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	<title>omicidio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Jul 2026 09:18:46 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Tentato omicidio e spaccio di droga a Crotone: indagate nove persone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tentato-omicidio-spaccio-di-droga-a-crotone-indagate-nove-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 09:12:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato, a seguito di una complessa attività di indagine, ha effettuato su delega della Procura della Repubblica di Crotone, la notifica dell’avviso conclusioni indagini nei confronti di 9 soggetti indiziati, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto illegale di armi da fuoco, favoreggiamento personale e detenzione ai fini di spaccio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato, a seguito di una complessa attività di indagine, ha effettuato su delega della Procura della Repubblica di Crotone, la notifica dell’avviso conclusioni indagini nei confronti di 9 soggetti indiziati, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto illegale di armi da fuoco, favoreggiamento personale e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’odierno provvedimento trae origine da una precedente attività di polizia giudiziaria eseguita dalla Polizia di Stato nel gennaio di quest’anno, allorquando erano stati tratti in arresto due giovani crotonesi, a seguito di emissione da parte del GIP del Tribunale di Crotone di ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della Procura della Repubblica di Crotone, poiché gravemente indiziati del reato di tentato omicidio posto in essere nel mese di novembre scorso nei confronti di un giovane di origini salernitane.</p>
<p>Nello specifico, il provvedimento cautelare scaturiva a seguito dell’attività di indagine espletata dalla Squadra Mobile con il coordinamento della Procura della Repubblica diretta dal Dr Domenico Guarascio, effettuata successivamente al grave fatto delittuoso avvenuto la sera del 8 novembre scorso in località Farina di Crotone dove un pregiudicato di origini salernitane, giunto in città con un carico di stupefacenti del tipo hashish per un quantitativo di oltre 3 chili e mezzo suddivisi in panetti, veniva attinto da numerosi colpi di pistola calibro 7,65. Altresì, ad alcuni soggetti è stato contestato il reato di favoreggiamento personale in quanto, nel corso delle indagini, hanno tentato di eludere le investigazioni favorendo gli autori del tentato omicidio.</p>
<p>Il prosieguo dell’attività di indagine, effettuata sia con metodi tradizionali che con attività di carattere tecnico, ha consentito di accertare come alcuni dei soggetti indagati fossero dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio di Crotone. In particolare, dall’attività espletata è emerso che gli odierni indagati si prodigavano a spacciare ad altrettanti assuntori sostanza stupefacente di varia tipologia quali hashish, marijuana e cocaina, provvedendo a consegnare le medesime sostanze previo appuntamento telefonico. Detta attività si inquadra in una più ampia e complessa attività messa in campo dalla Questura di Crotone diretta dal Dr Renato Panvino nel contrastare le piazze di spaccio ed il traffico degli stupefacenti, business principale delle organizzazioni mafiose.</p>
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		<title>Tentato omicidio e sim illegali scambiate con un bacio: quattro arresti della DDA tra Puglia e Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 09:53:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Minacce e agguati per costringere un imprenditore di Palo del Colle (Bari) a consegnare auto a noleggio senza ottenere alcun pagamento. E per chiarire chi comandava, un&#8217;auto noleggiata sarebbe stata data alle fiamme. Gli ordini spesso arrivavano dal carcere attraverso telefonate fatte utilizzando schede sim introdotte grazie a un bacio appassionato scambiato tra un detenuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Minacce e agguati per costringere un imprenditore di Palo del Colle (Bari) a consegnare auto a noleggio senza ottenere alcun pagamento. E per chiarire chi comandava, un&#8217;auto noleggiata sarebbe stata data alle fiamme. Gli ordini spesso arrivavano dal carcere attraverso telefonate fatte utilizzando schede sim introdotte grazie a un bacio appassionato scambiato tra un detenuto vicino al clan mafioso Strisciuglio e la fidanzata durante un colloquio. Sono alcuni dei dettagli dell&#8217;operazione che i carabinieri della compagnia di Modugno (Bari) ha eseguito a Palo del Colle e nelle carceri di Lecce e <strong>Paola (Cosenza)</strong> dove due degli indagati erano già reclusi.</p>
