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	<title>Marche Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Oct 2026 16:01:19 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Gli artigli di &#8216;ndrangheta e camorra sulla ricostruzione post sisma nelle Marche: 51 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 16:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Ancona hanno dato esecuzione, nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. presso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-406247-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/DownloadFile-3.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/DownloadFile-3.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/DownloadFile-3.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I finanzieri del <strong>Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona</strong>, su delega della <strong>Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Ancona </strong>hanno dato esecuzione, nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Ancona in data 12 ottobre 2026. Il provvedimento ha disposto la custodia in carcere per 8 dei principali indagati e l’interrogatorio preventivo per ulteriori 5 indagati. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona ha disposto, altresì, il sequestro impeditivo di 3 società e il sequestro preventivo di beni per oltre 57 milioni di euro. Parallelamente, sono state eseguite oltre 50 perquisizioni e acquisizioni documentali nei confronti di pubblici ufficiali, enti pubblici, professionisti e imprenditori.</p>
<p>L’indagine &#8211; eseguita avvalendosi di diversificati strumenti investigativi (intercettazioni telefoniche ed ambientali, indagini finanziarie, esame documentale ed escussioni in atti, ecc..) &#8211; si è inizialmente incentrata sulla figura di V.C., soggetto di cui sono emersi risalenti rapporti con <strong>ambienti ‘ndranghetistici calabresi</strong> (in particolare con la famiglia <strong>Avignone di Taurianova e Cittanova (RC) e Crea di Rizziconi (RC)</strong>,  quest’ultima già interessata da precedenti indagini nelle Marche in quanto giudiziariamente riconosciuta come mandante dell’omicidio, avvenuto a Pesaro nel 2018, del fratello del collaboratore di giustizia Gerolamo Bruzzese. Il predetto V.C. si è insediato in maniera silente a Sassoferrato (AN) nella fine degli anni ’90 e si è, poi, affermato come imprenditore edile nelle Marche. Le sue società sono state utilizzate sia come subappaltatrici per fornire manodopera nei cantieri della ricostruzione post sisma 2016, ma anche per alimentare un sistema di fatture false per circa 8 milioni di euro, al cui pagamento è seguita la retrocessione in contanti, che è servita in parte per trasferire denaro verso due esponenti delle cosche reggine. Di qui il riconoscimento da parte del G.I.P. della frode fiscale con l’aggravante prevista dall’art. 416 &#8211; <em>bis</em>.1 c.p. per aver agevolato le cosche di ‘ndrangheta. Sono stati contestati i delitti di cui agli artt. 2,8,10-quater, del d.lgs. n.74/2000 e delitti di bancarotta fraudolenta.</p>
<p>Il <strong>secondo filone</strong> riguarda un articolato sistema fraudolento finalizzato all’indebita percezione dei finanziamenti pubblici destinati alla ricostruzione a seguito degli eventi sismici nelle Marche. Le indagini hanno evidenziato il ruolo centrale di E.C. imprenditore che pur disponendo di una forza lavoro incompatibile con il numero degli appalti acquisiti, ha ottenuto una posizione monopolistica nel settore della ricostruzione, mediante il sistematico ricorso al subappalto di mano d’opera, avvalendosi di soggetti gravati da cause ostative alla partecipazione degli appalti o contigui ad organizzazioni criminali. Sono emerse, infatti, due direttrici, da un lato il rapporto di E.C. con V.C. operatore economico che non avrebbe potuto operare nei cantieri del “cratere” in ragione della sottoposizione delle sue imprese a procedura di liquidazione giudiziale, con rilevante esposizione debitoria accertata nei confronti dell’erario, mascherate da società <em>in