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	<title>naufragio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 09:10:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Strage migranti Cutro, consulente pm &#8216;Gdf rifiutò collaborazione Guardia costiera&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strage-migranti-cutro-consulente-pm-gdf-rifiuto-collaborazione-guardia-costiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:10:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le condizioni per far scattare l&#8217;operazione di ricerca e soccorso (Sar) la notte del naufragio del caicco Summer Love a Cutro c&#8217;erano tutte. E&#8217; quanto è stato ribadito nel corso dell&#8217;udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi, in cui sono imputati sei militari tra Guardia di finanza e Capitaneria di porto per naufragio e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le condizioni per far scattare l&#8217;operazione di ricerca e soccorso (Sar) la notte del naufragio del caicco Summer Love a Cutro c&#8217;erano tutte. E&#8217; quanto è stato ribadito nel corso dell&#8217;udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi, in cui sono imputati sei militari tra Guardia di finanza e Capitaneria di porto per naufragio e omicidio colposo. A sostenerlo è stato l&#8217;ammiraglio Salvatore Carannante, consulente tecnico della Procura, nel controesame rispondendo alle domande del presidente del tribunale Alfonso Scibona, delle parti civili e delle difese. Carannante ha chiarito che <em>&#8220;non è mai stata presa in considerazione l&#8217;operazione Sar perché era stata dichiarata un&#8217;operazione di law enforcement, sulla scorta di un&#8217;ipotesi di evento di immigrazione clandestina</em>&#8220;. In questo scenario, è emersa una mancanza di coordinamento tra i corpi dello Stato, con la Guardia di finanza che non ha allertato la Capitaneria e viceversa. Il consulente ha sottolineato che &#8220;<em>le motovedette della Guardia costiera potevano essere chiamate dalla Finanza per collaborazione. La CP 326 di Roccella, che aveva mare favorevole, sarebbe arrivata per tempo&#8221;.</em> Riguardo ai malfunzionamenti di bordo, l&#8217;ammiraglio ha spiegato che &#8220;<em>quella sera non funzionava la termocamera dei radar; non sappiamo da quando fosse fuori uso. Quando c&#8217;è un&#8217;affidabilità bassa, il radar rimanda alla termocamera per la verifica del bersaglio: se non funziona, non posso effettuare la verifica. Se l&#8217;operatore radar avesse saputo fare il suo mestiere, avrebbe potuto valutare anche i segnali bassi guardando la termocamera che, però, non funzionava. Quindi si è fatto tutto alla buona</em>&#8220;.</p>
<p>Carannante ha inoltre contestato la rigida aderenza alla prassi della navigazione &#8220;<em>di conserva</em>&#8221; adottata dalla Finanza: &#8220;<em>Quando c&#8217;è una situazione di emergenza, anche se non conosco le condizioni del mare, perché devo aspettare l&#8217;altra nave per uscire? Vero, loro non hanno chiamato né chiesto soccorso, ma fare una chiamata cosa mi costa? Chiedo se hanno difficoltà. Se la barca non mi risponde, posso pensare che anche la radio non funzioni. Allora mi preoccupo e avviso le navi che circolano in zona&#8221;</em>.</p>
<p>La notte tra il 25 ed il 26 febbraio la Guardia di finanza rifiutò la collaborazione della Guardia costiera per intercettare il caicco &#8220;<em>Summer Love</em>&#8221; che poi naufragò a Steccato di Cutro provocando la morte di 94 migranti. Lo ha detto l&#8217;ammiraglio Salvatore Carannante, consulente della Procura, nel processo sui presunti mancati soccorsi.<br />
Carannante ha confermato che &#8220;d<em>opo una prima comunicazione alle 23:36, i contatti tra i due corpi si sono interrotti fino a tragedia avvenuta</em>&#8221; e poi, rispondendo all&#8217;avvocato Tiziano Saporito, difensore di Antonino Lopresti, ufficiale in comando tattico della Finanza, che gli ha chiesto da dove evincesse che Lopresti avesse rifiutato la collaborazione della Guardia costiera ha detto: &#8220;<em>Da quando dice &#8216;Per il momento è un&#8217;attività di polizia che stiamo gestendo noi&#8217;. Spanò gli offre collaborazione, dicendo che poteva avvisare Crotone e Roccella, e lui replica: &#8216;Se abbiamo necessità vi ricontattiamo&#8217;. Non hanno mai più ricontattato&#8221;</em>.</p>
