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	<title>OLIO Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Jun 2026 16:22:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Olio extravergine: Anche Coldiretti Calabria a Bari contro speculazioni, frodi e prezzi crollati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Coldiretti Calabria, e non poteva che essere così visto che è la seconda regione produttrice di olio, ha partecipato alla mobilitazione nazionale degli agricoltori che ha invaso le strade di Bari, promossa da Coldiretti e Unaprol, per dire basta ai &#8220;trafficanti di olio&#8221; che stanno mettendo in ginocchio le imprese e ingannando i consumatori. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Anche Coldiretti Calabria, e non poteva che essere così visto che è la seconda regione produttrice di olio, ha partecipato alla mobilitazione nazionale degli agricoltori che ha invaso le strade di Bari, promossa da Coldiretti e Unaprol, per dire basta ai &#8220;<em>trafficanti di olio</em>&#8221; che stanno mettendo in ginocchio le imprese e ingannando i consumatori. Una protesta con migliaia di agricoltori scesi in piazza per denunciare un sistema che rischia di compromettere il futuro dell&#8217;olio extravergine italiano, simbolo del Made in Italy e pilastro dell&#8217;economia agricola anche in Calabria. Coldiretti Calabria <strong>con il presidente Aceto</strong>, ha ribadito dal palco la necessità dell&#8217;attuazione delle proposte per  difendere il vero olio extravergine che significa difendere reddito, territorio e salute.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Prezzi crollati e aziende in difficoltà- </strong>L&#8217;allarme è chiaro: i prezzi dell&#8217;olio extravergine pagati agli olivicoltori sono praticamente dimezzati rispetto allo scorso anno, passando da circa 9 euro al litro a poco più di 5 euro, ben al di sotto dei costi di produzione. Una situazione aggravata da rincari che superano i 200 euro per ettaro. Un contesto che costringe molte aziende, anche calabresi, a vendere sottocosto, con le conseguenze che ne derivano.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Frodi e speculazioni: un attacco alla salute e alla trasparenza- </strong>Nel mirino ci sono pratiche fraudolente sempre più diffuse: dall&#8217;utilizzo di clorofilla e oli deodorati, fino a sostanze chimiche impiegate per alterare la qualità reale del prodotto. Fenomeni che, insieme all&#8217;arrivo massiccio di olio dall&#8217;estero, alimentano un sistema di speculazioni e inganni. Prodotti di bassa qualità finiscono anche nelle mense scolastiche e ospedaliere, mettendo a rischio la salute dei cittadini. Per questo Coldiretti e Unaprol chiedono che nelle strutture pubbliche vengano utilizzati esclusivamente prodotti italiani certificati, sicuri e di qualità.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I numeri che smascherano il sistema- </strong>I dati della filiera evidenziano una situazione che non torna: circa 234 milioni di litri di olio extravergine prodotti in Italia, 461 milioni di litri consumati, 318 milioni di litri esportati, ben 545 milioni di litri importati, Numeri eloquenti che dimostrano come il sistema sia esposto a manipolazioni sull&#8217;origine e tracciabilità del prodotto, con gravi danni per produttori e cittadini. In questo scenario, la Calabria rappresenta uno dei principali bacini olivicoli del Paese, con milioni di piante, una forte incidenza sull&#8217;economia agricola regionale e un patrimonio identitario, paesaggistico e culturale da tutelare.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Le richieste: più controlli e tecnologie contro le frodi- </strong>È stata sollecitata l&#8217;applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali e contro le vendite effettuate al di sotto dei costi di produzione. Tra le richieste figura anche il divieto di commercializzare come extravergini miscele ottenute con la successiva aggiunta dell&#8217;olio di oliva vergine. Per garantire una tracciabilità completa e avanzata della filiera viene ritenuta indispensabile l&#8217;introduzione del documento di trasporto elettronico delle olive fin dalla fase di conferimento. Sul fronte commerciale, Coldiretti e Unaprol chiedono infine la sospensione delle importazioni di olio tunisino a dazio zero e il superamento del regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa) applicato agli oli esteri, considerato un potenziale punto critico per l&#8217;ingresso sul mercato di prodotti suscettibili di generare fenomeni fraudolenti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il &#8220;tavolo degli inganni&#8221; e la consapevolezza dei cittadini- </strong>Durante la manifestazione è stato allestito il &#8220;tavolo degli inganni&#8221; per mostrare ai cittadini come avvengono le frodi e le miscelazioni pericolose. Parallelamente, nel mercato di Campagna Amica, è stato possibile degustare oli di qualità, evidenziando la differenza tra un vero extravergine e un prodotto camuffato.</p>
