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	<title>Narcotraffico Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Jun 2026 18:07:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Narcotraffico Sudamerica-Gioia Tauro: la GdiF scova 7 milioni di profitti illeciti nascosti al fisco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/narcotraffico-sudamerica-gioia-tauro-gdif-scova-7-milioni-di-profitti-illeciti-nascosti-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 17:59:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A conclusione di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e delegata al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sono stati recuperati a tassazione oltre 7 milioni di euro di redditi non dichiarati. Le indagini, finalizzate al contrasto dell’importazione e del traffico internazionale di cocaina, hanno consentito di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">A conclusione di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e delegata al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sono stati recuperati a tassazione oltre 7 milioni di euro di redditi non dichiarati. Le indagini, finalizzate al contrasto dell’importazione e del traffico internazionale di cocaina, hanno consentito di accertare che tali somme costituivano il profitto derivante da attività illecite riconducibili a un’organizzazione criminale operante nell’importazione e nella commercializzazione di ingenti quantitativi di cocaina provenienti dall’America Latina e introdotti attraverso il porto di Gioia Tauro.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’attività di accertamento ha portato all’individuazione di una consistente evasione fiscale connessa ai proventi dell’illecito arricchimento derivante dal narcotraffico.</p>
<p>Contestualmente, nei confronti di due soggetti residenti nella Locride, è stato eseguito un sequestro di prevenzione per un valore complessivo di circa 400 mila euro. Il patrimonio sottoposto a vincolo comprende beni mobili, immobili e rapporti finanziari, ritenuti frutto o reimpiego dei proventi derivanti dalle attività di traffico di sostanze stupefacenti.</p>
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		<title>Scarcerato il 53enne Matteo Costanza coinvolto nell&#8217;inchiesta sul narcotraffico &#8220;Millennium&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scarcerato-il-53enne-matteo-costanza-coinvolto-nellinchiesta-sul-narcotraffico-millennium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 10:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, dopo un annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ha revocato il provvedimento di arresto nei confronti di Matteo Costanza, di 53 anni, coinvolto nell&#8217;inchiesta &#8220;Millennium&#8221; con l&#8217;accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L&#8217;uomo era stato estradato dalla Spagna nel luglio dell&#8217;anno scorso dopo due mesi dal blitz [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, dopo un annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ha revocato il provvedimento di arresto nei confronti di Matteo Costanza, di 53 anni, coinvolto nell&#8217;inchiesta &#8220;<em>Millennium</em>&#8221; con l&#8217;accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L&#8217;uomo era stato estradato dalla Spagna nel luglio dell&#8217;anno scorso dopo due mesi dal blitz dei carabinieri che aveva portato all&#8217;arresto di 97 persone. Secondo gli investigatori, Costanza sarebbe stato uno dei broker del narcotraffico internazionale stroncato con l&#8217;operazione coordinata dalla Dda di Reggio Calabria.</p>
<p id="ob">In particolare, i pm lo considerano il referente in Spagna della cosca Barbaro &#8220;<em>Castan</em>i&#8221; di Platì. Titolare di un&#8217;azienda a Malaga specializzata nel commercio di autovetture, Costanza, attraverso la corruzione di funzionari doganali, sarebbe riuscito a gestire l&#8217;importazione in Europa di consistenti carichi di cocaina provenienti dal Sudamerica. Un impianto accusatorio contestato dagli avvocati Alessandro Diddi e Davide Vigna che, dopo l&#8217;estradizione di Costanza, avevano presentato ricorso al Tribunale del Riesame che ha confermato la misura cautelare disposta dal gip nei confronti dell&#8217;indagato.</p>
