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	<title>medica Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Jan 2025 17:40:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sanità, Uil Calabria: Per le Guardia mediche la Regione impieghi i neo-laureati in Medicina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 16:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cittadini calabresi hanno diritto a una sanità territoriale efficiente, capillare e pronta a rispondere alle loro esigenze. La Uil Calabria e la Uil Fpl Calabria richiamano con forza l’attenzione delle istituzioni regionali sul drammatico stato del Servizio Sanitario Regionale, aggravato dalla carenza strutturale di personale medico e dalla chiusura di numerosi presidi sanitari, soprattutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I cittadini calabresi hanno diritto a una sanità territoriale efficiente, capillare e pronta a rispondere alle loro esigenze. La Uil Calabria e la Uil Fpl Calabria richiamano con forza l’attenzione delle istituzioni regionali sul drammatico stato del Servizio Sanitario Regionale, aggravato dalla carenza strutturale di personale medico e dalla chiusura di numerosi presidi sanitari, soprattutto nelle aree interne e nelle zone a maggiore difficoltà di accesso. <strong>La Calabria registra la spesa corrente più bassa in sanità in Italia, con soli 1.748 euro a fronte di una media nazionale di 2.140 euro</strong>. Inoltre, la dotazione organica del personale sanitario è in perenne sofferenza, con una <strong>proiezione drammatica per il 2026</strong>, quando <strong>mancheranno 135 medici di famiglia</strong>. In Calabria il deficit di medici di medicina generale si attesta a oltre 3100 professionisti, e sul nostro territorio <strong>mancano complessivamente 2500 medici</strong>, con ben 450 richieste di trasferimento all’estero. Mentre circa <strong>il 40% delle postazioni di guardia medica risultano vacanti</strong>, rendendo difficoltoso, se non impossibile, garantire il diritto alla salute in molte comunità locali. La situazione è resa ancora più critica dalla recente ondata di pensionamenti che ha colpito il comparto, un fenomeno destinato a peggiorare nei prossimi anni, senza un immediato ricambio generazionale, nonostante le recenti modifiche normative consentano di rimanere in servizio sino a 70 anni.</p>
<p>Secondo l’ultimo rapporto della Federazione italiana dei medici di medicina generale, in Calabria 2 cittadini su 5 non hanno accesso regolare a una guardia medica o a un medico di base nei comuni montani e nelle zone rurali. Un dato che mette in evidenza l’urgenza di agire con soluzioni concrete per colmare questi vuoti. La Uil Calabria e la Uil Fpl Calabria sono convinte <strong>che la Regione debba assumersi l’impegno di elaborare un bando straordinario rivolto ai neo-laureati in Medicina, abilitati alla pratica sanitaria non specialistica, al fine di poter effettuare delle sostituzioni</strong>. Questo provvedimento consentirebbe di coprire i posti vacanti nella medicina di base e nelle postazioni di guardia medica, seppur temporaneamente, offrendo una risposta immediata alla carenza di personale. Allo stesso tempo bisognerebbe farsi parte attiva per ampliare lo spettro di azione oggi consentito ai neolaureati dalle norme vigenti in materia. I neo-laureati, con il loro ingresso nel sistema sanitario regionale, rappresenterebbero una <strong>“boccata d’ossigeno”</strong> per il settore e consentirebbero di fornire servizi sanitari essenziali alle fasce più deboli della popolazione, come gli anziani e i residenti nelle aree interne.</p>
<p>Tuttavia, questa misura d’urgenza deve essere accompagnata da un percorso più ampio e strutturato di riforma del Servizio sanitario. La Uil Calabria e la Uil Fpl Calabria chiedono: Una diversa gestione delle risorse disponibili, con la fine dei tagli lineari che hanno compromesso l’efficienza del sistema; Investimenti mirati nel personale e nelle strutture territoriali, garantendo una maggiore presenza medica nelle aree interne; Piani di formazione e incentivi per i giovani medici, affinché scelgano di lavorare in Calabria, rendendo il sistema sanitario regionale più attrattivo; potenziamento delle misure di welfare aziendale per il personale che opera in Sanità; tempestività nella sottoscrizione dei contratti decentrati integrativi e nell’erogazione delle risorse economiche; maggiori risorse per il personale che opera in servizi svantaggiati (ad esempio il pronto soccorso). Occorre una programmazione coraggiosa, che parta dal coinvolgimento delle giovani generazioni di medici e passi per una revisione radicale delle politiche sanitarie regionali e nazionali. La salute è un diritto fondamentale e non può essere subordinata alla logica del risparmio. Insieme la deputazione calabrese è chiamata a portare avanti una battaglia comune, senza distinzioni ideologiche, affinché si esca da un regime emergenziale che da 15 anni ha certamente indebolito la sanità calabrese.</p>
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		<title>Cassazione: visita domiciliare della Guardia medica è obbligatoria se paziente accusa sintomi gravi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cassazione-visita-domiciliare-della-guardia-medica-e-obbligatoria-se-paziente-accusa-sintomi-gravi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 17:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il diritto alla salute comporta l’obbligo per un medico con funzioni pubbliche di tutelarlo. Per questo la visita domiciliare è obbligatoria. Almeno per quei pazienti che riferiscano di accusare sintomi gravi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con una decisione che potrebbe cambiare le consuetudini di medici di base e guardie mediche meno disponibili [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il diritto alla salute comporta l’obbligo per un medico con funzioni pubbliche di tutelarlo. Per questo la visita domiciliare è obbligatoria. Almeno per quei pazienti che riferiscano di accusare sintomi gravi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con una decisione che potrebbe cambiare le consuetudini di medici di base e guardie mediche meno disponibili alle visite domiciliari.<br />