<p>Quanto alla posizione del colonnello Alberto Lippolis, all&#8217;epoca comandante del Roan di Vibo Valentia, Carannante ha detto che &#8220;<em>quella sera era fuori servizio, ma poi entra in campo quando viene interpellato. Non ha accesso a dati in tempo reale perché non si trova in sala operativa e ha solo il telefonino come mezzo per essere informato</em>&#8220;. Rispondendo all&#8217;avvocato Cataliotti, il consulente ha sottolineato che <em>&#8220;Le condizioni avverse le valuta e le decide solo ed esclusivamente il comandante dell&#8217;unità. Nessun altro può decidere diversamente.  Lippolis non poteva dare ordini al pattugliatore Barbarisi perché non dipende da lui, e non avrebbe potuto neppure dare ordini al Gan di Taranto. Solo alle 3:20 gli viene comunicato che la motovedetta V5006 stava rientrando per condizioni meteo avverse</em>&#8220;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Processo strage migranti a Cutro, pescatori: &#8216;nessun soccorso in mare, solo morti&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-strage-migranti-cutro-pescatori-nessun-soccorso-in-mare-solo-morti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 07:30:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue in Tribunale a Crotone il processo sui presunti ritardi nei soccorsi alla barca carica di migranti naufragata a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023 provocando 94 vittime. &#8220;Non abbiamo mai visto arrivare soccorsi dal mare, in mare non c&#8217;era nessuno. Solo le persone morte&#8220;. Lo ha detto Paolo Cefaly uno dei pescatori che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue in Tribunale a Crotone il processo sui presunti ritardi nei soccorsi alla barca carica di migranti naufragata a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023 provocando 94 vittime. &#8220;<strong><em>Non abbiamo mai visto arrivare soccorsi dal mare, in mare non c&#8217;era nessuno. Solo le persone morte</em>&#8220;.</strong> Lo ha detto Paolo Cefaly uno dei pescatori che hanno assistito al naufragio del caicco &#8216;<em>Summer Love</em>&#8216;. Proprio i pescatori sono stati protagonisti dell&#8217;udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi alla barca. Nel procedimento sono indagati per omicidio e naufragio colposi quattro militari della Guardia di finanza e due della Capitaneria di porto.<br />
L&#8217;udienza di ieri si è concentrata sulle testimonianze oculari di chi per primo tentò di salvare i migranti e sulle perizie tecniche legate al funzionamento dei radar e alle cause dei decessi. Non hanno potuto invece partecipare tre donne afgane (<em>una superstite e due familiari di vittime</em>) che erano nell&#8217;elenco testimoni perché, ha detto l&#8217;avvocato Enrico Calabrese, il loro volo dalla Germania è stato cancellato per la carenza di carburanti causata dalla crisi Usa-Iran.  Rispondendo agli avvocati delle Ong costituitesi parte civile, Cefaly ha aggiunto: &#8220;<em>Ho sentito un boato quando la nave si è schiantata. Ho provato vero panico sentendo le urla, ma poi ho pensato che bisognava salvare le persone. Non ricordo gli orari, né quanto tempo ci hanno messo i soccorsi. Non me lo posso ricordare, cerco di dimenticare tutta quella storia. Abbiamo tirato fuori tanta gente morta. Tanta. Non ci siamo mai fermati&#8221;</em>.</p>
<p>Alle sue parole ha fatto eco l&#8217;altro pescatore presente sulla spiaggia di Steccato di Cutro, Ivan Paone: &#8220;<em>Non so dire quanto tempo è trascorso. Eravamo presi dalla foga di soccorrere. Le condizioni di visibilità erano pessime, c&#8217;era salsedine e mare forte. I primi ad arrivare sono stati i carabinieri, ma non so dire quanto tempo dopo il naufragio</em>&#8220;.</p>
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		<item>