<p>Con sentenza del febbraio 2026, la Cassazione ha accolto il ricorso della difesa rimandando gli atti a un nuovo Tdl davanti al quale gli avvocati hanno ribadito la carenza di gravi indizi di colpevolezza. Il 15 aprile, quindi, il Riesame ha revocato l&#8217;ordinanza di arresto disponendo la scarcerazione di Matteo Cosenza. &#8220;<em>Si chiude così, dopo quasi undici mesi di detenzione carceraria, la fase cautelare di una vicenda che si inserisce nel contesto processuale più ampio dell&#8217;operazione &#8216;Millennium&#8217;: un procedimento che rimane tra i più rilevanti nell&#8217;attività antimafia della DDA di Reggio Calabria, ma che sul fronte cautelare porta ora impresso il segno di una difesa capace di reggere — e vincere — il confronto fino ai massimi gradi della giurisdizione&#8221;</em>, scrive in un nota l&#8217;avv. Davide Vigna.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Gdf Reggio sequestra 18 milioni di euro a otto indagati in inchiesta &#8220;Eureka&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-gdf-reggio-sequestra-18-milioni-di-euro-a-otto-indagati-in-inchiesta-eureka/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 08:11:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria ha firmato un provvedimento di sequestro preventivo di 18 milioni di euro nei confronti di otto persone che erano state arrestate nel 2023 nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Eureka&#8221; e condannate in primo grado per traffico internazionale di droga. L&#8217;importo sequestrato dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria, rappresenta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&#038;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1253173673296989%2F&#038;show_text=false&#038;width=560&#038;t=0" width="560" height="314" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe></p>
<p>Il Giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria ha firmato un provvedimento di sequestro preventivo di 18 milioni di euro nei confronti di otto persone che erano state arrestate nel 2023 nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Eureka&#8221; e condannate in primo grado per traffico internazionale di droga. L&#8217;importo sequestrato dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria, rappresenta il valore delle imposte evase dagli indagati in relazione ai proventi illeciti ottenuti con l&#8217;importazione e il commercio di ingenti quantitativi di cocaina. Il provvedimento è stato emesso dal Gip, su richiesta della Dda,  e rappresenta lo sviluppo di un&#8217;indagine condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Reggio Calabria.</p>
<p>Le fiamme gialle sono riuscite a quantificare ai fini fiscali gli ingenti guadagni perpetrati con il narcotraffico dagli indagati dell&#8217;operazione &#8220;Eureka&#8221;, che aveva portato all&#8217;esecuzione di oltre 100 misure cautelari. Avvalendosi anche delle intercettazioni dei colloqui telefonici tra gli imputati e di quelli con gli apparecchi telefonici criptati, gli investigatori hanno calcolato l&#8217;effettiva capacità contributiva maturata dai narcotrafficanti. &#8220;E questo &#8211; afferma la Dda di Reggio Calabria in una nota &#8211; allo scopo di non riservare ai medesimi sodali convolti un trattamento fiscale di favore rispetto ai contribuenti onesti. Peraltro, il traffico di sostanze stupefacenti viene considerato dall&#8217;Istat ormai da anni, ai fini del calcolo del Pil, come parte integrante della cosiddetta &#8216;economia non osservata&#8217;, con un valore che si aggira intorno ai 15 miliardi di euro nel 2023&#8221;.</p>
<p>La Guardia di finanza é riuscita a quantificare i redditi occultati al fisco per oltre 42 milioni di euro. Cifra per la quale sarebbero state evase imposte per un valore complessivo di quasi 18 milioni di euro, corrispondente all&#8217;importo del sequestro richiesto e ottenuto dalla Procura guidata da Giuseppe Borrelli.</p>
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		<item>
		<title>Narcotraffico internazionale di droga dal Sudamerica:15 arresti tra cosche Calabria e Lombardia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/narcotraffico-internazionale-di-droga-dal-sudamerica15-arresti-tra-cosche-calabria-e-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 12:42:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale Milano e del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, su delega della Procura Distrettuale antimafia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 15 indagati (12 in carcere e 3 ai domiciliari) appartenenti ad un’associazione criminale armata composta da soggetti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale Milano e del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, su