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		<title>Olio calabrese, patrimonio da proteggere: Coldiretti Calabria chiede controlli anti-frode e stop a trafficanti e sottocosto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/olio-calabrese-patrimonio-da-proteggere-coldiretti-calabria-chiede-controlli-anti-frode-e-stop-a-trafficanti-e-sottocosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 09:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Controffensiva di Coldiretti e Unaprol &#8220;contro i trafficanti di olio e sottocosto con un Piano nazionale d&#8217;intervento che punta al potenziamento dei sistemi di controllo e al sostegno economico immediato ai produttori con la finalità di garantire consumatori e avere una maggiore trasparenza.  Per combattere questa deriva e difendere la salute dei cittadini con la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Controffensiva di Coldiretti e Unaprol <em>&#8220;contro i trafficanti di olio e sottocosto con un Piano nazionale d&#8217;intervento che punta al potenziamento dei sistemi di controllo e al sostegno economico immediato ai produttori con la finalità di garantire consumatori e avere una maggiore trasparenza.  Per combattere questa deriva e difendere la salute dei cittadini con la trasparenza, Coldiretti e Unaprol hanno predisposto un articolato Piano nazionale d&#8217;intervento che punta al potenziamento dei sistemi di controllo e al sostegno economico immediato ai produttori, in occasione della riunione per l&#8217;analisi della situazione di mercato al Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste con il sottosegretario Patrizio Giacomo la Pietra. In Calabria il piano assume molta importanza&#8221;</em>&#8211; lo si legge in una nota della Coldiretti Calabria.</div>
<div></div>
<div>&#8220;<em>L&#8217;olivicoltura &#8211; si aggiunge &#8211; è una filiera strategica che interessa il 24% della superficie agricola utilizzata (SAU). Una ricchezza produttiva, ambientale e identitaria che conta oltre 160mila ettari censiti a olivo, con oltre 100 varietà di olive che si estendono su tutta la regione, dalle coste all&#8217;entroterra, per un totale di circa 25 milioni di piante e ben 13mila ettari dichiarati a Indicazione Geografica Protetta (IGP). Un patrimonio riconosciuto anche a livello europeo da 3 DOP, 1 IGP regionale e da una forte vocazione al biologico con quasi il 50% della superficie coltivata</em>&#8220;.</div>
<div></div>
<div><b>Il piano a difesa dell&#8217;olio italiano</b></div>
<div>L&#8217;origine e l&#8217;autenticità del prodotto vanno garantite attraverso controlli innovativi come risonanza magnetica (Nmr) e mappa isotopica, che devono avere valore di prova anche in giudizio per bloccare chi spaccia per made in Italy olio estero. Le stesse tecniche devono essere integrate obbligatoriamente nei protocolli ministeriali con screening analitici mirati a blindare l&#8217;origine geografica dell&#8217;olio. Tali piani di controllo dovranno essere capillarmente eseguiti sia sulle masse olearie in ingresso in Italia, sia sui prodotti confezionati posti a scaffale nella GDO.</div>
<div>Coldiretti e Unaprol &#8220;<em>continueranno nel loro presidio ai porti e alle frontiere per denunciare le manovre di chi specula sfruttando gli arrivi di prodotto di bassa qualità per rivenderlo all&#8217;estero come nazionale, facendo abbassare i prezzi di quello made in Italy. </em><em>Serve poi un cambio di passo netto sulla tracciabilità delle olive da tavola, attraverso l&#8217;introduzione dell&#8217;etichettatura obbligatoria nazionale in un comparto strategico che vale circa un miliardo di euro. L&#8217;origine del prodotto deve essere immediatamente riconoscibile, senza classificazioni o dinamiche commerciali sovranazionali che rischiano di cancellare identità, qualità e valore del prodotto italiano&#8221;.</em></div>
<div><em>&#8220;Noi produciamo salute per i cittadini attraverso olio extravergine d&#8217;oliva di grande qualità – </em>ha dichiarato il Presidente di Unaprol e vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri <em>– e non possiamo subire la concorrenza sleale di chi trucca l&#8217;origine. Combattiamo quei trafficanti di olio che abbattono il prezzo, cercando di umiliare migliaia di olivicoltori. Per questo non si ferma la nostra mobilitazione continua e al Ministero abbiamo presentato un piano di azioni concreto. Stop al sottocosto, perché dietro ai prezzi infimi delle bottiglie sugli scaffali si nascondono truffe e sfruttamento. Sì alla garanzia dell&#8217;origine con controlli innovativi e trasparenza per i cittadini. E vogliamo che il vero olio EVO italiano sia nelle mense di scuole o ospedali, per proteggere bambini e malati a tavola. Coldiretti e Unaprol continueranno a difendere il vero Made in Italy sempre&#8221;</em>.</div>
<div></div>
<div><b>Le altre azioni del piano</b></div>
<div>In parallelo, sul fronte telematico e della tracciabilità, si richiede una profonda revisione delle procedure sul Portale SIAN. Per quanto riguarda i commercianti di olive, si propone l&#8217;obbligo tassativo di consegna della materia prima al frantoio entro 12 ore dall&#8217;acquisto, per preservarne l&#8217;efficacia qualitativa e scongiurare manipolazioni; ogni movimentazione dovrà essere vigilata in tempo reale tramite la redazione diretta sul portale di un DDT (Documento di Trasporto) elettronico nativo e non modificabile. Inoltre, per massimizzare la trasparenza di mercato, i codici operazione del SIAN dovranno integrare l&#8217;obbligo di inserimento dei prezzi delle olive e dell&#8217;olio sfuso compravenduti, permettendo l&#8217;estrazione automatica e la pubblicazione settimanale di prezzi di riferimento ufficiali dettagliati per provincia, origine e classe merceologica.</div>
