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	<title>maltrattati Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Mar 2026 17:13:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vibo, violenza ad opera di minori: Protocollo in Questura per recupero soggetti maltrattati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stamane il Questore di Vibo Valentia Dr. Rodolfo Ruperti e la dr.ssa Fiscer Lidia, Presidente dell’Associazione CIPM Calabria ETS con sede in Siderno (RC) hanno siglato un protocollo d’intesa per il recupero dei soggetti maltrattanti con particolare riferimento alle violenze commesse da minori di età. Il progetto, che rientra nelle attività di prevenzione contro le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stamane il Questore di Vibo Valentia Dr. Rodolfo Ruperti e la dr.ssa Fiscer Lidia, Presidente dell’Associazione CIPM Calabria ETS con sede in Siderno (RC) hanno siglato un protocollo d’intesa per il recupero dei soggetti maltrattanti con particolare riferimento alle violenze commesse da minori di età. Il progetto, che rientra nelle attività di prevenzione contro le violenze di genere promosse dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, mira a rafforzare la rete di supporto alle vittime, intervenendo proprio sulle cause che determinano i comportamenti violenti, con l&#8217;obiettivo di ridurre il rischio di reiterazione. A seguito del protocollo, in caso di ammonimento del Questore, la persona maltrattante verrà invitata a seguire un percorso che mira a promuovere la rieducazione attraverso specifici percorsi con psicologi ed educatori dell’Associazione CIPM. L’obiettivo è di intervenire sulle cause della violenza prevenendone la reiterazione anche al fine di una reintegrazione del soggetto maltrattante nell’ambito delle corrette relazioni familiari ed interpersonali.</p>
<p>Il protocollo prende il nome di ZEUS (<em>quale primo soggetto maltrattante</em>) e PERSEO (<em>come richiamo ai giovanissimi che sfidano le loro paure</em>). L’associazione difatti ha una specializzazione specifica per il trattamento e recupero dei minori autori di violenza. Giova precisare che a seguito del recente decreto sicurezza (D.L. 24 febbraio 2026, n. 23) sono stati ampliati i casi di ammonimento previsti per minori e possono essere colpiti da ammonimento non solo gli ultra quattordicenni nei casi di bullismo e cyberbullismo ma anche i minori dai 12 ai 14 anni in caso di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia se commessi con armi o strumenti vietati, in modo assoluto o senza giustificato motivo</p>
<p>L’incontro è stato importante anche per definire con l’Associazione CIPM che ha sede a Siderno (RC), l’individuazione di un nuovo spazio comune protetto in Vibo Valentia. La Presidente, lieta di questa iniziativa, si è dichiarata disponibile ad effettuare da subito i colloqui trattamentali in questo territorio.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-368373" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560-300x200.jpg" alt="" width="644" height="429" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560-300x200.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560-768x512.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560-630x420.jpg 630w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560-696x464.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DSC_0560.jpg 900w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
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		<title>Bimbi di 2 e 4 anni maltrattati a Paola, condannato a 7 anni e 4 mesi il compagno della madre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 13:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, al termine del rito abbreviato, ha inflitto 7 anni e 4 mesi a Giovanni Fiore, 35enne di Paola accusato di violenze nei confronti dei due fratellini di 3 e 4 anni ricoverati negli scorsi mesi all’ospedale Annunziata di Cosenza. Il compagno della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, al termine del rito abbreviato, ha inflitto 7 anni e 4 mesi a Giovanni Fiore, 35enne di Paola accusato di violenze nei confronti dei due fratellini di 3 e 4 anni ricoverati negli scorsi mesi all’ospedale Annunziata di Cosenza. Il compagno della madre dei bambini sarebbe il responsabile dei maltrattamenti: uno dei bambini, in seguito alle gravi ferite, era finito in rianimazione. </p>
<p>La nonna materna è stata assol­ta, perché “il fatto non sussiste”. Quanto alla madre dei bambini, la gip l’ha rinviata a giudizio: dovrà rispondere della mancata protezione dei figli. Il processo per lei inizierà il 10 dicembre. La Procura dei minori di Catanzaro, nel corso delle indagini, aveva osservato che la madre aveva fornito dichiarazioni che cercavano di minimizzare o giustificare le lesioni come “incidenti domestici”, nonostante il quadro clinico dei bambini fosse compatibile con violenze ripetute.</p>
