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	<title>navi Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Mar 2025 13:26:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Concluse nel porto di Vibo Marina le operazioni di sbarco di 178 migranti: due portati in ospedale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 13:26:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono arrivati nel porto di Vibo Valentia Marina i 178 migranti, di cui 122 soccorsi dall’ong Sea-Eye e 56 (tra cui un neonato) dalla Sea Watch nell’ambito di cinque diverse operazioni nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia. Dopo l’identificazione e i controlli medici, i migranti sbarcati ieri sera sono stati stamane trasferiti nella frazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono arrivati nel porto di Vibo Valentia Marina i 178 migranti, di cui 122 soccorsi dall’ong Sea-Eye e 56 (tra cui un neonato) dalla Sea Watch nell’ambito di cinque diverse operazioni nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia.</p>
<p>Dopo l’identificazione e i controlli medici, i migranti sbarcati ieri sera sono stati stamane trasferiti nella frazione Portosalvo di Vibo Valentia in attesa di altre destinazioni in tutta Italia. L’assistenza sanitaria ai migranti è stata garantita dal servizio Suem 118 dell’Asp di Vibo Valentia e dai volontari della Croce Rossa Italiana, nonchè dal personale della Protezione civile. A coordinare le operazioni di sbarco, la Prefettura di Vibo Valentia e la questura. </p>
<p>Presenti anche i carabinieri e la Guardia di finanza. Tra i migranti salvati, due sono stati trasportati in ospedale per ustioni create dalle fiamme su un barcone dove si trovavano a bordo prima di essere salvati. Al termine delle operazioni, l’organizzazione di soccorso Sea Eye ha diramato sui social un messaggio di vicinanza ai migranti: «Siamo sollevati dal fatto che tutte le 122 persone Sea-eye 4 siano riuscite a salvarsi. Due di loro dovevano essere ricoverate e gli auguriamo una pronta guarigione e tanta forza».</p>
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		<title>Ponte Stretto, anche dal ministero di Salvini la conferma: le navi più grandi non riusciranno a passare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 15:05:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2023 hanno attraversato lo Stretto di Messina cinque navi da crociera e quindici portacontainer di altezza superiore ai sessantacinque metri. Se ci fosse stato il Ponte non avrebbero potuto farlo. I dati arrivano direttamente dal ministero dei Trasporti di Matteo Salvini, grande sponsor della maxi-opera, che per legge non ha potuto ignorare l’istanza di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2023 hanno attraversato lo Stretto di Messina cinque navi da crociera e quindici portacontainer di altezza superiore ai sessantacinque metri. <strong>Se ci fosse stato il Ponte non avrebbero potuto farlo</strong>. I dati arrivano direttamente dal <strong>ministero dei Trasporti di Matteo Salvini</strong>, grande sponsor della maxi-opera, che per legge non ha potuto ignorare l’istanza di accesso civico del circolo Pd di Villa San Giovanni, richiamando quelli trasmessi direttamente dal <strong>Comando generale delle Capitanerie di Porto</strong>. E a dispetto della risposta forse volutamente ambigua – si parla di navi, non di transiti, dunque una stessa imbarcazione passata più volte verrebbe contabilizzata sempre come una – non sono altro che una conferma dell’allarme lanciato mesi fa dal presidente di Federlogistica Luigi Merlo, che attraverso Repubblica ha denunciato i rischi che il Ponte potrebbe rappresentare per il futuro del <strong>porto di Gioia Tauro</strong>.<br />
<strong>L’involontaria “confessione” dell’ad Pietro Ciucci</strong><br />
In realtà, lo stesso amministratore delegato della società Stretto di Messina, tentando di smentire Merlo, non aveva fatto altro che confermare i timori di tutta la comunità che vive dello scalo calabrese. Il franco navigabile, cioè lo spazio navigabile in sicurezza – aveva detto l’ad affidandosi a una nota stampa – è &#8220;di <strong>72 metri per una larghezza di 600 metri e si riduce a 65 metri solo in presenza di condizioni eccezionali di traffico pesante stradale e ferroviario</strong>”.<br />