<div>Serve irrigidire i controlli in Europa con intervento stringente sul Regime di Perfezionamento Attivo (TPA) con bilanci di massa sul SIAN che verifichino i carichi e gli scarichi in compensazione, intercettando l&#8217;uso abusivo di olio straniero dirottato sui canali di vendita ordinaria.</div>
<div>Le licenze in TPA dovranno inoltre decorrere non prima del 1° aprile di ogni anno, spostando l&#8217;operatività alla primavera per evitare che massicce importazioni extra-UE a dazio zero durante i mesi autunnali e invernali, in esatta concomitanza con la raccolta nazionale, generino speculazioni capaci di deprimere i prezzi all&#8217;origine. In sede comunitaria, viene sollecitato il recepimento della Raccomandazione 2 della Relazione Speciale 01/2026 della Corte dei Conti Europea per vietare espressamente la miscelazione di oli di categorie differenti (come EVO e vergine) finalizzata alla vendita di blend sotto la denominazione di Extra Vergine, una pratica che accelera la degradazione qualitativa e svaluta la purezza categoriale del 100% italiano. A tutela del principio di reciprocità, si propone l&#8217;istituzione di un Registro Telematico Unico europeo sul modello informatico di quello italiano.</div>
<div>Per dare sollievo a Cooperative, OP e frantoi privati colpiti da una severa stagnazione delle giacenze interne, si richiede l&#8217;attivazione, d&#8217;intesa con gli istituti di credito, di un piano straordinario di sostegno basato su contributi diretti a breve e medio termine per il ristoro degli interessi passivi sui finanziamenti in corso, replicando l&#8217;efficace modello adottato dall&#8217;amministrazione due anni fa. Infine, per favorire lo svuotamento dei magazzini nazionali, il piano suggerisce l&#8217;istituzione di un fondo ministeriale straordinario rivolto alle Regioni per incentivare l&#8217;acquisto di olio 100% italiano certificato nella ristorazione collettiva pubblica, vincolando l&#8217;erogazione dei contributi all&#8217;inserimento di precisi criteri di premialità e quote d&#8217;obbligo di fornitura nei bandi di gara per le mense scolastiche e le strutture ospedaliere.</div>
<div></div>
<div><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-381894" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2.jpg" alt="" width="646" height="363" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2.jpg 1067w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2-300x169.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2-768x432.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2-747x420.jpg 747w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Olio-Coldiretti-2-696x391.jpg 696w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></div>
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		<item>
		<title>Coldiretti Calabria, aziende costrette a vendere sottocosto olio extravergine</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-aziende-costrette-a-vendere-sottocosto-olio-extravergine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:56:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il costo di produzione di un litro di olio extravergine in Calabria si colloca, mediamente, tra 6,5 e 9 euro, con valori che possono superare i 9 euro nelle aree più svantaggiate. Una stima prudenziale è pari ad almeno 7,2 euro al litro. La Grande distribuzione organizzata continua, tuttavia, a utilizzare l&#8217;olio come prodotto civetta, comprimendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il costo di produzione di un litro di olio extravergine in Calabria si colloca, mediamente, tra 6,5 e 9 euro, con valori che possono superare i 9 euro nelle aree più svantaggiate. Una stima prudenziale è pari ad almeno 7,2 euro al litro. La Grande distribuzione organizzata continua, tuttavia, a utilizzare l&#8217;olio come prodotto civetta, comprimendo i prezzi lungo la filiera e scaricando il peso sulle aziende agricole</em>&#8220;.  Lo dichiara il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, sottolineando come <em>&#8220;mentre i costi di produzione nelle campagne sono cresciuti sensibilmente, anche per effetto dei rincari energetici e dei cambiamenti climatici, il prezzo riconosciuto agli olivicoltori resta ben al di sotto della soglia di sostenibilità&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Sul mercato italiano ed europeo &#8211; </em>spiega<em> &#8211; arrivano oli provenienti da Paesi extra-Ue che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali imposti ai produttori calabresi e italiani. Se un prodotto entra nel nostro mercato deve rispettare le stesse condizioni, questa è la vera reciprocità. Punto critico resta la difficile identificazione del prodotto nazionale e calabrese di qualità rispetto alle miscele di oli comunitari ed extracomunitari. Sugli scaffali della Gdo si trovano frequentemente bottiglie etichettate come extravergine, ma che in realtà derivano da blend di oli di diversa provenienza, spesso indicata in modo poco chiaro in etichetta. Una situazione che genera confusione nel consumatore e penalizza le produzioni di eccellenza del territorio</em>&#8220;, dice Aceto.</p>
<p>Coldiretti Calabria chiede, quindi, <em>uno &#8220;stop alle aste al doppio ribasso nella Gdo; maggiore trasparenza in etichetta sull&#8217;origine delle olive; rafforzamento dei controlli sulla qualità reale dei prodotti; introduzione e applicazione effettiva del principio di reciprocità negli scambi internazionali; valorizzazione sugli scaffali dei prodotti 100% italiani e calabresi&#8221;</em>.</p>
