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	<title>Mattarella Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 01 Aug 2026 10:31:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La famiglia della 23enne investita a Vibo che lotta per la vita scrive a Mattarella, Meloni e Occhiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:31:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Egregio Presidente della Regione Calabria, Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri, Egregio Presidente della Repubblica Italiana, questa non è una lettera politica. Non è una lettera scritta per alimentare polemiche. Non è una lettera dettata dalla rabbia. È una lettera scritta con il cuore di una famiglia distrutta, che da giorni vive sospesa tra la speranza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-famiglia-della-23enne-investita-a-vibo-che-lotta-per-la-vita-scrive-a-mattarella-meloni-e-occhiuto/">La famiglia della 23enne investita a Vibo che lotta per la vita scrive a Mattarella, Meloni e Occhiuto</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Presidente della Regione Calabria, Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri, Egregio Presidente della Repubblica Italiana, questa non è una lettera politica.</p>
<p>Non è una lettera scritta per alimentare polemiche. Non è una lettera dettata dalla rabbia. È una lettera scritta con il cuore di una famiglia distrutta, che da giorni vive sospesa tra la speranza e la paura. Sono la zia di Andrea. <strong>Andrea ha ventitré anni. È una ragazza straordinaria.</strong> È una pianista. Tra pochi mesi avrebbe concluso il suo percorso di studi presso il Conservatorio &#8220;Fausto Torrefranca&#8221; di Vibo Valentia. <strong>Aveva scelto di rimanere nella sua terra.</strong> Aveva scelto la Calabria. Mentre tanti giovani sono costretti ad andarsene, Andrea aveva deciso di costruire qui il proprio futuro, di investire il proprio talento nella regione che amava. Aveva scelto di credere nella sua terra.</p>
<p><strong>Il 28 luglio, alle ore 13:45, la sua vita è cambiata per sempre.</strong> Oggi Andrea si trova ricoverata in Terapia Intensiva, in coma farmacologico, in condizioni gravissime. <strong>Da quel giorno il tempo si è fermato</strong>. Viviamo davanti a una porta che potrebbe aprirsi con la notizia che aspettiamo o con quella che nessuno dovrebbe mai ricevere. Ogni telefonata ci toglie il respiro. <strong>Ogni minuto sembra un&#8217;eternità</strong>. Ogni giorno impariamo cosa significhi convivere con la paura di perdere una persona che ami più della tua stessa vita. Ma insieme al dolore cresce una domanda che non ci lascia in pace. <strong>Perché</strong>? Perché nel 2026 una famiglia deve vivere la sensazione di essere<strong> rimasta sola mentre aspetta i soccorsi per una ragazza gravemente ferita? </strong>Secondo quanto abbiamo vissuto quel giorno,<strong> i soccorsi sono arrivati dopo circa cinquanta minuti</strong>. Per noi quei minuti sono stati infiniti. Minuti durante i quali la vita di Andrea era affidata al coraggio di chi si trovava lì.</p>
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                 ">Mia sorella, sua zia, conoscendo le manovre di primo soccorso, è intervenuta immediatamente.  Una dottoressa pediatra che transitava casualmente in quella zona si è fermata senza esitazione e ha prestato assistenza con straordinaria professionalità e umanità fino all&#8217;arrivo dei sanitari. A loro dobbiamo una riconoscenza che ci accompagnerà per tutta la vita. Ma <strong>nessuna famiglia dovrebbe dover sperare che, nel momento peggiore, passi casualmente un medico. </strong>La sopravvivenza di una persona non può dipendere dalla fortuna. Deve dipendere da un sistema capace di intervenire rapidamente ed efficacemente. Ed è proprio qui che nasce la nostra battaglia. <strong>Questa non è una battaglia contro i medici</strong>. Non è una battaglia contro gli infermieri. Non è una battaglia contro gli operatori del 118. Anzi. Abbiamo visto donne e uomini straordinari lavorare senza risparmiarsi. Abbiamo visto professionisti fare sacrifici enormi, spesso costretti a sopperire con il proprio senso del dovere alle carenze di un sistema che chiede loro molto più di quanto dovrebbe. A loro va il nostro grazie più sincero. Il problema non sono le persone. <strong>Il problema è un&#8217;organizzazione che deve essere rafforzata.</strong></div>
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<p>&nbsp;</p>
