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	<title>mamma Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Sep 2026 13:25:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lamezia, la madre del 14enne parla al Consiglio di classe: &#8220;Non avrebbe mai accoltellato la professoressa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 13:25:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non avrebbe mai accoltellato la professoressa, oggi è molto provato e le chiede scusa&#8221;. A dirlo la madre del 14enne dell&#8217;istituto comprensivo &#8220;Nicotera-Costabile&#8221; di Lamezia Terme, denunciato a piede libero alla Procura dei minori di Catanzaro per aver introdotto un coltello a scuola con il presumibile intento di accoltellare la propria insegnante di italiano. La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non avrebbe mai accoltellato la professoressa, oggi è molto provato e le chiede scusa&#8221;. A dirlo la madre del 14enne dell&#8217;istituto comprensivo &#8220;Nicotera-Costabile&#8221; di Lamezia Terme, denunciato a piede libero alla Procura dei minori di Catanzaro per aver introdotto un coltello a scuola con il presumibile intento di accoltellare la propria insegnante di italiano. La donna è intervenuta al consiglio di classe aperto convocato dopo l&#8217;accaduto, raccontando che il figlio le ha assicurato che non avrebbe mai avuto la forza di portare a compimento quel proposito, ed ha raccontato di un ragazzo che si è sempre mostrato tranquillo e che avrebbe manifestato sofferenza dopo la seconda bocciatura.</p>
<p>Una versione sulla quale interviene anche l&#8217;avvocato della famiglia, Fabio Davoli. &#8220;Si sta dando per scontato &#8211; ha detto il legale &#8211; che, se non fossero intervenuti i carabinieri, il proposito si sarebbe trasformato in azione, ma questo dato non è affatto scontato&#8221;. Sullo sfondo restano i contenuti della chat su Telegram nella quale il ragazzo aveva annunciato le proprie intenzioni e che, secondo quanto emerso dalle indagini, dei carabinieri avrebbe creato lui stesso. Sulla chat, riferiscono gli investigatori in una nota, il ragazzino &#8220;avrebbe espresso l&#8217;intenzione di aggredire con un&#8217;arma da taglio una docente, a suo avviso, responsabile della sua mancata promozione scolastica&#8221;.</p>
<p>Sul gruppo, che sarebbe denominata &#8220;Prof italiano&#8221; alcuni utenti avrebbero chiesto di documentare l&#8217;aggressione con fotografie o video e il 14enne che si sarebbe denominato &#8220;Uccido la prof&#8221;, avrebbe scritto di volerlo fare senza casco perché non ne aveva uno; da qui sarebbe arrivato anche il suggerimento di utilizzare dello scotch per fissare una telecamera. Il contenuto della chat è ora tra gli elementi al vaglio dei carabinieri. Nel corso del consiglio di classe, gli insegnanti hanno confermato che il 14enne si era sempre mostrato tranquillo e la scuola ha deciso di predisporre un percorso ad hoc per il suo eventuale reinserimento. Al momento è sospeso fino a data da destinarsi.</p>
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		<title>25enne morto a Cosenza, madre &#8216;lo hanno lasciato saltare nel vuoto&#8217;. Presentata denuncia alla Procura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 18:19:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Mio figlio non si è lanciato da solo, lo hanno lasciato saltare davanti ai miei occhi e poi lo hanno calpestato mentre moriva&#8221;. A dirlo Nabila, madre di Mohamed Amin Bessioud, il 25enne deceduto nei giorni scorsi a Cosenza dopo essere precipitato dal terzo piano della sua abitazione durante un controllo dei carabinieri. La donna, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Mio figlio non si è lanciato da solo, lo hanno lasciato saltare davanti ai miei occhi e poi lo hanno calpestato mentre moriva&#8221;. A dirlo Nabila, madre di Mohamed Amin Bessioud, il 25enne deceduto nei giorni scorsi a Cosenza dopo essere precipitato dal terzo piano della sua abitazione durante un controllo dei carabinieri. La donna, ricostruendo i momenti della tragedia, ha parlato di intimidazioni e un tentativo di prelevamento forzato ai suoi danni per un ricovero psichiatrico, al fine di screditarla in quanto unica testimone oculare dei fatti.<br />
