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	<title>mezzogiorno Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Nov 2024 14:27:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Hydrogen Valley: a Lamezia Terme progetto pilota per la produzione di idrogeno verde nel Mezzogiorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 08:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato presentato in un evento esclusivo, presso l’Ambasciata danese a Roma, il progetto “Hydrogen Valley&#8221;, grazie al quale Lamezia Terme è destinata a diventare, verosimilmente, uno dei nuclei della transizione energetica italiana. L’iniziativa mira a contribuire in maniera significativa, attraverso la sinergia tra settore pubblico e privato, alla riduzione delle emissioni di CO₂ e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato presentato in un evento esclusivo, presso l’Ambasciata danese a Roma, il progetto “Hydrogen Valley&#8221;, grazie al quale Lamezia Terme è destinata a diventare, verosimilmente, uno dei nuclei della transizione energetica italiana. L’iniziativa mira a contribuire in maniera significativa, attraverso la sinergia tra settore pubblico e privato,  alla riduzione delle emissioni di CO₂ e alla creazione di nuove opportunità economiche e ambientali. La zona lametina individuata all’uopo è l’area ex Sir, che, da emblema del fallimento industriale della Società Italiana Resine, ha ora, invece, l’opportunità di diventare un polo di innovazione e sostenibilità. Il  progetto si inserisce fra quelli previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare nella Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, ed attraverso la sua attuazione si intende dare avvio a un’importante produzione di idrogeno nelle aree industriali dismesse del Sud Italia, fra le altre. La Hydrogen Valley lametina costituirà, infatti, il progetto pilota dei 28 previsti nel Mezzogiorno, su un totale di 52 previsti in tutto il territorio italiano, con un investimento complessivo di 500 milioni di euro.</p>
<p>Il compito di condurre la transizione calabrese sarà affidato a Teca Gas S.r.l., azienda attiva dal 2008 nella distribuzione di gas GPL e gas tecnici, distintasi per il suo impegno nel settore energetico e nella promozione di soluzioni a basso impatto ambientale. Essa aveva già avuto in passato il merito di aver portato il GNL (Gas Naturale Liquefatto) nella regione, attraverso la stazione di servizio Teca Green Fuel.  Nell’evento di presentazione del progetto, l’Ambasciata danese ha voluto, infatti, esaminare le politiche e le iniziative relative all’idrogeno verde sia a livello nazionale che regionale attraverso il coinvolgimento dei principali attori del settore (Ministeri, Regioni e grandi imprese in ambito energetico e tecnologico); fra questi, la Regione Calabria e la stessa Teca Gas, a sottolineare il loro ruolo significativo in materia. Grazie alla sua consolidata esperienza e alle infrastrutture già presenti sul territorio, Teca Gas avrà un ruolo strategico all&#8217;interno della Hydrogen Valley, supportando le operazioni di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno verde. L&#8217;azienda calabrese, infatti, amplierà il proprio raggio d&#8217;azione e, grazie a un nuovo impianto con una capacità di produzione di 2 MW e a un parco fotovoltaico da 461 kW, sarà pronta a fornire idrogeno per l&#8217;industria e i trasporti entro giugno 2026. L’impianto includerà inoltre aree per lo stoccaggio e la compressione, oltre a una baia di carico per il trasporto dell’idrogeno, garantendo una produzione locale ed ecocompatibile.</p>
<p>Grazie ai fondi stanziati in ragione del PNRR, il progetto Hydrogen Valley promette di rivoluzionare il panorama energetico calabrese, portando innovazione, sviluppo economico e benefici ambientali, con un impatto positivo duraturo per le generazioni future. Lamezia Terme e Teca Gas sono, dunque, destinate a porsi al centro della rivoluzione verde italiana, per dare vita a una Calabria più sostenibile e in grado di affrontare le sfide climatiche ed energetiche del nostro tempo.<br />
<em>Mariafrancesca Le Piane</em></p>
