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	<title>nascita Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Jul 2026 16:13:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Trasporti, UIL Calabria su nascita di AmCal: Riforma utile purché metta al centro le esigenze dei cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 16:10:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Uil Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La UIL Calabria segue con attenzione l’iter della proposta di legge n. 103/2026, di iniziativa del consigliere regionale Sergio Ferrari, che introduce una disciplina organica dei servizi di trasporto pubblico locale e istituisce l’Agenzia della Mobilità della Calabria (AMCAL), destinata a succedere ad ART-CAL come unico ente di governo del bacino regionale. «Guardiamo con interesse [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La UIL Calabria segue con attenzione l’iter della proposta di legge n. 103/2026, di iniziativa del consigliere regionale Sergio Ferrari, che introduce una disciplina organica dei servizi di trasporto pubblico locale e istituisce l’Agenzia della Mobilità della Calabria (AMCAL), destinata a succedere ad ART-CAL come unico ente di governo del bacino regionale. «<em>Guardiamo con interesse a un provvedimento che affronta un nodo strutturale della nostra regione</em> – dichiara la segretaria generale della UIL Calabria, <strong>Mariaelena Senese </strong>–. <em>Pur tuttavia ancora una volta siamo costretti ad apprendere dalla stampa decisioni e processi che non possono e non devono prescindere dal confronto con le parti sindacali</em>».</p>
<p>Nel merito della proposta, Senese sottolinea: «<em>Per risolvere le criticità determinate dalla frammentazione nel settore, un ente unico di governo, se dotato di risorse certe e di una visione realmente orientata all’equità territoriale, può essere uno strumento utile. Soprattutto nell’ottica della prossima definizione della nuova gara per le concessioni sul Tpl e dell’avvio dei servizi Ncc</em>». Sulla questione trasporti, la UIL Calabria ha una convinzione di fondo, che intende offrire come contributo costruttivo al percorso legislativo: «<em>La riforma della governance esprime tutto il suo valore se si traduce in una risposta concreta alla condizione di marginalità in cui vive ancora una parte significativa del territorio regionale</em> – spiega ancora Senese -. <em>I dati raccontano una regione tra le più esposte in Italia alla “povertà dei trasporti”, con un’offerta di trasporto pubblico locale tra le più basse del Paese, un parco veicolare tra i più datati e un reddito medio tra i più contenuti. Molte famiglie calabresi, soprattutto nelle aree interne, vivono una mobilità che non è una scelta, ma una necessità imposta dalla scarsità di alternative</em>».</p>
<p>«<em>Non si tratta soltanto di riorganizzare un ente – </em>prosegue Senese<em> –. Si tratta di garantire a chi vive nelle aree interne come a chi vive sulla costa lo stesso diritto di raggiungere un ospedale, una scuola, un posto di lavoro». </em>Su questa base, la UIL Calabria guarda alla fase attuativa della riforma come al passaggio davvero decisivo e offre fin da ora la propria collaborazione, ma solo all&#8217;interno di un processo partecipato.</p>
<p>Un primo impegno riguarda i Livelli Ottimali delle Prestazioni che AMCAL sarà chiamata a definire: sarà importante calibrarli con priorità sulle aree a domanda debole e sulle zone a rischio spopolamento, in modo da ridurre e non consolidare il divario tra costa e aree interne. Allo stesso modo, i servizi a chiamata previsti per i territori a bassa densità potrebbero essere accompagnati fin da subito da programmi operativi, tempi e risorse certe, per diventare una realtà concreta e non restare soltanto un’indicazione di principio.</p>
<p>Un secondo terreno riguarda l’equità sociale della riforma: l’integrazione tariffaria ferro-gomma, indicata dalla proposta come obiettivo vincolante, potrà esprimere pienamente il proprio valore se accompagnata da un sistema di agevolazioni calibrato sull’Isee, capace di alleggerire concretamente il peso della mobilità sulle famiglie più fragili. I recenti incrementi delle tariffe hanno infatti colpito soprattutto gli utenti a basso reddito, che sono proprio i principali utilizzatori del servizio di Tpl. Con la stessa attenzione, la UIL Calabria auspica che la transizione da ART-CAL ad AMCAL si svolga nella piena garanzia della continuità occupazionale, della tutela delle professionalità e