bonis</em>, formalmente intestate a soggetti prestanome, che si sono succedute nel tempo ereditando i medesimi <em>assets</em> aziendali. Dall’altro l’inserimento nella ricostruzione di imprese formalmente intestate a prestanome, ma riconducibili a G.D. (condannato dalla Corte di appello di Napoli per il delitto di associazione per delinquere di stampo mafioso) e R.D. nonché A.E. soggetti contigui al <strong>clan dei “CASALESI”</strong> e, più precisamente, alla fazione facente capo al boss Michele Zagaria, riconosciuta anche in recenti pronunce giudiziarie come il ramo più marcatamente imprenditoriale. L’indagine del G.I.C.O. di Ancona ha ricostruito il ruolo dei citati operatori economici campani i quali, mediante un percorso congiunto, hanno trasferito i propri interessi imprenditoriali dalla Toscana verso le Marche in occasione della ricostruzione post-sisma, operando attraverso imprese, formalmente intestate a soggetti prestanome. L’interposizione soggettiva, emersa grazie alle indagini tecniche, ha determinato un aggiramento dei presidi di prevenzione antimafia e della disciplina regolante l’accesso alle procedure di appalto e subappalto delle opere di ricostruzione privata nelle aree colpite dagli eventi sismici del 2016, con conseguente distorsione delle finalità sottese all’erogazione dei contributi pubblici.</p>
<p>Il G.I.P. ha ritenuto, recependo l’impostazione accusatoria, l’integrazione del reato di cui all’art. <strong>640-bis c.p. &#8211; truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche</strong> in quanto attraverso la condotta decettiva le società ottenevano fraudolentemente l’iscrizione all’Anagrafe Antimafia degli esecutori, previsto dall’art. 31, comma 6, del d.lgs. n.189/2016 nonché, nei confronti di G.D. e R.D., la sussistenza <strong>l’aggravante prevista dall’art. 416 &#8211; <em>bis</em>.1 c.p.</strong><strong> per avere agito al fine di agevolare il Clan dei Casalesi fazione Zagaria in relazione alla liquidità procurata dall’acquisizione illegittima dei subappalti e per avere favorito l’infiltrazione della medesima consorteria nel tessuto economico &#8211; imprenditoriale marchigiano. </strong>L’attribuzione fittizia a terzi della titolarità di imprese, partecipazioni societarie o cariche sociali, realizzata al fine di eludere le disposizioni in materia di documentazione antimafia, rileva altresì ai fini dell’integrazione della fattispecie di cui all’art. 512-<em>bis</em>, comma II, c.p. riconosciuta dal G.I.P. in relazione a sei società operanti nel cratere con l’aggravante prevista dall’art. 416 &#8211; <em>bis</em>.1 c.p. Il sistema illecito, come riconosciuto dal G.I.P., si basa sulla convergenza di interessi economici tra E.C. (spinto a massimizzare i profitti e ad acquisire la disponibilità di liquidità mediante l’apertura dei cantieri oggetto di appalto) e le ditte subappaltatrici, in grado di assicurare un consistente apporto di mano d’opera</p>
<p>E.C., forte della sua posizione imprenditoriale e istituzionale nel settore edile marchigiano, ha rappresentato lo snodo tra l’economia formalmente lecita e le imprese riconducibili o contigue a contesti mafiosi, svolgendo il fondamentale ruolo di “imprenditore-cerniera” e consentendo a soggetti gravati da cause ostative o legati alla criminalità organizzata di accedere alle ingenti risorse pubbliche della ricostruzione e di legittimarsi nel mercato dell’economia legale. Tramite la sua società, E.C. ha assunto la funzione di appaltatore, ha incassato i fondi del cd “SAL 0“ (zero) della ricostruzione privata (cioè l’anticipo pari al 20 % del valore degli appalti sulla base del mero insediamento del cantiere), ha redistribuito con la forma del subappalto non genuino una parte significativa dei lavori a imprese riconducibili a V.C. (come detto, collegato ad ambienti di ‘ndrangheta) e a G.D. e R.D. nonché A.E., di origine campana, di cui egli conosceva i pregressi giudiziari e sapeva essere strettamente contigui alle associazioni camorristiche, con la consapevolezza, inoltre, che le società loro riconducibili e operanti nel cratere erano gestite da