In realtà, c’è un altro dettaglio che nella sua risposta la società ha omesso di considerare. Il mare non è certo piatto, <strong>vanno considerati vento e moto ondoso</strong>, che nello Stretto – soprattutto in caso di scirocco – <strong>provocano onde di diversi metri</strong>. Analisi indipendenti attestano possibili oscillazioni anche di cinque/dieci metri.</p>
<p><strong>Porto di Gioia Tauro a rischio</strong><br />
Ma studi di scenario aggiornati al riguardo – è una delle 239 osservazioni messe giù dal ministero dell’Ambiente e a cui la Stretto di Messina dovrà provare a rispondere, senza che i Comuni possano dire alcunché alla luce della mancata sospensione della conferenza dei servizi – non ce ne sono. Tanto meno – è la denuncia che arriva dai territori – è stato ipotizzato l’impatto del Ponte sui volumi di traffico navale attualmente gestiti dagli scali siciliani e calabresi interessati, a partire da Gioia Tauro, al momento porto di transhipment fra i più importanti del Mediterraneo. Su questo starebbe lavorando l’Autorità portuale, che a quanto filtra sarebbe al lavoro su una corposa relazione. E difficilmente sarà positiva. Anche qualora venissero rimossi i fumaioli in prossimità del Ponte – con conseguente aggravio di costi e allungamento dei tempi di navigazione – il problema non si risolverebbe.</p>
<p><strong>Il trend del gigantismo navale</strong><br />
Più della la metà delle grandi imbarcazioni in costruzione ha un&#8217;altezza non compatibile con il Ponte, ma di certo già potrebbe far rotta su Gioia Tauro, che è scalo attrezzato per accogliere navi di oltre 77 metri. Anzi, proprio di recente sono state acquistate e messe in attività diverse gru in grado di spostare container anche dalle navi più alte. Inutili, se davvero la maxiopera voluta dal ministro Matteo Salvini dovesse essere costruita. E per Gioia Tauro e tutto il comprensorio che del porto e del suo indotto vive, sarebbe una condanna. “Non si sta costruendo un Ponte, stanno alzando un Muro sullo Stretto”, denuncia il Pd di Villa San Giovanni. “Non e&#8217; più rinviabile una sospensione di tutto l&#8217;iter, occorre bloccare tutto, aprire un tavolo di approfondimento a Roma, con il coinvolgimento del governo, delle commissioni parlamentari competenti, dei presidenti delle Regioni del Sud, degli amministratori dei territori coinvolti, dei corpi intermedi, dei partiti, della società civile”, è la richiesta dei dem della sponda calabrese dello Stretto, che invocano “un ripensamento generale sull&#8217;opera, l&#8217;applicazione dell&#8217;aureo principio di precauzione, una valutazione complessiva, di prospettiva, che solo le istituzioni politiche possono avocare a sé, superando i limiti delle Società committenti e degli appaltatori coinvolti”.</p>
<p><strong>Mobilitazione contro l’emendamento Iezzi</strong><br />
Intanto sul territorio ci si prepara ad una nuova mobilitazione. È in programma per lunedì 24 giugno, quando la <strong>Rete No Ponte</strong> sarà nuovamente in piazza contro l’emendamento Iezzi al decreto sicurezza. “La legge ad operam” la bollano dalla società civile. Si tratta di un’aggravante speciale al nuovo reato previsto dal ddl, che si propone di punire il “<strong>terrorismo della parola</strong>” – così viene definito – cioè la detenzione di non meglio precisato materiale informativo su armi e ordigni vari, sulla preparazione di «atti di violenza con finalità di terrorismo» o azioni di sabotaggio. Una definizione estremamente vaga – ha subito denunciato Avs – che rischia di rendere perseguibile persino chi abbia in casa un libro di storia della guerriglia o un volantino. Le pene previste per il nuovo reato sono alte, da 2 a 6 anni. Ma per il leghista Iezzi, se l’obiettivo è «impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di un’infrastruttura strategica», vanno aumentate ancora, da 4 a 20 anni.<br />
L’<strong>articolo 11 della Costituzione</strong>, ricorda la rete No Ponte, sancisce che tutti hanno diritto ad esprimere e manifestare il proprio pensiero. “Con il ddl si propongono di attuare una nuova stretta repressiva contro ogni forma di opposizione sociale”, dicono gli attivisti che invitano a un presidio davanti alla Prefettura di Reggio Calabria “per bloccare questo ennesimo attacco alla libertà di espressione”.<br />
