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	<title>mostra Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Lamezia: sul set della serie Sandokan mostra, proiezione, allestimenti e abiti di scena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 10:30:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sandokan arriva in Calabria con una rassegna dedicata alla serie TV “Sandokan”, prodotta da Lux Vide, società del Gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction per Rai1, col sostegno della Calabria Film Commission. Il programma prevede una mostra, alcune proiezioni e allestimenti. Sarà possibile ammirare gli abiti e gli oggetti di scena originali, all’interno delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sandokan arriva in Calabria con una rassegna dedicata alla serie TV “Sandokan”, prodotta da Lux Vide, società del Gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction per Rai1, col sostegno della Calabria Film Commission. Il programma prevede una mostra, alcune proiezioni e allestimenti. Sarà possibile ammirare gli abiti e gli oggetti di scena originali, all’interno delle ambientazioni dove è stata realizzata e la proiezione in anteprima dei primi due episodi all’interno del backlot della Fondazione Film Commission Calabria a Lamezia Terme. I set all’interno del backlot sono il “Consolato di Labuan” e il rifugio di “Singapore”.</p>
<p>La mostra è stata inaugurata oggi, in preparazione dell’uscita della serie il 1 dicembre su Rai1,  e si protrarrà fino a gennaio inoltrato. La regia di Sandokan è affidata a Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. Can Yaman interpreta Sandokan, Alanah Bloor lsarà Marianna. Con loro Ed Westwick nel ruolo dell’affascinante antagonista Lord Brooke, mentre Alessandro Preziosi darà il volto all’iconico Yanez de Gomera. </p>
<p>Le riprese di Sandokan si sono tenute nel Teatro 7 del polo produttivo di Lux Vide, e tra l’Isola di Reunion, il Lazio, la Toscana. <strong>In Calabria, a Lamezia Terme,</strong> nella cui area industriale è stata ricostruita in un backlot la colonia inglese di Labuan. Quindi a <strong>Le Castella</strong>, (Isola di Capo Rizzuto in provincia di Crotone), <strong>Laghi La Vota Gizzeria</strong> (Catanzaro), <strong>Grotticelle</strong> (Ricadi) e <strong>Tropea</strong> (Vibo Valentia).</p>
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		<title>Evento Collaterale Mostra Venezia: il Premio Fondazione Mimmo Rotella a Paolo Sorrentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/evento-collaterale-mostra-venezia-il-premio-fondazione-mimmo-rotella-a-paolo-sorrentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2025 06:45:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta nel giardino della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, sul Canal Grande, la cerimonia di consegna della ventiquattresima edizione del Premio Fondazione Mimmo Rotella, evento collaterale della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia. Il riconoscimento – istituito nel 2001 per volontà di Mimmo Rotella (Catanzaro 1918 – Milano 2006) – celebra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta nel giardino della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, sul Canal Grande, la cerimonia di consegna della <strong>ventiquattresima edizione del Premio Fondazione Mimmo Rotella</strong>, evento collaterale della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia. Il riconoscimento – istituito nel 2001 per volontà di <strong>Mimmo Rotella</strong> (Catanzaro 1918 – Milano 2006) – celebra la feconda relazione tra i linguaggi del cinema e delle arti visive. Un omaggio alla settima arte, che ha rappresentato uno dei temi fondamentali nell’immaginario e nella poetica del Maestro del décollage. Il <strong>Premio Fondazione Mimmo Rotella 2025</strong> è stato assegnato al regista <strong>Paolo Sorrentino</strong>, figura centrale del cinema contemporaneo, autore di un linguaggio inconfondibile capace di coniugare la tradizione cinematografica italiana con una visione personale e universale, in cui convivono introspezione, ironia, sguardo visionario, e un’estetica che dialoga costantemente con la storia dell’arte. <b>Il Premio è stato conferito per la coerenza di un percorso autoriale che ha saputo dare lustro al cinema italiano nel mondo e per l&#8217;intensità con cui <i>La Grazia</i> si propone come un&#8217;opera autenticamente originale, problematica e poetica in grado di porci di fronte alle nostre coscienze.</b></p>