delega della Procura Distrettuale antimafia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 15 indagati (<strong>12 in carcere e 3 ai domiciliari</strong>) appartenenti ad un’associazione criminale armata composta da soggetti intranei alla <strong>‘ndrangheta della locride</strong> che a vario titolo hanno diretto, finanziato e organizzato un traffico internazionale di sostanze stupefacenti dal Sudamerica. L’attività investigativa ha permesso di individuare una fitta rete criminale operante tra la Lombardia e la Calabria che, utilizzando sofisticati apparati di messaggistica criptata e sfruttando diretti contatti con appartenenti alle consorterie criminali campane e albanesi, ha movimentato, in poco più di 12 mesi, volumi di cocaina per un controvalore di oltre 18 milioni di euro.</p>
<p>Dalle indagini sono emersi collegamenti tra gli indagati e organizzazioni criminali, anche di matrice albanese, con ramificazioni in Nord Europa e Sud America, in grado di importare consistenti quantità di droga da distribuire nelle principali piazze di spaccio della Lombardia, per poi reimpiegare i proventi illeciti in ambito internazionale. L’operazione, inoltre, ha permesso di rilevare l’esistenza di un saldo rapporto tra rappresentanti delle ‘ndrine “<strong>Papalia-Carciuto</strong>”, “<strong>Marando-Trimboli</strong>” e “<strong>Barbaro ‘U Castanu</strong>” e un gruppo criminale di matrice camorristica, satellite del dan <strong>“Di Lauro” di Napoli</strong>. Le investigazioni hanno evidenziato la trasversalità degli interessi dei singoli terminali operativi del sodalizio. Ogni componente del gruppo, sia che rivesta la qualifica di organizzatore che di partecipe, ricopre allo stesso tempo un ruolo di fondamentale importanza in altre consorterie ovvero nel campo del narcotraffico di elevato spessore. In particolare, il contributo associativo di ognuno va oltre il classico sinallagma contrattuale: infatti è stato rilevato come entrambe le parti in gioco (organizzatori e stabili acquirenti), siano state portavoce di autonome organizzazioni dedite al traffico di cocaina, pur consapevoli di essere parte dell’odierna struttura criminale. L’indagine ha inoltre cristallizzato la fondamentale importanza di ogni singolo membro dell’organizzazione che, con il proprio contributo qualificato messo a disposizione del gruppo associativo, ha permesso di aumentare a dismisura la quantità di stupefacente trattato. Ciò anche in ragione della caratura criminale dei componenti, tutti legati ad ambienti di criminalità organizzata, diversi dei quali già attinti da misure cautelari personali in materia di narcotraffico.</p>
<p>Determinante per la riuscita dell’indagine è stata l’acquisizione, tramite il canale Europol e attraverso Ordine Europeo d’Indagine, di numerose conversazioni minuziosamente decodificate ed analizzate su dispositivi criptati di ultima generazione, utilizzati dagli indagati per pianificare le importazioni dall’estero di stupefacente ed il loro pagamento tramite il sistema di compensazione/trasferimento informale di valore noto come <strong>&#8220;fei ch ‘ien&#8221;.</strong> Perquisizioni sono state effettuate nella provincia di Milano, Pavia e <strong>Reggio Calabria</strong> con l’ausilio di unità cinofile cashdog e antidroga.</p>
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		<item>
		<title>Processo “Eureka”, sul narcotraffico delle cosche dello Jonio reggino: 76 condanne e 7 assoluzioni.</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-eureka-sul-narcotraffico-delle-cosche-dello-jonio-reggino-76-condanne-e-7-assoluzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 13:27:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Reggio Calabria, Antonino Foti, ha emesso 76 condanne e 7 assoluzioni nei confronti degli imputati che avevano scelto il rito abbreviato nell&#8217;ambito del processo di primo grado “Eureka”. L’inchiesta, condotta dai Carabinieri del ROS e del Comando provinciale e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Reggio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Reggio Calabria, Antonino Foti, ha emesso 76 condanne e 7 assoluzioni nei confronti degli imputati che avevano scelto il rito abbreviato nell&#8217;ambito del processo di primo grado “Eureka”. L’inchiesta, condotta dai Carabinieri del ROS e del Comando provinciale e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Reggio Calabria (allora guidata dal Procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo), aveva portato nel maggio 2023 al sequestro di ben 3 tonnellate di cocaina e all’arresto di 108 persone. L’indagine nata dalla complessa inchiesta sul traffico internazionale di droga che ha coinvolto le cosche della ‘ndrangheta ionica di Reggio Calabria. </p>
