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	<title>melito porto salvo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 12 May 2026 10:15:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>In auto con quasi sei chili di hashish, arrestati in flagranza un uomo e una donna nel Reggino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:15:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, nell&#8217;ambito del consueto controllo del territorio, gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato in flagranza di reato un uomo e una donna di Melito di Porto Salvo (RC), accusati del reato di detenzione di sostanza stupefacente. L&#8217;arresto avveniva dopo che il personale delle Volanti del Commissariato di P.S. di Roghudi/Condofuri, coadiuvato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, nell&#8217;ambito del consueto controllo del territorio, gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato in flagranza di reato un uomo e una donna di Melito di Porto Salvo (RC), accusati del reato di detenzione di sostanza stupefacente. L&#8217;arresto avveniva dopo che il personale delle Volanti del Commissariato di P.S. di Roghudi/Condofuri, coadiuvato da un&#8217;unità cinofila antidroga dell&#8217;Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Reggio Calabria, ha intimato l&#8217;Alt ad un&#8217;autovettura con a bordo una coppia che si mostrava visibilmente agitata ed insofferente al controllo.</p>
<p>Durante le verifiche, gli agenti hanno riscontrato un forte odore proveniente dall&#8217;abitacolo e, a seguito di ispezione visiva, hanno rinvenuto 55 panetti di sostanza vegetale di colore scuro, custoditi all&#8217;interno di una busta in plastica per la spesa situata nel cofano posteriore del mezzo. Il materiale sequestrato, dal peso complessivo di 5 chilogrammi e 850 grammi, è stato successivamente analizzato e classificato come sostanza stupefacente del tipo &#8220;hashish&#8221;.</p>
<p>Dell&#8217;arresto è stata data immediata informazione all&#8217;Autorità Giudiziaria che ha disposto l&#8217;accompagnamento in carcere nei confronti della coppia. Trattandosi di procedimento in fase di indagini preliminari, per l&#8217;uomo e la donna vige il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.</p>
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		<title>Furto farmaci oncologici, Pm: vicenda molto grave. Procuratore Reggio esclude complicità in ospedale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 16:39:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Incontrando i giornalisti per l&#8217;operazione che ha portato  a 4 arresti per il furto di farmaci oncologici dall&#8217;Ospedale di Melito Porto Salvo, il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli ha parlato di &#8220;Una vicenda molto grave, oltre che particolarmente onerosa per le casse pubbliche, che ha visto anche una sinergia tra più procure. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Incontrando i giornalisti per l&#8217;operazione che ha portato  a 4 arresti per il furto di farmaci oncologici dall&#8217;Ospedale di Melito Porto Salvo, il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli ha parlato di &#8220;<em>Una vicenda molto grave, oltre che particolarmente onerosa per le casse pubbliche, che ha visto anche una sinergia tra più procure. Le attività investigative sono state poi condivise con le procure di Napoli e di Benevento, che hanno proceduto in questi giorni, pressoché simultaneamente, all&#8217;esecuzione di una serie di provvedimenti restrittivi, con riferimento ai reati di loro competenza, perché il gruppo di presunti responsabili di questi reati poi operava nella provincia di Napoli&#8221;.</em></p>
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<div class="image-container">Sull&#8217;esistenza di una possibile rete di distribuzione di questo tipo di farmaci di provenienza illecita, sta indagando la Procura di Napoli, dove l&#8217;organizzazione criminale era dislocata e insediata.   I furti, sono stati commessi tra aprile e giugno 2024, e &#8220;non sempre &#8211; ha detto Borrelli &#8211; dalle stesse persone&#8221;. Il magistrato ha escluso qualsiasi tipo di collaborazione con eventuali basisti o sodali del territorio presso l&#8217;Ospedale di Melito Porto Salvo.</div>
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<p>Alla conferenza stampa hanno partecipato anche la pm Chiara Greco, il tenente Alessio Santagata, comandante del Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri di Melito Porto Salvo, il comandante, capitano Daniele Barbero, ed il comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, generale Cesario Totaro.<br />
&#8220;<em>All&#8217;epoca dei fatti le misure di sicurezza poste a presidio dei farmaci non erano particolarmente all&#8217;avanguardia&#8221; </em>ha detto Greco<em> escludendo qualsiasi tipo di responsabilità dentro l&#8217;ospedale. &#8220;Sono state &#8211; </em>ha detto Barbero <em>&#8211; indagini particolari con analisi massive di dati. Non solo, mancando sistemi di videosorveglianza, siamo riusciti a risalire alle auto e confrontato i dati di celle e telefoni che erano comunque intestati a soggetti stranieri e che non risultavano neanche mai essere stati censiti sul territorio nazionale&#8221;</em>.</p>