<p>A consegnare il Premio – un’opera originale del Maestro Mimmo Rotella – sono stati <strong>Nicola Canal</strong>, Presidente della Fondazione Mimmo Rotella, <strong>Gianvito Casadonte</strong>, Direttore Artistico del Premio, e rappresentanti delle istituzioni culturali e del mondo del cinema internazionale. Dal 2014 sotto la direzione artistica di Gianvito Casadonte, il Premio Fondazione Mimmo Rotella ha visto tra i suoi insigniti protagonisti del calibro di Al Pacino, Michael Caine, Ai Weiwei, Willem Dafoe, Julian Schnabel, Hayao Miyazaki, Shirin Neshat e Mick Jagger. Tra gli italiani, figure che hanno saputo raccontare il Paese con uno sguardo autentico e originale, come Toni Servillo, Mario Martone, Marco Bellocchio e Ascanio Celestini. Nel 2024 il Premio è stato attribuito a <em>Iddu</em> di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza.</p>
<p>Il <b>Premio Fondazione Mimmo Rotella</b> si conferma così come un progetto in cui l’arte prende vita grazie alla luce del cinema e il cinema si lascia ispirare dalla forza visionaria dell’arte, rinnovando ogni anno un dialogo che rimane profondamente attuale, reso possibile dall’intuizione del grande artista. Inoltre, questa <b>ventiquattresima edizione </b>del Premio rappresenta l’avvio delle <b>celebrazioni </b>che la <b>Fondazione Mimmo Rotella</b> dedicherà al <b>ventennale della scomparsa del grande artista calabrese</b>, avvenuta nel 2006: a partire da gennaio 2026 prenderà il via da Catanzaro un ricco programma di mostre curate da <b>Alberto Fiz</b> e realizzate dalla Fondazione in collaborazione con numerose istituzioni e musei in tutta la penisola.</p>
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		<title>Sabato a Nocera Terinese mostra di abiti da sposa vintage e teatro con “U matrimoniu e na vota”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sabato-a-nocera-terinese-mostra-di-abiti-da-sposa-vintage-e-teatro-con-u-matrimoniu-e-na-vota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 07:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il valore del tempo non è mai legato unicamente alle stagioni, quanto allo sviluppo dei cambiamenti e delle innovazioni. Le evoluzioni estetiche, che sono il riflesso di queste trasformazioni, hanno segnato, ineluttabilmente, una fase di grande rinnovamento. Sviluppi rilevanti che hanno insinuato radici profonde nella storia della moda e delle tradizioni. L’idea, come sottolineato, non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il valore del tempo non è mai legato unicamente alle stagioni, quanto allo sviluppo dei cambiamenti e delle innovazioni.  Le evoluzioni estetiche, che sono il riflesso di queste trasformazioni, hanno segnato, ineluttabilmente, una fase di grande rinnovamento. Sviluppi rilevanti che hanno insinuato radici profonde nella storia della moda e delle tradizioni. L’idea, come sottolineato, non è certo quella di indagare gli aspetti storici e sociologici che si sono susseguiti nel tempo, ma quella di ripercorrere, con fantasia e genialità, momenti importanti che custodiscono elementi e dettagli di grande creatività. Artistica ed intellettuale. </p>
<p>Prendendo le mosse dall’idea di intraprendere questo viaggio insieme, <strong>Nocera Attorinese</strong>, in collaborazione con <strong>ilComitato.com</strong>, ha pensato di dar vita a questi ricordi: una mostra che propone la visione di abiti da sposa vintage. L’evento che si svolgerà a Nocera Terinese, sabato 2 agosto alle ore 19.00, nel Palazzo Mancini, segnerà un momento importante: il ritorno al passato, al tempo in cui quegli abiti semplici ed essenziali, tutti contraddistinti da dettagli singolari e molto ricercati, accompagnavano momenti di grande felicità: il matrimonio. Abiti da sposa custoditi gelosamente e concessi in esclusiva. Tra le chicche più curiose, gli accessori. Questi ultimi, cappelli, guanti, scarpe e bouquet di fiori in tessuto, forniscono elementi utili a raccontare rappresentazioni e stili di una moda stilistica imponente e raffinata. </p>
<p>Un viaggio nel tempo che riflette i cambiamenti sociali, culturali ed economici attraverso le epoche. Seguirà domenica 3 agosto, alle ore 20.00 uno spettacolo strabiliante: la rappresentazione teatrale   , che vedrà la partecipazione di giovani talentuosi, e che si concluderà con la “cena nuziale” presso Largo Sotto la Motta.<br />
<strong>Catia Pulice</strong></p>