dei diritti di tutto il personale coinvolto, e che la Commissione Permanente di Dialogo con gli Stakeholder della Mobilità, di cui la proposta prevede la partecipazione delle organizzazioni sindacali, diventi fin da subito un luogo di confronto reale e continuativo. Sul punto, UIL Calabria è chiara: «La tutela dei livelli occupazionali, dell’inquadramento dei lavoratori, della stabilità lavorativa e delle tutele ad essa connesse sono fattori che riteniamo centrali nella pianificazione di un intervento strutturale com’è la nascita di AMCAL. La Calabria continua ad affrontare vertenze spinose che arrivano dal passato e incidono sulla qualità di vita dei lavoratori, sulla loro serenità: è necessario evitare che se ne possano aprire altre».</p>
<p>Infine, il sindacato invita la Regione a integrare, senza ulteriori ritardi, le risorse del Fondo Sociale per il Clima destinate alla mobilità sostenibile nella programmazione di AMCAL, orientandole con criteri selettivi verso i territori e le famiglie più vulnerabili: un passaggio che permetterebbe a questo strumento di raggiungere davvero chi ne ha più bisogno, e non soltanto le aree dove le infrastrutture sono già più solide. <em>«Guardiamo a questo percorso con spirito costruttivo –</em> conclude Senese <em>–. Riconosciamo il valore di una riforma attesa da tempo e siamo pronti a offrire il nostro contributo, con l’esperienza e la conoscenza del territorio che il sindacato porta ogni giorno tra i lavoratori e le comunità. E vigileremo affinché i diritti degli utenti e quelli dei lavoratori direttamente coinvolti nella nascita del nuovo organismo siano tutelati».</em></p>
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		<title>Chiusura punto nascita della clinica &#8216;Sacro Cuore&#8217; a Cosenza, insorgono le mamme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/chiusura-punto-nascita-della-clinica-sacro-cuore-a-cosenza-insorgono-le-mamme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2025 08:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: &#8220;Da pochi giorni si è diffusa nuovamente la voce della chiusura del punto nascita presso la clinica &#8216;Sacro Cuore&#8217; di Cosenza. Non è stato dato neanche il tempo di meditare sul da farsi che, improvvisamente, oggi viene diffusa dai canali social del gruppo IGreco Ospedali riuniti, una notizia: apre il reparto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo:<br />
<em>&#8220;Da pochi giorni si è diffusa nuovamente la voce della chiusura del punto nascita presso la clinica &#8216;Sacro Cuore&#8217; di Cosenza. Non è stato dato neanche il tempo di meditare sul da farsi che, improvvisamente, oggi viene diffusa dai canali social del gruppo IGreco Ospedali riuniti, una notizia: apre il reparto di urologia. Wow, che bella notizia! Verrebbe da dire. Eppure basta porsi una domanda per capire che questa notizia va a discapito di tante mamme che, come le scriventi, l&#8217;anno scorso sono scese in piazza per protestare contro la prevista chiusura del punto nascita. Solo un anno fa, gli stessi vertici che oggi esultano per l&#8217;apertura del reparto di urologia, l&#8217;anno scorso &#8220;brindavano&#8221; per l&#8217;evitata chiusura del reparto di ostetricia.</p>
<p>Allora ci si chiede: com&#8217;è possibile questo &#8220;cambio di rotta&#8221;? Non importa più a nessuno che le future mamme di Cosenza e provincia, che solo un anno fa facevano sentire la propria voce ed esprimevano il sacrosanto diritto di scelta del luogo del parto, non potranno più esercitare il citato diritto? Non importa più a nessuno che le future mamme, che inevitabilmente convergeranno verso l&#8217;Ospedale dell&#8217;Annunziata, non trovando posto, dovranno recarsi a Paola, o Cetraro o Castrovillari per poter ricevere le opportune cure? Perchè dopo la notizia della mancata chiusura del punto nascita della Clinica Sacro Cuore (così si è espresso Giancarlo Greco dopo l&#8217;incontro tra la proprietà e il Sub commissario alla sanità della Regione Calabria, Esposito), il dm 14.3.2024 n.69 non è stato mai revocato dal Presidente della Regione Calabria? Forse era già in accordo che bisognava proseguire per qualche mese per poi comunque chiudere?</p>