<p>In questi giorni abbiamo visto anche il volto più bello della Calabria. Un&#8217;intera comunità si è stretta attorno ad Andrea. <strong>Migliaia di persone pregano per lei. </strong>Persone che non ci conoscevano ci hanno scritto, ci hanno abbracciato, ci hanno fatto sentire che non eravamo soli. <strong>Abbiamo scoperto una Calabria capace di un amore immenso. </strong>Ma, allo stesso tempo, abbiamo percepito il<strong> silenzio delle istituzioni</strong>. Non chiedevamo passerelle. Non chiedevamo fotografie. Non cercavamo visibilità. <strong>Avremmo voluto sentire che lo Stato era accanto a noi</strong>. Chi governa deve conoscere cosa significa attendere un&#8217;ambulanza. Deve sapere cosa prova una madre quando aspetta senza sapere se arriverà in tempo. Deve ascoltare chi ogni giorno affronta la sanità non da un ufficio, ma da una sala d&#8217;attesa. <strong>Bisogna smettere di guardare la sanità soltanto dai piani alti.</strong> Bisogna viverla dalla parte dei pazienti. Dalla parte delle famiglie. Dalla parte dei medici che lavorano con organici insufficienti. Dalla parte dei soccorritori che fanno miracoli ogni giorno.</p>
<p>Vorrei però rivolgere un ringraziamento particolare all&#8217;<strong>Arma dei Carabinieri. Abbiamo trovato donne e uomini che ci sono stati vicini ogni giorno</strong>. Non soltanto nello svolgimento delle indagini. Ma anche <strong>umanamente</strong>. Con discrezione. Con sensibilità. Con una presenza costante. Ci hanno sostenuti. Ci hanno ascoltati. Ci hanno aiutati. <strong>In loro abbiamo visto uno Stato presente. </strong>Ed è per questo che oggi chiediamo che la stessa presenza venga dimostrata da tutte le istituzioni.</p>
<p><strong>Presidente Occhiuto, la Calabria merita di più</strong>. Merita<strong> una rete dell&#8217;emergenza sempre più efficiente</strong>. Merita investimenti. Merita mezzi. Merita personale. Merita che ogni scelta organizzativa sia orientata a ridurre i tempi di intervento e a garantire il miglior livello possibile di assistenza nelle situazioni più gravi. <strong>Merita un sistema di elisoccorso capace di raggiungere rapidamente chiunque ne abbia bisogno</strong>. Merita una rete ospedaliera che rassicuri i cittadini, non che li faccia sentire abbandonati. Ma questa lettera è rivolta anche al Presidente del Consiglio. Perché<strong> la carenza di medici non è soltanto un problema calabrese.</strong> È un problema nazionale. Da anni sentiamo dire che mancano medici. Che mancano specialisti. Che mancano professionisti nei pronto soccorso. Eppure migliaia di ragazzi italiani sono costretti a trasferirsi all&#8217;estero per studiare Medicina. Molti scelgono università di altri Paesi europei perché non riescono ad accedere al percorso formativo in Italia. Molti di loro non tornano più. È il momento di <strong>ripensare la programmazione del fabbisogno nazionale e il sistema di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia</strong>, affinché il nostro Paese possa formare un numero adeguato di professionisti e rispondere ai bisogni reali del Servizio sanitario nazionale. Investire nella formazione dei medici significa investire nella vita dei cittadini.</p>
<p>Così come<strong> investire nella sicurezza stradale</strong> significa prevenire tragedie. Per questo chiediamo un piano nazionale che renda gli attraversamenti pedonali più sicuri. <strong>Più semafori nei punti a rischio</strong>. Maggiore illuminazione. Dossi efficaci dove necessari. Controlli costanti sulla velocità.<strong> Educazione stradale. </strong>E una riflessione seria su eventuali ulteriori interventi normativi per rafforzare la tutela dei pedoni e la responsabilità di chi viola gravemente le regole della strada. <strong>Noi non chiediamo vendetta. Noi chiediamo prevenzione. </strong>Chiediamo che nessun&#8217;altra famiglia debba vivere ciò che stiamo vivendo noi. Nel frattempo continueremo a far sentire la nostra voce. Presenteremo una richiesta di <strong>interrogazione parlamentare</strong>. Scriveremo alle massime istituzioni dello Stato. Cercheremo il sostegno di chiunque voglia trasformare questa tragedia in un cambiamento concreto. Perché <strong>Andrea non può diventare soltanto una notizia. </strong>Andrea deve diventare un <strong>simbolo</strong>. Il simbolo<strong> di una Calabria che non accetta più di sentirsi dimenticata</strong>. Il simbolo di un&#8217;Italia che sceglie di investire nella sanità, nella sicurezza e nei suoi giovani.</p>
<p>Se Andrea aprirà gli occhi, vogliamo poterle dire che il suo dolore ha acceso una speranza. Che grazie a lei qualcuno sarà soccorso prima. Che grazie a lei una strada sarà resa più sicura. Che grazie a lei un giovane in più potrà studiare Medicina nel proprio Paese. Che grazie a lei una famiglia non dovrà più attendere con il cuore in gola, sperando che un&#8217;ambulanza arrivi in tempo. Vi chiediamo di non limitarvi a leggere questa lettera. Vi chiediamo di incontrarci. Di ascoltarci. Di guardare negli occhi una famiglia che oggi vive il dolore più grande. E di<strong> assumere un impegno pubblico, concreto e verificabile </strong>affinché da questa tragedia possano nascere riforme, investimenti e scelte capaci di salvare altre vite. Perché Andrea è nostra. Ma da quel 28 luglio appartiene anche a tutti coloro che credono che la vita di un cittadino non possa mai dipendere dalla fortuna. Con dolore, con speranza e con la determinazione di chi non smetterà mai di lottare,</p>
<p><strong><em>La famiglia di Andrea Minasi</em></strong></p>