<p>Complessivamente gli arrestati sono quattro: due già detenuti, uno finito in cella oggi, un altro ai domiciliari. Per un altro indagato. il gip ha respinto la richiesta di arresto del pm non ritenendo attuali le esigenze cautelari. Le accuse, contestate a vario titolo, sono tentato omicidio, estorsione, porto illegale di armi, ricettazione, furto e incendio di auto, favoreggiamento personale e introduzione illegale di dispositivi di comunicazione in carcere. Il giudice ha riconosciuto l&#8217;aggravante del metodo mafioso.</p>
<p>Le misure sono state disposte dopo l&#8217;inchiesta della Dda di Bari denominata &#8216;<em>Re nero</em>&#8216; che tra il 2023 e il 2024 ha accertato movente e presunti responsabili di un tentato omicidio avvenuto il 16 novembre di tre anni fa a Palo del Colle. Il delitto sarebbe avvenuto dopo le &#8220;<em>ripetute estorsioni subìte da un imprenditore locale</em>&#8221; attivo nel noleggio di auto da parte di un presunto affiliato al clan mafioso Strisciuglio di Bari.  Inoltre, nel bar di cui la vittima è titolare nella zona 167 di Palo, furono esplosi quindici colpi di pistola calibro 9 contro l&#8217;ingresso &#8220;<em>con l&#8217;intento di colpire i presenti</em>&#8220;, annotano gli investigatori.</p>
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		<item>
		<title>Strage migranti, Questore &#8220;atto di crudeltà inenarrabile&#8221;. Capo Squadra Mobile: l&#8217;omicidio era premeditato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strage-migranti-questore-atto-di-crudelta-inenarrabile-capo-squadra-mobile-lomicidio-era-premeditato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 16:37:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;evento è stato di una crudeltà inenarrabile, un fatto di assolutamente disumano. Il fatto di aver dato una risposta in poco più di tre ore significa che eravamo presenti sul territorio e che, soprattutto, siamo riusciti non solo ad identificare gli indagati, anche grazie ai filmati, ma a rintracciarli nelle loro abitazioni e ad assicurarli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;</strong><em>L&#8217;evento è stato di una crudeltà inenarrabile, un fatto di assolutamente disumano. Il fatto di aver dato una risposta in poco più di tre ore significa che eravamo presenti sul territorio e che, soprattutto, siamo riusciti non solo ad identificare gli indagati, anche grazie ai filmati, ma a rintracciarli nelle loro abitazioni e ad assicurarli alla giustizia&#8221;<strong>.</strong></em> A dirlo il questore di Cosenza, Antonio Borelli, incontrando i giornalisti insieme al procuratore di Castrovillari Alessandro D&#8217;Alessio.<br />
&#8220;<em>Questa &#8211; </em>ha aggiunto<em> &#8211; è una soddisfazione davanti a una tristezza incredibile. Perché quei quattro ragazzi, per come sono morti, hanno creato in noi un vero e proprio shock. I due fermati sono in Italia da diversi anni, uno dal 2018 e l&#8217;altro dal 2022&#8243;.</em><br />
Il capo della Squadra mobile di Cosenza, Gianni Albano, ha poi ricostruito i Non passaggi dell&#8217;indagine escludendo che vi siano elementi di altri complici. &#8220;A<em>bbiamo iniziato &#8211; </em>ha detto<em> &#8211; dalle immagini del sistema di video sorveglianza con la collaborazione del gestore e titolare della pompa di benzina. Abbiamo verificato che c&#8217;era una macchina che si era fermata poi raggiunta da un&#8217;altra utilitaria dalla quale è scesa una persona che si è presentata agli altri. Questo era un carabiniere forestale che ha notato due persone avanti e cinque dietro che si era avvicinato dopo avere notato che dalla vettura venivano gettati dei sacchetti per strada. Poi si verifica quello che si vede nelle immagini&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;<em>Uno degli indagati &#8211;</em> ha raccontato Albano<em> &#8211; rompe una maniglia dell&#8217;auto dall&#8217;interno e questo fa sì che non si apra. Il conducente scende e apre il cofano. Non è chiaro se la benzina fosse già all&#8217;interno dell&#8217;auto o l&#8217;ha messa dal distributore. L&#8217;altro prima di scendere rompe la maniglia per evitare l&#8217;apertura delle porte. Le vittime cercano di uscire davanti ma non riescono. L&#8217;unico che si salva ci riesce perché scende dal cofano e scappa&#8221;. &#8220;Non abbiamo elementi &#8211; </em>ha aggiunto <em>&#8211; di altri complici e riteniamo che l&#8217;omicidio fosse premeditato&#8221;.</em><br />
(<em>Ansa)</em></p>
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		<item>
