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	<title>migrazione Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 17 Nov 2025 08:51:27 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Guccione boccia accordo Calabria-Emilia: La sanità deve essere sottratta alle Regioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guccione-boccia-accordo-calabria-emilia-la-sanita-deve-essere-sottratta-alle-regioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 08:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Guccione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il provvedimento assunto in questi giorni per provare a ridurre la ferita sanguinante dell’emigrazione sanitaria tra le regioni del Sud e quelle del Nord è puramente mediatico. Inutile. Un classico pannicello caldo. Perché niente va in direzione del miglioramento quantitativo e qualitativo dell’offerta sanitaria erogata all’interno delle regioni che poi generano emigrazione&#8221;. Così, in una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il provvedimento assunto in questi giorni per provare a ridurre la ferita sanguinante dell’emigrazione sanitaria tra le regioni del Sud e quelle del Nord è puramente mediatico. Inutile. Un classico pannicello caldo. Perché niente va in direzione del miglioramento quantitativo e qualitativo dell’offerta sanitaria erogata all’interno delle regioni che poi generano emigrazione&#8221;.<br />
Così, in una nota, Carlo Guccione, componente la direzione nazionale Pd.<br />
&#8220;La fuga dei pazienti verso le regioni del Nord per ricevere cure mediche costa alle regioni del Sud 5 miliardi di euro l’anno. Una fuga in gran parte imposta dalle profonde disuguaglianze delle offerta sanitaria delle regioni del Sud. L’accordo proposto in questi giorni tra la regione Calabria e l’Emilia Romagna per ridurre l’emigrazione sanitaria &#8211; secondo Guccione &#8211; non è altro che un provvedimento inutile che rischia, attraverso l’imposizione di tetti alle prestazioni sanitarie, di aumentare il numero dei cittadini che rinunciano alle cure, che nella nostra regione ha raggiunto il 10%, la più alta percentuale d’Italia. Se non si ha la consapevolezza che l’emigrazione sanitaria segue un flusso preciso che riflette la disparità nell’offerta dei servizi sanitari, la mobilità sanitaria è una necessità dovuta dall’incapacità della regione Calabria ad erogare prestazioni efficienti e a garantire i livelli essenziali di assistenza. Non è un caso che le regioni Emilia Romagna, Veneto e Lombardia sono ai primi posti nella classifica dei LEA e contemporaneamente prime per il numero di pazienti del Sud che scelgono di curarsi in quelle regioni&#8221;.</p>
<p>Guccione, inoltre, ricorda che &#8220;Nel 2024 la Calabria ha speso 328 milioni di euro per sanità passiva. Tendenzialmente nel 2025 sta aumentando. Come e dove può intendersi il contrasto all’emigrazione, se non intervenendo su questo, sul miglioramento dell’offerta sanitaria regionale. Attraverso una mia interrogazione nel 2019 viene alla luce un caso emblematico, eclatante. Denunciavo il mancato controllo sul costo effettivo dell’emigrazione e sulla reale fruizione da parte dei cittadini e pazienti calabresi. Solo nel 2019, in Conferenza Stato-Regioni, si scopre che la Calabria ha pagato 4,7 milioni per prestazioni di pazienti risultati alla fine non residenti in regione e non ha contestato flussi per migrazione dei ricoveri di tipo A pari a 222 milioni di euro, che avrebbero potuto far risparmiare 36 milioni di euro. Oggi, nel 2025, la regione Calabria è in grado di controllare la reale fruizione dei pazienti che rientrano a tutto titolo nella migrazione sanitaria regionale? Ed è in grado anche di verificare analiticamente il livello e la qualità delle prestazioni che si acquistano da fuori?</p>
<p>&#8220;È il tempo questo di una riforma complessiva della sanità italiana. È il tempo della sanità interamente controllata dallo Stato centrale, finalmente sottratta alle derivazioni e spesso deformazioni del potere delle Regioni. Il Pd calabrese – conclude Guccione – a cominciare da quello rappresentato in consiglio regionale, faccia sua una battaglia per evitare che l’intesa triennale tra regione Calabria ed Emilia Romagna per regolare i flussi della mobilità sanitaria si trasformi solo in un risparmio economico a discapito della salute dei calabresi. È il tempo delle scelte di campo&#8221;.</p>
