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	<title>nascite Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Oct 2025 07:36:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Nascite ancora in calo in Italia. In Calabria numeri negativi: -8,4% nel 2024 rispetto al 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 07:36:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua la diminuzione delle nascite: nel 2024 sono state 369.944, in calo del 2,6% sull&#8217;anno precedente (una contrazione di quasi 10mila unità). Trend negativo anche nel 2025: in base ai dati provvisori relativi a gennaio-luglio, le nascite sono circa 13mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 (-6,3%). Lo rende noto l’Istat. Il numero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la diminuzione delle nascite: nel 2024 sono state 369.944, in calo del 2,6% sull&#8217;anno precedente (una contrazione di quasi 10mila unità). Trend negativo anche nel 2025: in base ai dati provvisori relativi a gennaio-luglio, le nascite sono circa 13mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 (-6,3%). Lo rende noto l’Istat. Il numero medio di figli per donna raggiunge il minimo storico: nel 2024 si attesta a 1,18, in flessione sul 2023 (1,20). La stima provvisoria relativa ai primi 7 mesi del 2025 evidenzia una fecondità pari a 1,13. Secondo il rapporto dell’Istat su &#8220;Natalità e fecondità della popolazione residente&#8221; nel 2024 i nati residenti in Italia sono 369.944, quasi 10mila in meno rispetto al 2023. La variazione relativa sull&#8217;anno precedente (-2,6%) è in linea con la variazione percentuale media annua registrata dal 2008 al 2023 (-2,7%). Il tasso di natalità nel 2024 è pari a 6,3 per mille residenti (era 9,7 per mille nel 2008).<br />
L’andamento decrescente delle nascite prosegue senza soste dal 2008, anno nel quale si è registrato il numero massimo di nati vivi degli anni duemila (oltre 576mila). Da allora la perdita complessiva è stata di quasi 207mila nascite (-35,8%).</p>
<p>Il dato nelle regioni<br />
Nel trend che conferma la denatalità nel nostro Paese, l’Abruzzo è la regione con meno nati (-10,2%) seguita dalla Sardegna (-10,1%). Ma ci sono 3 eccezioni che registrano invece un aumento: la Valle d’Aosta (+5,5%) e le Province autonome di Bolzano (+1,9%) e di Trento (+0,6%).  A livello sub-nazionale, secondo i dati provvisori riferiti al periodo gennaio-luglio 2025, le ripartizioni nelle quali si osserva la diminuzione maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sono il Centro (-7,8%) e il Mezzogiorno (-7,2%); segue il Nord (-5,0%).<br />
Le regioni che hanno registrato il calo più intenso sono l’Abruzzo (-10,2%) e la Sardegna (-10,1%). In entrambe, nello stesso periodo dell’anno, la diminuzione del 2024 sul 2023 era stata decisamente meno intensa (rispettivamente, -1,0% e -0,1%). Tra le altre regioni che presentano una diminuzione del numero delle nascite, si rilevano l’Umbria (-9,6%), il Lazio (-9,4%) e la <strong>Calabria (-8,4%)</strong>.<br />
Le diminuzioni meno intense si sono osservate in Basilicata (-0,9%), nelle Marche e in Lombardia (rispettivamente -1,6% e -3,9%). Le sole regioni a registrare un aumento sono, secondo i dati provvisori, la Valle d’Aosta/Vallèe d’Aoste (+5,5%) e le Province autonome di Bolzano/Bozen (+1,9%) e di Trento (+0,6%). Nel 2024, nei primi sette mesi dell’anno, le stesse regioni avevano invece registrato un decremento delle nascite rispetto al 2023 (-7,5% la Valle d’Aosta/ Vallèe d’Aoste, -3,7% la Provincia autonoma di Bolzano/Bozen e -1,6% quella di Trento).</p>
