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	<title>occupati Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 10 May 2025 10:44:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>In Calabria occupati 83% posti letto reparti medicina. Pesa assenza servizi territoriali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/in-calabria-occupati-83-posti-letto-reparti-medicina-pesa-assenza-servizi-territoriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2025 10:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[83%]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati del sondaggio condotto tra marzo ed aprile scorsi nelle strutture ospedaliere della regione dalla Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri, l&#8217;83% dei posti letto dei reparti di Medicina interna degli ospedali calabresi è attualmente in &#8220;overbooking&#8221; e quasi il 100% dei nosocomi denuncia carenze croniche di personale. E questo mentre un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i dati del sondaggio condotto tra marzo ed aprile scorsi nelle strutture ospedaliere della regione dalla Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri, l&#8217;83% dei posti letto dei reparti di Medicina interna degli ospedali calabresi è attualmente in &#8220;overbooking&#8221; e quasi il 100% dei nosocomi denuncia carenze croniche di personale. E questo mentre un quarto dei ricoveri potrebbe essere evitato con una migliore presa in carico dei servizi sanitari territoriali e se solo si facesse un po&#8217; più di prevenzione. Nelle medicine interne, riporta la survey, si può dire che la sottoutilizzazione dei posti letto rappresenti un fenomeno inesistente: nessuna delle unità operative ha un tasso di utilizzo inferiore al 50% e nessuno tra il 51 e il 70%. Ma mentre il 17% dei reparti occupa tra il 70 e il 100% dei posti letto a disposizione, l&#8217;83% conta oltre il 100% dei letti occupati, con pazienti assistiti su una lettiga in corridoio, con un solo separé a garantire la loro privacy. Ad acuire il tutto c&#8217;è poi la carenza di personale, riscontrata quasi nel 100% dei casi. Pochi letti e ancor meno personale. Una situazione che potrebbe essere un po&#8217; più gestibile se solo si potessero evitare i ricoveri impropri, quelli frutto di una difficoltà di presa in carico dei servizi territoriali, incentrati in larga parte sulla rete degli studi dei medici di famiglia, anche loro sempre meno numerosi e con un numero in eccesso di pazienti. Mediamente un ricovero su quattro potrebbe essere evitato con una rete di assistenza territoriale più adeguata.</p>
<p>Discorso analogo per la mancata prevenzione. Stili di vita scorretti, bassa aderenza agli screening, scarse coperture vaccinali, unite al più basso finanziamento pubblico d&#8217;Europa per la prevenzione. Così un quarto degli assistiti finisce in ospedale quando avrebbe potuto evitarlo. Nei reparti, infatti, il 22% dei ricoveri è dovuto alla scarsa prevenzione. La riforma della sanità territoriale arranca. E la percentuale di chi va a casa con l&#8217;assistenza domiciliare integrata attivata è salita al 33%, ma c&#8217;è anche un altro terzo che torna a casa senza servizi di presa in carico. Riguardo la soluzione possibile, con le nuove case e gli ospedali di comunità, prevale un mix di speranza e scetticismo. Le nuove strutture dovranno aprire i battenti entro giugno 2026 per non perdere i due miliardi del Pnrr. A documentarlo è la seconda parte dell&#8217;indagine. Fulcro della riforma dovrebbero essere le Case di comunità, maxi ambulatori dove dovrebbero lavorare in team medici di famiglia, specialisti ambulatoriali delle Aziende sanitarie e altri professionisti della salute. Strutture dove, oltre ad essere visitati, i pazienti dovrebbero pure eseguire accertamenti come Ecg e ecografie. Per il 67% dei medici le Case di comunità potranno effettivamente ridurre il numero dei ricoveri, ma bisognerà vedere come verranno realizzate. L&#8217;83% dei medici dà una risposta simile rispetto agli ospedali di comunità a gestione infermieristica. Per il 16% degli interpellati, invece, dalle Case di comunità non arriverà alcun beneficio. Tra sovraffollamento dei reparti e carenze di organico, non ci si deve infine stupire, si afferma nella ricerca, se il 33% degli internisti dichiara di non trovare più tempo per fare ricerca, mentre il 34% ne fa meno di quanto vorrebbe.</p>
<p>&#8220;La Calabria rispecchia e amplifica &#8211; afferma Desirée Addesi, presidente Fadoi Calabria &#8211; molte delle criticità presenti sul territorio nazionale, ma con alcune peculiarità. In stato di emergenza da mesi, il sistema sanitario calabrese raccoglie i frutti amari di anni di commissariamento, piani di rientro e tagli delle spese e del personale sanitario, con la mancanza di almeno 2.500 unità di personale tra medici e infermieri, che hanno reso sempre più fragile sia la rete ospedaliera che quella territoriale. Il personale medico che ha resistito continua a lavorare a ritmi e modalità massacranti, a discapito della qualità dei servizi. Uno dei rimedi necessari per fare fronte a questa situazione emergenziale è stato l&#8217;arrivo di un contingente di medici cubani, che rimarranno in Calabria fino al 2027, due anni in più rispetto alla scadenza iniziale del contratto, prevista per il 2025&#8221;.</p>
