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	<title>nipote Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Apr 2026 09:07:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Isola Capo Rizzuto, dopo lite accoltella lo zio e fugge: Carabinieri fermano il nipote 41enne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 09:07:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un uomo di 41 anni, G.M. residente nello stesso comune, ritenuto gravemente indiziato del reato di tentato omicidio. Il provvedimento è scattato al termine di una rapida attività investigativa avviata dai militari subito dopo un grave [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un uomo di 41 anni, G.M. residente nello stesso comune, ritenuto gravemente indiziato del reato di tentato omicidio.  Il provvedimento è scattato al termine di una rapida attività investigativa avviata dai militari subito dopo un grave episodio di violenza verificatosi nel territorio di Isola Capo Rizzuto. Secondo quanto finora ricostruito, l’uomo avrebbe aggredito il proprio zio, A.M. di 58 anni, al culmine di una lite particolarmente accesa, maturata in un contesto di rapporti di vicinato da tempo compromessi e caratterizzati da forti tensioni. Nel corso del violento alterco, il 41enne avrebbe impugnato un coltello e sferrato un fendente nei confronti del familiare, ferendolo. Subito dopo l’aggressione, l’uomo si sarebbe allontanato, facendo perdere temporaneamente le proprie tracce. </p>
<p>Nelle fasi immediatamente successive, inoltre, non sarebbe stata rinvenuta neppure l’arma utilizzata, elemento che ha ulteriormente complicato i primi accertamenti condotti dai carabinieri.  Le ricerche e gli approfondimenti investigativi sono proseguiti per diverse ore, fino a quando, nel corso della serata, il 41enne si è presentato spontaneamente alla Tenenza dei Carabinieri di Isola Capo Rizzuto.  A quel punto i militari hanno proceduto all’esecuzione del fermo di indiziato di delitto. Una volta concluse le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito presso la casa circondariale di Crotone, dove si trova ora a disposizione dell’Autorità giudiziaria, che dovrà valutare i successivi sviluppi del procedimento. Come previsto dall’ordinamento, resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. </p>
<p>L’operazione condotta dai Carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto si colloca nel più ampio quadro delle attività di controllo del territorio che il Comando Provinciale di Crotone porta avanti quotidianamente, con l’obiettivo di prevenire e reprimere episodi di violenza e garantire una presenza capillare dello Stato sul territorio. Determinante, infine, si conferma il coordinamento con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio. </p>
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		<title>Crotone, circonvenzione di un&#8217;anziana inferma di mente: condannati il nipote e la sua famiglia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-circonvenzione-di-unanziana-inferma-di-mente-condannati-il-nipote-e-la-sua-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 09:23:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al termine di una complessa ed articolata attività di indagine condotta da militari del Comando Provinciale di Crotone e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, diretta da Domenico Guarascio, un settantatreenne crotonese, la moglie ed il figlio di quest’ultimo, sono stati ritenuti responsabili dei reati di circonvenzione di incapace, riciclaggio ed auto-riciclaggio, perpetrati in danno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine di una complessa ed articolata attività di indagine condotta da militari del Comando Provinciale di Crotone e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, diretta da Domenico Guarascio, un settantatreenne crotonese, la moglie ed il figlio di quest’ultimo, sono stati ritenuti responsabili dei reati di circonvenzione di incapace, riciclaggio ed auto-riciclaggio, perpetrati in danno di un’anziana signora, vedova e senza figli, deceduta nel luglio del 2023, con pene inflitte complessivamente superiori ai dieci anni di reclusione, multe prossime ai 40.000 euro oltre al pagamento delle spese processuali. Fonte di innesco dell’operazione di servizio è rappresentata dalla denuncia/querela presentata dal fratello dell’anziana signora, il cui sviluppo, operato dalle fiamme gialle pitagoriche in costante raccordo operativo con la Procura della Repubblica, ha permesso di cristallizzare una vera e propria condotta di pirateria spoliativa patrimoniale consumata ai danni dell’anziana zia da parte del nipote e del nucleo famigliare di quest’ultimo.</p>