prestanome ed erano state colpite da misure interdittive antimafia. È stata accertata, complessivamente, un’indebita<strong> allocazione di risorse pubbliche</strong>, quantificabile sulla base dell’importo indicato nei contratti di appalto sottoscritti con la privata committenza, in <strong>circa 200 milioni di euro</strong>, <strong>in violazione delle condizioni stabilite per l’erogazione dei contributi pubblici assegnati secondo le modalità del finanziamento agevolato assistito dalla garanzia dello Stato di Cassa Depositi e Prestiti agevolato e corrisposti dall’ Ufficio Speciale per la Ricostruzione con correlativo danno per lo Sato. </strong>Il profitto conseguito dalla società appaltatrice è stato quantificato in <strong>circa € 39 milioni </strong>(pari al 20% del valore dei contratti di appalto sottoscritti con la privata committenza, corrispondente all’anticipazione denominata “S.A.L. 0”) e per le società subappaltatrici in<strong> circa 18 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Un <strong>terzo filone</strong> di indagine riguarda la commissione di reati contro la pubblica amministrazione; sono stati contestati i delitti di cui all’art. 318, 81, comma 2, 110, 321, 353, comma 1 e 2, 319, 326 e 416 c.p. Gli approfondimenti svolti su E.C. hanno condotto anche al disvelamento di una serie di <strong>corruttele</strong> legate ai finanziamenti pubblici nel settore della <strong>sanità</strong> e dell’<strong>edilizia</strong> <strong>universitaria</strong> in relazione a procedure/affidamenti di diversi enti pubblici (Regione Marche, ERDIS Marche e Università di Camerino). Tale filone di indagine si è incentrato su un comitato d’affari, composto da A.C., A.E., F.P. e altri soggetti inseriti in contesti istituzionali e amministrativi regionali o universitari che hanno realizzato una struttura stabile di intermediazione illecita negli appalti pubblici, capace di sfruttare relazioni qualificate con pubblici ufficiali e centri decisionali per orientare gare, veicolare finanziamenti e ottenere utilità economiche. Centrale, in tale prospettiva, è il ruolo di F.P., che ha ricoperto un incarico amministrativo apicale nella Regione Marche, il cui peso istituzionale ha conferito al gruppo la capacità concreta di incidere sulle procedure amministrative e sugli appalti, anche mediante la divulgazione di notizie riservate coperte dal segreto d’ufficio. La sua partecipazione alle condotte corruttive – in ordine alle quali è stato remunerato con € 105.000, di cui denaro contante per un importo non inferiore a € 60.000 e altre utilità, per un valore pari a circa € 45.000, relative a lavori di ristrutturazione edilizia &#8211; si è realizzata per lo più tramite A.C. e A.E. che hanno operato in accordo con gli imprenditori coinvolti e lo stesso pubblico ufficiale. L’associazione, composta da F.P., A.C. e A.E., si è avvalsa di due professionisti operanti in un’altra regione (sempre partecipi di tale sodalizio), che hanno realizzato e gestito, quali amministratori di fatto e di diritto, un’articolata struttura finanziaria e societaria in grado di occultare i flussi finanziari illeciti, dissimularne l’origine e il loro trasferimento in trust finanziari.</p>
<p>Il G.I.P., accogliendo l’impostazione accusatoria, ha ritenuto configurati gli illeciti con riferimento a più procedure di interesse del gruppo criminale &#8211; per un valore di oltre <strong>€ 150 milioni</strong> – alcune perfezionate, altre in corso e altre solo programmate per le quali è stata riscontrata un’illecita dazione ovvero una promessa di dazione e, in particolare:</p>
<ol>
<li>procedura di gara pubblica per l’aggiudicazione dei lavori di restauro e risanamento conservativo di un immobile privato, da adibire a studentato universitario.</li>
</ol>
<p>In particolare, il sodalizio ha individuato un ex monastero &#8211; gravemente lesionato dal sisma 2016, privo dei requisiti di agibilità e su cui sono in corso accertamenti sul coefficiente di sismo resistenza &#8211; di proprietà di una famiglia di imprenditori maceratesi. In cambio di una dazione <strong>di € 250.000</strong> l’immobile è stato fatto acquistare da ERDIS Marche al fine di creane uno studentato.</p>