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		<title>Mattarella ricorda Fortugno, “trame criminali possono essere sconfitte”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mattarella-ricorda-fortugno-trame-criminali-possono-essere-sconfitte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 16:55:05 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato all&#8217;Onorevole Maria Grazia Laganà Fortugno, in occasione del ventesimo anniversario dell&#8217;omicidio di Francesco Fortugno, il seguente messaggio:<br />
&#8220;L’uccisione di Francesco Fortugno a opera di sicari di una cosca della &#8216;ndrangheta ha segnato la vita della democrazia della comunità calabrese in modo incancellabile- scrive il Capo dello Stato. Fortugno, medico stimato, uomo onesto e appassionato del bene comune, si era dedicato all’impegno civile con coraggio, in un territorio difficile. L’assassinio, eseguito nel corso di un evento politico, fu l’innesco di un movimento di forte reazione alle mafie che ebbe i giovani calabresi come protagonisti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Fu ucciso poco dopo avere assunto l’incarico di Vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria perché il suo coerente operato ostacolava i loschi affari delle cosche della &#8216;ndrangheta- evidenzia Mattarella. La giustizia ha condannato in via definitiva esecutori e mandanti, dimostrando che le trame criminali possono essere sconfitte.  Desidero rinnovare in questa giornata la più intensa solidarietà e vicinanza alla signora Maria Grazia Laganà Fortugno, ai figli Giuseppe e Anna, ai familiari, agli amici, a tutti coloro che si sentirono colpiti da quella efferata violenza e avvertirono, da subito, la minaccia criminale volta a sopraffare la libertà di tutti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ai giovani continuano a parlare la testimonianza umana e l’eredità morale di Fortugno. Il suo rifiuto di sottomissione alle cosche è un esempio e un atto di fiducia nella libertà e nella democrazia che richiama la nostra responsabilità. A vent’anni da quel giorno di dolore la Repubblica si inchina alla sua memoria&#8221;- conclude il presidente Mattarella.</p>
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		<title>A 50 anni dall&#8217;omicidio, Mattarella ricorda il giudice calabrese Ferlaino: opporci senza sosta a mafie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 10:39:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il 3 luglio del 1975, mentre stava rientrando a casa, il giudice Francesco Ferlaino veniva ucciso a colpi di fucile da sicari mai identificati, esponenti della malavita organizzata. Francesco Ferlaino, primo magistrato vittima della criminalità in Calabria, con le sue indagini aveva inferto duri colpi alle organizzazioni criminali, riuscendo a cogliere, con lungimiranza, la complessità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il 3 luglio del 1975, mentre stava rientrando a casa, il giudice Francesco Ferlaino veniva ucciso a colpi di fucile da sicari mai identificati, esponenti della malavita organizzata. Francesco Ferlaino, primo magistrato vittima della criminalità in Calabria, con le sue indagini aveva inferto duri colpi alle organizzazioni criminali, riuscendo a cogliere, con lungimiranza, la complessità della ‘ndrangheta e la sua capacità di penetrare in profondità i sistemi socio-economici&#8221;. Sono le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cinquant&#8217;anni dall&#8217;omicidio del giudice.</p>
<p>&#8220;Ricordare il suo spietato omicidio &#8211; aggiunge &#8211; ci esorta a continuare a opporci senza sosta a quanti disprezzano i valori della società democratica, fondata sulla tutela dei diritti dei cittadini, nella prevalenza delle regole dello Stato di diritto e sulla convinta adesione alla cultura della legalità. A distanza di cinquant’anni, desidero rinnovare i sentimenti di partecipazione e vicinanza della Repubblica ai suoi familiari e a coloro che lo hanno stimato e che in questi lunghi anni ne hanno ricordato la passione e l’encomiabile impegno nello svolgimento dell’attività professionale, dedicando la sua vita a servizio del Paese&#8221;- conclude Mattarella.</p>
<p>Francesco Ferlaino aveva 61 anni, era stato presidente della Corte d’Assise di Catanzaro e avvocato generale della Corte d’Appello calabrese. Fu barbaramente ucciso a fucilate a Nicastro, a pochi metri da casa sua dove lo attendevano i cinque figli. Per quell’omicidio, da cinquant’anni, si attende ancora giustizia.</p>
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		<item>