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		<title>“Le Madri Costituenti” in anteprima a Lamezia Terme. Ultima tappa il 2 giugno 2025 a Casali del Manco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 06:30:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un evento determinato dalla volontà di far conoscere la storia delle 21 donne elette all’Assemblea Costituente; solo 5 di loro entrarono nella Commissione dei 75, nessuna nella Commissione dei 18, per la redazione della Costituzione. La mostra è stata ideata e curata dal comitato  “Se non ora quando?” di Marzi (CS) divenendo poi itinerante grazie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un evento determinato dalla volontà di far conoscere la storia delle 21 donne elette all’Assemblea Costituente; solo 5 di loro entrarono nella Commissione dei 75, nessuna nella Commissione dei 18, per la redazione della Costituzione. La mostra è stata ideata e curata dal comitato  “Se non ora quando?” di Marzi (CS) divenendo poi itinerante grazie ad AIParC Cosenza. La sua anteprima a Lamezia Terme ha avuto anche il patrocinio della Biblioteca e Casa Museo Gullo. Fausto Gullo si ricorda per essere stato uno dei Padri Costituenti e fu proprio lui a proporre l’istituzione dell’Assemblea Costituente. <strong>Il patrocinio della Biblioteca e Casa Museo Gullo è stato anche concesso per la chiusura prevista il 2 giugno presso la Biblioteca Comunale di Casali del Manco (CS). </strong></p>
<p>Antonella Bongarzone, direttrice della Biblioteca e Casa Museo Gullo, ha dichiarato che «è importante in questo determinato momento storico che queste iniziative siano non solo celebrative ma giornate di ricordo e condivisione della storia del Paese; per questo la Biblioteca e Casa Museo Gullo, presidio culturale di alto valore regionale e nazionale, ha inteso patrocinare esclusivamente gli eventi dell’anteprima e della chiusura della mostra. È bene coinvolgere nelle altre date della mostra itinerante gli attori culturali presenti su ogni territorio in modo da garantire la pluralità di voci e di condivisioni». L’evento già svolto lo scorso 24 aprile a Lamezia Terme negli spazi del Laboratorio d’Arte Cerra è stato un racconto a più voci che si è snodato durante la serata, intervallato da momenti musicali del duo Francesca Salerno e Luigi Morello; i musicisti hanno interpretato canti della nostra tradizione popolare e diversi inediti, tra cui il brano “Donna” composto dalla Salerno che la stessa, in questa particolare occasione, ha voluto dedicare alle donne madri della Repubblica. A dare avvio alla serata è stata la proiezione di un video realizzato da “Se non ora quando?” di Marzi: una narrazione di pochi minuti ricchi ed intensi dell’ingresso di queste 21 donne nell’Assemblea Costituente, arricchita da meravigliose immagini di repertorio legate alla storia della Repubblica. I saluti iniziali di Rosella Cerra che ha ospitato l’evento e di  Antonella Bongarzone, direttrice della Biblioteca Casa Museo Gullo.</p>
<p>Sono poi seguiti gli interventi di <strong>Tania Frisone</strong>, presidente AIParC Cosenza, che ha presentato il libro di Nella Matta <strong>“</strong>In cammino verso i diritti. Le Madri Costituenti<strong>” (Cosenza, 2022) e di Fedra</strong><strong> Tucci</strong> di “Se non ora quando?” di Marzi, che ha racconto di come è nata l’idea della mostra sulle Madri Costituenti. Ha preso poi la parola <strong>Teresa Sacco</strong> sempre di “Se non ora quando?”di Marzi incentrando il suo intervento sulla figura di Teresa Mattei ed infine è intervenuta <strong>Rosa Principe</strong> come AiIParC Cosenza che ha delineato il valore della nostra Carta Costituzionale non solo dal punto di vista storico ma anche giuridico. È  seguito un acceso dibattito nel quale sono emerse anche criticità sul percorso delle Madri Costituenti. Un percorso molto difficile in un mondo maschilista e patriarcale che ancora oggi continua a manifestarsi con molta violenza. A conclusione una vibrante e graffiante interpretazione di “Bella Ciao” da parte di Francesca Salerno e Luigi Morello.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-310801" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti-300x169.jpg" alt="" width="644" height="363" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti-300x169.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti-768x432.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti-747x420.jpg 747w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti-696x391.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Madri-Costituenti.jpg 900w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
