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	<title>manodopera Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Nov 2025 17:09:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Centri d&#8217;impiego in Tunisia per reclutare manodopera: Fillea Cgil boccia la proposta Occhiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 08:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[centri]]></category>
		<category><![CDATA[manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Celebre]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Fillea CGIL Calabria respinge con fermezza e grande preoccupazione la proposta avanzata, nel corso della presentazione delle linee programmatiche, dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di investire risorse pubbliche per creare centri per l’impiego in Tunisia con l’obiettivo di formare e reclutare manodopera destinata ai cantieri calabresi&#8221;. Lo scrive Simone Celebre, segretario Generale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Fillea CGIL Calabria respinge con fermezza e grande preoccupazione la proposta avanzata, nel corso della presentazione delle linee programmatiche, dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di investire risorse pubbliche per creare centri per l’impiego in Tunisia con l’obiettivo di formare e reclutare manodopera destinata ai cantieri calabresi&#8221;. Lo scrive Simone Celebre, segretario Generale Fillea CGIL Calabria che aggiunge. &#8220;Presidente Occhiuto, le ricordiamo che le esperienze già tentate e le ingenti risorse investite in Paesi come la Tunisia non hanno prodotto alcun risultato positivo nè dal punto di vista della qualità della formazione né per quanto attiene l’effettivo inserimento lavorativo. Presidente Occhiuto, come Fillea CGIL Calabria, le diciamo che le nostre risorse devono essere investite nella nostra Regione e non dissipate oltre il Mediterraneo. Devono servire a cancellare, o quanto meno alleviare, le nostre deficienze come a esempio potenziare i centri per l’impiego calabresi, che ancora oggi soffrono di strutture fatiscenti, personale insufficiente e incapacità di intercettare il lavoro reale e soprattutto a sostenere e finanziare quegli enti di formazione seri, come le nostre scuole edili, certificati, trasparenti, non quei “carrozzoni” che producono corsi solo sulla carta senza dare alcuna vera formazione&#8221;</p>
<p>&#8220;Presidente Occhiuto- incalza ancora Celebre &#8211; prima di pensare a formare e poi a reclutare manodopera in Tunisia si attivi subito, invece, per chiedere con forza al Governo Meloni, a lei molto vicino politicamente, una sanatoria per le migliaia di immigrati che già lavorano anche in Calabria, spesso in edilizia, che sotto il ricatto del contratto che  permetterebbe loro di emergere dalla clandestinità, sono, invece, costretti a sottostare al lavoro nero, a rischiare la vita lavorando senza le più elementari norme di sicurezze nei cantieri e a subire ogni tipo di abuso pur di ottenerlo.<br />
Presidente Occhiuto, come Fillea CGIL Calabria, le chiediamo di attivarsi seriamente a far rientrare nella loro terra natia, la Calabria, quei tanti lavoratori edili specializzati che oggi sono “costretti” a operare fuori regione, spesso in cantieri importanti dove dimostrano ogni giorno professionalità e competenza. Si attivi, quindi, per un protocollo, sottoscritto insieme alle parti sociali, che garantisca: occupazione stabile e di qualità; il pieno rispetto delle tutele contrattuali e delle norme di sicurezza nei cantieri&#8221;.</p>
<p>&#8220;Siamo in una regione &#8211; prosegue il sindacalista &#8211; dove in tutti i comparti privati, dilagano lavoro nero, grigio e sfruttamento a danno delle imprese sane e dei lavoratori. Sta per aprirsi una stagione di lavori pubblici veramente imponente dove, ci sarà   gran bisogno di manodopera qualificata. Ma mentre il settore edile si avvia a viver una forte e grave carenza di lavoratori, migliaia di calabresi qualificati sono “costretti” a lavorare fuori regione, e migliaia di immigrati già qui continuano a vivere e lavorare nell’ombra, nella “zona grigia/nera” del lavoro irregolare. La Calabria, signor Presidente, ha bisogno di una politica del lavoro seria, non di scorciatoie propagandistiche.<br />
Basta illusioni. Basta progetti costruiti per fare notizia invece che lavoro. Per noi la strada maestra è un&#8217;altra: legalità, diritti, formazione vera, contratti regolari, sicurezza, occupazione stabile e investimenti sul territorio calabrese e su questo siamo pronti a confrontarci e a dare il nostro fattivo apporto&#8221;- conclude Simone Celebre. </p>