La madre del giovane ha parlato davanti al palazzo in cui abita e sotto il quale si sono radunate circa 300 persone per una manifestazione di solidarietà promossa dai collettivi cittadini per chiedere verità e giustizia sulla morte di Mohamed. Al presidio è presente anche il vescovo di Cosenza, monsignor Giovanni Checchinato, insieme ad diversi esponenti della politica locale.     La donna — che ha ricordato il percorso universitario e sportivo del figlio tra l&#8217;Italia e la Francia e i suoi passati problemi giudiziari dai quali stava cercando di uscire — ha detto di non riporre più fiducia nelle istituzioni e di chiedere giustizia, denunciando un clima di pressione e presunti soprusi subiti dalla famiglia all&#8217;interno delle mura domestiche.</p>
<p>Intanto, l&#8217;avvocato Osvaldo Rocca, legale della famiglia di Mohamed Amin Bessioud, presenterà una denuncia formale alla Procura della Repubblica di Cosenza. L&#8217;obiettivo del legale è fare piena luce sulle modalità operative adottate dalle forze dell&#8217;ordine nel corso del controllo. L&#8217;avvocato ha reso noto di aver inoltrato una sollecitazione al pubblico ministero affinché, nell&#8217;ambito dell&#8217;esame autoptico, vengano verificati eventuali segni sul corpo del giovane, con particolare riferimento ai polsi, al fine di accertare o escludere l&#8217;uso delle manette durante la perquisizione. Un dettaglio, quest&#8217;ultimo, al momento legato unicamente a indiscrezioni di testimoni presenti sul posto dopo la caduta e non confermato dagli atti ufficiali, di cui la difesa non ha ancora ricevuto notifica.</p>
<p>Secondo quanto riferito dal legale, &#8220;il giovane, seguito dal Csm e dal Serd per un percorso di recupero che gli stava consentendo di superare precedenti problemi giudiziari e di tossicodipendenza, si trovava in uno stato di forte agitazione al momento dei fatti&#8221;.  L&#8217;esposto &#8211; ha precisato il legale &#8211; prenderà inoltre in esame le continue verifiche a cui il 25enne è stato sottoposto nei mesi precedenti, caratterizzate, secondo quanto riferito ai familiari e alla fidanzata, da frequenti controlli e perquisizioni notturne. Spetterà ora agli accertamenti medico-legali e alle indagini della Procura chiarire la dinamica dell&#8217;accaduto.</p>
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		<title>Tragedia a Platì: mamma fa retromarcia con l&#8217;auto e investe accidentalmente la sua bimba di tre anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tragedia-a-plati-mamma-fa-retromarcia-con-lauto-e-investe-accidentalmente-la-sua-bimba-di-tre-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 07:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tragico incidente si è consumato la sera del 16 giugno a Platì, in provincia di Reggio Calabria, dove una donna ha investito accidentalmente la figlia, di tre anni, mentre faceva la retromarcia con la propria auto. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi, per la bambina non c&#8217;è stato nulla da fare. Dopo avere avvertito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un tragico incidente si è consumato la sera del 16 giugno a Platì, in provincia di Reggio Calabria, dove una donna ha investito accidentalmente la figlia, di tre anni, mentre faceva la retromarcia con la propria auto. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi, per la bambina non c&#8217;è stato nulla da fare. Dopo avere avvertito la Procura di Locri, i Carabinieri intervenuti sul posto hanno eseguito gli accertamenti per ricostruire la dinamica ma dai rilievi non ci sarebbero dubbi che si è trattato di un incidente che si è trasformato in tragedia. Una fatalità che ha sconvolto la famiglia della bambina e l&#8217;intera Platì.</p>
<p>Sui social, infatti, il sindaco Giovanni Sarica ha espresso il messaggio di cordoglio personale e dell’amministrazione comunale: &#8220;<em>Ci sono notizie &#8211; </em>ha scritto<em> &#8211; che spezzano il cuore e davanti alle quali le parole sembrano non bastare. Platì si stringe con profonda commozione attorno alla famiglia. Quando viene a mancare una bambina, viene colpita l&#8217;intera comunità. </em></p>