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		<title>Regionali 2025, Tridico: migrazione sanitaria lievitata di 63 milioni da quando c&#8217;è Occhiuto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/regionali-2025-tridico-migrazione-sanitaria-lievitata-di-63-milioni-da-quando-ce-occhiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 16:36:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[sanitaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Secondo i dati nazionali sulla sanità, in Calabria, da quando nel 2021 si è insediato Occhiuto, abbiamo visto lievitare di 63 milioni di euro la spesa relativa alla migrazione sanitaria verso le regioni del centro-nord, di cui 53 milioni solo nell’ultimo anno, andando a superare abbondantemente i 300 milioni complessivi&#8221;. È quanto dichiara Pasquale Tridico, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Secondo i dati nazionali sulla sanità, in Calabria, da quando nel 2021 si è insediato Occhiuto, abbiamo visto lievitare di 63 milioni di euro la spesa relativa alla migrazione sanitaria verso le regioni del centro-nord, di cui 53 milioni solo nell’ultimo anno, andando a superare abbondantemente i 300 milioni complessivi&#8221;. È quanto dichiara Pasquale Tridico, candidato alla presidenza della Regione Calabria per il campo progressista.</p>
<p>&#8220;Le politiche attuate dal peggiore e più becero centrodestra della storia repubblicana, e mi riferisco all’autonomia differenziata &#8211; prosegue &#8211; potrebbero soffocare gli ultimi barlumi di servizio sanitario erogati su un territorio martoriato, raso al suolo da un’amministrazione regionale discutibile, che ha badato solo a ingrassare i suoi cerchi magici e non a curare gli interessi delle calabresi e dei calabresi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: povertà e disoccupazione giovanile dilaganti, aspettative di vita più basse che in altre regioni, livello essenziali di assistenza tra i più bassi d’Europa, appena due posti letto ogni mille abitanti»&#8221;</p>
<p>È questa &#8211; conclude Pasquale Tridico &#8211; la fotografia della Calabria voluta da Occhiuto. Noi invertiremo nettamente questa rotta&#8221;.</p>
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		<title>Osservasalute, in Italia sono i calabresi che si spostano di più per curarsi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/osservasalute-in-italia-sono-i-calabresi-che-si-spostano-di-piu-per-curarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 09:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La regione italiana in cui i residenti si spostano di più per esigenze sanitarie è la Calabria con il 25,75%, seguita dal Molise e Basilicata, rispettivamente al 39,37% e al 35,99%. Il dato emerge dal Rapporto Osservasalute 2023 sullo stato di salute e qualità dell&#8217;assistenza nelle regioni italiane, presentato, nelle scorse ore, a Roma. &#8220;L&#8217;analisi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La regione italiana in cui i residenti si spostano di più per esigenze sanitarie è la <strong>Calabria </strong>con il 25,75%, seguita dal Molise e Basilicata, rispettivamente al 39,37% e al 35,99%. Il dato emerge dal <strong>Rapporto Osservasalute 2023</strong> sullo stato di salute e qualità dell&#8217;assistenza nelle regioni italiane, presentato, nelle scorse ore, a Roma. &#8220;L&#8217;analisi dell&#8217;andamento dell&#8217; indice di fuga nel periodo 2017-2022, a livello nazionale &#8211; è detto nel rapporto &#8211; mostra in generale un incremento della mobilità passiva inter-regionale, con un valore pari a 11,26% nel 2022 rispetto all&#8217;11,13% del 2019, periodo pre-pandemico. Nelle aree geografiche italiane, la propensione alla fuga non è omogenea: prevale la fuga di pazienti residenti nel Meridione rispetto a quella dei pazienti residenti nelle altre aree geografiche&#8221;. Un elemento, questo, che pesa sulle casse delle regioni del Sud&#8221;.</p>