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		<title>Occhiuto: grazie al presidente Mattarella per le sue parole su rilancio del Mezzogiorno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/occhiuto-grazie-al-presidente-mattarella-per-le-sue-parole-su-rilancio-del-mezzogiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2024 09:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Ringrazio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per questa sua nuova visita in Calabria. Il capo dello Stato incarna i valori dell’unità nazionale e della Costituzione, e la sua presenza è sempre preziosa per il nostro territorio e per le nostre comunità&#8221;. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. &#8220;Ringrazio il presidente Mattarella &#8211; aggiunge [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Ringrazio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per questa sua nuova visita in Calabria. Il capo dello Stato incarna i valori dell’unità nazionale e della Costituzione, e la sua presenza è sempre preziosa per il nostro territorio e per le nostre comunità&#8221;. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.</p>
<p>&#8220;Ringrazio il presidente Mattarella &#8211; aggiunge &#8211; anche perché nel suo discorso ha voluto sottolineare come lo sviluppo della Repubblica ha bisogno del rilancio del Mezzogiorno: una crescita equilibrata e di qualità del Sud d’Italia assicura grande beneficio all’intero territorio nazionale. ‘Una separazione delle strade tra territori del Nord e territori del Meridione &#8211; ha sottolineato il capo dello Stato &#8211; recherebbe gravi danni agli uni e agli altri’.</p>
<p>Con la sua presenza Sergio Mattarella racconta al Paese una Calabria diversa e dimostra che questa è una regione che ha le qualità per essere protagonista anche nell’industria e nell’economica nazionale. Grazie presidente”- conclude Occhiuto.</p>
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		<title>Unindustria Calabria preoccupata dall’implementazione del nuovo modello Zes Unica per il Mezzogiorno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/unindustria-calabria-preoccupata-dallimplementazione-del-nuovo-modello-zes-unica-per-il-mezzogiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 11:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Ferrara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«La transizione dalle otto Zes al nuovo modello Zes per il Mezzogiorno ha subito uno slittamento dell’ultimo momento proprio nella fase di scadenza di tutti i Commissari. Il mancato trasferimento di compiti e funzioni dagli otto Commissari straordinari alla nuova Struttura di missione centralizzata ha richiesto quindi un urgente provvedimento di proroga fino al 1° [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«La transizione dalle otto Zes al nuovo modello Zes per il Mezzogiorno ha subito uno slittamento dell’ultimo momento proprio nella fase di scadenza di tutti i Commissari. Il mancato trasferimento di compiti e funzioni dagli otto Commissari straordinari alla nuova Struttura di missione centralizzata ha richiesto quindi un urgente provvedimento di proroga fino al 1° marzo degli attuali Commissari straordinari. I tempi per il perfezionamento del provvedimento di proroga hanno tuttavia provocato una sensibile discontinuità nei tempi di svolgimento delle conferenze dei servizi e nel rilascio delle autorizzazioni agli investimenti. Una circostanza che basta da sola ad evidenziare la complessità della materia e ad alimentare incertezze riguardo la fluidità della transizione e la messa a regime del nuovo modello».</p>
<p>Esordisce così, in una nota, Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, affrontando un argomento su cui gli industriali sono, da tempo, estremamente vigili: «Da mesi – spiega –, ribadiamo di come sia necessario un ordinato e graduale passaggio delle consegne affrontando per tempo alcune potenziali criticità del nuovo modello di Zes che rischiano di depotenziare la validità dello strumento e la sua utilità, soprattutto in Calabria».</p>
<p>L’analisi di Ferrara, parte dal contesto socio-economico in cui sono nate le Zes: «Il Mezzogiorno viaggia a una velocità ridotta rispetto al resto del Paese. La Zes calabrese, con il suo valore aggiunto determinato dalla semplificazione burocratica per l’avvio degli insediamenti produttivi, grazie ai poteri assegnati al Commissario, e dal sistema di incentivi fiscali, stava dimostrandosi uno strumento utile a rendere la nostra regione attrattiva per investimenti interni ed esterni. La preoccupazione forte, adesso, è che il nuovo modello renda più sfumati i vantaggi, soprattutto in termini di semplificazione e fluidità delle autorizzazioni, tanto da rendere poco attrattiva la Zes a causa di sistema di gestione che centralizza i rapporti e riduce il legame con il territorio. E in questo senso, preoccupa anche il limite minimo di 200mila euro posto all’ammontare degli investimenti nell’area Zes: il tessuto imprenditoriale, soprattutto quello locale, è formato prevalentemente da piccole imprese che sarebbero disposte a investire nella Zes, ma quel limite le tiene fuori da un’opportunità concreta, limitandone così le potenzialità di crescita e di sviluppo. Ciò anche in considerazione del venir meno del credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno».</p>
