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	<title>Nobel Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Jan 2025 17:25:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>È morto lo scienziato calabrese Luigi Aloe, con Rita Levi-Montalcini Nobel per la medicina nel 1986</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 17:25:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è spento all’età di 81 anni Luigi Aloe, noto scienziato internazionale, dirigente di ricerca dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Cnr, oggi Istituto di biochimica e biologia cellulare (Cnr-Ibbc). Nato ad Amantea, in Calabria, Aloe si è affermato nel mondo accademico diventando un collaboratore di fiducia di Rita Levi-Montalcini e un punto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è spento all’età di 81 anni <strong>Luigi Aloe</strong>, noto scienziato internazionale, dirigente di ricerca dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Cnr, oggi Istituto di biochimica e biologia cellulare (Cnr-Ibbc). Nato ad <strong>Amantea, in Calabria</strong>, Aloe si è affermato nel mondo accademico diventando un collaboratore di fiducia di <strong>Rita Levi-Montalcini</strong> e un punto di riferimento nella ricerca sul sistema nervoso e sul fattore di crescita nervoso (NGF), ricerche che valsero alla scienziata italiana il <strong>premio Nobel per la Medicina nel 1986</strong>.</p>
<p>Luigi Aloe ha avuto una carriera inusuale, iniziata come un’avventura nel 1967, con il suo incontro come giovane tecnico di stabulario dell’università di Perugia con la prof. Rita Levi Montalcini che gli offrì “350 dollari al mese per andare a lavorare con lei sei mesi a St. Louis”. I mesi sono diventati anni, e alla sua prima pubblicazione sul sistema nervoso degli scarafaggi, apparsa nel 1972 e la dedica del co-autore Rita Levi-Montalcini: «A Luigi Aloe, il primo scienziato di Amantea», ne sono seguite tante altre, tutte focalizzate sulla fisiologia del Fattore di crescita nervoso. Col suo lavoro, testimoniato da più di 400 pubblicazioni su riviste internazionali, Luigi Aloe ha contribuito alla conoscenza del ruolo dell’ NGF nel sistema nervoso, ampliandone inoltre il campo di studi e dimostrando per primo l’azione dell’NGF nel sistema immunitario e nella risposta allo stress. I suoi esperimenti hanno evidenziato il coinvolgimento dell’NGF in patologie non solo neurologiche ma anche psichiatriche, autoimmunitarie ed oculari. Grazie a questi studi, oggi l’ NGF è divenuto un farmaco approvato per la cura delle ulcere corneali che, orfane di un trattamento risolutivo, evolvono nella perdita dell’occhio. Attualmente, in diversi Istituti del Cnr, sono in corso numerose ricerche per l’applicazione dell’NGF nella cura di altre patologie umane. </p>
<p>I colleghi e le colleghe lo ricordano con un messaggio pubblicato sul sito dell&#8217;Istituto: http://www.ibbc.cnr.it/in-ricordo-del-dr-luigi-aloe/ . “Con lui se ne va un’epoca irripetibile”, dicono le sue allieve Paola Tirassa e Luisa Bracci Laudiero, ricercatrici del Cnr. “Un’epoca di cui hanno fatto parte molti altri giovani studenti e ricercatori che, come noi, sono stati testimoni della creatività, del rigore e della tenacia di Luigi ma anche del rispetto profondo per l’istituzione Cnr di cui ha sempre fatto parte.”<br />
I funerali verranno celebrati martedì 21 gennaio ore 10 alla chiesa S.Ippolito, viale delle Provincie, Roma. </p>