		<title>La dottoressa Alessia Piperno scrive al capo dello Stato: nella sanità oggi in Calabria regna il caos</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 08:00:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alessia Piperno è un medico del Servizio di Emergenza e urgenza della Asp di Vibo Valentia. Dopo aver rivolto un appello al commissario della sanità calabrese Occhiuto, e una una serie di interventi per denunciare lo stato critico della sanità calabrese, ha deciso di scrivere una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. &#8220;Presidente, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-dottoressa-alessia-piperno-scrive-al-capo-dello-stato-nella-sanita-oggi-in-calabria-regna-il-caos/">La dottoressa Alessia Piperno scrive al capo dello Stato: nella sanità oggi in Calabria regna il caos</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alessia Piperno è un medico del Servizio di Emergenza e urgenza della Asp di Vibo Valentia. Dopo aver rivolto un appello al commissario della sanità calabrese Occhiuto, e una una serie di interventi per denunciare lo stato critico della sanità calabrese, ha deciso di scrivere una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.<br />
<em>&#8220;Presidente, Le scrivo, e mentre lo faccio mi chiedo dove stia trovando il coraggio per farlo. E poi capisco che non si tratta nemmeno di coraggio, bensì di speranza e fiducia in uno Stato che fin dai tempi dei banchi di scuola ho visto come detentore di giustizia, legalità, democrazia. Qualità che ad oggi purtroppo sembrano non interessare la mia splendida terra.<br />
Mi chiamo Alessia Piperno, ho 38 anni e sono un medico dell’emergenza-urgenza territoriale (SUEM118). Lavoro a Tropea. Ma sono anche una donna nata e cresciuta in questa terra che per me ha sempre rappresentato, e sempre rappresenterà, “casa”. Sono un medico per scelta Presidente, si, perché prima di essere medico sono stata una paziente incastrata in una diagnosi difficile arrivata dopo 18 anni di dolore.<br />
Ed è stato proprio questo a spingermi tra le braccia di Ippocrate, perché potessi io essere capace di aiutare gli altri, perché nessuno merita, come purtroppo a me è successo, di rimanere solo nel proprio dolore, inascoltato. Oggi indosso la mia divisa con grande orgoglio e con orgoglio la indosso nella mia Calabria.</p>
<p>Abito a Vibo Valentia, lavoro per un’ASP commissariata da 10 anni che invece di &#8216;riprendersi&#8217; sta lentamente scivolando verso la chiusura, nella totale apatia di chi invece dovrebbe riportarla alla luce. Abbiamo avuto persino commissari &#8216;che non sapevano di esserlo&#8217; ed arrivo a chiedermi cosa possano pensare di noi calabresi il resto degli italiani… La verità è che chiunque venga in Calabria respira aria di mare, di sole, di montagne innevate d’inverno ed inondate di fiori d’estate, di sorrisi offerti insieme ad un caffè perché &#8216;che fai scherzi? A casa mia il caffè lo offro io, piuttosto il cornetto come lo preferisci?”, di genuinità, Presidente.. ma quella vera che trova tra la gente comune che incontra per strada e che, purtroppo, spesso non appartiene a chi ha la possibilità di rendere ogni comune di ogni provincia di questa Calabria &#8216;straordinario&#8217;.<br />
Sono cresciuta in una città che poteva vantare 4 presidi ospedalieri di tutto rispetto, Vibo Valentia, Tropea, Soriano Calabro e Serra San Bruno. Avevamo tutto, compreso il centro grandi ustionati, un reparto di chirurgia generale ed uno di chirurgia d’urgenza, ortopedia, medicina generale, ginecologia, anche il reparto di otorinolaringoiatria e tanti altri. Avevamo tutti i servizi, Presidente, avevamo tutto, ora non è rimasto molto.</p>
<p>Oggi in Calabria regna il caos, leggo articoli di testate giornalistiche completamente surreali. Reparti che chiudono, personale che manca, presidi inesistenti e la gente comune costretta ad emigrare al nord o a rivolgersi alla sanità privata per potersi curare, per poter fare diagnosi o peggio ancora per &#8216;tenere a bada qualche brutto male&#8217;. In questi mesi ho provato a chiedere aiuto, prima alla politica locale, poi regionale, ma nessuno ha voluto ascoltare. Troppe cose qui meritano chiarezza, troppe domande meritano una risposta.<br />
La sanità pubblica è un bene prezioso ed insurrogabile Presidente, un diritto fondamentale che non conosce differenze di genere nè colore politico o orientamento religioso. Oggi Le chiedo aiuto, a tutela dei pazienti e di noi sanitari tutti che, consapevoli che davanti a Dio niente possiamo, chiediamo solo le condizioni idonee per poter ben lavorare e lasciare a Lui e solo a Lui la scelta tra la vita e la morte.<br />
Le chiedo scusa se in qualche modo Le ho fatto perdere tempo. Abbiamo bisogno che qualcuno ci ascolti oltre ogni notizia riportata su qualsiasi testata giornalistica. Abbiamo bisogno di qualcuno che veda la realtà per quella che davvero è! Abbiamo bisogno di Lei Presidente, almeno Lei ci ascolti!