<p>Il particolare allarme sociale destato dalle condotte emerse dalle indagini, ha spinto gli operanti ad assumere tutte le iniziative giudiziarie volte a porre rimedio al grave fenomeno delittuoso, sviluppando strutturate attività di polizia giudiziaria fondate sull’esecuzione di approfonditi accertamenti bancari, escussioni di persone informate dei fatti e numerose acquisizioni documentali che hanno permesso la raccolta di incontrovertibili elementi di prova. In dettaglio, l’indagine, avviata nel mese di aprile 2024, ha portato alla luce plurime e gravi condotte, poste in essere a partire dagli inizi dell’anno 2022 allorquando il nipote, all’insaputa dei parenti più prossimi, induceva l’anziana zia alla sottoscrizione di una procura generale a compiere, in propria rappresentanza, atti di ordinaria e straordinaria amministrazione del patrimonio. All’indomani della sottoscrizione della procura generale, egli, abusando dello stato di deficienza psichica e di irreversibile infermità mentale dell’anziana zia, già in essere dal 2021 e sempre più ingravescente, ha perfezionato la vendita di un appartamento di proprietà della stessa, ha sottoscritto con l’istituto bancario di riferimento una procura ad operare con firma disgiunta sul conto corrente ed ha acceso, in nome e per conto della stessa, un nuovo conto corrente con rilascio delle relative carte elettroniche di pagamento.</p>
<p>In tal modo, attraverso diversi prelevamenti di denaro contante, preordinate e sistematiche ricariche di carte elettroniche di pagamento, ricariche di conti gioco on-line e negoziazioni di assegni, si è impossessato di tutte le disponibilità finanziarie, complessivamente pari ad oltre 350mila euro, che sono state utilizzate per finalità del tutto estranei agli interessi della povera vittima. I profitti illecitamente drenati, ad opera del nipote e con il cosciente contributo della consorte e del figlio di quest’ultimo, sono stati impiegati e trasferiti in attività economiche, finanziarie e speculative in modo da ostacolarne l’identificazione della provenienza delittuosa, determinando la contestazione dei reati di auto-riciclaggio e riciclaggio. Le risultanze della complessa attività investigativa hanno messo in condizione la Procura della Repubblica crotonese di esercitare, in tempi rapidi, l’azione penale che ha portato gli imputati ad ammettere, innanzi al Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Crotone, le proprie responsabilità rispetto ai reati loro ascritti, patteggiando complessivamente pene superiori ai dieci anni di reclusione.</p>
<p>L’esito del procedimento conferma il ruolo fondamentale della Guardia di Finanza quale Polizia economico-finanziaria impegnata nella tutela del bilancio degli enti pubblici locali, dello Stato e dell’Unione Europea e a difesa delle libertà economiche di tutti cittadini, con particolare riguardo ai più vulnerabili, per affermare i principi di legalità, giustizia ed equità.</p>
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		<item>
		<title>Misura cautelare del divieto di avvicinamento a carico di 2 coniugi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/misura-cautelare-del-divieto-di-avvicinamento-a-carico-di-2-coniugi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 09:42:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I poliziotti della Questura di Crotone hanno dato esecuzione all’ordinanza che dispone il divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico a carico di M. P (classe 1954) e F.E. (classe 1961) indagati per i reati di atti persecutori e lesione personale commessi nei confronti della nipote. Per tali fenomeni vi è una particolare attenzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I poliziotti della Questura di Crotone hanno dato esecuzione all’ordinanza che dispone il divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico a carico di M. P (classe 1954) e F.E. (classe 1961) <strong>indagati per i reati di atti persecutori</strong> e <strong>lesione personale</strong> commessi<strong> nei confronti della nipote</strong>.<br />