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		<title>Premio Nobel per la pace Nadia Murad in Calabria. Alle donne vittime di violenza, &#8216;non siete sole&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2024 16:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non siamo vittime ma sopravvissute. Credo sia importante non provare vergogna. Ho girato il mondo ed ho incontrato tante donne vittime di abusi sessuali, anche in Occidente, ad opera di partner, parenti, amici. E molte di loro sono spaventate anche qui in Europa di raccontare la loro storia&#8221;. Così Nadia Murad, Premio Nobel per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non siamo vittime ma sopravvissute. Credo sia importante non provare vergogna. Ho girato il mondo ed ho incontrato tante donne vittime di abusi sessuali, anche in Occidente, ad opera di partner, parenti, amici. E molte di loro sono spaventate anche qui in Europa di raccontare la loro storia&#8221;. Così Nadia Murad, Premio Nobel per la pace 2018, nel corso di una conferenza stampa a Catanzaro.</p>
<p>L&#8217;attivista irachena per i diritti delle donne é in Italia ospite della XXIV edizione di &#8220;Armonie d&#8217;arte festival&#8221;, fondato e diretto da Chiara Giordano. Domani, nel Parco Scolacium di Roccelletta di Borgia, a Nadia Murad sarà conferito lo &#8220;Scolacium Award&#8221;, riconoscimento dedicato a grandi figure del mondo contemporaneo e della cultura, in apertura del gala del Mediterraneo &#8220;&#8221;Blu femina&#8221;. &#8220;Non siete sole &#8211; ha detto Nadia Murad rivolgendosi ancora alle donne vittime di violenza &#8211; non è colpa vostra per quanto vi é accaduto. Dobbiamo combattere questo stigma. Molte donne sono ancora vulnerabili e non sanno come affrontare la loro vicenda. Mi scrivono per parlarmi delle loro storie e della vergogna che provano. L&#8217;importante é non perdere mai la speranza. Quando ero prigioniera ero completamente sola, ma anche in quei momenti ho continuato a sperare, a pensare alla mia famiglia ed a come scappare per raccontare cosa l&#8217;Isis fa alle donne&#8221;.</p>
<p>&#8220;Un Festival artistico culturale come il nostro &#8211; ha detto Chiara Giordano &#8211; non è solo spettacolo, ma deve anche sostenere le cause etiche. Nasce da questo &#8216;Scolacium Award&#8217;, riconoscimento che coniuga un grande luogo della civiltà antica con i valori contemporanei&#8221;.<br />
<em>(Ansa)</em></p>
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		<title>Da Parisi a Garattini, appello di Nobel e scienziati: Servizio sanitario in crisi perché sottofinanziato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/da-parisi-a-garattini-appello-di-nobel-e-scienziati-servizio-sanitario-in-crisi-perche-sottofinanziato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 10:05:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) – &#8220;Non possiamo fare a meno del servizio sanitario pubblico&#8221;. Ma &#8220;oggi i dati dimostrano che è in crisi: arretramento di alcuni indicatori di salute, difficoltà crescente di accesso ai percorsi di diagnosi e cura, aumento delle diseguaglianze regionali e sociali&#8221;. Molto &#8220;si può e si deve fare sul piano organizzativo, ma la vera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) – &#8220;Non possiamo fare a meno del servizio sanitario pubblico&#8221;. Ma &#8220;oggi i dati dimostrano che è in crisi: arretramento di alcuni indicatori di salute, difficoltà crescente di accesso ai percorsi di diagnosi e cura, aumento delle diseguaglianze regionali e sociali&#8221;. Molto &#8220;si può e si deve fare sul piano organizzativo, ma la vera emergenza è adeguare il finanziamento del Servizio sanitario nazionale agli standard dei Paesi europei avanzati (8% del Pil). Ed è urgente e indispensabile, perché un Ssn che funziona non solo tutela la salute, ma contribuisce anche alla coesione sociale&#8221;. E&#8217; l&#8217;appello a difesa della sanità pubblica di 14 tra i più importanti scienziati italiani, tra i quali il premio Nobel Giorgio Parisi. &#8220;Dal 1978, data della sua fondazione, al 2019 il Ssn in Italia ha contribuito a produrre il più marcato incremento dell&#8217;aspettativa di vita (da 73,8 a 83,6 anni) tra i Paesi ad alto reddito&#8221;, si legge nel