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	<title>Nursing up Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Aug 2026 15:18:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sindacati sanità Nursing Up, Usb e Fsi-Usae in presidio a Catanzaro, servizi 118 emergenza-urgenza allo stremo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 11:17:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I sindacati della sanità Nursing Up, Usb e Fsi-Usae si sono riuniti questa mattina in presidio a Catanzaro in piazza Prefettura. Criticità organizzative, carenza di personale, mezzi obsoleti, revoca dell&#8217;indennità di pronto soccorso. Questi alcuni dei temi, riguardanti i servizi di emergenza-urgenza, sollevati dai manifestanti. &#8220;I servizi di emergenza-urgenza sono allo stremo&#8221;, dice Vittorio Sacco, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I sindacati della sanità Nursing Up, Usb e Fsi-Usae si sono riuniti questa mattina in presidio a Catanzaro in piazza Prefettura. Criticità organizzative, carenza di personale, mezzi obsoleti, revoca dell&#8217;indennità di pronto soccorso. Questi alcuni dei temi, riguardanti i servizi di emergenza-urgenza, sollevati dai manifestanti. &#8220;I servizi di emergenza-urgenza sono allo stremo&#8221;, dice Vittorio Sacco, referente sanità in Calabria per l&#8217;Usb. &#8220;C&#8217;è &#8211; prosegue &#8211; un caos amministrativo reale sulle Pet (Postazione di emergenza territoriale) del 118. Ci sono mezzi obsoleti nonostante i contratti fatti per acquistarne di nuovi. Il rimando che abbiamo dalle postazioni è che questi mezzi, di fatto, non ci sono. Ci sono quelli vecchi con centinaia di migliaia di chilometri alle spalle che non riescono a garantire né tempi di intervento giusti, congrui, né la sicurezza dei lavoratori che sono su questi mezzi&#8221;.</p>
<p>Altro nodo da sciogliere, secondo l&#8217;Usb, riguarda l&#8217;indennità di pronto soccorso: &#8220;Il dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria ha revocato &#8211; afferma Sacco &#8211; a tutto il personale afferente al Seu 118 l&#8217;indennità di pronto soccorso, che percepivano fino a poco tempo fa. Questo è fortemente ingiusto. Queste indennità hanno una loro razionalità dovuta al fatto che spesso sia i lavoratori del pronto soccorso sia quelli del 118 sono i più esposti ad aggressioni, improperi, da parte dell&#8217;utenza, sono quelli che hanno uno stress lavoro-correlato molto più forte perché, spesso, sono impiegati in pratiche salvavita e tempo-dipendenti. Pensiamo che questa indennità debba essere reintegrata&#8221;. &#8220;Il passaggio, l&#8217;accorpamento, dei lavoratori del Seu 118 ad Azienda Zero &#8211; sottolinea Sacco &#8211; sta provocando molti malumori tra i lavoratori che, in questo momento, non hanno garanzie sul proprio futuro. Molti di questi lavoratori, infermieri e medici, stanno rifiutando il passaggio. C&#8217;è il rischio concreto che durante l&#8217;estate ci siano Pet scoperte. La carenza di mezzi sta costringendo gli infermieri in servizio per il Sistema sanitario regionale e nazionale a salire su delle ambulanze private&#8221;. &#8220;C&#8217;è anche &#8211; secondo Sacco &#8211; un eventuale danno erariale. Paghiamo due volte: un&#8217;ambulanza che non riesce a partire perché è rotta e l&#8217;infermiere del pubblico che sale su una Pet privata che è pagata a parte e dovrebbe fare tutt&#8217;altro tipo di servizio&#8221;.</p>
<p>Sulla stessa linea di pensiero Stefano Sisinni, segretario regionale Nursing Up: &#8220;Oggi lo slogan è &#8216;Vogliamo rispetto&#8217;.  Togliere l&#8217;indennità di pronto soccorso ai lavoratori del servizio emergenza 118 significa non avere rispetto per questi lavoratori&#8221;. &#8220;Scendiamo in piazza anche per i disservizi che sono percepiti dalla popolazione. Abbiamo cercato in tutti i modi &#8211; osserva Sisinni &#8211; di far presente la necessità di costituire un tavolo tecnico per affrontare tutte le criticità ma non siamo stati ascoltati. Ci sono Pet senza personale che restano chiuse, ambulanze ferme, non ci sono protocolli, c&#8217;è un fuggi fuggi dal servizio di emergenza urgenza&#8221;.</p>