<p>L’immobile &#8211; acquistato prima del terremoto a un prezzo di circa <strong>€ 2 milioni</strong> e rivenduto nel 2024 per oltre <strong>€ 3,3 milioni </strong>– è stato ristrutturato con i finanziamenti erogati dal M.U.R. e dall’Ufficio Speciale Ricostruzione, per un importo complessivo pari di circa 12 milioni di euro, i cui lavori sono stati appaltati per circa <strong>6 milioni di euro</strong> all’imprenditore maceratese E.C., che li ha subappaltati a V.C. e ha promesso il pagamento del 2% del valore dell’appalto, pari all’importo di <strong>€ 120.000</strong>, da corrispondere al sodalizio e agli altri soggetti intervenuti, tra cui il precedente proprietario dell’immobile;</p>
<ol>
<li>procedura di gara pubblica per l’aggiudicazione dei lavori di ristrutturazione e ampliamento di un ex immobile militare di Ancona, da destinare a residenza per studenti universitari, per un valore di circa 6 mln di euro da assegnare a una società per tacitarne l’eventuale ricorso;</li>
<li>procedura per l’autorizzazione e l’accreditamento presso il Servizio Sanitario &#8211; Regione Marche, su proposta dall’Azienda Sanitaria Territoriale di Fermo, di una R.S.A. con sede a Rapagnano (FM) di proprietà di una società veneta;</li>
<li>procedura per la proroga fino al 2037, anziché per la necessaria indizione di una nuova gara di appalto, del contratto di multiservizia tecnologica integrata energia per la sanità a favore di una società di multiservizi della provincia di Piacenza;</li>
<li>procedura per l’affidamento del servizio energia e manutenzione dell’Ospedale Torrette di Ancona, a favore di una società di multiservizi della provincia di Piacenza.</li>
</ol>
<p>Ad eccezione delle prime due, le ultime tre procedure non si sono perfezionate a causa delle dimissioni di F.P. Il G.I.P. ha riconosciuto, oltre al reato di “corruzione per l&#8217;esercizio della funzione” ex art. 318 c.p. commesso da F.P., il reato di corruzione ex art. 321 c.p. perpetrato dagli intermediari A.C. e A.E. nonché il reato di turbata libertà degli incanti per la procedura di ristrutturazione <em>sub</em> a.  Nell’ultimo filone di indagine relativo alle procedure indette dall’Università di Camerino (MC), che non ha interessato F.P., risultano coinvolti i funzionari dell’Ufficio Tecnico, che ricevevano indebitamente denaro e altre utilità, per l’esercizio delle loro funzioni e dei loro poteri presso l’Università degli Studi di Camerino in relazione a gare indette dal citato ente universitario. Anche per queste vicende, gli accordi corruttivi sono stati realizzati con l’apporto dei medesimi A.C. e A.E. per i quali l’Autorità Giudiziaria ha applicato la misura cautelare personale.</p>
<p>Sono stati <strong>accertati flussi finanziari tracciati, per un importo di 350 mila euro, giustificati come pagamento di fatture per operazioni inesistenti</strong>, attraverso cui sono state corrisposte le dazioni illecite in relazione ai delitti contro la pubblica amministrazione sopra indicati. Alla luce delle emergenze investigative descritte risultano indagate 51 persone fisiche e sono state individuate 17 società per i reati tributari e societari, truffa ai danni dello Stato ed intestazioni fittizie, fattispecie aggravate dall’art. 416-<em>bis</em>1 c.p., nonché reati contro lo P.A. e connesse condotte riciclatorie.</p>
<p>L’A.G. dorica, sulla base del compendio giudiziario offerto che si è sostanziato anche nell’audizione di un collaboratore di giustizia, ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 persone (E.C., V.C., G.D., R.D., A.E., A.C., A.E., F.P.) <strong>ravvisando per l’imprenditore marchigiano E.C., e per i soggetti amministratori delle ditte subappaltatrici V.C G.D. e R.D. il pericolo reiterazione dei reati in relazione ad uno dei delitti indicati all&#8217;articolo 407</strong><strong>, comma 2, lettera a) n. 3 c.p.p. (delitti commessi al fine di agevolare l&#8217;attività delle associazioni per delinquere di stampo mafioso). </strong>Si è riservata di decidere su cinque posizioni all’esito dell’interrogatorio preventivo previsto dall’art. 291, comma 1 &#8211; <em>quater</em> c.p.p. Si è dichiarata, infine, territorialmente incompetente per le vicende relative alle procedure dell’Università di Camerino.</p>