		<title>Processo su naufragio migranti a Cutro: la Finanza sapeva che era un barcone fin dalla sera prima</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-su-naufragio-migranti-a-cutro-la-finanza-sapeva-che-era-un-barcone-fin-dalla-sera-prima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 19:30:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’informazione che su quella barca c&#8217;erano migranti, la Guardia di finanza la conosceva dalle 23.20 del 25 febbraio 2023. Lo conferma l’annotazione di una comunicazione proveniente dalla Centrale operativa nazionale della Guardia di finanza alle 23.20 che aveva indicato il caicco Summer Love come «natante con migranti». E’ quanto emerso questo pomeriggio durante la quarta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’informazione che su quella barca c&#8217;erano migranti, la Guardia di finanza la conosceva dalle 23.20 del 25 febbraio 2023. Lo conferma l’annotazione di una comunicazione proveniente dalla Centrale operativa nazionale della Guardia di finanza alle 23.20 che aveva indicato il caicco Summer Love come «natante con migranti». E’ quanto emerso questo pomeriggio durante la quarta udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi all’imbarcazione il cui naufragio a Steccato di Cutro (Crotone) il 26 febbraio 2023 ha causato 94 morti &#8211; 35 minori &#8211; e un numero imprecisato di dispersi. Processo per il quale sono imputati 4 militari della Guardia di finanza e due della Guardia costiera.</p>
<p>La notizia arriva da una risposta che il maggiore dei carabinieri, Nicola Roberto Cara, ha dato all’avvocato di parte civile, Francesco Verri, nel corso del controesame. Cara, poco prima, aveva concluso la lunga ricostruzione dell’indagine che ha condotto sui soccorsi al Summer Love. L’avvocato ha chiesto al maggiore dell’Arma se poteva leggere quanto annotato nel registro di sala del Roan di Vibo Valentia e da dove provenisse quel messaggio. L’ufficiale ha ribadito che si trattava di un &#8220;messaggio delle 23.20 scritto a penna dagli operatori di sala nel quale il Cenop comunicava l’avvistamento da parte di Eagle 1 (l&#8217;aereo di Frontex, ndr) di un natante con migranti».</p>
<p>Rispondendo alle altre domande il maggiore ha poi confermato la coincidenza tra questa annotazione e quanto contenuto in un messaggio inviato dal luogotenente Antonino Lopresti (imputato) sul gruppo whatsapp dell’Otc del Roan: «Lopresti scrive poco dopo &#8216;trattasi di natante con migrantì». L’annotazione, ha poi risposto l’ufficiale dei carabinieri, coincide anche con il messaggio che il tenente colonnello Alberto Lippolis (imputato) manda alle 23.33 ad un altro ufficiale nel quale scrive: «Sò migranti».</p>
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		<item>
		<title>Parenti delle vittime a imputati per naufragio migranti a Cutro, &#8220;chiedete almeno scusa&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/parenti-delle-vittime-a-imputati-per-naufragio-migranti-a-cutro-chiedete-almeno-scusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 19:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Chiedete almeno scusa&#8221;. È questa la richiesta dei familiari delle vittime della strage di Cutro ai sei imputati al processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love il cui naufragio ha causato 94 morti e decine di dispersi. La richiesta è stata fatta questo pomeriggio da Farzaneh Maliki, giovane afgana che ha perso due [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Chiedete almeno scusa&#8221;. È questa la richiesta dei familiari delle vittime della strage di Cutro ai sei imputati al processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love il cui naufragio ha causato 94 morti e decine di dispersi. La richiesta è stata fatta questo pomeriggio da Farzaneh Maliki, giovane afgana che ha perso due zii e tre cugini. Farzaneh è arrivata a Crotone dalla Germania grazie all&#8217;associazione Carovane Migranti insieme alla mamma Laila Temori ed alla sorella Fatima Maleki per partecipare alle commemorazioni del terzo anniversario della tragedia. Oggi, prima dell&#8217;inizio dell&#8217;udienza del processo ai sei militari di Guardia di finanza e Capitaneria di porto, ha letto una dichiarazione. &#8220;Siamo stanchi di tutta questa morte, sofferenza e ingiustizia. Siamo venuti in Europa &#8211; ha detto &#8211; in cerca di sicurezza e di una vita dignitosa, in Paesi che si definiscono culle della democrazia e dei diritti umani. Ma oggi assistiamo alla morte dei nostri cari in mare. Una morte che avrebbe potuto essere evitata. Una morte causata da negligenza e indifferenza&#8221;.</p>