&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-dottoressa-alessia-piperno-scrive-al-capo-dello-stato-nella-sanita-oggi-in-calabria-regna-il-caos/">La dottoressa Alessia Piperno scrive al capo dello Stato: nella sanità oggi in Calabria regna il caos</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Capo dello Stato sventa tentativo della Lega di detenere i controlli antimafia su Ponte dello Stretto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/capo-dello-stato-sventa-tentativo-della-lega-di-detenere-i-controlli-antimafia-su-ponte-dello-stretto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 14:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo nota stampa dei presidenti dei Consigli comunali di Catanzaro, Gianmichele Bosco, di Reggio Calabria, Vincenzo Marra, di Cosenza, Giuseppe Mazzuca e di Vibo Valentia, Antonio Iannello. &#8220;E&#8217; notizia recente che, su richiesta del Presidente della Repubblica Mattarella, nel decreto infrastrutture licenziato dal Consiglio dei ministri lunedì scorso è stato cancellato l&#8217;articolo che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/capo-dello-stato-sventa-tentativo-della-lega-di-detenere-i-controlli-antimafia-su-ponte-dello-stretto/">Capo dello Stato sventa tentativo della Lega di detenere i controlli antimafia su Ponte dello Stretto</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo nota stampa dei presidenti dei Consigli comunali di Catanzaro, Gianmichele Bosco, di Reggio Calabria, Vincenzo Marra, di Cosenza, Giuseppe Mazzuca e di Vibo Valentia, Antonio Iannello. &#8220;E&#8217; notizia recente che, su richiesta del Presidente della Repubblica Mattarella, nel decreto infrastrutture licenziato dal Consiglio dei ministri lunedì scorso<strong> è stato cancellato l&#8217;articolo che prevedeva di accentrare la competenza dei controlli antimafia per il ponte sullo Stretto a una struttura presso il Ministero dell&#8217;Interno</strong>. La prescrizione del Quirinale la dice lunga sul tentativo portato avanti dai ministri espressione della Lega, Salvini e Piantedosi, di detenere il completo presidio su un&#8217;opera che continua a manifestarsi divisiva e che non tiene conto delle posizioni dei territori. Lo stesso presidente Mattarella ha bocciato la disposizione, inizialmente prevista, che avrebbe dato pieni poteri ad una struttura di emanazione ministeriale, <strong>ritenendola inappropriata in quanto si tratta di una prassi adottata solitamente in casi di emergenza o di urgenza.</strong></p>
<p>Dopo questi rilievi il testo approderà comunque in Parlamento per la conversione, ma il percorso che sta accompagnando la <strong>genesi del Ponte sullo Stretto continua ad essere tutt&#8217;altro che lineare, pieno di forzature, e brusche accelerazioni anche sul fronte delle autorizzazioni.</strong> Crediamo fortemente che, in questa vicenda, non si possa far prevalere un ostinato disegno politico, tutta interno alla Lega, di imporre dall&#8217;alto la realizzazione di un&#8217;infrastruttura su cui si vogliono investire milioni e milioni, a dispetto di altri lavori che la stragrande maggioranza dei calabresi considera più prioritari e meno invasivi. <strong>Eppure, risulta che il Ministero dei Trasporti ha tagliato 8 milioni di euro – sui 25 originari &#8211; destinati alla Calabria per la messa in sicurezza e manutenzione straordinaria delle strade.</strong><br />
E&#8217; per questo che, nell&#8217;ambito del percorso di discussione unitaria intrapreso negli ultimi mesi su temi che toccano da vicino le nostre comunità, anche sulla vicenda Ponte sullo Stretto <strong>intendiamo esprimere una voce corale di mobilitazione e discussione che vede i consigli comunali dei capoluoghi sostenere posizioni di contrarietà.</strong> I molteplici risvolti che un&#8217;opera del genere produrrebbe per tutta la Regione ci inducono ad agire d&#8217;insieme, nel chiedere chiarezza sull&#8217;impatto che il Ponte rischia di avere sul fronte ambientale, della sostenibilità e della rimodulazione di risorse destinate al Sud&#8221;.</p>
<p>Il Quirinale interviene per chiarire lo stop alla norma sui controlli antimafia relativa al Ponte sullo Stretto di Messina originariamente inserita nel decreto legge Infrastrutture approvato lunedì scorso dal Consiglio dei ministri.  L&#8217;ufficio stampa, in una nota, parla di &#8220;alcune inesattezze comparse sulla stampa odierna&#8221; in relazione al decreto Infrastrutture, e precisa innanzi tutto che &#8220;la norma sui controlli antimafia non era contenuta nel testo preventivamente inviato al Quirinale, ma è apparsa poche ore prima della riunione del Consiglio dei ministri&#8221;.  &#8220;La legislazione in vigore – viene poi spiegato nello stesso comunicato – contempla norme antimafia rigorose per le opere come il Ponte di Messina. La norma proposta prevedeva invece una procedura speciale – adottata finora soltanto in casi di emergenza, come i terremoti, o di eventi speciali, come le Olimpiadi – che non risulta affatto più severa delle norme ordinarie. Basti ricordare che la procedura speciale, che veniva proposta, autorizza anche a derogare ad alcune norme previste dal Codice antimafia, deroghe non consentite dalle regole ordinarie per le opere strategiche di interesse nazionale&#8221;.</p>