<p>È stato, infine, emesso un provvedimento di <strong>sequestro preventivo</strong>, anche nella forma per equivalente, <strong>per un profitto pari a € 56.802.639,57</strong> in ordine al reato di truffa aggravata (andando a cautelare prioritariamente i crediti nei confronti dello Stato, maturati nel contesto della ricostruzione privata) e<strong> pari € 257.200 in ordine al reato di corruzione</strong> nei confronti di due imprenditori maceratesi. Sono state sottoposte a <strong>sequestro impeditivo tre imprese</strong>, di cui due utilizzate come schermo nelle fatturazioni per la corruzione dei pubblici ufficiali e 1 per il subappalto illecito di manodopera.</p>
<p><em>Fonte Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona-</em> <em>Direzione Distrettuale Antimafia</em></p>
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		<title>Regionali 2025, Occhiuto: in Calabria effetto Marche per 2, saranno elettori a giudicarmi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/regionali-2025-occhiuto-in-calabria-effetto-marche-per-2-saranno-elettori-a-giudicarmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 12:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Non sono scaramantico: l&#8217;effetto Marche qui lo possiamo moltiplicare almeno per due”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista a “la Repubblica”. “Siano gli elettori a giudicarmi. Credo di poter vincere perché chi vive qui sa con che fatica abbiamo invertito la rotta: colmando lacune, unificando consorzi-carrozzoni, provando a razionalizzare le spese, occupandoci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non sono scaramantico: l&#8217;effetto Marche qui lo possiamo moltiplicare almeno per due”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista a “la Repubblica”. “Siano gli elettori a giudicarmi. Credo di poter vincere perché chi vive qui sa con che fatica abbiamo invertito la rotta: colmando lacune, unificando consorzi-carrozzoni, provando a razionalizzare le spese, occupandoci dei lavoratori. E spingendo Roma a tener fede agli impegni”.</p>
<p>O è solo merito di Meloni che ha detto dal palco: ora la Calabria esce dal commissariamento? “La presidente ne ha parlato come del frutto di un lavoro. Quattro anni fa ho trovato rovine: commissari non nominati dal centrodestra che non avevano fatto nulla; 2500 dipendenti che se ne andavano dalle corsie, tutti in pensione; aziende sanitarie che non chiudevano un bilancio da 12 anni. Qui si vince anche perché la sinistra sta sbagliando messaggio: ’redditi, assunzioni’. Ma è roba vecchia, la Calabria ha dignità, forza”.</p>
<p>“Ci sono stati oggettivi progressi sui Lea, per il ministero della Salute siamo al terzultimo posto: prima di Sicilia e Valle d&#8217;Aosta. Stanno migliorando le liste di attesa. Ma sono lucido e ambizioso: non posso dire che sono felice di questa Sanità”.<br />
Anche perché va avanti grazie a 400 medici cubani. E nel 2028 quando scadono, cosa accadrà? “Se necessario, li prorogherò. Ma quanto abbiamo fatto, anche con l&#8217;accertamento del debito insieme con la Guardia di Finanza, cambierà la qualità di molti servizi”.<br />
“Il Ponte sullo Stretto l&#8217;ho già usato. Sono andato da Salvini: partiamo con la megaopera e non ci sono le strade? E infatti: oggi ho 3 miliardi e 800milioni di euro per la Statale 106, avremo un miliardo per l&#8217;Alta velocità che andrà fino a Praia. Sono divari. Non si devono acuire”.</p>
<p>I suoi alleati leghisti lo sanno? A dicembre vogliono le intese per materie no-Lep, sull&#8217;Autonomia. “Ma non avevano detto prima, a settembre? Contento di aver rilevato sull&#8217;Autonomia subito, anche nel mio partito, le criticità che poi la Consulta ben più autorevolmente ha fatto brillare. E ora, anche sulle materie no-Lep bisogna andarci cauti, stare attenti alle ricadute sociali, economiche”.</p>