		<title>Francesco Di Cello condannato a 12 anni per l&#8217;omicidio del figlio Bruno alla Marinella di Lamezia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/francesco-di-cello-condannato-a-12-anni-per-lomicidio-del-figlio-bruno-alla-marinella-di-lamezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 15:48:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato condannato a 12 anni di reclusione Francesco Di Cello, 64 anni di Lamezia Terme, riconosciuto colpevole per l&#8217;omicidio del figlio Bruno Di cello, di 30 anni. La sentenza è stata emessa dalla Corte d&#8217;assise di Catanzaro. Reo confesso, l&#8217;imputato si era costituito poco dopo aver esploso contro il figlio un colpo di pistola, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato condannato a 12 anni di reclusione Francesco Di Cello, 64 anni di Lamezia Terme, riconosciuto colpevole per l&#8217;omicidio del figlio Bruno Di cello, di 30 anni. La sentenza è stata emessa dalla Corte d&#8217;assise di Catanzaro. Reo confesso, l&#8217;imputato si era costituito poco dopo aver esploso contro il figlio un colpo di pistola, al termine di una lite il 2 maggio 2025 in località Marinella di Lamezia Terme. Di Cello è stato condannato anche per possesso di arma clandestina e ricettazione.</p>
<p>Nel corso della requisitoria il pm Gualberto Buccarelli ha ripercorso le tappe di una vita familiare travagliata fatta di anni di pressioni e richieste continue di denaro da parte del figlio il quale, dato il proprio comportamento, era stato anche condannato per estorsione. Al termine della camera di consiglio la Corte ha riconosciuto le attenuanti della seminfermità mentale di Francesco Di Cello prevalenti sull&#8217;aggravante dell&#8217;omicidio di un familiare e anche le attenuanti generiche.</p>
<p>La difesa, rappresentata dagli avvocati Renzo Andricciola e Pino Spinelli, ha insistito nel chiedere il riconoscimento dell&#8217;attenuante della provocazione.  Il movente dell’omicidio sarebbe da ricercare in esasperati dissidi familiari.</p>
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		<title>Rosaria Mancuso ri-condannata all&#8217;ergastolo, la sentenza emessa dalla Corte d&#8217;Appello</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rosaria-mancuso-ri-condannata-allergastolo-la-sentenza-emessa-dalla-corte-dappello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:22:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;appello di Catanzaro ha confermato la condanna all&#8217;ergastolo per Rosaria Mancuso accusata di essere una dei mandanti dell&#8217;omicidio di Matteo Vinci, biologo 42enne di Limbadi (Vibo Valentia), ucciso con una bomba sistemata nell&#8217;auto sulla quale viaggiava il 9 aprile 2018 e del tentato omicidio del padre della vittima, Francesco, che si trovava con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;appello di Catanzaro ha confermato la condanna all&#8217;ergastolo per Rosaria Mancuso accusata di essere una dei mandanti dell&#8217;omicidio di Matteo Vinci, biologo 42enne di Limbadi (<em>Vibo Valentia</em>), ucciso con una bomba sistemata nell&#8217;auto sulla quale viaggiava il 9 aprile 2018 e del tentato omicidio del padre della vittima, Francesco, che si trovava con il figlio e rimase gravemente ferito.</p>
<p>La Corte ha così confermato la condanna, pronunciandosi nuovamente sul caso dopo il rinvio disposto dalla Corte di Cassazione lo scorso anno. Nel medesimo processo erano già state confermate le condanne per Domenico Di Grillo e Lucia Di Grillo, rispettivamente a 6 e 3 anni di reclusione.  La famiglia Vinci è assistita dall&#8217;avvocato Giovanna Fronte, che ha seguito tutte le fasi del lungo iter giudiziario. Già nel giugno scorso, la Corte di Cassazione aveva confermato le pene per Domenico e Lucia Di Grillo, oltre all&#8217;ergastolo per Vito Barbara. Tuttavia, per Rosaria Mancuso era stato disposto l&#8217;annullamento con rinvio, rendendo necessario un nuovo passaggio davanti ai giudici d&#8217;appello, che ora hanno ribadito la condanna al carcere a vita.</p>
<p>Secondo quanto ricostruito nelle sentenze, l&#8217;omicidio sarebbe maturato nell&#8217;ambito di una &#8220;<em>contesa tra vicini</em>&#8220;, caratterizzata da una forte e prolungata conflittualità, degenerata in un clima di odio reciproco. I giudici hanno escluso l&#8217;aggravante mafiosa, ritenendo che il movente non fosse riconducibile a dinamiche di criminalità organizzata, bensì a contrasti personali.</p>
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		<title>VIDEO-San Pietro a Maida: 26enne arrestato con la pesante accusa di tentato omicidio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-san-pietro-a-maida-26enne-arrestato-con-la-pesante-accusa-di-tentato-omicidio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:33:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella serata di venerdì 17 aprile, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Girifalco (CZ) e della Stazione di Curinga (CZ) hanno arrestato a San Pietro a Maida un 26enne somalo gravemente indiziato del reato di tentato omicidio ai danni di un connazionale. L’uomo, infatti, nel tardo pomeriggio della stessa giornata nel centro del [&#8230;]</p>
