disposte dal GIP le misure del sequestro preventivo impeditivo della c.d. newco, essendo stata utilizzata per commettere i fatti distrattivi e di autoriciclaggio e del sequestro preventivo ai fini della confisca, anche per equivalente, della somma<br />
di oltre 644 mila euro, nei confronti della citata newco e, nel caso di mancanza o insufficienza di denaro, anche nei confronti dell’imprenditore di origine siciliana. Tale somma corrisponde agli utili realizzati nelle annualità 2022 e 2023 dalla newco, attraverso la gestione del complesso aziendale distratto dalla ONLUS. Infine, è stato contestato anche alla c.d. newco l’illecito amministrativo di cui all’art. 25 octies del D.Lgs. 231/2001 in ragione delle operazioni di autoriciclaggio contestate all’imprenditore siciliano, legale rappresentante della stessa.</p>
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		<title>VIDEO-Frode su fondi pubblici: sequestrata Onlus a Savelli, indagati due responsabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 11:55:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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<p>I Carabinieri, oggi, hanno proceduto al sequestro preventivo d’urgenza di una società Onlus di volontariato con sede a Savelli, operante in tutto il territorio calabrese. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, ha evidenziato gravi indizi di reato a carico di A.V. (74 anni) e A.C. (31 anni), ritenuti a capo dell’associazione. L’intervento è stato eseguito dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Crotone, con la collaborazione del Reparto Operativo di Napoli, nelle località di Savelli, San Giovanni in Fiore (CS) e Napoli. Le indagini hanno portato all’emissione del sequestro, disponendo il blocco delle attività della cooperativa, di un conto corrente e della documentazione amministrativa in possesso di vari enti pubblici locali e regionali.</p>
<p>Le accuse, secondo quanto reso noto, si riferiscono a condotte riconducibili ai reati di malversazione a danno dello Stato, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e recidiva, per un totale di 150.000 euro di fondi pubblici presumibilmente distratti tra il 2018 e il 2025. Questi fondi erano stati erogati da diversi enti, tra cui:<br />
&#8211; Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale<br />
&#8211; Ministero del Lavoro<br />
&#8211; 15 Comuni delle province di Crotone, Cosenza e Catanzaro<br />
&#8211; Regione Calabria<br />
&#8211; Azienda Calabria Verde<br />
&#8211; Ente Parco Nazionale della Sila</p>
<p>Le somme, destinate a progetti di volontariato e attività sociali, culturali ed educative, sarebbero state impiegate per scopi diversi da quelli dichiarati, con spese non tracciate e senza giustificativi. In alcuni casi, i servizi convenzionati non sono stati realizzati, oppure sono risultati solo parzialmente eseguiti.<br />
Nel dettaglio, i sequestri hanno riguardato:<br />
&#8211; La sede della cooperativa Onlus<br />
&#8211; Un conto corrente bancario presso BPER di San Giovanni in Fiore, con circa 5.000 euro<br />
&#8211; Documentazione contabile e amministrativa presso enti pubblici locali e regionali<br />
&#8211; Una società campana incaricata dei corsi di formazione per conto della cooperativa<br />
Tutto il materiale è stato messo a disposizione dell’amministratore giudiziario e del custode nominato dall’Autorità Giudiziaria.<br />
L’attività, ancora nella fase delle indagini preliminari, è stata coordinata dal procuratore della Repubblica di Crotone, dott. Domenico Guarascio, nell’ambito di una strategia più ampia di contrasto alla corruzione e alle truffe ai danni della Pubblica Amministrazione.</p>
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		<title>Vibo Valentia: chiude la Fondazione Federica Monteleone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-valentia-chiude-la-fondazione-federica-monteleone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 07:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[federica monteleone]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione federica per la vita]]></category>
