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	<title>oncologico Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 22 Aug 2026 13:19:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sanità, lettera a Calabrianews: ecografia di follow-up malato oncologico disponibile solo ad agosto 2028</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 13:19:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: &#8220;Oggi provo a prenotare un&#8217;ecografia per un familiare oncologico, un esame di follow-up, quindi non una passeggiata di salute né una richiesta fatta per sport. Il CUP mi risponde che il primo appuntamento disponibile è agosto 2028. Avete letto bene: 2028. Due anni per un&#8217;ecografia di controllo a una persona oncologica.  Poi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><b>Riceviamo e pubblichiamo:</b></div>
<div>&#8220;Oggi provo a prenotare un&#8217;ecografia per un familiare oncologico, un esame di follow-up, quindi non una passeggiata di salute né una richiesta fatta per sport. Il CUP mi risponde che il primo appuntamento disponibile è agosto 2028. Avete letto bene: 2028. Due anni per un&#8217;ecografia di controllo a una persona oncologica.  Poi, naturalmente, c&#8217;è l&#8217;altra strada: l&#8217;intramoenia. E lì, guarda caso, l&#8217;esame si può fare molto prima. Magari anche oggi pomeriggio. Ed è qui che mi viene da incazzarmi. Perché poi apro i giornali e vedo il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sorridente, che racconta quanto la sanità calabrese stia facendo passi da gigante. Sì, presidente. Forse è vero. Passi da gigante. Ma verso il baratro, aggiungerei.</p>
<div dir="auto">Perché una sanità nella quale una persona oncologica deve aspettare due anni per un esame di follow-up non è una sanità che funziona. È una sanità che ti mette davanti a una scelta indecente: aspettare, chissà a quale prezzo, oppure pagare. E io pagherò. Farò i salti mortali per permettermi quell&#8217;ecografia, perché quando si tratta della salute di una persona cara non esiste prezzo. Ma il problema è proprio questo, presidente: non tutti possono farlo. Non tutti hanno la possibilità di tirare fuori centinaia di euro ogni volta che il sistema sanitario pubblico non è in grado di garantire una prestazione nei tempi necessari.      E allora mi chiedo: che razza di diritto alla salute è quello che funziona soltanto per chi può permettersi di pagare? E già che ci siamo, presidente, parliamo anche della mia situazione.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Un anno e mezzo fa si è prodigato per far arrivare 20 milioni di euro alla mia nuova azienda per assorbire noi lavoratori provenienti da ex Abramo. Una grande operazione. Un grande progetto. Poi, chissà come, i soldi sono finiti. E qui arriva il bello: prima la cassa integrazione, poi di nuovo nel calderone dei call center. Sì, certo: è lavoro. Ma dopo vent&#8217;anni passati ad ascoltare persone arrabbiate per servizi inefficienti, dopo aver pensato di avere finalmente trovato un progetto diverso, innovativo, dignitoso, quello della dematerializzazione, ritrovarsi nuovamente a rispondere a telefonate di utenti esasperati è qualcosa che va oltre la semplice parola &#8220;lavoro&#8221;.  Ci hanno detto che era per salvarci, per farci avere uno stipendio pieno. Anche di questo vi parlerò, dopo. In realtà sono loro ad avere bisogno di noi, per gestire il traffico, chiesto dal committente, che non riuscivano a gestire. Ma la cosa ancora più assurda sa qual è, signor presidente? Che chi l&#8217;ha votata, pensava che davvero avesse a cuore la nostra situazione e invece aveva solo bisogno di un ingente bacino di voti in vista delle imminenti votazioni.</div>
<div dir="auto">È che non ci hanno neanche fatto sapere quali parametri hanno usato per scegliere chi si e chi no. Anche se, in estrema sincerità, io qualche idea ce l&#8217;avrei.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Magari, presidente, invece di raccontarci quanto era bello il progetto, sarebbe stato utile controllare che quel progetto arrivasse davvero alla sua scadenza. Invece è finito. Un flop? Un fallimento? Una promessa durata meno del previsto? Chiamatelo come volete. Ma per chi ci ha creduto, per chi ha lavorato, per chi ha organizzato la propria vita pensando di avere finalmente trovato un po&#8217; di stabilità, non è propaganda. È la vita vera.  