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		<title>Melito Porto Salvo, Carabinieri scoprono maxi furto per 1,2 Mln di farmaci oncologici dall&#8217;ospedale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/melito-porto-salvo-carabinieri-scoprono-maxi-furto-per-12-mln-di-farmaci-oncologici-dallospedale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 08:34:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un gruppo di soggetti specializzati nei furti di farmaci oncologici e salvavita ad altissimo costo è stato individuato e colpito dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Nelle scorse ore i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un gruppo di soggetti specializzati nei furti di farmaci oncologici e salvavita ad altissimo costo è stato individuato e colpito dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Nelle scorse ore i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura, nei confronti di quattro soggetti originari di Napoli e provincia, ritenuti responsabili – a vario titolo e in concorso tra loro – del reato di furto aggravato di farmaci oncologici, chemioterapici e biologici ad altissimo costo, per un valore complessivo stimato in oltre un milione e duecentomila euro. Il provvedimento rappresenta l’esito di una lunga e articolata indagine condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo, sviluppata tra aprile 2024 e febbraio 2025 a seguito di una serie di furti perpetrati presso la farmacia ospedaliera dell’Ospedale “<em>Tiberio Evoli”</em> di Melito Porto Salvo, avvenuti nei mesi di aprile, maggio e luglio 2024.</p>
<p>Le investigazioni hanno preso avvio dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza nei pressi della struttura sanitaria e sono state successivamente approfondite attraverso complesse attività tecniche, tra cui intercettazioni telefoniche e l’analisi di una vasta mole di dati di traffico telefonico, consentendo ai Carabinieri di individuare i presunti responsabili di tutti gli episodi. Dalle indagini è emersa l’operatività di una ramificata rete criminale con base logistica nella città di Napoli, specializzata nell’esecuzione di furti ai danni delle farmacie ospedaliere su tutto il territorio nazionale, in particolare di quelle autorizzate alla detenzione di farmaci antitumorali e biologici destinati a terapie salvavita. Il sodalizio avrebbe agito secondo un modus operandi accuratamente pianificato: selezione preventiva delle strutture sanitarie da colpire, sopralluoghi preliminari per studiare accessi e sistemi di sicurezza, utilizzo di veicoli a noleggio e impiego di utenze telefoniche dedicate, spesso intestate fittiziamente a cittadini extracomunitari, così da ridurre il rischio di essere identificati.</p>
<p>L’attività investigativa che ha portato all’odierno risultato ha inoltre rappresentato il punto di partenza di ulteriori indagini svolte in coordinamento con le Procure di Napoli e Benevento, sfociate nell’emissione di ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di analoghi reati.</p>
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		<item>
		<title>RSA del terrore per ultracentenaria: arrestato operatore socio-sanitario, denunciate 5 persone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rsa-del-terrore-per-ultracentenaria-arrestato-operatore-socio-sanitario-denunciate-5-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 16:24:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un’anziana donna ultracentenaria, fragile e completamente affidata alle cure del personale sanitario, sarebbe stata ripetutamente maltrattata e umiliata all’interno della struttura assistenziale che avrebbe dovuto garantirle protezione e dignità. Per questi fatti i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un’anziana donna ultracentenaria, fragile e completamente affidata alle cure del personale sanitario, sarebbe stata ripetutamente </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">maltrattata e umiliata all’interno della struttura assistenziale che avrebbe dovuto garantirle protezione e dignità</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Per questi fatti i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">arresti domiciliari</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> nei confronti di un operatore socio-sanitario in servizio presso una R.S.A., ritenuto responsabile del reato di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">maltrattamenti contro familiari o conviventi</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il provvedimento è stato emesso dal </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, su richiesta della locale Procura della Repubblica, al termine di una complessa attività investigativa condotta dai militari della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Nell’ambito della stessa indagine, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">altre cinque persone</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, tra operatori socio-sanitari e infermieri professionali, sono state </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">deferite in stato di libertà</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> all’Autorità Giudiziaria poiché ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">maltrattamenti e abbandono di