		<category><![CDATA[onlus]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia vibo marina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; prevista per il prossimo 1 Maggio la chiusura dell&#8217;associazione Onlus &#8220;Federica per la Vita&#8221; nata dopo la morte della giovane 16enne, a seguito di un black-out nella sala operatoria all&#8217;Ospedale Jazzolino: era il 19 gennaio 2007 e una banale operazione di appendicite si rivelerà per lei tragicamente fatale. Federica uscirà in coma dalla sala [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; prevista per il prossimo 1 Maggio la chiusura dell&#8217;associazione Onlus &#8220;<em><strong>Federica per la Vita</strong></em>&#8221; nata dopo la morte della giovane 16enne, a seguito di un <strong>black-out nella sala operatoria</strong> all&#8217;Ospedale Jazzolino: era il <strong>19 gennaio 2007</strong> e una banale operazione di appendicite si rivelerà per lei tragicamente fatale. Federica uscirà in coma dalla sala operatoria dell’ospedale di Vibo Valentia, dopo un’anossia cerebrale durata quindici infernali minuti. Nello sgomento dei familiari viene trasferita in ambulanza nel reparto rianimazione<br />
dell’Annunziata di Cosenza. Qui inizia un calvario di una settimana, che alla fine si<br />
concluderà con il più tragico degli epiloghi: venerdì 26 gennaio, dopo il terzo<br />
elettroencefalogramma piatto, i medici decretano la morte cerebrale della ragazza.</p>
<p>L&#8217;associazione, fortemente voluta da Maria Sorrentino, proprio la <strong>mamma di Federica</strong>, era nata 15 anni fa ma “negli ultimi due anni di attività sociale (ed in particolare terminati i finanziamenti provenienti dagli stessi soci e le offerte di pochi utenti che usufruivano dei nostri servizi a titolo gratuito) – afferma in una nota Mary Sorrentino – la fondazione ha incontrato grandi difficoltà a sostenere economicamente la propria attività, per la constatata impossibilità di attivare convenzioni stabili se non a titolo gratuito con l’Asp di Vibo Valentia e, non avendo mai goduto del sostegno economico da parte di quel che sia qualunque privati, aziende o istituzioni territoriali, che permettessero la sostenibilità economica dei locali e spese ad essi connessi e alle attività divenute ormai troppo dispendiose per una onlus priva di ogni sostegno”.</p>
<p>Dopo l’ultimo tentativo di rilancio del 2021, “ed in tutti gli altri momenti in cui si erano allentate le restrizioni legate alla pandemia”, la situazione non si è modificata: “Semmai si è aggravata – scrive ancora la presidente della fondazione – a causa di convenzioni retribuite tra l’Asp e le farmacie del territorio (vedi prenotazioni visite specialistiche, alle quali farmacie viene riconosciuto da parte dell’Asp un compenso di €1,50 a ricetta e la nostra convenzione viene sempre rinnovata a titolo gratuito). Ciò ha portato i soci alla conclusione che il percorso della ‘<strong>Fondazione Federica per la Vita’</strong> Onlus in questo momento non è più economicamente sostenibile.” “Nel rammarico di una storia che finisce, però rimane la soddisfazione di aver generato in questi <strong>15 anni</strong> tanti frutti e sollevato e in parte risolto, le criticità socio-sanitarie del nostro territorio”. <strong>Dichiara ancora Mary Sorrentino</strong>, che assicura: “Noi per quanto impediti a sostenere una struttura, rimaniamo sempre in ‘vita’ e comunque operativi come sede legale, a disposizione delle istituzioni e associazioni del territorio per un’eventuale collaborazione”.</p>
<p>“<strong>A nome dei soci fondatori</strong>, dei membri del Consiglio direttivo e degli operatori attuali e di quelli che si sono succeduti in questi 15 anni – conclude la presidente di “Federica per la vita”– l’augurio che tutto ciò che abbiamo costruito fin qui non abbia fine e di riuscire presto ad avere una nuova sede operativa attraverso la quale potersi interfacciare con la comunità. Grazie a tutti coloro che hanno creduto e continuano a credere nella bontà del nostro operato. Il nostro non vuole essere un addio, ma un arrivederci a presto.”</p>
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