<p>Si ricorda che sempre Giancarlo Greco nell&#8217;annunciare la mancata chiusura del punto nascita, l&#8217;anno scorso, così si esprimeva: &#8220;Vorrei dare una buona notizia alle future mamme dell&#8217;area urbana di Cosenza e del suo immediato retaggio. Il punto nascita Sacro Cuore di Cosenza resterà aperto contrariamente a quanto inizialmente previsto dal riordino della rete ospedaliera&#8221;, e ancora &#8220;È una buona soluzione per tutta l&#8217;utenza preoccupata, le mamme &#8211; continua Giancarlo Greco &#8211; noi, del resto, ci siamo sempre resi disponibili nel continuare a fornire apporto in ausilio alla Ostetricia e Ginecologia degli ospedali della provincia di Cosenza, spesso purtroppo in affanno nell&#8217;erogazione neonatale. Sono numeri importanti quelli storicizzati dalla clinica Sacro Cuore che ora potranno restare a disposizione delle future mamme, le quali hanno sensibilizzato e combattuto per raggiungere questo risultato&#8221;.<br />
Ora invece tramite i canali social la proprietà sostiene il riordino della rete ospedaliera operata dal DCA 69/2014. Lasciamo le conclusioni a chi legge&#8221;.</em></p>
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		<title>Cosenza, chiusura Punto Nascita Sacro Cuore. Sindaco Caruso accanto a &#8216;MammacheMamme&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-chiusura-punto-nascita-sacro-cuore-sindaco-caruso-accanto-a-mammachemamme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 07:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Caruso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non sarò personalmente presente per impegni precedentemente assunti al sit-in per dire &#8220;No alla chiusura del punto nascita del Sacro Cuore&#8221; previsto oggi, sabato 20 aprile, davanti alla clinica di Corso Italia ed organizzato dall&#8217;associazione MammacheMamme. Parteciperà, però, su mia espressa richiesta una delegazione di amministratori e consiglieri di maggioranza, attesa l&#8217;importanza del tema trattato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non sarò personalmente presente per impegni precedentemente assunti al sit-in per  dire &#8220;No alla chiusura del punto nascita del Sacro Cuore&#8221; previsto oggi, sabato 20 aprile, davanti alla clinica di Corso Italia ed organizzato dall&#8217;associazione MammacheMamme. Parteciperà, però, su mia espressa richiesta una delegazione di amministratori e consiglieri di maggioranza, attesa l&#8217;importanza del tema trattato e la giusta rivendicazione che sta alla base dell&#8217;iniziativa&#8221;. Lo afferma il sindaco Franz Caruso che prosegue: &#8220;Reputo scellerate, perché prive di ogni fondamento e criterio sulla base delle quali rendere efficiente il nostro sistema sanitario, le scelte compiute dal governato Occhiuto, nella sua qualità di commissario ad acta alla sanità calabrese, e contenute nel DCA n.69 della Regione Calabria del 14 marzo scorso, per la riorganizzazione della rete ospedaliera, dell&#8217;emergenza urgenza e per le reti tempo-dipendenti.  </p>
<p>In particolare, con la soppressione del punto nascita del Sacro Cuore, struttura accreditata e convenzionata con il SSN- sottolinea Caruso &#8211; a Cosenza rimarrà come unico punto nascita attivo il solo reparto di Ostetricia dell&#8217;Annunziata. Un reparto, quest&#8217;ultimo, già in forte affanno ed oberato di lavoro, anche e soprattutto per via della forte e cronica carenza di personale, su cui gravano liste di attesa di molti mesi, soprattutto per la patologia benigna ginecologica. E&#8217; evidente, dunque, che si andrà ad incancrenire una situazione già al collasso e che avrà pesanti ricadute sull&#8217;intero sistema sanitario regionale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Reputo, pertanto, importante la battaglia di MammacheMamme – conclude Franz Caruso &#8211; e di tutti i cittadini che hanno deciso di scendere in campo a tutela del sacrosanto diritto alla salute che viene, ancora una volta, calpestato dal governatore Occhiuto per questioni e fini prettamente di interesse politico/elettoralistico. Tant&#8217;è che non avverte neanche la responsabilità di dare una pur minima spiegazione alle sue assurde ed inammissibili decisioni ergendo tra lui e la Istituzione che rappresenta, i Sindaci ed cittadini, per come evidenzio spesso, un muro del silenzio dietro al quale è facile trincerarsi&#8221;- conclude il sindaco di Cosenza.</p>
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		<item>