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<p>Nella serata di venerdì 17 aprile, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Girifalco (CZ) e della Stazione di Curinga (CZ) hanno arrestato a San Pietro a Maida un 26enne somalo gravemente indiziato del reato di tentato omicidio ai danni di un connazionale. L’uomo, infatti, nel tardo pomeriggio della stessa giornata nel centro del paese, per futili motivi a seguito di una lite avvenuta all’interno della propria abitazione ha colpito con un coltello da cucina un 28enne suo connazionale e coinquilino. I colpi sono stati inferti alla schiena e al collo. La vittima, fuggita in strada, è stata inseguita dall’aggressore che ha desistito solo grazie all’intervento dei passanti e al tempestivo arrivo dei Carabinieri, allertati dai cittadini.</p>
<p>L’aggressore è stato bloccato e subito arrestato per poi essere condotto presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Girifalco, in attesa del giudizio direttissimo, come disposto dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme che coordina le indagini. La vittima è stata invece ricoverata all’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme a seguito delle ferite riportate e non versa in pericolo di vita. Il coltello utilizzato è stato recuperato e sequestrato dai militari.</p>
<p>Nella mattinata di sabato 18 aprile è stato celebrato il giudizio direttissimo. Il Tribunale di Lamezia Terme ha convalidato l’arresto e ha disposto per il 26enne la traduzione presso la Casa Circondariale di Catanzaro. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a ricostruire l’evento e il movente.</p>
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		<title>Omicidio Gaetani a Cassano, DDA chiede il processo per presunti mandanti ed esecutori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 14:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Presunti mandanti ed esecutori dell&#8217;omicidio di Giuseppe Gaetani, avvenuto a Cassano all&#8217;Ionio (Cosenza) il 2 dicembre 2020, devono andare a giudizio. E&#8217; questa la richiesta della Dda di Catanzaro. Il gip Mario Santoemma ha fissato al 3 giugno l&#8217;udienza preliminare. Gaetani fu raggiunto da colpi di pistola calibro 9 in diverse parti del corpo sparati da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presunti mandanti ed esecutori dell&#8217;omicidio di Giuseppe Gaetani, avvenuto a Cassano all&#8217;Ionio (Cosenza) il 2 dicembre 2020, devono andare a giudizio. E&#8217; questa la richiesta della Dda di Catanzaro. Il gip Mario Santoemma ha fissato al 3 giugno l&#8217;udienza preliminare. Gaetani fu raggiunto da colpi di pistola calibro 9 in diverse parti del corpo sparati da una sola arma mentre si trovava alla guida della sua Bmw davanti al cancello della sua abitazione, per fare ritorno a casa. Gli imputati sono Nicola Abruzzese, alias Semiasse, Pasquale Forastefano, alias L&#8217;animale, Domenico Massa e Gianluca Maestri.</p>
<p>Secondo le ricostruzioni dell&#8217;accusa &#8211; il fascicolo è firmato dal procuratore Salvatore Curcio, dall&#8217;aggiunto Giancarlo Novelli e dal sostituto Alessandro Riello &#8211; Forastefano, reggente dell&#8217;omonima cosca di Cassano, avrebbe ideato e organizzato il delitto condividendo il progetto col capo degli &#8220;zingari&#8221; Nicola Abbruzzese al quale si sarebbe rivolto chiedendogli di rintracciare un killer di sua fiducia. In più Pasquale Forastefano, il giorno del delitto, avrebbe dato il segnale al commando per partire e agire contro la vittima. Il killer individuato sarebbe Gianluca Maestri, ritenuto a disposizione degli Abbruzzese, il quale avrebbe sparato contro la vittima dall&#8217;interno di un furgone sul quale viaggiava con persone allo stato ignote. Un notevole contributo alle indagini è stato dato proprio da Matestri, oggi collaboratore di giustizia, difeso dall&#8217;avvocato Michele Gigliotti. Domenico Massa è accusato di aver partecipato al delitto mettendo a disposizione del clan Forastefano un capannone nel quale occultare le armi e il furgone e dal quale il commando sarebbe partito per eseguire l&#8217;agguato.<br />
La Dda individua in Gaetani un intermediario tra Leonardo Portoraro, storico boss, e Pasquale Forastefano, incaricato di organizzare incontri e agevolare contatti. Dalle indagini sarebbe emerso che Gaetani avrebbe avuto una relazione sentimentale con una donna del clan Forastefano. Un legame personale che si affiancava a una parentela con lo stesso Portoraro, cugino della madre di Gaetani.</p>