<p>Il calo delle nascite, oltre a dipendere dalla bassa propensione ad avere figli (1,18 figli in media per donna nel 2024), è causato dalla riduzione nel numero dei potenziali genitori, appartenenti alle sempre più esigue generazioni nate a partire dalla metà degli anni Settanta, quando la fecondità cominciò a diminuire, scendendo da oltre 2 figli in media per donna al valore di 1,19 del 1995.<br />
Nel 2024 continuano a diminuire sia i primi figli sia i figli di ordine successivo al primo. I primogeniti sono pari a 181.487 unità, in calo del 2,7% rispetto al 2023. I secondi figli (133.869) diminuiscono del 2,9% mentre quelli di ordine successivo dell’1,5%.<br />
La diminuzione dei primi figli riguarda tutte le aree del Paese, con una riduzione minore nel Centro-Nord (-1,8% per il Nord, -2,0% per Centro) e un calo più intenso nel Mezzogiorno (-4,3%). Anche la diminuzione dei figli di ordine successivo al primo interessa in misura maggiore il Mezzogiorno: -4,3% contro -1,7 del Centro e -1,4% del Nord (-2,5% la media Italia). Persistono, quindi, le difficoltà tanto ad avere il primo figlio quanto a passare dal primo al secondo.<br />
I fattori che contribuiscono alla contrazione della natalità sono molteplici: l’allungarsi dei tempi di formazione, le condizioni di precarietà del lavoro giovanile e la difficoltà di accedere al mercato delle abitazioni, che tendono a posticipare l’uscita dal nucleo familiare di origine, a cui si può affiancare la scelta di rinunciare alla genitorialità o di posticiparla.<br />
La diminuzione dei nati è quasi completamente attribuibile al calo delle nascite da coppie di genitori entrambi italiani, che costituiscono oltre i tre quarti delle nascite totali (78,2%). Infatti, a fronte di un calo complessivo delle nascite di 9.946 unità, i nati da genitori italiani, pari a 289.183 nel 2024, sono diminuiti di 9.765 unità rispetto al 2023 (-3,3%). Le nascite da coppie in cui almeno uno dei genitori è straniero sono invece 80.761 (21,8%), sostanzialmente stabili rispetto al 2023, quando sono state 80.942 (-0,2%). Tra queste, la diminuzione registrata sui nati da genitori entrambi stranieri, pari al -1,7%, viene compensata dall’aumento dei nati in coppia mista (+2,3%).<br />
La denatalità, sottolinea l’Istat, prosegue nel 2025: secondo i dati provvisori riferiti al periodo gennaio-luglio, le nascite sono pari a 197.956, in diminuzione di circa 13mila unità (-6,3%) rispetto allo stesso periodo del 2024 (211.250 nati) (Prospetto 1). Il tasso di natalità, che nello stesso periodo del 2024 si attestava al 3,6 per mille, nel 2025 è pari al 3,4 per mille.<br />
Dal 2008, ovvero dall’inizio del progressivo calo della natalità, una diminuzione della stessa entità, nei primi sette mesi dell’anno, si è già verificata nel 2013 (con 13mila nati in meno sul 2012, per una variazione del -4,3%), nel 2016 (-17mila nati e -6,2% sull&#8217;anno precedente) e nel 2019 (-13mila nati sul 2018 e un calo percentuale del 5,1%).</p>
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		<item>
		<title>Istat, nel 2024 nascite in calo in Calabria: 4,5% in meno, età media partorienti è 32,4 anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/istat-nel-2024-nascite-in-calo-in-calabria-45-in-meno-eta-media-partorienti-e-324-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 07:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dagli indicatori demografici dell&#8217;Istat le nascite sono in calo anche in Calabria nel 2024. Il tasso di natalità nella regione è stato del 6,9 mentre quello di mortalità dell&#8217;11,3. Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, è quindi negativo, -4,4. I nati in Calabria nel 2024 sono stati 12.700, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/istat-nel-2024-nascite-in-calo-in-calabria-45-in-meno-eta-media-partorienti-e-324-anni/">Istat, nel 2024 nascite in calo in Calabria: 4,5% in meno, età media partorienti è 32,4 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dagli indicatori demografici dell&#8217;Istat le nascite sono in calo anche in Calabria nel 2024. Il tasso di natalità nella regione è stato del 6,9 mentre quello di mortalità dell&#8217;11,3. Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, è quindi negativo, -4,4. I nati in Calabria nel 2024 sono stati 12.700, il 4,5% in meno rispetto all&#8217;anno precedente. In calo anche il numero medio di figli per donna, stimato dall&#8217;Istat per il 2024 in 1,25 contro l&#8217;1,28 del 2022 e 2023, mentre l&#8217;età media delle partorienti è di 32,4 anni, simile in quasi tutte le province con l&#8217;eccezione di Crotone dove è lievemente più bassa, 31,4.</p>
<p>Crotone e Reggio Calabria sono tra le province italiane dove si registra il più alto numero medio di figli per donna con, rispettivamente, 1,36 e 1,34. La prima è la Provincia Autonoma di Bolzano con 1,51 contro. Tra le altre province calabresi, la media del numero dei figli per donna è Cosenza 1,15, Catanzaro 1,19, Vibo Valentia 1,32. A livello provinciale, il calo più marcato nelle nascite rispetto all&#8217;anno precedente viene registrato nel cosentino con -6,9 seguita da Reggio Calabri (-4,7) e Catanzaro (-3,9). Più ridotto il calo nella provincia di Crotone (-1,4) mentre è in controtendenza Vibo Valentia che registra un +0,8 delle nascite sul 2023.</p>
<p>La popolazione residente in Calabria al 1 gennaio 2025, dai dati Istat, è di di circa un milione e 800 mila con 1 milione e 725 mila circa di nazionalità italiana e 106 mila di nazionalista straniera, con una variazione negativa di 3,5 per mille. Il 12,5% dei residenti è compreso nella fascia di età 0-14, il 63,1 tra 15 e 64 anni, e il 24,4 oltre i 65 anni. L&#8217;età media è di 46,2. La speranza di vita tra i calabresi, secondi i dati Istat, è di 80,1 anni per gli uomini (con +0,4) e 84,7 per le donne (+0,5). I decessi nel 2024 sono stati oltre 20mila, con un calo del 5,8% rispetto al 2023.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/istat-nel-2024-nascite-in-calo-in-calabria-45-in-meno-eta-media-partorienti-e-324-anni/">Istat, nel 2024 nascite in calo in Calabria: 4,5% in meno, età media partorienti è 32,4 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;Italia secondo l&#8217;Istat: lavoratori dipendenti nuovi poveri, minimo storico nascite nel 2023</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/litalia-secondo-listat-lavoratori-dipendenti-nuovi-poveri-minimo-storico-nascite-nel-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 10:41:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8221;Il 2023 ha fatto registrare l’ennesimo minimo storico in termini di nascite. Nonostante una riduzione dell’8 per cento dei decessi rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione resta fortemente negativo. Negli ultimi anni si è, inoltre, ridotto l’effetto positivo che la popolazione straniera ha esercitato sulle nascite a partire dai primi anni Duemila&#8221;. La diminuzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/litalia-secondo-listat-lavoratori-dipendenti-nuovi-poveri-minimo-storico-nascite-nel-2023/">L&#8217;Italia secondo l&#8217;Istat: lavoratori dipendenti nuovi poveri, minimo storico nascite nel 2023</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="art-text">&#8221;Il <span id="U11441750002NdB">2023 ha fatto registrare l’ennesimo minimo storico in termini di nascite</span>. Nonostante una riduzione dell’8 per cento dei decessi rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione resta fortemente negativo. Negli ultimi anni si è, inoltre, ridotto l’effetto positivo che la popolazione straniera ha esercitato sulle nascite a partire dai primi anni Duemila&#8221;. La diminuzione delle nascite è legata a quello della fecondità: il numero medio di