<p>I due fratellini furono in più occasioni ricoverati: avevano lividi, traumi e fratture. In seguito alle indagini e alla decisione del tribunale, i minori sono stati affidati al padre e alla nonna paterna.</p>
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		<title>Fratellini ricoverati, spari a Paola contro Vincenzo Rubano inviato di &#8216;Pomeriggio 5&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fratellini-ricoverati-spari-a-paola-contro-vincenzo-rubano-inviato-di-pomeriggio-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 18:14:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Pomeriggio Cinque]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vincenzo Rubano, inviato di Pomeriggio Cinque, sarebbe stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco mentre si trovava nella periferia di Paola, in provincia di Cosenza, mentre tentava di intervistare il padre biologico di due fratellini al centro di un&#8217;inchiesta per presunti maltrattamenti in famiglia. &#8220;In tanti anni di carriera non ricordo un episodio simile, un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vincenzo Rubano, inviato di Pomeriggio Cinque, sarebbe stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco mentre si trovava nella periferia di Paola, in provincia di Cosenza, mentre tentava di intervistare il padre biologico di due fratellini al centro di un&#8217;inchiesta per presunti maltrattamenti in famiglia. &#8220;In tanti anni di carriera non ricordo un episodio simile, un episodio gravissimo e inaudito. Noi giornalisti facciamo il nostro mestiere che vuol dire informare, raccontare, andare sul posto. E se viene minacciato un nostro collega, se viene minacciato il nostro lavoro è grave per tutti noi, è una cosa che non deve mai accadere. Fare delle domande non può voler dire che ti sparano addosso come accaduto a Vincenzo Rubano. Noi non ci fermeremo&#8221;, commenta la conduttrice Myrta Merlino.</p>
<p>Nel corso della diretta, Rubano ripercorre la dinamica dell’accaduto: &#8220;Abbiamo tentato l&#8217;intervista a questo signore, il papà di questi due fratellini. Siamo arrivati sul posto, si tratta della periferia di Paola, questa cittadina sul Tirreno. Ci hanno visto dei vicini, ci hanno detto: fate attenzione, fate molta attenzione, quindi ci siamo avvicinati con cautela. Abbiamo bussato alla porta, non ci ha risposto nessuno. Stavamo andando via quando all&#8217;improvviso abbiamo sentito questi tre colpi. Ci siamo voltati indietro, non abbiamo visto nessuno ma abbiamo sentito altre due esplosioni, queste due pallottole che ci hanno addirittura sfiorato e abbiamo trovato riparo sotto un muro di recinzione di una villetta&#8221;.</p>
<p>L&#8217;inviato continua: &#8220;La zona è piena di video telecamere di sorveglianza. Abbiamo avvisato immediatamente i carabinieri, fortunatamente una pattuglia era già in zona. Hanno indossato il giubbotto antiproiettile e ci sono avvicinati con molta cautela. Hanno chiamato subito i rinforzi e nel giro di cinque minuti sono arrivate una decina di pattuglie dei carabinieri, anche il capitano della compagnia dei carabinieri di Paola. Hanno circoscritto l&#8217;intera area, ci hanno messo a riparo, poi hanno fatto una dettagliata perquisizione all’interno dell’abitazione. Probabilmente hanno anche sequestrato un&#8217;arma all&#8217;interno di questo appartamento, un fucile con proiettili di piombo che potevano fare molto male, questa è un&#8217;indiscrezione degli ultimi minuti&#8221;.</p>
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		<title>Cosenza, anziani coniugi maltrattati: Polizia arresta la loro badante 60enne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-anziani-coniugi-maltrattati-polizia-arresta-la-loro-badante-60enne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Nov 2023 10:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di ieri, personale della Polizia di Stato ha tratto in arresto una donna di 60 anni, di nazionalità italiana e residente a Cosenza, in quanto resasi responsabile del reato di maltrattamenti nei confronti di due anziani coniugi a cui, invece, avrebbe dovuto prestare cura e assistenza. Il provvedimento giunge a conclusione di una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di ieri, personale della Polizia di Stato ha tratto in arresto una donna di 60 anni, di nazionalità italiana e residente a Cosenza, in quanto resasi responsabile del reato di maltrattamenti nei confronti di due anziani coniugi a cui, invece, avrebbe dovuto prestare cura e assistenza. Il provvedimento giunge a conclusione di una rapida ed intensa attività investigativa coordinata dalla locale Procura della Repubblica e avviata a seguito di una denuncia/querela sporta da una delle figlie della parte offesa presentata presso l&#8217;Ufficio Denunce della Questura, alcune settimane addietro.</p>