Per tali fenomeni vi è una particolare attenzione dagli uomini della Polizia di Stato voluta fortemente dal Questore Renato Panvino in sinergia con il Procuratore della Repubblica Domenico Guarascio, il quale ha istituito un pool specializzato in Procura.</p>
<p>Il provvedimento cautelare è stato emesso a seguito della <strong>denuncia sporta dalla donna</strong> che ha raccontato di <strong>subire dal 2024</strong> una serie di <strong>comportamenti vessatori</strong> e minacciosi da <strong>parte degli zii</strong>, i quali, per motivi<strong> legati a questioni condominiali</strong>, quotidianamente la minacciavano e la aggredivano fisicamente cagionandole un perdurante e grave stato di ansia e di paura per la propria incolumità.</p>
<p>Gli approfondimenti investigativi condotti dagli investigatori, che hanno immediatamente attivato la <strong>procedura del c.d. “Codice Rosso”</strong>, permettevano di ricostruire una serie di episodi posti in essere da parte dei coniugi i quali con condotte reiterate ingiuriavano, aggredivano e minacciavano la donna, provocandole in una occasione gravi lesioni.<br />
Le puntuali dichiarazioni della persona offesa inducevano l’Autorità Giudiziaria a richiedere la misura cautelare, concessa dal G.I.P. del Tribunale di Crotone che è stata immediatamente eseguita dagli agenti della Squadra Mobile di Crotone i quali dopo le formalità di rito, notificavano agli indagati il divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico.</p>
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		<item>
		<title>Inganno e abusi su 2 Anziani disabili: i Carabinieri svelano la truffa ordita dalla nipote e dal compagno VIDEO</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inganno-e-abusi-su-2-anziani-disabili-i-carabinieri-svelano-la-truffa-ordita-dalla-nipote-e-dal-compagno-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 09:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; una storia sordida quella su cui hanno fatto luce i Carabinieri della Stazione di Taurianova, paese del reggino. Marito e moglie, entrambi ultraottantenni, lei ipovedente e lui affetto da morbo di Alzheimer, sono stati raggirati dai loro stessi parenti, interessati a mettere le mani sul loro appartamento e sul loro patrimonio. I due anziani [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una storia sordida quella su cui hanno fatto luce i Carabinieri della Stazione di Taurianova, paese del reggino. Marito e moglie, <strong>entrambi ultraottantenni</strong>, lei ipovedente e lui affetto da morbo di Alzheimer, sono stati raggirati dai loro stessi parenti, interessati a mettere le mani sul loro appartamento e sul loro patrimonio. I due anziani erano stati indotti a ritornare a Taurianova dopo una vita passata al nord Italia, con la promessa che la loro nipotina li avrebbe assistiti in questa fase delicata. Avevano perciò venduto tutto e, con il ricavato, avevano acquistato un appartamento “in centro”, suggeritogli proprio dalla nipote. Non sapevano però che la donna e il suo compagno erano animati dalle più turpi intenzioni.</p>
<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-293672-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Taurianova.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Taurianova.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Taurianova.mp4</a></video></div>
<p><strong> </strong><strong>Circuiti sin da subito dai parenti serpenti e abbandonati a loro stessi</strong><br />
Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, il progetto delittuoso dei due parenti, oggi indagati dalla Procura di Palmi diretta dal dott. Emanuele Crescenti, era quello di trarre massimo profitto dallo stato di minorità delle vittime, ingannate già dal principio. L’appartamento acquistato si rivelava essere in una zona periferica e priva dei servizi essenziali ai due anziani, che in breve si sono ritrovati ad essere prigionieri nella loro stessa abitazione. Gli impegni di assistenza con cui la nipote aveva convinto gli avi a trasferirsi, infatti, erano vuote promesse e i due anziani sono stati presto abbandonati a loro stessi, nell’indigenza più nera. Ad aiutarli a sopravvivere, solamente i loro vicini di casa che, mossi a compassione, si erano fatti carico delle loro più basilari esigenze.</p>
<p><strong>Prima i 25.000 Euro intascati per l’arredamento mai consegnato, poi la sottrazione del bancomat e la scoperta che la casa non era la loro</strong><br />
