Tag: migranti

  • Migranti: in 62 sbarcati nella notte nella Locride

    Migranti: in 62 sbarcati nella notte nella Locride

    Un’imbarcazione a vela con 62 migranti a bordo di cui 10 donne e 7 minori, è stata intercettata ieri sera, a circa 20 miglia da Roccella Jonica da una unità della Guardia Costiera.

    I migranti, di varia nazionalità, sono stati tutti tratti in salvo sulla motovedetta, che intorno all’1:45 ha raggiunto il porto di Roccella. Una volta giunti a terra sono state attivate le attività di prima assistenza ed identificazione. A tutti è stato effettuato il test del tampone molecolare da parte del personale specializzato dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.

    Momentaneamente i migranti sono stati sistemati nella tensostruttura messa a disposizione all’interno dell’area portuale e gestita dai volontari della Croce Rossa e della Protezione Civile.

  • VIDEO-Intervento della Guardia costiera a una settantina di miglia da Capo Spartivento: Soccorsi 600 migranti

    VIDEO-Intervento della Guardia costiera a una settantina di miglia da Capo Spartivento: Soccorsi 600 migranti

    Quasi 600 migranti sono stati soccorsi nella notte dalla Guardia Costiera italiana tra la Calabria e la Sicilia. I migranti, 573 persone in tutto tra cui 59 minori, erano a bordo di due pescherecci sovraccarichi in balia delle onde dello Ionio ad una settantina di miglia da Capo Spartivento. Le persone sono state soccorse da alcune motovedette e poi trasferite a bordo di nave Diciotti. A bordo di uno dei pescherecci gli uomini della Guardia Costiera hanno recuperato anche il cadavere di un migrante che, secondo i suoi compagni di viaggio, era morto da giorni .

  • Operazione antimmigrazione sulle coste Crotonesi: Tre turchi fermati e 95 migranti condotti in porto

    Operazione antimmigrazione sulle coste Crotonesi: Tre turchi fermati e 95 migranti condotti in porto

    Il fenomeno migratorio che interessa le coste ioniche delle Calabria e che nel mese di gennaio sembrava assopito, si è ridestato negli ultimi giorni, contrastato tuttavia da una efficace attività repressiva ove emerge nel suo ruolo di polizia del mare la componente aeronavale del Corpo della Guardia di Finanza, rappresentata in Calabria dal Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia nelle sue articolazioni operative collocate opportunamente lungo la costa regionale, che ha conseguito con incisività, la maggior parte dei risultati raggiunti contro i trafficanti a bordo delle imbarcazioni, e che opera in piena sinergia con le Capitanerie di Porto in mare, la Polizia di Stato e i Carabinieri a terra, senza contare i vari enti che, coordinati dalle prefetture, consentono una gestione efficiente dei migranti senza rischi per la cittadinanza.

    L’attività di servizio, iniziata nella serata di ieri e conclusa alle primissime ore del 16 febbraio nel porto di Crotone, è stata il culmine di una intensa attività di prevenzione dei traffici illeciti posta in essere in modo integrato e coordinato sia dai reparti costieri del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, sia dai velivoli specializzati coordinati dal Comando Operativo Aeronavale di Pomezia, ma anche dagli assetti aerei e navali gestiti dalla Agenzia Europea della guardia di frontiera (FRONTEX), nel corso di tutto il passato fine settimana, che ha portato al controllo di numerose imbarcazioni.
    Allertati dalla ricognizione aerea, i militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Crotone, presidiando con una unità navale veloce la costa nel punto di probabile avvicinamento, in questo caso la zona compresa fra Capo Rizzuto e Capo Cimiti, hanno intercettato, affiancato e bloccato in sicurezza a poche miglia da Capo Rizzuto un monoalbero di una quindicina di metri battente bandiera polacca, partito qualche giorno fa presumibilmente dai lidi turchi, che imbarcava 98 migranti di origine afgana, egiziana, irachena, iraniana, siriana e turca fra di essi 50 minori. Preso il controllo dell’imbarcazione, constatato che vi erano le condizioni di sicurezza per condurla al porto di Crotone, hanno quindi scortato la barca vela, su cui erano saliti, come d’uso, i finanzieri, per assicurarsi delle condizioni delle persone e che la navigazione avvenisse senza problemi sino agli ormeggi di Crotone.