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		<title>Lamezia Terme rende onore con una mostra a “Le madri costituenti”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-terme-rende-onore-con-una-mostra-a-le-madri-costituenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2025 06:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da giovedì 24 aprile la mostra su “Le Madri Costituenti” arriva il 24 aprile prossimo a Lamezia Terme, curata da Se non ora quando? Marzi in collaborazione con AIParC Cosenza, e AiparC Lamezia Terme. La manifestazione si svolgerà presso il Laboratorio d’Arte di Rosella Cerra, dove l’8 marzo è stata inaugurata la mostra su “La [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da giovedì 24 aprile la mostra su “<strong>Le Madri Costituenti</strong>” arriva il 24 aprile prossimo a Lamezia Terme, curata da Se non ora quando? Marzi in collaborazione con AIParC Cosenza, e AiparC Lamezia Terme. La manifestazione si svolgerà presso il Laboratorio d’Arte di Rosella Cerra, dove l’8 marzo è stata inaugurata la mostra su “La Scelta di Adamo” con il patrocinio della Casa Museo Gullo. L’evento a Lamezia è patrocinato anche questo dalla Casa Museo Gullo e dalla Biblioteca Gullo. Ricordiamo che Fausto Gullo fu uno dei Padri Costituenti, e che diede anche lui un sostanziale contributo alla stesura della nostra Carta Costituzionale. I temi si incrociano sulla figura della Gran Madre, della Genesi, del Libero Arbitrio, della Liberazione. Un lungo percorso che è tracciato sulle orme della forza ri-generatrice delle Donne, capaci di fondare e ri-fondare un genere umano in cerca di “emancipazione”.</p>
<p>Sono 21 le “Madri Costituenti”. Quelle <strong>elette all’Assemblea Costituente italiana nel 1946</strong> e che hanno partecipato e contribuito alla stesura della Costituzione. Il 2 giugno 1946 gli italiani sono chiamati a votare per il Referendum e scegliere tra Monarchia e Repubblica. Vengono eletti anche i rappresentanti all’Assemblea costituente. Su 556 deputati eletti le donne sono 21.<br />
Le comuniste sono nove: <strong>Adele Bei, Nadia Gallico Spano, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minelli, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini e Maria Maddalena Rossi</strong>, nove anche le democristiane: <strong>Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra e Vittoria Titomanlio</strong>, due le socialiste: <strong>Bianca Bianchi e Lina Merlin</strong> e una del Fronte dell’Uomo Qualunque <strong>Ottavia Penna</strong>.</p>
<p>La mostra fotografica sarà occasione per animare un dibattito che vedrà gli interventi di Antonella Bongarzone, direttrice della Biblioteca e Casa Museo Gullo, di Teresa Sacco di Se non ora quando? Marzi, Tania Frisone, Rosa Principe, Anna Maria Ventura e Ada Giorno di AIParC Cosenza, Dora Anna Rocca di AIParC Lamezia. Sarà introdotto da Rosella Cerra che ospita l’evento. È patrocinato dalla “Casa Museo Gullo” e dalla “Biblioteca Gullo”. Nella medesima occasione verrà presentato il libro di Nella Matta “In cammino verso i diritti. Le Madri Costituenti”. L’evento sarà accompagnato dalle canzoni di Amore e Lotta interpretati da Luigi Morello e Francesca Salerno&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Reggio, al Museo nazionale &#8216;Cyprea: la rete di Afrodite&#8217;: unione tra arte contemporanea e archeologia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-al-museo-nazionale-cyprea-la-rete-di-afrodite-unione-tra-arte-contemporanea-e-archeologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 07:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA['Cyprea: la rete di Afrodite']]></category>
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		<category><![CDATA[Museo]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;esposizione al Museo del Foro Romano del parco archeologico del Colosseo, è approdata al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, la mostra &#8220;Cyprea: la rete di Afrodite&#8221; che ha ospitato Afrodite in tutte le sue forme.&#8221;Ci è sembrato doveroso portare nella Magna Grecia, in questo splendido contesto Afrodite &#8211; ha dichiarato il curatore della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;esposizione al Museo del Foro Romano del parco archeologico del Colosseo, è approdata al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, la mostra &#8220;Cyprea: la rete di Afrodite&#8221; che ha ospitato Afrodite in tutte le sue forme.&#8221;Ci è sembrato doveroso portare nella Magna Grecia, in questo splendido contesto Afrodite &#8211; ha dichiarato il curatore della mostra Giorgio Calcara &#8211; in un dialogo con i reperti della Locride, attinenti la figura di Venere, tra archeologia ed arte contemporanea&#8221;. La mostra, allestita nella piazza &#8220;Paolo Orsi&#8221; del Museo archeologico nazionale, e visitabile fino al 27 aprile 2025, coinvolge otto diversi artisti: quattro italiani e quattro provenienti da Cipro.</p>
