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	<title>omelia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Parroco di Bonifati aggredito sul sagrato dopo parole contro spaccio in omelia: indagini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 11:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aggressione a parroco sul sagrato della chiesa al termine della messa domenicale. E&#8217; accaduto a Bonifati, in provincia di Cosenza. Lo ha reso noto con una nota la diocesi di San Marco Argentano. &#8220;Nei giorni scorsi, al termine della celebrazione della Messa sul sagrato della chiesa del Rosario, don Guido Quintieri, parroco di Bonifati, è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aggressione a parroco sul sagrato della chiesa al termine della messa domenicale. E&#8217; accaduto a Bonifati, in provincia di Cosenza. Lo ha reso noto con una nota la diocesi di San Marco Argentano. &#8220;Nei giorni scorsi, al termine della celebrazione della Messa sul sagrato della chiesa del Rosario, don Guido Quintieri, parroco di Bonifati, è stato vittima di un&#8217;aggressione. Un gesto grave &#8211; si legge &#8211; che ha scosso profondamente la comunità parrocchiale e tutta la cittadinanza. Durante le celebrazioni della Settimana Santa, don Guido aveva avuto il coraggio di denunciare, con parole chiare e ferme, le diﬃcoltà e le ferite sociali che segnano quella piccola comunità. La sua voce si è levata contro l&#8217;indiﬀerenza e il silenzio, richiamando tutti alla responsabilità, alla solidarietà e al rispetto della dignità di ogni persona. Il Vescovo della Diocesi, mons. Stefano Rega, a nome proprio e dei confratelli sacerdoti, &#8211; prosegue la nota della diocesi -esprime piena solidarietà a don Guido e alla comunità parrocchiale, manifestando vicinanza e sostegno in questo momento di prova. Nel condannare fermamente ogni forma di violenza, mons. Rega richiama il valore irrinunciabile della pace e della concordia, ricordando che ogni gesto, ogni parola, ogni azione deve essere seminatrice di riconciliazione e di speranza. Il Vescovo invita a pregare anche per chi ha compiuto l&#8217;aggressione, riconoscendo in quel gesto un momento di profonda fragilità e bisogno di misericordia. &#8220;Continuiamo a camminare insieme come comunità che crede nella forza del Vangelo e nella luce della carità&#8221;, è l&#8217;invito di Mons. Rega&#8221;.</p>
<p><strong>ORGANIZZIAMO LA SPERANZA di don Guido Quintieri</strong><br />
<em>&#8220;Domenica scorsa invitavo a non “farci rubare la gioia”. Ribadisco questo invito innanzitutto alla comunità Parrocchiale di Bonifati che ringrazio per la vicinanza e solidarietà espressami in tutti i modi. Persone generose, dalla fede autentica che sa andare oltre i soliti stereotipi di una religiosità intrappolata da percorsi processionali o di come le statue debbano affacciarsi alle finestre delle case. Una comunità che sa comprendere le fragilità di chi, purtroppo, si è lasciato vincere dalle dipendenze, per questo ciò che conta, oltre alla denuncia di questi mali come ricordavo il Venerdì Santo, per chi crede è la preghiera, prima fra tutte l’Eucarestia che intendo celebrare proprio per colui che non consapevole del gesto si è lasciato vincere dalla violenza causata da questi mali endemici. Probabilmente la reazione violenta nei miei confronti sarà stata scaturita da un mancato affaccio della statua alla finestra della propria abitazione, come dicevo sopra, personalmente non vado a rintracciarne i motivi ed invito a fare altrettanto. Abbiamo bisogno di gesti concreti di speranza, perché essa “va organizzata” come ci ha insegnato Papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo che stiamo vivendo. </p>
<p>Sono convinto che il primo gesto concreto per organizzarla è il perdono. Non dobbiamo avere paura di nascondere le nostre fragilità per timore che venga rovinata la reputazione di un luogo, ma saperle riconoscere e cercare di curarle con l’impegno di tutti, nessuno escluso. Una comunità esente da fragilità e piaghe non esiste. Voglio ringraziare tutti per le espressioni di solidarietà e di vicinanza, primo fra tutti il mio Vescovo Stefano e l’intero presbiterio diocesano. Vi assicuro che sentire la vicinanza di tanti amici e conoscenti vicini e lontani mi ha aiutato molto. Invito infine i giornalisti a non cedere alla tentazione di strumentalizzare questi fatti di cronaca semplicemente perché attirano l’attenzione dei lettori. Sono stato educato e formato alla bellezza e sono anch’io fermamente persuaso che organizzare la speranza significa anche riconoscere e condividere il bene ed il bello, perché solo quando questo farà più notizia della violenza ci ritroveremo a sperimentare una comunità più bella e fraterna&#8221;. </em></p>
