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	<title>Nuova Orchestra Italiana Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Lamezia, la Nuova Orchestra Italiana conquista il pubblico che ricambia con una standing ovation</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Aug 2024 12:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’idea che continua e una tradizione che conferma il fascino della canzone napoletana. Ieri sera la <strong>Nuova Orchestra Italiana</strong>, ha conquistato il pubblico dell’<strong>Anfiteatro del Parco Mitoio</strong> di <strong>Lamezia Terme</strong> con un concerto, organizzato da <strong>AMA Calabria</strong>, durato circa tre ore, durante il quale è stato impossibile non abbandonarsi ai ritmi proposti da musicisti che sono i veri ambasciatori della musica partenopea nel mondo. Pur se privi della presenza di Renzo Arbore, poco è cambiato della creatura da lui concepita. La <strong>Nuova Orchestra Italiana</strong> non ha abbandonato l’idea di eseguire canzoni del vasto patrimonio musicale napoletano con arrangiamenti raffinati, che conferiscono un tocco internazionale, mai rinnegando il passato e mantenendo un pieno rispetto della partitura originale. Introdotti da un video-tributo, nel buio del palcoscenico i 14 componenti dell’Orchestra guardano le immagini di un passato che ancora gli appartiene. Ogni frammento rappresenta la loro storia e i successi ottenuti in ogni angolo del mondo. Non solo ricordi, ma un vero punto dal quale ripartire come si evince dal titolo del concerto: <strong><em>“Napoli, tre punti a capo”</em></strong>.</p>
<p>Le luci accese scacciano la nostalgia del passato e <strong>Gianni Conte</strong>, <strong>Barbara Buonaiuto</strong>, <strong>Giovanni Imparato</strong>, <strong>Massimo Volpe</strong>, <strong>Giordano Esposito</strong>, <strong>Michele Montefusco</strong>, <strong>Marco Manusso</strong>, <strong>Nicola Cantatore</strong>, <strong>Peppe Sannino</strong>, <strong>Roberto Ciscognetti</strong>, <strong>Massimo Cecchetti</strong>, <strong>Raffaele La Ragione</strong>, <strong>Salvatore Esposito</strong> e <strong>Salvatore della Vecchia</strong> si impadroniscono della scena. Al loro fianco c’è un pubblico composto da generazioni diverse, che non si limita a battere le mani ma, quando sollecitato, canta e si emoziona. Ad inizio concerto Barbara Buonaiuto, a nome di tutti i musicisti, si è soffermata sulla figura di Gennaro Pollice, deceduto lo scorso anno, al quale ha dedicato il concerto. Esaltazione e commozione si sono alternate per tutto l’esibizione quando la <strong>Nuova Orchestra Italiana</strong> esegue capolavori come <strong><em>“Luna rossa”</em></strong><em>, <strong>“Maruzzella”</strong>, <strong>“Torna a Surriento”</strong>, <strong>“Era de Maggio”</strong>, <strong>“’O paese d’‘o sole”</strong>, <strong>Pigliate ‘na pastiglia”</strong>, <strong>“Comme facette mammeta”</strong></em>, insieme alle più recenti composizioni <strong><em>“Cocorito”</em></strong> e <strong><em>“Aummo aummo”</em></strong>. Trascinante la versione di <strong><em>“’O Sarracino”</em></strong>, in cui <strong>Gennaro Esposito </strong>si è esibito in un rap, mostrando grande attitudine con un genere moderno che si lega perfettamente al brano di <strong>Renato Carosone</strong>. Il figlio del compianto <strong>Beniamino Esposito</strong>, ha anche cantato <strong><em>“Insalata ‘e mare”</em></strong>, brano composto dal padre. Nonostante gli arrangiamenti della <strong>Nuova Orchestra Italiana</strong>, come da consuetudine, impreziosiscano ogni brano con contaminazioni di elementi blues, swing, con sonorità africane, arabe, affini a quelle più tipiche partenopee, e della black music di New Orleans, l’intento è di rimanere fedeli alla tradizione. Un continuo cross over che ha vissuto momenti di grande intensità quando <strong>Barbara Buonaiuto </strong>ha eseguito in modo sublime <strong><em>“Voce ‘e notte”</em></strong> e a seguire con grande intensità e passione <strong>Gianni Conte ha </strong>cantato <strong><em>“Dicitencello vuje”</em></strong>. Due momenti che hanno sprigionato grandi emozioni. <strong> </strong>Attimi che hanno lasciato spazio a <strong><em>“Cocorito”</em></strong>, che infiamma la platea con un lungo assolo di batteria e percussioni. <strong>Giovanni Imparato</strong>, <strong>Peppe Sannino</strong> e <strong>Roberto Ciscognetti</strong> si alternano riportando alla mente i <em>live set</em> di <strong>Santana</strong> negli anni Settanta. Un divertimento che ha trovato un logico finale nel bis con il tributo che la <strong>Nuova Orchestra Italiana</strong> ha voluto dedicare a Renzo Arbore. L’inatteso medley <strong><em>“Vengo dopo il TG/La vita è tutta un quiz/Cacao meravigliao”</em> </strong>sembrava aver chiuso una serata da incorniciare.</p>
<p>Con grande sorpresa le note di <strong><em>“Everybody’s talkin’”</em></strong>, di <strong>Fred Neil</strong>, vengono suonate da <strong>Marco Manusso</strong>. Il testo inglese sembrava un fuori programma, ma era solo un modo per introdurre in maniera originale <strong><em>“O’ surdato ‘nnamurato”</em></strong>. Il pubblico si è lasciato andare definitivamente, partecipando attivamente battendo le mani e cantando uno dei ritornelli più accattivanti ed emozionanti della musica internazionale. Applausi e cori hanno lasciato spazio a una <em>standing ovation</em> in un euforico finale durante il quale la <strong>Nuova Orchestra Italiana </strong>ha confermato di aver aperto un nuovo capitolo della sua gloriosa storia.</p>
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