Ah, giusto per farle capire come ci hanno salvato e dov&#8217;è lo stipendio pieno. Il corso di formazione online, fatto in pieno luglio, che avrebbe dovuto essere pagato al 100%, è stato pagato come cassa integrazione, all&#8217;80%.  Ma va bene. Tutto va bene. Mentre qualcuno continua a raccontare ai propri sostenitori la favola della Calabria che rinasce, noi continuiamo a fare i conti con la realtà. La realtà è un CUP che ti dà un appuntamento nel 2028. La realtà è una persona oncologica che deve aspettare due anni per un controllo. La realtà è che, se hai i soldi, puoi cercare una soluzione. Se non li hai, aspetti.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">La realtà è lavorare, andare in cassa integrazione, essere rimessi in formazione, cambiare mansione e ricominciare da capo. La realtà è fare salti mortali per arrivare alla fine del mese. E adesso anche fare salti mortali per curarsi. Quindi, presidente, continui pure a sorridere davanti alle telecamere. Continui pure a raccontare ai suoi seguaci che la sanità calabrese sta facendo passi da gigante. Io, invece, continuerò a guardare quello che succede fuori dai palazzi. E quello che vedo è una Calabria nella quale la salute diventa sempre più un privilegio e sempre meno un diritto. E questa non è una favola. È la vita di noi esseri normali. Quelli che non hanno, come lei, soldi che escono dalle orecchie e possono permettersi di farsi operare dai migliori medici sulla piazza. Quelli che, quando arriva una malattia, non possono permettersi di aspettare il 2028. Quelli che pagano. Pagano tutto. Anche le vostre promesse&#8221;.</div>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><em><b>Lettera firmata</b></em></div>
</div>
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		<title>Catanzaro, alla &#8216;Dulbecco&#8217; un anno di attesa per una colonscopia a un paziente oncologico</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-alla-dulbecco-un-anno-di-attesa-per-una-colonscopia-a-un-paziente-oncologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 09:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Un paziente oncologico in cura presso l&#8217;AO Dulbecco, con prescrizione per una colonscopia da effettuare entro luglio 2025 – necessaria per una visita di controllo il mese successivo – si è visto proporre come prima data utile luglio 2026. Dodici mesi di ritardo rispetto a quanto clinicamente indicato: un fatto gravissimo, indegno di un sistema [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Un paziente oncologico in cura presso l&#8217;AO Dulbecco, con prescrizione per una colonscopia da effettuare entro luglio 2025 – necessaria per una visita di controllo il mese successivo – si è visto proporre come prima data utile luglio 2026. Dodici mesi di ritardo rispetto a quanto clinicamente indicato: un fatto gravissimo, indegno di un sistema sanitario che si definisce civile&#8221;. A denunciarlo è il consigliere comunale Antonio Barberio.</p>
<p>&#8220;Non è un caso isolato- sottolinea-, ma la fotografia di un sistema allo sfascio, in cui nemmeno chi ha un tumore riesce ad accedere ai controlli salvavita. Liste d&#8217;attesa fuori controllo, personale abbandonato, strutture al collasso: questa è la sanità costruita in anni di gestione politica disastrosa. Chi governa la sanità calabrese oggi ha abbandonato i cittadini ed ha trasformato il diritto alla cura in una lotteria, dove vince solo chi può permettersi il privato. </p>
<p>È una vergogna politica, morale e istituzionale&#8221;. Barberio sottolinea che &#8220;non ci sono più alibi, né scuse. La Regione Calabria deve rispondere immediatamente. E chi ha permesso tutto questo negli ultimi 20 anni dovrebbe avere il coraggio di abbandonare qualsiasi carica pubblica. Subito&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-Per la prima volta in Calabria intervento chirurgico innovativo per malati oncologici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-per-la-prima-volta-in-calabria-intervento-chirurgico-innovativo-per-malati-oncologici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 11:21:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 480px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-289756-1" width="480" height="848" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Video-Intervento-PIPAC-Lamezia.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Video-Intervento-PIPAC-Lamezia.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/12/Video-Intervento-PIPAC-Lamezia.mp4</a></video></div>