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		<title>Grandi opere: in Calabria mancano 5mila lavoratori di manodopera specializzata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandi-opere-in-calabria-mancano-5mila-lavoratori-di-manodopera-specializzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Con la sottoscrizione dei protocolli di legalità avvenuta nei giorni scorsi presso le Prefetture di Catanzaro e Cosenza, relativi all’ammodernamento della Strada Statale 106 Jonica, si apre una fase cruciale per lo sviluppo della Calabria. L’avvio dei nuovi grandi cantieri infrastrutturali rappresenta un’opportunità senza precedenti per rilanciare il settore delle costruzioni, creare occupazione stabile e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Con la sottoscrizione dei protocolli di legalità avvenuta nei giorni scorsi presso le Prefetture di Catanzaro e Cosenza, relativi all’ammodernamento della Strada Statale 106 Jonica, si apre una fase cruciale per lo sviluppo della Calabria. L’avvio dei nuovi grandi cantieri infrastrutturali rappresenta un’opportunità senza precedenti per rilanciare il settore delle costruzioni, creare occupazione stabile e portare innovazione nei processi produttivi&#8221;. Parole di Simone Celebre, segretario generale Fillea Cgil Calabria.<br />
&#8220;La nostra regione- aggiunge &#8211; si prepara a diventare un vero e proprio laboratorio nazionale per l’edilizia. Sono già in fase di completamento i lavori del Terzo Megalotto della SS106 nell’Alto Ionio cosentino, tra Sibari e Roseto Capo Spulico, con un avanzamento del 76%. Entro fine anno sarà consegnato il primo lotto funzionale di 18 chilometri. Nel 2026 partiranno inoltre i lavori per il lotto Corigliano-Rossano, il raddoppio della Galleria Santomarco e i nuovi tratti della SS106 tra Catanzaro e Crotone.<br />
Grandi player nazionali e internazionali già presenti o in arrivo in Calabria: Webuild, Consorzio Eteria, De Sanctis, INC, Pizzarotti, Salc, Sposato Costruzioni, Medil e altri ancora. Una concentrazione di imprese e know-how mai vista prima operare contemporaneamente nella nostra terra. Ma questa grande occasione, che potrebbe garantire occupazione a circa 5.000 lavoratori, si scontra con un dato preoccupante: la mancanza di manodopera qualificata. Nei prossimi mesi serviranno operai specializzati, tecnici, ingegneri, saldatori, muratori, manovali, carpentieri, escavatoristi. E la Calabria non può permettersi di perdere questo treno per carenza di forza lavoro&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per questo è necessario, e lo ribadiamo con forza, &#8211; dice Celebre &#8211; un piano straordinario di formazione regionale senza precedenti, da avviare in tempi strettissimi e con l’ausilio delle scuole di formazione del settore edile, cioè quelli che fanno la vera formazione in edilizia. Un investimento che sia destinato alla formazione di disoccupati e non solo, per attrarre giovani nel settore, professionalizzare le nuove generazioni e garantire qualità del lavoro, sicurezza, diritti e dignità&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Fillea CGIL Calabria chiede un’assunzione di responsabilità collettiva: istituzioni, imprese, enti bilaterali dell’edilizia e parti sociali devono agire subito, insieme, per formare le maestranze del futuro e scongiurare il rischio di cantieri rallentati o fermi. La Calabria può diventare un modello di sviluppo. Ma solo se saprà costruire davvero il proprio futuro, mettendo le persone al centro, non solo le opere. Un’Italia che costruisce, che investe e che finalmente guarda al Sud come motore di crescita, e non più come frontiera da sorvegliare&#8221;- conclude il segretario generale Fillea Cgil Calabria..</p>
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		<title>VIDEO-Maxi frode fiscale per fornire &#8220;manodopera&#8221;: confiscati beni e oltre 7,7 mln anche in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-maxi-frode-fiscale-per-fornire-manodopera-confiscati-beni-e-oltre-77-mln-anche-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 09:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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<p>La Guardia di Finanza di Como, coordinata dalla Procura della Repubblica di Como, ha confiscato disponibilità patrimoniali appartenenti ad un sodalizio criminoso dedito alla commissione di molteplici reati tributari perpetrati nel settore della