    Nella rotta di avvicinamento è intervenuto anche un pattugliatore veloce del Gruppo Aeronavale della Guardia di finanza di Taranto, che ha operato perché le operazioni fossero condotte ai massimi livelli di sicurezza. Giunti in porto i migranti sono stati consegnati alle autorità preposte all’accoglienza già allertati e pronti e la barca è stata sequestrata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’immigrazione clandestina via mare sulle coste joniche è uno dei fenomeni illeciti che impegna maggiormente le aliquote operative sul mare della Guardia di Finanza in regione.
    Al termine delle indagini condotte dai militari della Sezione Operativa Navale della GdF di Crotone sono stati fermati, fra gli adulti a bordo, 3 trafficanti turchi.

  • Sbarchi migranti in Calabria, Mancuso: “Serve  una strategia efficace di contenimento degli arrivi”

    Sbarchi migranti in Calabria, Mancuso: “Serve una strategia efficace di contenimento degli arrivi”

    “Gli ultimi sbarchi di donne, uomini e minori al porto di Crotone, nel numero di diverse centinaia di persone perlopiù provate, disidratate e stremate che si aggiungono ai migranti che a ritmo sostenuto arrivano sulle coste della Calabria, segnalano l’acutizzarsi delle criticità delle politiche di contenimento degli arrivi e l’urgenza che si intervenga per evitare che una situazione cosi difficile sfugga di mano”. Lo dice il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso, secondo cui “Gli arrivi sulle nostre coste, anche per l’incessante pressione migratoria dal Nordafrica, stanno caricando sui Comuni calabresi e sui soggetti preposti ad occuparsene, una responsabilità che da soli, per le tante problematiche che il fenomeno presenta, non possono reggere. Amministratori comunali, Prefetture, Guardia costiera, volontari e vigili del fuoco affrontano le operazioni di salvataggio con coraggio, solidarietà e abnegazione. Tuttavia – sottolinea il Presidente del Consiglio regionale – visto che l’Europa sfugge alle proprie responsabilità e si oppone agli accordi di Malta del 2019 per un equo ricollocamento, è necessario che lo Stato italiano si doti di una strategia di contenimento della fuga dalle aree svantaggiate. E che, al contempo, garantisca un controllo capillare di chi giunge in Italia e finisce in centri d’accoglienza che oggettivamente non possono garantire i diritti primari”.

  • Migranti, sbarcati in 490 nel porto di Crotone. La foto simbolo della piccola siriana Aisha accolta con una merendina

    Migranti, sbarcati in 490 nel porto di Crotone. La foto simbolo della piccola siriana Aisha accolta con una merendina

    Quattrocentonovanta migranti sono sbarcati oggi nel porto di Crotone. Un primo sbarco é avvenuto all’alba, con 90 persone giunte a bordo di un veliero che era stato intercettato al largo da una motovedetta del Roan di Vibo Valentia della Guardia di finanza. Un secondo sbarco, che ha interessato altre 400 persone, é stato registrato nella tarda mattinata. I migranti sono arrivati a bordo di un mercantile battente bandiera russa, il “Mekhanik Herokin”, che li aveva soccorsi al largo della costa crotonese. Nel giro di due giorni si sono registrati cinque sbarchi di migranti e tra i nuovi arrivati c’è una bimba di poco più di un anno, Aisha, una piccola siriana a cui, dopo una traversata da brivido, si è aperto un largo sorriso appena ha visto una volontaria della Croce rossa che le correva incontro con una merendina.

    Le operazioni relative a quest’ultimo sbarco si sono rivelate complesse poiché le dimensioni del mercantile russo erano tali da impedire all’imbarcazione l’attracco in porto. La situazione si è risolta grazie all’intervento della Guardia costiera, alcune motovedette della quale hanno condotto i migranti, 90 per volta, sulla terraferma. Tra loro molti gli afghani, siriani e minori non accompagnati. Molti anche i bambini arrivati insieme alle loro mamme e le donne in stato di gravidanza, per una delle quali è stato necessario il ricovero nell’ospedale di Crotone.
    Con i due sbarchi di oggi salgono a cinque gli arrivi di migranti a Crotone nel giro di 24 ore. Il giorno di Natale, infatti, ci sono state tre operazioni di soccorso condotte dal Roan della Guardia di finanza di Vibo Valentia che hanno consentito di trarre in salvo, complessivamente, 289 persone, tra cui 90 minori non accompagnati.
    In due giorni il Cara di Isola Capo Rizzuto (Crotone), adibito a Centro di sorveglianza sanitaria per permettere lo svolgimento delle procedure contro la diffusione del Covid, ha dovuto affrontare una situazione difficile, sfiorando il limite della capienza massima. Ivana Mangione, che quale componente della Croce rossa dirige il Centro di sorveglianza sanitaria, ha detto che “i migranti sono arrivati particolarmente provati, disidratati e stremati. Il viaggio che li ha condotti fino alla costa crotonese è durato tra i sei ed i sette giorni e si è svolto in condizioni difficili. Per fortuna solo una persona, al momento, è risultata positiva al Covid”.