<p>83 sono statio gli imputati che hanno optato per il rito abbreviato, la condanna più dura è stata inflitta a 21 persone. Questi hanno ricevuto la pena di 20 anni di reclusione ciascuna. L’indagine “Eureka” ha svelato l’esistenza e l’operatività di tre maxi-associazioni criminali specializzate nel traffico internazionale di stupefacenti, riconducibili alle storiche famiglie della ‘ndrangheta di San Luca: Pelle, Strangio, Nirta, Mammoliti e Giorgi. Queste cosche mantenevano le loro sedi decisionali nel reggino, ma con ramificazioni e basi logistiche diffuse in diverse regioni d’Italia e all’estero.</p>
<p>La DDA, oggi diretta dal procuratore Giuseppe Borrelli, ha ricostruito in dettaglio i flussi di denaro generati dalla compravendita di droga. Sono state accertate movimentazioni per circa 22,3 milioni di euro. Queste gestite da organizzazioni composte anche da specialisti stranieri nel pick-up money o da spalloni che trasportavano denaro contante attraverso l’Europa. I soldi venivano riciclati e reinvestiti in diversi Paesi (Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio, Olanda). Erano utilizzati per l’acquisto di auto e beni di lusso. Ma anche per avviare e finanziare attività commerciali in Francia, Portogallo e Germania, sfruttando spesso attività di autolavaggio.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Palmi, sequestrata tabaccheria: riciclava denaro del narcotraffico delle cosche di &#8216;ndrangheta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-palmi-sequestrata-tabaccheria-riciclava-denaro-del-narcotraffico-delle-cosche-di-ndrangheta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2025 11:08:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
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		<category><![CDATA[Palmi]]></category>
		<category><![CDATA[tabaccheria riciclaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza &#8211; emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Direzione Distrettuale antimafia, diretta dal Procuratore f.f. Dott. Giuseppe Lombardo &#8211; che ha riguardato un’attività commerciale di tabaccheria ubicata in Palmi. In particolare, la misura patrimoniale in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-palmi-sequestrata-tabaccheria-riciclava-denaro-del-narcotraffico-delle-cosche-di-ndrangheta/">VIDEO-Palmi, sequestrata tabaccheria: riciclava denaro del narcotraffico delle cosche di &#8216;ndrangheta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-326931-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/GDF-PALMI.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/GDF-PALMI.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/07/GDF-PALMI.mp4</a></video></div>
<p>Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza &#8211; emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Direzione Distrettuale antimafia, diretta dal Procuratore f.f. Dott. Giuseppe Lombardo &#8211; che ha riguardato un’attività commerciale di tabaccheria ubicata in Palmi. In particolare, la misura patrimoniale in argomento arriva all’esito di un’attività d’indagine svolta dalla Compagnia di Palmi, nell’ambito della quale &#8211; allo stato del procedimento e fatte salve le successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità &#8211; è emerso che la predetta tabaccheria è stata fittiziamente intestata a un prestanome residente in Palmi, mentre sarebbe effettivamente riconducibile e gestita, con diversi ruoli, dai componenti di uno stesso nucleo familiare. Più nel dettaglio, le investigazioni &#8211; svolte mediante appostamenti e sopralluoghi, esame di documentazione commerciale nonchè analisi dei conti correnti bancari dei soggetti coinvolti &#8211; ha consentito di appurare come il titolare formale dell’impresa non avesse mai realmente svolto alcuna attività gestoria dell’esercizio commerciale in parola, anche tenuto conto del suo impiego quale lavoratore dipendente in altro comune. Tale “testa di legno”, infatti, si era totalmente disinteressata dell’operatività concreta dell’impresa, non frequentando i locali commerciali e non percependo alcuna utilità economica dalla stessa.</p>