<p>&#8220;La riforma non funziona. Invitiamo &#8211; conclude Sisinni &#8211; i responsabili, il presidente Occhiuto, il dirigente generale del dipartimento di Tutela della salute di prendere atto di questa situazione, di convocare un tavolo dove sedersi tutti ragionando sulla situazione grave che persiste&#8221;. Domani è prevista la convocazione dei sindacati in Prefettura per la procedura di raffreddamento, dopo che Nursing Up, Usb e Fsi-Usae, hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dei pronto soccorso, compresi gli operatori del servizio di emergenza-urgenza territoriale 118 e quelli dei pronto soccorso ostetrico-ginecologici e pediatrici.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-392139" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/CZ-presidio-sanita.jpg" alt="" width="703" height="379" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/CZ-presidio-sanita.jpg 1029w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/CZ-presidio-sanita-300x162.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/CZ-presidio-sanita-1024x552.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/CZ-presidio-sanita-768x414.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/CZ-presidio-sanita-779x420.jpg 779w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/CZ-presidio-sanita-696x375.jpg 696w" sizes="(max-width: 703px) 100vw, 703px" /></p>
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		<title>Pronto soccorso in perenne sofferenza, indagine Nursing Up su strutture Calabria, Campania e Sicilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 07:15:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Pronto soccorso italiani, in perenne sofferenza, si confermano il grande anello debole del nostro Servizio sanitario nazionale. Lo conferma un&#8217;indagine del sindacato degli infermieri Nursing up su tre strutture particolarmente disagiate del Paese, tutte a Sud &#8211; ospedale San Leonardo di Castellammare (Na), ospedale di Rossano (Cs) e Policlinico di Messina &#8211; che attesta, oltre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="art-text"><span id="U11596016161TzB">I Pronto soccorso italiani, in perenne sofferenza, si confermano il grande anello debole del nostro Servizio sanitario nazionale</span>. Lo conferma un&#8217;<span id="U11596016161dyG">indagine </span>del sindacato degli infermieri <strong>Nursing up</strong> su tre strutture particolarmente disagiate del Paese, tutte a Sud &#8211; ospedale San Leonardo di Castellammare (Na), ospedale di<strong> Rossano (Cs)</strong> e Policlinico di Messina &#8211; che attesta, oltre alle<span id="U115960161615YH"> attese bibliche </span>per i pazienti, situazioni intollerabili per gli infermieri:<span id="U115960161610yD"> turni anche di 16-17 ore per coprire l’assenza dei colleghi </span>e compensare quella degli operatori socio sanitari, con una drammatica esplosione di casi di demansionamento. A ciò si aggiungono le <span id="U11596016161IGF">aggressioni al personale</span>. &#8220;Nursing Up, dopo un accurato lavoro di indagini durato alcune settimane, lavorando di concerto con i nostri referenti regionali, è in grado di raccontarvi quali sono in questo momento le realtà più critiche&#8221;, si legge in un comunicato.</p>
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<div class="avp-caption-body">Si parte dalla<span id="U11596016161ol"> <strong>Campania</strong>, Pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare</span>, &#8220;in condizione già critica prima del Covid, a causa della chiusura di pronto soccorso limitrofi mai riaperti, quali Scafati, Boscotrecase e Torre Annunziata. Questo ha creato per la struttura, secondo le nostre indagini ora ai primi posti per disagi e inefficienze, una situazione pari a quella di una bomba a orologeria, con un bacino di utenza che, da quello della popolazione dell’area costiera, si è allargato da alcuni anni anche al territorio vesuviano e alla confinante provincia di Salerno. Organici ridotti ai minimi termini, con al primo posto una voragine di infermieri che in estate si acuisce a dismisura. I nostri referenti ci raccontano di un personale demotivato e stanco. E poi ci sono le aggressioni in particolare negli orari notturni. Il presidio fisso di pubblica sicurezza esiste, ma è pericolosamente vuoto, con un solo agente che si alterna con i colleghi solo per qualche ora al giorno, dal lunedì al venerdì&#8221;.</div>