		<title>Lamezia, cittadini indignati per i servizi sanitari: nasce il Comitato &#8220;La sanità che vogliamo&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-cittadini-indignati-per-i-servizi-sanitari-nasce-il-comitato-la-sanita-che-vogliamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 12:47:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA["La sanità che vogliamo"]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasce a Lamezia Terme il Comitato &#8220;la sanità che vogliamo&#8221;. Dall&#8217;assemblea organizzata ieri sera dalla consigliera regionale Amalia Bruni e dal gruppo consiliare Pd, nel Chiostro San Domenico, arriva unanime l&#8217;indignazione dei cittadini di Lamezia Terme e del suo comprensorio: le conseguenze della riorganizzazione della Rete ospedaliera decisa dal presidente e commissario ad acta, Roberto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce a Lamezia Terme il Comitato &#8220;la sanità che vogliamo&#8221;. Dall&#8217;assemblea organizzata ieri sera dalla consigliera regionale Amalia Bruni e dal gruppo consiliare Pd, nel Chiostro San Domenico, arriva unanime l&#8217;indignazione dei cittadini di Lamezia Terme e del suo comprensorio: le conseguenze della riorganizzazione della Rete ospedaliera decisa dal presidente e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, con il DCA n. 69 ricadranno sulla qualità e l&#8217;accesso ai servizi sanitari, e quindi colpiranno negativamente la sanità pubblica, non solo nell&#8217;area centrale della Calabria. &#8220;Abbiamo parlato in tanti. Anche i silenzi. Nessuna primogenitura, nessuna bandierina, mi ha mosso il ruolo istituzionale e la storia vissuta nel presidio ospedaliero di Lamezia Terme&#8221;, sottolinea la consigliera Bruni che è anche vice presidente della commissione consiliare sanità. Una importante partecipazione che ha registrato la presenza di moltissimi cittadini, oltre che amministratori, rappresentanti sindacali ed esponenti di associazioni. La &#8220;necessità di passare dalle parole ai fatti&#8221;, come ha affermato Bruni, ha portato alla costituzione del Comitato di cittadini e associazioni, aperto al contributo di quanti vorranno partecipare, per agire concretamente nell&#8217;affrontare le criticità e in difesa del presidio di Lamezia e della sanità pubblica in generale.</p>
<p>Bruni si è fatta carico di &#8220;raccogliere le istanze della comunità e di assumere un ruolo di referente ufficiale per portare avanti le questioni con il commissario straordinario dell&#8217;Asp di Catanzaro, generale Battistini. Chiederemo l&#8217;organizzazione di incontro con lui ma ci presenteremo come delegazione di cittadini uniti nel discutere i problemi emersi, considerando questo come il primo passo nell&#8217;affrontare le problematiche organizzative dell&#8217;ospedale. Battisti non ha un ruolo decisionale diretto, ma è responsabile dell&#8217;attuazione delle decisioni politiche, evidenziando così la necessità di un coinvolgimento politico nell&#8217;affrontare le sfide dell&#8217;organizzazione ospedaliera&#8221;. &#8220;Nel prossimo Consiglio regionale fissato per il 27, in cui verrà affrontato il tema critico della rete ospedaliera mi farò portavoce di queste istanze – ha detto ancora Bruni – annunciando anche la creazione di questo gruppo di lavoro in collaborazione con associazioni e organizzazioni civiche per mantenere una presenza costante e attiva nell&#8217;affrontare le sfide sanitarie&#8221;. La vicepresidente della Commissione Sanità ha ribadito l&#8217;importanza della trasparenza e della partecipazione democratica nel processo decisionale, criticando proprio la gestione dei lavori della commissione in questione, e denunciando &#8220;la mancanza di spazio per il dibattito e la partecipazione, le decisioni sembrano essere prese senza possibilità di contributo o modifica&#8221;. Bruni esprime preoccupazione per &#8220;un&#8217;eccessiva concentrazione di potere e la mancanza di rispetto per i principi democratici&#8221; e ribadisce la determinazione nel &#8220;non tollerare un tale atteggiamento e nell&#8217;affermare il diritto alla partecipazione e alla rappresentanza delle diverse opinioni all&#8217;interno del processo decisionale&#8221;.</p>
<p>Tra i contributi di ieri sera, richiamati anche dalla consigliera Bruni nelle conclusioni, spicca quello toccante ed esplicativo del presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica Calabria, presieduta da Michele Rotella. Nel 2014 è stato aperto un Centro di Cura Regionale a Lamezia Terme, che ha garantito ai pazienti calabresi di essere curati senza affrontare viaggi dispendiosi, sia dal punto di vista umano che economico: tutti sforzi che la riorganizzazione della rete ospedaliera rischia di cancellare a discapito dei pazienti e dei loro familiari che ripiomberebbero nel dramma di viaggi e cure difficili da affrontare, soprattutto perché non tutti possono permettersi di affrontare queste spese. Proprio a Michele Rotella è stato chiesto di affiancare la vicepresidente della Commissione Sanità Bruni nel coordinamento del Comitato. A portare il proprio contributo al confronto, diretto dalla giornalista Maria Scaramuzzino, anche Domenico Giampà, Sindaco di San Pietro a Maida; Fiore Isabella, responsabile del &#8220;Tribunale del Malato&#8221;; Francesco Masotti, Segretario regionale CGIL Medici; Francesca Suriano, Vicesegretario aziendale ANAAO; Rosario Piccioni Consigliere comunale di Lamezia Terme.</p>