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		<title>Matterella nomina 29 giovani Alfieri della Repubblica: ci sono anche due calabresi, ecco chi sono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 12:52:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha conferito 29 Attestati d&#8217;onore di “Alfiere della Repubblica” a giovani che, nel 2024, si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato oppure hanno compiuto atti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Accanto ai riconoscimenti per comportamenti individuali, il Presidente Mattarella ha assegnato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha conferito 29 Attestati d&#8217;onore di <strong>“Alfiere della Repubblica”</strong> a giovani che, nel 2024, si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato oppure hanno compiuto atti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Accanto ai riconoscimenti per comportamenti individuali, il Presidente Mattarella ha assegnato anche 4 targhe per premiare azioni collettive di giovani e giovanissimi, anch’esse espressione dei valori di solidarietà, inclusione e accoglienza. &#8220;<strong>Nuove vie per la solidarietà</strong>”, è il tema che ha ispirato la scelta dei giovani insigniti in questa edizione. Negli ultimi anni l&#8217;idea di solidarietà si è evoluta integrando nuove tecnologie, approcci sostenibili e un maggior coinvolgimento delle comunità.  E i giovani, in particolare, sono oggi protagonisti di una solidarietà moderna che riflette uno spirito dinamico, creativo e tecnologico. Una solidarietà che è sempre più accessibile, inclusiva e adattata alle sfide del mondo contemporaneo. Tra le storie narrate vi si trovano quelle di ragazze e ragazzi che hanno deciso di impiegare le proprie abilità scientifiche e tecnologiche per affrontare importanti sfide sociali e ambientali al fine di migliorare la qualità di vita di tante persone; gli esempi di adolescenti che utilizzano la scrittura come strumento di cambiamento sociale, per affrontare temi rilevanti e sensibilizzare i coetanei sull’importanza della cultura nella costruzione di una società più consapevole e aperta; la testimonianza di giovani attivi nel valore universale dello sport, potente strumento che consente di superare qualsiasi barriera fisica, culturale, sociale o economica. </p>
<p>A questi esempi di innovazione, si affiancano quelli &#8211; più classici ma non meno importanti per il filo rosso che tiene insieme gli Alfieri della Repubblica nominati nelle diverse annualità &#8211; dei giovani che si sono distinti per gesti “eroici”, di coloro che si pongono come modelli di cittadinanza attiva perché impegnati a promuovere la cultura della legalità, dei tanti volontari che si spendono per i più vulnerabili, tutti portatori di storie straordinarie di inclusione e resilienza. Anche quest’anno, i giovani ci insegano che l’altruismo, la generosità e la responsabilità sociale possono fare la differenza attivando un effetto moltiplicatore che può trasformare l’impegno del singolo in un movimento collettivo capace di generare profondi cambiamenti. Quanti oggi ricevono questo riconoscimento rappresentano, simbolicamente, solo una parte di quel numero indefinito di giovani che si impegna e lavora alacremente nella vita quotidiana, contribuendo ogni giorno a nutrire quell’insieme di valori che costituisce l’elemento propulsivo fondamentale per la nostra società.</p>
<p>Tra i 29 nuovi Alfieri nuovi insigniti dal Capo dello Stato ci sono anche due giovani calabresi:<br />
<strong>Francesco DE MARCO</strong>, 19/11/2006, residente a Reggio Calabria &#8211; Per aver soccorso una coppia di coniugi che rischiava di annegare. Il salvataggio ha richiesto coraggio e tempismo viste le cattive condizione del mare. Francesco si trovava con i genitori in vacanza sulla costa siciliana quando si è accorto che una coppia di anziani, avventuratisi in mare nonostante le avverse condizioni, rischiavano la vita in balia delle onde. Senza alcuna esitazione, con un coraggio inusuale per la sua età, Francesco è riuscito a raggiungere la donna che stava annegando nonostante i tentativi del marito, riportandola a galla e aiutando entrambi i coniugi a raggiungere la riva.<br />
<strong>Francesco MAZZA</strong>, 14/6/2008, residente a Lamezia Terme (CZ) &#8211; Per l’impegno di sportivo, di istruttore e di volontario, con il quale è riuscito a trasmettere ai più piccoli i valori migliori appresi praticando il judo. Francesco è un giovane e bravo judoka che generosamente si dedica in palestra all’allenamento dei più piccoli. Con umiltà e senso di amicizia partecipa a molteplici attività di volontariato con associazioni umanitarie. La sua positività e il suo carattere aperto lo hanno reso un punto di riferimento per tanti giovani del quartiere.</p>
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		<title>Mattarella: Occhiuto, da 10 anni punto di riferimento per il Paese e per gli italiani</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mattarella-occhiuto-da-10-anni-punto-di-riferimento-per-il-paese-e-per-gli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 08:13:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“10 anni del presidente Sergio Mattarella al Quirinale. Una guida illuminata, autorevole e competente. Un solido punto di riferimento per il Paese e per tutti gli italiani&#8221;. &#8220;Grazie di cuore presidente, e sinceri auguri”. Lo scrive su X Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“10 anni del presidente Sergio Mattarella al Quirinale. Una guida illuminata, autorevole e competente. Un solido punto di riferimento per il Paese e per tutti gli italiani&#8221;.</p>