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		<title>L&#8217;olio del &#8216;Giardino della Memoria&#8217; consegnato dalla Questura di Vibo al vescovo Attilio Nostro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lolio-del-giardino-della-memoria-consegnato-dalla-questura-di-vibo-al-vescovo-attilio-nostro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:31:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Attilio Nostro]]></category>
		<category><![CDATA[consegnato]]></category>
		<category><![CDATA[giardino della memoria]]></category>
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		<category><![CDATA[Questura]]></category>
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		<category><![CDATA[Vibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha aderito all’iniziativa della consegna simbolica dell’olio del Giardino della Memoria all’autorità religiosa locale, che verrà consacrato nel corso della Settimana Santa e sarà utilizzato per l’amministrazione dei Sacramenti. È un olio nato dalla terra bagnata dal sangue dei giusti e degli onesti, frutto degli ulivi piantati nel Giardino della Memoria, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha aderito all’iniziativa della consegna simbolica dell’olio del Giardino della Memoria all’autorità religiosa locale, che verrà consacrato nel corso della Settimana Santa e sarà utilizzato per l’amministrazione dei Sacramenti.</p>
<p>È un olio nato dalla terra bagnata dal sangue dei giusti e degli onesti, frutto degli ulivi piantati nel Giardino della Memoria, che sorge nei pressi della stele lungo l’autostrada A29, luogo della strage in cui morirono il Giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della Polizia di Stato componenti della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. L’olio è stato inviato a cura della Questura di Palermo a tutte le Diocesi italiane per essere consacrato durante la Messa Cresimale del Giovedì Santo e, divenuto Sacro Crisma, per essere utilizzato per l’amministrazione dei Sacramenti.</p>
<p>In tale occasione, personale della Questura di Vibo Valentia, durante la celebrazione della Santa Messa della Domenica delle Palme, ha donato a Sua Eccellenza Mons. Attilio Nostro, Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, una bottiglia contenente l’olio prodotto dall’Associazione “Quarto Savona 15 “, che prende il nome dalla sigla radio utilizzata dall’equipaggio della Polizia di Stato di scorta al Giudice Giovanni Falcone.</p>
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		<item>
		<title>Coldiretti Calabria: i trafficanti di olio esistono, lo certifica la Corte dei conti europea</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-i-trafficanti-di-olio-esistono-lo-certifica-la-corte-dei-conti-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 14:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[OLIO]]></category>
		<category><![CDATA[trafficanti]]></category>
		<category><![CDATA[tunisino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Unione Europea valuta l’ipotesi di aumentare le importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero, ma alle frontiere comunitarie i controlli sull’olio importato restano largamente insufficienti, se non del tutto assenti. A lanciare l’allarme è Coldiretti Calabria, dopo la dura presa di posizione della Corte dei conti europea che, in un rapporto ufficiale, smonta ogni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-i-trafficanti-di-olio-esistono-lo-certifica-la-corte-dei-conti-europea/">Coldiretti Calabria: i trafficanti di olio esistono, lo certifica la Corte dei conti europea</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’Unione Europea valuta l’ipotesi di aumentare le importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero, ma alle frontiere comunitarie i controlli sull’olio importato restano largamente insufficienti, se non del tutto assenti. A lanciare l’allarme è Coldiretti Calabria, dopo la dura presa di posizione della Corte dei conti europea che, in un rapporto ufficiale, smonta ogni rassicurazione sulla sicurezza delle importazioni, denunciando verifiche inesistenti o sporadiche su pesticidi e contaminanti nell’olio proveniente da Paesi extra UE, in particolare dalla Tunisia. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Un paradosso evidente: oltre il 90% dell’olio prodotto nell’Unione Europea è sottoposto a controlli rigorosi, mentre il restante 9% di olio estero entra spesso nel mercato comunitario senza adeguate garanzie per produttori e consumatori. In Italia, secondo la Corte dei conti europea, nel biennio 2023-2024 nessun carico di olio d’oliva è stato controllato nei principali punti di ingresso. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In questo scenario, <strong>Coldiretti e Unaprol</strong> contestano con forza l’ipotesi di raddoppiare il contingente di olio tunisino a dazio zero, definendola una scelta autolesionista che penalizza una delle produzioni simbolo del made in Italy agroalimentare. L’annuncio del Governo tunisino dell’avvio di negoziati con Bruxelles per portare il contingente agevolato fino a 100mila tonnellate annue accende ulteriormente lo scontro. Secondo Coldiretti, l’UE continua a favorire un modello che spinge l’industria ad approvvigionarsi di olio estero a basso costo, spesso rivenduto come made in Italy, invece di garantire una giusta remunerazione all’olio nazionale. I numeri confermano l’allarme: nei primi nove mesi del 2025 le importazioni di olio tunisino in Italia sono aumentate del 38%, mentre i prezzi dell’olio extravergine italiano sono crollati di oltre il 20%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Oggi l’olio tunisino viene commercializzato a meno di 4 euro al litro, esercitando una forte pressione al ribasso sui prezzi dell’olio italiano e costringendo molti olivicoltori a vendere sotto i costi di produzione. Alla base di questa dinamica c’è l’attuale normativa europea, che consente l’ingresso annuale di 56.700 tonnellate di olio vergine d’oliva a dazio zero, una soglia che ora si vorrebbe ulteriormente ampliare. A questo si aggiunge il regime del perfezionamento attivo, che permette di importare olio, “nazionalizzarlo” e riesportarlo, un meccanismo che penalizza il vero olio extravergine made in Italy, come evidenziato anche dal Financial Times. Occorre istituire un sistema europeo di controllo della tracciabilità di tutti i prodotti in ingresso, soprattutto in termini di reciprocità delle regole e verifica dell’origine, un sistema che parta già dai produttori, compresi quelli extraeuropei. “Con una produzione di circa 300mila tonnellate, un consumo interno di 400mila tonnellate e un export di 300mila tonnellate, come si spiega il crollo del 30% del prezzo dell’olio pagato agli agricoltori?”, si chiede David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol. È evidente che qualcosa non torna. Siamo di fronte a una speculazione sull’olio d’oliva che va fermata. Servono controlli immediati e più severi per difendere i produttori onesti e la qualità dell’olio extravergine italiano”. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Duro anche l’intervento di </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Franco Aceto</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, presidente di Coldiretti Calabria: “Aumentare le importazioni a dazio zero significa spalancare le porte a olio extravergine a basso costo e di qualità discutibile, mettendo a rischio il patrimonio agroalimentare italiano. Questo modello premia il prezzo più basso e non la qualità, compromettendo la sostenibilità economica delle aziende agricole”. Sulla stessa linea </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Francesco Cosentini</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, direttore di Coldiretti Calabria, che denuncia la possibilità di dichiarare ‘italiano al 100% un olio che non lo è’, definendo la pratica una truffa sull’origine che danneggia l’intera filiera olivicola e mina la fiducia dei consumatori. Per questo Coldiretti e Unaprol chiedono un rafforzamento dei controlli nelle industrie olearie, anche alla luce dei numerosi sequestri di olio effettuati dalle forze dell’ordine. Le conseguenze sarebbero particolarmente gravi per la Calabria, seconda regione produttrice in Italia. In regione l’ulivo copre oltre 180mila ettari, con circa 84mila aziende agricole a indirizzo olivicolo e 25 milioni di piante di olivo. Il patrimonio varietale conta oltre 100 cultivar, con quasi il 50% della superficie in biologico. La Calabria vanta 3 DOP e 1 IGP, come l’IGP Olio di Calabria.</span></p>
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		<title>Coldiretti/Unaprol: raddoppio import olio tunisino a dazio zero, grave danno per la Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 08:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non possiamo permettere che una concorrenza sleale danneggi il mercato dell&#8217;olio d&#8217;oliva e le nostre produzioni di alta qualità. Siamo pronti con le nostre bandiere gialle, e con i nostri soci olivicoltori a presidiare i porti e le frontiere da cui passano le cisterne di olio pronte a diventare italiane con l&#8217;inganno. Difendiamo così anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non possiamo permettere che una concorrenza sleale danneggi il mercato dell&#8217;olio d&#8217;oliva e le nostre produzioni di alta qualità. Siamo pronti con le nostre bandiere gialle, e con i nostri soci olivicoltori a presidiare i porti e le frontiere da cui passano le cisterne di olio pronte a diventare italiane con l&#8217;inganno. Difendiamo così anche la salute dei cittadini, perchè non vorremmo che questi oli finti made in Italy presentassero anche rischi anche sulla possibile tossicità. Diciamo basta, basta, basta&#8221;. Nei primi nove mesi del 2025 gli arrivi in quantità di prodotto tunisino in Italia sono già aumentati del 38%, facendo crollare i prezzi dell&#8217;extravergine italiano di oltre il 20%, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Ismea. L&#8217;olio tunisino – denunciano Coldiretti e Unaprol – viene venduto oggi sotto i 4 euro al litro, con una pressione al ribasso sulle quotazioni di quello italiano che punta a costringere gli olivicoltori nazionali a svendere il proprio prodotto al di sotto dei costi di produzione.</p>