<p><em>Si spegne un sorriso, un sogno, una vita che aveva ancora tanto da donare e da vivere. È una ferita che lascia sgomenti e che ci unisce nel dolore&#8221;</em>.</p>
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		<item>
		<title>Crotone, don Ciotti: la mamma di Dodò ha trasformato il dolore in impegno contro la mafia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-don-ciotti-la-mamma-di-dodo-ha-trasformato-il-dolore-in-impegno-contro-la-mafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 14:57:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ciao Francesca, stringi forte Dodò e sappi che il tuo seme darà frutto&#8221;. Così don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha salutato Francesca Anastasio, la mamma del piccolo Dodò Gabriele, ucciso a Crotone nel 2009, vittima innocente della mafia. Francesca Anastasio, di 58 anni, è deceduta lo scorso 11 maggio a Milano dove era in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ciao Francesca, stringi forte Dodò e sappi che il tuo seme darà frutto&#8221;. Così don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha salutato Francesca Anastasio, la mamma del piccolo Dodò Gabriele, ucciso a Crotone nel 2009, vittima innocente della mafia. Francesca Anastasio, di 58 anni, è deceduta lo scorso 11 maggio a Milano dove era in coma da tre mesi a causa delle complicanze di un difficile intervento chirurgico. Stamani, a Crotone, davanti ad una folla commossa si sono svolti i funerali officiati dal vescovo Alberto Torriani, con la concelebrazione di don Ciotti. Alla cerimonia ha partecipato anche il procuratore di Catanzaro, Salvatore Curcio, che istruì il processo che portò alla condanna degli assassini di Dodò, la prefetta Franca Ferraro, e il prefetto di Salerno Vincenzo Panico, che all&#8217;epoca dell&#8217;omicidio guidava l&#8217;ufficio di governo di Crotone.</p>
<p>&#8220;La vita di Francesca, attraversando la sofferenza, ha impedito al buio di diventare totale &#8211; ha detto il vescovo nell&#8217;omelia -. Il vero coraggio è non lasciare che il male abbia l&#8217;ultima parola. Perché lo sappiamo bene, la &#8216;ndrangheta non uccide soltanto con i colpi delle armi, vince davvero quando abitua una terra alla rassegnazione. Il coraggio è continuare a credere che questa terra non è condannata, è educare i giovani alla libertà e alla non violenza per non abituarci mai al male. Il coraggio è custodire la memoria non come un monumento fermo, ma come una coscienza viva che continua a provocare in tutti noi, perché ci sono vite come quella di Francesca che, attraversando il dolore, continuano ancora a parlare e ci indicano con disarmante verità da che parte stare&#8221;.<br />
&#8220;Cara Francesca, sei andata via con le carezze di Giovanni e tra le mie braccia&#8221; ha detto don Ciotti, che è stato accanto a Francesca ed al marito Giovanni fino all&#8217;ultimo, scagliandosi poi contro la criminalità: &#8220;Qualcuno chiama la &#8216;ndrangheta cultura mafiosa, quasi fosse un modo di essere, un codice d&#8217;onore. Non chiamiamola mai cultura, chiamiamola per quello che è: ignoranza, sopraffazione, vigliaccheria, violenza&#8221;.</p>
<p>Don Ciotti ha poi esaltato la forza dei genitori di Dodò: &#8220;dopo avere perso Dodò, non vi siete chiusi in casa. Non avete lasciato che l&#8217;odio vi divorasse. Avete fatto una scelta. Vi siete messi in gioco in tutta Italia a parlare ai ragazzi e alle ragazze, a raccontare di dolore a dire ai giovani: la mafia uccide, anche i bambini. Francesca non era un&#8217;eroina, era una madre normale che davanti al lutto più innaturale per un genitore, ha scelto di non tacere, ha scelto di trasformare la ferita in parola, il grido in educazione, la disperazione in impegno&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Morta Francesca Anastasio, la mamma di &#8220;Dodò&#8221; Gabriele ucciso a 11 anni da cosche a Crotone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 