<p>La donna ha elencato a voce alta i nomi delle persone sotto inchiesta, ribadendo che &#8220;secondo i rapporti, le persone che avevano responsabilità al momento dell&#8217;incidente non hanno fornito soccorso immediato. Chiediamo direttamente a queste persone e alle autorità competenti di rispondere delle loro azioni. Perché i soccorsi non sono arrivati? Perché la vita delle persone è stata ignorata? Non è stato un semplice incidente, ma il risultato di una grave irresponsabilità umana. Queste persone devono essere chiamate a rispondere davanti alla legge e affrontare le conseguenze delle loro azioni&#8221;.</p>
<p>La richiesta di giustizia si è spostata poi verso il governo per garantire trasparenza, ma anche per denunciare la burocrazia che impedisce a molti parenti di poter venire in Italia per piangere i propri morti. &#8220;Chiediamo a Giorgia Meloni &#8211; ha detto la donna &#8211; di sostenere la giustizia e di agire immediatamente per chiarire la verità. Chiediamo giustizia, trasparenza e rispetto per la vita umana. Nessuna vita dovrebbe essere sacrificata a causa dell&#8217;indifferenza. Siamo molto arrabbiati.  Avete distrutto la vita di molte famiglie. Avete tolto tante persone care alla gente. Dovete darci delle risposte&#8221;.<br />
&#8220;Da anni &#8211; ha detto Farzaneh Maliki &#8211; vi chiediamo di concedere i visti affinché i genitori che hanno perso i loro figli possano andare sulle loro tombe. Quando darete finalmente delle risposte? Volete che siano costretti di nuovo a rischiare la vita attraversando il mare?&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Strage migranti Cutro, giornalisti crotonesi contro divieto di riprese durante processo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strage-migranti-cutro-giornalisti-crotonesi-contro-divieto-di-riprese-durante-processo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 17:21:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e concordando pienamente pubblichiamo: &#8220;I sottoscritti giornalisti e operatori dell’informazione della provincia di Crotone esprimono profonda preoccupazione in merito all’ordinanza del Tribunale di Crotone che vieta le riprese televisive in aula durante le udienze del processo sui mancati soccorsi per il naufragio di Steccato di Cutro, emessa dal collegio giudicante presieduto dal giudice Alfonso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riceviamo e concordando pienamente pubblichiamo</strong>: <em>&#8220;I sottoscritti giornalisti e operatori dell’informazione della provincia di Crotone esprimono profonda preoccupazione in merito all’ordinanza del Tribunale di Crotone che vieta le riprese televisive in aula durante le udienze del processo sui mancati soccorsi per il naufragio di Steccato di Cutro, emessa dal collegio giudicante presieduto dal giudice Alfonso Scibona e composto dai giudici a latere Giuseppe Collazzo e Glauco Panattoni. Il provvedimento consente ai giornalisti il solo accesso ad immagini ed audio realizzati dal personale tecnico del Tribunale “previa specifica richiesta e autorizzazione”, e motiva la decisione ritenendo “indispensabile garantire il sereno e regolare svolgimento dell&#8217;istruttoria dibattimentale”.</em></p>
<p><em>Intanto ci chiediamo per quale motivo la presenza di telecamere accese minerebbe “il sereno e regolare svolgimento” del processo. Un processo di grande rilievo, anche internazionale, che proprio per questo merita un&#8217;informazione puntuale, corretta, imparziale e trasparente. Le modalità stabilite dal collegio non riteniamo siano sufficienti a garantire un&#8217;informazione di qualità. Il diritto di cronaca si compone, infatti, anche del racconto documentato e diretto di ciò che accade durante il processo, per restituire all’opinione pubblica una rappresentazione completa, indipendente e trasparente dei fatti, senza filtri o ritardi, all’insegna della pluralità dell’informazione. Il solo lavoro con le immagini fornite dal Tribunale non darebbe la possibilità di personalizzare i servizi giornalistici, per esempio raccontando storie o volti; appiattirebbe il racconto, e penalizzerebbe la qualità tecnica.</em></p>