persone incapaci</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’indagine ha preso avvio nel </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">settembre 2025</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, quando una delle figlie dell’anziana si è rivolta ai Carabinieri dopo aver notato </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">lividi sospetti sul corpo della madre</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e aver percepito in lei un atteggiamento di paura e reticenza durante le visite in struttura. Da quella segnalazione è scattato un articolato lavoro investigativo che, attraverso accertamenti tradizionali e attività tecniche, ha consentito di fare luce su una serie di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">condotte vessatorie e degradanti</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che la vittima sarebbe stata costretta a subire. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Secondo quanto emerso nel corso delle indagini e riportato nel provvedimento cautelare, gli episodi si sarebbero verificati soprattutto durante i momenti di assistenza quotidiana, come le operazioni di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">igiene personale e cambio del pannolone</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, quando l’anziana – completamente indifesa – era affidata alle cure degli operatori. In tali frangenti l’indagato avrebbe posto in essere </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">offese, aggressioni verbali e fisiche, umiliazioni e soprusi</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, arrivando in alcune circostanze ad augurare la morte alla paziente o a compiere gesti particolarmente mortificanti. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra gli episodi documentati dagli investigatori anche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">atteggiamenti di grave disprezzo e prevaricazione</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, come il gesto di strofinare sul volto della donna le lenzuola sporche di urina durante il cambio della biancheria. Le attività tecniche avrebbero inoltre consentito di accertare ulteriori comportamenti negligenti da parte di alcuni operatori, come il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">mancato cambio del pannolone</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, talvolta semplicemente lanciato sul letto senza provvedere alla sostituzione, o l’invito rivolto all’anziana ad arrangiarsi autonomamente nonostante la totale impossibilità di provvedere a se stessa, in alcune circostanze persino </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">al buio</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le condotte accertate, reiterate nel tempo e poste in essere approfittando della </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">condizione di estrema vulnerabilità fisica e psichica della vittima</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, avrebbero determinato nell’ultracentenaria un profondo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">stato di sofferenza fisica e morale</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, oltre a un persistente clima di paura. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’intervento dei Carabinieri ha consentito di interrompere quella situazione e di portare alla luce una vicenda particolarmente grave, confermando ancora una volta l’impegno dell’Arma nella </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">tutela delle persone più fragili</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, con particolare attenzione agli anziani ospitati nelle strutture assistenziali.</span></span></p>
<p align="justify">
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		<title>Melito Porto Salvo, confiscati beni immobili per 2 milioni di euro al commercialista Giuseppe Errigo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/melito-porto-salvo-confiscati-beni-immobili-per-2-milioni-di-euro-al-commercialista-giuseppe-errigo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 14:15:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca &#8211; emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica &#8211; nei confronti di un commercialista, Giuseppe Errigo, di Melito Porto Salvo (RC), condannato in via definitiva nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/melito-porto-salvo-confiscati-beni-immobili-per-2-milioni-di-euro-al-commercialista-giuseppe-errigo/">Melito Porto Salvo, confiscati beni immobili per 2 milioni di euro al commercialista Giuseppe Errigo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca &#8211; emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica &#8211; nei confronti di un commercialista, Giuseppe Errigo, di Melito Porto Salvo (RC), condannato in via definitiva nel 2015 per il delitto di associazione mafiosa, in quanto &#8220;punto di riferimento e uomo di fiducia sul piano contabile e tributario&#8221;, a partire dal 2002, della cosca “Iamonte”, operante nell’area grecanica. In particolare, il predetto professionista ha messo a disposizione della citata organizzazione criminale le sue conoscenze tecniche, gestendo i profili contabili di talune attività commerciali e società intestate a “prestanomi” o “teste di legno”, consapevole dell’identità dei reali titolari delle stesse, nonché fornendo consigli e suggerimenti ai vertici del sodalizio per sviare i controlli delle autorità preposte, soprattutto in momenti di fibrillazione della consorteria, come in occasione di indagini da parte dell’Autorità Giudiziaria.</p>
