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	<title>n&#039;dragheta Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 26 Jul 2022 07:58:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>&#8216;Ndrangheta, Operazione Planning GdF e DIA: 12 arresti e sequestro di beni per oltre 32Milioni &#8211; VIDEO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 06:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione Investigativa Antimafia ed i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, stanno dando corso a un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione Investigativa Antimafia ed i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, stanno dando corso a un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di<strong> 12 persone</strong> (<strong>8 in carcere</strong> e <strong>4 agli arresti domiciliari</strong>) gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno, associazione per delinquere, impiego di denaro di provenienza illecita, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, tutti comunque aggravati dalle modalità mafiose.</p>
<p>Contestualmente &#8211; in Lombardia, Abruzzo, Lazio e <strong>Calabria</strong> &#8211; D.I.A e Finanzieri stanno dando esecuzione al sequestro preventivo, finalizzato alla<strong> confisca</strong> per equivalente, disposto dalla <strong>Procura della Repubblica di Reggio Calabria</strong> – D.D.A. di<strong> nr. 28 imprese</strong>, di cui 1 con sede legale in Slovenia ed 1 con sede legale in Romania, <strong>nr. 27 unità immobiliari</strong>, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre<strong> 32 milioni di Euro</strong>. L’operazione costituisce l’esito di un’articolata indagine condotta dalla D.I.A. e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria che ha consentito di disvelare – fatte salve le successive valutazioni di merito – co-interessenze economiche sussistenti tra alcuni imprenditori e cosche di ‘ndrangheta della città di Reggio Calabria.<strong> In particolare</strong>, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, sarebbero stati acquisiti elementi integranti l’esistenza di un’<strong>associazione a delinquere</strong> nel cui ambito imprenditori attivi nel settore edile e della <strong>grande distribuzione alimentare</strong> – taluni dei quali già coinvolti in indagini penali o destinatari di misure di prevenzione – avrebbero stretto una pluralità di accordi con famiglie di ndrangheta, agevolando l’infiltrazione della consorteria in quei settori attraverso la compartecipazione occulta di loro esponenti alle iniziative economiche, gestite ed organizzate per il<strong> tramite di imprese fittiziamente</strong> intestate a terzi, ovvero mediante l’affidamento di numerosi servizi e forniture a imprenditori espressione dell’associazione criminale. Parte dei profitti così accumulati sarebbe stata successivamente trasferita in maniera occulta, attraverso fittizie operazioni commerciali e fittizi rapporti giuridici, al fine di dirottare la liquidità verso i titolari effettivi delle operazioni economiche, incluse le cosche di ndrangheta, e di ostacolare le indagini, eludendo l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali e consentendo l’impiego e l’<strong>autoriciclaggio</strong> dei proventi illeciti.</p>
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<p>Parallelamente, le cosche avrebbero agevolato l’espansione delle iniziative imprenditoriali sul territorio, a discapito dei concorrenti, tutelandone gli interessi anche con l’esercizio della forza intimidatoria. Le<strong> indagini, durate 2 anni</strong>, hanno avuto ad oggetto illeciti commessi dal 2011 al 2021 e sono state integrate e riscontrate da plurime e convergenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia, formatesi autonomamente e in tempi diversi. Peraltro, le investigazioni – allo stato del procedimento e impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito – avrebbero consentito di svelare ulteriori ipotesi di impiego di denaro o beni o utilità di<strong> provenienza illecita</strong> e autoriciclaggio che coinvolgono la provincia di Pescara, ove taluni indagati avrebbero sostenuto, con proventi derivanti dall’attività criminale, un investimento