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	<title>Maurizio Busoni Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Bruciata viva dall&#8217;ex nel 2019 a Reggio Calabria, così è rinata Maria Antonietta Rositani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2023 17:43:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Maurizio Busoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Rischiavo la sedia a rotelle, ora posso rincorrere la mia nipotina. E pur fra mille difficoltà e problemi, e un percorso ancora lungo davanti a me, sono felice&#8221;. Maria Antonietta Rositani, vittima di violenza da parte dell&#8217;ex marito, racconta così la sua rinascita, grazie alla cura gratuita delle cicatrici da ustione con il Progetto &#8216;RigeneraDerma&#8216;. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/bruciata-viva-dallex-nel-2019-a-reggio-calabria-cosi-e-rinata-maria-antonietta-rositani/">Bruciata viva dall&#8217;ex nel 2019 a Reggio Calabria, così è rinata Maria Antonietta Rositani</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Rischiavo la sedia a rotelle, ora posso rincorrere la mia nipotina. E pur fra mille difficoltà e problemi, e un percorso ancora lungo davanti a me, sono felice&#8221;. <strong>Maria Antonietta Rositani</strong>, vittima di violenza da parte dell&#8217;ex marito, racconta così la sua rinascita, grazie alla cura gratuita delle cicatrici da ustione con il Progetto &#8216;<strong>RigeneraDerma</strong>&#8216;. Dagli occhi lucidi della donna calabrese traspaiono coraggio e determinazione: la sua forza, e l&#8217;affetto della famiglia, le hanno permesso di riprendersi la sua vita, dopo la terribile aggressione subita. Nel 2019 l&#8217;ex marito l&#8217;ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco: Maria Antonietta si è risvegliata in terapia intensiva, sospesa fra la vita e la morte, con ustioni sul 50% del corpo.<br />
Ha trascorso 20 mesi in ospedale e subìto decine di interventi chirurgici. &#8220;Il contatto e il calore della mano di mio padre, che mi è stato vicino fra tante difficoltà e sacrifici, mi ha permesso di affrontare i dolori atroci” di quei mesi difficilissimi. Oltre al dolore, le ustioni sugli arti inferiori, con fibrosi estese e profonde, le rendevano quasi impossibile muovere le gambe. Rischiava la sedia a rotelle. Maria Antonietta non si è mai arresa. &#8220;Il 12 marzo del 2019 non sono morta, ma è cominciata per me una nuova vita. E&#8217; stata una lunga lotta, la mia. Lo dovevo ai miei figli e lo devo anche alle altre donne che possono trovarsi nella mia situazione”, dice all&#8217;Adnkronos Salute.<br />
Oggi racconta la sua rinascita, come l’Araba Fenice dalle ceneri. “Sono diventata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, mi batto perché non ci siano altre Maria Antonietta Rositani e mi sento portavoce di tutte quelle donne che non ci sono più. Io mi sono salvata, ho conosciuto il male, ma al contempo ho scoperto l&#8217;altro lato della medaglia: ho ricevuto l&#8217;affetto e il sostegno di tante persone che hanno aiutato me e la mia famiglia. Le donne vittime di violenza vanno aiutate concretamente. Vorrei che tutte potessero avere le stesse opportunità che ho avuto io”, sottolinea. Maria Antonietta si è sottoposta, gratuitamente, al trattamento per le cicatrici da ustione con Biodermogenesi, metodologia 100% made in Italy per la rigenerazione dei tessuti cutanei. I risultati delle cure sono stati presentati nel corso del I congresso di Benessere sanitario e sociale, che si è appena concluso a Isola delle Femmine, Palermo.</p>
