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	<title>Maurizio Cortese Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Processo &#8216;Gotha&#8217;, pentito Cortese: avvocati Romeo e De Stefano sopra cosche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 16:00:05 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; &#8220;Quando io lasciato il carcere, Paolo Romeo è passato nella mia cella. Romeo era arrivato a Tolmezzo pochi mesi prima. Io sapevo chi era lui e lui sapeva qual era il mio calibro e il mio ruolo criminale. Pietro Labate mi disse che dovevo portare rispetto a Paolo Romeo e Giorgio De Stefano&#8221;. A dirlo è stato il collaboratore di giustizia <strong>Maurizio Cortese</strong> che per la prima volta ha deposto in un dibattimento pubblico. Lo ha fatto stamani, collegato in videoconferenza con l&#8217;aula bunker di Reggio Calabria, nell&#8217;udienza del processo &#8220;Gotha&#8221; che si sta celebrando con il rito ordinario e che vede, come principale imputato, l&#8217;avvocato ed ex parlamentare del Psdi Paolo Romeo, ritenuto la testa pensante della &#8216;ndrangheta reggina.<br />
<strong>Romeo e l&#8217;avvocato Giorgio De Stefano</strong>, secondo l&#8217;ex boss, &#8220;non facevano parte della &#8216;ndrangheta &#8216;vecchio modello'&#8221;. Piuttosto, ha aggiunto, <strong>facevano parte &#8220;di un sistema di potere superiore di quello della &#8216;ndrangheta tradizionale</strong>. Paolo Romeo non credo che era affiliato, ma faceva parte di questo sistema superiore che dirigeva la &#8216;ndrangheta. Pietro Labate mi disse di rispettarli perché sono delle brave persone&#8221;. Con questo termine, ha chiarito il pentito, &#8220;non intendo che facevano beneficienza alla Caritas, ma che erano persone di cui ci si poteva fidare. Romeo aveva un circolo nautico e mi era stata fatta una battuta: che il Comune non era al Comune ma in questo circolo.<strong> Chi aveva un problema da risolvere si rivolgeva a Romeo</strong>&#8220;.<br />
Cortese ha parlato anche di Mimmo Morabito, arrestato con lui nell&#8217;operazione &#8220;Pedigree&#8221; descrivendolo come un confidente delle forze dell&#8217;ordine. &#8220;Sapevo &#8211; ha detto il collaboratore &#8211; che era una persona che collaborava con i carabinieri, con i servizi segreti e che faceva parte della massoneria. Morabito mi faceva sapere quando scattavano le operazioni o quando dovevo ricevere una perquisizione. <strong>Mi informava delle indagini e delle microspie che avevano messo in varie parti della città</strong>. Tutte queste cose me le faceva sapere perché lui riceveva notizie dalle forze dell&#8217;ordine. Morabito faceva parte del sistema&#8221;.<br />
Dopo Cortese è stato sentito il collaboratore <strong>Maurizio De Carlo</strong>, ex contabile della cosca De Stefano che ha parlato di politica e, riferendosi a Nino Fiume, oggi collaboratore di giustizia ma fino al 2002 killer degli &#8220;arcoti&#8221;, ha detto: <strong>&#8220;Ha fatto una forte campagna elettorale per l&#8217;ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti. Conosco Antonio Caridi, anche lui è stato sostenuto dalla famiglia De Stefano</strong>. Lui era sponsorizzato dalla cosca De Stefano e soprattutto da Franco Chirico. Stavano nascendo le municipalizzate, come la Leonia, e ci volevano delle persone. C&#8217;era il senatore Caridi e tramite lui i De Stefano sapevano quello che succedeva all&#8217;interno delle municipalizzate e si potevano fare assunzioni. Se avevo bisogno di un posto, ne parlavo con Giovanni De Stefano e lui ne parlava con chi di competenza. Io non potevo andare dal senatore&#8221;.<br />
De Carlo <strong><em>ha confermato, infine, l&#8217;esistenza della componente &#8220;riservata&#8221; della &#8216;ndrangheta</em>:</strong> &#8220;Io spesso e volentieri partecipavo anche agli incontri con Giovanni De Stefano. Quando si parlava di cose super riservate non mi faceva partecipare. Quando parlavano di discorsi inerenti alla politica, a me non mi facevano partecipare. Ci sono delle persone riservate che li chiamavano gli invisibili all&#8217;interno della cosca De Stefano. Persone che neanche io conosco&#8221;.</p>
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