(<em>Fonte: Alessia Candito &#8211; la Repubblica.it</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="NqUeX3pTjd"><p><a href="https://www.calabrianews.it/societa-stretto-di-messina-altezza-ponte-non-e-ostacolo-per-navigazione/">Società Stretto di Messina: altezza ponte non è ostacolo per navigazione</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Società Stretto di Messina: altezza ponte non è ostacolo per navigazione&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/societa-stretto-di-messina-altezza-ponte-non-e-ostacolo-per-navigazione/embed/#?secret=qN5MFr2nRl#?secret=NqUeX3pTjd" data-secret="NqUeX3pTjd" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Società Stretto di Messina: altezza ponte non è ostacolo per navigazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/societa-stretto-di-messina-altezza-ponte-non-e-ostacolo-per-navigazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 12:28:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La società Stretto di Messina &#8220;conferma quanto già comunicato: il franco navigabile del ponte sullo Stretto di Messina è di 72 metri per una larghezza di 600 metri e si riduce a 65 metri, in presenza di condizioni eccezionali di traffico pesante stradale e ferroviario, assolutamente gestibile. Si tratta di un&#8217;altezza in linea o superiore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La società Stretto di Messina &#8220;conferma quanto già comunicato: il franco navigabile del ponte sullo Stretto di Messina è di 72 metri per una larghezza di 600 metri e si riduce a 65 metri, in presenza di condizioni eccezionali di traffico pesante stradale e ferroviario, assolutamente gestibile. Si tratta di un&#8217;altezza in linea o superiore ai ponti esistenti sulla grandi vie di navigazione internazionali. Le oscillazioni delle navi di 5/10 metri a causa del moto ondoso, richiamate da &#8220;analisi indipendenti&#8221; e riportate dai media, non trovano alcun riscontro nella realtà dello Stretto di Messina. Onde di 9 metri si sono verificate solo in occasione del maremoto del 1908&#8243;.</p>
<p>Inoltre- si legge in una nota &#8211; &#8220;non si tiene conto della possibilità delle navi di ridurre l&#8217;altezza dell&#8217;imbarcazione: alberi e fumaioli reclinabili, stive di zavorra per raccogliere acqua di mare che abbassano la linea di galleggiamento. Operazioni che vengono compiute usualmente dalle grandi navi container che accedono al Mediterraneo passando per il canale di Suez sotto l&#8217;Al Salam Bridge, il cui franco navigabile è inferiore ai 72 metri che saranno disponibili sullo Stretto di Messina&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Ammiraglio Nunzio Martello, Coordinatore del Tavolo Tecnico per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Messina per la realizzazione del ponte, spiega al riguardo che: &#8220;Il tema del franco navigabile del ponte sullo Stretto di Messina è stato ampiamente analizzato attraverso un approfondito esame del traffico degli ultimi anni nello Stretto, suddiviso per le diverse imbarcazioni. Nessuna nave in transito nel 2023 sarebbe stata impossibilitata a passare con il ponte&#8221;.</p>
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		<title>Ad Stretto di Messina Ciucci rassicura: grandi navi possono transitare sotto il Ponte</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ad-stretto-di-messina-ciucci-rassicura-grandi-navi-possono-transitare-sotto-il-ponte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 May 2024 06:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Pietro Ciucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fra le diverse critiche e perplessità intorno alla costruzione del Ponte sullo Stretto, in queste ore, sta emergendo il rischio che l&#8217;opera sia troppo bassa per consentire la navigazione di grandi navi e che, comunque, la sua prospettata realizzazione certamente implicherà ulteriori misure restrittive della navigazione (si parla, ad esempio, di senso unico alternato), che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fra le diverse critiche e perplessità intorno alla costruzione del <strong>Ponte sullo Stretto</strong>, in queste ore, sta emergendo il rischio che l&#8217;opera <strong>sia troppo