figli per donna scende da 1,24 nel 2022 a 1,20 nel 2023, avvicinandosi al minimo storico di 1,19 figli registrato nel 1995. La fecondità delle italiane è pari a 1,18 figli in media per donna (2022), stesso valore dell’anno precedente; quello delle straniere arriva a 1,86 (era 1,87 nel 2021). L&#8217;Istituto osserva che gli attuali giovani &#8220;hanno transizioni sempre più protratte verso l’età adulta&#8221;. Nel 2022, il 67,4 per cento dei 18-34enni vive in famiglia (59,7 per cento nel 2002), con valori intorno al 75 per cento in Campania e Puglia. Si posticipano anche la nuzialità e la procreazione. Nel 2022, l’età media al (primo) matrimonio è di 36,5 anni per lo sposo (31,7 nel 2002) e 33,6 per la sposa (28,9 nel 2002); quella della prima procreazione per le donne è salita a 31,6 anni, contro 29,7 nel 2002. <span id="U11441750002ks">In Italia mancano 200.000 bambini perché 30 anni fa non sono nati i potenziali &#8216;genitori&#8217;</span>. &#8221;Il consistente calo delle nascite degli anni più recenti ha radici profonde, ed è dovuto alle scelte di genitorialità (meno figli e sempre più tardi) da parte delle coppie italiane di oggi e di quelle di ieri&#8221;, rileva ancora l&#8217;Istat spiegando che la decisione di fare meno figli, 30 anni fa, oggi ha portato a un minor numero di potenziali genitori. A questo si aggiunge ovviamente le scelte delle famiglie di oggi, in linea con quelle di ieri. Inoltre, negli ultimi anni si è ridotto anche il contributo alle nascite da parte dei cittadini stranieri, che aveva prodotto una ripresa della natalità a partire dai primi anni Duemila.</p>
<h2 id="lavoratori-dipendenti-i-nuovi-poveri-40">Lavoratori dipendenti i nuovi poveri</h2>
<p class="art-text">Nel 2023 peggiorano gli indicatori di povertà assoluta, che ha colpito il 9,8% degli individui e l&#8217;8,5% delle famiglie. &#8221;Si raggiungono così livelli mai toccati negli ultimi 10 anni, per un totale di 2 milioni 235 mila famiglie e di 5 milioni 752 mila individui in povertà&#8221;. &#8221;L’incremento di povertà assoluta ha riguardato principalmente le fasce di popolazione in età lavorativa e i loro figli. Il reddito da lavoro, in particolare quello da lavoro dipendente, ha visto affievolirsi la sua capacità di proteggere individui e famiglie dal disagio economico&#8221;. Gli indicatori di povertà negli ultimi 10 anni mostrano una &#8221;convergenza territoriale tra le ripartizioni, ma verso una situazione di peggioramento&#8221;, aggiunge l&#8217;Istituto. Nell’arco del decennio considerato, l’incidenza della povertà assoluta a livello familiare è salita dal 6,2 all’8,5 per cento, e quella individuale dal 6,9 al 9,8 per cento. Rispetto al 2014 sono aumentate di 683 mila unità le famiglie in povertà (erano 1 milione e 552 mila) e di circa 1,6 milioni gli individui in povertà (erano 4 milioni e 149 mila). L’incidenza di povertà assoluta familiare è più bassa nel Centro (6,8 per cento) e nel Nord (8,0 per cento sia il Nord-ovest sia il Nord-est), e più alta nel Sud (10,2 per cento) e nelle Isole (10,3 per cento). Lo stesso accade per l’incidenza individuale: 8,0 per cento nel Centro, 8,7 nel Nord-est, 9,2 nel Nord-ovest e 12,1 per cento sia nel Sud sia nelle Isole. Tra il 2014 e il 2023, l’incidenza familiare aumenta molto nel Nord (nel Nord-ovest, dal 4,6 all’8 per cento; nel Nord-est, dal 3,6 all’8 per cento), sale in maniera più moderata nel Centro (dal 5,5 al 6,8 per cento) e nel Sud (dal 9,1 al 10,2 per cento) e rimane pressoché stabile nelle Isole (dal 10,6 al 10,3 per cento). L’incidenza individuale sale nel Nord-ovest dal 5,9 al 9,2 per cento; nel Nord-est da 4,5 a 8,7; nel Centro da 5,7 a 8,0; nel Sud da 8,9 a 12,1 e nelle Isole da 11,8 a 12,1. Tra il 2014 e il 2023 si registra quindi una convergenza territoriale tra le ripartizioni, ma verso una situazione di peggioramento. Si dimezza, infatti, lo scarto massimo tra le incidenze massime e minime.</p>