<p>La tabaccheria è risultata, invece, concretamente gestita dai familiari di due detenuti, recentemente condannati dal Tribunale di Reggio Calabria a oltre 14 anni di reclusione &#8211; nell’ambito dell’operazione “Tre Croci” condotta dalla stessa Guardia di finanza di Reggio Calabria &#8211; per il loro coinvolgimento in attività di narcotraffico internazionale. Tali soggetti attualmente reclusi, in particolare, come risulta dall’istruttoria processuale ora approdata alla condanna di primo grado, risultano di aver condotto un’attività di intermediazione logistica del traffico di droga gestito attraverso il porto di Gioia Tauro, curando l’importazione delle partite di stupefacente, le correlate fasi dell’“esfiltrazione” dall’area portuale gioiese e, talvolta, anche la diretta cessione di consistenti carichi di cocaina. Più in generale, pertanto, l’intestazione fittizia della tabaccheria ora sottoposta a sequestro era, da un lato, funzionale a favorire gli interessi economici della famiglia dei suddetti detenuti, a cui sono risultati convogliati la gran parte dei flussi finanziari riferibili alla gestione d’impresa in argomento.</p>
<p>Per altro verso, come specificamente precisato nel provvedimento ablativo eseguito, la dissimulazione patrimoniale posta in essere &#8211; sempre allo stato dell’istruttoria e fatte salve le ulteriori determinazioni correlate al definitivo pronunciamento sui profili di responsabilità &#8211; aveva lo scopo di soddisfare “le esigenze di riciclaggio e reimpiego nell’attività commerciale dei proventi dell’attività di narcotraffico a cui gli stessi erano dediti nell’ambito e in funzione della cura degli interessi delle cosche”. E ciò, anche “al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa unitaria definita ‘ndrangheta, con particolare riferimento alle sue articolazioni territoriali note come cosche Piromalli, Molè, Crea, Alvaro, Gallico”.</p>
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		<title>Per l&#8217;omicidio a Bovalino di Giancarlo Polifroni si indaga su contrasti in narcotraffico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jan 2025 08:50:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono le indagini dei Carabinieri del Gruppo e della Compagnia di Locri per dare un nome al killer Giancarlo Polifroni, il 50enne assassinato giovedì sera davanti alla sua abitazione a Bovalino dove si trovava agli arresti domiciliari. L&#8217;uomo potrebbe essere stato ucciso per una vendetta o regolamento di conti tra trafficanti di droga. Sembra essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono le indagini dei Carabinieri del Gruppo e della Compagnia di Locri per dare un nome al killer Giancarlo Polifroni, il 50enne assassinato giovedì sera davanti alla sua abitazione a Bovalino dove si trovava agli arresti domiciliari. L&#8217;uomo potrebbe essere stato ucciso per una vendetta o regolamento di conti tra trafficanti di droga. Sembra essere questa, pur non escludendo altre ipotesi, la pista privilegiata dagli investigatori. Polifroni era stato condannato in passato a 17 anni di reclusione per l&#8217;omicidio di Antonio Speranza, di 28 anni, ucciso il 13 marzo del 1997 perché, secondo l&#8217;accusa, non avrebbe saldato un debito di circa 300 mila lire contratto per l&#8217;acquisto di sostanze stupefacenti.</p>
<p>Ad agire, secondo quanto emerso dai primi riscontri investigativi, sarebbe stato un solo sicario armato di pistola semiautomatica di medio calibro che ha sparato almeno 4 o 5 colpi di pistola da distanza ravvicinata contro la vittima, raggiunta in parti vitali all&#8217;altezza del busto. L&#8217;omicidio è stato commesso a pochi metri di distanza dall&#8217;ingresso dell&#8217;abitazione della vittima, situata in una traversa poco illuminata della centrale via Dromo. Un particolare su cui gli investigatori hanno posto particolare attenzione, non escludendo che la vittima potesse conoscere il suo assassino e che per questo fosse fuori dall&#8217;abitazione. Polifroni era stato arrestato nel 2006, dopo un lungo periodo di latitanza iniziata proprio nel 1997 dopo l&#8217;omicidio di Speranza. La condanna nei suoi confronti per quel delitto era stata emessa in contumacia nel 2004.</p>
<p>La vittima, secondo gli investigatori, era vicino a persone, anche all&#8217;estero, ritenute affiliate a potenti clan della &#8216;ndrangheta ed è rimasto coinvolto in alcune operazioni contro il narcotraffico tra cui, in particolare, &#8220;Stupor Mundi&#8221; e &#8220;Imelda&#8221;. Non è escluso che nei prossimi giorni il fascicolo sull&#8217;omicidio di Polifroni possa passare dalla Procura di Locri alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.</p>