<p>Si chiama PIPAC, chemioterapia intra-peritoneale a flusso d&#8217;aria pressurizzata, la procedura chirurgica eseguita oggi, per la prima volta in Calabria, all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Il delicato intervento è stato effettuato all’interno del blocco operatorio in anestesia generale da un&#8217;equipe multidisciplinare condotta dal dottore Manfredo Tedesco, direttore della struttura complessa di Chirurgia Generale e capo Dipartimento dell’area Chirurgica, coadiuvato da due giovani chirurghi la dottoressa Denise Gambardella e il dottore Ettore Caruso, e dall’equipe anestesiologica diretta dalla dottoressa Anna Monardo; l’intervento, eseguito con tecnica chirurgica mini invasiva, ha richiesto anche il supporto della strumentista addetta a queste procedure particolari, Margherita Gottardo. A giovarsi di questa procedura innovativa una paziente affetta da carcinosi peritoneale con versamento ascitico addominale derivante da neoplasia uterina; è prevista una breve degenza postoperatoria ed è attesa una completa remissione del versamento addominale, con un sostanziale miglioramento delle condizioni generali associato al miglioramento della qualità di vita. La procedura, in pratica una somministrazione locale di farmaci chemioterapici, può essere ripetuta a distanza di 6-8 settimane, fino anche a sei cicli, in base ai risultati e al tipo di tumore.</p>
<p>“La PIPAC rappresenta uno dei trattamenti loco-regionali di più recente istituzione &#8211; ha spiegato il dott. Manfredo Tedesco &#8211; fino ad oggi bisognava andare fuori regione per essere sottoposti a tale intervento. Si tratta di una procedura ottimamente tollerata dal paziente, in quanto eseguita con approccio mini-invasivo, e con un ridotto assorbimento del chemioterapico che viene somministrato ad alta pressione nella cavità peritoneale. Ciò consente un&#8217;elevata diffusione e penetrazione nel peritoneo, con una rapida ripresa post-operatoria ed effetti collaterali limitati o nulli, tanto che il paziente può riprendere i trattamenti per via sistemica dopo pochi giorni dall’intervento”. “Lo scopo di queste procedure – evidenzia la dott.ssa Pina Molinaro, direttore dell&#8217;Unità operativa di Oncologia del “Giovanni Paolo II” facente parte dell’equipe operatoria &#8211; è attualmente quello di trattare l’ascite neoplastica o la carcinosi peritoneale molto avanzata. Tuttavia stanno emergendo evidenze che orientano verso una possibile applicazione per ridurre la malattia peritoneale e portarla ad uno stadio di operabilità, o addirittura di utilizzarla come trattamento profilattico nei casi ad elevato rischio di recidiva nel peritoneo”. La combinazione dei farmaci utilizzati per queste procedure è effettuata direttamente dalla Farmacia ospedaliera diretta dal dottor Aloe che spiega: “Il medicinale chemioterapico somministrato per via intra-peritoneale a flusso d&#8217;aria pressurizzata viene allestito adeguando i protocolli di terapia ai dati antropometrici dei pazienti e sulla scorta della gravità della malattia e del performance status del paziente. E’ un lavoro multidisciplinare tra noi farmacisti e il medico specialista che ha in carico la persona; insieme validiamo il protocollo specifico più adeguato per una precisa situazione anatomo-clinica, che poi verrà somministrato durante l’intervento”.</p>
<p>“I farmaci utilizzati per la somministrazione di farmaci nebulizzati ad alta pressione &#8211; afferma la dottoressa Micaela Scalese – sono quelli correntemente utilizzati nei protocolli delle chemioterapie somministrate per endovena. La peculiarità della procedura risiede nella veicolazione dei medesimi farmaci direttamente nel peritoneo in forma nebulizzata. La ridotta dimensione particellare consente al farmaco di diffondere in profondità nel peritoneo, di rimanere in situ per un tempo tale da determinare una riduzione della carcinosi peritoneale, con un conseguente miglioramento della qualità e delle aspettative di vita dei pazienti”. Con l’introduzione della metodica PIPAC, la Chirurgia dell’Ospedale lametino arricchisce ulteriormente le sue connotazioni di presidio baricentrico e di riferimento per il cancro gastrico, rappresentando sempre di più il luogo di cura ideale per il trattamento della neoplasia gastrica e delle patologie neoplastiche con coinvolgimento del peritoneo. Questa connotazione è destinata ad accentuarsi con l’acquisizione di altre tecnologie innovative prevista nel prossimo anno, che vedrà la chirurgia lametina potenziata da altri 8 chirurghi grazie al concorso in fase di espletamento e al quale partecipano 34 candidati. Competenza, tecnologia e innovazione generano quindi attrattività.</p>