12:26:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani esprime &#8220;profondo cordoglio&#8221; per la morte di Francesca Anastasio, la madre di Domenico &#8220;Dodò&#8221; Gabriele, il bambino di appena undici anni colpito mortalmente per errore in un agguato di &#8216;ndrangheta a Crotone nel 2009, divenuto negli anni simbolo innocente della violenza mafiosa e della necessità di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/morta-francesca-anastasio-la-mamma-di-dodo-gabriele-ucciso-a-11-anni-da-cosche-a-crotone/">Morta Francesca Anastasio, la mamma di &#8220;Dodò&#8221; Gabriele ucciso a 11 anni da cosche a Crotone</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani esprime &#8220;profondo cordoglio&#8221; per la morte di Francesca Anastasio, la madre di Domenico &#8220;<em>Dodò</em>&#8221; Gabriele, il bambino di appena undici anni colpito mortalmente per errore in un agguato di &#8216;ndrangheta a Crotone nel 2009, divenuto negli anni simbolo innocente della violenza mafiosa e della necessità di una coscienza civile fondata sulla giustizia e sulla legalità. Dodò morì nell&#8217;ospedale di Catanzaro dopo un&#8217;agonia durata tre mesi: il 25 giugno 2009, mentre stava giocando a calcetto, fu colpito da una raffica di proiettili destinati a Gabriele Marrazzo. Gli autori dell&#8217;agguato sono stati condannati all&#8217;ergastolo in via definitiva. Da quel giorno Francesca Anastasio e Giovanni Gabriele non si sono mai fermati nel loro impegno contro la criminalità organizzata.<br />
&#8220;<em>Con la morte di Francesca &#8211; </em>afferma il presidente del Coordinamento Romano Pesavento<em> &#8211; il Paese perde non soltanto una madre segnata da un dolore indicibile, ma una voce autentica della memoria civile italiana. In questi anni, infatti, la sua testimonianza non si è mai chiusa nel silenzio della sofferenza privata: al contrario, si è trasformata in un costante impegno educativo rivolto alle giovani generazioni, affinché il sacrificio di Dodò non fosse archiviato come un semplice fatto di cronaca, ma diventasse coscienza collettiva, monito etico e responsabilità condivisa&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;<em>Il Coordinamento &#8211; </em>prosegue<em> &#8211; ritiene che figure come Francesca Anastasio rappresentino una delle più alte espressioni di cittadinanza attiva e di resistenza morale contro ogni forma di criminalità organizzata. La sua dignità composta, la forza con cui ha continuato a incontrare studenti, associazioni e istituzioni, la volontà di trasformare il lutto in educazione alla vita e al rispetto dei diritti umani costituiscono un patrimonio civile che non può andare disperso. Per questa ragione il Cnddu invita le istituzioni scolastiche a dedicare momenti di riflessione, approfondimento e confronto sul valore della testimonianza civile lasciata da Francesca Attanasio, affinché gli studenti possano comprendere come anche dal dolore più devastante possa nascere una straordinaria lezione di umanità, responsabilità e impegno sociale</em>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/morta-francesca-anastasio-la-mamma-di-dodo-gabriele-ucciso-a-11-anni-da-cosche-a-crotone/">Morta Francesca Anastasio, la mamma di &#8220;Dodò&#8221; Gabriele ucciso a 11 anni da cosche a Crotone</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Tragedia a Catanzaro, Maria Luce ricoverata in terapia intensiva al Gaslini: grave ma stabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 12:40:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie ad un volo sanitario urgente, Maria Luce, la bambina di 6 anni coinvolta nella tragedia avvenuta a Catanzaro, è stata ricoverata all&#8217;Istituto &#8216;Giannina Gaslini&#8216; di Genova alle 2 della scorsa notte. La piccola paziente è attualmente ricoverata presso la Terapia Intensiva in prognosi riservata. Lo scrive nel bollettino medico la direzione del pediatrico genovese. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ad un volo sanitario urgente, Maria Luce, la bambina di 6 anni coinvolta nella tragedia avvenuta a Catanzaro, è stata ricoverata all&#8217;Istituto &#8216;<em>Giannina Gaslini</em>&#8216; di Genova alle 2 della scorsa notte. La piccola paziente è attualmente ricoverata presso la Terapia Intensiva in prognosi riservata. Lo scrive nel bollettino medico la direzione del pediatrico genovese. Il trasferimento si è concluso con esito positivo nel corso della notte, grazie al diretto coinvolgimento dei professionisti del Gaslini, che hanno raggiunto Catanzaro per prendere in carico la paziente e accompagnarla nel trasferimento verso Genova, assicurando in ogni fase le più elevate condizioni di sicurezza e continuità assistenziale &#8211; prosegue la nota dell&#8217;ospedale -. L&#8217;esito favorevole dell&#8217;operazione e la stabilità clinica della paziente sono il risultato di una sinergia d&#8217;eccellenza con l&#8217;équipe dell&#8217;ospedale di Catanzaro, che ha tempestivamente eseguito le manovre salvavita necessarie a contenere le gravissime lesioni riportate, rendendo possibile il trasferimento.</p>
<p>Determinante si è rivelato anche il contributo dell&#8217;Aeronautica Militare, 31° Stormo, che ha garantito un trasporto sanitario di carattere eccezionale, assicurando la piena continuità delle cure e la massima sicurezza durante il volo verso Genova. Eventuali ulteriori aggiornamenti saranno comunicati in relazione all&#8217;evoluzione del quadro clinico.</p>
<div class="formatted-text has-first-letter">
<p>A fare il punto sulle condizioni della piccola è Andrea Moscatelli, direttore del Dipartimento emergenza e terapia intensiva del Gaslini: &#8220;Il Gaslini sta dando a questa bambina le massime potenzialità di recupero soprattutto dal punto di vista neurologico, quindi è sottoposta a dei monitoraggi molto sofisticati per fare in modo di ottenere il massimo recupero&#8221;. Il medico invita alla prudenza sulla prognosi: &#8220;In questo momento sarebbe sciocco fare delle previsioni, quello che noi possiamo fare è mantenere delle condizioni di stabilità ottimali perché lei possa recuperare e questo è un obiettivo che adesso stiamo raggiungendo&#8221;.</p>
</div>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="dXljyP8cnc"><p><a href="https://www.calabrianews.it/catanzaro-donna-si-lancia-dal-balcone-con-i-suoi-tre-figli-morta-con-due-bimbi-la-terza-e-grave/">Catanzaro, donna si lancia dal balcone con i suoi tre figli: morta con due bimbi, la terza è grave</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Catanzaro, donna si lancia dal balcone con i suoi tre figli: morta con due bimbi, la terza è grave&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/catanzaro-donna-si-lancia-dal-balcone-con-i-suoi-tre-figli-morta-con-due-bimbi-la-terza-e-grave/embed/#?secret=rgcbgDc7yj#?secret=dXljyP8cnc" data-secret="dXljyP8cnc" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Tragedia a Catanzaro, parroco: &#8220;Aveva paura che qualcuno facesse del male ai suoi figli&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 12:00:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Amava la vita ma dopo il terzo figlio non stava più bene. Aveva una angoscia troppo forte&#8221;. È quanto ha raccontato il parroco della chiesa Santissimo Salvatore di Catanzaro, don Vincenzo Zoccoli, a margine di una veglia di preghiera per ricordare la 46enne che ieri si è tolta la vita gettandosi dal balcone insieme ai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Amava la vita ma dopo il terzo figlio non stava più bene. Aveva una angoscia troppo forte&#8221;. È quanto ha raccontato il parroco della chiesa Santissimo Salvatore di Catanzaro, don Vincenzo Zoccoli, a margine di una veglia di preghiera per ricordare la 46enne che ieri si è tolta la vita gettandosi dal balcone insieme ai suoi figli, di cui due deceduti sul colpo. La donna era una assidua frequentatrice della parrocchia e molto attiva nel sociale. C&#8217;era una lunga conoscenza con il sacerdote, a cui aveva più volte confidato i suoi timori. &#8220;<em>Aveva questa stanchezza, questa depressione angosciante &#8211; racconta don Vincenzo -, mi diceva che era insicura quando portava i bambini all&#8217;asilo ma anche quando li portava altrove perché aveva paura che qualcuno facesse loro del male&#8221;</em>. Il parroco, secondo quanto riferito, aveva provato a rassicurarla, consigliandole di rivolgersi anche a uno specialista.</p>