<p><em>E poi in questo caso non sono neppure chiare le modalità di accesso al materiale eventualmente fornito dal Tribunale. La richiesta va effettuata per ciascuna seduta oppure una tantum? Singolarmente o collettivamente? E ancora, in che tempi e con quali modalità verrebbe fornito il materiale? Parliamo di udienze che potrebbero essere anche molto lunghe e articolate, dunque con tempi incompatibili con la messa in onda di telegiornali e trasmissioni. Per tutte le ragioni sopra esposte, chiediamo al collegio giudicante di rivedere la propria posizione per permettere a giornalisti e operatori dell’informazione di svolgere il loro lavoro nel rispetto delle regole, con strumenti adeguati ed in condizioni di parità rispetto ad altri procedimenti di analogo rilievo pubblico&#8221;.</em></p>
<p><strong>Firmatari</strong></p>
<p>Francesca Travierso, Francesca Caiazzo, Giuseppe Laratta, Bruno Palermo, Nadine Solano, Vincenzo Montalcini, Giuseppe Pipita, Laura Leonardi, Giusy Regalino, Vincenzo Saporito, Antonella Marazziti, Aurelia Parente, Francesco Latella, Gabriella Cantafio, Tiziana Selvaggi, Emilio Genovese, Gaetano Megna, Claudia Berlingeri, Maria Dora De Caria, Luigi Saporito, Giuliano Carella, Procolo Guida, Antonino D&#8217;Urso, Massimo Carlozzo, Giacinto Carvelli, Maria Rosaria Paluccio, Salvatore Audia, Piero De Santo, Francesco Pedace, Antonio Gaetano, Luigi Abbramo, Antonio Morello, Dionigi De Pietro, Maria Rosaria De Pietro, Donatella De Pietro, Donato De Pietro, Cristiana De Pietro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/strage-migranti-cutro-giornalisti-crotonesi-contro-divieto-di-riprese-durante-processo/">Strage migranti Cutro, giornalisti crotonesi contro divieto di riprese durante processo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Strage migranti a Cutro, familiari e superstiti del naufragio: &#8220;Siamo stati lasciati da soli&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strage-migranti-a-cutro-familiari-e-superstiti-del-naufragio-siamo-stati-lasciati-da-soli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 14:07:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;È difficile vivere senza giustizia. È difficile sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari che sono arrivati morti sulle vostre coste&#8221;. Alla vigilia dell’avvio del processo per il naufragio di Steccato di Cutro arriva la denuncia dei familiari delle vittime e dei superstiti. La lettera firmata dai familiari delle vittime e dai sopravvissuti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;È difficile vivere senza giustizia. È difficile sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari che sono arrivati morti sulle vostre coste&#8221;. Alla vigilia dell’avvio del processo per il naufragio di Steccato di Cutro arriva la denuncia dei familiari delle vittime e dei superstiti. La lettera firmata dai familiari delle vittime e dai sopravvissuti del naufragio di Cutro nel quale sono morte 94 persone &#8211; 35 delle quali minorenni, alcuni di pochi mesi &#8211; e un numero imprecisato di dispersi, è stata diffusa attraverso il collettivo &#8220;Carovane Migranti&#8221; alla vigilia della prima udienza del processo penale che vede imputati quattro militari della Guardia di finanza e due della Capitaneria di porto per i reati di naufragio colposo ed omicidio colposo plurimo. Il processo, però, sarà subito rinviato. A causa di motivi tecnici legati al cambio del collegio giudicante, l’udienza prevista per domani, 14 gennaio, non prevede l’avvio dell’istruttoria ma servirà solo per fissare una nuova data del dibattimento. Chi ha vissuto in prima persona la tragedia avvenuta il 26 febbraio 2023 adesso denuncia il mancato rispetto degli impegni presi dal governo soprattutto sul fronte dei ricongiungimenti. E’ difficile, scrivono superstiti e familiari delle vittime &#8220;vivere giorno per giorno nella speranza che non accada ad altri; vivere nella paura che altri membri delle nostre famiglie &#8211; bambini, padri, madri, nonni &#8211; non siano costretti ad attraversare il mare per piangere sulle tombe dei propri cari&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci fa più male di tutto &#8211; è scritto nella lettera &#8211; la sensazione che vi siate dimenticati di noi. Passa un anno, poi due e già si avvicina un’altra commemorazione. Alle promesse del vostro primo ministro non sono seguiti fatti concreti. I ricongiungimenti familiari in cui abbiamo creduto e che abbiamo sperato non si sono realizzati. Nessuna delle altre promesse che i politici ci hanno fatto in questi anni è stata mantenuta&#8221;.</p>