<p>&#8220;Vuole raccontare &#8211; ha aggiunto Calcara &#8211; questa figura, dall&#8217;astratto al concreto, di una immagine femminile arcaica, sì, ma anche estremamente contemporanea. Partiamo da questa immagine classica, omerica per fare un viaggio a ritroso. Entro fine anno, e fino ad inizio 2026 &#8216;Cyprea: la rete di Afrodite&#8217;, terminerà il suo percorso proprio a Cipro dove riporteremo a casa Afrodite&#8221;. &#8220;Abbiamo volute declinare la figura di Afrodite declinandolo con soggetti moderni &#8211; ha spiegato il direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Fabrizio Sudano &#8211; esponendo anche reperti inediti che erano conservati nei nostri depositi che raccontano il tema di Afrodite in una sorta di trasversalità tra bellezza femminilità e creazione, che sono i temi principali della divinità e della bellezza&#8221;.</p>
<p>Reggio Calabria rappresenta la seconda tappa di questo percorso espositivo. &#8220;Questo luogo ha una radice fortissima &#8211; ha ricordato Stefania Pennacchio, reggina e direttrice artistica della mostra &#8211; sia dalla Locride che in questo territorio, di una divinità dove i sacrifici incruenti: latte, miele, vino con miele all&#8217;interno e incenso d&#8217;Arabia, raccontano di un bisogno di pacificazione e un desiderio di bellezza, nel senso etico e filosofico del termine&#8221;. &#8220;Cyprea&#8221; sostenuta da ministero della Cultura, ambasciata di Cipro a Roma, Regione Sicilia, Parco archeologico Naxsos/Taormina, Naxos legge, ministero della Cultura di Cipro, Rotta dei Fenici &#8211; Consiglio Europeo, Leucò Art Gallery, ha già fatto tappa in città simbolo del Mediterraneo, tra cui Naxos/Taormina, Pafos e Nicosia, rafforzando il dialogo tra le due sponde del Mare Nostrum.</p>
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		<title>&#8220;Il calcio è arte&#8217;: In mostra oltre mille cimeli alla Pinacoteca civica di Reggio Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 07:30:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aperta da questa mattina presso la Pinacoteca civica di Reggio Calabria la mostra &#8220;Il calcio è arte&#8221; che rappresenta un&#8217;immersione totale nella mitologia calcistica ma può anche avvicinare mondi distanti non solo geograficamente, azzerando barriere fisiche e sociali altrimenti insormontabili. Il pallone in cuoio con cui Puskás e Di Stefano segnarono 7 goal nella finale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aperta da questa mattina presso la<strong> Pinacoteca civica di Reggio Calabria</strong> la mostra <strong>&#8220;Il calcio è arte&#8221;</strong> che rappresenta un&#8217;immersione totale nella mitologia calcistica ma può anche avvicinare mondi distanti non solo geograficamente, azzerando barriere fisiche e sociali altrimenti insormontabili. Il pallone in cuoio con cui Puskás e Di Stefano segnarono 7 goal nella finale di Coppa dei Campioni Real Madrid-Eintracht del 1960, o il Pallone d&#8217;oro vinto da Ronaldinho nel 2005: sono &#8220;solo&#8221; due degli oltre mille preziosi cimeli che nei prossimi tre mesi saranno custoditi nella Pinacoteca. Sono vere e proprie reliquie laiche quelle scelte dalla prestigiosa <strong>&#8216;World Football Collection&#8217;</strong> che per conto del Comune di Reggio Calabria racconta <strong>150 anni di storia del calcio moderno</strong> attraverso un&#8217;esperienza che va ben oltre il suo indiscutibile valore storico e sportivo. L&#8217;iniziativa ha infatti un carattere sociale perché, oltre alla condivisione di un&#8217;esperienza che per molti rende quasi tangibile ciò che si era solo sognato, punta a favorire riflessioni e dibattiti sui valori sani dello sport e su come possano tramutarsi in impegno concreto contro ogni forma di discriminazione e violenza.</p>
<p>La mostra, che è la prima di un <strong>tour mondiale di 50 date in due anni</strong>, apre oggi al pubblico e resterà <strong>visitabile fino al 3 marzo del 2025,</strong> tre mesi durante i quali arriveranno in città importanti personalità del mondo del calcio, della cultura e del giornalismo che in un ciclo di incontri esploreranno molti temi sociali. Saranno affrontati argomenti come il dialogo tra i popoli, la lotta al razzismo, il riscatto sociale, ma anche aspetti espressamente culturali ed artistici: il calcio come ispirazione per l&#8217;arte figurativa e contemporanea, l&#8217;estetica del gesto atletico e la sua valenza artistica, la narrazione del calcio come fenomeno culturale globale.</p>