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		<title>Lamezia, vescovo: chi vive la fede e’ in cammino ed e’ un cammino sempre nuovo”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2021 08:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Schillaci]]></category>
		<category><![CDATA[omelia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; “Si dilati, carissimi fratelli e sorelle, sempre di piu’ il nostro cuore, esulti di gioia perche’ risplenda nella nostra povera umanita’ la mirabile luce di Cristo”. Questa la sollecitazione del vescovo, Giuseppe Schillaci, nel corso dell’omelia durante la concelebrazione eucaristica dell’Epifania, officiata in cattedrale la sera del sei gennaio scorso e durante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; “Si dilati, carissimi fratelli e sorelle, sempre di piu’ il nostro cuore, esulti di gioia perche’ risplenda nella nostra povera umanita’ la mirabile luce di Cristo”. Questa la sollecitazione del vescovo, Giuseppe Schillaci, nel corso dell’omelia durante la concelebrazione eucaristica dell’Epifania, officiata in cattedrale la sera del sei gennaio scorso e durante a quale ha anche invitato i fedeli a rivedere “la nostra vita alla luce di questo dono, splendido, perche’ anche la nostra vita possa diventare e farsi dono dinanzi alla splendida luce”.<br />
Per il Pastore della Chiesa lametina, “il mistero dell’incarnazione che stiamo celebrando in questi giorni di Natale, che si chiuderanno domenica prossima con la festa del battesimo del Signore, ci consegna una grande verita’. Una verita’ che dobbiamo fare sempre piu’ nostra: il figlio di Dio con la sua incarnazione (sono parole del Concilio Vaticano II) si e’ unito in un certo modo ad ogni uomo. Basterebbe questo – ha proseguito &#8211; per contemplare il mistero dell’incarnazione che ci dice questa verita’. E, quindi, quando incontro ogni uomo devo pensare che incontro questo mistero. Gesu’, il messia, non e’ destinato solo al popolo di Israele, non e’ destinato solo ad alcuni o a pochi privilegiati, ma a tutti. Allora, in questa manifestazione del Signore contempliamola questa universalita’ e la contempliamo non nello spazio o nel lusso dei palazzi del potere ma nell’umilta’ e nella poverta’ di una mangiatoia”.<br />
E gli stessi magi che si mettono in cammino, “si mettono in ricerca di questa verita’” che e’ “una ricerca disinteressata, senza nessuno scopo particolare’’. Ma, mentre loro cercano, c’e’ “qualcuno che resta fermo: un re, un uomo che vive di potere che, pero’, ha paura. Perche’ Erode teme il Signore che viene – ha chiesto Schillaci &#8211; ? Teme perche’ c’e’ un altro re”.  C’e’ “un re altro, cioe’ un re che non e’ venuto per dominare per controllare, non e’ venuto per esercitare il potere sugli altri. E’ venuto, invece, a servire. E’ venuto semplicemente a salvare l’uomo dalla pretesa di cercare di esercitare qualsiasi forma di potere sull’altro, indicandoci questa strada che e’ la strada dell’umilta’, dell’obbedienza, dell’amore generoso, gratuito, disinteressato. La ricerca dei Magi e’ finalizzata a tutto questo: il loro cammino, la loro ricerca approda all’adorazione”.<br />
I magi, quindi, “riconoscono il Signore. E quando si riconosce il Signore – ha fatto notare il Vescovo &#8211; ci si prostra. Hanno portato dei doni dinanzi al dono per eccellenza ed il Signore non desidera altro: desidera il nostro desiderio. Il Signore ha sete di questa sete di Dio, questa sete di umanita’. Quella sete che non si estingue mai se non in lui. Nessuno puo’ pensare di sentirsi un arrivato nella fede. A volte – ha concluso il Vescovo &#8211; penso a noi sacerdoti, vescovi, siamo arrivati e, quindi, ci sediamo e non ci si muove piu’” mentre “chi vive la fede e’ in cammino sempre ed e’ un cammino sempre nuovo” e “chi crede e’ animato da questo grande desiderio: incontrare il Signore, incontrarlo sempre perche’ incontrare il Signore significa incontrare il significato profondo della propria vita” in quanto “quando si incontra il Signore siamo sempre chiamati a vita nuova”.</p>
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