<p>&#8220;Con le unghie e con i denti &#8211; scrivono &#8211; con l’amore per la verità, faremo in modo di tornare a Roma nei luoghi delle promesse infrante. Torneremo nel vostro Paese per guardarvi negli occhi e chiedervi: perché vi siete dimenticati di noi?». L’obiettivo è il prossimo anniversario della strage: «Vogliamo tornare il prossimo febbraio e non sentirci soli nella notte di Steccato di Cutro, in balia di un mare di promesse e lacrime che, ormai per il terzo anno consecutivo, non porteranno a nulla&#8221;.</p>
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		<title>Strage migranti Cutro, diverse Ong (SAR) parti civili per prima udienza processo penale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 14:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) che lo scorso anno si era costituita parte civile, sarà formalmente parte nel processo penale sul naufragio di Cutro, la cui prima udienza è fissata per il 14 gennaio a Crotone. &#8220;Da tempo &#8211; si legge in una nota -le ONG mirano ad ottenere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Una coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) che lo scorso anno si era costituita parte civile, sarà formalmente parte nel processo penale sul naufragio di Cutro, la cui prima udienza è fissata per il 14 gennaio a Crotone. &#8220;Da tempo &#8211; si legge in una nota -le ONG mirano ad ottenere verità e giustizia per la catena di eventi, decisioni ed omissioni che hanno portato a uno dei più tragici naufragi della storia italiana: quello avvenuto al largo di Steccato di Cutro nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, quando un&#8217;imbarcazione è affondata provocando la morte di almeno 94 persone e un numero imprecisato di dispersi. Di tutte le persone che erano a bordo solo 80 sono sopravvissute.  Nel processo sono accusati di naufragio colposo e di omicidio colposo plurimo sei ufficiali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Come la tempestività è fondamentale nei soccorsi, così i ritardi nell&#8217;attivare interventi di salvataggio non sono un semplice incidente ma una negligenza da sanzionare&#8221; </em> commentano le ONG. In questo caso specifico, le autorità italiane hanno prima dato priorità all&#8217;operazione di polizia e poi ignorato il loro dovere di soccorso; come noto, quella gestione ha avuto conseguenze drammatiche. &#8220;Le organizzazioni SAR attive nel Mediterraneo &#8211; si legge ancora &#8211; hanno ampiamente documentato come i ritardi nell&#8217;avvio di operazioni di soccorso abbiano portato a tante evitabili stragi. Pertanto il giudizio non può fermarsi ai funzionari di grado inferiore e ogni decisione, anche quelle delle autorità superiori, deve essere presa in considerazione risalendo la catena di comando&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Il diritto internazionale, la tutela della vita e il dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare devono essere la priorità e vanno rispettati sempre. È inaccettabile che le persone continuino ad annegare nel Mediterraneo e non si deve più consentire che i responsabili, a tutti i livelli, di questo come di altri naufragi restino impuniti</em>&#8221; – dichiarano ancora le ONG. <strong>EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE </strong>si sono costituite parte civile per chiedere giustizia e supportare le famiglie delle vittime nella loro richiesta di giustizia. Alla prima udienza che si terrà il prossimo 14 gennaio presso il Tribunale di Crotone saranno presenti rappresentanti di tutte le ONG, che, nel corso del processo, saranno ascoltati insieme ai consulenti tecnici individuati nelle liste testi delle Organizzazioni. Sarà presente anche <strong>Amnesty International Italia</strong> in qualità di osservatore.</p>