I due indagati non si sono limitati ad abbandonare i nonni ma, per spremerli di ogni avere, si erano intascati i 25.000 Euro che gli erano stati dati per acquistare i mobili con cui arredare la nuova casa. Inoltre, la nipote dei due disabili si era procurata l’unico bancomat dei due anziani e lo usava per i propri comodi, esaurendo ben presto la loro disponibilità.</p>
<p>Da ultimo, la scoperta dell’inganno maggiore, quello di non essere loro i proprietari della casa in cui si erano trasferiti. Una mattina del 2024, infatti, aveva bussato alla porta dei due anziani un agente immobiliare, venuto là con due giovani sposi per fare loro vedere l’appartamento. Scoprivano così che, quanto pagato quando si erano trasferiti era servito a comparare l’abitazione a nome della nipote e del compagno, mentre a loro non ne restava che l’usufrutto. La paura di non avere più un tetto sulla testa, quindi, ha spinto i due anziani a denunciare tutto ai Carabinieri di Taurianova. I due indagati devono ora rispondere di circonvenzione di incapaci e, su disposizione dell’Ufficio GIP di Palmi, i militari hanno eseguito il sequestro preventivo dell’immobile e dei conti correnti della nipote e del compagno. Il procedimento è attualmente pendente in fase di indagini e l’effettiva responsabilità delle persone destinatarie della misura cautelare reale, in uno con la fondatezza delle ipotesi d’accusa mosse a suo carico, saranno vagliate nel corso del successivo processo. Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in favore delle persone sottoposte ad indagini.</p>
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		<item>
		<title>Omicidio nel cosentino, meccanico 74enne ucciso nella sua officina</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/omicidio-nel-cosentino-meccanico-74enne-ucciso-nella-sua-officina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 21:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[nipote]]></category>
		<category><![CDATA[officina]]></category>
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		<category><![CDATA[Ugo Lofrano]]></category>
		<category><![CDATA[Verbicaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un meccanico di 74 anni, Ugo Lofrano, nella serata di mercoledì, è stato trovato morto a Verbicaro, comune montano del Tirreno cosentino. L&#8217;uomo, da quanto si è appreso, sarebbe stato colpito alla testa con un corpo contundente. Forse una spranga o un pezzo di automobile. Il corpo privo di vita di Lofrano era all&#8217;interno dell&#8217;officina [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un meccanico di 74 anni, <strong>Ugo Lofrano</strong>, nella serata di mercoledì, è stato trovato morto a <strong>Verbicaro</strong>, comune montano del Tirreno cosentino. L&#8217;uomo, da quanto si è appreso, sarebbe stato <strong>colpito alla testa</strong> con un corpo contundente. Forse una spranga o un pezzo di automobile. Il corpo privo di vita di Lofrano era all&#8217;interno dell&#8217;officina della quale era titolare.</p>
<p>Gli inquirenti<strong> hanno già fermato il nipote della vittima, B.L. di 41 anni</strong>, che avrebbe ammesso di essere l&#8217;autore del delitto, pare al termine di una lite.  </p>
<p>L’allarme è stato lanciato da alcune persone del luogo che avrebbero <strong>udito delle grida e poi trovato a terra in una pozza di sangue</strong> il meccanico. Sarebbero quindi state avvertite in pochi minuti le autorità. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Scalea che hanno avviato le indagini. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Indagini sulla morte del 25enne Gino Panaiia, nipote dell&#8217;ex ras (calabrese) delle case popolari di Milano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/indagini-sulla-morte-del-25enne-gino-panaiia-nipote-dellex-ras-calabrese-delle-case-popolari-di-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 09:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Gino Panaiia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso di Gino Panaiia, il 25enne scomparso nella notte di Halloween nel Milanese e ritrovato senza vita nelle acque del Naviglio Grande, rimane avvolto nel mistero. Ci sono ancora molte domande senza risposta riguardo al suo tragico destino. Sul corpo non sono stati rilevati segni evidenti di violenza, ma non si può escludere del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/indagini-sulla-morte-del-25enne-gino-panaiia-nipote-dellex-ras-calabrese-delle-case-popolari-di-milano/">Indagini