bassa per consentire la navigazione di grandi navi </strong>e che, comunque, la sua prospettata realizzazione certamente implicherà ulteriori misure restrittive della navigazione (<em>si parla, ad esempio, di senso unico alternato</em>), che dovranno essere preventivamente concordate a livello internazionale, a norma della Convenzione Onu sul diritto del mare. Sulla questione è intervenuto con un colloquio con l&#8217;Ansa, l&#8217;amministratore delegato della Stretto di Messina, <strong>Pietro Ciucci</strong>, dopo che il presidente di <strong>Federlogistica, Luigi Merlo</strong>, ha ribadito ieri, lo aveva già detto a febbraio scorso, che <strong>65 metri di altezza sono troppo pochi per le grandi navi</strong>.</p>
<p>&#8220;Il <strong>franco navigabile</strong> del ponte sullo Stretto &#8211; ha detto Ciucci &#8211;  è di 72 metri per una larghezza di 600 metri e <strong>si riduce a 65 metri, solo in presenza di condizioni eccezionali</strong> di traffico pesante stradale e ferroviario. Questi parametri sono in linea con i ponti esistenti sulle grandi vie di navigazione internazionali, in coerenza con le procedure stabilite dalle norme Imo (<em>International Maritime Organization</em>)&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ricordo inoltre che sul tema della <strong>sicurezza della navigazione</strong> sia per la fase di costruzione che di esercizio del ponte, con particolare riferimento anche al franco navigabile, è stato istituito dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti uno specifico tavolo tecnico coordinato dall&#8217;Ammiraglio Nunzio Martello&#8221;, ha aggiunto Ciucci, spiegando che &#8220;la commissione ha già effettuato un <strong>esame approfondito</strong> del traffico degli ultimi anni nello Stretto, suddiviso per le diverse imbarcazioni, dal quale <strong>non emergono criticità</strong> legate al ponte&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ad-stretto-di-messina-ciucci-rassicura-grandi-navi-possono-transitare-sotto-il-ponte/">Ad Stretto di Messina Ciucci rassicura: grandi navi possono transitare sotto il Ponte</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Munari: il Ponte sullo Stretto implicherà ulteriori misure restrittive della navigazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/munari-il-ponte-sullo-stretto-implichera-ulteriori-misure-restrittive-della-navigazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 May 2024 06:15:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Munari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L’attenzione mediatica relativa al ponte sullo Stretto di Messina si è molto concentrata sui costi, sull’impatto per la mobilità, sulla sicurezza intrinseca dell’opera. Meno attenzione sembra per ora essere stata posta sui profili “esterni” al ponte stesso, e cioè quelli relativi alla navigazione sullo Stretto a valle della sua prospettata realizzazione. Eppure, il tema della coesistenza tra ponte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’attenzione mediatica relativa al <strong>ponte sullo Stretto di Messina</strong> si è molto concentrata sui costi, sull’impatto per la mobilità, sulla sicurezza intrinseca dell’opera. Meno attenzione sembra per ora essere stata posta sui profili “esterni” al ponte stesso, e cioè quelli relativi alla navigazione sullo Stretto a valle della sua prospettata realizzazione. <strong>Eppure, il tema della coesistenza tra ponte e traffico marittimo appare cruciale, per diversi motivi</strong>”. Questo il punto di vista del professor <strong>Francesco Munari</strong>, <strong>ordinario di diritto dell’Unione Europea all’università di Genova, espresso in un commento sul <em>Sole24Ore</em>. </strong></p>
<p>Quali i punti finora non evidenziati dal dibattito pubblico? “Il primo – sostiene Munari – attiene al <strong>regime della navigazione</strong>. A quanto si sa, il progetto del ponte prevede un <strong>franco navigabile di 50 metri di altezza ai lati del ponte, e di 65 metri al centro</strong>. Già oggi la navigazione lungo lo Stretto è gestita con schemi di separazione del traffico, cioè lungo corsie di marcia che le navi debbono percorrere, e già oggi, a fronte di circa 13mila transiti all’anno di navi mercantili, sono diverse centinaia le navi con altezza superiore ai 50 metri che attraversano lo Stretto lungo la direttrice verticale. <strong>La costruzione del Ponte certamente implicherà ulteriori misure restrittive della navigazione</strong> (si parla, ad esempio, di senso unico alternato), che dovranno essere preventivamente concordate a livello internazionale, a norma della Convenzione Onu sul diritto del mare. <strong>In ogni caso, bene sarebbe valutare appieno le conseguenze di tali nuove misure anche sulle scelte di opportunità per una nave nel percorrere lo Stretto</strong>“.</p>