<p>&#8220;In dettaglio, l&#8217;indice di fuga per i pazienti residenti nelle regioni del Sud &#8211; riporta ancora il testo &#8211; ha un valore pari a 14,48% nel 2019 e pari a 14,23% nel 2022; i pazienti residenti nelle regioni del Centro hanno manifestato una propensione alla fuga sanitaria pari al 10,19% nel 2019 e del 10,78% nel 2022; i residenti nel Nord del 9,00% nel 2019 e del 9,25% nel 2022.</p>
<p>Nel rapporto si accenna anche alla spesa sanitaria pubblica pro capite, che nel 2022, è aumentata in tutte le regioni, <strong>Calabria</strong> compresa, con una crescita inferiore al 3% solo nella Provincia autonoma di Trento e con incrementi massimi in Basilicata (3,7%) e Molise (3,6%).<strong> Quanto al disavanzo, nel 2022 le regioni in equilibrio sono state soltanto sei: Lombardia, Veneto, Umbria, Marche, Campania e Calabria dove l&#8217;amplissimo avanzo della Calabria (76 euro pro capite) deriva peraltro, secondo quanto viene precisato, dai ritardi accumulati nell&#8217;impiego dei finanziamenti ricevuti.</strong></p>
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		<item>
		<title>Calabria prima per migrazione sanitaria, ultima per spesa sanità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/calabria-prima-per-migrazione-sanitaria-ultima-per-spesa-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 16:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>a Calabria è l&#8217;ultima regione in Italia per spesa corrente in sanità, per numero di donne che si sottopongono ai controlli contro i tumori ed è la prima per migrazione sanitaria. E&#8217; quanto emerge dal Report Svimez &#8220;Un Paese, due cure. I divari Nord-Sud nel diritto alla salute&#8221;, presentato oggi a Roma in collaborazione con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>a Calabria è l&#8217;ultima regione in Italia per spesa corrente in sanità, per numero di donne che si sottopongono ai controlli contro i tumori ed è la prima per migrazione sanitaria. E&#8217; quanto emerge dal Report Svimez &#8220;Un Paese, due cure. I divari Nord-Sud nel diritto alla salute&#8221;, presentato oggi a Roma in collaborazione con Save the Children. Contestualmente, Save the Children ha ribadito come i divari territoriali siano evidenti già a partire dalla nascita. Sebbene nel panorama mondiale il Servizio sanitario nazionale si posizioni come una eccellenza per la cura dei bambini, viene rilevato, le disuguaglianze territoriali sono molto accentuate.</p>
<p>Secondo gli ultimi dati Istat il tasso di mortalità infantile era di 1,8 decessi ogni 1000 nati vivi in Toscana, e più che doppio in Calabria (3,9). Dai dati di spesa sanitaria (di fonte Conti pubblici territoriali), è scritto in una nota, a fronte di una media nazionale di 2.140 euro, la spesa corrente più bassa si registra in Calabria con 1.748 euro) e per la parte di spesa in conto capitale, i valori più bassi si ravvisano in Campania (18 euro), Lazio (24 euro) e Calabria (27 euro), mentre il dato nazionale si attesta su una media di 41 euro. Secondo le valutazioni dell&#8217;Istituto superiore di sanità, nel biennio 2021-2022, in Italia circa il 70% delle donne di 50-69 anni si è sottoposta ai controlli: circa due su tre lo ha fatto aderendo ai programmi di screening gratuiti. La prima regione per copertura è il Friuli-Venezia Giulia (87,8%); l&#8217;ultima è la Calabria, dove solamente il 42,5% delle donne di 50-69 anni si è sottoposto ai controlli. Riguardo alla quota di donne che ha avuto accesso a screening organizzati, si passa dal 63 e il 76% di regioni del Nord all&#8217;11,8% della Calabria, il dato più basso in Italia.</p>