sulla morte del 25enne Gino Panaiia, nipote dell&#8217;ex ras (calabrese) delle case popolari di Milano</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso di <strong>Gino Panaiia</strong>, il 25enne scomparso nella notte di Halloween nel Milanese e ritrovato senza vita nelle acque del Naviglio Grande, rimane avvolto nel mistero. Ci sono ancora molte domande senza risposta riguardo al suo tragico destino. Sul corpo non sono stati rilevati segni evidenti di violenza, ma non si può escludere del tutto una possibile dinamica violenta. Solo i risultati dell’autopsia potranno fornire risposte più certe e chiarire l’eventuale presenza di lesioni compatibili con un’aggressione. La scoperta di 2<strong>0 chili di eroina</strong> nei pressi della cascina di Zibido San Giacomo, luogo in cui si sono perse le tracce di Panaiia, aggiunge ulteriore complessità al caso. L’entità del carico, confezionato in borse con simboli di lusso, suggerisce una connessione con il traffico di droga organizzato, anche se non è chiaro se questa scoperta sia collegata alla scomparsa di Gino o se si tratti di una coincidenza. Le indagini continuano a esplorare ogni possibile ipotesi, <strong>senza escludere legami con l’attività criminale familiare</strong>. Lo zio di Gino, <strong>Iginio Panaiia (60 anni, di Scandale, nel Crotonese, precedenti per narcotraffico ed ex ras delle case popolari di via Fleming</strong>), ha un passato nel mondo del narcotraffico e vicende personali che includono rapimenti e regolamenti di conti. Anche se <strong>non è detto che questi elementi siano direttamente collegati alla scomparsa</strong>, essi rappresentano un contesto che non può essere ignorato.</p>
<p><strong>La notte della scomparsa</strong>, Gino Panaiia aveva trascorso una serata con gli amici in un locale a Zibido, dove le telecamere lo hanno immortalato per l’ultima volta mentre si allontanava sul suo scooter, cadendo più volte in stato di ebbrezza. Gli amici lo hanno seguito per un tratto del percorso. <strong>Anche il tragitto seguito da Panaiia avvolto nel dubbio:</strong> in una breve telefonata alla fidanzata, ha riferito di trovarsi “nei campi”. Potrebbe aver scelto una strada accidentata per evitare controlli, e la cella telefonica lo colloca nella zona di Cascina Casiglio, dove i carabinieri avevano ritrovato lo<strong> scooter Piaggio Liberty 125 grigio, il casco, il giubbotto e una scarpa</strong>. Tutti oggetti sparpagliati a metri di distanza l’uno dall’altro. Raccolto <strong>anche il suo portafoglio, </strong>che era sulla sponda del canale, ma niente telefonino.</p>
<p>Gino Panaiia, <strong>residente a Zibido ma originario della Barona a Milano</strong>, è stato rinvenuto dai vigili del fuoco in un tratto dell&#8217;<strong>Alzaia Naviglio Pavese</strong>, nel tratto tra <strong>Casarile (Milano)</strong> e <strong>Rognano (Pavia).</strong> Sebbene i suoi tatuaggi abbiano permesso un’identificazione rapida, le condizioni del corpo dopo l’immersione, pur definite “buone”, rendono difficili alcune valutazioni a occhio nudo.</p>
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		<title>VIDEO-Operazione antidroga &#8220;Take away&#8221;: A Reggio in manette nonni, figlio e nipote</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-operazione-antidroga-take-away-reggio-in-manette-nonni-figlio-e-nipote/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 06:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Archi]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[cocaina]]></category>
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		<category><![CDATA[nipote]]></category>
		<category><![CDATA[nonni]]></category>
		<category><![CDATA[take away]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Operazione anti-droga nel quartiere CEP di Archi: con un blitz mirato e una strategia investigativa accurata, i Carabinieri di Reggio Calabria hanno smantellato una rete di spaccio a conduzione familiare che serviva decine di clienti ogni giorno. All’alba di oggi, i militari hanno eseguito quattro misure cautelari, con arresti domiciliari e braccialetto elettronico, nei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-279787-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/Video-Archi-Carabinieri.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/Video-Archi-Carabinieri.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/Video-Archi-Carabinieri.mp4</a></video></div>