<p>Come precisato nel provvedimento ablativo eseguito, il succitato commercialista ha fornito, perciò, una collaborazione criminale ad ampio raggio che è sconfinata a pieno titolo in una vera e propria condotta di valenza associativa, avendo concesso stabilmente le sue abilità tecnico-contabili al fine precipuo di consentire di aggirare i divieti di legge ed eludere la normativa in materia di misure di prevenzione nonché consentendo l’arricchimento della cosca e il consolidamento della sua capacità di condizionare, attraverso forme di partecipazione solo apparentemente lecite, larghi settori dell’economia locale. E’ stata ritenuta, pertanto, sussistente la pericolosità sociale del destinatario della misura di prevenzione in argomento, tanto in relazione all’accertata partecipazione alla cosca “Iamonte” (e, quindi, per avere apportato un reiterato contributo alla realizzazione dei fini illeciti perseguiti dalla citata consorteria), quanto in relazione alla commissione del delitto di “trasferimento fraudolento di valori” in termini di intestazione fittizia di beni.</p>
<p>In proposito, la rilevante attività d’indagine patrimoniale svolta dalla Compagnia della Guardia di finanza di Melito Porto Salvo, in stretta e sistematica sinergia con il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza (S.C.I.C.O.), ha fatto emergere, attraverso complessi e articolati riscontri investigativi, un compendio patrimoniale direttamente e indirettamente nella disponibilità del citato commercialista, il cui valore è risultato decisamente sproporzionato rispetto alla sua capacità reddituale manifestata. Alla luce di tali risultanze, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria disponeva prima il sequestro di prevenzione del patrimonio riferibile al citato commercialista e, da ultimo, riconoscendo la validità dell’impianto istruttorio (basato, come accennato, sulle indagini economico-patrimoniali eseguite dalla Guardia di finanza), ha disposto &#8211; allo stato del procedimento e impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito &#8211; l’applicazione della predetta misura di prevenzione patrimoniale della confisca su tutto il patrimonio già in sequestro, costituito da 7 immobili, per un valore complessivo stimato in quasi 2 milioni di euro.</p>
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		<item>
		<title>Arrestato soggetto per violazione del divieto di avvicinamento alla ex compagna</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/arrestato-soggetto-per-violazione-del-divieto-di-avvicinamento-alla-ex-compagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 09:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[divieto di avvicinamento]]></category>
		<category><![CDATA[melito porto salvo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 56 anni, originario di Melito Porto Salvo, per violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, la sua ex compagna. L&#8217;intervento è avvenuto di notte, nelle immediate vicinanze dell&#8217;abitazione della donna, nonostante l&#8217;uomo fosse già [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha arrestato un <strong>uomo di 56 anni</strong>, originario di Melito Porto Salvo, per violazione dei provvedimenti di<strong> allontanamento dalla casa familiare</strong> e del <strong>divieto di avvicinamento</strong> ai luoghi frequentati dalla persona offesa, la sua <strong>ex compagna</strong>.<br />
L&#8217;intervento è avvenuto di notte, nelle immediate vicinanze dell&#8217;abitazione della donna, nonostante l&#8217;uomo fosse già sottoposto a misure restrittive emesse dal Giudice.</p>
<p>Gli Agenti delle Volanti, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato<strong> l’uomo, sotto la pioggia scrosciante</strong>, posizionato <strong>sotto uno stabile, con il cellulare in mano</strong>, che rivolgeva lo sguardo con insistenza verso un appartamento. Prontamente<strong> fermato, è stato identificato</strong> e gli accertamenti hanno consentito di accertare che a suo carico vi fossero vari pregiudizi e precedenti di polizia, fra cui<strong> associazione a delinquere</strong>, <strong>porto abusivo e detenzione di armi</strong>, <strong>violazione delle leggi sugli stupefacenti</strong>, minaccia e atti persecutori ed un divieto di avvicinamento alla ex compagna, domiciliata proprio in un appartamento di quel palazzo.</p>
<p>Il soggetto è stato condotto presso gli uffici della Questura per le procedure di rito ed è stato <strong>arrestato per la violazione</strong> delle disposizioni legali cui era sottoposto. La Polizia di Stato ribadisce il proprio impegno nella lotta contro la violenza di genere e nella tutela delle vittime, garantendo che ogni violazione delle misure di protezione sarà perseguita con la massima severità. Le autorità invitano chiunque si trovi in situazioni di pericolo o di violenza a contattare le forze dell&#8217;ordine e a non esitare a chiedere aiuto. La sicurezza e il benessere dei cittadini sono una priorità per la Polizia di Stato.</p>