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		<title>Crotone: arrestati due soggetti condannati in via definitiva per tentato e omicidio violenza sessuale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 14:35:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio, volti a prevenire e contrastare la commissione di reati, disposti dal Questore della Provincia di Crotone Renato Panvino, ha dato esecuzione a due distinti ordini di carcerazione, di cui uno nei confronti di un uomo, ritenuto responsabile di tentato omicidio, e l’altro nei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio, volti a prevenire e contrastare la commissione di reati, disposti dal Questore della Provincia di Crotone Renato Panvino, ha dato esecuzione a due distinti ordini di carcerazione, di cui uno nei confronti di un uomo, ritenuto responsabile di tentato omicidio, e l’altro nei confronti di un uomo condannato in via definitiva per il reato di violenza sessuale. Nell’ambito dei predetti servizi, gli Agenti della Squadra Mobile, hanno tratto in arresto un giovane con pregiudizi di polizia, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Crotone, poiché condannato in via definitiva alla pena di 5 anni e 5 mesi di reclusione, per il reato di tentato omicidio. Il provvedimento restrittivo scaturisce dai fatti risalenti allo scorso 30 ottobre quando, al culmine di una lite scaturita per futili motivi, quando la vittima, che transitava su una bicicletta lungo la pista ciclabile, si lamentava verso il proprietario dell’auto poiché questi ostruiva il percorso, ed uno dei due occupanti colpiva il ciclista con un’arma da taglio ferendolo alla schiena. </p>
<p>Dopo aver rintracciato l’uomo presso la propria abitazione, gli agenti hanno proceduto all’arresto e, al termine delle formalità di rito, lo stesso è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone. Contestualmente, gli agenti della Squadra Mobile, sempre in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Crotone, hanno arrestato un uomo condannato in via definitiva alla pena di 6 anni e 6 mesi di reclusione, per il reato di violenza sessuale. Al termine delle formalità di rito, lo stesso è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia. L’attività si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio volto alla prevenzione e repressione dei reati, al fine di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e contrastare in modo deciso ogni forma di illegalità.</p>
<p>I provvedimenti testimoniano l’impegno costante della Polizia di Stato nel procedere all’esecuzione di ordini di carcerazione emessi dalla Procura della Repubblica, diretta da Domenico Guarascio volti al contrasto di fenomeni di criminalità, al fine di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e contrastare in modo deciso ogni forma di illegalità.<br />
Nella medesima giornata, gli Agenti delle Volanti, impiegati nel servizio di controllo del territorio, hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria un soggetto per possesso ingiustificato di armi e oggetti atti ad offendere, sequestrando un coltello a serramanico con una lama di 7 cm, ed hanno segnalato al Sig. Prefetto nr. 2 persone per detenzione di sostanza stupefacente, finalizzata all’uso personale, sequestrando 0,72 gr di hashish e 0,50 gr di cocaina. Altresì, i poliziotti hanno identificato nr. 322 persone, di cui nr. 67 positivi in banca dati, hanno controllato nr. 160 veicoli e hanno effettuato controlli domiciliari alle persone sottoposte alle misure limitative della libertà personale.</p>
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		<title>20enne arrestato a Cirò Marina per un tentato omicidio a Tenerife</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/20enne-arrestato-a-ciro-marina-per-un-tentato-omicidio-a-tenerife/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 16:50:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle prime ore della mattinata odierna, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cirò Marina hanno portato a termine un’operazione di eccezionale celerità e precisione, rintracciando e traendo in arresto un ventenne di Cirò Marina destinatario di un Mandato di Arresto Europeo (MAE) emesso dal Tribunale di Arona (Tenerife). L’indagine scaturisce da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;">Nelle prime ore della mattinata odierna, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cirò Marina hanno portato a termine un’operazione di eccezionale celerità e precisione, rintracciando e traendo in arresto un ventenne di Cirò Marina destinatario di un </span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Mandato di Arresto Europeo (MAE)</b></span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;"> emesso dal Tribunale di Arona (Tenerife). </span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;">L’indagine scaturisce da un gravissimo episodio di sangue avvenuto intorno alle ore 02:00 dello scorso 16 febbraio a Playa de las Américas, cuore della movida di Tenerife. Secondo quanto ricostruito, e riportato anche dagli organi di stampa internazionali, l’indagato avrebbe sottratto con violenza uno smartphone a una giovane donna in </span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Avenida Rafael Puig Lluvina</b></span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;">, nei pressi del noto locale &#8220;Oasis&#8221;.