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		<title>Malato oncologico scrive ad Occhiuto: &#8220;La sanità in Calabria non è uguale per tutti&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/malato-oncologico-scrive-ad-occhiuto-la-sanita-in-calabria-non-e-uguale-per-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 13:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono davvero felicissimo aver saputo dalla sua stessa viva voce che il governatore della nostra Calabria, Roberto Occhiuto, stia bene e sia già in fase di riabilitazione dopo aver subito il delicato intervento di sostituzione della valvola mitralica. Altresì insieme alla mia gioia esprimo anche la mia piena solidarietà per i beceri commenti che sono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Sono davvero felicissimo aver saputo dalla sua stessa viva voce che il governatore della nostra Calabria, Roberto Occhiuto, stia bene e sia già in fase di riabilitazione dopo aver subito il delicato intervento di sostituzione della valvola mitralica. Altresì insieme alla mia gioia esprimo anche la mia piena solidarietà per i beceri commenti che sono stati fatti sui social nei quali si augurava la morte del nostro governatore, un qualcosa di veramente inumano che deve essere condannato senza se e senza ma. Al tempo stesso, ed ora che le cose sembrano per grazia di Dio andare bene per Occhiuto, ci tenevo a dire al caro governatore che parlare in Calabria di sanità uguale per tutti, pontificando anche su questo, è veramente triste e sa di presa per i fondelli nei confronti della nostra popolazione soprattutto alla luce del fatto che, proprio per l&#8217;intervento al nostro presidente, lo stesso si sia avvalso anche dell&#8217;assistenza di un suo cardio-chirurgo di fiducia, famoso per la sua bravura in questi tipi di intervento. Stando anche al tipo di intervento a cui è stato sottoposto il presidente Occhiuto abbastanza particolare e diverso rispetto a come si opera  per tali casi qui in Calabria, affonda la mia più grande perplessità rispetto ai luoghi artificiosi e comuni che gli esponenti della politica adoperano quando si parla di sanità calabrese.</p>
<p>Premettendo che come ha ben risposto anche la stessa azienda Dulbecco riguardo al fatto che è perfettamente lecito avvalersi della collaborazione di professionisti medici per determinati tipi di interventi, ciò non va a ledere alcuna legge o regola, però ci sta l&#8217;aspetto di una violazione della solidarietà morale sul piano sociale che verrebbe lesa, questa si, a noi calabresi quando sentiamo e leggiamo simili trattamenti di favore che a noi comuni mortali, non sarebbe mai concesso. Dichiaro ciò in veste di malato oncologico calabrese che ha preferito curarsi qui in Calabria, nella mia città di Lamezia Terme, in uno splendido reparto come quello di Oncologia dell&#8217;ospedale &#8216;Giovanni Paolo II&#8217; di Lamezia Terme dove un anno fa mi fu salvata la vita. E su questo stesso reparto ho pregato più volte attraverso i canali pubblici di informazione, al presidente Occhiuto, nel suo ruolo di commissario ad acta della sanità in Calabria, di prestare la massima attenzione e di potenziarlo, visto le carenze e le difficoltà con cui personale medico, Infermieristico ed Oss, sono costretti a lavorare e fare i conti quotidianamente.</p>
<p>Mi spiace presidente Occhiuto ma non funziona cosi, non è questo il modo di parlare e presentare in maniera ipocrita la faccia di una sanità buona e nazional-popolare che nei fatti non esiste e che non è accessibile per tutti noi calabresi allo stesso modo di come è accessibile a personalità importanti come lei, che ha avuto il potere di farsi curare nella stessa struttura pubblica in un modo diverso rispetto al resto del suo popolo che amministra. La sanità non può essere nè terreno di scontro politico e né tantomeno cavallo di battaglia per propagande politiche. Qui presidente Occhiuto ci stanno pazienti che lottano ogni giorno per sopravvivere, affetti da varie patologie e vorrebbero una sanità uguale e che funzioni a menadito per tutti. Auguri per il suo futuro e la sua salute caro presidente, questo glielo dico di vero cuore essendo io un malato che versa in una situazione molto delicata ma che non si arrende e vuole continuare a curarsi in Calabria&#8221;. </em><br />
<strong>Igor Colombo</strong></p>
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