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		<title>‘Millennials’: in Italia -3 milioni giovani in 1 anno,-28% al Sud, male la Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/millennials-in-italia-3-milioni-giovani-in-1-anno-28-al-sud-male-la-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2023 12:51:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle nuove generazioni di giovani meridionali si rileva una progressiva estensione dei percorsi di studio. I cosiddetti “millennials” (nati fra il 1981 e il 1995) sono di gran lunga più istruiti, soprattutto per la visibile riduzione della componente con titoli inferiori al diploma (24,4%) ormai superata da quella terziaria (27,8%). E’ quanto rileva l’Istat nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle nuove generazioni di giovani meridionali si rileva una progressiva estensione dei percorsi di studio. I cosiddetti <strong>“millennials</strong>” (nati fra il 1981 e il 1995) sono di gran lunga più istruiti, soprattutto per la visibile riduzione della componente con titoli inferiori al diploma (24,4%) ormai superata da quella terziaria (27,8%). E’ quanto rileva l’Istat nel <strong>Report ‘I giovani del Mezzogiorno’</strong><strong>, pubblicato oggi. Negli ultimi anni – rileva l’Istituto di statistica – è aumentata la propensione agli studi universitari, soprattutto nel Mezzogiorno: qui nell’anno scolastico 2021-22 si registrano 58 immatricolati per 100 residenti con 19 anni (56 nel Centro-nord); 47 iscritti ogni 100 19-25enni (41 nel Centro-nord); 22 laureati (anno solare 2022; I e II ciclo) ogni 100 23-25enni.</p>
<p>Le immatricolazioni aumentano soprattutto nelle Regioni con alta disoccupazione e basso Pil pro-capite (fra il 2010 e il 2022: Sicilia +15,6 punti; Sardegna +13,6; <strong>Calabria +10,9</strong>; di contro: Lazio +8,4; Lombardia +5). I percorsi universitari dei meridionali sono spesso più lenti e caratterizzati da una significativa <strong>“emigrazione studentesca”</strong>, sia all’iscrizione (il 28,5% dei meridionali si iscrive in atenei del Centro-nord), sia alla laurea (39,8% in atenei del Centro-nord), sia nel post-laurea (dopo 5 anni solo il 51% lavora nel Mezzogiorno). È un paradosso, ma nel medio-lungo periodo – osserva l’Istat – ciò potrebbe alimentare una deprivazione ulteriore di capitale umano con competenze avanzate, indispensabile per il Mezzogiorno.<br />
La carenza di opportunità lavorative stabili e di buona qualità nel Mezzogiorno non è una novità, ma la situazione fra i “millennials” peggiora. Il tasso di attività (20-34 anni), già basso nella generazione precedente (60,3%) si riduce ulteriormente (54,4%), come il tasso di occupazione (41,6%, dal 45,3%), mentre resta molto elevato quello di disoccupazione (23,6%; 9,1% nel Centro-nord).</p>
<p>Le Regioni caratterizzate da elevata disoccupazione e debole sistema produttivo presentano un accentuato impoverimento demografico di 18-34enni (dal 2002 a 2022: Sardegna: -39,8%; <strong>Calabria: – 32,2%</strong>), la maggiore estensione delle transizioni familiari (30-39 anni che vivono in famiglia: Sardegna 37,8%; Campania 35,1%; <strong>Calabria 34,6%</strong>), un’alta consistenza di Neet (<strong>Calabria 35,5%</strong>, Campania 34,7%, Sicilia 33,8%). La crescente indeterminatezza della “transizione lavorativa” – osserva l’Istituto di statistica – influisce negativamente sulla qualità della vita dei giovani meridionali: oltre un giovane su due (51,5%) è insoddisfatto della situazione economica (40,7% nel Centro-nord), e un terzo la considera peggiorata (35,6%).<br />
Oltre un giovane meridionale su cinque (21,8%; 15% nel Centro-nord) si dice insicuro verso il proprio futuro. L’insicurezza aumenta nelle regioni con basso Pil pro-capite e alta disoccupazione: è minima in Piemonte (12,3%) e Veneto (14,9%), massima in Sicilia (27,9%), <strong>Calabria (25,1)</strong>, Sardegna (22%) e Puglia (21,6%).</p>