finalizzato all’avviamento e alla <strong>gestione di due supermercati</strong>. Nello specifico, <strong>gli imprenditori reggini coinvolti</strong> nell’iniziativa economica sviluppata in tale area sarebbero accumunati dai rapporti di solidarietà criminale con la<strong> cosca De Stefano</strong>, sebbene questo non sarebbe l’unico tratto collusivo con la ‘ndrangheta reggina, atteso come la gran parte di loro vanterebbe anche ulteriori rapporti di solidarietà criminale con altre cosche. L’attività di servizio, frutto di una sinergica collaborazione tra Forze di Polizia, efficacemente coordinate dalla Procura Distrettuale reggina, testimonia l’elevata attenzione rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e della sana imprenditoria, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità, trasparenza e sicurezza pubblica.</p>
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		<title>VIDEO-Le mani della ‘ndrangheta su hotel in Romagna e Toscana: 8 indagati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/le-mani-della-ndrangheta-su-hotel-in-romagna-e-toscana-8-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 08:08:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-170605-2" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/Gdf-Rimini_-Operazione-Popilia-calabrianews.it_.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/Gdf-Rimini_-Operazione-Popilia-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/10/Gdf-Rimini_-Operazione-Popilia-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, con la collaborazione dei Comandi Provinciali di Cosenza e Taranto, hanno dato l’avvio, stamane, alle prime luci dell’alba, ad una vasta operazione di polizia denominata “POPILIA”, in Emilia Romagna ed in contemporanea in Calabria ed in Puglia, che ha disarticolato il tentativo di soggetti di origine calabrese, quasi tutti pregiudicati, di insinuarsi nel settore turistico – ricettivo delle province di Rimini, Forlì-Cesena e Siena.</p>
<p>50 militari della Guardia di Finanza, coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica di Rimini, hanno dato esecuzione oggi nelle provincie di Rimini, Forlì-Cesena e Taranto – a n. 20 perquisizioni e ad un’ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale di Rimini che ha disposto misure cautelari nei confronti di 8 persone (5 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di firma alla p.g.) per i reati di estorsione, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma comune da sparo calibro 7,65 e intestazione fittizia di beni, che vedono a vario titolo coinvolte 8 persone; i reati di estorsione sono aggravati, per taluni di loro, dal fatto di aver minacciato la parte<br />
offesa con un’arma e di aver evocato la loro appartenenza alla ‘ndrangheta.<br />
Nel contempo le Fiamme Gialle hanno eseguito un Decreto con il quale lo stesso G.I.P. ha ordinato il sequestro preventivo, nelle province di Rimini e Forlì – Cesena, delle quote sociali e dei beni aziendali di ben 6 società, fittiziamente intestate a soggetti prestanome, operanti nelle province di Rimini, Forlì-Cesena e Siena nel settore turistico ricettivo ed in quello collegato degli allestimenti fieristici.<br />
Le investigazioni svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Rimini hanno permesso di far emergere l’esistenza di un gruppo di persone stabilmente stanziato nella provincia riminese, composto da soggetti di origine calabrese, che dall’anno 2018 hanno gestito in forma occulta n. 5 hotels, un locale pubblico sull’arenile e una società operante nel settore degli allestimenti fieristici e che hanno affermato il proprio ruolo attraverso la repressione violenta dei contrasti interni sorti con i soci che non aderivano al disegno criminoso e con i dipendenti che richiedevano gli emolumenti a loro spettanti per l’attività lavorativa stagionale svolta.<br />
Accanto a costoro, è stato individuato un secondo livello costituito da soggetti di origine campana e pugliese, che si sono prestati nell’attività illecita di interposizione fittizia, reclutati all’occorrenza per ragioni di parentela o vicinanza dai singoli indagati.<br />
Le indagini hanno reso possibile documentare le fasi evolutive del gruppo, che in breve tempo, è riuscito a:<br />