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<p class="art-text">Anche in<span id="U11596016161gqC"> <strong>Calabria, al Pronto soccorso di Rossano</strong></span>, &#8220;gli organici sono ridotti all’osso. La situazione critica, però, oltre ai turni massacranti, ai  tempi biblici di attesa dei pazienti, e naturalmente della cronica carenza di infermieri e operatori sociosanitari, oltre alle aggressioni sempre più frequenti, si infarcisce anche di ulteriori problematiche. E’ stato, da tempo, chiuso un accordo, nell’ambito della contrattazione regionale, per portare una già risibile indennità mensile, oggi del valore di 40 euro, sino a 72 euro lordi. Fin ora, però incredibilmente, tale cifra non è mai stata erogata. Decine e decine, da mesi, sono le inevitabili richieste di trasferimento in altri reparti. E’ in atto una vera e propria fuga da parte dei professionisti dal pronto soccorso&#8221;.</p>
<p class="art-text">Il <span id="U11596016161wKG">Policlinico di<strong> Messina </strong></span>è uno dei più grandi ospedali del Meridione, e serve un bacino d’utenza molto vasto tra Sicilia e <strong>Calabria</strong>.  &#8220;Ma siamo di fronte ad una struttura vetusta, che da tempo attende un indispensabile restyling. Il pronto soccorso è un cantiere eternamente aperto, con lavori mai conclusi: la perfetta dimostrazione dei disagi che regnano sovrani. Almeno 60 infermieri del policlinico di Messina, ci viene riferito, non sarebbero attualmente in servizio per vari motivi&#8221;. &#8220;Siamo di fronte ad una gravissima e cronica carenza infermieristica e di operatori sociosanitari che sta minando nel profondo, secondo i nostri referenti, la regolare attività assistenziale.  Ai primi posti, nell’ordine della gravità di una crisi che si acuisce di giorno in giorno, c’è naturalmente il pronto soccorso&#8221;, conclude Nursing up.</p>
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		<item>
		<title>Nursing Up, De Palma: &#8220;Pieno sostegno agli operatori sanitari dell&#8217;ospedale di Cosenza&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nursing-up-de-palma-pieno-sostegno-agli-operatori-sanitari-dellospedale-di-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 12:04:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio De Palma]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; &#8220;Per l&#8217;ennesima volta Nursing Up è costretto a denunciare le precarie condizioni lavorative in cui versano gli operatori sanitari dell’ospedale di Cosenza. Stiamo parlando di un hub di secondo livello che, come tale, deve garantire un determinato numero di prestazioni, quelle che altre strutture del territorio non possono offrire. Un bacino di utenza non indifferente, un carico di lavoro pesantissimo per i nostri professionisti, i cui disagi, giunti tristemente all’acme, non li mettono assolutamente nelle condizioni di offrire ai pazienti le competenze e l’esperienza di cui sono portatori  e che hanno dimostrato di possedere, nei momenti più delicati della storia recente della sanità locale. Nel corso degli anni le parole che abbiamo sentito dire, ripetutamente, dalle direzioni che si sono succedute, sono sempre le stesse: ovvero razionalizzare e accorpare&#8221;. Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.</p>
<p>&#8220;Una pericolosa politica di austerity- aggiunge &#8211; a cui il nostro Mezzogiorno è drammaticamente abituato e che è figlia di un modus operandi che parte da lontano, e che da Nord a Sud, da anni, vede i nostri Governi investire troppo poco e in modo non continuativo sul sistema sanitario, soprattutto rispetto ad altri Paesi europei che invece hanno intrapreso “la strada maestra” del rilancio e della ricostruzione, in termini di valorizzazione di professionisti e di maggiore risorse a disposizione della collettività.<br />
Quanto accade, in relazione alle ultime politiche aziendali, è totalmente in barba al contratto: stiamo parlando, ad esempio, del lavoro straordinario, che qui  viene addirittura  programmato, per garantire i turni nei vari reparti. Come dire, qui l&#8217;eccezione diventa la regola… Peccato però, che dal 2022, gli appositi fondi sembra che siano  praticamente prosciugati. Chi, come e quando verrà pagato lo straordinario ai dipendenti chiamati ad effettuarlo?&#8221;</p>