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<p>Operazione anti-droga nel quartiere CEP di Archi: con un blitz mirato e una strategia investigativa accurata, i Carabinieri di Reggio Calabria hanno smantellato una rete di spaccio a conduzione familiare che serviva decine di clienti ogni giorno. All’alba di oggi, i militari hanno eseguito quattro misure cautelari, con arresti domiciliari e braccialetto elettronico, nei confronti di una famiglia – <strong>nonni, figli e nipoti</strong> – accusata di gestire un punto di vendita di cocaina organizzato con metodo e rapidità.</p>
<p><strong> </strong><strong>Un’indagine avviata grazie ai residenti- </strong>Le indagini, avviate nel giugno 2022, sono partite dalle segnalazioni di residenti preoccupati e stanchi dell’intensa attività di spaccio che rendeva il quartiere insicuro. I Carabinieri della Stazione di Archi hanno risposto avviando un monitoraggio serrato del quartiere CEP, durato tre mesi, durante il quale sono stati pianificati servizi di appostamento, controlli mirati e analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza. I militari dell’Arma hanno subito individuato un insolito modus operandi degli indagati, permettendo così di affinare le tecniche di controllo e di raccolta delle prove.</p>
<p><strong>Il “take-away” della droga: cocaina consegnata dal balcone- </strong>I militari hanno scoperto che la famiglia aveva strutturato un sistema &#8220;take-away&#8221; per la distribuzione della cocaina: ai clienti bastava suonare al citofono dell’abitazione o avvicinarsi all’ingresso, e un membro della famiglia calava dal balcone un secchio appeso a una corda, contenente la droga. Dopo aver ritirato la dose, il cliente depositava il denaro nello stesso secchio, che veniva subito ritirato dall’abitazione. Questo sistema consentiva transazioni rapide e minimizzava il rischio di essere sorpresi in flagranza. Le indagini hanno confermato che tra i clienti vi fossero persone di diverse età e ceti sociali, a testimonianza della diffusione del fenomeno su larga scala.</p>
<p><strong>Un contesto difficile e la rete di “vedette”- </strong>Il lavoro degli investigatori è stato reso particolarmente complesso dalle caratteristiche del quartiere CEP di Archi, area di degrado sociale e con una significativa presenza di microcriminalità, fortemente connessa alla ‘ndrangheta. Per garantire un monitoraggio costante e discreto, i Carabinieri hanno dovuto superare notevoli ostacoli logistici, poiché gli indagati potevano contare su un sistema di “vedette” che segnalavano tempestivamente l’arrivo delle Forze dell’Ordine. Queste vedette erano posizionate in punti strategici del quartiere, pronte a dare l’allarme in caso di presenza sospetta, rendendo necessari interventi coordinati e grande cautela per non destare sospetti e portare a termine l’indagine senza interferenze.</p>
<p><strong>Appostamenti e perquisizioni: prove decisive per gli arresti- </strong>Attraverso un lavoro meticoloso di appostamenti, un’analisi approfondita delle immagini di videosorveglianza e attività di pedinamento, i Carabinieri sono riusciti a documentare il funzionamento della rete di spaccio e a identificare con precisione il ruolo di ciascun membro della famiglia. Gli investigatori hanno raccolto prove inconfutabili, confermate anche dai risultati delle perquisizioni domiciliari. Durante queste operazioni, sono stati rinvenuti e sequestrati consistenti somme di denaro contante, presunto provento dell’attività di spaccio, insieme a materiali per il confezionamento della cocaina e dispositivi utilizzati per facilitare la consegna della droga.</p>
<p><strong>L’impegno costante dei Carabinieri per la sicurezza del territorio- </strong>L’operazione di oggi è un esempio della determinazione dei Carabinieri di Reggio Calabria nel contrastare le attività criminali legate allo spaccio di stupefacenti. L’Arma, consapevole dell’impatto che il traffico di droga ha sulla qualità della vita dei cittadini e sulla sicurezza delle comunità, ha intensificato negli anni la presenza e il controllo nei quartieri a rischio, agendo non solo con operazioni di repressione ma anche con attività preventive per scoraggiare la microcriminalità. Questo intervento si inserisce in una strategia più ampia che coinvolge non solo Reggio Calabria, ma l’intera provincia, con l’obiettivo di garantire ai cittadini la sicurezza e la legalità. Per i Carabinieri, operare in contesti difficili è una responsabilità imprescindibile: attraverso il loro operato, cercano di migliorare ogni giorno la qualità della vita della comunità, facendosi portavoce della giustizia e della legalità in zone che necessitano di un presidio costante e forte.</p>