documento che sottolinea come oggi il sistema sia invece in crisi. &#8220;Questo accade perché i costi dell&#8217;evoluzione tecnologica, i radicali mutamenti epidemiologici e demografici e le difficoltà della finanza pubblica hanno reso fortemente sottofinanziato il Ssn, al quale nel 2025 sarà destinato il 6,2% del Pil (meno di vent&#8217;anni fa). Il pubblico garantisce ancora a tutti una quota di attività (urgenza, ricoveri per acuzie), mentre per il resto (visite specialistiche, diagnostica, piccola chirurgia) il pubblico arretra, e i cittadini sono costretti a rinviare gli interventi o indotti a ricorrere al privato&#8221;. Continuare &#8220;su questa china, oltre che in contrasto con l&#8217;articolo 32 della Costituzione, ci spinge verso il modello Usa – avvertono i firmatari – terribilmente più oneroso (spesa complessiva più che tripla rispetto all&#8217;Italia) e meno efficace (aspettativa di vita inferiore di 6 anni). La spesa sanitaria in Italia non è grado di assicurare compiutamente il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e l&#8217;autonomia differenziata rischia di ampliare il divario tra Nord e Sud d&#8217;Italia in termini di diritto alla salute. E&#8217; dunque necessario un piano straordinario di finanziamento del Ssn e specifiche risorse devono essere destinate a rimuovere gli squilibri territoriali. La allocazione di risorse deve essere accompagnata da efficienza nel loro utilizzo e appropriatezza nell&#8217;uso a livello diagnostico e terapeutico, in quanto fondamentali per la sostenibilità del sistema&#8221;.</p>
<p>Per i 14 scienziati, il Servizio sanitario nazionale &#8220;deve recuperare il suo ruolo di luogo di ricerca e innovazione al servizio della salute. Parte delle nuove risorse deve essere impiegata per intervenire in profondità sull&#8217;edilizia sanitaria, in un Paese dove due ospedali su tre hanno più di 50 anni e uno su tre è stato costruito prima del 1940. Ma il grande patrimonio del Ssn è il suo personale: una sofisticata apparecchiatura si installa in un paio d&#8217;anni, ma molti di più ne occorrono per disporre di professionisti sanitari competenti, che continuano a formarsi e aggiornarsi lungo tutta la vita lavorativa. Nell&#8217;attuale scenario di crisi del sistema, e di fronte a cittadini/pazienti sempre più insoddisfatti, è inevitabile che gli operatori siano sottoposti a una pressione insostenibile che si traduce in una fuga dal pubblico, soprattutto dai luoghi di maggior tensione, come l&#8217;area dell&#8217;urgenza&#8221;. E&#8217; evidente che &#8220;le retribuzioni debbano essere adeguate, ma è indispensabile affrontare temi come la valorizzazione degli operatori, la loro tutela e la garanzia di condizioni di lavoro sostenibili. Particolarmente grave è inoltre la carenza di infermieri (in numero ampiamente inferiore alla media europea). Da decenni si parla di continuità assistenziale (ospedale-territorio-domicilio e viceversa), ma i progressi in questa direzione sono timidi.</p>
<p>Oggi il problema non è più procrastinabile: tra 25 anni quasi due italiani su cinque avranno più di 65 anni (molti di loro affetti da almeno una patologia cronica) e il sistema, già oggi in grave difficoltà, non sarà in grado di assisterli&#8221;. Infine, rimarcano i firmatari, &#8220;la spesa per la prevenzione in Italia è da sempre al di sotto di quanto programmato, il che spiega in parte gli insufficienti tassi di adesione ai programmi di screening oncologico che si registrano in quasi tutta Italia. Ma ancora più evidente è il divario riguardante la prevenzione primaria; basta un dato: abbiamo una delle percentuali più alte in Europa di bambini sovrappeso o addirittura obesi, e questo è legato sia a un cambiamento – preoccupante – delle abitudini alimentari sia alla scarsa propensione degli italiani all&#8217;attività fisica. Molto va investito, in modo strategico, nella cultura della prevenzione (individuale e collettiva) e nella consapevolezza delle opportunità, ma anche dei limiti della medicina moderna&#8221;. A firmare il documento: Ottavio Davini, Enrico Alleva, Luca De Fiore, Paola Di Giulio, Nerina Dirindin, Silvio Garattini, Franco Locatelli, Francesco Longo, Lucio Luzzatto, Alberto Mantovani, Giorgio Parisi, Carlo Patrono, Francesco Perrone, Paolo Vineis. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Un altro prestigioso riconoscimento per l&#8217;Italia: a Giorgio Parisi il Nobel per la Fisica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/un-altro-prestigioso-riconoscimento-per-litalia-a-giorgio-parisi-il-nobel-per-la-fisica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 10:32:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[fisico]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Parisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Nobel per la Fisica 2021 è stato assegnato all&#8217;italiano Giorgio Parisi, fisico teorico dell&#8217;Università Sapienza di Roma e dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e vicepresidente dell&#8217;Accademia dei Lincei. Parisi è stato premiato per le sue ricerche sui sistemi complessi. Giorgio Parisi divide il premio Nobel per la Fisica a metà con Syukuro Manabe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nobel per la Fisica 2021 è stato assegnato all&#8217;italiano Giorgio Parisi, fisico teorico dell&#8217;Università Sapienza di Roma e dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e vicepresidente dell&#8217;Accademia dei Lincei. Parisi è stato premiato per le sue ricerche sui sistemi complessi.</p>
<p>Giorgio Parisi divide il premio Nobel per la Fisica a metà con Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann. I due ricercatori hanno avuto il riconoscimento per le loro ricerche su modelli climatici e il riscaldamento globale.</p>
<p>&#8220;Sono felice, non me lo aspettavo, ma sapevo che avrebbero potuto esserci delle possibilità&#8221;, ha detto Giorgio Parisi in collegamento con l&#8217;Accademia delle Scienze di Stoccolma.<br />
&#8220;È una giornata storica per l&#8217;Italia e per questo voglio dire un grande Grazie a Giorgio Parisi. Credo di poterlo fare a nome di molti&#8221;: è il commento del ministro dell&#8217;Università e la Ricerca, Maria Cristina Messa. &#8220;Dire &#8216;complimenti&#8217; al nostro neo-vincitore del Premio Nobel per la Fisica è persino riduttivo: Giorgio, con la vita dedicata alla scienza e alla ricerca, con la passione che non lo ha mai abbandonato, è stato negli anni, e continua a esserlo oggi, maestro ed esempio per tanti giovani, ricercatori e non&#8221;. &#8220;La ricerca richiede idee originali, libertà, rigorosità, disciplina; richiede di saper perseguire i propri scopi con alti e molti bassi, ma dà opportunità e speranza al mondo, soprattutto alle nuove generazioni, insegna a usare metodi che spingono al confronto e consentono di giungere a sintesi utili. Anche questa &#8211; ha concluso &#8211; oggi, è la lezione che ci consegna Giorgio Parisi&#8221;.</p>
<p>Finora sono 20 i Nobel assegnati a italiani fin dalle origini del premio. Dei 20 riconoscimenti, 12 sono quelli scientifici e di questi 5 quelli per la Fisica, 6 per la Medicina e uno per la Chimica. Fra i 20 premiati le donne solo due: Grazia Deledda, per la Letteratura nel 1926, e Rita Levi Montalcini, per la Medicina 60 anni più tardi, nel 1986. L&#8217;ultimo Nobel a un ricercatore nato in Italia è quello del 2007 a Mario Capecchi, attivo negli Usa, ma per risalire a un ricercatore italiano che ha svolto in Italia la maggior parte del lavoro bisogna risalire a 62 anni fa, al Nobel per la Chimica assegnato nel 1959 a Giulio Natta.</p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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