<div class="code-block code-block-1">
<p>Il secondo aspetto da valutare, secondo il docente, riguarda la compatibilità del progetto con gli aspetti ingegneristici di molte navi già in esercizio, secondo una tendenza ad aumentare le dimensioni e quindi la capacità di carico. “Considerata la costante crescita delle dimensioni delle navi, andrebbe forse meglio approfondita – scrive Munari – l’idea di realizzare un’infrastruttura secondo un progetto che, già oggi, impedirà a non poche navi la navigazione lungo lo Stretto. A questo proposito, non parrebbe persuasivo impostare come limite dell’air draught quello di 65 metri (sopra quel limite di altezza le navi sarebbero fisicamente impossibilitate a transitare sotto il Ponte), mentre da 50 a 65 metri il passaggio sarebbe consentito lungo una corsia centrale, che si stima essere larga circa 600 metri: <strong>incidenti gravi, come quello recentissimo della “Dali” a Baltimora, impongono di considerare il rischio che, in caso di avaria, navi più alte di 50 metri possano comunque deviare la propria rotta e colpire il Ponte”. </strong>“Non si tratta di ipotesi fantascientifiche alla “Godzilla”… Questi scenari – conclude Munari – vanno allora adeguatamente considerati, a conferma che, per progetti così ambiziosi, parrebbero sconsigliabili effetti annuncio o eccessive semplificazioni”.</p>
</div>
<div class="code-block code-block-2"></div>
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		<title>Navi da guerra russe puntano le coste calabresi del Mar Ionio per tenere sotto pressione tre portaerei Nato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/navi-da-guerra-russe-puntano-le-coste-calabresi-del-mar-ionio-per-tenere-sotto-pressione-tre-portaerei-nato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 18:29:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[GUERRA]]></category>
		<category><![CDATA[Ionio]]></category>
		<category><![CDATA[navi]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Russia-Ucraina, la tensione nel Mediterraneo resta altissima. Le navi da guerra russe tallonano le flotte Nato e puntano le coste calabresi dello Ionio. Da circa due mesi, l’incrociatore missilistico Varyag (nella foto) e il caccia Tributs tengono sotto pressione le tre portaerei dell’Alleanza atlantica Truman, De Gaulle e Cavour. La ragione è una strategia di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/navi-da-guerra-russe-puntano-le-coste-calabresi-del-mar-ionio-per-tenere-sotto-pressione-tre-portaerei-nato/">Navi da guerra russe puntano le coste calabresi del Mar Ionio per tenere sotto pressione tre portaerei Nato</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Russia-Ucraina, la tensione nel Mediterraneo resta altissima. Le navi da guerra russe tallonano le flotte Nato e puntano le <strong>coste calabresi</strong> dello Ionio. Da circa due mesi, l’incrociatore missilistico <strong>Varyag</strong> (<em>nella foto</em>) e il caccia <strong>Tributs</strong> tengono sotto pressione le tre portaerei dell’Alleanza atlantica <strong>Truman</strong>, <strong>De Gaulle</strong> e <strong>Cavour</strong>. La ragione è una strategia di guerra più ampia del Cremlino. Gli esperti, studiando i movimenti delle flotte, analizzano le strategie di Mosca. Ma come mai le navi russe puntano le coste italiane? E in quale caso interverrebbe la Nato? Entriamo nel dettaglio.</p>
<p><strong>Flotta russa punta le coste calabresi, ecco cosa sta succedendo</strong><br />
Guerra Russia-Ucraina, la tensione nel Mediterraneo non accenna a placarsi. Le navi da guerra di Mosca tallonano le flotte occidentali, puntando le coste calabresi del Mar Ionio. Si tratta dell’incrociatore Varyag e del caccia Tributs che, da due mesi, provano a tenere sotto pressione le tre portaerei Nato, Truman, De Gaulle e Cavour. <strong>Le manovre fanno parte di una più ampia strategia di guerra della Russia.</strong></p>