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		<title>Strage migranti a Cutro, rinviati a giudizio quattro finanzieri e due operatori della Guardia costiera</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strage-migranti-a-cutro-rinviati-a-giudizio-quattro-finanzieri-e-due-operatori-della-guardia-costiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 18:06:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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		<category><![CDATA[militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro militari della Guardia di finanza e due della Guardia costiera sono stati rinviati a giudizio al Gup di Crotone, Elisa Marchetto, a conclusione dell&#8217;udienza preliminare nel procedimento giudiziario scaturito dall&#8217;inchiesta sul naufragio del barcone a Steccato di Cutro, in cui, la notte del 26 febbraio del 2023, morirono 94 migranti, 35 dei quali minori. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro militari della Guardia di finanza e due della Guardia costiera sono stati rinviati a giudizio al Gup di Crotone, Elisa Marchetto, a conclusione dell&#8217;udienza preliminare nel procedimento giudiziario scaturito dall&#8217;inchiesta sul naufragio del barcone a Steccato di Cutro, in cui, la notte del 26 febbraio del 2023, morirono 94 migranti, 35 dei quali minori.</p>
<p>Ai sei militari vengono contestati i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo in relazione alla mancata attivazione, la notte del naufragio, del Sar, il Piano per la ricerca ed il salvataggio in mare. I militari per i quali il gup ha deciso il rinvio a giudizio sono i finanzieri Giuseppe Grillo, 56 anni, capo turno della sala operativa del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia; Alberto Lippolis (50), comandante del Roan; Antonino Lopresti (51), ufficiale in comando tattico e Nicolino Vardaro (52), comandante del Gruppo aeronavale di Taranto, e gli appartenenti al Corpo delle Capitanerie di porto Francesca Perfido (40), ufficiale di ispezione in servizio a Roma, e Nicola Nania (51), che era di turno nel Comando regionale della Capitaneria di porto di Reggio Calabria la notte del naufragio.</p>
<p>Dalle indagini sarebbe emersa una catena di negligenze e sottovalutazioni, aggravata da carenze strumentali e inefficienze operative. Fondamentale, secondo gli inquirenti, è stata anche la mancanza di coordinamento tra Guardia di Finanza e Guardia Costiera. Le autorità si sarebbero attenute rigidamente alla distinzione tra intervento di polizia e intervento di soccorso, non attivando tempestivamente nessuna delle due azioni, violando così l’obbligo primario di tutelare la vita umana in mare. Il Giudice per l&#8217;udienza preliminare, nel disporre il rinvio a giudizio, ha accolto la richiesta che era stata avanzata dal pubblico ministero, Pasquale Festa. L&#8217;inizio del processo, davanti al Tribunale di Crotone, é stato fissato per il 14 gennaio.</p>
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		<title>Onda di solidarietà per Anas e la sorellina Teyssir Zouabi: superato l&#8217;obiettivo della raccolta fondi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 07:05:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Anas Zouabi]]></category>
		<category><![CDATA[bimbo]]></category>
		<category><![CDATA[fondi]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie alla straordinaria generosità della comunità lametina, delle associazioni, degli enti del terzo settore e delle Istituzioni che hanno sostenuto l&#8217;iniziativa, la campagna di raccolta fondi lanciata sulla piattaforma BuonaCausa.org &#8220;Aiutiamo la famiglia di Anas e la sua sorellina&#8221; ha superato ogni aspettativa. In anticipo rispetto ai tempi previsti, è stata raccolta la somma di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla straordinaria generosità della comunità lametina, delle associazioni, degli enti del terzo settore e delle Istituzioni che hanno sostenuto l&#8217;iniziativa, la campagna di raccolta fondi lanciata sulla piattaforma BuonaCausa.org &#8220;Aiutiamo la famiglia di Anas e la sua sorellina&#8221; ha superato ogni aspettativa. In anticipo rispetto ai tempi previsti, è stata raccolta la somma di 4.000 € che ci si era dati come obiettivo. La campagna di raccolta fondi è stata promossa da Fondazione Trame ETS, Agesci zona del Reventino, Ala Antiracket Lamezia, Arci, ARN &#8211; Associazione per la Ricerca Neurogenetica, Avis Lamezia Terme, Caritas Diocesana, Comunità Musulmana di Lamezia Terme, Comunità Progetto Sud, Icica, Legambiente, Lucky Friends, Masci, Non una di meno, Pax Christi, Rotary Club, Sistema Bibliotecario Lametino, Soroptimist, Una, I Vacantusi, Mem.Med Memoria Mediterranea, Gruppo Minori 78, che hanno lavorato per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica e raccogliere il supporto necessario. </p>