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<div id="google_ads_iframe_/5966054,21738307588/Adnkronos/Adnkronos_intext_2__container__"><span style="color: var(--td_text_color, #111111); font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">Con Reddito cittadinanza &#8216;salvate&#8217; più di 400.000 famiglie</span></div>
</div>
</div>
<p class="art-text">Tra il 2020 e il 2022 l’erogazione del Reddito di cittadinanza ha permesso di uscire dalla povertà a 404 mila famiglie nel 2020, 484 mila nel 2021 e 451 mila nel 2022. Per quanto riguarda gli individui, l’uscita dalla povertà ha riguardato 876 mila persone nel 2020 e oltre un milione nel 2021 e nel 2022. Senza il rdc, l’incidenza di povertà assoluta familiare nel 2022 sarebbe stata superiore di 3,8 e 3,9 punti percentuali rispettivamente nel Sud e nelle Isole. Tra le famiglie in affitto, l’incidenza di povertà sarebbe stata 5 punti percentuali superiore. Tra le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione, l’incidenza avrebbe raggiunto il 36,2 per cento nel 2022, 13,8 punti percentuali in più. L’erogazione del Rdc ha portato il poverty gap a una riduzione da 9,1 a 5,2 miliardi nel 2020, da 9,5 a 5,2 miliardi nel 2021, e da 9,8 a 6,2 miliardi nel 2022.</p>
<h2 id="i-giovani-italiani-73">I giovani italiani</h2>
<p class="art-text">I giovani, tra 16 e 24 anni, negli ultimi 20 anni hanno ridotto il consumo di bevande alcoliche e l&#8217;abitudine al fumo ma aumenta l&#8217;eccesso di peso. Secondo il rapporto annuale dell&#8217;Istat l’eccesso di peso è passato dal 10,6 per cento del 2003 al 15,6 per cento del 2023, con un incremento più marcato a partire dal 2017. Tra il 2003 e il 2023 si riduce tra i giovani il consumo giornaliero di bevande alcoliche (dall’11,2 per cento al 4,8 per cento) ma si osserva l’aumento del consumo occasionale (dal 56,3 per cento al 59,1 per cento) e di quello fuori pasto (dal 35,5 per cento al 39,7 per cento). Anche l’abitudine al fumo si riduce tra i 16 e i 24 anni (dal 24,2 per cento del 2003 al 19,9 per cento del 2023), ma si registra un incremento di nuove tipologie di consumo di tabacco e nicotina. La sigaretta elettronica è passata dallo 0,8 per cento del 2014 all’8,6 per cento nel 2023. Il tabacco riscaldato non bruciato, monitorato a partire dal 2021, è passato dal 4,6 per cento all’8,4 per cento. Negli ultimi venti anni aumenta la pratica sportiva tra i giovani (dal 54,2 per cento del 2003 al 57,7 per cento del 2023). Parallelamente, si è osservato un lieve aumento dell’attività fisica (dal 18,7 per cento al 20,6 per cento). Queste dinamiche si riflettono in una riduzione della sedentarietà tra i giovani (dal 26,6 per cento del 2003 al 21,7 del 2023). Nel 2023 oltre la metà dei giovani di 16-24 anni esprime un voto tra 8 e 10 per la propria vita. Le dimensioni con i livelli di soddisfazione più elevata sono il tempo libero e la salute, ambiti in cui è massima la differenza con il resto della popolazione. Quanto alla soddisfazione economica, nel 2023 4 ragazzi su 10 di 16-24 anni si dichiarano poco o per niente soddisfatti.</p>