<p>Raddoppiare le importazioni a dazio zero di olio tunisino sarebbe l&#8217;ennesima scelta suicida di un&#8217;Unione Europea che ha evidentemente deciso di cancellare le proprie produzioni distintive e di qualità agricole, a partire da quella di olio d&#8217;oliva, favorendo un modello di mercato che spinge l&#8217;industria ad approvvigionarsi di prodotto estero a basso costo, spacciandolo come made in Italy fuori dall&#8217;Europa, invece di valorizzare l&#8217;olio italiano di qualità al giusto prezzo. A denunciarlo sono Coldiretti e Unaprol nel commentare l&#8217;annuncio del Governo della Tunisia dell&#8217;avvio di negoziati con l&#8217;Ue per rafforzare il quadro giuridico bilaterale e portare a 100.000 tonnellate annue il contingente di esportazione agevolato. In Italia produciamo 300mila tonnellate di olio, ne consumiamo nel mercato interno 400mila tonnellate e ne esportiamo 300mila tonnellate. Come è possibile quindi che il prezzo dell&#8217;olio italiano pagato agli agricoltori sia calato del 30%? Si tratta di una speculazione da fermare da parte di taluni industriali trafficanti di olio e come Coldiretti e Unaprol chiediamo alle autorità competenti di moltiplicare i controlli presso le industrie olearie, verificando gli acquisti di olio EVO che provengono da alcuni fantomatici frantoi che operano in Italia e che regolarizzano l&#8217;olio EVO quando questo non lo è. Questo come già accaduto ad esempio in Toscana con alcuni frantoi che con una rete di piccoli conferimenti non contabilizzati attraverso il sistema di controllo pubblico, determinavano la disponibilità di quantitativi fittizi da commercializzare come EVO italiano.  Così facendo si mettono in condizione quegli industriali trafficanti di olio di poter, senza colpo ferire, dichiarare che l&#8217;olio da loro imbottigliato sia italiano al 100% quando così non è. Vanno fermati questi trafficanti moltiplicando i controlli con Icqrf e Guardia di Finanza, e noi stessi siamo pronti come Coldiretti a mobilitarci ancora per presidiare i porti e i valichi di frontiera. Si tratta di una vicenda che tra l&#8217;altro colpisce la salute e la tranquillità dei cittadini consumatori di olio, uno dei prodotti più usati dalle famiglie italiane e simbolo della cucina italiana oggi riconosciuta anche come patrimonio immateriale Unesco. Questo traffico indegno, a cui aggiungiamo anche il perfezionamento attivo, che consente di nazionalizzazione l&#8217;olio per poi riesportarlo con grave danno per il vero made in Italy, come denunciato in passato anche dal Financial Times. </p>
<p>Tutto questo, ribadiscono Coldiretti e Unaprol, va fermato facendo riflettere l&#8217;industria olearia italiana del grave danno che alcuni industriali trafficanti di olio procurano al nostro Paese. Coldiretti e Unaprol, sottolineano che si batteranno fino in fondo per fermare questi traffici di olio e garantire la massima trasparenza del mercato per evitare l&#8217;inganno per i cittadini consumatori che pensano di mettere in tavola un prodotto tricolore quando in realtà così non è. Raddoppiare le importazioni rappresenterebbe un colpo di grazia per i produttori italiani, già messi all&#8217;angolo dalle importazioni selvagge, ma anche un grave pericolo per i cittadini consumatori, che trovano un alimento cardine della Dieta Mediterranea sui banchi a prezzi stracciati, spesso spacciato come made in Italy, quando si tratta in realtà di tutt&#8217;altro prodotto dal punto di vista qualitativo, ottenuto senza il rispetto degli stessi standard produttivi che valgono per i nostri olivicoltori. Una dinamica che arricchisce esclusivamente i margini dell&#8217;industria, ma mette a rischio la sopravvivenza dei produttori agricoli. Un fenomeno favorito proprio dall&#8217;accordo stipulato dalla Ue che prevede l&#8217;importazione annuale, nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre, di 56.700 tonnellate di oli vergini d&#8217;oliva, e che ora si vorrebbe ampliare ulteriormente. Il tutto mentre le richieste di prodotto africano a dazio zero da parte degli importatori continuano ad aumentare con l&#8217;obiettivo di realizzare margini sempre più alti di profitto attraverso operazioni speculative che scaricano il costo sulla filiera agricola e inondano i mercati di olio che non rispetta gli standard qualitativi europei. &#8220;Combattiamo ogni giorno i trafficanti di olio. Aumentare gli arrivi a dazio zero favorirà ulteriormente l&#8217;immissione di olio extravergine d&#8217;oliva a basso costo, spesso di dubbia qualità, che colpisce gravemente il nostro patrimonio agroalimentare di eccellenza – spiega David Granieri, vicepresidente nazionale Coldiretti e presidente Unaprol – Si tratta di un modello che incentiva l&#8217;industria a scegliere il prezzo più basso anziché la qualità incidendo sulla tenuta economica dei produttori agricoli.</p>
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		<title>Caloveto, ministero agricoltura finanzia festival dell&#8217;olio e del patrimonio rurale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 07:00:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulle tracce dei monaci basiliani che, secoli fa, bonificarono la terra e ne fecero linfa di civiltà, la comunità calovetese si prepara a rivivere le proprie origini con un evento che è molto più di una festa. Nelle prossime settimane, infatti, il borgo diventerà un palcoscenico diffuso di profumi, storie e tradizioni per il Festival [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulle tracce dei monaci basiliani che, secoli fa, bonificarono la terra e ne fecero linfa di civiltà, la comunità calovetese si prepara a rivivere le proprie origini con un evento che è molto più di una festa. Nelle prossime settimane, infatti, il borgo diventerà un palcoscenico diffuso di profumi, storie e tradizioni per il Festival dell’Olio e del Patrimonio Rurale &#8211; Sulle tracce del Monaco, un percorso che unisce cultura e identità, spiritualità e gusto, educazione e comunità. Un racconto collettivo, immersivo e sensoriale, che attraverserà frantoi, piazze, corti e antiche masserie per celebrare l’olio extravergine di oliva dell’Alto Jonio Cosentino (PAT) e la memoria rurale che ne ha custodito i gesti e il significato.</p>