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		<title>Picchia la nonna di 82 anni: i carabinieri arrestano in flagranza il nipote 18enne ad Amendolara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 10:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Amendolara]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[nipote]]></category>
		<category><![CDATA[nonna]]></category>
		<category><![CDATA[picchiata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un diciottenne di Amendolara è stato arrestato dai carabinieri con l&#8217;accusa di maltrattamenti contro familiari, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Il ragazzo, in particolare, sarebbe stato sorpreso dai militari mentre stava picchiando, all&#8217;interno della loro abitazione, la nonna convivente di 82 anni. Solo l&#8217;intervento dei carabinieri della Compagnia di Cassano alo Ionio, secondo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un diciottenne di Amendolara è stato arrestato dai carabinieri con l&#8217;accusa di maltrattamenti contro familiari, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Il ragazzo, in particolare, sarebbe stato sorpreso dai militari mentre stava picchiando, all&#8217;interno della loro abitazione, la nonna convivente di 82 anni.</p>
<p>Solo l&#8217;intervento dei carabinieri della Compagnia di Cassano alo Ionio, secondo quanto riferito, ha permesso di interrompere i maltrattamenti posti in essere dal diciottenne e di prestare le prime cure all&#8217;anziana.</p>
<p>I militari, in occasione dell&#8217;intervento, oltre alla resistenza nei loro confronti, hanno anche ricostruito alcuni altri comportamenti del diciottenne con episodi di percosse in danno dell&#8217;anziana donna, che le hanno provocato una serie di lesioni. Il diciottenne è stato condotto nel carcere di Castrovillari.</p>
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		<title>Lamezia, ricordati i due netturbini vittime di &#8216;ndrangheta. Nipote canta brano a loro dedicato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 17:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[canzone]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[netturbini]]></category>
		<category><![CDATA[nipote]]></category>
		<category><![CDATA[ricordo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordati oggi a Lamezia Terme Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, i due netturbini vittime innocenti della &#8216;ndrangheta, uccisi il 24 maggio del 1991 ed i cui responsabili non sono stati ancora individuati. Una commemorazione caratterizzata dall&#8217;esibizione della giovane Francesca Cristiano, nipote di entrambe le vittime, che ha interpretato un brano inedito del cantautore romano Alessio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordati oggi a Lamezia Terme Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, i due netturbini vittime innocenti della &#8216;ndrangheta, uccisi il 24 maggio del 1991 ed i cui responsabili non sono stati ancora individuati. Una commemorazione caratterizzata dall&#8217;esibizione della giovane Francesca Cristiano, nipote di entrambe le vittime, che ha interpretato un brano inedito del cantautore romano Alessio Caterini dal titolo &#8220;22 volte&#8221;, ovvero quanti furono i colpi sparati dagli assassini. Alla cerimonia ha partecipato anche Francesco Cristiano, fratello di Pasquale. &#8220;Non posso che manifestare sentimenti di angoscia e delusione &#8211; ha detto &#8211; sentimenti che vivono in noi familiari da quel lontano 1991 e che ci accompagno ogni giorno. A tanti anni di distanza i nostri cuori sono sempre più infranti perché non si è fatta luce su quanto accaduto. Sappiamo bene gli sforzi iniziali compiuti dagli investigatori per arrivare alla verità. Ma sappiamo altrettanto bene che dopo è mancata la volontà concreta di fare chiarezza, perché molti sono ad oggi gli elementi che non sono stati esplorati e dai quali, a nostro avviso, potrebbero emergere verità importanti e utili agli stessi inquirenti&#8221;. Un passaggio, quest&#8217;ultimo, che fa riferimento all&#8217;esposto che hanno presentato i familiari dei due netturbini alla Dda di Catanzaro per riaprire l&#8217;inchiesta.</p>