&#8211; infiltrarsi nell’economia legale della Romagna, controllando diverse attività economiche;<br />
&#8211; commettere estorsioni con l’uso delle armi ed evocando la loro appartenenza all’ ’ndrangheta;<br />
&#8211; intestare a terzi ingenti patrimoni e attività commerciali.<br />
In particolare, è emerso che gli indagati, nonostante un apparente situazione reddituale, insufficiente a soddisfare i fabbisogni primari, in realtà manifestavano un’elevata disponibilità economica, derivante – come chiarito dalle intercettazioni telefoniche e ambientali – dalla loro partecipazione occulta in numerose società operanti nel lucroso settore turistico ricettivo, intestate a prestanome, e dalle estorsioni commesse.</p>
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		<title>VIDEO&#8221;Inter Nos&#8221;, le mani della &#8216;ndrangheta sulla sanità reggina: 17 misure cautelari-NOMI</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-inter-nos-le-mani-della-ndrangheta-in-appalti-sanita-reggina-17-misure-cautelari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2021 06:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dello S.C.I.C.O., sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Dr. Giovanni Bombardieri, hanno dato corso, con il supporto operativo dei Reparti del Corpo dei Comandi Provinciali di Milano, Verona, Livorno e Roma, all’esecuzione di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-164557-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Reggio-operazione-inter-nos-calabrianews.it_.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Reggio-operazione-inter-nos-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/08/Reggio-operazione-inter-nos-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Reggio Calabria &#8211; I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dello S.C.I.C.O., sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Dr. <strong>Giovanni Bombardieri</strong>, hanno dato corso, con il supporto operativo dei Reparti del Corpo dei Comandi Provinciali di Milano, Verona, Livorno e Roma, all’esecuzione di una Ordinanza di applicazione di misura cautelare emesse dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria – Dr.ssa <strong>Caterina Catalano</strong> – su richiesta del Procuratore Aggiunto Dr. <strong>Gerardo Dominijanni</strong> e dei Sostituti Procuratori Dr. Walter lgnazitto, Dott.ssa <strong>Marika Mastrapasqua</strong> e Dott.ssa <strong>Giulia Maria Scavello</strong> – con la quale sono stati disposti provvedimenti cautelari personali, nei confronti di 17 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di <strong>associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere aggravata dall’agevolazione mafiosa</strong> – finalizzata alla turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione, frode nelle pubbliche forniture, estorsione, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, cosi distinti:</p>
<p><strong>misure cautelari in carcere:</p>
<p>Domenico Chilà cl. ’63<br />
Antonino Chilà cl. ’67<br />
Giovanni Lauro cl. ’77<br />
Antonino D’Andrea cl. ’85<br />
Mario Carmelo D’Andrea cl.’55<br />
Francesco Macheda cl. ’49<br />
Nicola Calabrò cl. “50<br />
Massimo Costarella cl. ’64<br />
Giuseppe Corea cl. ’69</strong></p>
<p><strong>misure cautelari arresti domiciliari::</p>
<p>Filomena Ambrogio cl. ’57<br />
Angelo Zaccuri cl. ’56<br />
Lorenzo Delfino cl. ’67<br />
Sergio Piccolo cl. ’77<br />
Gianluca Valente cl. ’75<br />
Salvatore Idà cl. ’64<br />
Nicola Paris cl. ’81;</strong></p>
<p><strong>sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, nei confronti di Giuseppe Giovanni Galletta cl. ’58.</strong></p>
<p><strong>Tra gli arrestati ai domiciliari c’è Nicola Paris, eletto in consiglio regionale nel 2020 nella lista dell’Udc con 6.358 voti. E’ accusato di corruzione.</strong></p>
<p>Nel contempo, è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza – emesso dalla Procura Distrettuale dell’intero patrimonio aziendale di n. 5 persone giuridiche, per un valore stimato di oltre 12 milioni di euro.</p>