<p><strong>Ma perché le navi russe puntano l’Italia?</strong> La flotta del Cremlino non può raggiungere il Mar Nero perché la Turchia ha chiuso l’attraversamento del Bosforo alle imbarcazioni da guerra. Restano dunque nel Mediterraneo tenendo altissimo il livello d’attenzione dell’Alleanza atlantica. Dopo aver navigato al largo della Siria (alleata di Mosca), l’incrociatore Varyag e il caccia Tributs, seguiti dall’incrociatore <strong>Maresciallo Ustinov</strong>, il caccia <strong>Kulikov</strong> e la fregata <strong>Kasatanov</strong> sono tornati nel Mar Ionio.</p>
<p>I movimenti sono stati registrati dal sito <strong>CovertShore</strong>, tra i portali più attendibili per quanto riguarda questioni militari. Non solo, è stata segnalata l’emersione del sottomarino <strong>Kilo</strong>, ripreso al largo di Cipro. Un evento molto raro, dovuto probabilmente a problemi tecnici.<br />
In questi giorni, almeno tre di questi sottomarini starebbero navigando nel Mediterraneo. Come le fregate e i caccia, i sottomarini hanno a disposizione <strong>missili cruise Kalibr</strong>, che possono <strong>colpire l’Ucraina se lanciati proprio dal Mar Ionio</strong>. Dotate di armi ancora più potenti, le navi ammiraglie: missili capaci di abbattere le portaerei.</p>
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		<title>Crisi Russia-Ucraina: Tensione al largo tra Calabria e Sicilia, gli &#8220;occhi&#8221; della Nato sulle mosse delle navi di Putin</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crisi-russia-ucraina-tensione-al-largo-tra-calabria-e-sicilia-gli-occhi-della-nato-sulle-mosse-delle-navi-di-putin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 18:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[GUERRA]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[navi]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gruppo di navi da guerra russe nel Mediterraneo, &#8220;sta effettuando un transito in acque internazionali e non viola la sovranità degli Stati rivieraschi&#8221;. Lo specifica in una nota il ministero della Difesa, &#8220;in riferimento a quanto apparso su organi di stampa&#8221; secondo cui una formazione, composta da sei navi, ha varcato Gibilterra e ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il gruppo di navi da guerra russe nel Mediterraneo, &#8220;sta effettuando un transito in acque internazionali e non viola la sovranità degli Stati rivieraschi&#8221;. Lo specifica in una nota il ministero della Difesa, &#8220;in riferimento a quanto apparso su organi di stampa&#8221; secondo cui una formazione, composta da sei navi, ha varcato Gibilterra e ha attraversato il canale di Sicilia.</p>
<p>La Nato, chiarisce la Difesa, &#8220;sta seguendo la navigazione del gruppo navale sin dalla partenza, avvenuta a metà gennaio dai porti di Severomorsk (Flotta del Nord) e da Baltijsk (Flotta del Baltico), e continuerà a monitorarne il transito. Né le Forze Nato e né la formazione navale russa hanno posto in essere comportamenti o volontà escalatorie&#8221;.<br />
«Le forze alleate monitorano abitualmente le navi russe che navigano vicino alle acque della Nato». Lo ha detto all’ANSA un funzionario dell’Alleanza atlantica interpellato sui possibili rischi derivanti dai vascelli di Mosca in prossimità dell’area in cui si tiene l&#8217;esercitazione alleata &#8220;Neptune Strike&#8221;, a sud della coste siciliane.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-181524 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/02/russia-ucraina-sicilia-892x502-1-300x169.jpg" alt="" width="499" height="281" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/02/russia-ucraina-sicilia-892x502-1-300x169.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/02/russia-ucraina-sicilia-892x502-1-768x432.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/02/russia-ucraina-sicilia-892x502-1-696x392.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/02/russia-ucraina-sicilia-892x502-1-746x420.jpg 746w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2022/02/russia-ucraina-sicilia-892x502-1.jpg 892w" sizes="(max-width: 499px) 100vw, 499px" /></p>