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		<item>
		<title>Chiama i Carabinieri per un atto intimidatorio ma le telecamere lo incastrano: denunciato nel reggino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/chiama-i-carabinieri-per-un-atto-intimidatorio-ma-le-telecamere-lo-incastrano-denunciato-nel-reggino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 09:14:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[melito porto salvo]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[simulazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo (RC) hanno denunciato un uomo, originario del comune melitese, per il reato di simulazione di reato. L’episodio, emerso nei giorni scorsi, ha visto l’uomo inscenare un atto intimidatorio ai propri danni per poi denunciarlo alle autorità. Lo scorso 9 marzo, l’uomo si era presentato presso la Stazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo (RC) hanno denunciato un uomo, originario del comune melitese, per il reato di simulazione di reato. L’episodio, emerso nei giorni scorsi, ha visto l’uomo inscenare un atto intimidatorio ai propri danni per poi denunciarlo alle autorità. Lo scorso 9 marzo, l’uomo si era presentato presso la Stazione Carabinieri di Melito Porto Salvo per sporgere denuncia contro ignoti. Aveva riferito di aver udito, nelle prime ore della notte, frasi ingiuriose urlate al suo indirizzo e di aver successivamente trovato, vicino alla ruota posteriore destra della propria autovettura, un contenitore di plastica da circa 5 litri senza tappo, con all’interno residui di liquido infiammabile, in parte già versato sul manto stradale e a contatto con lo pneumatico.</p>
<p>L’immediata attività investigativa avviata dai Carabinieri, attraverso l’acquisizione e l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza presente nell’area, ha permesso di smascherare l’inganno. Gli accertamenti hanno infatti dimostrato che l’atto intimidatorio era stato inscenato dallo stesso denunciante, escludendo la responsabilità di terzi.</p>
<p>Grazie alla tempestività e all’accuratezza delle indagini, i Carabinieri hanno potuto ricostruire l’accaduto e deferire l’uomo all’Autorità Giudiziaria per simulazione di reato.</p>
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		<title>VIDEO-Coldiretti: gravi danni per forti raffiche di vento alle colture in serra della fascia jonica reggina</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-coldiretti-gravi-danni-per-forti-raffiche-di-vento-alle-colture-in-serra-della-fascia-jonica-reggina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 14:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
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		<category><![CDATA[Serre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Da quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Calabria in riferimento all’avviso di condizioni metereologiche avverse di questi giorni, se in altre zone della Calabria in qualche modo possiamo tirare un sospiro di sollievo l’impetuoso vento e le intense piogge hanno invece causato consistenti alle strutture serricole andate completamente distrutte e alle produzioni compromettendo di fatto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-294387-1" width="696" height="394" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Coldiretti-.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Coldiretti-.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Coldiretti-.mp4</a></video></div>
<p>&#8220;Da quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Calabria in riferimento all’avviso di condizioni metereologiche avverse di questi giorni, se in altre zone della Calabria in qualche modo possiamo tirare un sospiro di sollievo l’impetuoso vento e le intense piogge hanno invece causato consistenti alle strutture serricole andate completamente distrutte e alle produzioni compromettendo di fatto l’intera stagione nella fascia ionica reggina&#8221;. Lo si legge in una nota della stessa associazione.</p>
<p>In particola si segnalano le criticità &#8220;nella zona di Melito Porto Salvo e Marina di San Lorenzo dove la situazione è particolarmente grave. Colture orticole quali zucchine e pomodori, varietà cuore di bue, che erano quasi pronti per la raccolta sono stati completamente distrutti. </p>
<p>Ancora una volta l’agricoltura  è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo. La Coldiretti chiede che venga iniziato il procedimento per la conta dei danni in particolare in questa zona colpita&#8221;- conclude Coldiretti Calabria.</p>
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		<title>VIDEO-Melito Porto Salvo, Carabinieri sequestrano armi e munizioni: 3 denunciati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-melito-porto-salvo-carabinieri-sequestrano-armi-munizioni-3-denunciati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 12:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VIDEO- Prosegue senza sosta l’attività dell’Arma dei Carabinieri nella lotta alla detenzione illegale di armi e munizioni. Negli ultimi giorni, un’operazione condotta dai militari della Compagnia di Melito Porto Salvo, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, ha portato al deferimento di tre persone e al sequestro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-285508-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Melito-armi-Video.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Melito-armi-Video.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/Melito-armi-Video.mp4</a></video></div>VIDEO-</p>