<p>In particolare, la denunciante ha raccontato agli operatori di Polizia di avere assunto la donna la scorsa primavera, in qualità di badante, al servizio dei propri anziani genitori rispettivamente di anni 81 e 78, l&#8217;uno cardiopatico l&#8217;altra affetta da Alzheimer. Insospettita dai lividi e dalle escoriazioni, apparsi principalmente sul corpo della madre qualche tempo dopo, la denunciante assieme a sua sorella, aveva deciso di monitorare le immagini delle telecamere posizionate all&#8217;interno dell&#8217;abitazione degli anziani coniugi. Lo scorso 14 ottobre, era perfino intervenuta la Volante, allorquando, le figlie della Vittima, a seguito degli ennesimi maltrattamenti, avevano allertato il 113 ma soprattutto la Guardia Medica affinché venissero prestate le cure del caso alla propria madre, per le ferite riportate. La denuncia sporta dai familiari veniva suffragata sia dai primi accertamenti svolti dai poliziotti dall&#8217;U.P.G.S.P. che dalle successive indagini svolte dalla Squadra Mobile. </p>
<p>Il quadro alquanto drammatico restituito dalla visione delle immagini registrate dalle telecamere installate all&#8217;interno dell&#8217;abitazione degli anziani coniugi forniva un&#8217;ampia e chiara documentazione dei maltrattamenti subiti dalle vittime. Infatti, in alcuni frames, l&#8217;indagata veniva immortalata all&#8217;atto di sferrare schiaffi e pugni all&#8217;anziana donna mentre era intenta a consumare il pranzo ovvero all&#8217;atto di tirarla per le orecchie per spronarla a camminare fino ad imboccarla in maniera forzata anche con l&#8217;uso di un coltello appuntito. A ciò si aggiungevano anche le testimonianze ed i referti medici che documentavano le lesioni dell&#8217;anziana.<br />
L&#8217;attività d&#8217;indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza diretta dal Procuratore Capo Dr Mario Spagnuolo, ha consentito di accertare i reati contestati e di assicurare la donna alla giustizia che è stata rintracciata dai poliziotti della Squadra Mobile e dell&#8217;U.P.G.S.P. che l&#8217;hanno sottoposta alla misura degli arresti domiciliari.</p>
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		<item>
		<title>Cosenza, maltratta figli credendo vicina la fine del mondo: 51enne arrestato, moglie obbligo dimora</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-maltratta-figli-credendo-vicina-la-fine-del-mondo-51enne-arrestato-moglie-obbligo-dimora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2021 13:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[fine del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Incredibile vicenda scoperta dalla Squadra mobile di Cosenza. Due genitori cosentini, sulla base di alcune credenze religiose, erano convinti che fosse vicina la fine del mondo e, per tale ragione, sottoponevano i figli a vessazioni di inaudita violenza colpendoli con ogni oggetto che avevano a portata di mano in casa, sferrando loro calci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Incredibile vicenda scoperta dalla Squadra mobile di Cosenza. Due genitori cosentini, sulla base di alcune credenze religiose, erano convinti che fosse vicina la fine del mondo e, per tale ragione, sottoponevano i figli a vessazioni di inaudita violenza colpendoli con ogni oggetto che avevano a portata di mano in casa, sferrando loro calci e pugni.</p>
<p>Per tale ragione, un 51enne ed una 41enne, sono stati raggiunti da un&#8217;ordinanza di misura cautelare personale con l&#8217;accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni dei figli. L&#8217;uomo è stato arrestato e portato in carcere, mentre la madre è stata sottoposta all&#8217;obbligo di dimora e all&#8217;obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.</p>
<p>Le indagini della polizia di Stato, partite a seguito di una richiesta di aiuto rivolta da una delle figlie della coppia al Telefono Azzurro, hanno permesso di dimostrare, secondo quanto riferiscono gli investigatori, la sussistenza di un clima familiare particolarmente preoccupante e negativo.<br />
I due, inoltre, secondo l&#8217;accusa, costringevano i figli più piccoli a svegliarsi alle 3 del mattino costringendoli a pesanti lavori in campagna cui seguivano giorni e giorni di digiuno e astinenza dal bere ai quali erano obbligati dai genitori per poter depurare la loro anima e il loro corpo. Ogni tentativo di ribellione era punito con gesti di estrema violenza.</p>
<p>Dopo la segnalazione di Telefono Azzurro, la Squadra mobile ha svolto rapidamente le indagini accertando la fondatezza di quanto denunciato ed inviando un&#8217;informativa di reato all&#8217;autorità giudiziaria. </p>
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