<p><strong>EVENTO PROMOSSO DAL MINISTERO DELLA SOVRANITÀ ALIMENTARE</strong><br />
È quanto fa sapere il Sindaco Umberto Mazza, annunciando con soddisfazione che l’iniziativa rientra tra i progetti ammessi e sostenuti dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), nell’ambito dell’avviso nazionale dedicato alle manifestazioni di rilievo locale. Questo riconoscimento – afferma il Primo cittadino – premia il lavoro di squadra e la visione di una comunità che crede nel valore delle proprie radici. Sulle Tracce del Monaco è un progetto che parla di noi, della nostra storia monastica e contadina, ma anche del futuro sostenibile che vogliamo costruire attorno all’agricoltura, alla cultura e al turismo identitario.<br />
<strong>L’OLIO COME SIMBOLO DI VITA E DI COMUNITÀ</strong><br />
Il festival avrà al centro l’olio extravergine, prodotto simbolo del territorio, che sarà raccontato attraverso laboratori pratici, percorsi guidati, mostre, degustazioni, musica popolare e spettacoli. Dal Frantoio Vivo allo showcooking Oro Verde in Cucina, fino alla grande Sagra dell’Olio Nuovo e dei Sapori Contadini, il borgo vivrà due giornate di festa autentica, tra antichi mestieri, prodotti tipici e racconti di terra.</p>
<p><strong>MAZZA: UN PERCORSO TRA IDENTITÀ, PARTECIPAZIONE E FUTURO</strong><br />
Sulle Tracce del Monaco non è soltanto un evento, ma un percorso di educazione e riscoperta collettiva, che coinvolgerà scuole, associazioni, produttori, famiglie e visitatori. Un laboratorio di comunità che intreccia generazioni, tradizioni e saperi, restituendo a Caloveto il suo ruolo naturale di borgo dell’olio e della memoria. Abbiamo voluto – conclude Mazza – che questo progetto diventasse un’occasione per ritrovarci, per guardare indietro con gratitudine e avanti con fiducia. Perché la nostra forza è nel legame con la terra e custodirla e raccontarla è il modo più bello per continuare a farla vivere. </p>
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		<title>VIDEO-Olio di semi invece di extravergine per mense scuole e Rsa: sequestri a Lecce e Reggio Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2025 14:30:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-328785-1" width="696" height="394" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/GDF-Frode-OLIO.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/GDF-Frode-OLIO.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/GDF-Frode-OLIO.mp4</a></video></div>
<p>Olio di semi di girasole mescolato ad olio &#8216;lampante&#8217; non adatto al consumo umano e venduto come extravergine di oliva e destinato ai servizi di refezione di scuole primarie e dell&#8217;infanzia e per anziani. E&#8217; la frode scoperta da una indagine coordinata dalla procura di Lecce e condotta dalla guardia di finanza con personale delI&#8217;ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi Puglia e Basilicata (Icqrf). L&#8217;inchiesta, di cui nei giorni scorsi è stata notificata la conclusione, è partita dopo due distinti sequestri nelle provincia di Lecce e di <strong>Reggio Calabria</strong>, di un impianto di imbottigliamento e di oltre 6 mila litri di olio, dichiarato dal produttore calabrese quale &#8220;extravergine&#8221; di oliva, ma che in realtà non lo era.</p>
<p>Al centro di tutto la società La Fenice srl con sede a Galatone, cui negli ultimi anni 38 Comuni della provincia di Lecce avevano affidato la fornitura dei servizi di refezione nelle scuole. Dagli accertamenti è emerso che nei propri 25 centri di cottura, i responsabili della società invece di impiegare olio extravergine di oliva, o biologico, come previsto dai capitolati e dai contratti d&#8217;appalto, avrebbero utilizzato composti di olio di oliva di categoria merceologica inferiore, di provenienza sconosciuta, ovvero olio di semi di girasole, quantificati in almeno 38 tonnellate nel biennio 2023/2024, forniti a basso costo da un imprenditore calabrese connivente.</p>
<p>Nei giorni scorsi, la Procura di Lecce ha emesso l&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari e contestuale informazione di garanzia nei confronti di tre indagati persone fisiche (due imprenditori salentini e uno calabrese) e di una società di capitali, per ipotesi di reato di &#8216;frode nelle pubbliche forniture e nell&#8217;esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine e contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari&#8217;. Contestualmente sono stati informati tutti i comuni interessati sono stati informati della potenziale &#8216;frode&#8217;.</p>