<p>&#8220;<em>Dopo il battesimo dell&#8217;ultimo figlio, il 19 marzo, era sempre più stanca. Io le ho detto di farsi aiutare, che non poteva continuare così. Le ho detto di tornare a lavorare anche un paio d&#8217;ore. Ma non mi ascoltava, per cui l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho vista le avevo detto di rivolgersi a uno psicologo o di andare dal suo medico per farsi dare qualcosa&#8221;</em>.<br />
Il parroco l&#8217;ha quindi descritta come una persona &#8220;<em>molto riservata. In parrocchia era conosciuta perché era molto solare, generosa e disponibile. Certamente con questa sofferenza che non esprimeva, non comunicava&#8221;. </em>Ha quindi ricordato che la donna si era sposata in parrocchia.<em> &#8220;Ha fatto anche il ricevimento in parrocchia. Tutto come se fosse una famiglia. Ecco perché stiamo vivendo un momento molto particolare nella comunità parrocchiale&#8221;.</em></p>
<p>Don Vincenzo, che ha ricordato di aver visto l&#8217;ultima volta la donna lo scorso lunedì, ha rivolto un pensiero anche per la bambina di 5 anni e mezzo in gravi condizioni: &#8220;<em>Aveva la voglia proprio di vivere, come gli altri due. Sorridevano sempre quando arrivavano a messa. Io mi auguro che ce la faccia</em>&#8220;.</p>
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		<title>Catanzaro, donna si lancia dal balcone con i suoi tre figli: morta con due bimbi, la terza è grave</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 06:22:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sconvolgente tragedia nella notte a Catanzaro in via Zanotti Bianco. Una donna si è lanciata dal terzo piano di uno stabili insieme ai suoi tre figli piccoli. Il bilancio è drammatico: morta la donna e due bambini di 4 anni e 4 mesi. La terza bimba, di sei anni, è attualmente ricoverata in condizioni gravissime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sconvolgente tragedia nella notte a Catanzaro in via Zanotti Bianco. Una donna si è lanciata dal terzo piano di uno stabili insieme ai suoi tre figli piccoli. Il bilancio è drammatico: morta la donna e due bambini di 4 anni e 4 mesi. La terza bimba, di sei anni, è attualmente ricoverata in condizioni gravissime nel reparto di rianimazione dell&#8217;ospedale &#8220;<em>Pugliese</em>&#8220;.</p>
<p>Scattato l&#8217;allarme sul posto sono prontamente giunte le Volanti della Polizia e i sanitari del 118 e quelli della Medicina legale dell’Università.</p>
<p>Sul luogo della tragedia che il pm di turno in Procura che sta coordinando le indagini per stabilire cause e dinamiche di questa tragedia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E&#8217; grave la bimba fatta nascere con parto cesareo: la mamma tra i feriti dell&#8217;incidente a San Fili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 10:28:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si stanno vivendo ore di apprensione ma anche di preghiera e speranza ad Amantea (CS) da quando si è diffusa la notizia che, tra i feriti del grave incidente stradale di venerdì sera nella galleria &#8220;Fiego&#8221; sulla SS107 a San Fili, c&#8217;era anche una giovane donna di 31 anni alla trentaquattresima settimana di gravidanza. I [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="mvp-post-soc-wrap left relative">
<p>Si stanno vivendo ore di apprensione ma anche di preghiera e speranza ad Amantea (CS) da quando si è diffusa la notizia che, tra i feriti del grave incidente stradale di venerdì sera nella galleria &#8220;<em>Fiego</em>&#8221; sulla SS107 a San Fili, c&#8217;era anche una giovane donna di 31 anni alla trentaquattresima settimana di gravidanza. I soccorritori hanno immediatamente provveduto al suo trasferimento in codice rosso all&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza dove, a causa delle gravi ferite riscontrate, i sanitari hanno deciso di intervenire chirurgicamente nella notte con un parto cesareo d&#8217;urgenza per tentare di salvare la bimba portata in grembo. Le  condizioni della piccola sarebbero critiche con quadro clinico molto compromesso. La madre sarebbe in coma farmacologico.</p>