<p>Secondo Antonio De Palma si tratta di &#8220;Una situazione intollerabile, che è ben nota, ai vertici della Regione. Con il tempo, questo è certo, sempre meno professionisti saranno disposti a tollerare una situazione del genere, tra turni massacranti e carenza di personale. Ci piacerebbe, finalmente, che in Calabria, così come in altri territori, i Governatori mettessero piede negli ospedali come quello di Cosenza e si rendessero conto di come non vengano rispettati importanti precetti del contratto Nazionale. La sanità in Calabria continua a far acqua da tutte le parti. Siamo di fronte a una situazione paradossale che trasforma operatori sanitari e cittadini nelle vittime sacrificali. Eppure, pare che, solo qualche mese addietro, precisamente in data 12 aprile, tutte le OO.SS. del comparto sanità sono state invitate, dall’attuale Commissario De Salazar, a sottoscrivere uno specifico protocollo d’intesa, che doveva gettare le basi per una nuova stagione di relazioni sindacali, dove la considerazione ed il rispetto verso i lavoratori venivano messe al primo posto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Purtroppo &#8211; evidenzia il Presidente Nazionale del Nursing Up &#8211; .così non è stato e, a distanza di soli due mesi, siamo dovuti ritornare a descrivere la realtà che si vive all’interno dell’ospedale di Cosenza, situazione più volte denunciata dalle nostre delegazioni locali. Unità operative complesse ridotte per  turnover quasi azzerato, personale che ogni giorno tira la carretta tra mille difficoltà, aggressioni e nodi burocratici da sciogliere. Da tempo il nostro Sindacato denuncia, in tutta Italia, che i professionisti della sanità ex legge n 43/2006, hanno diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto e in ogni caso sufficiente ad assicurare a loro e alle famiglie un&#8217;esistenza dignitosa&#8221;, chiosa De Palma.</p>
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		<title>Sindacato Nursing Up Ao Cosenza: &#8220;Siamo nuovamente costretti a denunciare le precarie condizioni di lavoro degli operatori sanitari&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sindacato-nursing-up-ao-cosenza-siamo-nuovamente-costretti-a-denunciare-le-precarie-condizioni-di-lavoro-degli-operatori-sanitari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 10:58:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Nursing up]]></category>
		<category><![CDATA[operatori sanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Siamo nuovamente costretti a denunciare le precarie condizioni di lavoro degli operatori sanitari conseguenza della ormai cronica carenza di personale nell’A.O. di Cosenza, resa più grave dall’assoluto sciacallaggio degli ultimi management aziendali. Evidentemente non hanno compreso le condizioni di lavoro cui sono stati sottoposti (e lo sono ancora) gli operatori, hanno perseguito solo obiettivi meramente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sindacato-nursing-up-ao-cosenza-siamo-nuovamente-costretti-a-denunciare-le-precarie-condizioni-di-lavoro-degli-operatori-sanitari/">Sindacato Nursing Up Ao Cosenza: &#8220;Siamo nuovamente costretti a denunciare le precarie condizioni di lavoro degli operatori sanitari&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Siamo nuovamente costretti a denunciare le precarie condizioni di lavoro degli operatori sanitari conseguenza della ormai cronica carenza di personale nell’A.O. di Cosenza, resa più grave dall’assoluto sciacallaggio degli ultimi management aziendali. Evidentemente non hanno compreso le condizioni di lavoro cui sono stati sottoposti (e lo sono ancora) gli operatori, hanno perseguito solo obiettivi meramente economici. La più volte denunciata carenza mette a dura prova il personale sanitario in servizio (Infermieri, ostetriche ed OSS) sottoposto a stressanti turni di lavoro, a repentini cambi della turnazione, a chiamate anche al telefono privato per rientri in servizio, a revoca delle ferie, a vedersi beffeggiati con disposizioni di servizio a firma di capi dipartimento, con conseguente ovvio ed