fornitura di manodopera, delle pulizie, del facchinaggio, dei trasporti e della logistica, al servizio della cosiddetta “grande distribuzione organizzata”. L’attività svolta trae abbrivio dall’esecuzione, in data 21 giugno 2022, di perquisizioni locali e personali nei confronti di 21 persone fisiche e 19 persone giuridiche (residenti e aventi sede in Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania e <strong>Calabria</strong>) e di 14 misure cautelari personali (di cui 9 custodie cautelari in carcere, 4 arresti domiciliari e 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), nonché contestuale Decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, per complessivi 7,7 milioni di euro, emesso dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Como su richiesta della locale Procura della Repubblica.</p>
<p>L’attività di polizia economico-finanziaria ha consentito di sottoporre a confisca definitiva (ex art. 12-bis del D.Lgs. 74/2000 e art. 240 c.p.), in favore dello Stato:<br />
&#8211; due compendi aziendali (nel Comune di Cadorago (CO));<br />
&#8211; due ville di pregio con piscina (nei Comuni di Grandate (CO) e Lurago Marinone (CO));<br />
&#8211; dieci immobili (in provincia di Como e Brescia);<br />
&#8211; ventotto rapporti finanziari con una giacenza complessiva di 461.061,89 euro;<br />
&#8211; quote societarie;<br />
&#8211; due autovetture utilitarie;<br />
&#8211; due moto “Harley Davidson”;<br />
&#8211; denaro contante per 333.648,30 euro;<br />
&#8211; due orologi di valore (rispettivamente, marca Rolex e Bulgari);<br />
&#8211; gioielli (rispettivamente, marca Chanel, Gucci e Bulgari) e un anello con diamante Trilogy.</p>
<p>La sentenza, divenuta oramai irrevocabile, ha confermato la responsabilità penale di 11 persone fisiche, di cui 4 risultate, tra l’altro, destinatarie, a vario titolo, delle seguenti pene accessorie (ex art. 12 del D.Lgs. 74/2000):<br />
&#8211; interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;<br />
&#8211; incapacità di contrarre con la Pubblica Amministrazione;<br />
&#8211; interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria;<br />
&#8211; interdizione perpetua dall’ufficio di componente della Corte di Giustizia tributaria;<br />
&#8211; interdizione dai pubblici uffici.<br />
Le attività di polizia giudiziaria, svolte dai militari del Gruppo di Como, scaturite a seguito di un costante monitoraggio di plurime società cooperative operanti nel territorio lariano e dalla conseguente percezione di molteplici indici di rischio fiscali e valutari, hanno permesso di disarticolare un complesso sistema di frode fiscale perpetrato in forma associativa, ininterrottamente, tra la fine del 2015 ed il 2022, mediante la costituzione di 17 società cooperative, un consorzio ed una s.r.l. (da ritenersi società capogruppo).</p>
<p>I responsabili di tali condotte illegali, attraverso tale sistema (ovvero attraverso l’utilizzo fittizio dello schema societario cooperativistico), hanno commesso plurimi reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti (per complessivi 21.127.751,54 euro), di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (per un ammontare di imposte evase ai fini II.DD. per complessivi 496.542,40 euro ed ai fini IVA per complessivi 3.750.659,78 euro), di omessa dichiarazione (per un ammontare di imposte evase ai fini II.DD. per complessivi 906.826,87 ed ai fini IVA per complessivi 737.676,89 euro), di indebite compensazioni di imposta attraverso la sistematica compensazione di debiti tributari e previdenziali utilizzando crediti tributari inesistenti e/o non spettanti indicati nei modelli F24 (per un ammontare complessivo di 1.003.432,20 euro) e di omessi versamenti di IVA (per complessivi 829.910,00 euro). Il sistema di frode ideato e realizzato dal sodalizio criminale è stato ricostruito dai militari del Gruppo di Como, grazie ad accertamenti documentali e bancari (nonché mediante l’esecuzione di specifiche attività tecniche), che hanno portato alla individuazione di più società cooperative di lavoro a struttura precaria (in quanto tenute in vita dagli indagati per limitati periodi di tempo e sostanzialmente inadempienti sia agli obblighi civilistici che fiscali). Tali società “cartiere” hanno avuto il compito di assumere la forza-lavoro, di fatto gestita da altre due società “capogruppo” (un consorzio ed una società di capitali) che hanno costituito, invece, una struttura permanente nel tempo (risultando apparentemente in regola dal punto di vista fiscale), adempiendo all’attività direzionale ed amministrativa.</p>