<p>(<strong>Adnkronos</strong>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/litalia-secondo-listat-lavoratori-dipendenti-nuovi-poveri-minimo-storico-nascite-nel-2023/">L&#8217;Italia secondo l&#8217;Istat: lavoratori dipendenti nuovi poveri, minimo storico nascite nel 2023</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Calabria meno popolata: meno nascite, molta emigrazione e più stranieri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/calabria-meno-popolata-meno-nascite-molta-emigrazione-e-piu-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Mar 2024 16:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Aiello]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[nascite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=243621</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati pubblicati dall’ISTAT sugli Indicatori Demografici del 2023 forniscono nuovi ed interessanti elementi di valutazione sulla dinamica della popolazione italiana che nel corso del 2023 ha abbattuto la soglia psicologica dei 59 milioni di residenti. Infatti, l’ISTAT stima che all’1 gennaio 2024 la popolazione si attesta a 58.990.000 residenti, registrando una diminuzione di 7.000 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/calabria-meno-popolata-meno-nascite-molta-emigrazione-e-piu-stranieri/">Calabria meno popolata: meno nascite, molta emigrazione e più stranieri</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati pubblicati dall’ISTAT sugli Indicatori Demografici del 2023 forniscono nuovi ed interessanti elementi di valutazione sulla dinamica della popolazione italiana che nel corso del 2023 ha abbattuto la soglia psicologica dei 59 milioni di residenti. Infatti, l’ISTAT stima che all’1 gennaio 2024 la popolazione si attesta a 58.990.000 residenti, registrando una diminuzione di 7.000 persone rispetto all’anno precedente. Questo dato conferma il persistente trend negativo iniziato nel 2014, con un tasso di decrescita annuale pari a -2.8 per mille.</p>
<p>Nel corso del 2023, <strong>le nascite in Calabria</strong> hanno registrato una diminuzione dell’1.5%, contribuendo al declino della popolazione regionale che si è attestata a 1.838.000 individui (-4.6 per mille abitanti rispetto al 2022). Questo risultato negativo della Calabria è stato influenzato da due fattori principali: il tasso migratorio totale (-0.1per mille) e il tasso di crescita naturale della popolazione. (-0.4,5per mille). In dettaglio, si ha che nonostante l’aumento delle iscrizioni nette dall’estero, con un tasso migratorio estero pari a +5.31 per mille, non è stato possibile ottenere un saldo migratorio totale positivo (risultando negativo a -0.1 per mille), a causa del persistente tasso migratorio interno. Quest’ultimo, relativo ai cambi di residenza dalla Calabria verso altre regioni e viceversa, si è attestato nel 2023 a -5.39 per mille. Parallelamente, si è verificato un tasso di crescita naturale negativo (-4.5 per mille), poiché il tasso di natalità (+7.2%) non è stato sufficiente a compensare il tasso di mortalità (-11.7 per mille).</p>
<p>“Emerge con chiarezza da questi dati,” &#8211; afferma Francesco Aiello (<em>Professore Ordinario di Politica Economica presso il Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza “Giovanni Anania” dell’Università della Calabria</em>) &#8211; “la conferma della tendenza di lungo periodo che, purtroppo, vede la Calabria perdere residenti, con il rischio concreto di diventare sempre più piccola, impoverita e dipendente dall’assistenza pubblica.”<br />
“D’altra parte,” prosegue Aiello, “i recenti dati pubblicati dalla SVIMEZ avvalorano questa previsione, evidenziando il deterioramento della nostra regione nella Classifica europea del PIL pro capite, il quale è principalmente legato alla nostra incapacità di implementare politiche di sviluppo capaci di valorizzare settori in cui abbiamo margini di competitività, anche sui mercati internazionali.” “Le responsabilità,” conclude Aiello, “sono diffuse, ma un ruolo significativo è stato svolto dall’atteggiamento culturale dei Calabresi, i quali sembrano vivere in un’eterna attesa di azioni risolutive da parte di attori esterni.” (Fonte https://www.opencalabria.com/calabria-meno-popolata-meno-nascite-molta-emigrazione-e-piu-stranieri/)</p>
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