<p>&#8220;Evidenti, nel presentare l&#8217;iniziativa &#8211; è scritto in una nota &#8211; l&#8217;orgoglio e la soddisfazione del sindaco Falcomatà e degli altri rappresentanti dell&#8217;Amministrazione comunale e metropolitana, tra i principali fautori del proficuo dialogo avviato ormai da tempo con l&#8217;Agenzia di Coesione e sfociato nella programmazione di importanti investimenti mirati tanto a promuovere il patrimonio culturale della città, quanto a farlo scoprire al mondo attraverso eventi che rendono Reggio Calabria un polo attrattivo di respiro internazionale&#8221;. Non certo casuale, prosegue la nota, &#8220;la scelta della Pinacoteca per ospitare la mostra: le teche con i reperti della storia del calcio sono state sapientemente collocate in mezzo alle preziose opere d&#8217;arte che il luogo custodisce. Ciò potrà servire anche a far riscoprire ai reggini centri propulsori di cultura quali la Pinacoteca aprendone le porte a tutti e facendone il privilegiato punto d&#8217;incontro tra, appunto, calcio e arte. Tutto ciò senza dimenticare la solidarietà: il biglietto d&#8217;ingresso della mostra manterrà infatti il consueto costo simbolico di 2 euro, ai quali si potrà aggiungere una donazione individuale in favore della Fondazione Chops Malattie Rare&#8221;.</p>
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		<title>A Roma la prima mostra dedicata al cammino artistico del cantautore calabrese Rino Gaetano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 11:28:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, come negli anni &#8217;70, Rino Gaetano rimane una figura peculiare e inclassificabile nel panorama della musica leggera italiana. Aveva portato nel cantautorato influenze poco ortodosse, che andavano dalla musica sacra ai suoni in levare di reggae e rocksteady. Non era né impegnato e organico alla sinistra, come un De Gregori, né disimpegnato al punto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, come negli anni &#8217;70, Rino Gaetano rimane una figura peculiare e inclassificabile nel panorama della musica leggera italiana. Aveva portato nel cantautorato influenze poco ortodosse, che andavano dalla musica sacra ai suoni in levare di reggae e rocksteady. Non era né impegnato e organico alla sinistra, come un De Gregori, né disimpegnato al punto di beccarsi del qualunquista, o peggio, come Battisti. Eppure il suo impegno sociale era molto meno astratto di quello sbandierato da colleghi sulla carta più politicizzati, per quanto le sue liriche fossero tutt&#8217;altro che dirette, piene com&#8217;erano di allegorie, apparenti nonsense, spunti surrealisti.<br />
Come quella di altri grandi irregolari, l&#8217;opera di Rino Gaetano è invecchiata molto bene. Si vedono tanti volti giovani alle manifestazioni musicali in suo ricordo che si svolgono il 2 giugno, anniversario della sua prematura morte avvenuta nel 1981 in un incidente stradale, a Piazza Sempione, cuore di Montesacro, il quartiere romano dove viveva. Le cover band a lui dedicate, dai Ciao Rino ai Sei Ottavi, hanno carriere ormai ventennali che le hanno portate anche all&#8217;estero e i loro concerti sono sempre affollati. E un capitolo a parte meriterebbe il ruolo di totem culturale sempiterno per tanti calabresi, studenti fuori sede o ex tali, che, come lui, hanno scelto Roma. Se Gaetano continua a parlare a così tante persone è anche per una poetica che racchiude l&#8217;eredità della provincia profonda e gli infiniti stimoli di una metropoli in fermento come la Roma degli anni &#8217;70, quella del Folkstudio di via Garibaldi. Giusto quindi che sia Trastevere a ospitare la prima mostra dedicata all&#8217;artista.</p>
<p>L&#8217;esposizione è curata da Alessandro Nicosia e da Alessandro Gaetano, figlio di Anna, che della memoria dell&#8217;indimenticato fratello è custode e ha messo a disposizione materiali esposti spesso per la prima volta. Documenti, foto, cimeli artistici, la raccolta dei dischi, video, strumenti musicali, manifesti, la sua collezione di cappelli, abiti di scena come l&#8217;accappatoio indossato durante il Festivalbar all&#8217;Arena di Verona e la giacca in pelle utilizzata a Sanremo.<br />
Oltre all&#8217;intera discografia di Rino Gaetano, sei Lp pubblicati dal 1973 al 1980, sono esposti alcuni dei dischi della sua collezione personale, che mostrano un gusto molto eclettico. C&#8217;è Paul Simon, c&#8217;è Lucio Battisti, ci sono i Rolling Stones. I Pink Floyd, I Doors, Bowie, De André&#8230; E poi i suoi taccuini, con appunti, scalette e caricature.</p>