<p>L’operazione in rassegna – denominata <strong>“Inter Nos”</strong> – costituisce l’epilogo delle complesse indagini condotte dal G.I.C.o. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale I.C.O., con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, a contrasto dell’infiltrazione della ‘ndrangheta nell’economia legale. L’attività investigativa svolta ha permesso di accertare che i servizi di pulizia e sanificazione delle strutture amministrative e sanitarie ricadenti nella competenza territoriale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria sono stati affidati ad individuate società, i cui membri, risultati essere legati a <strong>varie consorterie criminali operanti nel territorio della Provincia di Reggio Calabria </strong>(articolazioni di Reggio Calabria, Locri e Melito di Porto Salvo), mediante un distorto utilizzo del sistema della proroga del rapporto contrattuale, in assenza di alcuna procedura di evidenza pubblica, sono riusciti per anni a proseguire artificiosamente il rapporto con l’ente appaltante.</p>
<p>Dopo innumerevoli proroghe illegittimamente concesse, viene indetta una gara per l’affidamento del medesimo servizio che verrà aggiudicata, grazie ad un collaudato sistema di corruttela, alle stesse società, nel frattempo riunitesi in A.T.I.; indebite dazioni che, lungi dall’esaurirsi con l’aggiudicazione dell’incanto, sono state elargite in maniera continuativa e sistematica al fine di mantenere saldo nel tempo il pactum sceleris con questi siglato. Per come emerso, il sodalizio investigato, al fine di poter fornire lecita giustificazione agli ammanchi di denaro dalle casse sociali connesse alle indebite elargizioni, era solito tare ricorso a false fatturazioni emesse da imprese compiacenti, con le quali erano sono in essere, altresì, leciti rapporti commerciali. Nel corso delle investigazioni, inoltre, sono stati cristallizzati specifici episodi di corruttela che hanno coinvolto anche il Direttore della Struttura Complessa Gestione Risorse Economico Finanziarie dell’A.S.P. di Reggio Calabria, in capo al quale sono state accertate indebite dazioni di denaro e altre utilità (un costoso Smartphone) da parte di taluni degli imprenditori investigati, in rapporti di reciproci vantaggi, concretizzatisi per questi ultimi in una “corsia preferenziale” per il pagamento delle prestazioni rese. Il rapporto del citato Direttore con gli indagati era diventato cosi stretto che gli stessi si sono attivati al fine di consentire a questi di ottenere una proroga nell’incarico di prossima scadenza, il tutto attraverso l’intermediazione di un consigliere della Regione Calabria (attinto da misura cautelare degli arresti domiciliari) la cui campagna elettorale era stata, tra l’altro, sostenuta da alcuni degli indagati medesimi.</p>
<p>L’attività svolta ha altresì permesso di rilevare come le componenti l’ATI abbiano svolto con modalità difformi da quelle previste i servizi straordinari di sanificazione e disinfestazione – affidati dall’ASP a seguito del diffondersi dell’epidemia da nuovo coronavirus da effettuarsi presso i diversi presidi ospedalieri della Provincia di Reggio Calabria. Ancora, è stato accertato che gli indagati, in piena crisi pandemica, si appropriavano indebitamente dei dispositivi di protezione individuale anti-Covid-19, sottraendoli finanche al personale sanitario impegnato in occasione dell’emergenza nonché si sottoponevano indebitamente alla relativa vaccinazione (prevista, all’epoca dei fatti, solo per individuate categorie).</p>
<p>Da ultimo, sono state acclarate condotte estorsive poste in essere da alcuni indagati, i quali pretendevano da individuati dipendenti la restituzione di una quota parte mensile dello stipendio da questi percepito (pari a circa 250 euro, ogni mese). L’attività in rassegna testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nel delicato settore del contrasto alle organizzazioni criminali di matrice ‘ndranghetistica, nonché alle proiezioni ed infiltrazioni mafiose nell’economia legale in genere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-inter-nos-le-mani-della-ndrangheta-in-appalti-sanita-reggina-17-misure-cautelari/">VIDEO&#8221;Inter Nos&#8221;, le mani della &#8216;ndrangheta sulla sanità reggina: 17 misure cautelari-NOMI</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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