<p>&#8220;Grazie di cuore presidente, e sinceri auguri”.</p>
<p>Lo scrive su X Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.</p>
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		<title>Sindaco di Cosenza chiede intervento al Presidente Mattarella per l&#8217;Alta Velocità Salerno-Reggio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sindaco-di-cosenza-chiede-intervento-al-presidente-mattarella-per-lalta-velocita-salerno-reggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2024 15:08:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il sindaco Franz Caruso ha chiesto al Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella, un intervento urgente a favore della realizzazione dell&#8217;Alta Velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, ritenendo l&#8217;infrastruttura indispensabile per lo sviluppo della Calabria, del Mezzogiorno e del Paese. &#8220;L&#8217;istanza &#8211; si legge in una nota &#8211; è stata formulate dal sindaco Franz Caruso in una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco Franz Caruso ha chiesto al Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella, un intervento urgente a favore della realizzazione dell&#8217;Alta Velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, ritenendo l&#8217;infrastruttura indispensabile per lo sviluppo della Calabria, del Mezzogiorno e del Paese. &#8220;L&#8217;istanza &#8211; si legge in una nota &#8211; è stata formulate dal sindaco Franz Caruso in una accorata lettera, non solo nella sua qualità di Primo Cittadino di Cosenza, ma anche in nome e per conto del Comitato tecnico/politico, composto da numerosi altri Sindaci e Amministratori locali, nonché da tecnici competenti in materia ferroviaria e Docenti Universitari  di riconosciuto prestigio, anche loro interessati a  promuovere la realizzazione dell&#8217;AV Salerno- Reggio Calabria&#8221;. &#8220;Per come da Lei sostenuto, Signor Presidente- scrive Franz Caruso nella missiva indirizzata  al Capo dello Stato &#8211;  in occasione della seconda edizione della Fiera Let Expo, anche io sono fermamente persuaso che il settore della mobilità, dei trasporti e della logistica &#8220;è elemento essenziale nella crescita&#8221;. </p>
<p>In Calabria, però, questo comparto versa in forte criticità per via di un obsoleto sistema di collegamenti infrastrutturali che si identificano non solo con la E90 (SS106 ionica) conosciuta come la &#8220;Strada della Morte&#8221;,  ma anche  con le trasversali di collegamento strategico dei due litorali con l&#8217;A2. Soprattutto, però, la nostra Calabria  ha impellente necessità di vedere  realizzata e completata una nuova linea ferroviaria  AV Salerno- Reggio Calabria. Quest&#8217; opera, che ricucirebbe  finalmente l&#8217;Italia, era stata già decisa e finanziata nel 2021con oltre 9 miliardi di euro rinvenienti dal Fondo Complementare, ma che sembra sparita dai programmi del governo e di Fs, nonostante lo studio di fattibilità elaborato di recente dalle stesse RFI e costato ben 30 Milioni di euro. Oggi, infatti, si parla di nuove proposte progettuali di cui non c&#8217;è traccia sui documenti ufficiali, che andrebbero nuovamente a penalizzare gran parte dei cittadini calabresi, specie sul versante ionico della provincia cosentina con ferrovie ancora non elettrificate e che ci portano a dubitare della concreta volontà di conseguire l&#8217;AV anche in Calabria. Ciò in quanto sono convinto che non si possa rinunciare all&#8217;Alta velocità che attraversi un percorso interno e che metta a sistema le località principali del territorio per valorizzare peculiarità e caratteristiche, ma che sia anche il più possibile baricentrico tra la fascia ionica e tirrenica, essenziale per ricucire in modo stabile l&#8217;estremo sud del paese con il contesto europeo e nazionale. Inutile evidenziare che lo stesso Ponte sullo Stretto, senza una linea ferroviaria  ad Alta Velocità di ultima generazione, verrebbe fortemente depotenziato e depauperato, sia sotto il profilo strategico che trasportistico.</p>
<p>&#8220;Signor Presidente- conclude Franz Caruso &#8211;  l&#8217;Alta Velocità ferroviaria è indispensabile per modernizzare e rendere competitiva la Calabria che, grazie alla  posizione geografica che ricopre nel Mediterraneo, può aspirare legittimamente ad essere protagonista nei rapporti euro-mediterranei, sfruttando i nuovi assetti economici che si stanno delineando verso l&#8217;Africa ed il Medio-Oriente. In modo veramente accorato, Le chiedo, pertanto, di sostenere questa nostra giusta velleità di crescita e di progresso, scongiurando che siano dirottate altrove le già insufficienti risorse messe a disposizione e che, anzi, venga fin d&#8217;ora programmato un piano di finanziamento pluriennale che consenta nei tempi tecnici  strettamente necessari di realizzare l&#8217;opera&#8221;. Una lettera del medesimo tenore il sindaco Franz Caruso l&#8217;ha indirizzata anche al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ed al Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini.</p>