<p>In relazione alla &#8220;fuga&#8221; dal Sud per ricevere assistenza in strutture sanitarie è la Calabria a registrare l&#8217;incidenza più elevata di migrazioni: il 43% dei pazienti si rivolge a strutture sanitarie di Regioni non confinanti. Sul fronte pediatrico, invece, l&#8217;indice in Calabria, nel 2020, è il 23,6% a fronte di una media nazionale dell&#8217;8,7% e con differenze territoriali che vanno dal 3,4% del Lazio al 43,4% del Molise.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Sanità, Greco (Unimpresa): mettere un freno ai viaggi della speranza dei calabresi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-greco-unimpresa-mettere-un-freno-ai-viaggi-della-speranza-dei-calabresi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 15:49:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[290 milioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Greco]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Unimpresa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;290 milioni di euro per curare i calabresi fuori dalla Calabria. E questo solo per il 2021. Una cifra mostruosa, irragionevole, ingiusta, incivile. È ora di mettere un freno a questi viaggi della speranza dei cittadini calabresi costretti poi a sborsare di tasca propria le spese di mantenimento quando una intera famiglia emigra per curarsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;290 milioni di euro per curare i calabresi fuori dalla Calabria. E questo solo per il 2021. Una cifra mostruosa, irragionevole, ingiusta, incivile. È ora di mettere un freno a questi viaggi della speranza dei cittadini calabresi costretti poi a sborsare di tasca propria le spese di mantenimento quando una intera famiglia emigra per curarsi nel Nord del Paese&#8221;. Così, in una nota, Giancarlo Greco, presidente nazionale di Unimpresa Sanità e presidente regionale di Unimpresa.</p>
<p>&#8220;Anche la strutture calabresi &#8211; continua Giancarlo Greco &#8211; hanno erogato sanità attiva per 36 milioni, cittadini di altre regioni che son venuti a curarsi nelle migliori strutture private e pubbliche calabresi. Segno evidente che anche la sanità in Calabria, ove incentivata e non costipata dai tetti di spesa vincolati al piano di rientro, sa farsi valere. Sanità che è invece al centro delle politiche industriali delle Regioni del Nord cosicché si spiega la cifra di 290 milioni che la Regione Calabria paga per il 2021 per far curare i calabresi fuori regione. </p>
<p>Spesso e volentieri anche per prestazioni che potrebbero essere benissimo erogate in Calabria. Per cui il paradosso è servito. La sanità del Nord accoglie a braccia aperte i calabresi in cura che molto spesso non possono ricevere assistenza in Calabria. Da un lato, con I tetti di spesa imposti dal piano di rientro, si è convinti di risparmiare ponendo un limite alle erogazioni in convenzione dall&#8217;altro poi la Regione Calabria paga il doppio però alle Regioni del Nord per rimborsare le cure dei calabresi. Al netto delle spese di mantenimento. E la storia si ripete negli anni. Solo un caso?&#8221;- conclude Giancarlo Greco.</p>
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		<item>
		<title>Sanità, Bevacqua (PD): “Calabresi continuano a migrare per curarsi, dalla Regione spesa di 254 mln&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-bevacqua-pd-calabresi-continuano-a-migrare-per-curarsi-dalla-regione-spesa-di-254-mln/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 15:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[254 milioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bevacqua]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Le luci della ribalta. E del palcoscenico. Spente le luci però, non rimane molto, o forse niente. I medici cubani che scattano foto, il numero unico di pronto soccorso, oltre 100 ambulanze nuove, nastri tagliati e annunciati e al saldo della sanità di Calabria di fine anno che resta? Una migrazione sanitaria passiva, cioè di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Le luci della ribalta. E del palcoscenico. Spente le luci però, non rimane molto, o forse niente. I medici cubani che scattano foto, il numero unico di pronto soccorso, oltre 100 ambulanze nuove, nastri tagliati e annunciati e al saldo della sanità di Calabria di fine anno che resta? Una migrazione sanitaria passiva, cioè di calabresi che fanno le valigie per curarsi, di 254 milioni di euro. Questo il saldo effettivo, questa la cruda realtà”. Così, in una nota, il capogruppo Pd in consiglio regionale Mimmo Bevacqua. “Il commissario Occhiuto – continua – sul piano mediatico e solo formale continua la sua narrazione, ma la realtà è molto diversa. Il conto Agenas è impietoso, non c’è niente dentro e c’è davvero poco di peggio per una Regione che dover spendere 254 milioni di euro per far curare i propri cittadini fuori per evidenti limiti delle proprio strutture. Per di più il tutto avviene dopo avere fatto chiedere da Lotito alle Camere, ottenendola, una proroga del Decreto Calabria che significa pieni poteri ad Occhiuto e almeno un altro anno ancora di commissariamento. Una richiesta inevitabile perché niente è stato fatto per tornare alla gestione ordinaria, a partire dalla ricognizione del debito e dall’innalzamento dei Lea, i livelli minimi di assistenza”.</p>