<p>&#8220;<em>La risposta &#8211; si legge in una nota &#8211; è stata straordinaria. I fondi saranno ora consegnati ai nonni di Teyssir e Anas Zouabi, tutori legali della piccola, unica superstite della sua famiglia, tragicamente colpita dal naufragio in cui hanno perso la vita il padre e il fratellino. Teyssir, che vive in Tunisia, potrà ora avere un piccolo supporto per affrontare le sfide che la attendono.<br />
La somma raccolta sarà destinata a garantire il suo accesso all&#8217;assistenza sanitaria, all&#8217;istruzione e a tutti i bisogni essenziali necessari per il suo benessere e la sua crescita.</p>
<p>La comunità lametina e tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta fondi hanno dato una dimostrazione concreta di umanità e altruismo, offrendo a Teyssir non solo un aiuto materiale, ma manifestandole vicinanza e solidarietà. Lo avevano già fatto ad agosto con la cerimonia pubblica in piazza Mazzini porgendo l&#8217;ultimo saluto alla piccola salama di Anas prima del rientro in Tunisia. Nei prossimi giorni, definiti gli aspetti burocratici indispensabili, con tutte le realtà che hanno preso parte all&#8217;iniziativa sarà programmato un incontro per definire gli aspetti organizzativi&#8221;</em>.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="gs7UfhXhjZ"><p><a href="https://www.calabrianews.it/si-chiamava-anas-il-bimbo-di-6-anni-recuperato-nel-mare-di-lamezia-terme-lo-scorso-aprile/">Si chiamava Anàs il bimbo di 6 anni recuperato nel mare di Lamezia Terme lo scorso aprile</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Si chiamava Anàs il bimbo di 6 anni recuperato nel mare di Lamezia Terme lo scorso aprile&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/si-chiamava-anas-il-bimbo-di-6-anni-recuperato-nel-mare-di-lamezia-terme-lo-scorso-aprile/embed/#?secret=fhshd0zEiD#?secret=gs7UfhXhjZ" data-secret="gs7UfhXhjZ" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/onda-di-solidarieta-per-anas-e-la-sorellina-teyssir-zouabi-superato-lobiettivo-della-raccolta-fondi/">Onda di solidarietà per Anas e la sorellina Teyssir Zouabi: superato l&#8217;obiettivo della raccolta fondi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Lampedusa, bambina di 10 anni salvata in mezzo al mare: gli altri migranti sulla barca sono morti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lampedusa-bambina-di-10-anni-salvata-in-mezzo-al-mare-gli-altri-migranti-sulla-barca-sono-morti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 08:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[bambina]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una bambina di circa 10 anni, originaria della Sierra Leone, è stata soccorsa nella notte in mezzo al mare al largo delle coste di Lampedusa: la bambina si trovava a circa dieci miglia dalla cittadina siciliana. È stata soccorsa alle 3.20 dal veliero della ong Trotamar III. Indossava un giubbotto di salvataggio e si era [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lampedusa-bambina-di-10-anni-salvata-in-mezzo-al-mare-gli-altri-migranti-sulla-barca-sono-morti/">Lampedusa, bambina di 10 anni salvata in mezzo al mare: gli altri migranti sulla barca sono morti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una bambina di circa 10 anni, originaria della Sierra Leone, è stata soccorsa nella notte in mezzo al mare al largo delle coste di Lampedusa: la bambina si trovava a circa dieci miglia dalla cittadina siciliana. È stata soccorsa alle 3.20 dal veliero della ong Trotamar III. </p>
<p>Indossava un giubbotto di salvataggio e si era aggrappata a una tavola di legno. La bambina sarebbe l’unica sopravvissuta di un naufragio avvenuto nelle scorse ore: gli altri migranti (<em>45, stando al racconto della bambina, partiti da Sfax in Tunisia</em>) che viaggiavano con lei sarebbero tutti annegati dopo che la barca su cui viaggiavano è stata colpita da una tempesta. </p>
<p>Dopo il salvataggio, la bambina è arrivata a Lampedusa alle 6.</p>
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