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		<title>Presidente Mattarella a Musk: Rispettare nostra sovranità, nessuno può impartirci prescrizioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/presidente-mattarella-a-musk-rispettare-nostra-sovranita-nessuno-puo-impartirci-prescrizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 13:38:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“L’Italia è un grande Paese democratico e devo ribadire, con le parole adoperate in altra occasione, il 7 ottobre 2022, che ‘sa badare a sé stessa nel rispetto della sua Costituzione’. Chiunque, particolarmente se, come annunziato, in procinto di assumere un importante ruolo di governo in un Paese amico e alleato, deve rispettarne la sovranità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>L’Italia è un grande Paese democratico</strong> e devo ribadire, con le parole adoperate in altra occasione, il 7 ottobre 2022, che ‘sa badare a sé stessa nel rispetto della sua Costituzione’. <strong>Chiunque</strong>, particolarmente se, come annunziato, in procinto di assumere un importante ruolo di governo in un Paese amico e alleato, <strong>deve rispettarne la sovranità e non può attribuirsi il compito di impartirle prescrizioni</strong>”. Lo afferma il presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong>.</p>
<p>L’affermazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla “sovranità” dell’Italia che “chiunque” deve rispettare, soprattutto “se, come annunziato, in procinto di assumere un importante ruolo di governo in un Paese amico e alleato”, giunge<em> dopo il post di Elon Musk</em> che, commentando su X, la decisione della magistratura italiana sul trasferimento di alcuni migranti in un centro in Albania ha scritto: <strong>“Questi giudici devono andarsene”.</strong></p>
<p>Il Capo dello Stato, nel ribadire che “l’Italia è un grande Paese democratico”, riprende le <strong>parole adoperate da lui stesso il 7 ottobre 2022</strong>, ovvero che l’Italia “sa badare a sé stessa nel rispetto della sua Costituzione”. In quell’occasione la puntualizzazione di Mattarella giungeva in risposta a una domanda dei cronisti sulle parole dell’<strong>allora ministra francese per gli Affari europei Laurence Boone</strong>, già consigliere economico del socialista Francoise Hollande, che aveva annunciato <strong>“vigilanza” sulle mosse del nascituro governo italiano di centrodestra</strong> per quanto riguardava i diritti civili.</p>
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		<title>&#8220;Alfieri del lavoro&#8221;: c&#8217;è anche il calabrese Gabriele Garofalo tra i 25 studenti più bravi d’Italia nel 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 06:45:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è anche Gabriele Garofalo (Cosenza) un ragazzo calabrese tra i 25 “Alfieri del Lavoro” – i più bravi studenti d’Italia – che verranno premiati domani dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale assieme ai neo Cavalieri del Lavoro. Il Premio “Alfieri del Lavoro” è promosso dalla Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro ed è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è anche <strong>Gabriele Garofalo</strong> (Cosenza) un ragazzo calabrese tra i 25 “Alfieri del Lavoro” – i più bravi studenti d’Italia – che verranno premiati domani dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale assieme ai neo Cavalieri del Lavoro. Il Premio “Alfieri del Lavoro” è promosso dalla Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro ed è destinato ogni anno agli studenti che abbiano terminato la scuola secondaria superiore con il massimo dei voti. </p>
<p>Il numero dei premiati è legato a quello dei Cavalieri del Lavoro, a rimarcare la continuità dell’impegno nello studio e nella vita. Agli Alfieri del Lavoro va l’attestato d’onore e la Medaglia del Presidente della Repubblica.</p>
<p>Gli altri Alfieri del Lavoro selezionati nel 2024 insigniti della Medaglia del Presidente della Repubblica sono: Giovanni Antonucci (Bari), Mauro Alberto Avigliano (Potenza), Alessandro Bastarelli (Fermo), Francesca Bianchessi (Milano), Gabriele Sebastiano Cristaudo (Catania), Luca De Masi (Lecce), Alessandro Vincenzo De Vita (Siena), Franco Della Negra (Udine), Domenico Di Cristofano (Chieti), Daniele Maria Falciglia (Enna), Camilla Fezzi (Verona), Elisa Ipektchi (Roma), Victoria Moranduzzo (Trento), Lorenzo Murace (Bologna), Alessio Neri (Livorno), Chiara Pirazzini (Ravenna), Francesca Carla Prato (Torino), Alessandro Serafini (Sud Sardegna), Matteo Severgnini (Cremona), Isabella Solari (Alessandria), Simona Taddeo (Brindisi), Sofia Vari (Frosinone).</p>
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