<p>Il procuratore della Repubblica di Lamezia Salvatore Curcio, intervenuto alla commemorazione, ha sostenuto che &#8220;Francesco e Pasquale erano nel loro posto a fare il loro dovere di cittadini e di pubblici dipendenti. Questo deve essere chiaro. Non erano al posto sbagliato al momento sbagliato. Sono gli altri che erano nel posto e nel luogo sbagliati. Sono gli altri che devono essere allontanati e resi estranei al corpo sociale&#8221;.<br />
&#8220;La memoria &#8211; ha aggiunto Curcio &#8211; ci serve ad aiutarci a migliorare questa nostra comunità, a capire che non servono superpoteri o supereroi, ma una straordinaria ordinarietà, proprio quella di Pasquale e Francesco, che come tanti cittadini di Lamezia ogni mattina si recavano sul luogo di lavoro&#8221;.</p>
<p>Presenti alla cerimonia, oltre ai familiari e numerosi studenti delle scuole cittadine, anche le autorità civili, religiose e i vertici delle forze dell&#8217;ordine. &#8220;Oggi &#8211; ha detto il prefetto Enrico Ricci &#8211; ricordiamo due lavoratori, due persone umili, che erano qua per lavorare. La lotta alla mafia non è qualcosa che riguarda soltanto le istituzioni, riguarda tutti noi. Dobbiamo partire dall&#8217;idea che la lotta contro la criminalità organizzata è compito di tutti. Quindi &#8211; ha aggiunto rivolgendosi ai ragazzi &#8211; allenatevi in questa lotta, come se fosse veramente un&#8217;attività sportiva. Ci dobbiamo impegnare ogni giorno. Questo significa ogni giorno rispettare le regole, la legalità. Su di voi contiamo e voi potete contare su di noi, le istituzioni saranno sempre al vostro fianco&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Abusa della nipotina per 3 anni: a giudizio il nonno ma processo anche per padre, madre e nonna della piccola</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/abusa-della-nipotina-per-3-anni-a-giudizio-il-nonno-ma-processo-anche-per-padre-madre-e-nonna-della-piccola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 13:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[mancata]]></category>
		<category><![CDATA[nipote]]></category>
		<category><![CDATA[nonno]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro persone appartenenti allo stesso gruppo familiare sono state rinviate a giudizio per una vicenda legata a presunti abusi sessuali protrattisi per circa tre anni ai danni di una bimba all&#8217;epoca di 8 anni, loro consanguinea. A processo sono finiti il nonno, la nonna, padre e madre della piccola. La decisione è stata presa dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro persone appartenenti allo stesso gruppo familiare sono state rinviate a giudizio per una vicenda legata a presunti abusi sessuali protrattisi per circa tre anni ai danni di una bimba all&#8217;epoca di 8 anni, loro consanguinea. A processo sono finiti il nonno, la nonna, padre e madre della piccola.<br />
La decisione è stata presa dal gup del Tribunale di Vibo, Francesca Loffredo.</p>
<p>Il nonno, di 73 anni, è accusato di violenza sessuale mentre gli altri tre congiunti per mancata protezione nei confronti della minore. La prima udienza dibattimentale è stata fissata per il 20 settembre prossimo davanti al Tribunale collegiale presieduto da Tiziana Macrì. La vicenda giudiziaria aveva portato, ad aprile 2020, all&#8217;arresto del nonno a seguito delle indagini scattate dopo la denuncia presentata agli uffici della Squadra Mobile di Vibo Valentia da parte di un&#8217;insegnante di una scuola primaria del vibonese. Ad insospettire la docente il comportamento anomalo della bimba che tendeva ad isolarsi dal contesto scolastico apparendo triste. A lei la piccola aveva finito per confidare tutto quello che stava vivendo. Episodi raccontati solo in parte alla mamma la quale avrebbe temuto gravi conseguenze in ambito familiare. </p>
<p>La bambina avrebbe anche provato a confidare quanto stava avvenendo al papà e alla nonna paterna senza però essere creduta. Gli inquirenti hanno anche sentito a sommarie informazioni la madre della bambina che ha rivelato di aver affrontato il suocero il quale tuttavia ha negato gli abusi. Da quanto emerso nel corso dell&#8217;audizione della piccola, ci sarebbe anche un&#8217;altra vittima di abusi, oggi adulta.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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