<p>Prosegue senza sosta l’attività dell’Arma dei Carabinieri nella lotta alla detenzione illegale di armi e munizioni. Negli ultimi giorni, un’operazione condotta dai militari della Compagnia di Melito Porto Salvo, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, ha portato al deferimento di tre persone e al sequestro di un consistente arsenale nascosto in terreni agricoli e abitazioni.<br />
Nel primo intervento, i Carabinieri hanno deferito un 68enne e una 63enne, entrambi residenti a Melito Porto Salvo, per detenzione abusiva di armi e munizioni. Durante le perquisizioni, in un tubo in PVC sotterrato in un terreno agricolo riconducibile all’uomo, sono state trovate 21 cartucce cal. 12 a pallini. Su un terreno di proprietà della donna, invece, erano occultati in un sacco di cellophane una pistola revolver cal. 7.65 con quattro cartucce, una carabina Remington 66 nylon cal. 22 con 14 cartucce, e una doppietta cal. 12 smontata in tre parti con matricola abrasa.<br />
In una seconda operazione, i militari hanno effettuato un controllo nell’abitazione di un 65enne melitese, titolare di porto d’armi. L’ispezione ha rivelato la presenza di un fucile Beretta cal. 12 mai denunciato e l’assenza di un’altra arma regolarmente registrata, ma non più rintracciabile. L’uomo è stato denunciato per detenzione abusiva e omessa custodia di armi. A seguito del controllo, sono stati sequestrati due fucili, una carabina ad aria compressa e dieci cartucce cal. 12 a palla singola.<br />
Tutte le armi e le munizioni rinvenute sono state sottoposte a sequestro penale, mentre i procedimenti sono nella fase delle indagini preliminari.<br />
L’operazione si inserisce in una strategia più ampia di contrasto alla detenzione illecita di armi nella provincia di Reggio Calabria, un’area particolarmente delicata dove il capillare controllo del territorio da parte dei Carabinieri rappresenta un pilastro della sicurezza.<br />
Si ricorda che, per i tre denunciati, vige il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.</p>
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		<title>Ex sindaci Melito Porto Salvo assolti da associazione mafiosa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ex-sindaci-melito-porto-salvo-assolti-da-associazione-mafiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 07:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[melito porto salvo]]></category>
		<category><![CDATA[sindaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono stati assolti in appello gli ex sindaci di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) Giuseppe Iaria e Gesualdo Costantino che, in primo grado, nel processo &#8220;Ada&#8221;, erano stati condannati rispettivamente a 12 e 10 anni di carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso. La sentenza è stata emessa dalla Corte d&#8217;Appello di Reggio Calabria. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati assolti in appello gli ex sindaci di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria)<strong> Giuseppe Iaria</strong> e <strong>Gesualdo Costantino</strong> che, in primo grado, <strong>nel processo &#8220;Ada&#8221;</strong>, erano stati condannati rispettivamente<strong> a 12 e 10 anni di carcere</strong> per associazione a delinquere di stampo mafioso. La sentenza è stata emessa dalla Corte d&#8217;Appello di Reggio Calabria.</p>
<p>Secondo i giudici i politici locali non sono intranei alla cosca Iamonte Salvo che, stando all&#8217;impianto accusatorio della Dda, più di 10 anni fa li avrebbe sostenuti garantendosi il libero accesso al Comune di Melito Porto. Difeso dagli avvocati Carlo Morace e Domenico Vadalà, l&#8217;ex sindaco Iaria rispondeva anche di turbativa d&#8217;asta, lo stesso reato che era contestato all&#8217;ex capo dell&#8217;ufficio tecnico comunale di Melito Porto Salvo Francesco Maisano accusato pure di <strong>concorso esterno con la &#8216;ndrangheta</strong>.</p>
<p>Anche quest&#8217;ultimo, difeso dagli avvocati Nico D&#8217;Ascola e Pietro Modafferi, è stato<strong> assolto &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221;</strong>. &#8220;Per non aver commesso il fatto&#8221; invece è la formula con la quale è stato assolto l&#8217;ex sindaco Gesualdo Costantino che in passato ha ricoperto anche il ruolo di vice presidente della Provincia di Reggio Calabria e che è stato assistito dagli avvocati Pietro Modafferi ed Ettore Aversano. Per quanto riguarda Iaria, i suoi difensori, gli avvocati Vadalà e Morace, esprimono &#8220;soddisfazione, non solo perché è stata riconosciuta l&#8217;estraneità alla &#8216;ndrangheta&#8221; del loro assistito, ma anche perché quest&#8217;ultimo &#8220;ha svolto il suo ruolo politico da sindaco di Melito Porto Salvo nell&#8217;interesse della comunità&#8221;. In seguito all&#8217;inchiesta &#8220;Ada&#8221; il Comune del basso Jonio reggino era stato sciolto per infiltrazioni mafiose.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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