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	<title>montani Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Abita Borghi Montani, sottoscritte convenzioni tra Regione e 64 Comuni montani calabresi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 15:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sottoscritte oggi, alla Cittadella regionale di Catanzaro, le convenzioni per l’attuazione del bando “Abita Borghi Montani Calabria” tra la Regione Calabria e i sindaci dei Comuni calabresi. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e favorire la rivitalizzazione economica e sociale dei piccoli comuni. In totale sono 89 i Comuni ammessi; 64 quelli che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscritte oggi, alla Cittadella regionale di Catanzaro, le convenzioni per l’attuazione del bando “<em>Abita Borghi Montani Calabria</em>” tra la Regione Calabria e i sindaci dei Comuni calabresi. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e favorire la rivitalizzazione economica e sociale dei piccoli comuni. In totale sono 89 i Comuni ammessi; 64 quelli che hanno sottoscritto le convenzioni finalizzate all’erogazione di contributi economici a favore di soggetti che trasferiscono la residenza e la dimora abituale nel territorio comunale o che avviano e mantengono un’attività imprenditoriale nel borgo per il periodo minimo stabilito dal bando. La dotazione complessiva è di 5 milioni di euro, di cui almeno 4 milioni destinati alle nuove attività imprenditoriali e un massimo di 1 milione ai pensionati e ai lavoratori agili. Ogni Comune può ottenere fino a 100.000 euro. Le risorse vengono assegnate tramite graduatoria regionale, sulla base di criteri quali il numero di abitanti, il tasso di spopolamento, l’appartenenza alle aree interne, la distanza dai capoluoghi e la qualità del bando comunale.</p>
<p>All’incontro sono intervenuti l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo; il direttore generale Uoa Politiche della montagna Domenico Maria Pallaria; la consigliera regionale e presidente della VI Commissione, Elisabetta Santoianni; il consigliere regionale Enzo Bruno; il componente della struttura ausiliaria del Dipartimento Politiche della montagna Antonio Riga; la responsabile del procedimento Ida Corea; i sindaci e gli amministratori dei Comuni beneficiari. “<em>Questa misura, finanziata con fondi per la montagna – </em>ha affermato l’assessore Gallo <em>– è stata rivolta ai Comuni fino a 3 mila abitanti. I Comuni finanziati sono 68; 180 le adesioni al bando per l’apertura di nuove attività imprenditoriali; circa 108 i pensionati o i dipendenti in lavoro agile che hanno deciso di trasferire la propria residenza in questi piccoli centri. Una misura – ha proseguito l’assessore – rivolta ai calabresi di ritorno, ai giovani, a chi calabrese non è e decide di trasferire la propria residenza in questa nostra regione meravigliosa, in borghi nei quali l’aria è salubre e i servizi sono a misura d’uomo. Il bando rappresenta un’occasione strategica per rilanciare i nostri centri interni, contrastare lo spopolamento e creare nuove opportunità di sviluppo. Un risultato che testimonia l’ampia partecipazione e l’interesse suscitato dall’iniziativa su tutto il territorio regionale. Una misura che, al momento sperimentale, potrà essere implementata in futuro”.</em></p>
<p>Il bando “<em>Abita Borghi Montani Calabria</em>” si inserisce nella più ampia strategia regionale di rilancio e rigenerazione delle aree montane e rappresenta una misura strategica pensata per incentivare il ripopolamento dei borghi calabresi, sostenendo concretamente i Comuni nel favorire l’insediamento di nuovi residenti, famiglie e attività economiche. Con la sottoscrizione delle convenzioni si apre dunque la fase operativa del bando, che punta a restituire centralità e futuro ai borghi montani della Calabria, valorizzandone identità, patrimonio e potenzialità di sviluppo.</p>