<p>La giovane donna, al momento dell&#8217;impatto con l&#8217;altra vettura, era in auto assieme al marito e ad un&#8217;altra persona. La coppia, poche ore prima, si era recata a Cosenza proprio per una visita ginecologica.</p>
<p>Nel tragico incidente, sulle cui cause hanno indagato gli agenti della Polizia Stradale, hanno perso la vita Luciano Oliva, 18 anni (<em>ne avrebbe compiuti 19 il prossimo luglio</em>) e Mariano Morett<strong>i</strong>, di 46 anni, entrambi residenti a Marano Marchesato.</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO:</strong></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="DtRpVCm738"><p><a href="https://www.calabrianews.it/incidente-sulla-ss107-3-le-vittime-non-ce-lha-fatta-la-neonata-ferita-con-la-sua-mamma/">Incidente sulla SS107: 3 le vittime, non ce l&#8217;ha fatta la neonata ferita con la sua mamma</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Incidente sulla SS107: 3 le vittime, non ce l&#8217;ha fatta la neonata ferita con la sua mamma&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/incidente-sulla-ss107-3-le-vittime-non-ce-lha-fatta-la-neonata-ferita-con-la-sua-mamma/embed/#?secret=KNnz2tWKGL#?secret=DtRpVCm738" data-secret="DtRpVCm738" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/e-grave-la-bimba-fatta-nascere-con-parto-cesareo-la-mamma-tra-i-feriti-dellincidente-a-san-fili/">E&#8217; grave la bimba fatta nascere con parto cesareo: la mamma tra i feriti dell&#8217;incidente a San Fili</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ricadi, bimba disabile “reclusa” in casa al 3° piano: può uscire solo se presa in braccio dalla mamma</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ricadi-bimba-disabile-reclusa-in-casa-al-3-piano-puo-uscire-solo-se-presa-in-braccio-dalla-mamma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 15:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una lettera formale al ministro della Disabilita’, Alessandra Locatelli, e al ministro della Famiglia, Eugenia Maria Roccella, oltre che al sindaco di Ricadi, nel Vibonese, Antonio Tripodi, e’ stata inviata da Cosimo Limardo, presidente dell’associazione “Don Gnocchi Voglia di Vivere”, per denunciare il grave disagio di una madre – Chiara Calamita di Santa Domenica di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ricadi-bimba-disabile-reclusa-in-casa-al-3-piano-puo-uscire-solo-se-presa-in-braccio-dalla-mamma/">Ricadi, bimba disabile “reclusa” in casa al 3° piano: può uscire solo se presa in braccio dalla mamma</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una lettera formale al ministro della Disabilita’, Alessandra Locatelli, e al ministro della Famiglia, Eugenia Maria Roccella, oltre che al sindaco di Ricadi, nel Vibonese, Antonio Tripodi, e’ stata inviata da Cosimo Limardo, presidente dell’associazione “Don Gnocchi Voglia di Vivere”, per denunciare il grave disagio di una madre – Chiara Calamita di Santa Domenica di Ricadi – costretta a vivere “<em>reclusa</em>” in un appartamento al terzo piano con la figlia disabile al 100%. La bambina di 10 anni – di non poco peso – puo’ infatti uscire di casa solo se presa in braccio dalla madre.</p>
<p>“<em>Non e’ giusto che una madre debba affrontare ogni giorno questo sforzo fisico e psicologico per permettere alla figlia di andare a scuola, a terapia o semplicemente fare una passeggiata”</em>, scrive Limardo nella missiva. La famiglia Calamita avrebbe inoltrato numerose sollecitazioni al Comune di Ricadi, chiedendo l’assegnazione di un alloggio popolare privo di barriere architettoniche e idoneo alle gravi condizioni della piccola.</p>
<p>Richieste ad oggi rimaste prive di risposte concrete. La situazione e’ definita come “<em>insostenibile</em>” e peggiora quotidianamente, minando il diritto fondamentale della bambina a una vita dignitosa e a un normale inserimento sociale.</p>
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