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		<title>Lamezia, Felice Saladini (MeglioQuesto): &#8216;Con Pnrr Mezzogiorno può diventare protagonista&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-felice-saladini-meglioquesto-con-pnrr-mezzogiorno-puo-diventare-protagonista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 09:22:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Partire dal Sud è assolutamente più complicato, ma quando si hanno progetti chiari, delle idee chiare si possono realizzare tante cose fatte bene anche partendo dal Mezzogiorno. Oggi siamo davanti a un Sud che ha una grande occasione per ripartire grazie anche al Pnrr e questo convegno a Lamezia è la dimostrazione che si può [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Partire dal Sud è assolutamente più complicato, ma quando si hanno progetti chiari, delle idee chiare si possono realizzare tante cose fatte bene anche partendo dal Mezzogiorno. Oggi siamo davanti a un Sud che ha una grande occasione per ripartire grazie anche al Pnrr e questo convegno a Lamezia è la dimostrazione che si può fare, dipende da noi salire su questo treno che parte”.</p>
<p>È quanto dichiarato ad AdnKronos da Felice Saladini, Founder e Ceo di &#8216;MeglioQuesto&#8217;, a margine del convegno &#8216;La Vita Agile&#8217; svoltosi presso il Teatro Grandinetti di Lamezia Terme.</p>
<p>“Come si colma il gap con il resto d’Italia e d’Europa? Io porto l’esperienza della mia azienda – ha aggiunto Saladini -: bastano idee chiare, progetti concreti, avere dei partner che ci accompagnino nella realizzazione dei progetti. I fondi del Pnrr sono una grande locomotiva – ha poi concluso – e questa volta il Sud può davvero svolgere un ruolo da protagonista”.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<title>Speranza alla Camera: “Per la prima volta Ue finanzia piano salute con 625 milioni per il Mezzogiorno”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/speranza-alla-camera-per-la-prima-volta-ue-finanzia-piano-salute-con-625-milioni-per-il-mezzogiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 11:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA – “Per la prima volta la Commissione Ue finanzia un Piano operativo nazionale sulla Salute, per il quale avremo 625 milioni dedicati al nostro Mezzogiorno che si vanno ad aggiungere ai fondi per la salute del PNRR. Puntiamo sul PN Equità nella Salute per contrastare la povertà sanitaria, nelle 7 Regioni del Sud che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/speranza-alla-camera-per-la-prima-volta-ue-finanzia-piano-salute-con-625-milioni-per-il-mezzogiorno/">Speranza alla Camera: “Per la prima volta Ue finanzia piano salute con 625 milioni per il Mezzogiorno”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA – “Per la prima volta la Commissione Ue finanzia un Piano operativo nazionale sulla Salute, per il quale avremo 625 milioni dedicati al nostro Mezzogiorno che si vanno ad aggiungere ai fondi per la salute del PNRR. Puntiamo sul PN Equità nella Salute per contrastare la povertà sanitaria, nelle 7 Regioni del Sud che hanno maggiori difficoltà ad erogare le prestazioni di assistenza, soprattutto alle fasce più vulnerabili”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso dell’audizione alla Camera, illustrando il Piano Nazionale rivolto alle Regioni meridionali, articolato su 4 priorità di intervento.</p>
<p><strong>POVERTÀ SANITARIA</strong><br />
La prima è il contrasto della povertà sanitaria, per migliorare l’accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari da parte delle persone in stato di povertà sanitaria, anche con l’erogazione gratuita di farmaci di fascia C e dispositivi medici extra-Lea. Le azioni previste in questo ambito sono il rafforzamento delle partnership istituzionali e con il terzo settore per l’identificazione e localizzazione del target di popolazione, l’emersione e la qualificazione dei bisogni di salute; il potenziamento della capacità dei servizi sanitari e socio-sanitari di rispondere ai bisogni di salute con accesso a bassa soglia, anche attraverso l’attivazione di Centri di prossimità contro la povertà sanitaria (CPPS) e l’outreaching; la realizzazione di azioni di educazione sanitaria volte all’empowerment dei gruppi più vulnerabili, anche tramite l’attivazione di comunità (referenti di comunità, associazioni, mediatori culturali, ecc).</p>
<p><strong>LA SALUTE MENTALE</strong><br />