ingiusto stravolgimento della vita privata. Nonostante gli sforzi della nuova direzione, siamo costretti a coprire turni di servizio ed assistere a quello che da qui a breve sarà il capolinea. Possiamo contare solo sulla collaborazione e sulla buona volontà degli operatori! La tenuta del sistema sanitario dell’ospedale HUB cosentino sembra essere affidata al solo sacrificio dei lavoratori, è necessario, dunque, un cambio di rotta e mettere in campo tutti gli strumenti organizzativi ed economici per migliorare le condizioni di lavoro degli Operatori Sanitari e di conseguenza migliorare la qualità dell’assistenza erogata ai cittadini, individuando gli strumenti necessari per gestire adeguatamente le assenze improvvise dovute a malattia, gravidanza, etc… al fine di tutelare la salute dei pazienti e dei lavoratori&#8221; si legge in una nota.</p>
<p>&#8220;La Direzione Generale dal canto suo, sebbene, con l’impegno di ripristinare l’area delle emergenza-urgenza, abbia riconosciuto lo sforzo che sta facendo il personale, non può restare ulteriormente inerte rispetto alle necessarie assunzioni e deve procedere al reclutamento di personale mediante l’utilizzo delle graduatorie concorsuali (OSS, Infermieri, Ostetriche) La ricerca della concertazione volta principalmente al fine di stabilire dei rapporti stretti coi dipendenti è propedeutica per ricercare soluzioni concrete ai tanti problemi segnalati dagli operatori sanitari alla scrivente O.S. Nursing Up. Viceversa abbiamo assistito, specie in questi ultimi mesi, ad una serie d’ atteggiamenti di forte chiusura da parte delle precedenti Amministrazioni in apparenza propense solo ad evitare il rapporto con il sindacato, per poi assistere alla solita sterile strategia del “pianto”, allo scopo di mantenere il proprio volume d’ attività da gestire. Alla luce di tutto ciò, sarebbe davvero necessario riflettere sulle reali carenze di personale infermieristico, ostetrico e di supporto e sulle soluzioni da intraprendere per gratificare lavoratrici e lavoratori sia sotto il profilo economico che sotto il profilo della qualità del lavoro, tutto ciò al fine di evitare un vero tracollo dell’assistenza sanitaria&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non possiamo permettere che la carenza di personale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza (che a breve ospiterà gli studenti di medicina e professioni sanitarie) venga caricata sulle spalle di chi ha deciso di restare a lavorare in questa terra martoriata e saccheggiata da “emeriti professori” chiamati in missione. Loro sono riusciti a fare curriculum sulle macerie.<br />
Stiamo giungendo alla fine di una storia triste che vede le vittime come carnefici ed i carnefici che si sentono vittime. Le vere vittime di questo sistema malato, ad oggi, sono due: i cittadini e gli operatori sanitari. L’invito al commissario De Salazar è quello di prendere la bussola e capire da che parte virare la rotta! La questione non riguarda solo il personale sanitario, ma anche la cittadinanza e l’utenza che subisce le conseguenze delle precedenti amministrazioni. Tutte le istituzioni e le rappresentanze politiche devono farsi carico di sostenere tali problematiche senza propagande e spot pubblicitari al fine di migliore il servizio e tutelare la salute pubblica.   Non lo chiediamo solo noi ma anche i cittadini&#8221;.</p>
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		<title>Covid Italia, escalation di aggressioni ai sanitari: Sindacato &#8216;Nursing Up&#8217; pronto a costituirsi parte civile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 14:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non poteva cominciare in modo peggiore il 2022 degli infermieri italiani. In pochi giorni, tra Natale e Capodanno, si è registrata una nuova vergognosa escalation di violenza ai danni dei nostri infermieri, impegnati da alcune settimane in una nuova delicata battaglia per fronteggiare una variante del Covid, Omicron, che corre veloce come non mai e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Non poteva cominciare in modo peggiore il 2022 degli infermieri italiani. In pochi giorni, tra Natale e Capodanno, si è registrata una nuova vergognosa escalation di violenza ai danni dei nostri