<strong>Diagnosi al telefono, il paziente muore</strong><br />
I giudici hanno confermato la condanna a quattro mesi e all’interdizione dalla professione per lo stesso periodo di un medico di guardia che si era limitata a dare consigli telefonici, dopo una chiamata di emergenza, anziché verificare le condizioni del paziente, che accusava un forte bruciore allo sterno accompagnato da irradiazione di dolore sulle braccia e sulle dita delle mani. La diagnosi era stata di gastroenterite e invece, successivamente, un infarto aveva portato alla morte dell’uomo. Il medico bolognese era finito a processo per omicidio colposo era stato assolto da questo reato e condannato per rifiuto di atti d’ufficio e la Cassazione ha confermato la sentenza. </p>
<p><strong>LA DECISIONE</strong><br />
I giudici si sono rifatti a una norma del ‘91 secondo la quale il medico in servizio di guardia deve rimanere a disposizione «per effettuare gli interventi domiciliari al livello territoriale che gli saranno richiesti» e durante il turno «è tenuto ad effettuare al più presto tutti gli interventi che gli siano richiesti direttamente dagli utenti». E precisano nella sentenza: «Costituisce, pertanto, consolidato orientamento interpretativo di questa Corte quello secondo il quale integra il delitto di rifiuto di atti di ufficio la condotta del sanitario in servizio di guardia medica che, pur richiesto, decida di non eseguire l’intervento domiciliare urgente per accertarsi delle effettive condizioni di salute del paziente, nonostante gli venga prospettata una sintomatologia grave, trattandosi di un reato di pericolo per il quale a nulla rileva che lo stato di salute del paziente si riveli, in concreto, meno grave di quanto potesse prevedersi. In sostanza &#8211; spiegano i giudici &#8211; il delitto è integrato ogniqualvolta il medico di turno, pubblico ufficiale, a fronte di una riferita sintomatologia ingravescente e alla richiesta di soccorso, che presenti inequivoci connotati di gravità e di allarme, neghi un atto non ritardabile, quale appunto quello di un accurato esame clinico volto ad accertare le effettive condizioni del paziente».</p>
<p><strong>LA VICENDA</strong><br />
Il caso esaminato dalla Corte era stato anche sottoposto, durante il primo grado, a una perizia collegiale che aveva stabilito come «l’ostinato rifiuto di eseguire la visita domiciliare andasse qualificato come rifiuto di atti di ufficio». L’imputata, nel suo ricorso aveva sottolineato la mancanza di dolo ma i giudici della Cassazione sottolineano: «le argomentazioni esposte dalla Corte di merito sono correttamente fondate sull’indebito e consapevole rifiuto della ricorrente di svolgere l’intervento domiciliare urgente, in assenza di altre esigenze del servizio (quali, ad esempio, contemporanee richieste di intervento urgente), a fronte dell’inequivoca gravità e chiarezza della sintomatologia esposta, per sincerarsi personalmente, pur nel dubbio, delle effettive condizioni del paziente e dell’eventuale situazione di pericolo in cui questi si trovava o meno, in base ad un esame clinico diretto». E concludono: «Il delitto contestato rientra tra i delitti contro la pubblica amministrazione in quanto sanziona il rifiuto consapevole del medico di adottare atti, senza ritardo, per la tutela del diritto alla salute che, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione costituisce fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e, per questo, rende il sanitario portatore di funzioni pubbliche.</p>
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		<title>Cosenza: Tutti occupati i posti letto in area medica per pazienti covid, in intensiva 13 su 19</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-tutti-occupati-i-posti-letto-in-area-medica-per-pazienti-covid-in-intensiva-13-su-19/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2021 13:31:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[area]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[medica]]></category>
		<category><![CDATA[ricoveri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I casi Covid sono in aumento e anche i ricoveri nelle strutture sanitarie calabresi. Nell&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza, al momento, sono occupati 13 postazioni di terapia intensiva su 19 e tutti i 35 posti letto dell&#8217;area medica. Tre persone sono in attesa di essere allocate in reparto e probabilmente saranno trasferite a Cetraro dove l&#8217;Asp [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I casi Covid sono in aumento e anche i ricoveri nelle strutture sanitarie calabresi. Nell&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza, al momento, sono occupati 13 postazioni di terapia intensiva su 19 e tutti i 35 posti letto dell&#8217;area medica. Tre persone sono in attesa di essere allocate in reparto e probabilmente saranno trasferite a Cetraro dove l&#8217;Asp sta provvedendo ad aprire altri posti letto per pazienti Covid. Di questi, secondo quanto si apprende da fonti interne, l&#8217;85% non è vaccinato. Tra i non vaccinati ci sono anche una madre settantenne e il figlio quarantacinquenne, provenienti dalla zona ionica cosentina, entrambi ricoverati in terapia intensiva con significativi sintomi da covid-19 e una situazione clinica complessa.</p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cosenza-tutti-occupati-i-posti-letto-in-area-medica-per-pazienti-covid-in-intensiva-13-su-19/">Cosenza: Tutti occupati i posti letto in area medica per pazienti covid, in intensiva 13 su 19</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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