  • VIDEO-Salvati i 240 migranti in pericolo su un barcone al largo della Calabria, a bordo un neonato di poche ore

    VIDEO-Salvati i 240 migranti in pericolo su un barcone al largo della Calabria, a bordo un neonato di poche ore

    Si è conclusa positivamente l’operazione di salvataggio di 244 migranti che si trovavano a circa 50 miglia al largo della costa orientale calabrese su un motopeschereccio in difficoltà a causa del mare mosso e di una tempesta. L’operazione, coordinata dalla Prefettura di Reggio Calabria, é stata condotta da alcune motovedette della Guardia costiera reggina e da un pattugliatore romeno che si trovava nella zona nell’ambito dell’operazione “Frontex”.

    Le condizioni meteomarine proibitive ed in peggioramento hanno reso molto complesse le operazioni di soccorso condotte dalla motovedetta CP326 della Guardia Costiera di Roccella Jonica, che è riuscita, comunque, a trarre in salvo, dopo un’attività in mare durata oltre 16 ore, tutti i migranti. Fra loro, presenti 41 minori fra cui un neonato, nato proprio nel giorno del salvataggio sul peschereccio soccorso. Per 160 migranti é stato disposto il trasferimento a bordo del pattugliatore romeno nel porto di Crotone, mentre gli altri 80 sono stati condotti a Roccella Ionica.

  • ‘Alarm Phone’: “200 migranti in pericolo al largo della Calabria, autorità non dicono se andranno a soccorrerli”

    ‘Alarm Phone’: “200 migranti in pericolo al largo della Calabria, autorità non dicono se andranno a soccorrerli”

    E’ un tweet davvero disperato quello di ‘Alarm Phone’ di ‘Watch The Med’ (istituito nell’ottobre del 2014 da reti di attivisti e rappresentanti della società civile in Europa e Nord Africa). “Siamo in contatto con una imbarcazione con 200 migranti in pericolo si trova a est della Calabria, a 81 miglia dalle coste italiane. “Onde e tempesta – si legge – mettono a rischio la vita delle persone a bordo. Le autorità sono informate, ma si rifiutano di farci sapere se andranno a soccorrerle”.

  • Sbarco di 59 migranti: fermati i 2 scafisti

    Sbarco di 59 migranti: fermati i 2 scafisti

    Nella decorsa nottata, dopo oltre 12 ore di serrate ed articolate indagini svolte congiuntamente da militari del NOR di Catanzaro e dagli Agenti della 2^ Sezione contrasto alla criminalità diffusa, extracomunitaria e prostituzione della Squadra Mobile della Questura, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto due individui di nazionalità turca, A.M. 30 anni e K.B. di 38 anni, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso. I due sono fortemente indiziati di essere gli scafisti della barca a vela di circa 10 metri che, nella mattinata di ieri 25 novembre, si era arenata alla foce del fiume Alli con circa 60 migranti a bordo.

    Poco dopo il verificarsi dei fatti, già alcuni cittadini che avevano assistito allo sbarco, hanno fornito alle forze dell’ordine alcuni elementi in ordine a quelli che sin da subito erano apparsi essere i cd. “scafisti” per cui immediatamente venivano diramate le ricerche.
    Gli ulteriori accertamenti, esperiti congiuntamente da personale della Squadra Mobile e dai militari dell’Arma, permettevano di costruire altresì una serie di importanti e fondamentali elementi inerenti non solo alle modalità della traversata da parte dei citati migranti, bensì anche in relazione alla descrizione puntuale di coloro che avevano provveduto ad accompagnarli nella difficile navigazione.

    Tali elementi, supportati dalle dichiarazioni delle persone informate sui fatti consentivano l’individuazione di due cittadini turchi che nel frattempo avevano fatto perdere le loro tracce ed avevano cercato di allontanarsi dalla zona dello sbarco venendo però poco dopo fermati da una pattuglia dei Carabinieri. I riscontri successivi, raccolti con pazienza dagli agenti della 2^ sezione della Squadra Mobile e dai militari dell’Arma ed effettuati attraverso il riconoscimento da parte di altri cittadini stranieri sbarcati, hanno fatto emergere gravi indizi di reità a carico dei due cittadini turchi i quali venivano pertanto sottoposti a fermo di indiziato di delitto per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione e, su disposizione della competente autorità giudiziaria, al termine delle formalità di rito venivano tradotti presso la casa circondariale di Catanzaro.