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		<title>Fiera internazionale dell&#8217;olio d&#8217;oliva: una dozzina le aziende calabresi attese al &#8216;Sol2Expo&#8217; di Verona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 14:14:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da domenica 2 a martedì 4 marzo prossimi le aziende calabresi saranno tra i protagonisti del &#8216;Sol2Exp&#8217;o, la manifestazione dedicata al mondo dell&#8217;olio di oliva in tutte le sue declinazioni, attesa quest&#8217;anno alla sua ventinovesima edizione. Un appuntamento al quale la Calabria, culla della Dieta Mediterranea, si presenta forte dei suoi numeri, che ne fanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da domenica 2 a martedì 4 marzo prossimi le aziende calabresi saranno tra i protagonisti del &#8216;Sol2Exp&#8217;o, la manifestazione dedicata al mondo dell&#8217;olio di oliva in tutte le sue declinazioni, attesa quest&#8217;anno alla sua ventinovesima edizione. Un appuntamento al quale la Calabria, culla della Dieta Mediterranea, si presenta forte dei suoi numeri, che ne fanno una delle principali regioni d&#8217;Italia, seconda solo alla Puglia: circa 185.000 ettari di superficie ulivetata, quasi un terzo dei quali riservata alle coltivazioni bio, ed una produzione media annua di 35.000 tonnellate di olio, con oltre 800 frantoi attivi. Nei padiglioni della Fiera veronese, nell&#8217;ambito della trasferta curata da Arsac e Dipartimento Agricoltura, saranno presenti 12 aziende calabresi, con i loro oli extravergini di rinomata qualità e indiscutibile valore nutraceutico, pronte a sostenere una fitta serie di degustazioni, incontri e lezioni, nel solco di una storia che affonda le sue radici nell&#8217;Enotria e nella Magna Graecia, spirito di una rinascita sostenuta da una passione in fermento.</p>
<p>&#8220;Un bel biglietto da visita per la nostra regione – afferma l&#8217;Assessore regionale all&#8217;agricoltura, Gianluca Gallo – per presentare al meglio le risorse di una terra straordinaria. Le eccellenze enogastronomiche calabresi, e gli oli in particolare, si configurano sia come marcatore di identità culturale e produttiva, sia quale elemento di sviluppo economico. Spetta a noi tutti, nel confronto costante tra istituzioni, produttori e organizzazioni di categoria, il compito di sfruttare ogni occasione possibile per far conoscere al Paese e al mondo le nostre qualità, per attrarre interesse, investimenti e turismo&#8221;.</p>
<p>Se ne riparlerà al Sol2Expo: attesi oltre 4.500 espositori e migliaia tra buyer, visitatori ed esperti provenienti da tutto il mondo per esplorare il futuro degli oli vegetali, con una particolare attenzione all&#8217;olio Evo, ai suoi sottoprodotti, alla cosmesi ed alle tecnologie più avanzate della filiera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/fiera-internazionale-dellolio-doliva-una-dozzina-le-aziende-calabresi-attese-al-sol2expo-di-verona/">Fiera internazionale dell&#8217;olio d&#8217;oliva: una dozzina le aziende calabresi attese al &#8216;Sol2Expo&#8217; di Verona</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-180 quintali di olio spacciato per extravergine: Sequestro Guardia finanza di Catanzaro e BAT</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2024 10:15:50 +0000</pubDate>
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<p>Nel corso di una attività di Polizia Economico Finanziaria finalizzata alla tutela del made in Italy e della sicurezza prodotti, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, unitamente al Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani e all’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro alimentari (ICQRF) del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e delle Foreste, hanno eseguito un sequestro di olio di oliva per quasi 180 quintali, detenuti, per la commercializzazione, nella qualità di “olio extravergine di oliva BIO”, ma, a seguito di analisi chimica e organolettica risultato di categoria inferiore. In particolare, i Finanzieri ed i funzionari dell’ICQRF, avevano intrapreso attività ispettive presso le sedi di due aziende, nelle province di Catanzaro e Barletta Andria Trani, eseguendo un riscontro quantitativo del prodotto detenuto e un campionamento dello stesso, al fine di determinarne la qualità in ragione di quanto riportato sull’apposito registro telematico implementato dalle stesse aziende.</p>
<p>L’olio rinvenuto presso il produttore catanzarese, facente parte di una ingente quantità destinata all’azienda pugliese e già in parte a questa consegnata, era stato catalogato quale olio extra vergine BIO, mediante la compilazione del registro telematico SIAN, obbligatorio per le aziende del settore. L’intervento della Guardia di Finanza e dell’articolazione del Ministero dell’Agricoltura, specializzato nella repressione delle Frodi agroalimentari e le successive attività tecniche di accertamento, hanno consentito di appurare come il prodotto non rispondesse affatto alle caratteristiche chimiche ed organolettiche previste per tale qualità, ma di fatto risultasse olio vergine e lampante, quest’ultimo non edibile e caratterizzato da un eccessivo grado di acidità, potenzialmente pericoloso per la salute dei consumatori.</p>
<p>In ragione degli elementi emersi, le Fiamme Gialle hanno segnalato alla Procura della Repubblica di Catanzaro il titolare della ditta individuale per i reati di frode nell’esercizio del commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, sequestrando d’iniziativa 3 cisterne contenenti complessivi 17.900 kg di olio, di cui 4.500 olio lampante, pari ad un valore di oltre 200.000 euro.</p>
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