<p>&#8220;Abbiamo documentando le tre fasi del trattamento, iniziale, intermedia e finale, utilizzando tre strumenti: foto, l’aspetto macroscopico, ovvero quanto visibile a occhio nudo, e l’ecografia – spiega <strong>Salvatore Marafioti</strong>, chirurgo e medico estetico ch ha accompagnato la Rositani nel percorso di cura &#8211; Già dopo poche sedute con Biodermogenesi abbiamo riscontrato una maggiore elasticità cutanea che permetteva alla signora Rositani un maggiore movimento degli arti. Il miglioramento riguardava anche la texture della pelle: colore, morbidezza, lucentezza”. E “grazie all’ecografia – prosegue &#8211; abbiamo osservato che tutti gli strati cutanei, persino quello muscolare, hanno ottenuto un miglioramento. In alcune zone abbiamo rilevato la comparsa del reticolo venoso superficiale e la ricrescita dei peli. Un risultato – sottolinea &#8211; che ci ha sorpresi”.<br />
Per la donna, l&#8217;infiammazione dei tessuti a più livelli era &#8220;come un palazzo in fiamme dal primo all’ultimo piano. Ebbene, grazie ai trattamenti con questa metodologia, l’incendio è stato spento&#8221;, chiosa Marafioti. &#8220;Nella paziente la fibrosi era talmente estesa e profonda da compromettere anche la normale attività muscolare delle gambe, rendendo difficoltoso camminare regolarmente. La rimozione delle fibrosi ha liberato i muscoli e adesso la paziente si muove con maggiore autonomia, arrivando anche a poter fare brevi corse&#8221;, afferma Maurizio Busoni, ricercatore, docente al master di Medicina estetica dell’Università di Camerino e dell’Università di Barcellona e responsabile del Progetto pro bono RigeneraDerma.<br />
&#8220;Ho conosciuto il professor <strong>Busoni</strong> e Biodemogenesi – racconta Rositani – al premio Women for Women against Violence – Camomilla Award, dove era stata raccontata la storia di Filomena Lamberti, un&#8217;altra donna vittima di violenza, sfregiata dal marito con l&#8217;acido. Ho visto come Filomena è rinata grazie alle cure e ho capito che avevo anche io una possibilità. Devo molto a loro e alle associazioni come Wall of Dolls, con il loro sostegno riesco a pagarmi le creme&#8221;. Per lei le creme sono come farmaci &#8216;salva-vita&#8217;, &#8220;ma la sanità pubblica non le passa, le considera cosmetici. Spendo circa 800 euro al mese per le creme, senza l&#8217;aiuto delle associazioni non potrei&#8221;.</p>
<p>Le associazioni sono state fondamentali nel percorso di rinascita della donna calabrese. &#8220;Quando ero in ospedale, ero assistita e curata, mi sentivo protetta – racconta – ma una volta fuori, non c&#8217;è nessun tipo di assistenza. Ho dovuto arrangiarmi, curarsi adeguatamente con la pensione d&#8217;invalidità è praticamente impossibile&#8221;.<br />
Non solo. &#8220;Lo Stato prevede un indennizzo, che mi è stato erogato dopo 4 anni. Ho potuto pagare ben poca parte dei debiti che mio padre prima e poi io abbiamo fatto per permettermi di sopravvivere. Quest&#8217;indennizzo deve essere dato subito alle donne vittime di violenza – è l&#8217;appello di Maria Antonietta – per permettere loro di riprendersi la propria vita. Diamo dignità alle persone, la dignità è salute”.<br />
Maria Antonietta, Filomena e, come loro, tante altre donne aggredite, maltrattate, sfregiate. Il 14 novembre, sempre con RigeneraDerma, inizierà il percorso terapeutico di un’altra donna simbolo della violenza di genere: Pinky, la ragazza di origine indiana, nata e residente in Italia, che è stata aggredita con un combustibile e poi con le fiamme dall’ex marito, davanti ai figli di 2 e 5 anni. Il progetto, che ha come partner l’Università di Verona, offre a 500 persone che non possono permetterselo, la cura gratuita delle cicatrici. Oltre alle donne vittime di violenza, è aperto a persone di entrambi i sessi, economicamente svantaggiate.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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