<p>«Neptune Strike &#8211; continua il funzionario &#8211; continua le sue attività di pattugliamento nel Mar Mediterraneo. Questo evidenzia la capacità della Nato di integrare le capacità marittime di alto livello di un gruppo d’attacco di portaerei per garantire un’elevata prontezza operativa e la difesa di tutti gli alleati. È la prima volta dai tempi della Guerra Fredda che un gruppo completo di portaerei statunitensi passa sotto il comando della Nato. Come ha già detto il segretario generale Jens Stoltenberg, la Nato farà sempre ciò che è necessario per proteggere e difendere tutti gli alleati».</p>
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		<title>Gioia Tauro, porto aperto anche di notte alle grandi navi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gioia-tauro-porto-aperto-anche-di-notte-alle-grandi-navi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 13:44:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[gioia tauro]]></category>
		<category><![CDATA[navi]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[porto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Msc Gulsum, che fino allo scorso anno deteneva il primato di nave portacontainer più grande al mondo, è entrata nel porto di Gioia Tauro stamani, poco dopo le 5. A renderlo noto, con un comunicato, è l&#8217;autorità di sistema. &#8220;Operativo 24 ore su 24, il primo porto di transhipment d’Italia &#8211; si legge &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Msc Gulsum, che fino allo scorso anno deteneva il primato di nave portacontainer più grande al mondo, è entrata nel porto di Gioia Tauro stamani, poco dopo le 5. A renderlo noto, con un comunicato, è l&#8217;autorità di sistema. &#8220;Operativo 24 ore su 24, il primo porto di transhipment d’Italia &#8211; si legge &#8211; permette l’ormeggio alle sue banchine senza sosta, assicurando il trasbordo container anche a tre ultra-large contemporaneamente. L’operazione della scorsa notte è stata resa possibile grazie all’operatività degli uomini della Capitaneria di porto di Gioia Tauro che, nel coordinare le delicate e sinergiche azioni dei servizi tecnico nautici (con 2 piloti a bordo e 3 rimorchiatori impiegati, oltre alla squadra di ormeggiatori pronta a ricevere i cavi della Gulsum), hanno regolato e vigilato sulla manovra d’ingresso, avvenuta in piena sicurezza nonostante la ridotta visibilità notturna lungo il canale portuale&#8221;.</p>
<p>Lunga oltre 400 metri, con una larghezza di 62 metri e una capacità di trasporto di 23.756 teus, la Gulsum era già stata nello scalo calabrese, ma era stato finora possibile solo di giorno. &#8220;L’apertura dello scalo ai cosiddetti giganti del mare &#8211; si fa rilevare &#8211; anche nelle ore notturne, risponde alla politica adottata dall’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, guidata dal presidente Andrea Agostinelli, per assicurare la diretta connettività del porto di Gioia Tauro con il mercato del Far East e stimolare così la crescita dei suoi volumi di traffico. Il controllo delle operazioni di ingresso e di manovra in sicurezza, in condizioni di ridotta visibilità e spazi, viene altresì assicurato &#8211; scrive l&#8217;autorità &#8211; attraverso la recente installazione di un sistema di ultima generazione che rileva e gestisce i dati relativi alla corrente, all’altezza delle onde, alla marea e ai dati metereologici. Strutturato in tre diverse cabine, posizionate in altrettanti punti lungo il canale portuale, il sistema permette la gestione dell’ingresso delle portacontainer nei minimi dettagli&#8221;.</p>
<p>La nuova strumentazione, spiegano dall&#8217;autorità, è dotata della più avanzata tecnologia di settore. Nello specifico, il sistema capta i dati e li invia ai data logger, che li “custodiscono” e li inviano in tempi predeterminati ad un server FTP con un metodo di trasmissione via GPRS. In questo modo, l’intera raccolta dati può essere prelevata, elaborata e visualizzata su un sistema webgis, anche per la successiva pubblicazione sul sito internet dell’ente per un intervallo di tempo minimo di tre anni. Sarà così possibile gestire gli allarmi e inviare gli alert, ma anche archiviare i dati e visualizzare gli storici secondo diagrammi specifici.</p>
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