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		<item>
		<title>Salvini nelle Marche: ‘Il ponte sullo Stretto lo facciamo con i soldi di siciliani e calabresi’</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/salvini-nelle-marche-il-ponte-sullo-stretto-lo-facciamo-con-i-soldi-di-siciliani-e-calabresi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 16:22:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[calabresi]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[soldi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il Ponte sullo Stretto di Messina lo facciamo con i soldi dei siciliani e dei calabresi, che sono le due regioni che hanno contribuito, e non con quelli dei marchigiani&#8221;. Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, replicando alle critiche di Matteo Ricci, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/salvini-nelle-marche-il-ponte-sullo-stretto-lo-facciamo-con-i-soldi-di-siciliani-e-calabresi/">Salvini nelle Marche: ‘Il ponte sullo Stretto lo facciamo con i soldi di siciliani e calabresi’</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il Ponte sullo Stretto di Messina lo facciamo con i soldi dei siciliani e dei calabresi, che sono le due regioni che hanno contribuito, e non con quelli dei marchigiani&#8221;. Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, replicando alle critiche di Matteo Ricci, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Marche, che a proposito di un finanziamento di circa 2 miliardi per il potenziamento del tratto Pesaro-Fano della ferrovia Adriatica aveva parlato di «storico furto infrastrutturale», accusando il leader della Lega di aver dirottato quei fondi sul progetto del Ponte.</p>
<p>&#8220;Ovviamente e come è giusto che sia – ha ribadito Salvini – tocca a Calabria e Sicilia, visto che il Ponte le unirà&#8221;. Inatnto a Mattino Cinque News su Canale 5, il ministro a veva detto &#8220;E’ giusto che la Corte dei Conti in questi due mesi di tempo chieda tutti i chiarimenti possibili. Conto che entro i primi di novembre ci sia l’ok definitivo e a Messina e Reggio Calabria vedranno gli operai per l’apertura dei lavori”. </p>
<p>E a proposito dell’avvio dei lavori per il Ponte ha aggiunto &#8220;L’opera dovrebbe essere pronta in sette anni”.</p>
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		<title>Violento impatto moto-bus nelle Marche, muore un 23enne originario di Corigliano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/violento-impatto-moto-bus-nelle-marche-muore-un-23enne-originario-di-corigliano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 17:02:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Imperiale]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un 23enne di Sant’Ippolito, Giorgio Imperiale, originario di Corigliano Calabro, è rimasto vittima di un gravissimo incidente stradale ieri pomeriggio lungo la Flaminia all’altezza di Tavernelle nel comune di Colli al Metauro, in provincia di Pesaro-Urbino. Stava viaggiando sul proprio grosso scooter, Honda 250, quando per cause in corso di accertamento da parte della polizia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un 23enne di Sant’Ippolito, Giorgio Imperiale, originario di Corigliano Calabro, è rimasto vittima di un gravissimo incidente stradale ieri pomeriggio lungo la Flaminia all’altezza di Tavernelle nel comune di Colli al Metauro, in provincia di Pesaro-Urbino. Stava viaggiando sul proprio grosso scooter, Honda 250, quando per cause in corso di accertamento da parte della polizia locale è finito contro un pullman Ami di linea che proveniva in senso contrario e procedeva in direzione Fano. Il giovane si era da poco trasferito nella frazione di Sant’Ippolito, dopo essersi sposato da poco.</p>
<p>L’impatto è stato violentissimo, i primi soccorritori si sono subito resi conto che il giovane versava in condizioni disperate per un trauma facciale cranico. Sul posto si sono recati gli operatori della postazione territoriale di soccorso di Fossombrone coadiuvati dai colleghi della postazione 118 beta di Calcinelli.</p>