<p>&#8220;È una mostra volutamente leggera&#8221;, spiega Nicosia, che di Gaetano ricorda &#8220;l&#8217;impegno sociale, anticonformismo e il coraggio di attaccare la corruzione dei politici, portando avanti il tutto con timidezza e leggerezza, accompagnate da grande generosità&#8221;. Alla presentazione della mostra, ospitata dal Museo di Roma in Trastevere fino al 28 aprile, tre musicisti diversissimi ma accomunati dall&#8217;amore per Rino Gaetano, hanno portato la loro testimonianza. Sergio Cammariere racconta di quando scoprì di essere cugino di Rino Gaetano in quanto suo nonno paterno, gran tombeur de femmes, fu padre di Maria Gaetano, madre di Rino. Giusy Ferreri ha menzionato la &#8220;grande personalità e onestà nello scrivere i testi&#8221; che hanno consentito a quelle canzoni di resistere al tempo e ha ricordato l&#8217;impatto di &#8220;Gianna&#8221;, prima canzone portata a Sanremo a includere la parola &#8220;sesso&#8221;.<br />
Per Riccardo Cocciante Gaetano, con cui condivise una tournée, era &#8220;un vero artista, ovvero una persona che non sceglie quello che fa, è scelto dalla vita per fare quella determinata cosa e certe volte subisce questo suo ruolo che deve assumere&#8221;. &#8220;Certe volte fa piacere ma l&#8217;artista lo fa comunque anche senza successo&#8221;, ha aggiunto, &#8220;invece un impiegato della musica lo decide e a un certo momento se vuole smette. L&#8217;artista non smette mai. Non può smettere. Rino era così&#8221;.<br />
(<em>Agi</em>)</p>
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		<title>FOTO-Lamezia, presentato &#8220;Sud. Il Capitale che serve&#8221; il nuovo libro di Carlo Borgomeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 10:00:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Lamezia Terme, presso il Chiostro San Domenico, si è svolto un importante evento culturale culminato con l’inaugurazione della mostra “Castelli e Chiese di Calabria”, di proprietà della Fondazione Carical, e con la presentazione del libro di Carlo Borgomeo “Sud. Il Capitale che serve”. L’evento, promosso dalla Fondazione Carical e patrocinato dal Comune di Lamezia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Lamezia Terme, presso il Chiostro San Domenico, si è svolto un importante evento culturale culminato con l’inaugurazione della mostra “Castelli e Chiese di Calabria”, di proprietà della Fondazione Carical, e con la presentazione del libro di Carlo Borgomeo “Sud. Il Capitale che serve”. L’evento, promosso dalla Fondazione Carical e patrocinato dal Comune di Lamezia Terme, è stato realizzato in partenariato con LameziaEuropa, Fondazione Trame, Comunità Progetto Sud, Sistema Bibliotecario Lametino e Chiostro San Domenico. La mostra, che permette di conoscere una parte dell’inestimabile patrimonio culturale e storico della Calabria è composta dai plastici realizzati dal Maestro vibonese Domenico Chiarella, che riproducono fedelmente alcuni tra i più importanti monumenti del territorio calabrese, come il Castello Murat di Pizzo Calabro, la Chiesa di Santa Maria dell’Isola di Tropea, il castello di Santa Severina, la Cattolica di Stilo, il castello di Scilla, il Duomo di Cosenza e la monumentale Certosa di Serra San Bruno.<br />
Alla presenza di Mons. Serafino Parisi Vescovo di Lamezia Terme, il Presidente della Fondazione Carical Giovanni Pensabene, il Sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro ed il Vicesindaco Antonello Bevilacqua, il Presidente della Lameziaeuropa Leopoldo Chieffallo, hanno tagliato il nastro inaugurale della mostra, visitabile fino al 2 marzo 2024.</p>
<p>Le scuole lametine sono invitate a visitare, gratuitamente, la mostra e a partecipare al contest rivolto a tutti gli studenti, di ogni ordine e grado, attraverso la creazione di componimenti (foto, disegni, testi scritti, ecc.), che saranno valutati, a fine mostra, da una Commissione designata dalla Fondazione Carical che premierà i migliori tre elaborati. Nella sala multimediale del Chiostro è stato inoltre presentato il libro di Carlo Borgomeo “Sud. Il Capitale che serve”. Ai lavori moderati da Tullio Rispoli, dopo i saluti istituzionali, hanno offerto spunti e testimonianze di impegno diretto sul campo Giacinto Gaetano, Doris Lo Moro, Don Giacomo Panizza e Nuccio Iovene. Un testo che all’analisi delle politiche e degli strumenti adottati per il Sud negli ultimi 72 anni, dalla nascita della Cassa per il Mezzogiorno, unisce un valore propositivo mirato non tanto ad offrire soluzioni, ma a cercare nuovi e più efficaci percorsi strategici per sciogliere i nodi ancora attuali legati al persistente divario tra Nord e Sud.<br />