Altra priorità, la salute mentale, che ha come finalità il potenziamento dei Dipartimenti di Salute Mentale per la presa in carico efficace dei pazienti con disagio psicologico o disturbo mentale, anche in collaborazione con il sistema integrato degli interventi e servizi sociali e con il terzo settore, volti al recupero dell’autonomia personale, sociale e lavorativa. In questo ambito le azioni previste sono: l’adozione di modelli di presa in carico efficaci per i programmi terapeutico-riabilitativi e socio-riabilitativi personalizzati (PTRP) centrati sui bisogni complessivi della persona, orientati alla recovery del paziente e al benessere psichico della comunità circostante; la formazione/informazione dei soggetti rilevanti per la presa in carico globale e partecipata delle persone con disturbi mentali; il sostengo ai DSM per l’adozione sistematica del PTRP , in co-progettazione e cogestione con la persona, i suoi familiari e gli enti del terzo settore.</p>
<p><strong>SCREENING ONCOLOGICI</strong><br />
Fra le priorità, anche la maggiore copertura degli screening oncologici, con l’obiettivo di potenziare la capacità di individuare e includere nei programmi di screening oncologico la popolazione target, migliorante l’efficacia e l’efficienza dei programmi. Tra le azioni previste: l’identificazione della popolazione target (non aderenti vulnerabili e soggetti invisibili); il miglioramento delle modalità di reclutamento nei programmi di screening della popolazione target; il potenziamento di alcuni servizi per lo screening (punti di screening e motorhome attrezzati); potenziamento dell’erogazione dello screening alla popolazione target, sia presso la rete riorganizzata dei punti di screening sul territorio, sia mediante i motorhome.</p>
<p><strong>SALUTE DI GENERE</strong><br />
Tra le quattro priorità, infine, la Salute di Genere, con il rafforzamento della rete dei consultori familiari, il loro potenziamento strutturale funzionale e la loro messa in rete con gli altri servizi sanitari e socio-assistenziali del territorio, per l’identificazione e l’attuale di percorsi integrati di assistenza attenti alle differenze di genere.</p>
<p><strong>PNRR, SPERANZA: “DM 71 ENTRO 30 GIUGNO PER NUOVA ASSISTENZA TERRITORIO”</strong><br />
“Il Dm 71, da adottare entro il 30 giugno, definisce un nuovo modello organizzativo per l’assistenza primaria, promuove un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione e un passo concreto per il superamento delle disuguaglianze”, ha dichiarato Speranza in Commissione Affari sociali, nell’ambito dell’esame della Relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).<br />
“Per la prima volta- ha proseguito Speranza- si definiscono le strutture della rete dei servizi territoriali, i principali servizi, gli standard in rapporto alla popolazione, i parametri professionali, gli obiettivi strategici e la governance”. Il Dm 71, secondo il ministro, è quindi “la premessa e il punto di partenza della riforma dell’assistenza territoriale”, ha concluso.</p>
<p><strong>SPERANZA: “ENTRO 2026 ASSISTENZA DOMICILIARE A 10% OVER 65”</strong><br />
“L’obiettivo è entro il 2026 portare l’assistenza domiciliare al 10% per gli over 65”, ha proseguito il ministro. “È prevista una casa di comunità hub ogni 40-50mila abitanti con assistenza medica e infermieristica- ha aggiunto- e gli studi dei medici di medicina generale che saranno spoke delle case di comunità”. Speranza ha quindi fatto sapere che ci sarà “un infermiere di famiglia ogni 2/3mila abitanti da impiegare nei diversi setting assistenziali in cui l’assistenza territoriale si articola” e che sulla telemedicina si investirà “1 miliardo di euro”.</p>
<p>(<em>Fonte: dire.it</em>)</p>
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		<title>Cosenza, Boccia (PD): dopo emergenza sanitaria Paese sarà più forte e solidale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-boccia-pd-dopo-emergenza-sanitaria-paese-sara-piu-forte-e-solidale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 16:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Boccia]]></category>