infermieri, impegnati da alcune settimane in una nuova delicata battaglia per fronteggiare una variante del Covid, Omicron, che corre veloce come non mai e che sta nuovamente cambiando radicalmente le nostre esistenze, la nostra quotidianità. Triste palcoscenico di veri e propri duelli rusticani, sono questa volta gli affollati ospedali della Capitale: il San Giovanni Addolorata e il Policlinico di Tor Vergata si sono trasformati in veri e propri ring nei giorni di festa, presi d&#8217;assalto da malati e pazienti decisamente “fuori controllo”. Il bollettino di guerra è da brividi, si fa fatica solo a immaginare che tutto questo possa accadere in luoghi “sacri”, dove l’impegno comune dovrebbe essere, come non mai in questo delicato frangente, quello di agevolare i professionisti della sanità nel fronteggiare la crescita esponenziale dei ricoveri, con il primo obiettivo di tutelare la salute dei cittadini. Una infermiera del San Giovanni, a cui un paziente ha addirittura strappato una falange a morsi, e poi un operatore sanitario che a Tor Vergata è stato ripetutamente colpito con pugni al torace fino a cadere a terra e fratturarsi un arto, riportando due settimane di prognosi: questi sono i fatti che ci riferiscono i nostri referenti locali, veri e propri episodi ai confini della realtà». Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up</p>
<p>«Appare indiscutibile che il vertiginoso aumento dei ricoveri, nel pieno della quarta ondata, rischia concretamente di generare una nuova paralisi in un sistema sanitario già barcollante. Ed è palese che, a fronte della cronica carenza di personale che può arrivare a toccare in piena emergenza anche le 110mila unità, con i nosocomi alle prese con l’inarrestabile crescita delle infezioni degli operatori sanitari (se ne contano ben 2490 in più nelle ultime 48 ore, questo equivale a ben 2041 infermieri contagiati nei primi due giorni del nuovo anno!), si verificano situazioni di vero e proprio caos, in particolare nei pronto soccorsi, generate da stress, paura e il più delle volte dalla totale inadeguatezza delle strutture ospedaliere. Gli operatori sanitari e in particolare gli infermieri diventano così vittime dell’incontrollata violenza e ira di pazienti che scagliano su di loro la rabbia, le incertezze, le angosce. Si parte dalle minacce, come quelle avvenute al Policlinico Umberto I, dove nel giorno di Santo Stefano, un 71enne brandisce un cacciavite contro gli infermieri, e su arriva alle aggressioni fisiche vere e proprie. Decine di pazienti in coda in un pronto soccorso del San Camillo ormai saturo dove non c’è nemmeno posto per accogliere i malati in attesa, costretti a rimanere all’esterno, oppure due soli infermieri a gestire al Policlinico di Tor Vergata circa cinquanta pazienti in attesa di un posto letto, o ancora al Sant’Andrea, sempre area pronto soccorso, oltre 80 persone in attesa di cure di cui oltre la metà bisognosi di un ricovero che non si ha la certezza di poter ottenere. Sono queste le “giornate tipo” degli ospedali romani in piena emergenza Omicron. Ora basta, continua De Palma, questi incivili sono degni di stare nelle patrie galere, e le aziende sanitarie che non tutelano la sicurezza dei propri infermieri ne risponderanno in Tribunale. Siamo pronti a costituirci parte civile a fianco dei colleghi vessati. La nostra classe politica non fa altro che tacere di fronte a fatti di cronaca che vanno ben oltre qualsiasi tollerabilità umana, e che non sono degni di un Paese Civile. Le norme esistenti sono inefficaci  per prevenire i fenomeni di violenza verso gli operatori sanitari. Il Sindacato Nursing Up, da oltre un anno, nelle sue coraggiose campagne ed iniziative anti-violenza, chiede il ripristino dei presidi delle forze di pubblica sicurezza negli ospedali italiani, oppure, in subordine, la creazione di strutture aziendali dedicate alla protezione e sicurezza degli ambienti ed operatori sanitari. Parliamo di un sistema di protezione generalizzato, che interessi tutte le aziende sanitarie italiane con la solida regia del Ministero degli Interni, affinché si mettano in atto azioni organizzative concrete per stroncare sul nascere questi vergognosi fenomeni».</p>
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