  • Isola Capo Rizzuto: relitti rimossi entro un mese

    Isola Capo Rizzuto: relitti rimossi entro un mese

    «Entro venti giorni, un mese al massimo il problema della rimozione dei relitti delle barche utilizzate per gli sbarchi ed abbandonati sulle coste crotonesi sarà risolto».

    A renderlo noto il Sindaco di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, intervenuta al sit-in organizzato dal comitato cittadino sulla spiaggia di località Le Cannella, dove si trovano arenate due delle dieci imbarcazioni abbandonate lungo la costa crotonese utilizzate dai migranti per raggiungere le coste italiane.

    La stessa sindaca, proprio alcuni giorni fa, aveva scritto al ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, per chiedere di rimuovere la barche che inquinano l’ambiente e danneggiano l’immagine turistica del territorio. Diversi relitti, infatti si trovano incagliati nella zona A della Riserva Marina Capo Rizzuto dove è vietata qualsiasi attività, anche fare un semplice tuffo in mare.
    «Credo che la lettera al Ministero e questa manifestazione abbiano sortito qualche effetto – ha detto il sindaco Vittimberga – perché in questo momento le maggiori istituzioni, Prefettura, Procura della Repubblica e Agenzia delle Dogane sono impegnate per la soluzione del problema. Dalle notizie che mi arrivano dalla Prefettura ci dovrebbe essere la risoluzione del problema entro un mese su tutte le spiagge crotonesi».

    Anche il Sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, presente al sit-in ha ribadito la gravità della situazione dal punto di vista ambientale ha ribadito come la sua collega che «pur potendo i Comuni effettuare delle ordinanze per rimuovere questi relitti non possono però sopportare il costo per rimuoverli».

  • VIDEO-Operazione anti-immigrazione su coste Crotonesi: 2 ucraini fermati e 77 migranti condotti in porto

    Il livello degli arrivi di migranti via mare che interessano le coste ioniche delle Calabria si conferma particolarmente intenso, ponendo una serie di problematiche sia in materia di sicurezza che dal punto di vista sanitario. Tale traffico è contrastato sul mare dalla costante attività repressiva dalla componente aeronavale del Corpo della Guardia di Finanza, nel suo ruolo di polizia del mare, rappresentata in Calabria dal Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, supportato non solo dalle articolazioni operative aeree e navali del Comando Operativo Aeronavale di Pomezia della Guardia di Finanza, ma anche dagli assetti aerei e navali gestiti dalla Agenzia Europea della guardia di frontiera (FRONTEX).

    Nella notte un pattugliatore della polizia di frontiera romena operante da alcuni mesi a rinforzo del dispositivo di sorveglianza in mare nazionale nell’ambito di una missione finanziata dalla menzionata agenzia europea, ha individuato una imbarcazione sospetta diretta verso le coste calabresi, permettendo di allertare così il dispositivo di contrasto della Guardia di finanza.

    Nelle prime ore del mattino la barca a vela un classico yacht monoalbero di dimensioni medie, utilizzato lungo le rotte che, dalla Turchia, si dipanano fino alle coste continentali nazionali, è stata quindi raggiunta e bloccata appena ha fatto ingresso nelle acque nazionali, a poche miglia da Capo Rizzuto e due vedette della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Crotone ne hanno preso il controllo, scortandola sino allo scalo portuale crotonese.

    A bordo, dopo breve indagine, i militari della Guardia di Finanza hanno individuato e fermato quali indiziati di delitto due sospetti facilitatori di nazionalità ucraina che avevano cercato invano di confondersi fra i migranti, e sono stati trovati 77 migranti (fra cui 05 donne e 20 minori), di cui 40 afgani 20 iraniani e 17 iracheni partiti non meno di quattro giorni fa dalla Turchia.

    Giunti in porto i migranti sono stati consegnati alle autorità preposte all’accoglienza già allertati e pronti e la barca è stata sequestrata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria.

    Dall’inizio dell’anno sulle coste calabresi si sono succeduti 118 arrivi di imbarcazioni di cui ben 50 hanno riguardato il crotonese.
    La Guardia di Finanza ha operato le indagini quando le circostanze lo rendevano possibile anche nel corso delle operazioni di soccorso in mare da parte delle Capitanerie di Porto, identificando e arrestando 123 responsabili di cui 54 a Crotone e sequestrando 46 barche utilizzate nel traffico, di cui 31 nel Crotonese.
    Una efficace azione di prevenzione e repressione dei traffici criminali collegati al fenomeno migratorio è possibile attraverso una costante attività di sorveglianza aeromarittima che permette, come in questo caso, di individuare e intercettare i criminali prima che possano arrivare a terra far perdere le proprie tracce e poter, così, organizzare e condurre ulteriori remunerative traversate.