<p>Si è reso urgente l’intervento dell’elisoccorso. Il velivolo è atterrato a pochi metri dal luogo dell’incidente. Prima del decollo per l’ospedale regionale di Torrette di Ancona il giovane è stato sottoposto due volte alla procedura di rianimazione. Nonostante gli sforzi, le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso.</p>
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		<title>Isola Capo Rizzuto, giovane delle Marche arrestato dai carabinieri: Aveva coltello e pistola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 10:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto (KR) sono intervenuti, nel pomeriggio dell’8 ottobre, dopo aver ricevuto una segnalazione di un soggetto pericoloso. Una volta raggiunto, questi ha rifiutato di collaborare, mostrando ai militari una pistola e un coltello, con cui minacciava di aggredirli, manifestando anche l’intenzione di togliersi la vita. Sul posto sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto (KR) sono intervenuti, nel pomeriggio dell’8 ottobre, dopo aver ricevuto una segnalazione di un soggetto pericoloso. Una volta raggiunto, questi ha rifiutato di collaborare, mostrando ai militari una pistola e un coltello, con cui minacciava di aggredirli, manifestando anche l’intenzione di togliersi la vita. </p>
<p>Sul posto sono sopraggiunti tempestivamente, in supporto e rinforzo, i colleghi del Nucleo Radiomobile di Crotone, insieme ad altri militari della Tenenza, per mettere in sicurezza l’area ed evitare il coinvolgimento di altri cittadini. Contemporaneamente, i militari intervenuti per primi hanno intrapreso un dialogo con il soggetto, risultato poi essere un giovane residente nelle Marche; dopo un’ora di confronto e dialogo, il giovane ha accettato di deporre la pistola e un coltello che teneva alla cintura, venendo così portato in caserma dai militari. La pistola, risultata poi essere una scacciacani, è stata sottoposta a sequestro insieme al coltello; non di meno, la gravità del comportamento e le circostanze hanno portato all’arresto del soggetto il soggetto, che nella stessa serata è stato accompagnato in carcere. </p>
<p>Fondamentale è stata l’azione dei militari, che nel tradurre in pratica la prossimità alla cittadinanza, segno distintivo dell’Arma, con pazienza e comprensione delle circostanze hanno saputo disinnescare una situazione che poteva portare a ben più gravi e drammatiche conseguenze.</p>
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		<title>Suicidio assistito per tetraplegico immobilizzato da 10 anni, comitato etico Asl Marche primo sì ad un malato italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 11:28:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[assistito]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comitato etico dell&#8217;Asl delle Marche (Asur) ha attestato che Mario (nome di fantasia di un tetraplegico immobilizzato a letto da dieci anni) possiede i requisiti per l&#8217;accesso legale al suicidio assistito. Lo riporta la Stampa. Il via libera è arrivato dopo due diffide legali all&#8217;Asur e l&#8217;aiuto offerto dall&#8217;associazione Luca Coscioni. Mario è il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il comitato etico dell&#8217;Asl delle Marche (Asur) ha attestato che Mario (nome di fantasia di un tetraplegico immobilizzato a letto da dieci anni) possiede i requisiti per l&#8217;accesso legale al suicidio assistito. Lo riporta la Stampa. Il via libera è arrivato dopo due diffide legali all&#8217;Asur e l&#8217;aiuto offerto dall&#8217;associazione Luca Coscioni. Mario è il primo malato in Italia a ottenere il via libera al suicidio medicalmente assistito, dopo la sentenza &#8216;Cappato-Dj Fabo&#8217; emessa dalla Corte Costituzionale. </p>