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		<title>Depositata la proposta di legge popolare per il potenziamento degli Ospedali montani</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/depositata-la-proposta-di-legge-popolare-per-il-potenziamento-degli-ospedali-montani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 16:54:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stata depositata ieri, nel Consiglio regionale della Calabria, una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato &#8216;La Cura&#8217;, che si batte per la riorganizzazione e il potenziamento dei presìdi ospedalieri delle zone montane di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli, come per la loro trasformazione in ospedali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stata depositata ieri, nel Consiglio regionale della Calabria, una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato &#8216;La Cura&#8217;, che si batte per la riorganizzazione e il potenziamento dei presìdi ospedalieri delle zone montane di <strong>Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno</strong> e <strong>Soveria Mannelli</strong>, come per la loro trasformazione in ospedali spoke, cioè strutture molto più attrezzate rispetto all&#8217;assetto attuale, divenuto del tutto inadeguato. La proposta prevede l&#8217;istituzione di un&#8217;unica Azienda ospedaliera per la gestione dei quattro ospedali montani calabresi, soluzione che consentirebbe una maggiore disponibilità di personale medico e una significativa riduzione dei costi complessivi di gestione.</p>
<p>Fra dieci giorni il Consiglio regionale della Calabria procederà alla vidimazione delle schede per la raccolta delle 5mila firme necessarie alla presentazione formale del testo, che partirà contestualmente in tutta la regione. Il testo della proposta di legge è stato redatto dal medico Tullio Laino, esperto di diritto sanitario. Si tratta dell&#8217;evoluzione di un progetto di riorganizzazione dei quattro ospedali montani calabresi che Laino aveva già elaborato insieme al chirurgo del Policlinico Gemelli Giuseppe Brisinda e al giornalista Emiliano Morrone, componente del comitato &#8216;La Cura&#8217; e da anni impegnato sui problemi della sanità calabrese. La proposta originaria era stata illustrata nel 2020 agli eletti di maggioranza e opposizione nel Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore, nonché alle organizzazioni sindacali della cittadina silana. Successivamente, però, le forze politiche avevano scelto una soluzione diversa, molto più ridimensionata, poi approvata quasi all&#8217;unanimità dallo stesso Consiglio comunale. L&#8217;attuale proposta riprende quell&#8217;impianto ma introduce una svolta: la gestione unitaria dei quattro presìdi e la loro trasformazione in ospedali dotati di Chirurgia generale, Terapia intensiva e Cardiologia interventistica. Secondo Tullio Laino, «<em>la cosa migliore da fare è approvare ora questo articolato di legge regionale, alla luce dell&#8217;indirizzo politico dell&#8217;attuale governo nazionale, che sembra voler premiare i grandi ospedali e abbandonare i più piccoli al loro destino</em>».</p>
<p>Per Giovanni Iaquinta, componente del comitato in rappresentanza dell&#8217;area di San Giovanni in Fiore, «non può esistere un sistema di emergenza-urgenza senza ospedali realmente attrezzati, capaci di curare i pazienti sul posto e quindi di rispondere ai bisogni sanitari dei territori». Alessandro Sirianni, membro del comitato &#8216;La Cura&#8217; in rappresentanza di <strong>Soveria Mannelli,</strong> sottolinea che <em>«dopo 16 anni di gestione commissariale della sanità calabrese da parte del governo nazionale, è arrivato il momento di dare risposte vere alle aree montane, che finora sono rimaste ai margini»</em>. A parere di Silvio Tunnera, referente del comitato per l&#8217;area di Acri, «<em>questa proposta di legge è idonea a sanare una ferita grave, rimasta aperta per troppo tempo, sul principio che le comunità di montagna hanno addirittura una dignità costituzionale»</em>. Infine, Rocco La Rizza, che rappresenta nel comitato l&#8217;area di Serra San Bruno, evidenzia che <em>«la strada dell&#8217;iniziativa popolare è decisiva, perché dimostra che i territori sono in grado, uniti, di elaborare e pretendere soluzioni efficaci, indispensabili per contrastare lo spopolamento delle aree montane, ridurre le disuguaglianze nell&#8217;accesso alle cure e dare anche una spinta all&#8217;economia locale».</em> Al deposito della proposta hanno partecipato anche Rosamaria Audino, Ferruccio Codeluppi, Santo Bifano e Riccardo Allevato, componenti del comitato La Cura.</p>
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