<p>Tali società “cartiere” hanno avuto il compito di raccogliere i cd. assets produttivi (forza-lavoro), di fatto gestiti da due società “capogruppo” ed emettere, nei confronti di queste ultime, fatture false (con le quali venivano falsamente addebitati costi del personale), consentendo loro di abbattere l’ingente debito IVA scaturito dalla fatturazione delle prestazioni al cliente finale/committente, nonché un risparmio dei contributi previdenziali e assistenziali. Inoltre, le società capo-gruppo, avvalendosi della compiacenza di società terze (cd. soggetti accollanti), trasferivano le proprie esposizioni debitorie a queste ultime (mediante la procedura dell’accollo del debito), compensando tali debiti tributari con crediti non spettanti ed inesistenti, per un ammontare complessivo di oltre 1 milione di euro.</p>
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		<title>Edilizia, Senese (Fenealuil Calabria): &#8220;Difficile reperire manodopera specializzata&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/edilizia-senese-fenealuil-calabria-difficile-reperire-manodopera-specializzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2021 13:23:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e attività produttive]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Fenaluil]]></category>
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		<category><![CDATA[Senese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Nella Calabria dei paradossi ce n’è uno che risulta particolarmente inaccettabile e riguarda il mondo dell’edilizia: uno dei settori trainanti, se non il settore trainante dell’economia calabrese che, nonostante i vividi segnali di ripresa rischia di essere frenato e di perdere cosi le occasioni di prospettiva offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Nella Calabria dei paradossi ce n’è uno che risulta particolarmente inaccettabile e riguarda il mondo dell’edilizia: uno dei settori trainanti, se non il settore trainante dell’economia calabrese che, nonostante i vividi segnali di ripresa rischia di essere frenato e di perdere cosi le occasioni di prospettiva offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dalle provvidenze messe in campo dallo Stato come quelle previste nella normativa del Superbonus». A dirlo in una nota è Maria Elena Senese, segretario generale FenealUil Calabria.</p>
<p>«Perché? – si chiede – Presto detto, per il fatto che, nonostante gli investimenti crescano e con essi la domanda di lavoro, le imprese calabresi non riescono a reperire manodopera specializzata. Questa carenza, poi, sottende il rischio che i cantieri possano essere invasi da lavoratori non qualificati e pronti ad accettare qualsiasi tipo di contratto, tranne quello edile, pur di lavorare. Cosa bisogna fare quindi. Bisogna, necessariamente, puntare sulla formazione professionale attraverso il sistema bilaterale, attraverso gli Enti Scuola Edili».</p>
<p>«Occorre un massiccio ricorso alla formazione, &#8211; afferma ancora Senese &#8211; con un piano che preveda come punto di partenza di una nuova cultura del lavoro già dalla scuola dell’obbligo, offrendo alle ragazze ed ai ragazzi informazioni utili all’inserimento maturo e cosciente nel mondo del lavoro. Non bisogna mai dimenticare, infatti, che accanto all’aggiornamento professionale per gli operai e i tecnici, in una concezione di formazione continua, ogni Scuola edile svolge corsi di ingresso in cantiere, corsi per l’avviamento al lavoro, corsi per la sicurezza e formazione professionalizzante a carattere integrativo».</p>
<p>«Gli Enti scuola, poi,- conclude &#8211; sono accreditati presso la Regione per i servizi di istruzione e formazione professionale e per i servizi al lavoro. Gli strumenti per una corretta formazione professionale ci sono, basterebbe che chi gestisce la cosa pubblica in Calabria decidesse di sostenere finanziariamente queste esperienze professionali e, così facendo, compartecipare ai costi della formazione, creare un nuovo bacino di operai altamente professionalizzati e riscrivere il presente ed il futuro di un settore, quello edile, che da sempre è stato motore trainante dell’economia regionale».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/edilizia-senese-fenealuil-calabria-difficile-reperire-manodopera-specializzata/">Edilizia, Senese (Fenealuil Calabria): &#8220;Difficile reperire manodopera specializzata&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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