<p>“Ma siccome al peggio non c’è mai fine – afferma l’esponente dem – il governo si appresta a varare la legge Calderoli. La proposta leghista di autonomia differenziata che di fatto toglierà altre risorse ancora alla Calabria soprattutto in sanità. Il perché è chiaro e limpido e semplice fin dall’inizio dal momento che l’autonomia differenziata si basa essenzialmente sul Pil delle singole regioni per finanziare i servizi fondamentali, senza possibilità di perequazione efficace. Uno schema che sarà sfuggito al commissario Occhiuto il quale, in Conferenza delle Regioni, ha votato favorevolmente alla legge Calderoli, salvo scoprire post-mortem che è una fregatura per la Calabria, così come ammesso nel Defr approvato in Consiglio”.</p>
<p>“La nostra drammatica sensazione – conclude Bevacqua – è che questo governo nazionale, in accordo con i presidenti di Regione come Occhiuto, stia perseguendo la fine della sanità pubblica a vantaggio di quella privata. Il che significherebbe una catastrofe per la maggior parte dei cittadini che non potranno permettersi le cure. Il Pd, ad ogni, livello si batterà per bloccare questo sconsiderato progetto”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Report Agenas, migrazione sanitaria per ricoveri: Si fugge da Calabria e Sud verso ospedali del Nord</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-agenas-migrazione-sanitaria-per-ricoveri-si-fugge-da-calabria-e-sud-verso-ospedali-del-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2023 16:58:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ‘migrazione sanitaria’ per ricoveri ospedalieri rimane un trend costante tra le regioni italiane e, negli ultimi 6 anni (2017-2022), vale poco meno di 3 miliardi l’anno. Con qualche differenza, legata anche alla pandemia che aveva variato il quadro. Si è avuto infatti un ”significativo calo nel 2020 e una successiva inversione di tendenza nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-agenas-migrazione-sanitaria-per-ricoveri-si-fugge-da-calabria-e-sud-verso-ospedali-del-nord/">Report Agenas, migrazione sanitaria per ricoveri: Si fugge da Calabria e Sud verso ospedali del Nord</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La ‘migrazione sanitaria’ per ricoveri ospedalieri rimane un trend costante tra le regioni italiane e, negli ultimi 6 anni (2017-2022), vale poco meno di 3 miliardi l’anno. Con qualche differenza, legata anche alla pandemia che aveva variato il quadro. Si è avuto infatti un ”significativo calo nel 2020 e una successiva inversione di tendenza nel 2021, continuata con una crescita nel 2022”. Sono alcuni dati del report sul tema dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) che vengono presentati questa mattina a Roma.</p>
<p>Le principali regioni attrattive – spiegano gli esperti Agenas – sono, in ordine, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, mentre quelle di fuga sono Campania, <strong>Calabria</strong> e Sicilia. ”Nel 2022 Emilia-Romagna e Lombardia registrano valori equiparabili di saldo positivo (tra mobilità attiva e passiva) rispettivamente di 337 milioni e 362 milioni. Da osservare il trend dell’Emilia-Romagna che segna un importante incremento rispetto al periodo pre pandemico. </p>
<p>Il flusso migratorio è tendenzialmente diretto da Sud a Nord. Si osserva, però’, anche la mobilità tra le regioni del Centro-Nord soprattutto quelle vicine (con una distanza di 100 Km e/o 60 minuti di percorrenza dal comune di residenza del paziente alla struttura ospedaliera di ricovero): la migrazione di prossimità, rispetto al totale, risulta essere pari al Nord al 24%, al Centro 12,6% e al Sud 5,7%”.</p>
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