A Carlo Borgomeo è stato consegnato un riconoscimento per il suo lavoro svolto a partire dagli anni 70 che lo ha portato ad essere un protagonista delle politiche per il Sud e del rilancio produttivo dell’area industriale ex Sir di Lamezia Terme attraverso il supporto finanziario fornito da amministratore delegato di Sviluppo Italia nel 1999 alla operazione di acquisto delle aree.<br />
Lamezia Terme ed il comprensorio lametino sono stati diretti protagonisti, a partire da metà degli anni 90, delle politiche per il sud ed il capitale sociale di questo territorio, enti locali, forze sociali, imprenditori, associazioni di categoria, enti del terzo settore, ha lavorato insieme attraverso una fattiva concertazione per raggiungere importanti risultati quali il rilancio produttivo dell’area ex Sir, i Patti Territoriali, la valorizzazione dei beni confiscati, le politiche culturali, il progetto PON METRO basato sulla coprogrammazione e coprogettazione in fase di avvio, progetti ed iniziative su cui in una logica di piena continuità e condivisione istituzionale si sta continuando ad operare.</p>
<p>Passare da Politiche per il Sud a Politiche Con il Sud, investire ed accumulare Capitale Sociale inteso come insieme di relazioni, reti e partecipazione attiva che rafforzano il senso di comunità, valorizzare il terzo settore, il welfare di prossimità, la collaborazione pubblico-privato, asset strategici per modernizzare e rendere più competitivo il Mezzogiorno. In tale ottica anche in Calabria le esperienze virtuose esistono e stanno crescendo, Comunità Progetto Sud e Festival Trame ne sono un esempio concreto, ma vanno rese sistemiche all’interno di un disegno organico di rilancio.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/foto-lamezia-presentato-sud-il-capitale-che-serve-il-nuovo-libro-di-carlo-borgomeo/">FOTO-Lamezia, presentato &#8220;Sud. Il Capitale che serve&#8221; il nuovo libro di Carlo Borgomeo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Reggio, al Museo archeologico nazionale la mostra &#8220;I Bronzi di Riace. Cinquantuno anni di storia&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-al-museo-archeologico-nazionale-la-mostra-i-bronzi-di-riace-cinquantuno-anni-di-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2023 06:40:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Esattamente cinquantuno anni fa, il 16 agosto 1972, venivano scoperti i magnifici Bronzi di Riace, i due “Eroi venuti dal mare” oggi icone culturali dell’area dello Stretto e di tutta la Calabria. Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria in questi giorni accoglie i tantissimi turisti con la mostra “I Bronzi di Riace. Cinquanta anni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/reggio-al-museo-archeologico-nazionale-la-mostra-i-bronzi-di-riace-cinquantuno-anni-di-storia/">Reggio, al Museo archeologico nazionale la mostra &#8220;I Bronzi di Riace. Cinquantuno anni di storia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Esattamente cinquantuno anni fa, il 16 agosto 1972, venivano scoperti i magnifici Bronzi di Riace, i due “Eroi venuti dal mare” oggi icone culturali dell’area dello Stretto e di tutta la Calabria. Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria in questi giorni accoglie i tantissimi turisti con la mostra “I Bronzi di Riace. Cinquanta anni di storia”, un suggestivo percorso multimediale curato dal direttore del Museo, Carmelo Malacrino. </p>
<p>Le foto d’epoca e i filmati degli archivi di Rai Teche accompagnano i visitatori alla scoperta di una storia straordinaria, immergendoli tra le voci dei protagonisti dei momenti salienti di mezzo secolo di storia delle due statue: la scoperta, i restauri, le esposizioni.</p>
<p>«Il 16 agosto resterà sempre una data da celebrare in Calabria – commenta il direttore Malacrino. Il rinvenimento dei Bronzi di Riace si annovera tra le scoperte più sensazionali dell’archeologia subacquea, con tanti misteri ancora irrisolti: chi rappresentavano le due statue? chi le ha create? dove? e soprattutto, in che modo finirono sui fondali del mare di Riace? Tante le proposte avanzate dai vari studiosi, ma ancora nessuna si è dimostrata certa. Quel che è certo è che resta sempre emozionante celebrare questa ricorrenza. Dopo il Cinquantesimo anniversario, oggi continuano a festeggiare i Bronzi di Riace, non solo perché restino meravigliosi capolavori del Mediterraneo, ma anche per farli diventare patrimonio dell’umanità».</p>
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