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		<item>
		<title>Padova, Sì da tribunale a validità atto di nascita con due mamme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/padova-si-da-tribunale-a-validita-atto-di-nascita-con-due-mamme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 10:35:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il tribunale di Padova riconosce la validità dell&#8217;atto di nascita con il nome anche della madre non biologica. Sono stati, infatti, riconosciuti come inammissibili i ricorsi del pubblico ministero che ne chiedeva la cancellazione. Secondo il tribunale per contestare l&#8217;iscrizione dell&#8217;ufficiale di stato civile occorre fare ricorso alle diverse e ben più articolate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il tribunale di Padova riconosce la validità dell&#8217;atto di nascita con il nome anche della madre non biologica. Sono stati, infatti, riconosciuti come inammissibili i ricorsi del pubblico ministero che ne chiedeva la cancellazione. Secondo il tribunale per contestare l&#8217;iscrizione dell&#8217;ufficiale di stato civile occorre fare ricorso alle diverse e ben più articolate azioni di status (azioni con rito ordinario). Il Tribunale ha altresì affermato la piena legittimazione del sindaco del Comune di Padova, quale ufficiale di governo, a partecipare a detti giudizi, in concorrenza con il ministero dell&#8217;Interno, e la facoltà del Comune di avvalersi dell&#8217;Avvocatura Civica per la rappresentanza in giudizio. “Un passo avanti importante per le bambine e i bambini e per le loro mamme, oggi vince l’amore e l’interesse primario delle piccole e dei piccoli&#8221; ha detto il sindaco di Padova Sergio Giordani. &#8220;Ho sempre ritenuto di agire secondo coscienza e secondo i principi della Costituzione. Sono padre e nonno oltre che Sindaco e per me era impossibile immaginare che ci fossero bambini di serie A e bambini di serie B&#8221;. &#8220;Nessuno scontro con la Procura, che ringrazio. Ora spero che il Parlamento prenda atto con urgenza che esiste un grave vuoto normativo e legiferi per tutelare queste famiglie &#8211; aggiunge &#8211; Un abbraccio a tutte le mamme per questo significativo pronunciamento, ho conosciuto le loro storie da vicino e ribadisco che il tema è solo di amore, buon senso e diritti per questi minori che diversamente sarebbero esposti a inaccettabili discriminazioni. Infine, un grande grazie alla nostra avvocatura civica del Comune di Padova, per il professionale lavoro e a tutti i dirigenti competenti”.</p>
<p>&#8220;Da Padova arriva una bella notizia: sono inammissibili i ricorsi della Procura contro più di trenta atti di nascita di bambine e bambini con due mamme&#8221; dice in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein. &#8220;Ancora una volta, la tutela delle bambine e dei bambini di famiglie omogenitoriali passa per un tribunale, che conferma l’operato di un Sindaco coraggioso e capace di ascoltare la loro domanda di riconoscimento e giustizia&#8221;. &#8220;Sulla politica e sul Parlamento &#8211; continua Schlein &#8211; grava una responsabilità importante: rispondere al monito formulato dalla Corte costituzionale fin dal 2021 e approvare una legge che riconosca pari dignità a tutte le famiglie.</p>
<p>Il Partito democratico ha già depositato un disegno di legge che va in questa direzione, così come molte delle altre forze di opposizione. Cosa ha da dire il governo di Giorgia Meloni? Continuerà a fare muro o ci lascerà portare l’Italia in linea con gli altri paesi dell’Unione europea?&#8221;. &#8220;Non possono continuare a ignorare e calpestare la dignità e i diritti di centinaia di bambine e bambini chiudendo gli occhi di fronte alla pluralità di modelli familiari che sono presenti nel nostro Paese&#8221;, conclude la segretaria del Pd.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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