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		<title>Patti territoriali, in Calabria attive 575 imprese e 5300 occupati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/patti-territoriali-in-calabria-attive-575-imprese-e-5300-occupati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 13:59:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e attività produttive]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[occupati]]></category>
		<category><![CDATA[patti territoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I 15 patti territoriali calabresi hanno determinato, a partire dal 1995, la realizzazione di 575 iniziative imprenditoriali e 33 progetti infrastrutturali, l’attivazione di 523 mln di investimenti, l’erogazione di 326 milioni di contributi pubblici e l’occupazione a regime di 5300 unità. È quanto è emerso durante un incontro &#8211; è scritto in una nota &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I 15 patti territoriali calabresi hanno determinato, a partire dal 1995, la realizzazione di 575 iniziative imprenditoriali e 33 progetti infrastrutturali, l’attivazione di 523 mln di investimenti, l’erogazione di 326 milioni di contributi pubblici e l’occupazione a regime di 5300 unità. È quanto è emerso durante un incontro &#8211; è scritto in una nota &#8211; tra una delegazione del coordinamento dei soggetti responsabili dei patti territoriali calabresi, composta dal <strong>coordinatore Giancarlo Mamone (Patto dello Stretto spa), da Antonio Ferrazzo (Promotir srl) e da Tullio Rispoli (Lameziaeuropa spa), e il sottosegretario per il Sud e la Coesione territoriale, Dalila Nesci</strong>.</p>
<p>Mamone ha illustrato i dati salienti drelativi allo stato di attuazione dei patti, rilevando, &#8211; si legge ancora nella nota &#8211; tra l&#8217;altro, che, con la legge regionale n° 42 del 2 agosto 2013, 8 società soggetti responsabili di patti territoriali, società miste pubblico-privato a prevalente capitale pubblico i cui principali azionisti sono Enti Locali, Regione Calabria attraverso Fincalabra, Camere di Commercio, Associazioni di Categoria, operanti da anni sul territorio, sono state formalmente riconosciute dalla Regione Calabria quali “Agenzie di Sviluppo Locale” con lo scopo di promuovere lo sviluppo sociale, economico ed occupazionale, di qualificare le competenze e le risorse umane e di accrescere la competitività e l’attrattività dei territori di riferimento, valorizzando i sistemi produttivi locali, in piena sinergia con gli strumenti della programmazione regionale e con gli strumenti della pianificazione territoriale.</p>
<p>Nel corso dell’incontro &#8211; prosegue la nota &#8211; è stato evidenziato che il recente Decreto Legge n° 77 del 31 maggio 2021 riguardante la “Governance del Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure” prevede che le amministrazioni centrali, le Regioni e gli Enti Locali &#8220;al fine di assicurare l’efficace e tempestiva attuazione degli interventi del PNRR&#8221;, possono avvalersi del supporto tecnico-operativo assicurato per il PNRR da società a prevalente partecipazione pubblica tra cui possono rientrare i Soggetti responsabili dei patti territoriali.</p>
<p>Sulla Gazzetta Ufficiale del 25 gennaio 2021, inoltre,  è stato pubblicato il decreto del ministero dello Sviluppo Economico avente ad oggetto &#8211; fa presente ancora la nota &#8211; i “Criteri per la ripartizione ed il trasferimento delle risorse residue dei patti territoriali da utilizzare per il finanziamento di progetti pilota volti allo sviluppo del tessuto imprenditoriale territoriale, anche mediante la sperimentazione di servizi innovativi a supporto delle imprese, nonché disciplina per la loro attuazione”. Il provvedimento permetterà, aseguito di uno specifico bando ministeriale in fase di emanazione, ai soggetti responsabili ancora operativi in Italia di poter attingere alle risorse residue legate ai Patti.</p>
<p>Nesci ha preso atto ed espresso apprezzamento &#8220;per il positivo lavoro di concertazione, promozione e animazione economica &#8211; ha detto &#8211; svolto in questi anni attraverso lo strumento dei Patti sul territorio calabrese in maniera coordinata da parte di tutti i soggetti protagonisti dello sviluppo locale a sostegno del mondo delle imprese e per gli interventi di infrastrutturazione promossi dagli Enti Locali&#8221;.</p>
<p>Il sottosegretario ha inoltre evidenziato &#8211; conclude la nota &#8211; l’interesse a realizzare una proficua collaborazione istituzionale con i soggetti responsabili dei patti territoriali calabresi sulle tematiche legate allo sviluppo locale ed alla coesione territoriale ed ha garantito il suo impegno a seguire l’iter di approvazione del nuovo Bando ministeriale finalizzato a poter utilizzare al più presto sui territori attraverso progetti pilota le risorse finanziarie rivenienti a livello nazionale dalle economie dei Patti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/patti-territoriali-in-calabria-attive-575-imprese-e-5300-occupati/">Patti territoriali, in Calabria attive 575 imprese e 5300 occupati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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