<p>&#8220;Mi sento più leggero, mi sono svuotato di tutta la tensione accumulata in questi anni&#8221;. Questo, rende noto l&#8217;Ass. Coscioni, il commento di Mario &#8211; primo malato ad aver ottenuto il via libera al suicidio assistito in Italia &#8211; dopo aver letto il parere del Comitato etico. &#8220;Sono stanco e voglio essere libero di scegliere il mio fine di vita. Nessuno &#8211; dice in un video &#8211; può dirmi che non sto troppo male per continuare a vivere in queste condizioni&#8221;, e &#8220;condannarmi a una vita di torture. Si mettano da parte ideologie, ipocrisia, indifferenza, ognuno si prenda le proprie responsabilità perchè si sta giocando sul dolore dei malati&#8221;.</p>
<p>Quello di Mario è un &#8220;calvario dovuto allo scaricabarile istituzionale&#8221;. Questo il commento di Marco Cappato, Tesoriere dell&#8217;Associazione Luca Coscioni. &#8220;Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha a tutti gli effetti legalizzato il suicidio assistito, nessun malato ha finora potuto beneficiarne, in quanto il Servizio Sanitario Nazionale si nasconde dietro l&#8217;assenza di una legge che definisca le procedure &#8211; afferma Cappato -. Mario sta comunque andando avanti grazie ai tribunali, rendendo così evidente lo scaricabarile in atto. Dopo aver smosso l&#8217;Azienda Sanitaria locale che si rifiutava di avviare l&#8217;iter, ora è stata la volta del Comitato Etico. Manca ora la definizione del processo di somministrazione del farmaco eutanasico&#8221;. Tale &#8220;tortuoso percorso è anche dovuto alla paralisi del Parlamento, che ancora dopo tre anni dalla richiesta della Corte costituzionale non riesce a votare nemmeno una legge che definisca le procedure di applicazione della sentenza della Corte stessa. Il risultato di questo scaricabarile istituzionale -rileva &#8211; è che persone come Mario sono costrette a sostenere persino un calvario giudiziario, in aggiunta a quello fisico e psicologico dovuto dalla propria condizione&#8221;. &#8220;È possibile che la decisione del Comitato etico consentirà presto a Mario di ottenere ciò che chiede da 14 mesi. Ma è certo che per avere regole chiare che vadano oltre la questione dell&#8217;aiuto al suicidio e regolino l&#8217;eutanasia in senso più ampio &#8211; conclude Cappato &#8211; sarà necessario l&#8217;intervento del popolo italiano, con il referendum che depenalizza parzialmente il reato di omicidio del consenziente&#8221;.</p>
<p>E&#8217; &#8220;molto grave la lunga attesa che Mario, primo malato ad aver ottenuto il via libera al suicidio medicalmente assistito in Italia, ha dovuto subire. Ora procediamo con indicazioni sull&#8217;autosomministrazione del farmaco&#8221; per il suicidio assistito. Lo sottolinea Filomena Gallo, co-difensore di Mario e segretario dell&#8217;Associazione Luca Coscioni. Su indicazione di Mario, continua Gallo, &#8220;procederemo ora alla risposta all&#8217;Asur Marche e al comitato etico, per la parte che riguarda le modalità di attuazione della scelta di Mario, affinché la sentenza Costituzionale e la decisione del Tribunale di Ancona siano rispettate. Forniremo, in collaborazione con un esperto, il dettaglio delle modalità di autosomministrazione del farmaco idoneo per Mario, in base alle sue condizioni. La sentenza della Corte costituzionale pone in capo alla struttura pubblica del servizio sanitario nazionale il solo compito di verifica &#8211; conclude &#8211; di tali modalità previo parere del comitato etico territorialmente competente&#8221;. &#8220;Il comitato etico &#8211; spiega ancora Gallo &#8211; ha esaminato la relazione dei medici che nelle scorse settimane hanno attestato la presenza delle 4 condizioni stabilite dalla Corte Costituzionale nella sentenza Capato-Dj Fabo, ovvero Mario è tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale; è affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che reputa intollerabili; è pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli; e che non è sua intenzione avvalersi di altri trattamenti sanitari per il dolore e la sedazione profonda&#8221;. E&#8217; &#8220;molto grave che ci sia voluto tanto tempo, ma finalmente per la prima volta in Italia un Comitato etico ha confermato per una persona malata, l&#8217;esistenza delle condizioni per il suicidio assistito&#8221;.</p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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