		<category><![CDATA[mezzogiorno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; &#8220;La ripartenza economica del Paese passa attraverso le riforme sul lavoro e i sostegni economici alle imprese. Per il Partito democratico sono condizioni prioritarie. Dopo l&#8217;emergenza sanitaria il Paese sarà più forte e solidale e il Mezzogiorno sarà prioritario per la crescita del Paese. Crescita che, oggi che conviviamo ancora con il Covid-19, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; &#8220;La ripartenza economica del Paese passa attraverso le riforme sul lavoro e i sostegni economici alle imprese. Per il Partito democratico sono condizioni prioritarie. Dopo l&#8217;emergenza sanitaria il Paese sarà più forte e solidale e il Mezzogiorno sarà prioritario per la crescita del Paese. Crescita che, oggi che conviviamo ancora con il Covid-19, va garantita attraverso la sicurezza sanitaria che completeremo con la campagna di vaccinazione per tutti. I contagi, se fino a qualche settimana fa erano in costante diminuzione, da qualche giorno hanno ripreso a crescere. Non bisogna cedere ad alcun allarmismo perché, rispetto ad altri Paesi europei, la situazione è sotto controllo ma prudenza, rigore e buon senso nei comportamenti sono regole che ormai gli italiani ben conoscono&#8221;. Così Francesco Boccia, deputato PD e responsabile Enti locali della Segreteria nazionale, oggi a Cosenza, al termine di alcuni incontri con i rappresentanti delle parti sociali.</p>
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		<title>Ferrara (Unindustria Calabria): necessario accendere i motori dell&#8217;economia del Mezzogiorno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ferrara-unindustria-calabria-necessario-accendere-i-motori-delleconomia-del-mezzogiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 10:46:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Unindustria Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Serve un nuovo grande patto per l&#8217;Italia». Così Carlo Bonomi, leader degli industriali, ha sintetizzato la sfida per rilanciare l&#8217;economia italiana nel corso dell&#8217;assemblea di Confindustria a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli. L&#8217;assemblea nazionale di Confindustria ha messo in luce le problematiche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Serve un nuovo grande patto per l&#8217;Italia». Così Carlo Bonomi, leader degli industriali, ha sintetizzato la sfida per rilanciare l&#8217;economia italiana nel corso dell&#8217;assemblea di Confindustria a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli. L&#8217;assemblea nazionale di Confindustria ha messo in luce le problematiche e le necessità degli imprenditori che, oggi più che mai, hanno bisogno di essere ascoltati per uscire dalla grande crisi determinata dal covid-19 che ha inciso profondamente sulla produttività. All&#8217;incontro hanno partecipato il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, accompagnato dal direttore Dario Lamanna, il vicepresidente nazionale di Confindustria con delega all&#8217;Economia del Mare, Natale Mazzuca, i presidenti delle territoriali di Confindustria Fortunato Amarelli (Cosenza), Domenico Vecchio (Reggio Calabria), Rocco Colacchio (Vibo Valentia), Mario Spanò (Crotone), e il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro Daniele Rossi.<br />
&#8220;L&#8217;intervento del presidente Carlo Bonomi – afferma Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria – ha fotografato la situazione delle imprese italiane che si sono ritrovate ad affrontare la crisi causata dall&#8217;emergenza covid-19 con una serie di problematiche produttive pregresse dovute anche ai 25 anni di stasi. I vari incentivi e bonus non sono sufficienti, gli imprenditori chiedono di poter lavorare e offrire lavoro puntando su azioni e strumenti incisivi per stimolare gli investimenti. È forte il bisogno di un grande patto per l&#8217;Italia finalizzato alla crescita dell&#8217;intero Paese. È necessario accendere i motori dell&#8217;economia del Mezzogiorno per dare nuovo slancio all&#8217;economia e per poter essere competitivi con le altre realtà economiche europee maggiormente performanti. Il tema delle infrastrutture, sia fisiche che digitali, è diventato centrale. Unindustria Calabria – sottolinea Ferrara – lo sostiene da tempo. Gli investimenti sulle infrastrutture, soprattutto nella nostra terra, potrebbero portare ad una svolta decisiva e a una nuova produttività;  un altro elemento chiave per il cambio di passo è rappresentato dalla necessità di una execution per mettere a terra in maniera rapida i provvedimenti che saranno programmati.   L&#8217;incontro di ieri – conclude Ferrara – è stato molto importante in quanto ha declinato le proposte di Confindustria al Governo per costruire il futuro dell&#8217;Italia e per rilanciare l&#8217;economia&#8221;.</p>
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