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		<item>
		<title>Narcotraffico, estradati in Italia i cugini Giuseppe Giorgi di Bovalino. Erano stati arrestati in Paraguay</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/narcotraffico-estradati-in-italia-i-cugini-giuseppe-giorgi-di-bovalino-erano-stati-arrestati-in-paraguay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2023 09:42:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, in collaborazione con la Polizia di Frontiera dell’aeroporto “L. Da Vinci” di Roma – Fiumicino e con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), hanno dato corso alla cattura di due soggetti italiani, appartenenti ad una associazione a delinquere dedita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-217703-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/08/Estradizione-GiudeppeGiorgi-calabrianews.it_.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/08/Estradizione-GiudeppeGiorgi-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/08/Estradizione-GiudeppeGiorgi-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, in collaborazione con la Polizia di Frontiera dell’aeroporto “L. Da Vinci” di Roma – Fiumicino e con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), hanno dato corso alla cattura di due soggetti italiani, appartenenti ad una associazione a delinquere dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Si tratta dei <strong>cugini omonimi Giuseppe Giorgi</strong> di Bovalino (RC) di 22 e 26 anni.<br />
Gli arresti sono avvenuti nell’ambito di una complessa indagine, diretta dal Dott. Roberto Ceroni della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Bologna, con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ed eseguita dal G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna.<br />
Le indagini, durate oltre due anni, hanno portato al sequestro di 43 kg di cocaina, 44 kg di hashish, 9.650 prodotti contraffatti, oltre 900 mila euro in contanti e all’arresto, in flagranza di reato, di 4 soggetti italiani; inoltre, è stata data esecuzione, complessivamente, a 42 misure cautelari personali, nonché al sequestro, finalizzato alla confisca per sproporzione, di oltre 40 immobili e terreni (di cui 29 in Emilia Romagna e 13 in <strong>Calabria</strong>), n. 14 autoveicoli/motocicli, beni di lusso, n. 44 rapporti bancari e 80 fra società, attività commerciali e partecipazioni sociali, per un valore complessivo stimato di oltre 50 milioni di euro.</p>
<p>Gli indagati, che lo scorso 30 maggio erano riusciti a sottrarsi all’esecuzione della misura di custodia cautelare in carcere nei loro confronti, rendendosi irreperibili, erano stati rintracciati in Paraguay e ivi arrestati in quanto destinatari di un Mandato di Arresto Europeo, successivamente internazionalizzato. In particolare, dalle indagini è emerso come i due rivestissero un ruolo di assoluta rilevanza in seno al sodalizio criminale, in quanto contigui a una pericolosa cosca di ‘Ndrangheta e uomini di fiducia (nonché cugini) del principale promotore dell’associazione, da cui avevano “ereditato” una vasta rete di contatti nel mondo del narcotraffico internazionale.</p>
<p>Grazie al costante scambio informativo intercorso con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (S.C.I.P.) e, in particolare, con l’unità del progetto “I-CAN” (“Interpol Cooperation Against `Ndrangheta”), i fuggitivi sono stati individuati in Paraguay ed arrestati dalla polizia locale unitamente ad altri due soggetti (un brasiliano e un paraguaiano). I due italiani, immediatamente espulsi dal Paese sudamericano, erano giunti presso lo scalo aeroportuale di Madrid nella mattinata del 15 luglio scorso, ove erano stati presi in custodia dalla Polizia iberica, in attesa dell’estradizione in Italia.<br />
Grazie all’attivazione dei canali di cooperazione giudiziaria e di polizia in ambito UE, il procedimento di estradizione è stato definito in tempi brevissimi e, dopo un mese dalla presa in consegna da parte della Polizia spagnola, gli indagati sono stati rimpatriati in Italia.</p>