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;">Un amico della vittima, un cittadino britannico di 18 anni, a quel punto, sarebbe intervenuto in soccorso della donna inseguendo il malvivente. Una volta raggiunto l&#8217;aggressore, tuttavia, il giovane è stato raggiunto da due violente coltellate nella zona costale e cervicale, inferte con un’arma bianca di grandi dimensioni. Il ragazzo è stato trovato dai soccorsi in </span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>condizioni critiche</b></span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;"> e trasferito d&#8217;urgenza in terapia intensiva presso l&#8217;ospedale </span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;">locale</span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;">, dove si trova tuttora ricoverato in gravi condizioni. L’aggressore, per come ricostruito, prima di fuggire, avrebbe poi tentato di colpire ripetutamente anche la donna, non riuscendovi solo per cause indipendenti dalla sua volontà. </span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;">L’individuazione lampo e la cattura del sospettato rappresentano un successo della cooperazione internazionale di polizia. L’azione dei Carabinieri di Cirò Marina si è svolta in costante e stretta sinergia con il </span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Servizio S.I.R.E.N.E.</b></span></span><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;"> (Supplementary Information Request at the National Entries), che ha coordinato lo scambio informativo con le autorità spagnole.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Book Antiqua, serif;"><span style="font-size: medium;">Nonostante l’indagato fosse riuscito a lasciare l’isola di Tenerife e a imbarcarsi su un volo da Siviglia verso Bari per rientrare nel territorio nazionale, la rete di monitoraggio internazionale ha permesso ai militari dell’Arma di intercettarlo e procedere all&#8217;esecuzione del provvedimento restrittivo in soli tre giorni dal delitto.</span></span></p>
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		<title>Omicidio-suicidio a Mileto: commercialista uccide la moglie e poi si toglie la vita</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/omicidio-suicidio-a-mileto-commercialista-uccide-la-moglie-e-poi-si-toglie-la-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 19:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Assunta Currà]]></category>
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		<category><![CDATA[Pasquale Calzone]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Omicidio-suicidio, nel pomeriggio di venerdì a Mileto, in provincia di Vibo Valentia. Un commercialista, Pasquale Calzone, di 63 anni, ha ucciso la moglie, Assunta Currà, di 55, con alcuni colpi di pistola e si è poi tolto la vita con la stessa arma. Il fatto di sangue è avvenuto nell&#8217;abitazione del commercialista in Via Giuseppe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Omicidio-suicidio, nel pomeriggio di venerdì a Mileto, in provincia di Vibo Valentia. Un commercialista, <strong>Pasquale Calzone</strong>, di 63 anni, ha ucciso la moglie, <strong>Assunta Currà</strong>, di 55, con alcuni colpi di pistola e si è poi tolto la vita con la stessa arma. Il fatto di sangue è avvenuto nell&#8217;abitazione del commercialista in Via Giuseppe Di Vittorio.</p>
<p>A scoprire i due corpi è stato in serata il fratello dell’uomo, che dal primo pomeriggio cercava di contattarlo senza successo. A dare indicazioni precise sull&#8217;orario della tragedia è stata una vicina che ha raccontato agli investigatori di aver sentito, intorno alle 14:30, prima della urla e, in seguito, dei colpi di arma da fuoco.  </p>
<p>Stando a quanto è emerso dalle prime indagini dei carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, Calzone avrebbe ucciso la moglie con l’arma che deteneva legalmente al culmine di una lite. Dalle informazioni raccolte dopo la tragedia, è emerso che la coppia, che aveva anche un figlio, era in fase di separazione da circa un anno.  </p>
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