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		<title>Il boss del narcotraffico di &#8216;ndrangheta Vittorio Raso estradato in Italia e arrestato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2022 19:23:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato preso in consegna dalla polizia oggi, al suo arrivo all&#8217;aeroporto di Milano-Malpensa, l&#8217;italiano Vittorio Raso, considerato dagli investigatori legato alla &#8216;ndrangheta e destinatario di un ordine di carcerazione per narcotraffico spiccato dall&#8217;autorità giudiziaria di Torino. Raso era arrestato lo scorso 22 giugno a Barcellona. &#8220;L&#8217;esecuzione del provvedimento restrittivo &#8211; informa una nota della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato preso in consegna dalla polizia oggi, al suo arrivo all&#8217;aeroporto di Milano-Malpensa, l&#8217;italiano Vittorio Raso, considerato dagli investigatori legato alla &#8216;ndrangheta e destinatario di un ordine di carcerazione per narcotraffico spiccato dall&#8217;autorità giudiziaria di Torino. Raso era arrestato lo scorso 22 giugno a Barcellona.</p>
<p>&#8220;L&#8217;esecuzione del provvedimento restrittivo &#8211; informa una nota della questura torinese &#8211; è stata resa possibile dal perfezionamento delle procedure di estradizione del catturando che, nell&#8217;ambito di una recente attività investigativa, avviata sulla scorta della sua dichiarazione di latitanza e coordinata dalla Dda, era stato localizzato in Spagna dagli investigatori della squadra mobile torinese&#8221;. L&#8217;intervento è stato eseguito dal personale del Servizio centrale operativo della direzione centrale anticrimine della polizia di Stato, del Servizio per la Cooperazione internazionale di polizia, della squadra mobile di Torino e della polizia di frontiera dello scalo aeroportuale di Malpensa.</p>
<p>La procura generale del Piemonte aveva spiccato un ordine di carcerazione a seguito di una condanna a 17 anni, 9 mesi e 10 giorni per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e altri reati di droga. Raso figurava nella lista dei 100 latitanti più pericolosi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-boss-del-narcotraffico-di-ndrangheta-vittorio-raso-estradato-in-italia-e-arrestato/">Il boss del narcotraffico di &#8216;ndrangheta Vittorio Raso estradato in Italia e arrestato</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Luzi (Comandante generale Arma CC): &#8220;Traffico droga &#8216;ndrangheta non ha conosciuto lockdown&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/luzi-comandante-generale-arma-cc-traffico-droga-ndrangheta-non-ha-conosciuto-lockdown/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2021 14:07:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Luzi]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Alla partenza dal Sudamerica un chilo di cocaina vale mille dollari per chi lo compera, all&#8217;arrivo in Europa il suo valore per l&#8217;organizzazione mafiosa che l&#8217;ha preso in carico ne vale 40mila, poi con il taglio si arriva a 300mila euro. Pochi beni al mondo danno una produttività così elevata nel giro di un mese, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Alla partenza dal Sudamerica un chilo di cocaina vale mille dollari per chi lo compera, all&#8217;arrivo in Europa il suo valore per l&#8217;organizzazione mafiosa che l&#8217;ha preso in carico ne vale 40mila, poi con il taglio si arriva a 300mila euro</strong>. Pochi beni al mondo danno una produttività così elevata nel giro di un mese, è chiaro che chi organizza questo traffico ha una disponibilità di risorse che si contano non a chili ma a quintali&#8221;. <strong>Lo ha detto il comandante generale dell&#8217;Arma dei carabinieri, Teo Luzi, in audizione davanti alla commissione Antimafia.</strong> E l&#8217;organizzazione che domina questo mercato è la &#8216;ndrangheta.</p>
<p>Cosa nostra vuole recuperare un ruolo di di <wbr />maggior <wbr />rilievo nel <wbr />narcotraffico, &#8220;settore <wbr />ch <wbr />oggi <wbr />vede una netta prevalenza della &#8216;ndrangheta, che da questa trae <wbr />la <wbr />maggior <wbr />forza <wbr />economica&#8221;. ha poi aggiunto Luzi, durante l&#8217;audizione.</p>
<p>Il comandante ha sottolineato ancora che &#8220;<strong>il narcotraffico gestito dalla &#8216;ndrangheta &#8220;non ha conosciuto <wbr />lockdown&#8221;, basti pensare che il solo porto di Gioia Tauro ha fatto registrare, nel primo trimestre del 2021, sequestri per oltre 6 tonnellate, pari all’88% del totale dei sequestri eseguiti sul territorio nazionale&#8221;. </strong></p>
<p><strong>&#8220;Le modalità di infiltrazione e la notevole forza corruttiva di cui dispone fanno della &#8216;ndrangheta una dinamica e spregiudicata holding economico-finanziaria&#8221;, sottolineando infine, che &#8220;il traffico di cocaina resta l’affare principale dal quale le cosche calabresi traggono forza economica&#8221;. </strong></p>
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